Oggetto del Consiglio n. 4197 del 12 dicembre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 4197/XVI - Continuazione della trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, del D.L. n. 168 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2025/2027) e del D.L. n. 169 (Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2025-2027). (Reiezione di dodici ordini del giorno. Ritiro di tredici ordini del giorno).
Bertin (Presidente) - 29 Consiglieri presenti. Riprendiamo con gli ordini del giorno. Ordine del giorno numero 8 di Rassemblement Valdôtain. Consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (RV) - Sempre tenendo conto di quanto previsto nei disegni di legge 168 e 169, in modo particolare ci riferiamo al capo IV "Disposizioni in materia di istruzione e cultura" del disegno di legge 168, in riferimento a quanto previsto dall'articolo 29, "Piano strategico della cultura"; un articolo dove si dice che il piano strategico per la cultura dispone l'avvio delle attività per la realizzazione di un piano strategico per la cultura ad attuarsi anche mediante l'affidamento a un soggetto esterno. Attraverso questo strumento sarà possibile individuare le priorità e gli interventi del settore culturale che sul medio periodo segnino la strada per definire e condividere la vision che il territorio ha di se stesso dal punto di vista dello sviluppo degli asset culturali, in una logica di sviluppo integrato con le altre vocazioni del territorio. Su questo articolo per l'annualità 2025 sono previsti 200.000 euro.
Abbiamo rilevato che all'interno del programma regionale dei lavori pubblici per il triennio 25-27, per quanto riguarda la struttura Patrimonio archeologico e restauro beni monumentali, sono previsti diversi interventi dove gli importi trovano copertura finanziaria sul nuovo triennio di programmazione.
Ricordiamo le diverse iniziative ispettive presentate in merito alla necessità di rendere quanto prima fruibile al pubblico almeno l'area esterna del Castello di Saint-Germain, nel Comune di Montjovet, con l'obiettivo di poter sfruttare al meglio le sue potenzialità da parte della comunità di quel territorio, andando così a integrare e valorizzare al meglio anche l'offerta turistica della Bassa Valle.
Si impegna quindi il Governo regionale e l'Assessore competente a individuare nella definizione del prossimo assestamento al bilancio di previsione triennale 25-27 le risorse finanziarie necessarie, utili per la realizzazione degli interventi con l'obiettivo di rendere quanto prima fruibile almeno l'area esterna del Castello di Saint-Germain, nel Comune di Montjovet.
Presidente - Assessore Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - Così come già concordato con il Sindaco nel corso di un incontro che abbiamo fatto recentemente, confermiamo per il 2025 la progettazione e la realizzazione di uno scavo archeologico lungo il percorso di accesso.
Tale attività risulta propedeutica e preliminare alla progettazione per la realizzazione di una pavimentazione definitiva dello stesso e delle necessarie protezioni laterali. Sicuramente ci prenderemo a cuore l'intervento, ma non siamo, come le ho già ribadito nel corso delle precedenti sue iniziative, nelle condizioni di fare più di ciò che abbiamo concordato con il Sindaco.
Al termine della fase di progettazione quindi sarà cura delle strutture richiedere in bilancio per il 2026 la copertura finanziaria dell'intervento.
Presidente - Consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (RV) - Grazie, Assessore, per questa risposta, anche se breve, su un tema per noi importante e su cui siamo tornati diverse volte; anche da parte sua c'è molta attenzione, basta vedere dalle due pagine quasi intere gli interventi pianificati sul programma dei lavori per quanto riguarda il settore dei beni culturali, del restauro e delle varie attività ad esse rivolte.
Riteniamo positivo apprendere che finalmente, dopo parecchio tempo, c'è stato questo dialogo, questo confronto, con chi rappresenta l'Amministrazione comunale del territorio di Montjovet: come lei ben sa, già nelle precedenti iniziative avevamo ribadito che, come Amministrazione del territorio, erano anni ed anni che vi era molta attenzione al riguardo di questa importante struttura a livello culturale del territorio, ma che purtroppo non c'erano mai state delle risposte in modo concreto. Infatti quel progetto, quelle risorse che erano state finanziate per dare avvio a degli studi risalgono al 2021. Siamo a fine 2024 e grandi passi avanti non sono stati fatti al riguardo, quindi capite bene che ci perdiamo tanti anni di valorizzazione e soprattutto di grande potenzialità a livello regionale, soprattutto per queste piccole realtà territoriali che hanno intenzione di valorizzare al meglio le loro potenzialità ma purtroppo sapete bene che le risorse e le forze in campo molte volte sono difficili da mettere in pratica e soprattutto avere le risorse per poter completare questi progetti e arrivare in fondo a questi obiettivi.
Da una parte è quindi positiva la sua risposta, ma è solamente un primo passo importante, come mi suggeriscono i colleghi qua accanto, per andare nella direzione da noi auspicata, voluta e ribadita più volte; ovviamente monitoreremo questo percorso affinché si acceleri - anche qui, come era per la Ciclovia Baltea - l'iter per arrivare a chiudere il cerchio, quindi offrire all'Amministrazione comunale finalmente almeno la disponibilità dell'area esterna per portare avanti tutte quelle attività che riguardano eventi non solo a livello culturale: tante altre richieste sono state fatte per poter veramente sfruttare le potenzialità di quell'area lì e quindi, dopo aver appreso queste sue dichiarazioni, siamo anche disponibili a ritirare l'ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Passiamo all'ordine del giorno numero 8 di Forza Italia. Il consigliere Baccega, si è prenotato, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Questo è uno degli ordini del giorno che richiamano una serie di percorsi che noi abbiamo messo in campo proprio per fare sì che si faccia una seria riflessione sulla riqualificazione del quartiere Cogne. Noi più volte abbiamo detto che, molto bene, è stata fatta tutta una serie di iniziative, sono state positive, nel senso che, ok, si sono fatti dei cappotti, si sono realizzati dei cappotti a metà, ci sono cantieri che sono stati sospesi che sono ancora in fase di realizzazione...
Quello che è chiaro, comunque, è che all'interno gli alloggi non hanno, se non pochi, avuto quella riqualificazione che meritavano.
Nell'ultima audizione abbiamo parlato con l'ARER e la Dirigente ci ha detto quanto segue: il programma del superbonus 110% che riguarda 510 alloggi complessivi su tutto il quartiere non riguarda, come sapete, lavori sull'interno degli alloggi, ma riguarda lavori di efficientamento energetico, quindi tutto il 110 è riferito all'involucro, ai serramenti, alla coibentazione, più qualche lavoro sugli spazi comuni, ma non riguarda mai in nessun caso l'interno degli alloggi; c'è un'operazione in corso che è quella del quinto lotto e che andrà a prevedere ulteriori 36 alloggi alle Fresia e 36 alloggi alle Gazzera. L'auspicio è che per fine 2026 si possano avere a disposizione., ma da come stanno andando avanti i lavori - e noi lo stiamo monitorando mensilmente - ho la sensazione che sarà difficile.
Ciò detto, quello che avevo invitato a fare è di andare a fare una verifica, eventualmente come V Commissione o come III e V Commissione affinché si andasse a vedere lo status di quegli alloggi che hanno avuto l'intervento del 110%. All'interno i bagni, i pavimenti, i serramenti interni... una devastazione. L'umidità è all'ordine del giorno in quasi tutti gli appartamenti ed ecco perché noi sulla base anche di quello che avevamo fatto due anni fa con quella mozione nella quale chiedevamo un intervento di un milione e mezzo, poi la Giunta è andata oltre, ha fatto un'operazione più ampia e quindi ha finanziato 1,86 milioni più 1,86 milioni per un intervento sugli alloggi, proprio all'interno, proprio perché probabilmente i casi sono tanti; ma sono tanti davvero i casi perché Stura, Giacchetti e quant'altro hanno davvero necessità d'interventi. Ecco che noi proponiamo - consapevoli che avete messo un milione e mezzo per ristrutturare, perché questo va detto, cerchiamo di essere seri nelle nostre proposizioni, come sempre - ulteriori due milioni perché non è sufficiente quel milione e mezzo con cui andiamo a ristrutturare, sì e no, una trentina di alloggi all'interno. Ulteriori due milioni potrebbero dare una risposta a 50 alloggi. Significa portare a 80 alloggi una possibile assegnazione nel 2026 che andrebbe a ridurre in modo significativo quei 618 nuclei familiari che aspettano una a casa e che attualmente sono in graduatoria. Quello scorrimento dei 120 che è stato chiarito in Commissione: "abbiamo scorso la graduatoria fino al numero 120" non significa che sono stati assegnati 120 alloggi, bensì che sulla base della sintonia tra nucleo familiare e alloggi disponibili si è arrivati fino al numero 120, ma ne sono rimasti parecchi che sono prima del 120 in graduatoria.
Il nostro auspicio era individuare ulteriori risorse in assestamento, due milioni, che potessero agevolare e proseguire quel percorso virtuoso che avete già iniziato, quindi lo dico, non è che siamo qua per solo per essere aggressivi. Lo diciamo con chiarezza, avete fatto, avete dato 1,80 milioni e due accordi quadro:1,80 milioni uno e 1,80 milioni l'altro. Riteniamo che si possa andare nella direzione di finanziare altri due milioni, oltre al milione e mezzo che già avete finanziato. Questa era la nostra richiesta.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Ringrazio il collega Baccega soprattutto anche per l'approccio, i toni e per come ha ripercorso la storia partendo da quella mozione che poi, con la collaborazione di tutti, ha generato i due accordi quadro da 1 milione e 80 mila.
Con la risposta a questo ordine del giorno potremo anche aggiungere un pezzo e dare alcune notizie particolarmente interessanti.
Con l'approvazione della delibera degli indirizzi della Regione al Consiglio di amministrazione ARER per la definizione degli interventi di edilizia residenziale pubblica da attuare nell'anno 2025, è stato approvato il programma delle opere pubbliche dell'ARER per il 2025, che prevede la destinazione di importanti risorse -derivanti da finanziamenti regionali, da economie riferite a risorse statali di programmi conclusi da anni - per implementare il numero di alloggi da assegnare. Nello specifico parliamo di circa 4 milioni di euro, quindi un milione e mezzo che è quello che vediamo nel bilancio che andremo a votare con stanziamenti previsti da questo bilancio che stiamo discutendo, più 2,5 milioni derivanti da economie di risorse, economie di programmazione statali di vecchi accordi. Su questi due milioni e mezzo torneremo dopo per darle completezza del caso. Tutti saranno destinati alla realizzazione ex novo di 36 alloggi nelle ex soffitte delle case Giacchetti al quartiere Cogne, in un fabbricato già oggetto di lavori di riqualificazione energetica.
Inoltre, ulteriori risorse derivanti da economie saranno utilizzate per la stipula di nuovi accordi quadro con ARER per l'esecuzione d'interventi di manutenzione straordinaria dedicati alla manutenzione di circa 40 alloggi sfitti, finalizzata ovviamente alla riassegnazione da bando regionale.
Come detto, sono non poche le risorse che si sono sbloccate nelle ultime settimane, quindi circa 2,5 milioni. Di recente si sono svolti infatti incontri formali con ARER e con il Comune di Aosta per chiudere i vecchi accordi e i programmi di edilizia residenziale, liberando economie che sono immediatamente disponibili a favore di ARER per avviare cantieri finalizzati a potenziare il numero di alloggi assegnabili per una quota di finanziamento riferita quindi a quanto sopra è ricordato.
Un ringraziamento va sicuramente alle strutture del mio Assessorato, alle strutture delle finanze all'ARER e alle strutture del Comune di Aosta per il lavoro di queste settimane.
In aggiunta a queste risorse, recentemente è stata inviata al Ministero competente una formale richiesta di riprogrammazione di risorse statali residue, sostanzialmente delle economie sui fondi dell'epoca che erano stati stanziati. Si parla di un ammontare complessivo di circa 600.000 euro da destinare anche qui a favore di ARER. Ove la richiesta avesse esito positivo, potranno quindi essere liberate parti di quelle risorse regionali previste per la realizzazione dei 36 alloggi.
Su questo e sui due milioni e mezzo... appena avremo l'ufficialità e la totalità delle risorse, ovviamente andremo a fare un elenco delle risorse liberate, della loro provenienza ma soprattutto anche della loro destinazione. In attesa di poterle ufficializzare con questo documento io le anticipo che ci asterremo qualora l'iniziativa non venisse ritirata.
Presidente - Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Grazie, Assessore, devo darle merito che sul tema si sta spendendo e quindi in questo modo sta dando delle risposte. Questi due milioni e mezzo più eventuali 600.000 che arrivano dallo Stato, se avete deciso di finanziarli in questa direzione, ci fa estremamente piacere e quindi riteniamo che la nostra attenzione sul tema sia in qualche modo ripagata dalle cose che ci ha detto.
Le chiedo l'impegno, su questo tema, di farci avere delle informazioni a tempo zero nella misura in cui lo Stato dà il suo okay a questo percorso; per noi credo che si possa tranquillamente ritirare l'ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Passiamo al seguente ordine del giorno, il numero 8 di PCP. Consigliera Minelli, a lei la parola.
Minelli (PCP) - Nel mese di novembre, poco prima che arrivasse la prima nevicata, grazie all'intervento del CAI della Valle d'Aosta e dell'associazione "Ripartire dalle Cime Bianche", è stato realizzato un intervento urgente di messa in sicurezza di alcune componenti meccaniche dello storico complesso artigianale situato a Pilaz nel Comune di Ayas, comprendente un mulino a due macine risalenti alla fine del 700 e una segheria a movimento orizzontale interamente in legno.
Ciò ha permesso di salvare dal crollo del tetto degli importanti manufatti che ricoprono un valore culturale in quella zona, come dimostrano anche una serie di disegni di Francesco Corni che sono posti lungo un frequentato percorso ciclo-pedonale, disegni che ne documentano il valore.
Riteniamo però che questo sia un intervento ovviamente minimale e che sia opportuno intervenire per recuperare il complesso artigianale, che è abbandonato da anni. Sottolineiamo poi che nel Comune di Ayas, e in modo particolare nel Vallone delle Cime Bianche, ci sono altre testimonianze storiche e archeologiche di grande valore che sono pressoché dimenticate e non soltanto: nel vallone che ho citato, ci sono sicuramente elementi di grande interesse geologico.
Come abbiamo anche sentito in Commissione, nel momento in cui sono stati auditi dei geologi e degli archeologi che conoscono bene la zona, siamo in presenza di un unicum che andrebbe valorizzato con un apposito centro di documentazione e per le visite.
Ricordo poi che la località di Saint-Jacques, insieme al vallone citato, è stata uno dei principali contesti di estrazione e di lavorazione dei manufatti in pietra ollare e il Comune di Ayas ha finanziato lo scavo per riportare alla luce il laboratorio per la produzione di vasi in cloritoscisto che è stato rinvenuto a Saint-Jacques, quindi c'è sicuramente un patrimonio da salvaguardare, come ce ne sono tanti altri in Valle d'Aosta.
Poco fa abbiamo sentito parlare della necessità di valorizzare il Castello di Saint-Germain, una necessità che condividiamo. Poi il collega Brunod ha ritirato l'ordine del giorno a fronte anche di un'assicurazione che si andrà avanti con i finanziamenti.
Riteniamo che qui ci sia un altro importante patrimonio da prendere in considerazione. Pensiamo anche che occorra passare da interventi che sono episodici a un programma più organico di valorizzazione di questo patrimonio, che è presente nel Comune di Ayas e, più in maniera specifica, nel Vallone delle Cime Bianche.
L'impegno che l'ordine del giorno propone è quello di richiedere agli uffici regionali competenti in materia di tutela dei beni ambientali e culturali di elaborare, in accordo con il Comune di Ayas, un programma complessivo e mirato di salvaguardia e valorizzazione dei beni storico-culturali e ambientali di Ayas e del Vallone delle Cime Bianche; a riferire entro sei mesi alla Commissione competente sullo stato di elaborazione di tale programma e a prevedere nel prossimo assestamento di bilancio - perché sappiamo qual è la situazione dell'attuale - un capitolo di spesa specifico per il finanziamento d'interventi di valorizzazione dei beni storico-culturali e ambientali di Ayas e del Vallone delle Cime Bianche.
Presidente - Assessore Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - Parto dal primo punto delle premesse, per evidenziare il lavoro che puntualmente quotidianamente svolge la Soprintendenza nell'ambito della tutela del patrimonio paesaggistico architettonico. Come nel caso di specie, confermo che vi è un lavoro importante da parte degli uffici di condivisione, di esame delle esigenze, di valutazione dei progetti e di assistenza in loco volto alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio presente sul territorio.
Proprio nell'ambito delle attività della Soprintendenza, è stato fatto ed è ancora itinere, ad esempio, un lavoro davvero eccellente sulla pietra ollare - che è uno degli elementi che voi avete citato nella premessa - in particolare dal punto di vista archeologico. Ricordo che archeologia non è solo scavo, ma è anche studio dell'elevato dei fabbricati e delle evidenze sparse nel territorio, ad esempio anche i cumuli di sfasciume sono studiati nell'ambito dell'archeologia. Nel 2019 - l'abbiamo poi rinnovato nel giugno del 2022, con delibera di giunta regionale - è stato sottoscritto un accordo tra la Regione, quindi il dipartimento Soprintendenza, e il Comune di Ayas per attività di catalogazione, progettazione e organizzazione della ricerca archeologica ai fini della tutela e valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, etnoantropologico connesso alla cava alla lavorazione della pietra ollare e delle altre materie prime presenti sul territorio comunale.
Lo scopo alla base della collaborazione è lo scambio di reciproche competenze ed esperienze, onde raggiungere una buona conoscenza del contesto storico archeologico e, di conseguenza, poter approntare una strategia di tutele e di valorizzazione di tutte le iniziative.
Per concludere, la collaborazione già esiste: la Soprintendenza ha già finanziato attività di scavo e ricerca nell'area dell'alta Valle di Ayas, che comprende ovviamente anche il Vallone di Cime Bianche, oltre ad avere attivato visite e attività divulgative ad hoc. Cito, ad esempio, quelle fatte in occasione di Plaisirs de Culture.
Le chiederei quindi, visto che credo di aver risposto alla sua richiesta di, se possibile, ritirare l'ordine del giorno con la garanzia comunque che si continuerà nella collaborazione che oramai è consolidata.
Presidente - Consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Assessore, se non ricordo male era stato previsto uno stanziamento per quanto riguardava la questione della pietra ollare - parlo di stanziamento regionale - di 7.000 euro. Ora, io ho fatto una richiesta un poco diversa che non riguardava una semplice - e so che c'è - attenzione della Soprintendenza che si sta occupando in tante zone, direi un po' in tutta la Valle d'Aosta, di fare il possibile per valorizzare il patrimonio storico-culturale della nostra regione, che è patrimonio in particolare delle comunità che in qualche maniera lo possiedono, ma è patrimonio collettivo, così come questo patrimonio collettivo - che alle volte è materiale, altre volte è immateriale - non è soltanto di chi vive in questa regione ma lo è, a mio avviso, in senso più lato.
Quello che si chiedeva era una cosa ben diversa e cioè di elaborare un programma complessivo di salvaguardia, di valorizzazione dei beni che ho citato in quelle località e in quel vallone e poi, ovviamente, di fare dei passi successivi e cioè riferire entro sei mesi dalla data attuale alla Commissione sullo stato di elaborazione di questo programma, quindi non è assolutamente la risposta che questo impegno richiedeva. Non solo, ho anche citato nel terzo punto che si voleva impegnare a prevedere per il prossimo assestamento di bilancio uno specifico capitolo, quindi è una situazione molto diversa da quella che lei ha rappresentato e credo che, invece, ciò che lei ha detto rientri - ed è corretto che sia così - un po' per tutte le varie attività di valorizzazione e di salvaguardia che meritano tante situazioni nella nostra regione, ma ovviamente chiedevamo una cosa diversa. Non ritiriamo l'ordine del giorno. Credo che comunque di questa questione avremo modo di parlare ancora, perché rientra anche in un'ottica più ampia di quelle che saranno le decisioni che bisognerà prendere nei confronti dello sviluppo di quel vallone; se ho capito bene, dal mese di gennaio si tornerà a parlarne e avremo da chiedere molte cose riguardo alla valorizzazione di quella zona. Soprattutto avremo da chiedere poi anche molte delucidazioni per quello che riguarda il patrimonio che lì c'è e che cosa si ha intenzione di fare per tutelarlo appieno.
Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno, votazione aperta. Votazione chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 11
Favorevoli: 11
Astenuti: 24 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo all'ordine del giorno numero 9 della Lega. Consigliere Manfrin, a lei la parola.
Manfrin (Lega) - Con questo ordine del giorno torniamo a parlare in quest'aula del recepimento della legge Salva Casa, di cui la Lega si è occupata più volte da quando è stato presentato il testo a oggi.
Come sappiamo, il D.L. 69 del 2024, che è noto come decreto Salva Casa, approvato il 28 maggio 2024, è stato poi modificato e quindi convertito in legge n. 105/2024 ed è entrato in vigore il 28 luglio 2024.
Ricordo che, quando affrontammo il discorso e quando chiedemmo ai tempi all'assessore Sapinet quando e se questa legge sarebbe stata recepita, eravamo in una fase precedente rispetto al recepimento con legge e ci venne risposto da parte dell'Assessore che si attendeva di avere una certezza e quindi che la stessa venisse convertita, per poi ovviamente fare i dovuti accertamenti, i dovuti approfondimenti.
La conversione, come detto, è avvenuta il 28 luglio: a differenza di quanto avveniva in passato - e questo è uno dei caratteri di novità - non ha un carattere temporaneo limitato nel tempo, ma apporta modifiche permanenti ad alcuni importanti articoli del DPR 380/2001, conosciuto anche come Testo Unico dell'edilizia.
Con questa legge, come sappiamo, l'Italia si è dotata di una norma che contiene diversi aggiornamenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica e nello specifico, per sommi capi, ci sono importanti innovazioni sullo stato legittimo dell'immobile, sulle tolleranze costruttive ed esecutive più generose, sulle deroghe ad altezza e superfici per agibilità, sul cambio di destinazione d'uso agevolato, su tende e porticati chiusi in edilizia libera, sulla facilitazione del recupero dei sottotetti, sull'estensione del regime del silenzio-assenso, sull'accertamento di conformità più semplice e su una sanatoria per difformità e variazioni essenziali. È stata poi anche rivista la normativa sanzionatoria in capo alle richieste di sanatoria presentate.
Una serie di aggiornamenti sicuramente importanti, abbiamo e ho voluto riassumere i principali, con i quali risultano molto utili queste innovazioni per curare le piccole irregolarità edilizie costruttive. Soprattutto è stato evidenziato - anche in sede di conversione, ma così come durante tutto l'arco della trattazione del decreto e della legge - che ci sarebbe stato un larghissimo bisogno di questa norma. È stato stimato che circa 4 milioni di immobili in tutto il Paese abbiano la facoltà di potervi fare ricorso.
Ecco, su questo però, come dicevo prima, abbiamo presentato diverse iniziative nel tempo. Un paio d'iniziative in primis per capire se la norma era applicabile immediatamente anche nella nostra regione oppure se andava recepita e c'è stato detto che andava recepita. In secondo luogo, ricordo le iniziative della collega Foudraz e anche del collega Distort che hanno evidenziato come ci fosse un'urgenza di recepimento di questa norma: c'era stato risposto, ricordo alla collega Foudraz, che la stessa sarebbe stata recepita fra i mesi di ottobre, novembre. Siamo a dicembre, tra poco saremo a gennaio 2025, purtroppo di questa legge non abbiamo ancora ricevuto alcuna informazione, ma riteniamo che gli effetti positivi... non soltanto noi: ovviamente sono stati professionisti, sono stati i proprietari di casa, sono state numerose le persone che si sono fatte parte attiva nel contattarci e anche nell'esortarci a portare all'attenzione di quest'assise l'importanza di recepire questa norma.
È evidente che, avendo un po' sforato i tempi che erano stati dati, con questo ordine del giorno la impegniamo, Assessore, a predisporre, entro 15 giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno, la bozza di recepimento della legge Salva Casa 105/2024 per procedere celermente a renderla operativa anche in Valle d'Aosta.
Come sappiamo, questo ordine del giorno non verrà approvato. Spero che però sia un ordine del giorno che ci permetterà di avere aggiornamenti circa il recepimento della norma, perché ovviamente i ritardi di cui ho parlato non sono stati spiegati e quindi avere un aggiornamento risulta assolutamente utile.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - L'iniziativa direi che dà l'occasione, al di là che sia approvata o meno, di fare il punto perché poi anche io, magari un po' troppo ottimista, avevo dato dei tempi, ma il lavoro è tanto. Soprattutto non parliamo solo di un recepimento parziale o totale del Salva Casa, ma, come abbiamo detto più volte, parliamo anche di una manutenzione della 11 che era in corso, quindi ci siamo trovati di fronte a un bivio: accantonare la manutenzione della 11 per dedicarci al Salva Casa o continuare andando a coinvolgere le due cose. Posso già dire che non siamo lontani, la bozza c'è e ci stiamo lavorando e a breve tutti gli attori verranno coinvolti.
Torno un attimo sull'ordine del giorno precedente del collega Distort, che ringrazio, che ha fatto due passaggi sul consumo del suolo: ne avevamo parlato nell'ambito dell'applicazione nelle zone A del Piano Casa, che va proprio nella direzione, anche tra le varie cose, di valorizzare i borghi e i nostri centri storici. È chiaro che è un principio che porteremo avanti, che portiamo avanti anche nell'ambito della revisione della 11 e dei ragionamenti sul Salva Casa.
Ripercorro quindi brevemente quanto avevamo comunicato nelle scorse settimane, ricordando che con la conversione in legge del decreto Salva Casa si cristallizzano definitivamente le modifiche apportate dal D.L. numero 69 del 2024, dal DPR numero 380 del 2001, il testo unico dell'edilizia in materia di semplificazione edilizia e urbanistica.
La Regione ha potestà legislativa esclusiva in materia di urbanistica, nonché di tutela del paesaggio nel rispetto dei limiti dello Statuto medesimo, pertanto, il testo di legge non è immediatamente applicabile, ma necessita del recepimento da parte della Regione stessa. Come già comunicato lo scorso 20 giugno ai Comuni per il tramite del CELVA, la legge regionale 11 del 1998 contiene una disciplina specifica per tutti i temi affrontati dalla legge e pertanto, solo per quanto non disciplinato dalla norma regionale, hanno applicazione le norme statali in materia di edilizia e urbanistica.
Le novità introdotte sono state esaminate dai tecnici dell'Assessorato per individuare le eventuali integrazioni tecniche alla legislazione regionale, più corrispondenti alle caratteristiche e alle esigenze della Comunità valdostana. Tali valutazioni sono state sempre orientate a tenere conto delle prerogative statutarie della Regione Autonoma Valle d'Aosta, in base alle quali ci siamo dotati di uno specifico apparato normativo e regolamentare in materia di urbanistica e edilizia, appunto la legge regionale numero 11 del 1998.
Sottolineo che la nostra legge regionale non è una replica di quella nazionale, ma tratta già in modo completo, ad esempio, gli aspetti delle difformità edilizie, dello strumento della sanatoria, con la necessità di valutare quindi, caso per caso, se e come procedere al recepimento delle norme statali, sempre salvaguardando i principi della semplificazione - e questo è importante sottolinearlo - a favore dei cittadini.
Le modifiche necessarie alla normativa urbanistica regionale saranno introdotte nel testo di aggiornamento della legge 11/1998, che è già stato predisposto.
Sono giorni di confronto sulla bozza sia all'interno del nostro movimento che in maggioranza e poi il dialogo è stato avviato con gli enti locali, che sono interlocutori importanti anche in relazione all'applicazione pratica delle norme urbanistiche sul territorio; a breve verrà allargata a professionisti e a operatori economici sul testo di prime modifiche della 11/98, che comprenderà quindi anche norme di coordinamento e recepimento del decreto Salva Casa nell'ordinamento regionale. Un lavoro quindi notevole, molto importante, di una struttura che, chiusa la delibera del Piano casa, ha proseguito sulla manutenzione delle norme umanistiche, come abbiamo detto integrando il recepimento del Salva Casa.
Parallelamente sono stati avviati i lavori del tavolo di lavoro che è stato istituito - questa è l'ulteriore novità - con la delibera di giunta regionale 914 del 6 agosto 2024, la delibera parallela a quella del Piano casa, che affronta nello specifico le criticità dell'applicazione del Piano casa nei Comuni di Courmayeur e Valtournenche, ma che poi potrà essere allargata anche ad altri territori.
Su questo tavolo, che si è già riunito tre volte in pochi mesi, sono emerse alcune soluzioni, alcune ipotesi, che potrebbero richiedere alcuni passaggi legislativi, anche contestuali alle modifiche della legge 11 del 98, quindi manutenzione della 11, recepimento del Salva Casa e suggestioni e considerazioni emerse anche dal tavolo di lavoro di questi territori.
Un lavoro importante, come importanti sono i passaggi richiesti o generati e soprattutto la necessità di confronto in questa fase. Un confronto ovviamente che sarà allargato a tutti gli attori. Diventa quindi difficile oggi impegnarsi in tempistiche definitive, anche se posso garantire che saranno le più brevi possibili, perché questo è l'impegno che viene preso da qui a poco; la volontà è quella di concludere i procedimenti citati con tempistiche che vogliamo assolutamente contenere al massimo e tutto ciò nel coinvolgimento - non appena la bozza avrà sviscerato questi nodi tecnici e giuridici principali - della commissione Competente, che ovviamente sarà attore protagonista.
Ribadisco che ci sarà un'astensione da parte nostra qualora l'iniziativa non venisse ritirata.
Presidente - Consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Io mi permetto soltanto di dare un consiglio perché siccome sono Consigliere mi sembra giusto dispensare consigli ...e va bene che non sono un pugile; però il fatto è questo, il consiglio è questo: cerchiamo di evitare che il meglio prevalga sul bene, perché il meglio è nemico del bene.
L'idea di poter di arrivare a un recepimento completo della norma di disciplinare potrebbe essere un percorso che va nella direzione del dare il miglior risultato possibile, ma in questo caso sarebbe effettivamente nemico del bene, perché sarebbe invece più auspicabile- a meno che non siamo proprio all'ultimo miglio prima del traguardo - avere delle situazioni intermedie, per esempio delle circolari che adottino soltanto alcuni punti, almeno già alcuni punti... da poter pensare che alcuni punti della norma vengano acquisiti dalla disciplina regionale. Gli uffici sapranno poi in che modo gestire questo mio consiglio.
Io mi riferisco soltanto a un esempio e ho saputo, facendo un po' di indagine, che la Regione Sicilia ha utilizzato questo istituto; attraverso questo strumento ha messo subito in attuazione alcuni elementi. È una regione autonoma, probabilmente non è la fotocopia dell'ordinamento della Regione Valle d'Aosta, però lo do come suggerimento.
Non c'è soltanto il mondo dell'edilizia delle trasformazioni, quindi tutto il settore dei progettisti, delle imprese e tutto l'indotto dell'edilizia, ripeto, ma potrebbe esserci anche un atto di compravendita magari tra la nonna e la nipote. Noi sappiamo che nel momento in cui si stipula un atto è necessario avere una legittimità edilizia e ci sono certi casi in cui questa legittimità edilizia è impedita. Perché? Perché noi abbiamo alle nostre spalle un tessuto sociale che ha fatto sì che i nostri genitori o i nostri nonni negli anni 60/70/80 - e per 60 parlo dopo il 67 quando non esiste più la possibilità di dire prendiamo per acquisito un immobile ante 67, di conseguenza va in deroga a norme urbanistiche.
Dopo il 67, quindi per tutti gli anni 70 e 80, tante costruzioni venivano costruite per iniziativa propria, era proprio il proprietario che si costruiva casa. Il proprietario non aveva tutta una serie di conoscenze che invece attengono a un'impresa qualificata e a un direttore dei lavori che è competente in materia.
Queste attività virtuose fatte dalle generazioni che ci hanno precedute trovano un impedimento semplicemente nella trasmissione della proprietà. Per questo l'urgenza diventa un'urgenza legata proprio al tipo di comunità che noi abbiamo in Valle d'Aosta, alla tipologia di chi ci ha preceduti, il modus operandi dei nostri genitori o addirittura, in certi casi, dei nostri nonni che hanno operato in un certo modo nell'ambito dell'edilizia.
Ecco che il Salva Casa, recepito nel più breve tempo possibile, diventa uno strumento che calza perfettamente con la peculiarità del nostro territorio e della nostra popolazione.
Presidente - Consigliere Aggravi, a lei la parola.
Aggravi (RV) - Sì, grazie Presidente, il mio intervento non sarà sicuramente al livello dei consigli del Consigliere Distort, che ne sa sicuramente più di me su questo tema, però quello che volevo dire anche a nome del gruppo - noi voteremo a favore di questo ordine del giorno - è che ci sono tanti operatori del settore che aspettano delle risposte, e penso che a vari di noi hanno sollecitato e chiesto di permettere anche in Valle l'applicazione di questo importante provvedimento.
Si potrebbe dire, quasi per assurdo, che forse un provvedimento di questo tipo costerebbe meno e avrebbe forse un effetto anche marginalmente maggiore del 110%. Adesso lo sto esagerando, però sicuramente dal punto di vista del debito che dovremmo ripagare nei prossimi anni forse questo è un provvedimento... Comunque provvedimenti di questo tipo sono sicuramente di grande utilità.
Al netto dell'impegnativa, al netto delle tempistiche e richiamando anche altre iniziative che vari gruppi hanno presentato, io invito davvero l'Assessore a risolvere questa problematica e a quanto prima mettere a disposizione questa norma o comunque portarla nelle sedi deputate in maniera tale da poter dare una risposta non soltanto al settore dell'edilizia ma pure a tanti proprietari di casa, almeno per chi crede ancora nell'importanza della proprietà privata.
Presidente - Per il gruppo, l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Rubo ancora un minuto solo per dare ancora due elementi rassicurando e ringraziando i colleghi intervenuti, uno sul fatto che tutti gli attori verranno coinvolti, ma anche e già in questa fase, proprio per avere veramente un confronto che sia il più trasversale possibile; per due elementi perché poi nel frattempo ci si confronta anche con le altre Regioni: la Sicilia ha comunque una legge regionale che è diversa dalla nostra -per quanto riguarda le altre Regioni, molte sono al lavoro per recepire... - e il Piemonte ha approvato la norma di recepimento proprio in questa fase, perché sull'applicazione delle circolari sono emersi dei problemi tecnici ed è per quello che approfittiamo di questa manutenzione della 11.
Presidente - Mettiamo in votazione, votazione aperta. Votazione chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 13
Favorevoli: 13
Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno numero 9 di Rassemblement Valdôtain. Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - In uno degli ultimi Consigli avevamo presentato un'interpellanza dal titolo "Azioni per far fronte al riordino delle concessioni autostradali previste dal disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023". Ho appreso poco fa da una notizia riportata dalla stampa, in particolare dal Sole 24 Ore, che il disegno di legge è diventato legge anche al Senato.
Nei contenuti, nella parte che riguarda in particolare il riordino delle concessioni autostradali, ci sono una serie di aspetti di grande interesse. Uno è quello relativo all'obbligatorietà, ormai questo lo conosciamo più che bene, per lo svolgimento delle gare che sembra non essere stato cambiato rispetto al testo iniziale e c'è una parte - e se qualcosa è cambiato vedremo in che termini - relativa alla disciplina dell'affidamento in house di alcune tratte. Vi è poi il tema che abbiamo già cercato di porre all'attenzione del Governo e di quest'Aula relativamente alle limitazioni dell'affidamento delle concessioni sotto il profilo dell'identificazione di ambiti ottimali di gestione nell'intorno di un'estensione chilometrica tra i 180 e i 315 km.
La notizia appena battuta dalle agenzie di stampa conferma invece, ad esempio, che uno dei temi più complessi, quello della durata della concessione, pare che sia confermato. Ovvero sembra che per l'appunto, la durata delle concessioni autostradali non potrà superare i 15 anni. Bisognerà vedere se effettivamente è passata la parte che è anche legata a eventuali prolungamenti, ma comunque sempre contenuti rispetto a possibili lavori o a manutenzioni da apportare, quindi è una legge che potrà avere e che avrà sicuramente, almeno dalle premesse, delle ricadute di un certo livello. Bisognerà anche comprendere quali saranno - perché forse questo potrà essere un elemento ancora su cui bisognerà fare più approfondimento - le norme transitorie relativamente alle concessioni in essere, perché anche su quel punto c'è molto da dire, tenuto anche conto che effettivamente, se si va a vedere oggi chi sono i concessionari, diciamo che il perimetro di riferimento è molto contenuto.
La risposta che abbiamo ricevuto all'interpellanza di cui citavo prima sostanzialmente diceva: "Aspettiamo di vedere quale sarà il testo definitivo". Non c'erano ancora delle valutazioni fatte, anche perché, per carità, il testo poteva ancora essere oggetto di modifiche. Vedremo anche quale sarà il testo definitivo pubblicato. A fronte di questo, considerate anche le ricadute che potrà avere questo tipo di legge su questo settore, abbiamo valutato di impegnare i Presidenti delle competenti Commissioni consiliari in materia - in realtà anche per la parte più generale di autonomia e quindi la I Commissione, ma anche la IV sui trasporti e la II per quello che riguarda la parte delle partecipazioni regionali - a organizzare (a seguito dell'approvazione definitiva della legge annuale per il mercato e la concorrenza, quindi potremmo dire, dopo la pubblicazione a questo punto del testo definitivo) una serie di audizioni con le controparti interessate. Noi abbiamo indicato principalmente i referenti di parte regionali nominati nelle società partecipate autostradali dei trafori.
Le modifiche apportate in termini di riordino delle concessioni: ai fini dell'analisi di possibili opportunità o rischi da queste derivanti, perché comunque sia, soprattutto su quello che riguarda l'identificazione dell'ambito ottimale e anche di quello che riguarda il termine della durata delle nuove concessioni, qualche ragionamento sarà sicuramente da fare. Sarà anche interessante eventualmente sondare o comprendere meglio la possibile ricaduta o l'applicazione relativamente alla possibilità dell'affidamento in house. Sappiamo che in un'altra parte delle Alpi, in particolare sull'autostrada del Brennero, qualche ragionamento in più è già stato fatto.
Presidente - Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Testolin - Due valutazioni che ripercorrono sostanzialmente la presentazione dell'iniziativa. Credo che l'approvazione porti ora a dover approfondire in maniera dettagliata, al netto delle notizie di stampa che possono essere già per certi versi interessanti dal punto di vista dell'analisi; questo tipo di approccio deve essere sicuramente focalizzato sulla comprensione complessiva, soprattutto del percorso da avviare per le concessioni che hanno ancora un tempo non relativamente corto di vita. Per quanto ci concerne, sicuramente il fatto di andare ad approfondire è un obiettivo comune, quindi da quel punto di vista penso che, con i tempi corretti e necessari per un approfondimento complessivo, sia da parte nostra sia da parte di chi opera all'interno delle concessioni già esistenti, quindi dei concessionari e dei propri delegati, possa essere un percorso condivisibile. Al netto di tutto rientra nelle questioni che verranno sottoposte nel percorso di attenzione alle varie Commissioni, poi si considererà quella che può essere più opportuna da coinvolgere per lavorare in questo senso.
L'altra volta la risposta era stata sostanzialmente di condivisione sul fatto di dover aspettare la definizione della legge e poi fare gli approfondimenti dovuti e calarli anche sulla nostra realtà, che è sicuramente una realtà molto particolare rispetto all'universo mondo delle concessioni autostradali. Il percorso si potrà sviluppare con i tempi corretti e quelli necessari per gli approfondimenti dovuti.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - Mi consenta la battuta, Presidente, vede: anche questo poteva essere un obiettivo condiviso e condivisibile, si poteva addirittura condividere tutti insieme, ma così vanno le cose. Lo dico perché, di fatto, l'impegnativa è un'impegnativa esplorativa, in questo caso e anche in altri ordini del giorno, non soltanto del nostro gruppo, ma anche di altri gruppi. Io penso che non sia né un peccato né un qualcosa contro natura a volte votare in maniera più condivisa, al di là degli steccati della maggioranza e dell'opposizione. Però lo dico più che altro perché le cose potevano essere gestite in maniera un poco diversa, in senso lato. Si vede che oggi la pausa pranzo è stata più propizia dell'altro giorno, ma mi consenta questa battuta solo per stemperare un po' il clima.
Sì, noi riproporremo sicuramente questo tema nell'ambito delle Commissioni. Tra l'altro mi preme anche collegare questo ordine del giorno... In realtà quello che ieri tutti i capigruppo di minoranza hanno firmato per quello che riguardava...perché poi non ha avuto corso e abbiamo quindi presentato una richiesta di audizione sulla SITRASB, considerato che il rapporto, il timing della concessione, rispetto ai lavori da fare e rispetto all'eventuale prolungamento, sono tematiche che in quel caso hanno un peso significativo, al di là delle ultime vicende che hanno interessato quella società e quindi è sicuramente un tema che necessita un approfondimento.
Sono pienamente d'accordo con lei che bisognerà insinuarsi nelle pieghe della legge del mercato della concorrenza - che spesso viene un po' sottovalutata, ma in realtà ha un peso notevole sulle vite di tutti noi, al di là del tema delle autostrade, ma su qualsiasi argomento. Sicuramente un argomento molto più noioso di altri, però purtroppo sappiamo che, sia per chi fa impresa sia sugli utenti e i consumatori, ha un peso notevole e avrà un peso notevole sempre di più. Qui guardo l'assessore Caveri, perché lui ci insegna che questa legge è una delle milestone fondamentali del PNRR. Questo ci fa capire che "il cammello" lo vediamo soltanto se approviamo la legge. Il grosso problema è che ovviamente non è proprio una legge libera, consentitemi, ma è una legge che sostanzialmente spesso e volentieri ci cala dall'alto delle previsioni che non sono decise a livello, figurarsi, regionale ma neanche nazionale. Lo dico soprattutto per alcuni slogan che ogni tanto escono sulla difesa degli interessi nazionali, poi in realtà alla fine questa legge plasticamente dimostra che comanda forse più Bruxelles che qualche sede di partito a Roma. Detto proprio a chiare lettere.
Vedremo quale sarà il testo definitivo e mi auguro che ci saranno le possibilità per approfondire il tema, magari anche nell'ambito della valutazione del Piano regionale dei trasporti.
Presidente - Mettiamo in votazione. Votazione aperta. Votazione chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno numero 9 di Forza Italia. Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Come gruppo vogliamo portare all'attenzione di questo Consiglio l'importanza cruciale dei centri di servizio per il volontariato, CSV.
Nel nostro territorio i CSV rappresentano un punto di riferimento per il mondo del volontariato, offrendo un supporto essenziale alle associazioni e ai singoli volontari.
Contribuiscono in modo determinante alla coesione sociale della nostra Comunità. Lo ha ricordato anche ieri la collega Minelli in un ordine del giorno che ha presentato e discusso in aula.
Il volontariato è un motore di sviluppo e inclusione. Il volontariato è un patrimonio importante per la nostra regione. Esso rappresenta un motore di sviluppo e inclusione sociale, capace di rispondere ai bisogni più diversi e di promuovere una cultura della solidarietà. I volontari, col loro impegno gratuito, contribuiscono a migliorare la qualità della vita sostenendo persone in difficoltà, promuovendo attività culturali e ricreative e tutelando anche l'ambiente, e rafforzano il tessuto sociale, creando reti di relazioni e promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini e sostengono le istituzioni.
Il ruolo dei CSV. Svolgono un ruolo importante e fondamentale nel sostenere e valorizzare tutto il mondo del volontariato: tra le loro principali attività, troviamo l'orientamento di formazione, offrendo una consulenza alle associazioni, ai singoli volontari su temi quali la costituzione, la gestione e la comunicazione.
La formazione: organizzando dei corsi e seminari per migliorare le competenze dei volontari e dei dirigenti delle associazioni. Supporto alla progettualità: aiutando le associazioni a ideare e sviluppare e realizzare progetti innovativi.
La promozione del volontariato: sensibilizzando l'opinione pubblica sull'importanza del volontariato e favorendo il reclutamento di nuovi volontari.
Le sfide del volontariato sono molteplici. Nonostante il loro ruolo importante, il volontariato e i CSV si trovano ad affrontare diverse sfide. La diminuzione del numero dei volontari, soprattutto tra i giovani, è un dato di fatto a causa d'impegni lavorativi, di studio. La difficoltà di reperire delle risorse economiche sia per le associazioni che per i CSV stessi. La burocrazia. Anche i cambiamenti sociali.
Per queste ragioni, il nostro gruppo impegna il Governo regionale a prevedere un sistema di contributi annuali che possano coprire una parte delle spese di funzionamento per aiutare a fronteggiare le spese correnti e a favorire la continuità dei servizi.
Presidente - Assessore Marzi, a lei la parola.
Marzi (SA) - Proprio in considerazione del ruolo e delle essenziali attività svolte dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale del territorio, con l'articolo 26 della legge di stabilità oggi in discussione, prevediamo un trasferimento di euro 60.000 annui nel triennio al Centro servizi per il volontariato, CSV, in quanto ente del terzo settore accreditato sul territorio regionale.
Diamo quindi continuità rispetto a quanto stabilito dal Consiglio con la precedente legge di stabilità 25 del 2023, con la quale avevamo già previsto la concessione al CSV di un contributo per l'anno 2024. Questo trasferimento, quindi, applicato sul triennio 2025-2027, consentirà al CSV di continuare a sostenere gratuitamente le realtà solidaristiche del territorio.
Questo sostegno è importante ancor più per il fatto che nella realtà regionale le organizzazioni delle associazioni sono per lo più di piccole dimensioni e quindi poco strutturate a far fronte autonomamente a tutte le crescenti incombenze, anche di carattere contabile e amministrativo, sempre più presenti nell'ambito sociale. Infatti, sin dal 2019, anno dal quale i fondi statali a favore delle realtà territoriali si sono progressivamente ridotti, il CSV ha sempre mantenuto gratuitamente i servizi per gli enti del terzo settore aderenti, per aiutarli a fare economie e quindi a far quadrare i propri bilanci.
Unitamente però al contributo annuo, che rende evidente la sensibilità a questo tema così come lo esprime la sua attenzione, è da considerare che la futura legge per il terzo settore prevede l'istituzione di un fondo regionale per l'innovazione sociale che coinvolgerà anche il CSV, proprio nel senso auspicato dall'ordine del giorno, rappresentando quindi un ulteriore aiuto, ma soprattutto un aiuto strutturale. Ne ho parlato, tra l'altro, in replica martedì.
La bozza di disegno di legge in materia di sostegno e promozione del terzo settore per l'Amministrazione condivisa è stata appunto condivisa con il terzo settore e con gli enti locali ed è quasi pronta per essere depositata in Consiglio regionale. Per tali azioni, che orientano già l'attività presente di prospettiva rispetto a quanto richiamato, si chiede quindi il ritiro dell'iniziativa, diversamente il nostro voto sarà di astensione.
Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Apprendiamo che la legge di stabilità prevederà dei contributi e anche la legge regionale del terzo settore, che è ancora in discussione, va nella direzione del nostro ordine del giorno presentato.
Io vorrei soltanto far notare alcune cose. Il perché bisogna dare un contributo al CSV... Il CSV Valle d'Aosta è finanziato anche dalla legge nazionale del terzo settore, dove le fondazioni bancarie devono destinare al mondo del volontariato un quinto degli utili, oggi invece l'importo è sceso a un terzo. In questi ultimi anni sono diminuite proprio le erogazioni, ma sono aumentati i servizi offerti da CSV. A nostro avviso... capisce benissimo che è opportuno integrare con una misura a favore del CSV. Noi vogliamo ricordarlo che negli ultimi anni l'Amministrazione ha stanziato, una tantum, 100.000 euro lo scorso anno e 60.000 euro per il prossimo anno. Sono risorse importanti, ma il CSV chiede una misura strutturale. Una sensibilità e attenzione verso il mondo del volontariato è un nostro dovere.
Detto questo, noi porteremo comunque al voto l'ordine del giorno.
Presidente - Mettiamo in votazione l'ordine del giorno. Votazione aperta. Votazione chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno seguente, il 10 della Lega. Consigliera Foudraz, a lei la parola.
Foudraz (LEGA VDA) - L'ordine del giorno presentato oggi ha come titolo "Prestazione assistenziale integrativa", visto l'attuale contesto economico e sociale che, come abbiamo già avuto modo di evidenziare nella giornata di ieri durante l'illustrazione di un ordine del giorno legato agli aumenti della tassa rifiuti del 2024, sta interessando le famiglie valdostane; considerato che anche nella nostra regione si assiste sempre più al fenomeno delle persone anziane che non riescono ad arrivare alla fine del mese per via degli importanti aumenti del costo della vita che non sono proporzionati all'aumento delle pensioni; appreso che in alcune regioni italiane alcuni Governi regionali stanno cercando di adottare delle politiche sociali che vanno nella direzione di un aiuto economico per coloro che hanno delle pensioni basse, che non raggiungono i 1.000 euro mensili, attraverso un'integrazione rispetto a quanto già da loro percepito, fino al raggiungimento di un tetto massimo di 1.000 euro mensili lordi, ne è un esempio la Provincia Autonoma di Bolzano, che sta lavorando a una misura di sostegno per gli anziani al fine d'integrare le pensioni più basse e nello specifico le categorie interessate sono: i pensionati, coloro che percepiscono una pensione per invalidità civile oppure una pensione o assegno sociale d'importo lordo massimo inferiore ai 1.000 euro e aventi un'età superiore ai 65 anni e con un Isee inferiore a 20.000 euro e questo tipo di proposta prevede che gli aventi diritto ricevano un contributo annuale che integri quanto già da loro percepito, fino al raggiungimento di un tetto massimo, appunto di 1.000 euro mensili lordi, con l'obiettivo di raggiungere gli anziani che attualmente faticano ad arrivare a fine mese.
L'esigenza di introdurre anche nella nostra regione una prestazione assistenziale integrativa è emersa anche durante le audizioni che si sono tenute in II Commissione consiliare da parte delle organizzazioni sindacali che hanno ben rappresentato la situazione delle persone anziane che vivono nella nostra regione, poiché quotidianamente si presentano presso i loro uffici anziani che lamentano grandissime difficoltà a far fronte alle spese e purtroppo non vedono una soluzione ai loro problemi.
Ritenuto meritevole dal punto di vista sociale, adottare anche noi, come Regione Autonoma Valle d'Aosta, delle azioni che vadano nella direzione indicata, con questo ordine del giorno il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a effettuare una ricognizione entro il primo trimestre del 2025 relativamente al numero dei pensionati, di coloro che percepiscono una pensione per invalidità civile oppure una pensione o assegno sociale d'importo lordo massimo inferiore ai 1.000 euro, dei soggetti aventi età superiore ai 65 anni e con un Isee rientrante nei 20.000 euro e, sulla base dei dati ottenuti, di valutare eventualmente la possibilità, nelle prossime variazioni di bilancio, di integrare tale cifra con una misura di aiuto economico fino al raggiungimento di un tetto massimo di 1.000 euro mensili lordi.
Presidente - Assessore Marzi.
Marzi (SA) - Riconosciamo l'importanza di garantire un sostegno concreto alle fasce di popolazione più vulnerabili, in particolare ai pensionati con redditi bassi e alle persone con disabilità, valutando con interesse un'ipotesi di un importo mirato. Di fatto è da precisare che su 95 milioni di euro stanziati con l'attuale bilancio, ne destiniamo 80 milioni alle persone anziane e alle persone con disabilità.
L'attuazione di una misura, come quella che lei richiama, richiede però una conoscenza dettagliata di un quadro economico basata su dati aggiornati relativi ai pensionati e alle loro condizioni economiche. Tali dati a livello nazionale sono direttamente di competenza dell'Inps e pertanto in Valle d'Aosta diviene necessario avviare un dialogo con l'ente per ottenere i dati disaggregati necessari, considerato che le piattaforme statali, a differenza di altre realtà italiane, a oggi nella nostra regione, ancora non dialogano funzionalmente per soddisfare quanto richiesto.
Questo processo comporterà quindi tempi non immediati e in ogni caso abbiamo già avviato interlocuzioni con l'Inps affinché ci possano essere sviluppi proficui. Questo è il problema, collega Foudraz, di prevedere delle iniziative statali - ma è anche normale visto che voi siete al Governo e avete fatto un grande sforzo per i pensionati, aumentando le loro pensioni di pochissimi euro - e le si tara su una realtà particolare come la nostra.
L'ipotesi, inoltre, di integrare le pensioni fino a un tetto massimo di 1.000 euro mensili comporterebbe d'introdurre una visione che richiederebbe un'accurata analisi della sostenibilità economica nell'ambito dell'attuale priorità di bilancio regionale, perché rispetto alle politiche che noi rappresentiamo, come richiamato, a oggi per le persone anziane e per le persone con disabilità stanziamo circa 80 milioni di euro dei 95 stanziati per le politiche sociali.
È comunque da riconoscere che nell'ambito della legge regionale 23 del 2010, mediante l'articolo 13 che prevede il contributo d'inclusione, si cerca comunque di rispondere a queste esigenze, quando sopravvengono, integrando il reddito di coloro che presentano una situazione economica o patrimoniale inferiore al minimo vitale. Per questo motivo le chiediamo di ritirare l'iniziativa, altrimenti ci asterremo.
Presidente - Consigliera Foudraz, ne ha facoltà.
Foudraz (LEGA VDA) - Assessore Marzi, io di solito sono una persona molto pacata e tranquilla, però credo che quella battuta che lei ha fatto sia assolutamente una battuta fuori luogo. È una battuta da bar che può fare nei bar qua di fronte, perché parlare di queste cose... mi sembra di essere sempre stata molto gentile nei suoi confronti.
Comunque veniamo all'ordine del giorno in questione. Lei mi ha detto che occorre una conoscenza dettagliata dei dati in possesso dell'Inps. Mi pare che in quest'aula più volte - non con iniziative magari di questo tipo, ma per altre questioni - gruppi dell'opposizione hanno sollecitato delle interlocuzioni al fine di addivenire a uno scambio di dati con l'Inps. Nell'impegnativa (che ovviamente voi non voterete perché vi astenete) io non ho detto che questi dati devono essere forniti l'1 o il 2 di gennaio; ho messo una tempistica che andava a indicare "Entro il primo trimestre del 2025".
Sono tante belle le parole: "stiamo facendo", "stiamo provvedendo", però mi pare che non si voglia andare nella direzione di aiutare le persone che sono più fragili. Comunque noi lo porteremo al voto.
Presidente - Mettiamo in votazione. Votazione aperta. Votazione chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 11
Favorevoli: 11
Astenuti: 24 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno numero 10 di RV. Consigliere Brunod, a lei la parola.
Brunod (RV) - Con questo ordine del giorno ritorniamo a mettere attenzione sul discorso della risoluzione delle criticità per quanto riguarda l'incrocio sul tratto tra la strada statale e il ponte di Champdepraz. Visti i contenuti dei disegni di legge 168 e169 e che all'interno del programma regionale dei lavori pubblici sono stati inseriti molti interventi sotto la struttura viabilità e opere stradali. In modo particolare si evidenzia che diversi interventi hanno copertura finanziaria sul nuovo triennio di programmazione.
Ricordiamo che durante questi anni di legislatura abbiamo più volte portato in aula la necessità di cercare di risolvere - oltre i vari interventi che l'Assessorato aveva già previsto - anche le criticità e la pericolosità del tratto della strada statale 26 in corrispondenza dell'innesto sulla strada regionale 6. Richiamate le interpellanze presentate in Consiglio regionale già il 26 ottobre 2023 e anche l'interpellanza presentata in Consiglio regionale il 21 febbraio 2024 evidenziamo inoltre l'ordine del giorno che avevamo presentato durante il Consiglio regionale del 5-6 giugno 2024, tenendo conto delle risposte forniteci durante l'analisi delle varie iniziative, inoltre, ci riferiamo anche alle ultime possibili soluzioni ipotizzate che ci sono state illustrate dall'Assessore. Ipotesi che, purtroppo, comunque non andrebbero a risolvere del tutto le criticità del tratto in questione. Mettiamo in evidenza che tale punto della strada statale 26 è strategico e funzionale da una parte per l'accesso, oltre al Comune di Champdepraz, ma anche al Comune di Montjovet, al Comune di Issogne e comunque al raggiungimento dell'importante area naturalistica regionale, quella del Parco del Mont Avic, e anche come possibile strada alternativa in caso di chiusure della strada statale 26 per incidenti o altri imprevisti che possono accadere.
Rimarchiamo che a oggi, sul tratto di strada citato nelle premesse, continuano ancora a persistere delle criticità per quanto riguarda la sicurezza e la viabilità, quindi si impegna l'Assessore competente ad approfondire e a definire entro 6 mesi, in collaborazione ovviamente anche con Anas e i Comuni interessati, ulteriori nuove soluzioni tecniche progettuali che possano risolvere completamente le criticità e problematiche del tratto della strada statale 26 in corrispondenza dell'accesso alla strada regionale di Champdepraz.
Presidente - Assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Il tema relativo al miglioramento degli accessi delle strade regionali e comunali sulla strada statale numero 26 è da anni un aspetto all'attenzione dell'Amministrazione regionale, oggetto d'incontri con i vertici Anas, quindi anche da parte di chi mi ha preceduto. In passato quell'incrocio - quello tra la strada statale 26 e la strada regionale numero 6 - è stato oggetto di numerosi sopralluoghi e incontri tra Amministrazione regionale, i rappresentanti dei Comuni e i rappresentanti di Anas che negli anni si sono succeduti. Sopralluoghi finalizzati a una valutazione su due possibili interventi di miglioramento dell'intersezione stradale alternativi tra loro: la realizzazione di un impianto semaforico o una rotatoria. Questo nel passato.
Nell'ottobre scorso, dopo nuove interlocuzioni con Anas finalizzate all'implementazione del piano rotatorio di cui sopra, è stato chiesto di studiare la possibilità d'inserire una rotatoria a monte dell'incrocio per un miglioramento della fruibilità in sicurezza dell'incrocio stesso che, ricordo, è compreso tra la Dora Baltea e un'importante fronte roccioso ove sono presenti anche numerose testimonianze storiche.
L'intervento di Champdepraz è stato da noi sollecitato nell'ambito dell'assegnazione dei 9 milioni di euro per la nostra regione, che si sommano ai 5 della precedente programmazione, quindi le varie rotatorie: Morgex autostrada, Verrayes località Champagne, Saint-Vincent località Fera, che erano nella precedente programmazione in parte coperte con i 5 milioni, ai quali si sommano i nuovi interventi richiesti dall'Amministrazione regionale, quindi rotatoria di Pré-Saint-Didier, rotatoria di Pontey, rotatorie di Châtillon e di Champdepraz. Metto in evidenza in particolare questi due interventi: quello di Pontey, che è stato stralciato da un precedente intervento molto più importante proprio per dare una risposta a quel territorio, e quello di Champdepraz, che tecnicamente è quello, come abbiamo già visto anche con lei, più complicato.
A questi si somma quanto avevamo già citato: l'intervento strada statale 26 Quart e Saint-Christophe, che è stato ampiamente discusso, e poi le rotonde, quelle di competenza direttamente della Regione, ovvero Saint-Pierre, località Priorato, Sarre Arensod e Pont-Saint-Martin che abbiamo visto in questi ultimi giorni.
Ciò detto, siamo in contatto e in confronto continuo con Anas al fine di affrontare nel dettaglio i vari dossier con l'ordine dettato dalle priorità. Sull'incrocio di Champdepraz, come già comunicato in occasione di varie iniziative, la conformazione territoriale rende impossibile la realizzazione di una rotatoria in prossimità del ponte di accesso alla strada regionale numero 6 e pertanto si lavora a soluzioni alternative come quelle sopra citate, che le avevo anticipato informalmente, e sulle quali si lavorerà ancora e sulle quali c'è l'impegno sicuramente a tenerla aggiornata.
Per quel che riguarda le tempistiche della richiesta, sicuramente sei mesi sono un tempo già importante, ma che non dipende totalmente da noi. Su questi interventi, su questa programmazione, è chiaro che l'interlocuzione con Anas è quella che poi detta le tempistiche definitive ma, come dimostrato in altre occasioni e su altri interventi, sia la parte politica che le strutture tecniche dell'Assessorato continueranno l'attività di sollecitazione, confronto e condivisione con Anas; attività nelle quali saranno coinvolti, come sempre, gli enti locali, come vediamo in questi giorni sulla strada statale, per quel che riguarda la problematica sulla rotatoria di Nus e su altri interventi, e sulle strade regionali, cito ad esempio anche una riunione di queste settimane a La Magdeleine, dove tutte le strutture hanno incontrato la popolazione con un importante e interessante confronto.
Pertanto ci asterremo se l'iniziativa non verrà ritirata.
Presidente - Consigliere Brunod, a lei la parola.
Brunod (RV) - Ci fa piacere che ci sia sempre e comunque attenzione al riguardo di queste tematiche che ruotano intorno all'importanza della sicurezza stradale per cercare di risolvere le criticità presenti lungo il territorio.
Ovviamente io immagino che fuori da quest'aula vorrebbero... oltre al fatto di ribadire ogni volta che facciamo delle iniziative, tutti gli interventi che si fanno, ci si aspetta di avere delle risposte più concrete e più rapide, oppure anche più mirate rispetto al tema dell'iniziativa o dell'ordine del giorno di una mozione specifica, perché comunque va bene l'attenzione, va bene che ripercorriamo ogni volta tutti gli interventi che si fanno, però poi penso che tutta quest'Aula vuole arrivare al concreto, a dare delle risposte puntuali e mirate e soprattutto cercare di darle con delle tempistiche più brevi, più accelerate perché, come abbiamo detto più volte, ovviamente le legislature cambiano ma molte volte poi i problemi si riportano da una all'altra, passa il tempo e i problemi non vengono risolti.
A noi fa piacere che ci sia attenzione da parte delle strutture, si sollecita ANAS e quant'altro, bisogna cercare ovviamente di prendere in mano e fare degli sforzi, anche magari a volte più grandi di quelli che comportano magari altri interventi, dove il territorio permette di realizzare certe opere in maniera più facile. Qui è il caso, come lei ha detto - e ovviamente ne siamo bene a conoscenza anche noi - è una situazione un po' più critica e un po' più difficile da risolvere, però non per questo bisogna far passare il tempo e non cercare di prendere in mano la situazione.
Ovviamente quello che noi cerchiamo di suggerire, anche attraverso quest'ordine del giorno, nonostante non ci sia da parte vostra il voto a favore... ma immaginiamo che comunque da parte dell'Assessore competente, in modo particolare ci sia comunque attenzione alla tematica presentata, lo abbiamo visto anche diverse volte quando abbiamo fatto altre iniziative, questo è un aspetto positivo.
A volte, essere ripetitivi su certi temi serve anche per porre quella maggiore attenzione che molte volte - è anche il ruolo della minoranza - serve per accelerare certi tempistiche, ma soprattutto per cercare di collaborare tutti insieme, magari a fare un lavoro migliore rispetto a quello che magari si riesce ad ottenere e soprattutto per evitare di arrivare... Adesso guardavo le informazioni stampa di questi giorni, proprio oggi, come forse anche lei ha citato nella risposta, è uscito il problema della rotonda di Nus: "Nuova rotonda, è già polemica e parte la raccolta firme".
È un modo propositivo e collaborativo per cercare di realizzare delle opere e dei progetti che fin da subito cerchino di rispondere in modo o maniera perfetta alle esigenze, non magari fare un lavoro, fare grandi sforzi e poi dopo rimetterci mano perché magari non si parte fin da subito in modo ottimale.
Questo quindi è lo scopo, questo era il nostro obiettivo, lo portiamo al voto ugualmente per porre l'attenzione al tema e ci auguriamo che prossimamente ci siano delle importanti novità al riguardo.
Presidente - Altri interventi? Non ne vedo, mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 10 di Forza Italia. Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Quest'ordine del giorno che abbiamo presentato tratta il tema dell'aeroporto, in sostanza ha al centro della sua attenzione la questione del completamento dei lavori dell'infrastruttura e un processo di valorizzazione attraverso un piano di marketing.
La struttura aeroportuale è stata oggetto di numerosi interventi, di investimento negli ultimi 20 anni, a partire dall'allungamento della pista, agli interventi che sono in corso oggi di completamento dell'aerostazione, che avrebbe dovuto essere completata nel 2024, speriamo che lo sia invece nel 2025.
Per contro, rimane ancora da appaltare il nuovo distaccamento dei Vigili del Fuoco e i nuovi hangar dell'aeroclub sono ancora nella fase progettuale.
Riteniamo che vada completato questo iter per avere la struttura a pieno titolo pronta per essere valorizzata in tutte le sue potenzialità.
È un tema questo che nei vari DEFR è sempre stato un po' all'attenzione da parte di tutti e su cui tante parole sono state spese. Si era partiti nel 2004 con un piano ambizioso, un piano di sviluppo della struttura che prevedeva dei grossi numeri e delle grosse possibilità di ritorno anche nell'ambito della valorizzazione turistica.
Una situazione che poi ha visto nel tempo un ripiegamento a una ricollocazione - anche in funzione dell'organizzazione nazionale degli aeroporti, delle nuove modalità organizzative del settore - che ha portato a ridimensionare un poco le ambizioni della Valle d'Aosta, tenendo conto di mettere al centro la questione delle attività di elisoccorso, di protezione civile, di trasporto turistico e sportivo e anche dando la possibilità di prevedere delle aree di sviluppo nell'ambito dei droni.
C'è però tutto l'aspetto del traffico commerciale che riteniamo che possa essere turistico e soprattutto sui voli stagionali per i voli charter che potrebbero dare delle opportunità di sviluppo al comparto, perché sostanzialmente trattano un turismo di buon livello, che può beneficiare dei vantaggi grazie a un'accessibilità privilegiata alla Valle d'Aosta con il mezzo aereo.
Purtroppo gli aerei che possono atterrare sono aerei da 70 posti, senza andare su dei numeri più grossi, e questo comporta anche una difficoltà di tipo organizzativo, anche per ritagliarsi dello spazio nel mercato con questi numeri.
Occorre anche considerare che è stata fatta tutta una serie di valutazioni nell'ambito dell'aggiornamento del Masterplan, dove sono stati fatti dei paragoni con altri aeroporti di piccola taglia che ci sono nell'arco alpino, anche nel resto del Paese, però è anche stato evidenziato che senza un'azione di marketing, purtroppo, non si riesce a sviluppare delle azioni concrete e, nell'ambito di un documento che ho avuto modo di leggere, viene scritto che oggi, senza un'azione di marketing, noi possiamo pensare di immaginare di avere un decimo circa dei passaggi rispetto a quelli che si possono avere, ad esempio, nell'aeroporto di Bolzano.
Per potere avere almeno 2.000-3.000 passeggeri annui, bisogna fare qualcosa, bisogna fare delle azioni di promozione.
Alla lettura dei documenti, c'è una delibera del 2019, la 543, che, nell'accordo transattivo (che c'è stato, con la gestione in uscita) al punto 1 prevedeva quest'impegno: "Le parti si impegnano a costituire un Comitato tecnico paritetico di gestione, di cui all'articolo 16 della convenzione per individuare le migliori soluzioni economiche di marketing per sostenere finanziariamente i voli commerciali invernali ed estivi ed eventuali specifiche tratte".
A oggi ci risulta che sotto questo profilo non sia stato fatto ancora nulla, pertanto adesso stiamo completando l'aerostazione e, se non prendiamo qualche decisione nel merito, ci troveremo fra 6-7 mesi, quando il tutto sarà completato, a guardarci in faccia e a dire: "E adesso? La struttura è completata però, di fatto, la situazione è sempre la medesima".
Pertanto sarebbe bene portarsi avanti con i lavori e quindi da una parte darsi l'obiettivo di completare celermente la realizzazione e la valorizzazione dell'infrastruttura e dall'altra di dare mandato - noi diciamo al Comitato previsto dall'articolo 16 della convenzione - di predisporre, entro 90 giorni, un piano di marketing che consenta di individuare le reali potenzialità dell'infrastruttura, affinché l'aeroporto diventi un elemento fondamentale per lo sviluppo dell'economia turistica e produttiva regionale.
Presidente - Assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UV) - Collega Marquis, è assolutamente necessario lavorare verso la prospettiva futura ed è quello che stiamo facendo ormai da tutta la legislatura.
Io credo che questa maggioranza, alla fine, quando presenterà il suo lavoro alla popolazione, potrà dire con molta serietà di aver preso in mano dossier importanti, questo è uno di quelli, e di aver affrontato a livello amministrativo le scelte da fare, poi possiamo parlare di ferrovia, di Ospedali e di altro, per portare tutto questo finalmente in esecuzione, cose che erano ferme e che erano ferme anche da tanto tempo.
Rispetto all'aeroporto, oltre a quell'accordo che lei ha ricordato, c'è stata tutta una serie di atti che oggi permettono finalmente di dare pieno valore agli investimenti nel tempo. Uno di questi, in questo ultimo anno, l'abbiamo visto, perché l'elisoccorso notturno non nasce a caso in Valle d'Aosta, nasce grazie a un'infrastruttura importante, come quella che può permettere di valorizzare le grandi competenze in termini sanitari e legate al soccorso delle quali noi disponiamo, ma senza aeroporto tutto questo oggi non si potrebbe realizzare.
Abbiamo concluso da poco tutta una serie di azioni che riguardano proprio le cose che lei ha sottolineato nel suo lavoro, si tratta ora di completare anche la fase di organizzazione dell'ultimo segmento, che è quello commerciale.
Di qui a poco verrà consegnata l'area per il piazzale antistante all'aerostazione e sono in corso di esecuzione le ultime lavorazioni che a oggi vengono confermate in consegna per la prossima estate.
Nel frattempo, è stata fatta la cosa più importante: l'assegnazione dei servizi che ci permetteranno di elevare la classe di volo del nostro aeroporto e così di poter fare atterrare quel tipo di aerei, quel tipo di segmento che completerà appunto la possibilità di utilizzo dell'aeroporto.
Al di là dell'impegno e al di là di come ci siamo confrontati su questi ordini del giorno, in questo momento stiamo lavorando esattamente in quella direzione. Non è tanto il Comitato che è stato organizzato per disciplinare l'accordo transattivo che si dovrà occupare di questo quanto proprio la società, perché ha tutto l'interesse, ma anche le competenze, per organizzare un piano di utilizzo completo nelle stagioni estive e invernali dell'aeroporto.
Il mandato è già stato dato, ma credo che nulla vieti di fare dei successivi passaggi, anche in Commissione se del caso, per dare - e so che sono stati anche auditi - tutte le informazioni sul lavoro da fare nei prossimi mesi, proprio per cominciare, già dalla prossima estate, a utilizzare il segmento commerciale.
Presidente - Consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Bene quello che è stato fatto per l'elisoccorso, per le attività di protezione civile, questo è un servizio interno utile alla Valle d'Aosta, al nostro territorio e alla nostra comunità.
Lo spirito dell'iniziativa, però, era molto focalizzato alla valorizzazione commerciale di questa infrastruttura, per la valorizzazione turistica e per il miglioramento dell'accessibilità alla Valle d'Aosta in un momento in cui abbiamo anche delle grandi difficoltà per un turismo di un target medio alto per raggiungere le nostre realtà di carattere turistico. Quello che ci fa un po' pensare, però, è che non si capisce bene di chi sia la competenza di occuparsi della valorizzazione commerciale, perché è vero che c'è l'AVDA, ma è anche vero che mi sembra che ci sia un tipo di contratto che non è che dia dei vantaggi al gestore, se c'è uno sviluppo turistico, è un contratto "Vuoto per pieno", quindi bisogna partire con una valigetta in mano, andare in giro per l'Italia per stringere degli accordi, e la società che gestisce deve beneficiare di vantaggi, di proventi da questi accordi, perché sennò non credo che ci siano delle grosse motivazioni, se non un senso di responsabilità che può avere un gestore per prendere l'auto e andare in giro per l'Italia a cercare di chiudere dei contratti.
Questo contratto, il rapporto con l'AVDA, è più un contratto di servizio di manutenzione che un contratto finalizzato allo sviluppo turistico dell'infrastruttura.
Inviterei il Governo regionale a fare una riflessione sotto questo profilo, per valutare se non ci sia qualche intervento innovativo da porre in essere se si vuole sviluppare quest'infrastruttura, perché diversamente si può mantenerla bene, si può incrementare, però io sono dell'avviso che bisogna anche verificare questi tipi di contratti. Sono dei contratti diffusi a livello nazionale?
Quanti altri aeroporti italiani sono gestiti con una contrattualistica come quella che ha in atto l'aeroporto di Aosta? Questa è una domanda, a me risulta nessuno.
Ci sarà anche un motivo, cioè bisognerebbe anche esplorare, perché c'è la necessità di mettere il gestore in condizioni di poter esplicitare delle azioni sul territorio che siano finalizzate a portare dei contratti, ad acquisire dei nuovi rapporti con delle agenzie, per incrementare l'utilizzo dell'infrastruttura, perché, diversamente, la situazione rischia di rimanere stagnante.
È questa la ragione per cui abbiamo cercato di stimolare la predisposizione di un piano di marketing, perché il piano di marketing poi evidenzia tutte queste situazioni, evidenzia chi deve fare cosa, come lo deve fare e in che termini.
Presidente - Assessore Bertschy per il gruppo.
Bertschy (UV) - Approfitto intanto ringraziandola perché crede in questo valore e nel valore di quest'infrastruttura, però probabilmente non ha letto completamente tutti gli atti.
Nel lavoro che abbiamo fatto, il Comitato che è stato composto ha proposto anche un aumento nei prossimi tre anni del canone, che la Giunta ha disciplinato al raggiungimento di obiettivi, quindi c'è un aumento del canone annuale che ci permetterà di lavorare su nuove risorse per andare a promuovere in questo senso l'aeroporto, proprio per raggiungere degli obiettivi nuovi e utilizzarlo pienamente anche per questo segmento, quindi stiamo lavorando esattamente nella direzione che dice lei, senza la valigetta e girare per gli aeroporti, ci sono modalità molto più professionali per farlo e anche esempi da raccogliere che possono essere raccolti per portare finalmente a completo valore quest'investimento per la nostra regione.
Presidente- Consigliere Di Marco.
Di Marco (PA) - A parte che i numeri che ha dato il consigliere Marquis l'aeroporto li fa già adesso - li vada a ricontrollare, li ha dati in Commissione l'altro giorno, ha dato dei numeri che sono abbastanza precisi - il problema nasce perché il gestore ha un contratto di gestione trentennale, che è stato fatto a suo tempo, e che adesso è stato rivisto con quella verifica, come ha detto adesso l'Assessore, per poter fare anche un discorso di promozione. Ma sono due cose diverse.
Aeroporti qui vicino, come ha detto lei sulle Alpi, come Courchevel, hanno un traffico commerciale elevato.
Noi, come Valle d'Aosta, ad ora, per vari motivi, stiamo lavorando al 5-10%.
Secondo il mio punto di vista, ma anche secondo gli addetti ai lavori, questo aeroporto ha il potenziale per andare a captare quel tipo di mercato e anche una forte richiesta.
Si sta lavorando. Negli ultimi 3 o 4 anni sono stati fatti dei passi notevoli. Forse non ce lo ricordiamo, venivamo da una proprietà particolare che ci aveva fatto dei contenziosi, e siamo riusciti a far sì che questi contenziosi finissero, siamo riusciti a far sì che un proprietario valdostano, un gruppo valdostano, portasse a casa questa situazione.
Adesso si andrà a portare avanti un discorso diverso di
promozione per poter far lavorare quest'aeroporto. Perché ormai lo
diciamo da tanti anni, e abbiamo investito tanti soldi in
quest'aeroporto - c'era chi era favorevole, chi era contrario -,
ma, ora che è stata fatta una serie d'investimenti, bisogna farlo
lavorare e secondo il mio punto di vista - e io lo dico con
esperienza visto che è da 35 anni che sono in quell'aeroporto -
siamo sulla strada giusta e possiamo farlo Bisogna però crederci -
come l'Assessore e la Giunta, ci hanno creduto - portando
avanti questi progetti.
Io sono convinto che da qui ai prossimi anni l'aeroporto avrà sicuramente numeri interessanti.
Presidente - Consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (RV) - Per una precisazione e per esprimere anche la nostra posizione.
La precisazione è che non è stata solo questa Giunta a credere nell'aeroporto, c'è stata la Giunta precedente e altre ancora, non per prendersi dei meriti che magari non si hanno, però si sono susseguite parecchie Giunte che hanno creduto in questo progetto e che hanno permesso di arrivare oggi, malgrado tutto, a questo punto.
Detto questo, il mio gruppo esprime delle perplessità sull'ordine del giorno, se non altro perché mi sembra che sia imminente l'affidamento dello studio del piano di marketing turistico della Regione Valle d'Aosta; non so quali saranno i tempi per la sua elaborazione.
È stato affidato... ecco, allora tra sei mesi avremo l'ultimazione dei lavori e avremo in mano il piano di marketing.
Sarebbe interessante, per non lavorare a comparti verticali, poter avere quel piano e poi, se del caso, elaborare il piano di marketing dell'aeroporto.
Questa è una riflessione che noi vi vogliamo lasciare e, esprimendo questo piccolo dubbio, noi dichiariamo la nostra astensione.
Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 9
Favorevoli: 9
Astenuti: 26 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 11 di RV. Consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.
Lucianaz (RV) - Si nous sommes encore réunis ce soir et même cette nuit, peut-être toute la journée de demain, c'est bien parce que nous avons bien écouté les très graves paroles du Président de la Région qui, en annonçant son vote - le propre et celui de tous les membres de majorité bien entendu - vote l'abstention sur toutes les initiatives de l'opposition, avant même d'en écouter l'illustration et les motivations, est arrivé finalement à accuser l'opposition de s'insinuer dans un acte désormais établi. Face à ces déclarations rendues par le Président, nous constatons le fait de combien soit faible votre considération de l'entière institution du Conseil Régional de la Vallée d'Aoste et de l'activité de vos collègues Conseillers et, surtout en particulier, des sujets écoutés en Commission. Nous ne sommes désormais plus étonnés par votre signe de pure arrogance, Monsieur le Président de la Vallée d'Aoste, premier de ses pairs, mais peut-être vous devriez bien tenir compte de ce que hier a été exprimé même de la part de plus d'un des membres qui composent votre majorité. Je passe à l'ordre du jour.
Par rapport à la loi régionale 61 qui parle de la toponomastique locale, la loi d'État 482 du 1999 sur la valorisation des minorités linguistiques, historiques et la collection de plus de 76.000 toponymes valdôtains, collectés justement dans toutes les localités valdôtaines, dans toutes les communes valdôtaines, on demande au gouvernement de s'engager avec un contrat, une convention avec la RAI locale et les network locaux de l'information, afin de permettre la divulgation de la toponomastique valdôtaine originaire, de façon que les Valdôtains, les jeunes surtout - et là on engage aussi l'assessorat à l'instruction publique - connaissent mieux leur territoire, connaissent mieux les localités, connaissent mieux les noms de chaque village, de chaque pré, de chaque bois, de chaque rue, c'est un patrimoine qui ne peut pas être perdu, un patrimoine qui est reconnu par les institutions internationales et, donc, on demande à ce gouvernement un engagement dans cette direction.
Presidente - Assessore Guichardaz, a lei la parola.
Guichardaz J. (FP-PD) - Lei, o Voi, nel vostro ordine del giorno ricordate di un'importante indagine toponomastica effettuata sull'intero territorio regionale consistente in un censimento capillare di tutti i toponimi appartenenti alla tradizione orale valdostana, tra cui macro toponimi rappresentati dai nomi dei villaggi, alpeggi, boschi, montagne e micro toponimi quali prati, campi, vigneti, canali. Di fatto è una parte importante del patrimonio culturale valdostano, oltre a essere la realtà che ci circonda ogni giorno, attività che ha consentito in circa 30 anni di registrare oltre 76 mila toponimi francoprovenzali. Tra l'altro indicate anche voi che è possibile geolocalizzare, questo dando testimonianza e dando anche, credo, conforto al grande lavoro che è stato fatto in questi anni da parte del BREL.
Lei, nella sua impegnativa, chiede a me, in quanto Assessore all'istruzione di organizzare momenti e progetti di approfondimento e divulgazione nonché di studio della nostra toponomastica locale.
Allora, il BREL organizza ogni anno, come lei sa, il Concours Cerlogne, tra l'altro, qualche mese fa, ho avuto il piacere di incontrare, insieme ai dirigenti, Roland Martial dell'Associazione "Nos Accents", che peraltro mi aveva invitato a luglio - ma ero fuori Aosta - a una loro conferenza di presentazione di un interessante pubblicazione sur l'érosion des toponymes valdôtains e allora, siccome la cosa mi interessava, abbiamo avuto una lunga interlocuzione con Roland Martial, relativamente anche al lavoro che stanno facendo, interessantissimo, di monitoraggio dei toponimi in Valle d'Aosta e anche di correzione, tra l'altro, di certi, possiamo dire, certi errori che nel tempo si sono oramai stabilizzati e sono diventate anche delle modalità espressive e, a seguito anche diciamo di quest'interlocuzione, di questo interesse, che tra l'altro avevamo avuto in maniera informale già prima con altri soggetti, quest'anno abbiamo proprio voluto che il Concours Cerlogne - che è il momento in cui, diciamo che è l'apice di un grosso lavoro che fa il BREL nelle scuole - mirasse proprio l'argomento e il titolo del Concours di quest'anno, in collaborazione col Centre d'études René Willien di Saint-Nicolas, che mirasse proprio sul tema del "Habiter et nommer l'éspace" anche in accoglimento, diciamo, di questa importante realtà che è quella dei toponimi, alla fine anche descrittiva, oltre che di località, anche di una cultura perché, come sappiamo, spesso questi si riferiscono a luoghi in cui venivano costruite delle strutture e erano particolari per dei mestieri che venivano svolti in quei luoghi; quindi per quanto riguarda la scuola la posso rassicurare: il BREL lavora e quest'anno sta lavorando attraverso un processo di preparazione del Concours Cerlogne che noi abbiamo voluto partisse per l'anno successivo il giorno del Concours Cerlogne dell'anno prima, quindi per la prima volta abbiamo dato a maggio a Courmayeur il titolo e il luogo in cui il Concours Cerlogne si sarebbe fatto e quindi abbiamo avuto modo di fare tutto un percorso di preparazione nelle scuole, attraverso i nostri esperti del BREL e del Centre d'études, che lavorano d'intesa, quindi per quanto riguarda la scuola, credo che l'interesse sia stato raccolto e che si stia lavorando in questo ambito.
Per quanto riguarda la RAI, noi sappiamo di interlocuzioni, tra l'altro anche con la Rai, di un certo interesse da parte del direttore rispetto a tematiche che toccano il francoprovenzale e il nostro territorio, non credo ci sia la necessità di fare una convenzione, noi lo diciamo qua, ma non ho problema, non ho alcun problema, tra l'altro vedrò giovedì 19 dicembre, per l'occasione di una conferenza, direttamente il direttore Zampaglione: non ho nessuna difficoltà a dire che la nostra disponibilità rispetto a un loro interessamento, nel merito proprio degli argomenti che lei rappresenta nel suo ordine del giorno, è pieno ed è totale, quindi noi siamo a disposizione e se la RAI vorrà raccogliere il suo invito e la nostra disponibilità, noi siamo assolutamente disponibili.
Presidente - Consigliere Lucianaz, a lei la parola.
Lucianaz (RV) - Oui, je suis suffisamment content de votre réponse, dans le sens qu'heureusement le Concours Cerlogne va s'occuper des toponymes ; j'aimerais bien que soient concernées toutes les classes valdôtaines, ce que ne s'avère pas, mais bon, au moins, qu'il y ait une certaine participation de la part des jeunes écoliers valdôtains sur ce argument. Pour ce qui est de la RAI, au contraire, vous savez bien, il y a la loi italienne 482 sur les minorités linguistiques qui prévoit des aides financiers à des projets qui s'occupent de toponymie aussi, des conventions avec la télévision publique italienne, donc il y a des possibilités de faire beaucoup mieux que ce qu'on est en train de faire. De toute façon, je vous remercie de votre réponse et je peux tranquillement éviter la votation.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Ordine del giorno 11, Forza Italia. Consigliere Baccega, a lei la parola.
Baccega (FI) - Grazie Presidente. Sì, vedo l'Assessore... non è un problema perché ne abbiamo già parlato... Io pensavo che l'Assessore allo Sport rispondesse perché ne abbiamo parlato in occasione dell'intervento di carattere generale e l'altro ieri ho approntato proprio legandomi a questo a questo percorso.
Ci sono una serie d'impianti sportivi che in qualche modo lamentano delle oggettive difficoltà, sono praticamente tutti quanti nel Comune di Aosta, sono gli impianti sportivi che in qualche modo non consentono di praticare l'attività sportiva, perché è vero che diciamo sempre: sport è vita, sport è salute, sport è prevenzione anche di tutta una serie di problematiche sanitarie, ma lo sport è anche attività sportiva a livello agonistico e quindi bisogna avere degli impianti che siano degli impianti adeguati per consentire alle società sportive di fare la loro attività.
Abbiamo il problema da parecchi anni del Palaindoor, è vero che voi dite non è una cosa nostra, ma il Palaindoor lo abbiamo fatto noi come Regione, lo abbiamo costruito come Regione e poi lo abbiamo affidato al comune di Aosta e per poter ottenere un CPI siamo alle calende greche, quindi noi chiediamo... anche perché gli annunci che vengono fatti rispetto agli impianti sportivi: "Si farà un Palaghiaccio, si farà la struttura per l'equitazione al coperto"... abbiamo Montfleury che ha un impianto di illuminazione che è devastante, non si riesce a fare né gli allenamenti né le partite ufficiali, tant'è che gli arbitri sono perplessi quando si accendono le luci e si gioca in partite ufficiali. Abbiamo gli spogliatoi del Montfleury che sono un disastro, veramente, ci sono anche le finestre rotte, quindi col freddo che fa adesso...
Insomma, le problematiche sono tante, io penso che l'Assessorato allo sport - ma me ne ha già parlato l'Assessore l'altro ieri - l'Assessorato allo sport, ma comunque la Regione deve vigilare un po' di più rispetto a questi percorsi.
Non continuo a dirvi che siete in sintonia con il comune di Aosta, perché la sintonia politica di fatto c'è, sintonia politica che in qualche modo va approfondita e valutata; noi crediamo che in questo momento - ieri, probabilmente, su sollecitazioni che vengono fatte - è stata presentata una bozza di progetto di fattibilità dell'area Puchoz, uno stadio che è stato tolto al calcio da quattro anni e mezzo, praticamente inutilizzato se non per una manifestazione all'anno dove finalmente si vedono dei bambini che si muovono, che giocano, ma è veramente una cosa inqualificabile... e a questo aggiungo anche: fate una visita al Tennis Club di Aosta, dove là il privato ha già presentato un progetto di riqualificazione mettendo in campo le energie proprie e risorse proprie, speriamo che vada a buon fine.
Noi, in questo approfondimento di carattere generale sugli impianti sportivi, preso atto che mancano anche tre palestre che erano state in qualche modo individuate (la mancanza di palestre è veramente un'altra problematica che va sottolineata), invitiamo il Governo regionale a sollecitare, nel già richiamato tavolo di confronto, perché questo poi ci mette in condizione di parlarne anche qui nel Consiglio regionale della Valle d'Aosta, perché pare che ci sia, dovrebbe esserci fin dall'inizio della legislatura, un tavolo di confronto tra comune di Aosta e Regione... e quindi in quel tavolo vi invitiamo, vi chiediamo di sollecitare quanto prima la fine dei lavori del Palaindoor per consegnare gli spazi che sono ancora chiusi alle attività sportive e affidarne la gestione, perché adesso il problema è "Prima lo diamo alle cooperative, poi lo diamo alle associazioni di volontariato"... bisogna darlo alle società sportive! Se non lo si dà alle società sportive... c'è il CONI che può prendere in mano una struttura di quel tipo.
Prima, con il raggruppamento delle società sportive, tutto funzionava, non c'erano spese di carattere pubblico - se non investimenti ovviamente, la parte di manutenzione straordinaria - invece adesso siamo a questo stop di più di quattro anni, che davvero non è più accettabile.
Presidente - Assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Sì, su questa tematica avevamo ricevuto altre iniziative e avevamo risposto già, sia io che il collega Grosjacques. La legge 16 del 2007 è in capo all'Assessorato opere pubbliche, ma viene affrontata congiuntamente con il collega, proprio al fine di ottenere la massima sinergia e le massime risposte ai nostri territori; avevo risposto già in una precedente iniziativa, sull'aspetto gestionale, un aspetto in capo al comune di Aosta e mi sembra, nell'ultima iniziativa, di avere già dettato un po' quelli che erano i tempi.
L'Amministrazione regionale, affinché la struttura del Palaindoor potesse essere al più presto restituita nella sua interezza ai gruppi sportivi, alle associazioni e ai singoli cittadini, ha inteso contribuire ai costi in capo al comune di Aosta per i lavori di messa a norma dell'impianto ai fini dell'ottenimento della certificazione di prevenzione incendi, in particolare sono state adottate a tale scopo negli ultimi anni due diverse deliberazioni: con la 1438 del novembre 2021 la Regione ha previsto un finanziamento complessivo di 470 mila euro a favore del comune di Aosta a titolo di contributo per la copertura del 50% dei costi preventivati per l'adeguamento antincendio del Palaindoor; di questi, 150 mila euro sono relativi ai lavori del primo lotto che si sono conclusi a fine 2022 e che hanno permesso la riattivazione, a partire dal febbraio del 2023, di alcune attività sportive nella struttura, quindi il tennis, l'atletica leggera, l'arrampicata sportiva, mentre gli ulteriori 320 mila euro stanziati dalla Regione riguardano i lavori del secondo lotto in corso di ultimazione.
Con la seconda deliberazione, la 1471 del dicembre 2022, la Regione ha accordato un aggiornamento del finanziamento sopra citato - a parziale copertura degli aumenti dei costi dovuti all'adeguamento dei prezzi per le forniture e i lavori - dall'ammontare complessivo di circa 84 mila euro, dei quali 20.000 sul primo lotto e 64.000 sul secondo lotto.
Come ricordato nel corso di una recente iniziativa consiliare, i lavori sono in corso di ultimazione e le relative pratiche amministrative per rendere fruibile la struttura anche. Riguardo la gestione, come dicevo, ricordo che il comune di Aosta ha in corso le interlocuzioni del caso con il CONI regionale Valle D'Aosta per arrivare alla miglior strategia possibile per l'affido della gestione; il tutto, appunto, testimonia l'attenzione del Governo verso questo dossier e la nostra condivisione sull'importanza strategica, questo condividiamo con Lei, sia per la struttura di Aosta, sia per la Regione. Quindi, con il collega Grosjacques, si porta avanti in questo settore, in questi casi come in altri, un'attività di confronto, di concertazione, ma anche di stimolo e sollecitazione reciproca con gli enti locali.
Per quanto riguarda i vari impegni in Commissione, come già risposto in altre occasioni, l'istanza andrà presentata direttamente al Presidente nell'ambito dei lavori e delle varie attività delle Commissioni e, sentito informalmente, non credo che il Presidente della V commissione, che ringrazio, si sottrarrà. Anticipo che ci asterremo se l'iniziativa non verrà ritirata.
Presidente - Consigliere Baccega, ha la facoltà.
Baccega (FI) - Sì, in realtà ne avevamo parlato mesi fa di questo percorso al Palaindoor. Ribadisco che sono quattro anni che prima era bloccato, adesso c'è stata un'apertura parziale per l'atletica leggera, per il tennis, e per l'arrampicata sportiva.
L'ultimo finanziamento che la Regione ha dato, nel 2022, di 84 mila euro, è ovviamente un momento di attenzione a quella struttura, ma era il 2022, siamo alle porte del 2025, cosa stia succedendo non si sa, la gestione non è affidata, ci hanno provato in tutti i modi, gare, manifestazioni di interesse eccetera...
Dobbiamo guardarla con più attenzione.
Inoltre, quello che voglio dire è un po' di carattere generale: Assessori, Giunta, lo Sport davvero è importante in Valle D'Aosta. Ci sono alcune iniziative sportive che stanno andando alla grande, seguite con attenzione, sono finanziate, ma guardate anche a sport che hanno un numero di partecipanti veramente importante, di tesserati veramente importante, ma hanno delle strutture che sono veramente da terzo mondo.
Quindi, noi chiediamo un'attenzione globale e, normalmente, quando è la Regione che guarda a tutto questo, in qualche modo, qualcosa si porta a casa. Ci sono alcuni dirigenti, non dico assessori ma dirigenti, che a volte si mettono di traverso per delle cose che veramente fanno sorridere, ma bloccano le attività e fanno in modo che non si vada avanti, che non si possa fare dei percorsi, non concedono neanche di pulire la neve, insomma, siamo a questi livelli.
Quindi io non ritiro l'ordine del giorno, perché ritengo che sullo sport, soprattutto nella Plaine si debba fare più attenzione, con più riguardo, perché intorno al comune di Aosta, ma anche nei comuni limitrofi, c'è una popolazione davvero importante che pratica lo sport e vogliamo che ci sia la giusta attenzione in questo senso.
Presidente - Consigliere Restano, a lei la parola.
Restano (RV) - Mi tocca di nuovo ringraziare il collega Baccega per aver portato all'attenzione del Consiglio questa problematica, perché ormai possiamo parlare di un problema reale che deve essere risolto, e nel più breve tempo possibile. Ma, oltre a parlare della problematica del Palaindoor, il collega ha introdotto il problema delle strutture sportive in generale della città di Aosta.
Allora, dobbiamo chiederci prima di tutto se le strutture sportive che ci sono in Aosta sono al servizio dei soli residenti ad Aosta o al servizio di tutti i Comuni della Valle d'Aosta, al servizio dei turisti che vogliono praticare sport o, principalmente, a servizio - anche - essenzialmente dei residenti nella Plaine.
Penso che questo ragionamento lo abbiate già fatto e non è un casoche siano definite strutture di interesse regionale e, proprio su questo punto, mi vorrei soffermare, come abbiamo già fatto altre volte. Se queste strutture sono di interesse regionale - e la Regione investe tante risorse per la loro costruzione -, la Regione deve avere un ruolo da regista, non si può aspettare la richiesta di un Comune per sviluppare una struttura: è limitante, ti limita.
Ci vuole un piano per lo sviluppo delle strutture sportive nella Plaine. Altrimenti, tutte le volte, rischiamo di fare quello che qualche collega di maggioranza ha chiamato un intervento spot e non penso che questo sia l'obiettivo del governo regionale, né tantomeno del Consiglio.
Se guardiamo altre realtà geografiche, prendiamo, e ho già avuto modo di dirlo altre volte, esempio dal Nord o da altre Regioni d'Italia: le strutture sono accorpate, per avere delle economie di scala, la costruzione di determinate strutture segue una determinata logica, non si può lasciare a un solo ente decidere e determinare dove e come realizzare le strutture sportive, che sono al servizio di tutta la regione, e anche di un'utenza che viene da fuori regione.
Se vogliamo veramente dare gambe anche al piano di marketing che abbiamo appena richiamato, perché continuiamo a dire che lo sport viaggia di pari passo con il turismo, dobbiamo creare delle strutture efficienti. Io, oltre ad associarmi a quanto richiesto dal collega nel dire "Questa struttura ce l'abbiamo, facciamo in fretta e cerchiamo di ridarle una vita", vi esorto a fare una riflessione su questo, perché veramente è questa la reale necessità che abbiamo: un piano strategico di sviluppo delle strutture sportive, per lo meno in Aosta e nella Plaine di Aosta. Ma deve essere condotto da voi, cioè dal Governo Regionale, probabilmente più avanti toccherà a qualcun altro o al 50% di voi, non so chi sarà al Governo, ma chi sarà al Governo dovrà avere in mano uno studio.
Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 16
Favorevoli: 16
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno 12 di RV. Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (RV) - L'ordine del giorno ha il titolo "Adeguamento della delibera di Giunta regionale 3284 del 2006 e dei relativi allegati all'evoluzione normativa nazionale europea in materia di smaltimento e recupero dei rifiuti".
L'ordine del giorno è sostanzialmente gemello con una mozione, che è iscritta tra l'altro all'ordine del giorno del Consiglio; mi ero detto: "Portiamola tra gli ordini del giorno del bilancio, se poi viene approvato ritiro la mozione, però diciamo, vediamo la risposta che mi darà l'Assessore".
La delibera di Giunta, questa delibera di Giunta, è stata oggetto di nostra attenzione, anche a seguito del lavoro, delle audizioni, del percorso che c'è stato in III commissione relativamente all'aggiornamento tecnico del quarto volume del Piano regionale di gestione dei rifiuti per il quinquennio 22/26, aggiornamento che ha avuto corso e quindi la mozione si è sedimentata nell'ordine del giorno e lì è rimasta.
Quest'iniziativa cambia leggermente, la aggiorna; rispetto appunto a quanto presentato, qual è la richiesta e qual è l'oggetto del contendere? Questi impianti - non soltanto gli impianti diciamo di smaltimento ma anche quelli di recupero - hanno ovviamente anche una parte di gestione finanziaria, di garanzie e garanzie anche al termine della vita utile di questi impianti; la deliberazione del 2006, guardando all'interno dei suoi contenuti, diciamo che ci sono dei riferimenti normativi che hanno una certa età, nel frattempo c'è stato tutto un'evoluzione di normativa in ambito nazionale e in ambito comunitario e, soprattutto, in questo chiamiamolo "mare magnum" di mondo bancario, assicurativo e parabancario, sappiamo anche - è capitato in alcune situazioni - che ci fossero delle garanzie rilasciate da parte di enti che non sono propriamente degli enti, diciamo assimilabili a banche o a intermediari finanziari e assicurativi.
A fronte di questo, ovviamente, una garanzia non vale soltanto nella firma data ma anche se poi, in caso di escussione, ha un peso, altrimenti ho un pezzo di carta. A fronte di questo, l'ordine del giorno, come anche la mozione, impegnerebbe l'Assessore competente a promuovere un aggiornamento di questa deliberazione; nella mozione si sarebbe proposto di farlo preventivamente, in questo caso ovviamente lo facciamo successivamente all'aggiornamento tecnico del volume IV, al fine di adeguare i contenuti degli allegati della già richiamata deliberazione all'evoluzione normativa intercorsa, di specificare al meglio le tipologie di controparti assicurative, bancarie e finanziarie o para bancarie per scongiurare ogni possibile rischio di credito, insolvenza o anche il rischio di controparte, nel caso in cui si dovesse procedere con l'attivazione della garanzia finanziaria.
Aggiungo solo un pezzo, che è stato anche oggetto di nostra osservazione in audizione: è anche importante valutare bene e magari aggiornare il processo di controllo e di controllo periodico di queste garanzie, perché sappiamo benissimo che le condizioni prestate a una certa data non è detto che poi un domani siano le stesse, sia del soggetto che ha richiesto la garanzia al terzo, sia del terzo stesso perché, ovviamente, ripeto, soprattutto nell'ambito para bancario, c'è di tutto e di più e quindi se la garanzia deve essere valida, non deve essere valida soltanto nell'atto e nel momento di concessione, ma anche poi nel continuo, perché altrimenti io, ovviamente, ho in mano un pezzo di carta nella migliore delle ipotesi, ecco non voglio descrivere che cosa non potrebbe essere, altrimenti cade tutto il castello, e su questo l'assessore Sapinet e i suoi tecnici avevano già in parte risposto, ma io tendo a sottolinearlo perché, ovviamente, non è un elemento di secondo interesse rispetto a quello che potrebbe sembrare un banale aggiornamento, la revisione di una parte di una deliberazione di giunta.
Presidente - Assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Le autorizzazioni ordinarie all'esercizio d'impianti di gestione, smaltimento o recupero di rifiuti sono rilasciate dalla Regione, ai sensi dell'articolo 208 del decreto legislativo 152/2006 Testo unico ambientale.
Il comma 11, lettera G, di tale articolo individua tra gli elementi essenziali dell'autorizzazione, l'indicazione della garanzia finanziaria che il soggetto titolare dell'autorizzazione è tenuto a presentare al momento dell'avvio delle operazioni di gestione dei rifiuti.
Tale garanzia è finalizzata a consentire la copertura dei rischi connessi alla gestione dell'impianto autorizzato e, in particolare, degli oneri per gli interventi di messa in sicurezza, bonifica, smaltimento, ripristino e riparazione del danno ambientale ed eventuali ulteriori danni causati all'ambiente da tali attività.
La determinazione dell'ammontare delle garanzie spetta all'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione, sulla base di criteri individuati dallo Stato, ai sensi dell'articolo 145 comma 2, lettera g e comma 4 del decreto legislativo 152/2006; tuttavia, a oggi, il Ministero non ha ancora emanato il decreto ministeriale riportante tali criteri, pertanto le Regioni hanno provveduto a dotarsi autonomamente di appositi regolamenti. In merito a ciò, il Ministero - con la circolare 19931 del 2014, a oggetto "Disposizioni temporanee per la determinazione dell'importo e delle modalità di presentazione delle garanzie finanziarie dovute dai titolari di autorizzazione alla gestione dei rifiuti" - ha stabilito che, sino alla pubblicazione del decreto ministeriale, al fine di non determinare lacune nell'ordinamento giuridico, le singole amministrazioni titolari di procedimenti di autorizzazione, caso per caso e nell'ambito dei singoli procedimenti, potranno determinare in via sussidiaria gli importi delle garanzie finanziarie da richiedere o da mantenere, tenendo anche conto delle vigenti discipline regionali.
In tale contesto, anche la Valle d'Aosta si è dotata di un regolamento, adottando la delibera 3.284 del 2006, che è stata successivamente modificata con la 1500 del 2013, contenente negli allegati le modalità di calcolo degli importi in funzione delle attività autorizzate e gli schemi di riferimento per la stipula delle garanzie finanziarie. Tale regolamento è stato e continua a essere applicato, senza particolari problematiche a tutte le autorizzazioni ordinarie alla gestione dei rifiuti, ex articolo 208 del decreto legislativo 152 del 2006.
Nell'ultimo anno di applicazione, vista l'evoluzione della normativa nazionale e comunitaria intervenuta negli anni, nonché l'età ormai quasi ventennale del regolamento, la Struttura economia circolare, rifiuti. bonifica e attività estrattive, ha iniziato, con il supporto dei consulenti della task force "1000 esperti PNRR", una serie di approfondimenti volti a valutarne l'opportunità di aggiornare, attualizzare il documento, considerato anche il permanere del vuoto normativo da parte del Ministero.
È previsto che l'aggiornamento del regolamento che disciplina il calcolo degli importi e le modalità di presentazione delle garanzie finanziarie sia inserito tra i contenuti delle norme tecniche di attuazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti che sono in fase di redazione, sempre con il supporto dei consulenti appunto della task force "1000 esperti PNRR" e che si prevede di completare a valle dell'approvazione dell'aggiornamento del volume 4 del Piano rifiuti, che è avvenuto con la delibera 1624 in data 9 dicembre 2024.
Lei aveva presentato una mozione che, come ha detto, si è un po' tralasciata, su questi argomenti e anche su altri saremo a breve di nuovo nuovamente auditi in Commissione, se non sbaglio il 7 di gennaio ed è chiaro che sarà occasione ulteriormente per sviluppare, per illustrare nel dettaglio alcuni passaggi. Non nego che mi sarebbe piaciuto dirle che lo faremo anche prima dei 60 giorni, ma, confrontandomi anche con le strutture, tale attività di aggiornamento, appunto, della delibera 3284/2006, nelle sue valutazioni preliminari, è già in atto e si ipotizza un tempo di 90 giorni, con il supporto appunto degli esperti della task force.
Il documento finale di aggiornamento della disciplina regionale relativa al calcolo degli importi e alle modalità di presentazione delle garanzie finanziarie troverà spazio all'interno delle norme tecniche di attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti anch'essa in fase di redazione. Quindi per quanto detto, io potrei proporre il ritiro dell'iniziativa, in alternativa ci asterremo.
Presidente - Consigliere Chatrian, a lei la parola.
Chatrian (UV) - L'Assessore ha messo in evidenza che martedì 7 avremo modo di confrontarci con Lei su diversi temi, uno tra i quali quello delle tariffe, e cosa ci aspetterà per il prosieguo; come Commissione decideremo insieme a Lei, collega Aggravi, se è d'accordo, nelle settimane successive, praticamente un approfondimento con l'assessore e i suoi tecnici su questa tematica che oltretutto era già stata messa in evidenza nel lungo percorso della modifica del volume 4 e così avremo modo di entrare non solo nel merito, ma di avere contezza di tutti quegli elementi che il dipartimento sta studiando e elaborando per poi proporre nella modifica di delibera di Giunta. Quindi a disposizione se già convocare direttamente per il 7 o magari nelle settimane successive, ma entro fine gennaio trovare comunque il (incomprensibile) di confronto.
Presidente - Consigliere Aggravi, a lei la parola.
Aggravi (RV) - Ma a me quello che interessa è, appunto, che il tema venga affrontato, tra l'altro chiederò la possibilità all'Assessore, se è così cortese, di farmi avere poi solo... grazie ecco, perché io ho preso due appunti ma c'è un passaggio che voglio approfondire. Oggettivamente, io sono anche disponibile a ritirare l'ordine del giorno ma, se fosse già possibile inserire un punto per il 7 nella convocazione e almeno in qualche modo già affrontarlo, visto che, ripeto, soprattutto la mozione sta invecchiando - diciamo come il Barolo, fra un po' - e quindi se c'è questa disponibilità da parte mia ben venga, sennò io non ho nessun problema comunque a ritirare l'ordine del giorno e poi se c'è modo io comunque poi vi presento altre mozioni, ma tanto mi conoscete ormai. Quindi se c'è questa disponibilità già al 7, l'ordine del giorno è ritirato.
Presidente - Consigliere Chatrian. Soltanto sì o no.
Chatrian (UV) - Solo una specifica, perché ci eravamo già impegnati a inserire un terzo punto all'ordine del giorno, di un vecchio ordine del giorno, al collega Lucianaz, ma cercheremo d'inserire sempre nella stessa giornata, abbiamo tutta la mattinata e abbiamo l'assessore Sapinet a disposizione, quindi inseriremo anche questo, grazie per la collaborazione.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Sospendiamo brevemente il Consiglio per arieggiare i locali. Il Consiglio è sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 17:41 alle ore 17:55.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo con gli ordini del giorno. N. 12 di Forza Italia. Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Il tema del declassamento del lupo e della sua crescente presenza sul territorio europeo è indubbiamente complesso e suscita forti dibattiti. Ne abbiamo già parlato ieri in Consiglio regionale, grazie a un ordine del giorno presentato dal gruppo della Lega.
Da un lato riconosciamo l'importanza di tutelare la biodiversità, ma dall'altro non possiamo ignorare le crescenti preoccupazioni espresse da agricoltori, da allevatori e dal mondo venatorio, che vedono nel lupo una minaccia concreta per le loro attività e per l'equilibrio degli ecosistemi.
È innegabile che l'incremento del lupo abbia generato un aumento significativo degli attacchi al bestiame, con gravi ripercussioni economiche per le aziende agricole e con un impatto economico non trascurabile sugli allevatori.
Allo stesso tempo, la presenza del lupo incide sulla dinamica delle popolazioni di altre specie selvatiche, con potenziali conseguenze negative sulla biodiversità.
Quindi, di fronte a questa situazione, è necessario adottare misure efficaci per conciliare la tutela del lupo con la necessità di garantire la sostenibilità delle attività agricole e la sicurezza, anche delle persone.
A tale proposito, come gruppo riteniamo fondamentale promuovere un piano di contenimento e di controllo della specie, basato su dei dati scientifici e attuato in stretta collaborazione con gli esperti del settore.
Tale piano dovrebbe: prevedere l'utilizzo di strumenti come recinzioni elettrificate, cani da guardiania e sistemi di allarme, cosa che già succede, ma anche, in casi eccezionali e motivati, degli abbattimenti selettivi per ridurre il carico antropico e contenere i danni alle attività produttive; sostenere economicamente gli allevatori che subiscono i danni a causa degli attacchi del lupo, attraverso indennizzi adeguati, misure appunto di prevenzione e favorire un dialogo costruttivo tra tutte le parti interessate al fine di trovare soluzioni condivise e superare queste contrapposizioni.
Noi siamo consapevoli che l'argomento è un argomento delicato, che non esistono soluzioni semplici, tuttavia riteniamo che il nostro dovere sia quello di agire con responsabilità.
Per queste ragioni, come gruppo impegniamo il Governo regionale a valutare attentamente le implicazioni del declassamento del lupo per il territorio valdostano, a elaborare un piano regionale per la gestione del lupo e a istituire un tavolo tecnico permanente.
Presidente - Assessore Carrel, a lei la parola.
Carrel (PA) - Ho già avuto modo di spiegare, nella risposta data precedentemente, quale sia l'iter previsto sulla decisione di modifica della classificazione della specie canis lupus, quindi ho già definito tutto quello che doveva essere definito in merito alle tempistiche e credo che non sia opportuno ripetersi in questo momento.
In tal senso, però, credo che sia opportuno specificare che, per quanto concerne la Valle d'Aosta, siamo andati incontro alle esigenze degli allevatori attraverso la predisposizione di un apposito disegno di legge che recepisce quanto indicato dal regolamento dell'Unione Europea 2472/2022.
In questo disegno di legge, in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, si dichiarano compatibili con il mercato interno alcune categorie di aiuti nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali. La bozza, che verrà sottoposta ai rispettivi passaggi di condivisione politica, prevede che per i danni provocati dagli animali protetti, tra cui il lupo, si possa derogare dal tetto del regime di de minimis.
Tale deroga al regime di de minimis vale anche per il pagamento del contributo delle misure di prevenzione che lei ha ben illustrato in precedenza.
Come già detto, inoltre, stiamo collaborando con dei tecnici esterni già dall'inizio del mese e credo che sia opportuno lasciare loro lavorare sul Piano in modo poi da poterci confrontare durante la primavera per vedere quali sono le proposte e i risultati di questi approfondimenti.
Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Grazie, Assessore, per la non risposta, mi pare giusto rispondere però anche all'iniziativa presentata dal nostro gruppo.
Detto questo, ho avuto modo di ascoltare qualcosa nell'iniziativa presentata ieri in Consiglio e lei ha detto - oggi non ho sentito questa sua risposta - che entro il 7 marzo avremo forse una risposta certa sul declassamento del lupo, però a oggi io non vedo nulla di concreto.
Se verrà declassata la specie del lupo, perché non dotarsi, preventivamente magari, di una bozza?
Il nostro ordine del giorno va appunto in questa direzione, non sempre ad arrancare, cerchiamo ogni tanto di fare qualcosa anche noi. Anche solo una bozza preventiva è già un buon segno, quindi elaborare, a nostro avviso, un piano di declassamento, rappresenta un impegno e una volontà politica rispetto a tutti i Valdostani.
Oggi invece ascoltiamo sempre tante, tante parole ma pochi fatti, quindi per queste ragioni e per dimostrare il nostro impegno e attenzione verso un problema che attanaglia il mondo agricolo e il mondo faunistico venatorio, noi porteremo al voto quest'ordine del giorno.
Presidente - Per il gruppo, assessore Carrel.
Carrel (PA) - Solamente per specificare rispetto a quanto detto dal collega Ganis. Non sono stato a ripetere tutto l'iter che abbiamo già evidenziato ieri in occasione di un'iniziativa molto simile da parte della Lega e credo che sia opportuno ripeterla solo una volta.
Ci tengo a evidenziare, rispetto a quanto lei ha detto riguardo al 7 di marzo, che è una normativa che non dipende dalla Regione, non dipende assolutamente da noi ma dalla Commissione Europea. Da lì si potrà iniziare a fare una serie di ragionamenti.
Ho anche specificato, se lei ha ascoltato bene la risposta, che all'interno del prossimo anno avremo modo di poter agire sui vari piani.
Ci tengo inoltre a sottolineare un altro aspetto rispetto a quanto lei ha detto, che, anche senza il vostro ordine del giorno presentato oggi, noi in data 3 dicembre 2024, quindi ben quindici giorni fa, abbiamo provveduto con un provvedimento dirigenziale di incaricare degli organi esterni, degli esperti esterni, che vanno proprio nella direzione da lei auspicata: approfondire la possibilità di avere un piano di gestione del lupo in Valle d'Aosta, in virtù di una legge che abbiamo approvato e di cui ovviamente dobbiamo avvalerci per poter dare le risposte opportune al caso.
Come lei ha detto giustamente, è un tema molto delicato e renderlo semplice forse può servire in quest'aula, ma non oltre.
Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti: 15
Favorevoli: 12
Contrari: 3
Astenuti: 16 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 13 di Forza Italia. Consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - Con questo tema, torniamo sulla questione delle locazioni turistiche per affrontare le problematiche che si sono venute a creare per quanto riguarda l'acquisizione dei CIR regionali e CIN nazionali.
Nel 2023, esattamente con la legge 11, in Valle d'Aosta abbiamo reso obbligatoria l'acquisizione del CIR, del codice identificativo regionale, solo per le locazioni brevi, ovvero quelle locazioni cui interessano i contratti al di sotto dei trenta giorni.
Con il decreto di giugno 2024, è stato introdotto dal Ministero turistico, su scala nazionale, l'introduzione del CIN per le strutture ricettive e le locazioni turistiche.
L'effetto combinato in queste due regole, introdotte una dalla Regione e l'altra dallo Stato, ha fatto sì che oggi ci sia una situazione che per coloro che non rientravano nella legge regionale 11/2023 - ovvero le locazioni turistiche, quelle al di sopra dei trenta giorni - per effetto del nuovo decreto ministeriale, hanno oggi la necessità di acquisizione del CIN, il codice identificativo nazionale.
Nel momento di acquisizione del codice identificativo nazionale bisogna avere il CIR regionale, pertanto cosa vuol dire? Che anche chi si trova nell'ambito della locazione turistica, ovvero non nella locazione breve, ha la necessità, contrariamente a quelle che erano le nostre previsioni, di acquisizione del CIR.
C'è da dire che il CIN nazionale è molto più semplice - e per semplice s'intende che vengono chieste molto meno cose rispetto al CIR regionale - quindi si è creata una sorta di corto circuito al quale bisogna metter mano per evitare che chi si trova a dover gestire i propri immobili, non in locazione breve, abbia delle condizioni adeguate e non complicate, come quelle che ci sono in questo momento, per mettersi in regola.
Pertanto, con quest'iniziativa chiediamo di impegnare il Governo regionale per:
1) verificare se in base alle nostre prerogative statutarie c'è la competenza per far sì che non ci sia questa obbligatorietà di acquisizione del CIR quando si fa la domanda del CIR nazionale;
2) in via subalterna, qualora non ci sia questa possibilità, di legiferare a livello regionale per rinnovare la legge 11/2023 affinché si possa semplificare e mettere ordine, per sopravvenuta norma, alla questione.
Presidente - Assessore Grosjacques, ne ha facoltà.
Grosjacques (UV) - Vorrei ricordare intanto al collega Marquis che noi non è che abbiamo fatto delle previsioni, noi abbiamo fatto una legge per regolamentare gli affitti brevi che era partita dai 180 giorni e che poi, per scelta unanime, anche concordata con le associazioni di categoria, è stata portata a trenta giorni, quindi direi che se adempimenti ulteriori ci sono stati, non dipendono dalla Regione, ma dipendono dal Ministero del turismo e, in particolare, dalle volontà del ministro Santanchè, che ha messo mano correttamente a questa materia, comprendendo però, all'interno di questa norma, anche le strutture turistico-ricettive e le locazioni a uso turistico senza limitazioni di periodi, per cui noi avevamo dato questa limitazione per evitare quello che lei ha correttamente indicato.
Quanto agli adempimenti, direi che gli adempimenti per l'ottenimento del CIR sono affrontabili da chiunque, anche perché c'è la possibilità di delega e anche perché al 9 di dicembre sono stati rilasciati 5.572 CIR che dimostrano che su scala regionale - al di là delle difficoltà che sono state risolte anche grazie alle risposte degli uffici e del numero verde - non ci sono state particolari problematiche.
Nel merito, però, bisogna dire che è chiaro che non è possibile acquisire il CIN a prescindere dal CIR, e non è una questione di prerogative statutarie, ma semplicemente di come è stata costruita la banca dati delle strutture ricettive, che si appoggia ai dati gestiti dalle Regioni e che quindi non può essere purtroppo evitato, perché prima di tutto è stato necessario riversare, all'interno della banca dati, tutti i dati degli alloggi censiti a livello regionale, e se questo non fosse più fatto, si perderebbe il controllo dei numeri che compongono quest'attività turistico-ricettiva che sta scalando la classifica e che ormai è al terzo posto della ricettività valdostana dopo gli alberghi e le RTA, quindi direi che è stato fatto un riordino della materia importante.
Sebbene ci sia la volontà d'intervenire per aggiornare la legge 11/2023, non è opportuno allineare tout court la legge regionale a quella nazionale, si tratta di fare i necessari approfondimenti e ragionamenti per definire cosa modificare e come farlo, con l'obiettivo di creare un quadro chiaro per gli operatori, senza sovrapposizioni né zone grigie, ma anche senza rinunciare alle specificità e alle competenze statutarie della nostra regione.
A questo proposito, abbiamo finito nei giorni scorsi di predisporre un disegno di legge di modifica che presenteremo in una delle prossime riunioni di maggioranza, per poi scaricarlo e avviare il percorso nelle Commissioni.
Sono adempimenti che, come le dicevo, non discendono da noi ma da normative del Governo nazionale, quindi capiamo perfettamente che oggi sbandierare l'abrogazione del CIR può creare interesse tra coloro che, purtroppo, devono adempiere a questa funzione, ma non è tecnicamente possibile.
Le chiedo a questo punto di ritirare l'ordine del giorno, in caso contrario ci asterremo.
Presidente - Consigliere Marquis, a lei la parola.
Marquis (FI) - Noi non abbiamo interesse a sbandierare che non bisogna fare la richiesta del codice identificativo regionale, quello che le chiediamo - visto che lei ci ha annunciato che state predisponendo un disegno di legge che va nella direzione sostanzialmente della richiesta che prevede quest'ordine del giorno - innanzitutto è di fare ancora dei ragionamenti sulla semplificazione massima possibile delle richieste che bisogna fare per l'acquisizione del codice identificativo regionale, perché ci risulta che le richieste fatte per il CIN, per quello nazionale, sono molto inferiori rispetto a quelle che vengono fatte per il CIR.
Sostanzialmente stiamo obbligando tutti i proprietari a fare il CIR, che richiede un sacco di dati, mentre quelli che prevede Roma sono molto meno, quindi per acquisire il certificato che ci serve da Roma dobbiamo chiedere molti più dati in Valle d'Aosta.
Pertanto quello che chiediamo di fare come sforzo è quello di ridurre all'indispensabile i dati da richiedere, perché va nell'ottica della semplificazione, non mi sembra che sia una richiesta così esagerata. Tra l'altro, non credo che ci sia l'interesse da parte di nessuno di fare delle polemiche. L'altra settimana c'è stato un incontro che ci saranno state 200-300 persone, proprio perché hanno dei problemi, non è che la gente parte alle ore 18:00 da Pont-Saint-Martin per venire ad Aosta a un incontro su un tema se non c'è dell'interesse. C'è un problema, questo è inutile negarlo, è del tutto evidente.
Poi non è né da minimizzare né da enfatizzare, è una questione di buon senso quello che riteniamo che vada messo sotto questo profilo.
Era proprio questa la ragione per cui noi e altri colleghi, all'epoca del varo della legge del 2023, abbiamo detto: "Ma non si può aspettare che legiferi lo Stato, almeno si agisca in modo coordinato".
Invece questa è la classica dimostrazione che per voler anticipare una mossa che sapevamo che sarebbe sopraggiunta, perché era già annunciato quel provvedimento dello Stato, ci troviamo adesso nella condizione di dover rimetter mano alla legge regionale. Questo l'avevamo annunciato, era prevedibile che sarebbe poi successo.
Adesso però è inutile piangere sul latte versato, cerchiamo di mettere a posto e coordinare le due situazioni, affinché si possano minimizzare i danni per coloro che si trovano a operare sul territorio e che, le assicuro, hanno delle difficoltà a gestire queste situazioni.
Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Credo che quest'ordine del giorno sia utile e credo sia utile comunque che l'Assessore venga in Commissione, come è già stato chiesto più volte; se ci sarà un disegno di legge immagino che verrà con più celerità rispetto alle richieste che abbiamo fatto, perché c'è della confusione, e lei meglio di noi lo sa, Assessore, proprio per quella situazione riferita agli affitti più lunghi: coloro che si aspettavano di non dover chiedere il CIR, invece molto probabilmente, come lei ci ha annunciato, proprio perché c'è la necessità di avere il CIN nazionale, dovranno anch'essi chiedere il CIR regionale, quindi credo che quella possa essere l'occasione un po' per mettere in chiaro alcune difficoltà che, come diceva il consigliere Marquis nella riunione dell'altra sera, sono emerse in maniera forte, soprattutto da tutte le persone che c'erano in sala e che hanno posto vari problemi.
Rimane il problema delle destinazioni d'uso, delle destinazioni urbanistiche, rimane il problema della questione dei CIR al di sopra dei trenta giorni, rimangono anche altri problemi legati alla normativa nazionale, per cui dobbiamo adeguarci, quindi tutte le norme di cui abbiamo già parlato in Consiglio.
Ben venga quindi la modifica al disegno di legge, sperando magari possa essere anche integrata, nel caso in cui non siano contemplate alcune delle criticità che hanno evidenziato i vari operatori, perché credo che, come giustamente lei ha detto, l'ottica debba essere quella della semplificazione.
Dopodiché, avendo visto cosa vuol dire compilare il CIR, non è assolutamente difficile, nel senso che sono dati piuttosto semplici e soprattutto il passaggio fatto da un portale all'altro è stato un'agevolazione per le persone, perché sotto questo punto di vista è sicuramente stato un'agevolazione notevole.
Forse quello che manca è una chiarezza per far sì che le varie persone sappiano come comportarsi, perché questo è il problema principale. Non credo che nessuno voglia evadere o non voglia fare gli adempimenti necessari. Credo anche che comprenderemo a gennaio, anche rispetto alla tassa di soggiorno, se tutto è stato compreso, perché avremo anche quell'adempimento e capiremo anche dai Comuni i controlli che sono stati fatti fino a oggi e gli esiti che hanno avuto.
Sicuramente il fatto di avere il disegno di legge in Commissione ci permetterà di fare quegli approfondimenti, sperando che si possa comunque anche intervenire poi sul testo e non, come ci è stato detto in questo Consiglio, perché vogliamo insinuarci nei provvedimenti, ma magari migliorarlo.
Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 15
Favorevoli: 15
Astenuti: 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Ordine del giorno n. 14 di Forza Italia. Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Ormai è nota la nostra battaglia dal 2022 in avanti rispetto alle mense scolastiche che fornivano dei pasti piuttosto discutibili - li chiamo così ma potremmo anche dire qualcosa di più - preso atto di come le mense scolastiche, specialmente quelle a servizio dei plessi di scuola dell'infanzia e primaria, rappresentino un luogo privilegiato per l'educazione alimentare, non dovendosi limitare al sostentamento alimentare, bensì dovendo anche promuovere e diffondere comportamenti alimentari idonei al miglioramento dello stato di salute dei ragazzi, partendo proprio dall'accrescimento della conoscenza e della consapevolezza in campo alimentare nelle nuove generazioni, perché quelli saranno poi i cittadini di domani.
Le più recenti linee guida in tema di ristorazione scolastica consigliano vivamente l'adozione di filiere corte, sia nell'approvvigionamento dei prodotti alimentari, sia nella loro conseguente preparazione, nel tentativo di ridurre al minimo i passaggi intermedi alla distanza che divide i vari centri di cottura dalle mense scolastiche in cui vengono somministrati i pasti ai bambini e ai ragazzi. Le diverse problematiche - sia di genuinità e freschezza dei cibi somministrati, sia di carattere igienico sanitario - in particolare negli ultimi anni scolastici hanno interessato il servizio di mensa scolastica in alcune realtà valdostane, in particolare ad Aosta, dove la preparazione delle pietanze avveniva e avviene tutt'ora in luogo diverso e distante rispetto a quello in cui vengono somministrate.
Noi chiediamo alla Giunta regionale un impegno affinché si istituisca e si coordini un gruppo di lavoro con il Comune di Aosta, con les Unités des Communes valdôtaines, coinvolgendo anche l'Azienda USL della Valle d'Aosta, le diverse istituzioni scolastiche sul territorio e rappresentanti delle famiglie, al fine di valutare la possibilità, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista economico-finanziario, di reintrodurre, laddove fattibile, una cucina per ogni plesso scolastico, di modo da azzerare la distanza che oggi invece divide i vari centri di cottura dalle mense scolastiche in cui vengono somministrati i pasti a bambini e ragazzi. Questo è quanto.
Presidente - Risponde l'assessore Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Pur consapevole dell'importanza di un'alimentazione sana ed equilibrata per i nostri bambini e ragazzi, come ho già avuto modo di ricordare in altre occasioni, continuo a ribadire che il tema non è di competenza dell'Amministrazione regionale in quanto la gestione del servizio mensa nelle scuole dell'infanzia del primo ciclo di istruzione è in capo agli Enti locali.
La scuola - come lei sa, ho già avuto modo di dire: sono andato a recuperarmi i vecchi interventi - esercita comunque la sua funzione educativa contribuendo alla promozione dei comportamenti alimentari idonei al miglioramento dello stato di salute, favorendo l'accrescimento culturale e stimolando la socializzazione tra alunni.
Le ricordo solo, tra le varie progettualità della scuola in merito al tema dell'alimentazione, il progetto TPQ. Si tratta di un'iniziativa di educazione, valorizzazione e promozione legata all'alimentazione sana e sostenibile nelle mense scolastiche regionali.
Il progetto educativo, come lei sa, ha tra i suoi obiettivi la promozione della cucina sana, in particolare per i bambini in fase di crescita, in un contesto di educazione alla cittadinanza. L'intervento nostro riguarda questo preciso contesto e la creazione di una rete di conoscenza del territorio, partendo dai prodotti, finalizzata a favorire l'autonomia locale, in particolare per le materie a chilometri zero.
Per quanto riguarda il coinvolgimento dell'Azienda USL, lei sa che un apposito menù è proprio proposto dall'Azienda USL e l'iniziativa, tra l'altro, è inserita all'interno dei piani dell'offerta formativa delle scuole valdostane dei Comuni aderenti, con laboratori didattici e momenti di approfondimento dedicati all'alimentazione, al contenimento dello spreco alimentare, all'importanza della filiera corta e all'ecologia, con la realizzazione di apposito materiale informativo per le famiglie e per gli studenti.
Rispetto all'impegno di realizzare le cucine e le mense in ogni scuola, ovviamente questo non è accoglibile perché comunque mensa e trasporti sono di competenza degli enti locali.
Presidente - Consigliere Baccega, a lei la parola.
Baccega (FI) - Assessore, in realtà, pur sapendo che la competenza era degli enti locali, avevamo dimostrato chiaramente che a Sarre si mangiava in un modo, a Quart si mangiava in un altro modo, a Saint-Christophe in un altro ancora, in una linea che, in qualche modo, dava delle risposte.
Al San Giuseppe, che hanno la cucina interna, si mangia in un certo modo, il resto, purtroppo, ha avuto tutti i problemi che abbiamo evidenziato e che conosciamo, non voglio fare il drammatico questa sera.
Si tratta di chiedere un gruppo di lavoro con tutti gli attori che si mettono intorno a un tavolo, visto che di tavoli di lavoro ne abbiamo a sufficienza, facciamone uno in più, ma qui funziona, vuole andare nella direzione di capire se dal punto di vista economico e dal punto di vista qualitativo, si poteva andare nella direzione di individuare la possibilità di avere quantomeno delle cucine gestite in un ambito più consono a quelle cucine industriali. ...Ma lei li ha visti arrivare quei padelloni nelle scuole? E poi quando aprono quella cosa di plastica lì...
Assessore, abbiamo tutti dei figli e dei nipoti e quindi dobbiamo pensare a loro.
Io non ritiro, chiedo di votare questo documento e comunque voi non volete andare in questa direzione? Certamente questo sarà uno dei punti salienti del programma di governo del centrodestra.
Presidente - Consigliere Restano.
Restano (RV) - Vorrei intervenire sull'argomento, iniziando con un elenco: malattie cardiovascolari, obesità, diabete, iperglicemia, acne e squilibri ormonali.
Questo è un elenco forse non esaustivo delle malattie che derivano da una scorretta alimentazione, senza calcolare l'incidenza dei batteri sull'alimentazione.
Il problema è sanitario, e quindi regionale, mi stupisce che la risposta l'abbia fornita l'Assessore alla pubblica istruzione.
Allora, interpretando - perché non ci siamo confrontati sul punto - quanto voleva richiedere il collega che ha illustrato l'ordine del giorno è proprio di tutelare la qualità degli alimenti, la tipologia degli alimenti, e con essa anche la buona cucina, che è una caratteristica del mangiare valdostano (interpreto il progetto del mangiare valdostano).
È riconosciuto da tutti che i pasti precotti, abbattuti e forniti il giorno successivo dal punto di vista batteriologico non hanno problemi, però, signori miei, se questa è l'educazione che vogliamo dare ai nostri figli, possiamo accodarci e andare avanti.
Problemi di quel tipo non ne abbiamo dal punto batterico, ma ne generiamo un'altra marea di problemi, quindi noi accogliamo con convinzione la proposta del collega: è una questione di salute e di prevenzione, che poi avrà un'incidenza, magari dopo trent'anni, sui costi sanitari. Poi penso che oggi, andando a vedere l'elenco della spesa sanitaria, qualcosa sarà stato anche determinato da una scorretta alimentazione.
Su questo, se noi non andiamo in qualche maniera a correggere determinate abitudini, partendo da chi li cucina, da chi li produce, da chi li fornisce, e quindi dalla filiera corta, mi permetto di dire che probabilmente stiamo prendendo una strada che non è propriamente quella che è nelle nostre intenzioni, e penso neanche in quelle che ha elencato poco fa l'Assessore alla pubblica istruzione.
Una riflessione quindi su questo va fatta. Noi votiamo l'ordine del giorno, sappiamo già quello che sarà l'esito scontato della votazione, però vi preghiamo di riflettere su questo.
Presidente - Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
Passiamo al successivo ordine del giorno, il n. 15 di Forza Italia. Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Desidero portare all'attenzione di questo Consiglio un problema che riguarda la comunità scolastica e, più in generale, il futuro dei nostri ragazzi, che è quello che riguarda l'Isiltep di Verrès.
Come sappiamo, il nostro istituto, nonostante la sua centralità nel panorama scolastico regionale, sta affrontando una serie di criticità che ne compromettono il regolare funzionamento e, di conseguenza, la qualità dell'offerta formativa.
In particolare, vorremmo sottolineare tre aspetti che destano una crescente preoccupazione: la carenza di personale tecnico, già più volte segnalata, quindi la carenza di un tecnico informatico e di una scuola dotata di numerosi laboratori, rappresenta un grave ostacolo appunto per l'Istituto. Queste carenze si ripercuotono sull'organizzazione didattica e sulla gestione delle risorse.
La scarsa manutenzione dell'immobile, quindi le condizioni dell'edificio scolastico, desta preoccupazione: i recenti episodi di malfunzionamento del riscaldamento, le finestre rotte, i bagni in condizioni precarie e forse il tema più importante è proprio quello del riscaldamento.
Colleghi, queste problematiche non possono essere sottovalutate, esse mettono a rischio la qualità dell'educazione che offriamo ai nostri studenti e rischiano di compromettere il futuro di un istituto che rappresenta un punto di riferimento per la nostra Comunità.
Pertanto, rivolgo un appello a lei, Assessore, affinché si adoperi con urgenza per trovare delle soluzioni a queste criticità, quindi è necessario potenziare l'organico, investire nella manutenzione e garantire il riscaldamento.
Per queste ragioni quindi come gruppo impegniamo il Consiglio regionale per valutare con urgenza la situazione del personale di Isiltep di Verrès, a stanziare i fondi necessari e a promuovere un tavolo di confronto con i rappresentanti sindacali e i dirigenti di Isiltep di Verrès.
Presidente - Assessore Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz J. (FP-PD) - Come lei sa, sono trasversali le competenze riguardanti quest'ordine del giorno, ma essendo noi preoccupati, come lei evidenziava, della buona salute dell'istruzione in Valle d'Aosta, abbiamo effettuato - anche alla luce di un monitoraggio dell'istituzione scolastica presso il personale docente ATA, che lei sa non è competenza di questo Assessorato - abbiamo fatto delle interlocuzioni con la dirigente scolastica, la RSPP e la Sovraintendente agli studi, che si sono interfacciati per valutare la situazione e per individuare possibili soluzioni che contribuiscano a migliorare le condizioni lavorative del personale e l'organizzazione interna della scuola.
Tali proposte sono state oggetto di un successivo momento di confronto tra la scuola e i rappresentanti sindacali, quindi le questioni che lei ha evidenziato, pur riguardando ambiti diversi rispetto all'aspetto puramente legato agli ambiti che concernono l'Assessorato ai sistemi educativi, però sono state prese, in carico perché anche a noi interessa capire se il personale tecnico-amministrativo e se la scuola hanno...
Le fornisco alcuni dati, che mi sono stati forniti sia dall'ufficio del personale della Presidenza, sia dai lavori pubblici, così almeno le do un quadro completo, in modo tale che lei e chi ci ascolta possiate avere il quadro generale.
Per quanto riguarda l'organico del personale tecnico-amministrativo - lo dico perché poi nell'immaginario sembra sempre che la situazione sia disastrosa, quindi le do i dati, poi almeno lei capisce - vi sono un capo dei servizi di segreteria di categoria D, quattro assistenti amministrativi contabili, che sono categoria C, posizione C2, due tecnici informatici, cinque coadiutori di categoria B, posizione B2, e un magazziniere, di questi un posto da tecnico informatico è vacante, un posto da tecnico informatico è coperto, ma a tempo determinato, un posto di coadiutore è coperto ma a tempo determinato, mentre tutti gli altri posti sono coperti a tempo indeterminato.
Ciò significa che a oggi vi è un solo posto da tecnico informatico non coperto.
Questi sono i dati che mi dà la Presidenza, l'ufficio del personale.
Per risolvere questo problema di questo unico dipendente vacante, l'Amministrazione ha già richiesto all'Università della Valle d'Aosta la possibilità di attingere alla graduatoria vigente presso l'Università per cui si è in attesa dell'autorizzazione.
L'organico del personale ausiliario prevede invece ventotto ausiliari di categoria A, di cui due attualmente sono vacanti, quindi attualmente un tecnico informatico più due su trenta ausiliari di categoria A.
Relativamente al personale ausiliario - mi dice sempre l'ufficio del personale - va sottolineato che la criticità non risiede tanto nel numero di posti vacanti, come lei sa, perché conosce bene quella realtà, quanto nelle prescrizioni del personale in servizio che ne limitano purtroppo le capacità operative, con particolare riferimento, in questo caso, al servizio di pulizia.
Questa è la tipologia di personale che viene impiegata nei servizi ausiliari, personale che alle volte ha magari dei collegi medici, delle limitazioni eccetera.
Il problema credo che sia più da guardare sotto il profilo delle funzioni che può svolgere questo personale, che è un personale alle volte in situazioni di fragilità.
Per quanto riguarda i lavori pubblici, mi hanno fornito dei dati che le leggo: sono stati stanziati - questo è bene che si sappia - per la manutenzione dell'Isiltep 3 milioni di euro complessivi, a cui si aggiungono i lavori di manutenzione ordinaria e programmata.
Mi dicono che vi è una particolare e specifica attenzione anche agli interventi verso la sicurezza di utenti e lavoratori. Faccio un esempio:
- fornitura e posa di scala in alluminio e piastre in acciaio per l'accesso in sicurezza e lucernai, quasi 50 mila euro;
- Lavori di sostituzione motori di apertura, lucernai del tetto, 49 mila euro.
- Lavori di realizzazione dell'impianto di alimentazione e sicurezza dei motori di apertura e lucernari, 68 mila euro;
- lavori di realizzazione impianto fotovoltaico a servizio dell'edificio eccetera 200 mila euro; questo è un intervento approvato e da realizzare, gli altri sono già stati in corso di ultimazione o ultimati;
- lavori di efficientamento energetico dell'edificio; è questo il problema quando dicono che c'è freddo eccetera... sono stati stanziati 2.118.000 euro, quindi il problema è conosciuto e si sta andando nella direzione di cercare un edificio di quelle dimensioni, di quelle caratteristiche e di renderlo il più possibile efficiente sotto il profilo energetico, perché ha ragione lei e hanno ragione anche i lavoratori: alle volte le condizioni - da quello che mi riferiscono - non sono proprio delle condizioni ottimali;
- lavori di sostituzione e rilevatori vetusti 160 mila;
- sostituzione lampade di emergenza 350 mila.
Tutto questo per un complessivo di 3 milioni di euro.
In conclusione dirò che i lavori si stanno facendo: si è preso carico e ci si prende carico - attraverso i lavori pubblici, in accordo ovviamente con i nostri uffici programmazione edilizia scolastica - delle problematiche che cerchiamo di affrontare prontamente; le ho elencato il numero di personale, le carenze evidentemente sono delle carenze rilevate, ma che non dipendono da una mancata copertura degli organici, ma magari dipendono da altri fattori di cui noi non siamo nella possibilità di governare, perché come lei sa, l'autonomia scolastica presuppone anche un governo delle risorse che sia fatto con il personale che c'è.
In questo caso, da quello che mi risulta, il personale tecnico-amministrativo risulta sufficiente, al netto ovviamente di quel tecnico informatico e dei due ausiliari.
Presidente - Consigliere Ganis, a lei la parola.
Ganis (FI) - Purtroppo non è la prima volta che in questo Consiglio parliamo dei problemi attinenti all'Istituto Isiltep, una realtà molto importante per la nostra comunità, quindi la ringrazio per aver preso in carico i problemi cercando anche di dare delle risposte concrete.
Da parte nostra, chiediamo quindi una maggiore attenzione, sia per la parte didattica e anche per quella legata al personale, e lei ci ha dato delle risposte.
I soldi spesi sono importanti ma forse il problema è dovuto al fatto che riscaldare una struttura così importante non è così semplice, però, tenuto conto oggi del suo impegno, noi ritireremo l'ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato. Ordine del giorno n. 16, sempre di Forza Italia, consigliere Marquis, ha facoltà.
Marquis (FI) - Annunciamo che questo è l'ultimo ordine del giorno e gli altri li tratteremo con delle iniziative ispettive nei prossimi Consigli regionali.
Con quest'ordine del giorno ci vogliamo occupare del tema della discarica dei rifiuti di Brissogne. Sostanzialmente il nuovo Piano dei rifiuti, e l'aggiornamento del Piano 2022-2026 è avvenuto con la legge regionale 4/2022.
In tale Piano vengono sostanzialmente demandati il trattamento dei rifiuti e lo stoccaggio al centro di Brissogne. C'erano tre lotti della discarica che sono stati colmati al 2018 e rimane il quarto lotto che è quello in esercizio.
Il quarto lotto, che ha una capacità di 383.000 m³, al 31 dicembre del 2023 presentava una volumetria residua disponibile di 233.000 m³.
Occorre tener conto che nell'anno 2023, solo per rendere l'idea, i rifiuti definitivamente stoccati in discarica sono stati 24.673 m³.
Secondo le previsioni della società ENVAL, che gestisce il centro di trattamento, la discarica verrà esaurita nel 2031.
Ci siamo interessati a quest'argomento e abbiamo potuto apprendere, dalla lettura del Piano 2022-2026, che su questo tema specifico viene sostanzialmente detto che c'è una tendenza a diminuire il tonnellaggio dei rifiuti, che si arriverà a 8 mila tonnellate annue e che il quarto lotto, verosimilmente, sarà completato al 2036.
Pertanto, dice, in base a tali evidenze - lo si diceva nel 2022 - non si ritiene pertanto al momento urgente avviare un procedimento atto a individuare la possibile localizzazione di un nuovo sito, al termine della capacità ricettiva della discarica di Brissogne.
Abbiamo notato, invece, è la stranezza, che c'è qualcosa che, a nostro avviso, non funziona, perché nel rapporto di monitoraggio della società ENVAL della gestione del centro di trattamento, che è stato predisposto al 31 dicembre 2023, viene scritto: "La conservazione del volume della discarica dovrebbe costituire l'obiettivo principale da perseguire nei prossimi anni, sia per centrare l'obiettivo massimo del 10% dei rifiuti smaltiti in discarica, fissato dal decreto legislativo 121/2020, ma soprattutto per evitare future situazioni emergenziali. In particolare, con l'attuale velocità e le ipotesi contenute nel progetto di ENVAL, la discarica sarà esaurita nel 2031", questo l'hanno detto alla fine dell'anno scorso, invece nel 2022 si diceva il 2036.
"È fondamentale - aggiunge - che il sistema di gestione dei rifiuti valdostano adotti rapidamente delle misure che aiutino a rallentarne la velocità di riempimento".
A fronte quindi di questa situazione, emerge un contrasto tra due strumenti, tra due documenti: uno dice che non c'è fretta e l'altro dice che invece c'è fretta di prendere delle decisioni.
Quest'anno (quest'estate con la delibera 318/2024) è stato ricostituito l'Osservatorio dei rifiuti, che verrà reso nuovamente operativo, pertanto a questo punto chiediamo di fare un'analisi, dare mandato all'Osservatorio di fare chiarezza su questo argomento, perché è un argomento che richiede degli anni per poter arrivare a definire un eventuale nuovo ruolo o un luogo per stoccare i rifiuti o addirittura qualche altro metodo di smaltimento definitivo.
È una discussione che dovrà impegnare la politica regionale e pertanto riteniamo che, alla luce di questo, occorra capire, attraverso uno studio che venga ammesso a disposizione dell'Osservatorio, qual è la reale situazione e quali sono i tempi previsti per colmare questa discarica e già iniziare a pensare al futuro, perché non possiamo arrivare il giorno prima che non c'è più capacità ricettiva a dire: "E adesso cosa facciamo? Dobbiamo trovare un altro luogo". É un tema su cui occorre fare dei ragionamenti importanti e pertanto ascolteremo la risposta dell'Assessore.
Presidente - Assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Solo un dato: l'Osservatorio è stato ricostituito nel mese di marzo e le tempistiche della ricostituzione sono anche dovute alla ricerca del membro esperto, di cui parleremo alla fine della risposta.
Per venire a quanto da lei sollecitato, nella relazione mensile di ottobre 2024, la società Enval ha provveduto ad aggiornare la tabella dei volumi dei residui, tenendo anche conto della naturale riduzione del volume dei rifiuti derivanti dalla compressione dovuta al peso, nonché ad adeguare le previsioni del volume parziale dei rifiuti conferiti sulla base dei primi nove mesi dell'anno 2024, che hanno dimostrato un decremento della quantità conferita in discarica.
Le tabelle aggiornate indicano un volume occupato di 149.264 m³, con un conferimento annuo che si è progressivamente ridotto dai 26.000 m³ del 2019 ai circa 20 mila m³ stimati del 2024 (Poi se vuole le darò una copia di questi dati).
La previsione di esaurimento della discarica, quindi, a oggi è stata spostata al 31 dicembre 2034.
Ricordo inoltre che nei mesi passati e nei prossimi mesi diversi sub-ATO sono partiti e partiranno con la nuova modalità di raccolta dei rifiuti urbani, con dei buoni riscontri - questi da chi è già partito - e delle buone prospettive per spostare ulteriormente in avanti tale data.
Voglio segnalare anche la grande attività che ci è stata da parte dei sub-ATO con una serie d'incontri su tutto il territorio nell'autunno e inverno dell'anno corrente, con una partecipazione davvero importante, tant'è vero che in certi territori l'appuntamento è stato replicato.
Colgo l'occasione, anche in relazione a quanto discusso nell'ordine del giorno sulla TARI, per ricordare che la TARI è una tassa destinata a finanziare interamente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico dell'utilizzatore.
A partire dal 2020, per stabilire le somme che ogni cittadino deve versare per la TARI, deve essere obbligatoriamente utilizzato dagli Enti locali il nuovo metodo tariffario, il servizio integrato di gestione rifiuti, noto come MTR2 e definito da ARERA, autorità di regolazione per energia, reti e ambienti.
Le nuove regole da applicare sull'intero territorio nazionale definiscono i corrispettivi TARI da applicare agli utenti. Tale metodo tiene in considerazione, tra i suoi parametri, anche il contributo dell'inflazione di questi anni; tutti aspetti all'attenzione e non solo dell'Osservatorio regionale dei rifiuti, ma anche del gruppo di lavoro per l'individuazione delle soluzioni operative idonee ad avviare le azioni stabilite nel Piano regionale di gestione dei rifiuti 2022-2026 per la gestione dei rifiuti, istituito con delibera di Giunta regionale 374/2023, che vede al suo interno tutti i referenti delle Unités, quindi anche dei sub-ATO, proprio per valutare non solo l'andamento attuale, ma anche le strategie future.
Torniamo sull'Osservatorio dei rifiuti, ricostituito con deliberazione di Giunta regionale n. 318, ricordiamo che i suoi compiti sono chiaramente richiamati all'articolo 17 della legge 31/2007.
Tra le diverse funzioni svolte sono previste, tra l'altro, azioni di vigilanza sulla gestione dei rifiuti, di raccolta dati dei flussi dei rifiuti urbani e di elaborazione dei dati stessi, ma anche fornire approfondimenti sulle tematiche inerenti alla gestione dei rifiuti.
L'Osservatorio si è riunito quattro volte quest'anno, che è una cadenza che intendiamo mantenere - come dicevamo, mi sembra ieri - anche nel prossimo anno, e vorrei sottolineare il proficuo contributo di tutti i suoi partecipanti, nell'esaminare i dati e nel valutare azioni e soluzioni.
Colgo l'occasione per ringraziare, in particolar modo, il dottor Enzo Favoino che si occupa del coordinamento tecnico-scientifico che è il cosiddetto membro esperto.
In particolare, l'Osservatorio ha già individuato tra le proposte di ordini del giorno, la tematica da lei sollevata che è quindi all'attenzione dell'Osservatorio.
La tematica inerente all'esaurimento della discarica di Brissogne e la gestione del centro è pertanto argomento in parte affrontato nel corso dell'ultima seduta, ma che si era messo nuovamente all'ordine del giorno e sul quale appunto l'Osservatorio intende lavorare.
Pertanto io invito al ritiro, in alternativa ci asterremo.
Presidente - Consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Assessore, il tema dei rifiuti, secondo noi, ha avuto sostanzialmente negli ultimi tempi un calo della presa da parte della politica sul monitoraggio e controllo e le posso dire questo, a ragion veduta, perché l'Osservatorio che era stato costituito ha prodotto per anni, alla fine dell'anno, dei rapporti che davano conto di tutte le tematiche e di tutte le problematiche della gestione dei rifiuti.
A maggior ragione, in questa fase - che è una fase che è evoluta, in cui ci sono delle decisioni da prendere, in cui ci sono delle valutazioni da fare, il minimo sindacale sarebbe avere un rapporto annuo, invece non si parla più di rapporti, non c'è più un documento, non c'è una visione d'insieme, non ci basta sapere che hanno fatto quattro riunioni durante un anno.
Alla politica qual è il quadro che viene restituito su quest'argomento? Zero.
C'è un documento che rappresenti la situazione della gestione dei rifiuti annua? No. Una volta c'era, quindi abbiamo fatto dei notevoli passi indietro sotto il profilo del controllo politico, perché bisogna anche considerare, e vi assicuro perché ho fatto anche qualche domanda per sostenere quest'iniziativa, mi è stato detto: "Se uno va a fare una domanda, quanto si spende in Valle d'Aosta in totale per la raccolta e la gestione dei rifiuti?". Sa qual è la risposta che ho dato? Non lo so.
Se non abbiamo neanche contezza di quanto a livello di sistema è la spesa dei cittadini valdostani, non siamo in grado di valutare l'efficacia e l'efficienza dell'impostazione di una modalità di servizio. È questo il problema fondamentale.
Diversamente ogni sub-ATO si troverà a farsi i conti alla fine dell'anno. Come sappiamo tutti, oggi cosa succede? Che le tariffe sono frutto della ripartizione delle spese, dei costi di gestione.
Alla fine dell'anno si tira una riga e si dice: "Quanto è costato quest'anno il costo del servizio di raccolta e di gestione dei rifiuti?" e poi aggiungiamo anche il costo di conferimento in discarica. Fa X. "Quante sono le famiglie? Numero?", si fa la divisione ed ecco qua che poi scoprono tutti che si aumenta del 18, del 20, del 22, del 25% la bolletta.
Allora bisogna presidiarli gli argomenti sotto il profilo politico, bisogna avere una visione d'insieme, e la visione d'insieme la si restituisce alla politica attraverso dei rapporti, perché non li avete neanche voi, non solo non li abbiamo noi. È questo il problema.
Riteniamo che sono stati fatti dei notevoli passi indietro proprio in un contesto che bisognava farne avanti per poter evitare delle situazioni spiacevoli.
Le sembra normale adesso che su un documento ci sia scritto che è colmata al 2031, l'altro dice al 2036, adesso lei dice 2034? Ma sono come i numeri del Lotto!
Non è un modo serio di affrontare una questione di questa complessità e di quest'importanza, quindi, al di là di chiederci il ritiro dell'ordine del giorno, lei ci dice: "Ritirate l'ordine del giorno" come se avessimo posto un problema anche banale. Non è banale, è importantissimo questo tema per noi.
Pertanto noi le chiediamo di potenziare l'impegno su questo settore e di restituire alla politica il rapporto che era sempre stato fatto sulla gestione rifiuti. È solo così che il legislatore può assumere poi delle decisioni o contribuire a mettere sul campo delle idee.
Diversamente lo strumento di ciascuno è solo quello di fare degli accessi agli atti, andando poi a paralizzare l'attività degli Assessorati, per acquisire tutta una serie di dati in modo frammentato e a rate.
Non è questo un modo di lavorare per cercare di fare il bene della comunità valdostana, quindi noi metteremo al voto l'ordine del giorno perché riteniamo che sia corretto, però in particolare le chiederemo di restituire una relazione quantomeno sull'effettiva durata della discarica a oggi, perché, con quello che ci ha dato lei oggi, abbiamo tre dati diversi, che sono ufficiali, quindi c'è qualcosa che non quadra.
E poi l'altra cosa che fa pensare, ma questo è solo un ragionamento molto pragmatico, è che ancora oggi ci sono 24 mila m³ di stoccaggio in discarica, e siamo a livelli già molto alti di differenziata, quindi noi potremmo aumentare di qualche punto la percentuale di differenziata, ma se non cambia il sistema della produzione dei rifiuti, noi nei prossimi anni non è che passeremo da 24 mila m³ a 8 mila m³, passeremo da 24 mila a 22, a 21, a 20, ma sono dei numeri stratosferici rispetto a quelle che erano le aspettative, perché nel Piano le aspettative parlavano di 8 mila, quindi il problema non è da sottovalutare, bisogna guardarlo e gestirlo con attenzione.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Alcune considerazioni, perché è ben chiaro dove bisogna arrivare e qual è la sfida. Poi deve essere altrettanto ben chiaro da dove si parte.
Come si dice spesso nelle riunioni con i Presidenti delle Unités, che ringrazio per il lavoro - lei stesso ha ricoperto quel ruolo - hanno dedicato mesi di riunioni, di incontri sul territorio, territori che vanno incontro a dei cambiamenti per quel che è il servizio di raccolta e un territorio che ha risposto e ha risposto bene.
Come dicevo, con i Presidenti appunto, questo è un servizio (quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti) sul quale la politica può impegnarsi, può lavorare, ma che poi regala e certifica dei numeri e delle percentuali che, di fatto, danno idea dell'andamento.
Per quel che riguarda le percentuali di raccolta differenziata, ovvero del residuo che va in discarica, negli ultimi anni c'è un trend importante in calo proprio grazie al lavoro che si sta portando avanti, tant'è vero che parliamo di 20 mila m³ stimati per il 2024.
Per quel che riguarda i dati e quello che chiedeva, questi ci sono, ci sono dei rapporti sui rifiuti urbani che vengono approvati appunto dall'Osservatorio - che poi, se non sbaglio, parlavamo del 7 di gennaio - e forse uno degli impegni che avevamo era anche di trattare la tematica e il monitoraggio è proprio quello che va a definire il quantitativo che viene conferito in discarica.
Era semplicemente per fare delle precisazioni su un argomento che nel mio piccolo conosco, avendo, come lei, un percorso anche di amministratore comunale sul quale, in particolar modo da Sindaci, ci siamo spesi e ci siamo spesi non poco, perché questo servizio - che è stato avviato come un servizio comunale, passato a un livello di Unité - oggi con i sub ATO si fa un ulteriore passo in avanti, andando con una visione lungimirante ad aggregare le Unités, per poi arrivare probabilmente a un ATO unico che però dovrà mantenere, questo è importante - lo richiedono i Presidenti delle Unités e io condivido - un monitoraggio sul territorio che possa essere anche incentivante.
Questo a precisazione, la ringrazio di aver dato l'opportunità di sviluppare queste tematiche.
Presidente - Possiamo mettere in votazione? La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 14
Favorevoli: 14
Astenuti: 21 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet e Testolin).
L'ordine del giorno non è approvato.
