Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4218 del 19 dicembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4218/XVI - Interrogazione a risposta immediata: "Strategia di smaltimento delle liste d'attesa nella sanità regionale".

Bertin (Presidente) - Punto 4.12. Consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Migliaia di valdostani sono costretti ad aspettare mesi, e in tanti casi più di un anno, per una prestazione sanitaria differibile. Le liste d'attesa sembrano non finire mai. Oggi addirittura su 69 tipologie di prestazioni, su ben 15 sono aperte delle liste di galleggiamento con tempi indefiniti. Per fare un esempio, una visita diabetologica 350 giorni, le TAC-risonanza 150 giorni.

A questo riguardo, abbiamo sentito che si sta facendo quello che si può, è un problema che non ha soluzione sul breve periodo e che tocca tutto il Paese. Noi ci siamo posti una domanda: ma come è possibile che la politica non riesca in qualche modo a trovare delle soluzioni quando i soldi non mancano? Non possiamo aspettare che il sistema sanitario nazionale si riorganizzi e che arrivino nuovi medici. Ci vorranno anni per apprezzare i primi risultati.

Crediamo che sia arrivato il momento di poter dare delle risposte che siano concrete. La salute dei cittadini non può aspettare, è un diritto che deve essere garantito, lo deve essere nei tempi previsti dal sistema sanitario nazionale che prevede che le risposte debbano essere date nel giro di 30-60 giorni.

Allora cosa fare? A nostro giudizio, sul breve termine, nell'immediato, la soluzione può essere solo una: potenziare il rapporto con la sanità privata perché, se il pubblico non è in grado di rispondere in tempi ragionevoli, crediamo che si debba trovare una soluzione per ridurre le attese e i disagi.

Per questa ragione interroghiamo il Governo regionale e chiediamo se abbia intenzione di mettere in atto una strategia per combattere l'emergenza liste d'attesa con potenziamento dei rapporti col privato e mediante eventuali voucher soggettivi per acquisire prestazioni sanitarie specialistiche e diagnostiche.

Presidente - Per la risposta, l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Purtroppo, per trattare un tema che abbiamo politicamente affrontato già nel corso della discussione del bilancio, su un question time ci sono soltanto tre minuti.

Allora, collega Marquis, io credo che sia anche plausibile politicamente il fatto di scegliere di inserirsi all'interno di un tema ampiamente dibattuto. Credo anche che uno possa anche scegliere politicamente di affrontare un argomento trattato più volte, però credo che ci siano due cose che a mio modesto avviso vadano scisse tra loro. La prima: non rifarsi a dichiarazioni di stampa che abbiamo già avuto l'occasione di rappresentare la settimana scorsa, grazie tra l'altro anche a delle istituzionalmente corrette iniziative da parte del suo collega di gruppo, il collega Baccega, col quale abbiamo già potuto chiaramente evidenziare che inserire all'interno di un question time delle dichiarazioni prendendole da titoli di giornali che non ha scritto lei ma non ho scritto neanche io, sinceramente parlando, lo trovo assolutamente scorretto, probabilmente fuorviante. Non è sicuramente la sua volontà, ma, di fatto, visto che questo è il tema che nell'ultimo anno e mezzo - ma possiamo andare avanti nei lustri e nei decenni - viene trattato, per quanto riguarda la sanità pubblica valdostana, da sempre, perché il problema delle liste d'attesa, a detta di persone che lavorano nella sanità da 30-40 anni, è un problema legato a 30-40 di vita lavorativa, per cui chiunque abbia ricoperto il ruolo di Assessore, Consigliere, Presidente di Commissione di riferimento, Ministri in Italia da circa 50 anni si occupa del tema delle liste d'attesa; per cui io, con i miei 20 mesi di storia, non posso sicuramente essere colui il quale, come dire, schioccando le dita risolve i problemi.

Per cui, uno: io non ho mai detto quello che lei richiama nel question time e lo ripeto per l'ennesima volta. Io e un mio omologo, l'Assessore alla sanità della Regione Piemonte, abbiamo chiaramente detto solo una cosa e cioè che le liste d'attesa sono una sintesi perfetta della tempesta perfetta che oggi è il problema della sanità pubblica e che quindi rendono evidenti alcuni problemi che in questo momento non hanno una soluzione. Non hanno una soluzione perché il principale problema delle liste d'attesa è la mancanza di professionisti sia nel pubblico che nel privato. Un esempio? La Valle d'Aosta. La Valle d'Aosta si sta preparando ad approvare per volontà statale, di difficile comprensione, per l'ennesima volta, l'adeguamento del tariffario del nomenclatore che tariffa le prestazioni nel privato entro la fine di quest'anno.

Soltanto nel 2024 questa scelta del Governo nazionale è stata procrastinata tre volte. Tre volte, perché? Perché questa scelta abbasserà le tariffe. La Valle d'Aosta si è permessa, in linea col suo question time, di prevedere delle prime visite pagate nel privato accreditato a 50 euro, invece che ai 22 che vengono previsti a livello nazionale. Anche con tariffe più alte anche il privato accreditato è nella difficoltà di poter garantire e trovare dei professionisti per dare delle risposte di questo tipo.

Per cui, nella presentazione del suo question time c'è già una parte della risposta e cioè non è una questione di fondi: è una questione di mancanza di professionisti. Da questo punto di vista, nel 2023 abbiamo migliorato i flussi, sul 2024 sulle chirurgiche stiamo migliorando ed è l'obiettivo del 2025 per la sanità pubblica della Regione autonoma Valle d'Aosta.

Presidente - Consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Caro Assessore, lei non ha risposto alla domanda, ma non ci sorprende questo fatto. Si continua con gli alibi: le altre Regioni hanno gli stessi problemi, lo Stato non ci aiuta, c'è carenza di medici, c'è bassa attrattività. Sempre la stessa filastrocca. Invece di fare vittimismo, vogliamo invece tirarci su i pantaloni ed essere concreti? Esercitando la nostra autonomia che ci consente di organizzare... Dal momento che finanziamo il servizio sanitario possiamo organizzare, possiamo mettere dei fondi aggiuntivi. Non è questione di rivolgersi al privato accreditato, ci si rivolge al privato dando la possibilità di istituire dei voucher, così come ha fatto la Sardegna. Ci sono già delle iniziative che sono messe in atto, è una questione di buona volontà. Ci rendiamo conto che comunque il question time non può esaurire la discussione dell'argomento, pertanto depositeremo una risoluzione sull'argomento e abbiamo convocato oggi una conferenza stampa per darne conto, perché qui non c'è la volontà politica da parte sua di affrontare l'argomento.