Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4148 del 21 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4148/XVI - Interrogazione: "Informazioni relative all'eventuale segnalazione da parte di Legambiente di un eccesso venatorio nel prelievo della specie volpe".

Bertin (Presidente) - Punto n. 18. Per la risposta, la parola all'assessore Carrel.

Carrel (PA) - In data 29 ottobre 2024 l'Associazione Legambiente Valle d'Aosta ha inviato all'Assessore all'agricoltura risorse naturali e, per conoscenza, agli organi di informazione, una nota in cui segnalava un eccesso venatorio relativo agli abbattimenti di volpi sul territorio regionale nel corso della stagione venatoria 2024-2025.

La questione è emersa nel corso della riunione della Consulta faunistica regionale del 31 maggio 2024, ove venivano illustrate le novità in merito al calendario venatorio per la stagione 2024-2025. In quella sede il rappresentante degli Enti locali ha espresso preoccupazione riguardo all'aumento del numero di volpi che si avvicinano in modo sempre più frequente ai centri abitati, creando numerosi disagi e rischiando di diffondere malattie. A tal proposito, sottolineo che tra il 2023 e il 2024 le strutture competenti confermano 56 casi di cimurro su volpi e mustelidi nella nostra regione. Pur non essendo pericolosa per l'uomo, il cimurro è una patologia che colpisce direttamente i carnivori selvatici e domestici, in particolare i cani in giovane età. Si manifesta con problemi al sistema nervoso, che rischiano di causare possibili paresi, oppure con complicazioni respiratorie. Si diffonde per contatto diretto, attraverso escrezioni urinarie e fecali o tramite il cibo contaminato. Le volpi sono inoltre una specie target anche per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria della rabbia.

Tengo a ribadire che nella nostra Regione non è previsto un tetto di abbattimento per questa specie e che il calendario venatorio non prevede nessuna nota di merito al riguardo. Il Comitato regionale per la gestione venatoria ha tuttavia la facoltà di assegnare con regolamento interno delle note di merito per l'abbattimento di questo animale. La proposta di incentivare le misure di riduzione della popolazione delle volpi è stata quindi recepita in sede di riunione del Comitato con deliberazione n. 22/2024 dell'8 agosto 2024, il quale, nella sua autonomia, ha deciso di assegnare un punteggio di merito pari a 0,5 punti per ogni volpe abbattuta e conferita a uno dei centri di controllo presenti sul territorio regionale. In tale documento viene inoltre specificato che la volpe deve essere regolarmente registrata e incarnierata.

L'interessamento da parte mia e dei competenti uffici riguardo a questa tematica è concreto e costante, come già ribadito nella mia risposta del 4 novembre a Legambiente. A fronte delle criticità legate allo smaltimento delle carcasse che mi sono state segnalate, così come pure sono state segnalate agli uffici del Dipartimento risorse naturali, ho personalmente riferito al Comitato, il quale ha diramato in data 18 ottobre una nota informativa sulla corretta gestione dei capi di selvaggina abbattuta.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Ganis.

Ganis (FI) - Grazie Presidente e ringrazio l'Assessore per la risposta e per aver fatto chiarezza su quanto è successo. Io ho preso spunto nel presentare quest'interrogazione dal fatto che Legambiente appunto ha inviato una lettera all'Assessore evidenziando un eccesso venatorio per la specie volpe. Partendo quindi dal presupposto che la caccia alla volpe è prevista, come ha ben ricordato l'Assessore, nel calendario venatorio 2024-2025 in modalità vagante o imbracata, quello che mi sorprende è la segnalazione di Legambiente. Personalmente pratico l'attività venatoria da otto anni e non mi sono mai imbattuto in carcasse di volpi abbattute e abbandonate nei nostri boschi. Tra l'altro, vorrei ricordare, come ha ben evidenziato anche l'Assessore, che le volpi sono animali selvatici e come tali devono rimanere anche non in prossimità dei centri urbani e tanto meno sono degli animali che possono essere pericolosi e dannosi. Per questo motivo un aumento di capi abbattuti può essere legato a una possibile diffusione di qualche malattia, come la rabbia o il cimurro, oppure semplicemente a una corretta gestione venatoria. A questo punto prendiamo atto della sua risposta che condividiamo.