Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4136 del 21 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4136/XVI - Interrogazione a risposta immediata: "Stato di applicazione e raggiungimento degli obiettivi previsti dal c.d. decreto Aree idonee in Valle d'Aosta".

Bertin (Presidente) - Punto n. 8.02. Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Quest'interrogazione a risposta immediata prende spunto dalle notizie che sono emerse negli ultimi giorni sugli organi di stampa relativamente al fatto che il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare, almeno fino alla conclusione di un giudizio di merito del TAR, un passaggio sul decreto ministeriale delle aree idonee. La parte contesa è quella, potremmo dire in sintesi, relativamente alle possibilità che le Regioni e le Province autonome avrebbero nell'identificazione, appunto, delle aree idonee, questo per dissuadere i legislatori regionali dall'adottare, nelle more del giudizio, norme di legge che restringano il novero delle aree idonee. Ricordiamo, se ho dei dati aggiornati, ma non dovrebbe essere cambiata la tabella A del decreto, quindi che identifica gli obiettivi di potenza aggiuntiva, sul 2030 si dovrebbe arrivare addirittura in Valle d'Aosta a 328 megawatt, in particolare all'interno del decreto appunto c'era una tempistica per l'applicazione per legge regionale da parte delle Regioni. Per quello che riguardava le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome, vi era la clausola di salvaguardia.

Chiediamo all'Assessore competente quale sia ad oggi lo stato di applicazione e il raggiungimento degli obiettivi previsti dal decreto Aree idonee in Valle d'Aosta.

Presidente - La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) - Visti i tempi del question time, non leggerò tutta la lunga risposta ma cercherò di essere esaustivo nell'elencare i punti principali e ovviamente a disposizione per completare eventualmente le informazioni. Il decreto in questione, quello che ha dato sei mesi di tempo per adottare con legge regionale le aree idonee e non idonee, ha visto da parte nostra l'istituzione attraverso la delibera 1193 del tavolo tecnico e della cabina di regia che debbono portare a una proposta di legge da approvare in Giunta entro la fine dell'anno, anche con l'approvazione del Consiglio, tempi che ovviamente tutte le Regioni hanno trovato eccessivamente brevi, ma comunque ci si è messi tutti a lavorare e prima di questa sentenza eravamo pronti ad accogliere una prima bozza di legge, che, rispetto al calendario dato dalla delibera, doveva arrivare alla proposta della Giunta entro il 22 novembre. La sentenza del Consiglio di Stato cambia le condizioni per sviluppare la normativa e soprattutto crea un impedimento che al momento è sospeso fino al 5 febbraio, dove ci sarà l'espressione di merito e crea ovviamente una situazione che non ci mette nella condizione di completare il lavoro come Regioni. Ci sono due aspetti che le Regioni hanno sottoposto all'attenzione del Governo: una richiesta di proroga di 90 giorni del termine previsto dalla scadenza del decreto che è il 30 dicembre 2024. È stato presentato un emendamento che ci si auspica venga accolto, proprio per dare il tempo di completare questa verifica e in questi giorni, sia la Commissione tecnica, che la Conferenza delle Regioni, hanno richiesto al Ministero di poter avere una valutazione di tipo tecnico rispetto agli impedimenti che il Consiglio di Stato ha dato rispetto all'articolo 20, comma 8, del decreto legislativo 199/2021. Questo per la parte più burocratica amministrativa e anche di tipo giuridico. Io mi impegno - ci sarà una riunione a inizio settimana dei tavoli tecnici - a darle, anche per informazione, che cosa emergerà da questo lavoro al tavolo tecnico.

Rispetto agli obiettivi, al momento sono stati installati circa 20 megawatt, sull'anno circa altri 3,4 megawatt, manca però da parte del GSE - e finisco concludo, mi scuso per essere stato lungo - la valorizzazione della produzione idroelettrica che sappiamo potrà essere differenziata rispetto a quella del fotovoltaico.

Presidente - Replica il consigliere Aggravi.

Aggravi (RV) - Grazie Assessore. Mi rendo conto che il tempo non permette una disamina completa di una situazione complessa e soprattutto di una normativa molto complessa, ma volevamo comprendere perché la tempistica era almeno quella originaria incombente, quindi ci auguriamo che comunque la deroga passi. Certo è che più si guarda questo decreto, almeno personalmente, più i dubbi ci sono, soprattutto sulle modalità di definizione degli obiettivi di potenza, ma ne avevamo anche già, tra l'altro, parlato durante la discussione del piano energetico.

Detto questo, la ringraziamo per la disponibilità a tenere informato il Consiglio e cercheremo di comprendere anche quali saranno le evoluzioni a livello nazionale, perché, tra l'altro, vedendo anche gli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Energia e Clima) e quelle che sono state invece le richieste e anche le tempistiche di autorizzazione degli impianti, la montagna da scalare è molto alta.