Oggetto del Consiglio n. 4335 del 28 gennaio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4335/XVI - Interrogazione: "Stato dell'arte della richiesta di una sede da parte di associazioni e realtà culturali".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 14 all'ordine del giorno.
Per la risposta, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Ho fatto un piccolo riassunto e ho fatto fatica, devo dire, a trovare una coerenza nella sua interrogazione. Ho provato a fare un piccolo riassunto, a uso e consumo di chi ci ascolta, cercando di evitare di mettere in rilievo le contrapposizioni all'interno tra premesse, interrogazioni e altro, ma poi faccio alcune precisazioni.
La sua interrogazione pone l'attenzione sulla gestione e destinazione degli spazi dell'immobile denominato Castello Montfleury, richiamando due deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio - è bene che sia chiaro questo: lei fa la domanda a noi con riferimento alla Presidenza del Consiglio -: quella che ha approvato la locazione dell'immobile per un periodo di 6 anni al Co.re.Com, e un'altra che ne ha ridefinito la destinazione d'uso, prevedendo la cessazione della locazione in favore di nuovi spazi presso la palazzina di Via Piave.
Viene inoltre, nella sua interrogazione, richiamato un ordine del giorno presentato dai Consiglieri di minoranza durante la discussione della legge di bilancio, con il quale si sollecitava l'individuazione di spazi idonei da destinare alle associazioni e alle realtà culturali.
L'interrogazione evidenzia che come tale necessità di avere una sede sia stata ribadita da numerose associazioni, fondazioni, enti morali, istituti di ricerca e sottolinea la rilevanza del supporto istituzionale per garantire loro sedi adeguate.
Tra i quesiti che lei solleva nella sua interrogazione, viene chiesto se sia vero che un componente dell'Ufficio di Presidenza, attualmente in aspettativa per mandato politico, sia dipendente di una delle fondazioni interessate e inoltre richiede chiarimenti sulle richieste di sedi inoltrate dalle realtà culturali, sullo stato dell'arte rispetto alla richiesta di spazi inoltrata dalla struttura Attività culturali e sulla possibilità per la Regione di stipulare o subentrare in contratti di locazione da destinare a soggetti esterni non istituzionalizzati.
Per quanto riguarda la prima domanda, ritengo opportuno chiarire che i percorsi professionali e i curricula vitae di tutti i membri di questo Consiglio regionale, inclusa lei, collega Guichardaz, sono pubblici, trasparenti e consultabili sul sito ufficiale del Consiglio.
Ogni dato utile a rispondere a questa domanda è dunque già liberamente accessibile, quindi non solo ai Consiglieri regionali, ma a chiunque desideri approfondire la questione.
Ciò premesso, non posso non rilevare che questa domanda appare un po' pretestuosa e a me appare mirata ad alimentare un dibattito fondato su illazioni e congetture.
Fingere che la risposta non le sia già nota, insinuando implicitamente dubbi o attribuendo intenzioni non dimostrate, come l'idea che l'eventuale utilizzo dell'edificio sia finalizzata a garantire una situazione particolare a un componente dell'Ufficio di Presidenza che, peraltro, nel caso specifico, creerebbe più disagi che altro, vista la collocazione, contribuisce, a mio modesto parere, a svilire il dibattito su un tema importante come quello della gestione degli spazi per le associazioni riconosciute dalla Regione, riducendolo - e questa lo prenda come una mia considerazione personale - a una sterile schermaglia politica.
Vorrei inoltre sottolineare che qualsiasi ragionamento su un eventuale utilizzo del Castello di Montfleury richiede valutazioni approfondite e analisi di fattibilità.
Attualmente, l'edificio non è di proprietà regionale né nella piena disponibilità dell'Amministrazione, quindi rendendo ogni ipotesi prematura.
Infine, lascio che sia lei, collega Guichardaz, a chiarire cosa intenda con il termine "appreso" e a chi si riferisca esattamente nel citare un componente dell'Ufficio di Presidenza.
Credo che un confronto serio e responsabile esiga che le domande siano poste con chiarezza e basate su elementi concreti, evitando insinuazioni che non solo risultano politicamente poco corrette, ma rischiano anche di svilire il ruolo ispettivo che i Consiglieri di minoranza sono chiamati a svolgere con responsabilità e trasparenza.
Rispondendo alla domanda n. 2 (quali altre associazioni, fondazioni, enti morali e istituti di ricerca nel tempo hanno reiterato la richiesta di una sede di spazi per svolgere la loro attività e con quale riscontro?), nel tempo molte realtà culturali e istituzioni hanno manifestato l'esigenza di avere spazi adeguati per le loro attività, in particolare associazioni culturali (molte di esse non dispongono di una sede adatta per svolgere le loro attività istituzionali) hanno richiesto spazi per accrescere il loro contributo culturale, organizzando iniziative di divulgazione rivolte al pubblico, altre hanno espresso la necessità di archivi idonei alla conservazione del loro patrimonio documentale.
Vi sono dei cori e altre realtà artistiche... anche queste realtà, che rappresentano un pilastro nel nostro panorama culturale, spesso non hanno spazi amministrativi o logistici adeguati; poi vi sono soggetti con leggi di riferimento specifiche, alcuni di essi sono attualmente ospitati in sedi messe a disposizione dall'Amministrazione regionale, ma tali disponibilità potrebbero venire meno nel medio termine, per ragioni di riorganizzazione o di altre necessità operative.
La creazione, quindi, di una sede condivisa per queste realtà, non solo risponderebbe a un'esigenza pratica, ma favorirebbe anche la collaborazione, soprattutto la condivisione di progettualità mirata a rafforzare il sistema culturale della Valle d'Aosta.
Circa la domanda n. 3 (lo stato dell'arte rispetto alla richiesta di spazi inoltrata dalla struttura Attività culturale), gli uffici competenti stanno attualmente valutando le diverse opzioni per la gestione degli spazi, con un approccio volto alla razionalizzazione organica e all'ottimizzazione delle risorse.
Questo processo avviene in concerto con la struttura regionale preposta alla gestione del patrimonio.
Le decisioni quindi saranno prese tenendo conto delle esigenze specifiche delle realtà culturali, ma soprattutto delle risorse disponibili, con l'obiettivo di garantire soluzioni sostenibili e funzionali.
Alla domanda n. 4 (se la Regione può stipulare contratti di locazione o subentrare in contratti sottoscritti in precedenza da altri enti da destinare a soggetti esterni, quindi non ad uffici regionali e soggetti istituzionali, come lei ha correttamente sottolineato), la concessione o il comodato gratuito di spazi pubblici è soggetta a precisi vincoli normativi, ed è per questa ragione che la questione è in fase di esame da parte degli uffici competenti, in collaborazione con i settori preposti alla gestione del patrimonio e agli aspetti legislativi; ogni eventuale decisione sarà quindi presa nel rispetto delle normative vigenti e dei principi di trasparenza e buon Governo.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Intanto rappresento il fatto che si è passati dagli omissis a dover esplicitare chiaramente: quindi con piacere esplicito chiaramente che, guardando i curricula vitae che ci sono dei singoli Consiglieri, si apprende che il presidente Bertin è ancora un dipendente della Fondation Chanoux. Ma sinceramente poteva esserci il dubbio che magari, nel tempo, qualcosa fosse cambiato e il curriculum invece non fosse stato in qualche modo modificato.
Lei ci ha sostanzialmente confermato quindi che il curriculum che c'è all'interno della banca dati è attuale, quindi molto probabilmente sull'opportunità di votare rispetto a un atto che riguardava proprio l'ente di appartenenza, forse qualche dubbio lo avrei posto, se fosse toccato a me.
Quando mi è capitata in Giunta una situazione del genere, semplicemente io non ho votato e sono uscita, ma per una questione di opportunità.
Dopodiché tutto è legittimo e si può fare.
Perché chiedo a voi del Castello di Montfleury? Ma perché siete stati voi a chiedere quei locali e perché all'interno della delibera della Presidenza del Consiglio si dice chiaramente che il Castello di Montfleury è finalizzato all'accompagnamento della nuova destinazione d'uso dell'immobile a possibile sede delle Sociétés savantes. Quindi, come lei ha giustamente rappresentato, nel tempo non credo che solo le Sociétés savantes... che in questo momento oltretutto non stanno proprio in uno scantinato, stanno a Maison Barillier alcune di queste, quindi direi che rispetto ad altre associazioni culturali, se vogliamo hanno già una sede di grande prestigio.
Abbiamo invece istituti di ricerca: oggi ci siamo spesi sull'Istituto storico della resistenza, ricordiamo che l'Istituto storico della resistenza sta in un appartamento che si paga; quindi, se proprio bisogna definire e decidere, molto probabilmente credo che in qualche modo prima di dare una finalità... e questo è stato messo nero su bianco su un documento dell'Ufficio di Presidenza.
Permettetemi, ho fatto la storia all'interno delle premesse perché, mi perdonino le persone dell'Ufficio di Presidenza, ma se l'11 di aprile del 2023 si sottoscrive un contratto di 6 anni + 6 per mantenere lì una parte del Consiglio regionale (perché la parte di sotto era destinata al Consiglio e sopra al Co.re.Com); dopodiché, nell'agosto 2024 si dice che i locali di Via Piave - che ricordo essere in affitto per CVA, quindi che paghiamo profumatamente, poi basta guardare in sostanza nel bilancio e capiremo quanto paghiamo - pagati profumatamente sono destinati per attività del Consiglio regionale (quindi una sala un po' più grande per le nostre attività, era prevista per gli autisti e altre cose); dopodiché, il 27 novembre c'è di nuovo un'altra delibera che ci dice: "No, ci siamo sbagliati, lì non è più per loro, là così non è più per gli altri, quegli altri non è più per gli altri"; delibera che è passata - ricordiamo - a maggioranza ma non è stata votata dai membri di minoranza.
Capisce, Assessore, che sotto questo punto di vista non si vuole fare chissà che cosa, ma si chiede: le altre associazioni culturali adesso hanno la possibilità di richiedere dei locali? Come funziona tutto questo? Perché, come giustamente lei ha rappresentato, ci sono tante associazioni che nel tempo hanno chiesto dei locali e continuano a chiederli, ma perché ci sono delle esigenze, quindi immagino che molto probabilmente anche Maison Barillier a questo punto potrà essere a disposizione di altri.
Il quarto punto conferma quello che immaginavo, perché nella delibera si parla anche di recessione del contratto; non sono un'esperta in tal senso, ma immaginavo anche che difficilmente si possa stipulare un contratto per mettere degli organismi non istituzionali, quindi lei un po' ha confermato quello che già immaginavo.
Attenderemo e vedremo l'evoluzione della vicenda.
Presidente - Fuori microfono, l'Assessore diceva che Maison Barillier ha 6 metri quadri per la Fondazione.
