Oggetto del Consiglio n. 4249 del 19 dicembre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 4249/XVI - Interpellanza: "Verifiche e azioni dell'Azienda USL per risolvere le anomalie emerse nel corso di una trasmissione televisiva".
Bertin (Presidente) - Punto 30. Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Con questa interpellanza desidero richiamare di nuovo l'attenzione dell'Assessore su un fatto che reputo estremamente grave e che coinvolge la sanità valdostana, già sotto pressione per la gestione delle liste d'attesa. Mi riferisco alla denuncia apparsa nella trasmissione "L'aria che tira" di La 7, in cui un pensionato valdostano ha raccontato di aver subito una trattativa sui costi di un intervento chirurgico, mettendo in dubbio la trasparenza e la correttezza delle modalità di accesso alle cure. Visto che lei, Assessore, nella replica del 21 novembre aveva minimizzato questo avvenimento e aveva dichiarato che l'USL aveva risposto ed aveva sottolineato che lei non segue questo tipo di trasmissioni, nella premessa dell'interpellanza le ho messo anche il link, quindi spero che questa volta lei lo abbia visto, ma in sintesi... no.
In sintesi le dico cosa è stato detto. Il signor Antonio - con tanto di nome e cognome, c'era tutto, quindi è una persona oltretutto che si può anche verificare se sia effettivamente un Valdostano o meno - dichiara che il suo calvario inizia 15 mesi prima, il 15 giugno 2023, quando il chirurgo lo vede per un'ernia inguinale gonfia, gli dice che deve subire un intervento chirurgico e quindi lo mette in lista d'attesa con una priorità media. Avrebbe dovuto essere operato dopo sei mesi, ma di mesi ne passano 12 e le condizioni del signor Antonio peggiorano. Così nel luglio del 2024 torna dal medico che a questo punto certifica che la priorità da media è diventata alta e quindi entro due mesi avrebbe dovuto essere operato. Passati oltre due mesi, non succede nulla, quindi chiama l'ospedale e gli viene detto "non so dire di preciso in che posizione sia della lista, però ci sono tanti pazienti in lista anche da più anni", quindi lui giustamente chiede "mi scusi, stiamo parlando di 10, 15 pazienti?". Dopo un'interlocuzione con l'infermiera scopre che sono più di un centinaio allora le chiede una soluzione e gli dice "si rivolga alla clinica privata". Si rivolge alla clinica privata e qui gli viene detto che in sala operatoria potrebbe già entrare il 13 di novembre, ma il problema a quel punto diventa un altro, perché gli viene detto che il costo dell'operazione è di 6.200 euro. La responsabile della clinica a un certo punto dice: "Ma scusi, lei quanto voleva spendere, se non può spendere 6.200 euro?" e quindi il signore inizia con una trattativa e a quel punto gli vengono proposti circa 3.000 euro. A quel punto si mettono d'accordo: 3.000 euro, anziché 6.200 euro, evidentemente possono andare bene.
L'intervista finisce con una domanda del signor Antonio, secondo me più che legittima: "È possibile che la sanità sia così? Che, mettendola qui in questo modo, una cifra al telefono si possa trattare rispetto a un'operazione?"
Se lei non ha visto l'intervista io gliel'ho sintetizzata, poi se vuole l'ho anche sbobinata e gliela posso passare, però immagino che chiunque abbia ascoltato sappia bene che non è accettabile una cosa di questo genere, o, perlomeno, per me non lo sarebbe, poi sentiamo la sua risposta.
Come dicevo, lei l'altra volta mi ha detto che l'USL aveva dato una risposta. Ho fatto quindi un accesso agli atti e ho scoperto che non si trattava di una risposta, ma la trasmissione, correttamente, prima di mandare l'intervista ha chiesto all'USL che le ha dato due dati, dopodiché non si sa nulla. Glielo dico perché avviene una cosa molto simile rispetto a una segnalazione di un utente per un centro tumori milanese e lì l'ASL di Milano non solo interviene prontamente, ma addirittura cambia il sistema rispetto alla questione delle liste d'attesa, cioè si prende in carico la segnalazione, che è di dominio pubblico e che mi sembra che anche il collega Baccega, in una delle sue iniziative, aveva evidenziato.
Come può immaginare, dietro segnalazioni di questo tipo ci sono diversi punti critici. Intanto la credibilità della sanità pubblica, perché lo dice chiaramente il signore: è inaccettabile che un cittadino si metta a negoziare i costi di un intervento sanitario. Poi c'è una responsabilità istituzionale perché, secondo me, qualcuno deve chiarire quanto è avvenuto, cosa che io non ho visto da nessuna parte e poi anche una tutela dell'immagine pubblica, perché in qualche modo se questo fosse falso bisognerebbe che uscisse.
Ecco, con questa interpellanza le facciamo delle domande molto puntuali, così capiremo. "Se l'azienda USL ha verificato la veridicità delle affermazioni rilasciate nell' intervista, in caso affermativo l'esito delle verifiche svolte e delle azioni adottate, e nel caso di segnalazione falsa, se l'azienda USL intende denunciare la trasmissione per tutelare l'immagine della sanità valdostana. Nel caso di segnalazione vera, invece, come l'azienda intende adoperarsi per risolvere le anomalie del sistema".
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Grazie alla campagna di reclutamento avviata dall'azienda mediante il piano di Recruitment e le azioni a esso collegate, l'organico dei chirurghi della struttura complessa di chirurgia generale è stato recentemente reintegrato. In occasione dell'ultimo concorso, infatti, tre nuovi chirurghi hanno preso servizio nel mese di dicembre e un quarto chirurgo prenderà servizio a gennaio prossimo, garantendo così le condizioni per un ulteriore incremento di attività.
Quanto alle attività, infatti, messe in campo per lo smaltimento delle liste di attesa chirurgiche, quelle sin qui svolte hanno permesso nel 2023 di incrementare l'attività operatoria dell'anno rispetto all'anno precedente del 24%, superando così l'attività operatoria del periodo ante covid e nel 2024 di avere un'ulteriore incremento dell'8%, andando così ad avviare un progressivo ma tangibile riassorbimento delle liste eccedenti. Ricordiamo anche che, naturalmente, nel periodo Covid gli interventi di elezione erano stati quasi tutti sospesi.
Venendo ai quesiti dell'interpellanza, prima di rispondere puntualmente alle richieste, vorrei fare una precisazione preliminare, perché sulla questione dei costi e delle tariffe mi pare che ci sia un po' di confusione. Anzitutto è bene ricordare che gli interventi svolti presso le sedi del presidio ospedaliero Parini non comportano alcun pagamento da parte degli assistiti iscritti al servizio sanitario. Venendo quindi alla clinica citata, quando questa agisce in ambito privatistico, propone e applica le tariffe che ritiene e pertanto può applicare anche sconti e riduzioni.
In tal senso va quanto riferito dalla dipendente ISAV nella telefonata ascoltata nel corso della trasmissione televisiva, in cui ha comunicato le tariffe applicate dalla clinica per un intervento di quella tipologia eseguito in regime privatistico - ovviamente, anche perché altrimenti non avrebbe avuto costi - naturalmente per interventi chirurgici semplici che vengono tecnicamente definiti in day surgery e che prevedono al massimo un giorno di pernottamento.
Diverso è quando questa clinica agisce in convenzione, ovvero, esegue prestazioni per conto del servizio sanitario regionale. In questo caso, come abbiamo già avuto modo di spiegare in risposta all'iniziativa discussa lo scorso 21 novembre, il paziente a cui viene proposto l'intervento presso la struttura convenzionata e quindi presso ISAV, non sostiene costi per l'intervento e la struttura ospedaliera privata accreditata riceve dall'azienda USL, sulla base della convenzione in essere, un corrispettivo determinato secondo le tariffe approvate a livello regionale con la delibera 427 del 2013.
Non si può addossare alla sanità pubblica valdostana la responsabilità di comportamenti che soggetti privati, tra l'altro legittimamente, pongono in essere quando operano in regime privatistico, perciò al di fuori delle convenzioni con l'azienda USL della Valle d'Aosta.
Passando al caso di specie, dalle verifiche condotte dall'azienda, emerge che il paziente è stato inserito in lista d'attesa con priorità non urgente a giugno 2023. A dicembre 2023 il paziente è stato rivisto dal chirurgo - che ne ha competenza più di me -e lei che, nel rilevare la necessità di altro approfondimento per altra patologia ha confermato la non urgenza dell'intervento inizialmente prescritto. La seconda patologia non ha richiesto un intervento chirurgico, ma una terapia medica che si è conclusa nella primavera del 2024. A luglio, sempre del 2024, il paziente è stato rivalutato dal chirurgo generale e in quell'occasione la sua priorità è stata rideterminata. Il paziente in questione, però, non è stato selezionato per l'inserimento nelle liste d'interventi da effettuare presso la clinica di Saint-Pierre, in quanto la sua situazione clinica rende necessario eseguire l'intervento presso l'ospedale Parini.
Le attese per le prestazioni chirurgiche non urgenti, come abbiamo già avuto modo di specificare più volte, sono dovute sia alla nota carenza dei medici di riferimento, sia agli strascichi della pandemia, periodo durante il quale gli interventi non urgenti sono stati tutti sospesi, soprattutto se elettivi; come abbiamo già più volte riferito, tali interventi non sono ancora stati completamente recuperati nonostante le iniziative messe in campo per incrementare le prestazioni, sia attraverso l'incremento dei posti letto sia attraverso la disponibilità di sedute operatorie. Aggiungiamo inoltre che la convenzione stipulata dall'azienda USL con la clinica ISAV di Saint-Pierre, in attuazione della legge 27 del 2023, prevede che la clinica, oltre all'attività di ortopedia, può svolgere interventi di chirurgia generale, sempre e solo per conto dell'azienda USL, che richiedono un ricovero per più di una notte. Di fatto tutto ciò sta contribuendo allo smaltimento delle liste d'attesa.
È chiaro, da quello che ho detto, e quindi lo ribadisco, che se nella seconda visita che il chirurgo ha fatto ha deciso di rideterminare l'urgenza del paziente - ma allo stesso tempo ha ritenuto che non potesse essere operato presso Saint-Pierre - è anche indirettamente, da un punto di vista clinico, insito il fatto che, siccome gli interventi che vengono fatti a Saint-Pierre sono, lo dico volgarmente, i più semplici, evidentemente non era la clinica di Saint-Pierre il luogo nel quale, per il servizio sanitario, era adeguato intervenire su questo cittadino valdostano.
Per concludere, ci permettiamo di esprimere dei dubbi sulla corretta contestualizzazione dei contenuti della telefonata effettuata nel corso delle riprese televisive del programma con una presunta clinica privata valdostana, in quanto la clinica di Saint-Pierre, che è la sola clinica privata valdostana in regime privatistico autorizzata a svolgere esclusivamente interventi di chirurgia ortopedica e, nell'ambito della chirurgia generale solo ed esclusivamente interventi con al massimo una notte di degenza. Non è il caso del paziente che ha telefonato, che è poi il motivo per il quale il medico chirurgo del Parini non ha, difatti, scelto la via della clinica di Saint-Pierre per risolvere la situazione operatoria del paziente stesso.
Spero di essere stato il più preciso possibile. Rispetto al tema che lei giustamente può segnalare di rimettere il video, sbobinare eccetera... io mi rifaccio al libero arbitrio: ognuno è libero di guardare tutte le trasmissioni che vuole. Ricorderà, collega Guichardaz, che un noto film degli anni 70 utilizzava il fatto di vedere dei video in maniera violenta come tortura e riabilitazione. Io non merito tanto perché non sono un drugo.
Presidente - Per la replica, consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Assessore, quindi non esiste il controllo del pubblico su prestazioni sanitarie private. Abbiamo spesso sentito di strutture sanitarie chiuse proprio perché non avevano i requisiti o altro, ma in Valle d'Aosta assolutamente il pubblico si occupa solo e assolutamente del pubblico e non guarda cliniche che sono convenzionate con loro. Dopodiché lei non guarderà trasmissioni dove sono oltretutto presenti dei ministri, degli ex ministri... forse potrebbe anche esserle utile per il lavoro che sta svolgendo in questo momento, ma può dedicarsi a "Un posto al sole" o altro. Insomma, non è che mi metta a discutere i suoi gusti, ma sotto questo punto di vista, se lei ascoltasse quell'intervista, tutto quello che lei ha detto, secondo me, doveva essere esplicitato nella telefonata che il signore ha fatto in USL, dove gli si spiegava che, assolutamente, lui non poteva rivolgersi a una clinica privata, dove gli si spiegava che il suo intervento era così grave che doveva farlo in una struttura pubblica e soprattutto dirgli che non c'erano 100, 150, 2000 persone, se l'intervento era di questa gravità. Capisce che c'è un assoluto problema d'informazione perché, se il paziente era così grave, naturalmente aveva la necessità di essere operato. Dopodiché mi stupisce anche e spero che qualche Valdostano, magari i pochi che ci stanno ascoltando... ma d'ora in avanti se vi dicono un prezzo trattate perché, se sono 6000, come minimo ne ottenete 3000. Chissà, magari se non siete neanche dei pensionati e siete dei nullatenenti potete addirittura essere operati per 1000. Se questa è la logica, Assessore... mi stupisce che lei abbia detto queste cose in Consiglio regionale.
