Oggetto del Consiglio n. 4146 del 21 novembre 2024 - Resoconto
OBJET N° 4146/XVI - Question: "Informations sur les antennes 5G en Vallée d'Aoste".
Bertin (Presidente) - Punto n. 16. Risponde l'assessore Caveri.
Caveri (UV) - Rispondo alle richieste del consigliere Lucianaz sulle antenne 5G, di cui abbiamo già in parte parlato ieri pomeriggio. Devo dire che la legge 16/2024, che abbiamo di recente rivisto nell'ambito della legge regionale 25/2005, ha come finalità la gestione unitaria delle postazioni pubbliche sul territorio della Regione. Ricorderete che la grandissima parte delle infrastrutture erano di proprietà delle Unités des Communes o dei Comuni e sono transitate o, meglio, stanno transitando presso la Regione. Da questo punto di vista, sono previste, in coerenza con le normative nazionali, una razionalizzazione e ottimizzazione della pianificazione e della realizzazione dei siti attrezzati per radiotelecomunicazioni delle postazioni di proprietà pubblica. Le modifiche apportate, che sono state approvate da questo Consiglio, hanno lo scopo di adeguare la norma al contesto organizzativo gestionale, permettendo, come dicevo, di formalizzare il passaggio di proprietà delle infrastrutture di radiotelecomunicazioni di Enti locali. Da una parte c'è una questione di razionalizzazione, come dicevo, e, dall'altra, c'è anche il fatto che nell'interlocuzione che bisogna avere su questi tipi di infrastrutture sicuramente una struttura amministrativa come quella della Regione ha una maggior forza e anche una maggiore autorevolezza.
Resta il problema dell'informazione che è stato posto, noi abbiamo inserito nella revisione della legge 25 il comma 5bis, che dice: "Al fine di ottimizzare la pianificazione e la realizzazione delle postazioni di proprietà pubblica sul territorio regionale, la struttura regionale competente in materia di telecomunicazioni può richiedere agli operatori di telecomunicazione o agli operatori infrastrutturali di telecomunicazioni informazioni in ordine alla programmazione per la realizzazione di nuove postazioni di stazioni radioelettriche sul territorio della Regione". Questa è una novità, perché in effetti i grandi player, nel caso della Valle d'Aosta sono sostanzialmente due, che realizzano quelle infrastrutture, cioè quei tralicci su cui poi vengono posizionati diversi operatori; oggi come oggi, non avevano per legge nessun tipo di interlocuzione con la Regione, che quindi aveva difficoltà a capire soprattutto la programmazione futura. Ora, sulla base della legge che dicevo è appena stata modificata, noi abbiamo inviato delle lettere ai diversi interlocutori per avere maggior chiarezza sulla situazione in espansione. Intanto dicevamo della cartografia che riporta le diverse tipologie di antenne installate sul territorio. Questi dati tecnici sono di competenza dei singoli operatori che li deve obbligatoriamente comunicare all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (l'AGCOM), che è un'autorità indipendente che venne istituita nel 1997. Tra le diverse competenze dell'AGCOM è prevista la costruzione e il mantenimento della banca dei dati delle reti di accesso a Internet esistenti sul territorio nazionale, questo è sulla base dell'articolo 22 del Codice delle comunicazioni che risale al 2024. La banca dati offre la possibilità di analizzare lo stato di sviluppo dell'offerta di accesso a Internet al singolo indirizzo e di fare valutazioni comparative sulle diverse tecnologie e velocità. Le informazioni e i contenuti richiesti sono di esclusiva competenza degli operatori di telecomunicazione stessi, che gestiscono in modo autonomo e indipendente le politiche e le specifiche tecniche che riguardano le proprie reti di radiocomunicazione. Di seguito si riporta il collegamento, lo darò al Consigliere, al portale AGCOM di pubblicazione della banca dati delle reti di accesso, quindi, a titolo esemplificativo, lei troverà tutti i dati da lei richiesti, ma a titolo esemplificativo le darò un'estrazione di una mappa di copertura del territorio della Regione Autonoma Valle d'Aosta con la tecnologia 5G in banda 3.4 GHz-3.8 GHz e lei vedrà da questa cartina colorata dove sono le diverse postazioni e, entrando nel sito di AGCOM, vedrà le specifiche zona per zona. La struttura regionale competente - in parte ho già detto quanto segue - ha da tempo avviato i contatti con gli operatori infrastrutturali di radiotelecomunicazioni per conoscere questi piani di sviluppo in esecuzione di questo articolo 5bis della nuova riscrittura della legge 25 e abbiamo chiesto formalmente di poter conoscere le informazioni relative alla programmazione e alla realizzazione delle nuove postazioni radioelettriche sul territorio regionale, tali informazioni non sono ancora pervenute.
Devo dire che l'atteggiamento di queste società che gestiscono queste postazioni è un atteggiamento molto distante dal rispetto delle autonomie locali, l'ho già detto ieri, questo deriva dal fatto che la legislazione vigente è una legislazione assai favorevole all'estensione del 5G non solo nei termini che abbiamo discusso ieri di più del raddoppio del quantitativo di radiofrequenze consentite oggi della legge, ma anche proprio da quella riforma della legge recente da parte del Parlamento italiano, che, di fatto, scavalca le autorità comunali, che erano quelle che potevano proporre qualche tipo di eccezione rispetto alla scelta tecnica di installazione in una certa zona; questa purtroppo è una constatazione triste rispetto evidentemente a una potenza di fuoco di queste società di telecomunicazioni nel nome ovviamente in questo caso in particolare del fatto che il piano che riguarda l'estensione del 5G è strettamente legato alla necessità di spesa dei fondi del PNRR e quindi la scelta governativa è stata quella di accelerare il più possibile per evitare qualunque tipo di interferenza, anche positiva naturalmente, da parte degli Enti locali.
Gli Enti locali, rispondo all'ultima domanda, sono direttamente coinvolti nel processo autorizzativo previsto dalla norma vigente, si passa attraverso le procedure di cui allo sportello unico. Le strutture regionali si faranno comunque carico di comunicare agli Enti locali le informazioni di programmazione che perverranno dai riscontri degli operatori di radiotelecomunicazione o degli operatori coinvolti nella realizzazione delle nuove postazioni. Devo dire con franchezza che, quando inserimmo nella riforma della legge 25 questa previsione di un'informazione da parte dei gestori dei tralicci, avevamo dubbi che il Governo potesse in qualche maniera eccepire una legittimità di questa norma, brandendo, come talvolta è capitato in passato, il principio di una ripartizione dei poteri, quindi di un'ipotetica incostituzionalità di una richiesta da parte nostra di incidere su strutture di questo genere. Per fortuna, la norma invece non è stata impugnata e quindi faremo tutto il possibile per poter avere con grande chiarezza le progettualità future per la realizzazione delle reti 5G.
Presidente - Replica il consigliere Lucianaz.
Lucianaz (RV) - Assessore, io oggi la devo ringraziare per il tono e per la completezza della risposta e forse, a forza di scontrarci, devo sinceramente ringraziarla, anche perché la risposta è completa e soddisfacente.
Ci sono delle criticità, non si nascondono: una la nostra povera autonomia... perché qui è già un successo, da quanto ha detto lei, che con l'articolo 5bis la Regione possa richiedere informazioni a questi mostri della comunicazione, quindi, se siamo ridotti a questo, chiaramente non andiamo dalla parte della sovranità sul nostro territorio sicuramente.
Per quanto riguarda l'AGCOM, lei giustamente mi ha detto che è un organismo indipendente, però deve relazionare al Parlamento, cioè c'è comunque un Parlamento che deve verificare quanto sta combinando sul territorio.
Io le ricordo che solo recentemente - ieri abbiamo parlato della Regione Toscana che circa due mesi fa ha adottato questa decisione di approfondire le ricerche - il commissario AGCOM Giacomelli ha scritto a un certo punto al Presidente della Toscana: "Quello che è certo è che all'idea che la Toscana diventi la terra promessa di terrapiattisti, No Vax complottisti di vario genere non mi rassegnerò mai". Questa è l'aria che tira in AGCOM, comunque, a parte questo, avevo chiesto questi approfondimenti perché tutta la storia 5G è nata male e non sta funzionando meglio.
Io le ricordo che il 5 maggio 2019 l'AGCOM ha approvato l'utilizzo delle frequenze per il 5G senza autorizzazione di alcun Comitato etico, senza consenso informato, senza valutazione preventiva dei rischi, né monitoraggi ambientali e sanitari. Tre giorni dopo, 8 maggio 2019, l'AGCOM ha deliberato per l'inizio della sperimentazione delle tre bande 5G per due anni in 120 Comuni d'Italia all'insaputa dei cittadini ma all'insaputa dei Sindaci stessi e si continua così.
L'ultimo provvedimento è preoccupante secondo me, poi io non ho altre informazioni, il provvedimento della legge citata da lei, quella del 31 dicembre 2023, da quanto mi risulta, non è stato sottoposto ad alcuna valutazione da parte della Conferenza unificata degli Enti locali e non erano pochi i Sindaci che erano preoccupati da quest'estensione.
Tutta la faccenda del 5G, al di là del fatto che uno può essere favorevole o meno di una tecnologia spinta, preoccupa per le modalità in cui viene realizzata.
Per quanto riguarda l'aspetto dell'installazione delle antenne 5G, è una preoccupazione di tante persone, ieri vi ho detto in aula che solo ieri a Milano hanno deciso di piazzare mille antenne su mille lampioni della città proprio perché c'è questa esigenza di avere un'antenna almeno ogni 100-150 metri, io non so in Valle d'Aosta che scelte verranno fatte, però la richiesta di ieri, per non ritornare sempre sullo stesso argomento, era appunto di chiedere più informazioni e più confronto. Speriamo che prossimamente si cambi un po' il registro. Grazie comunque.
