Oggetto del Consiglio n. 4266 del 14 gennaio 2025 - Resoconto
OGGETTO N. 4266/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito alle concessioni delle centrali idroelettriche gestite da CVA".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 9 dell'ordine del giorno. Per la risposta, la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Per quanto riguarda la prima domanda: "la data di scadenza delle concessioni con cui operano tutte le centrali idroelettriche gestite da CVA sul territorio valdostano", CVA comunica che per la quasi totalità delle concessioni classificate grandi derivazioni idroelettriche la scadenza è l'anno 2029, solamente l'impianto di Verrès ha scadenza nel 2044 e due concessioni in capo alla società Valdigne S.r.l. hanno invece scadenza una nel 2032 e una nel 2037.
Per quanto concerne la seconda questione: "il dato della potenza installata in ognuna delle centrali idroelettriche gestite da CVA e la potenza complessiva dell'insieme di tali centrali", il gruppo CVA conta 32 impianti idroelettrici di varie tipologie, con una potenza complessiva nominale di 934,5 megawatt e una produzione media annuale di oltre 2 miliardi di chilowatt. Relativamente alla potenza dei singoli impianti, non andrò a elencare tutti i 32 impianti in quanto il dato richiesto richiederebbe tempi anche di esposizione molto lunghi, tuttavia indichiamo come tutti i dati sugli impianti siano liberamente disponibili sul sito Internet di CVA accedendo alla home page alla sezione impianti.
Per quanto concerne la terza domanda: "se CVA è stata invitata a redigere il rapporto di fine concessione per le centrali di cui alla gestione", come giustamente ricordato nelle premesse dell'interrogazione, sono le diverse leggi regionali già approvate in merito alla disciplina delle concessioni a richiedere ai concessionari di predisporre un rapporto di fine concessione; pertanto, al momento, non essendoci una legge regionale di riferimento, non vi è titolo ad aver potuto o dovuto richiedere a CVA di redigere un rapporto che al momento non è previsto.
Per quanto riguarda la quarta domanda: "se sono stati condotti approfondimenti al fine di valutare l'opportunità di recepire nella bozza della futura legge la lettera d) dell'articolo 3, comma 3, del citato schema di norma di attuazione dello Statuto", al momento, nelle more dell'espressione del parere da parte del Consiglio regionale, che auspichiamo possa arrivare nel più breve tempo possibile, e dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri della norma di attuazione, si sta lavorando sull'impianto generale della legge regionale in materia di concessioni di derivazioni idroelettriche e avremo modo di approfondire, nei tempi e nelle sedi opportuni, i contenuti della stessa, che riguarderanno anche la questione posta all'interno di quest'interrogazione.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.
Minelli (PCP) - Le informazioni riguardo ai 32 impianti idroelettrici gestiti da CVA, delle varie tipologie... e sulla potenza nominale di 934 megawatt le conoscevamo perché a disposizione sul sito, volevo qualche informazione di più sul dettaglio. Sul resto rilevo che siamo in notevole ed evidente ritardo per quello che riguarda il tema della riassegnazione delle concessioni idroelettriche. Tutte le Regioni e le Province autonome dell'arco alpino e del nord Italia hanno già approvato la loro legge per disciplinare il rinnovo delle concessioni. Ci sono infatti ben otto leggi approvate fra quelle regionali e quelle delle due Province autonome di Trento e Bolzano e parlo di tutte: dalla Liguria fino al Friuli Venezia Giulia, compresa anche l'Emilia Romagna. Noi siamo ancora fermi, dobbiamo esprimerci in tempi brevi sullo schema di norma di attuazione e dobbiamo però anche prepararci a fare la legge regionale.
Ricordo che noi avevamo chiesto degli approfondimenti sulle altre normative già tempo fa per avere la possibilità di fare un lavoro preparatorio, era una mozione che non era passata, ma ci sono degli adempimenti che non possono aspettare. Se tutte quelle otto leggi che ho citato, e che sono andata a vedere, prevedono che il rapporto di fine concessione venga redatto cinque anni prima della scadenza delle concessioni, ci sarà pure un motivo, e noi 5 anni per la quasi totalità, da quello che lei mi ha detto delle concessioni, non li abbiamo più; tranne le altre, che sono al 2044 a Verrès e 2032-2037 Valdigne, ho capito che per tutte la scadenza resta quella del 2029.
Lei dice che è prematuro perché non abbiamo neanche ancora approvato lo schema di norma di attuazione, che poi deve tornare al Consiglio dei ministri, però noi abbiamo quello schema di norma di attuazione che ci lascia quattro possibili opzioni. Sappiamo che l'opzione D è una possibilità che nelle norme che disciplinano le leggi che hanno fatto e fanno le altre Regioni non esiste, quindi è una possibilità che è contemplata soltanto per la Valle d'Aosta. È una possibilità che va studiata e approfondita e credo che questo approfondimento vada fatto ovviamente dagli uffici, ma anche dal Consiglio prima ancora di mettere mano alla stesura della legge, perché dobbiamo sapere in anticipo se vogliamo scegliere la strada dell'assegnazione diretta senza gara, di cui c'è questa possibilità al punto d), oppure se vogliamo affidarci a quella che potrebbe rivelarsi una lotteria della gara a cui potrà partecipare, lo sappiamo, qualsiasi società a livello europeo.
Il momento quindi dell'approfondimento e anche della definizione di quello che deve essere l'orientamento politico è ora e non può certo essere rinviato magari anche di sei mesi.
