Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4122 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4122/XVI - Reiezione di mozione: "Impegno a intervenire presso il Parlamento e il Governo nazionale affinché sia richiesto lo stralcio del disegno di legge "Sicurezza"".

Marguerettaz (Presidente) - Proseguiamo con le mozioni. Punto n. 87 all'ordine del giorno. Per la presentazione della mozione, la parola alla collega Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - A conclusione di questa seduta parleremo un po' di politica nazionale, l'ha già fatto il nostro collega questa mattina, in qualche modo anticipando un po' alcuni temi di questa mozione e così avrò anche l'occasione di rispondere in qualche modo alle osservazioni che ha fatto questa mattina. Sappiamo tutti che è stato approvato alla Camera il disegno di legge: "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario". Tale disegno di legge ora è al Senato. Evidenziamo che nei 38 articoli del disegno di legge "Sicurezza" compaiono 13 nuove fattispecie di reato, più varie aggravanti, tra cui: l'articolo 10, che prevede la reclusione fino a un mese per il blocco stradale o ferroviario commesso da un singolo e da sei mesi a due anni se il reato viene commesso da più persone riunite; l'articolo 15, che apre la possibilità del carcere anche alle donne incinte e madri, e ai neonati; l'articolo 19, relativo ai delitti di violenza o minaccia e di resistenza a pubblico ufficiale, con l'aggravante prevista se il fatto è commesso per impedire la realizzazione di un'opera pubblica o di un'infrastruttura strategica, come, ad esempio, il ponte sullo stretto o la linea ferroviaria Torino/Lione; l'articolo 28 con cui vengono autorizzati gli agenti di pubblica sicurezza a portare con sé, senza licenza, alcune tipologie di armi da fuoco; l'articolo 32, che dispone la chiusura dell'esercizio delle attività da 5 a 30 giorni per negozianti che vendono schede SIM senza procedere all'identificazione di clienti e via dicendo. Con tutte queste nuove regole inserite il Governo ha deciso di voler gestire numerose questioni sociali, secondo il nostro punto di vista, nella maniera più illiberale possibile, cioè reprimendo con l'utilizzo del sistema penale del carcere, anziché aprirsi al dialogo e all'ascolto, intervenendo al contempo per alleviare le problematiche che attanagliano le cittadine e i cittadini, che è ciò che ci aspetteremmo invece da una democrazia. Per noi bilanciare le misure di sicurezza con la protezione delle libertà individuali è importante e per questo richiamiamo il principio che le politiche di sicurezza non dovrebbero in nessun caso compromettere i diritti fondamentali dei cittadini, come la privacy, la libertà di movimento e di espressione. In questo senso c'è già una prima risposta a quello che diceva quest'oggi il collega Manfrin, perché questo volantino era sulla bacheca sindacale, secondo il mio punto di vista, anche giustamente, perché anche il diritto di manifestare dei lavoratori viene in qualche modo colpito. Lo evidenzio perché mi sembra che, da quello che lui ha detto, poi io non ho verificato sulla bacheca sindacale, ma non è che ci sono tutte le iniziative... evidentemente ci sono le iniziative che sono più dedicate in qualche modo ai lavoratori. Io non ho analizzato con l'attenzione che ha prestato il collega rispetto alla questione della bacheca, però una prima risposta, secondo me, c'è. Un diritto, che è il diritto di manifestare, in questo momento viene in qualche modo limitato col decreto "Sicurezza", quindi credo sia importante che i lavoratori sappiano che manifestando questo può diventare un reato a loro carico.

Secondo noi poi vi è l'importanza di prevedere anche meccanismi di monitoraggio e di trasparenza per le nuove misure in modo che la loro applicazione possa essere controllata e che non si prestino in qualche modo anche ad abusi. Il controllo democratico è essenziale per evitare che l'inasprimento delle norme di sicurezza sia utilizzato anche in modo sproporzionato. Per questo l'impegnativa è molto semplice. Intanto capiremo come la pensano i colleghi, molti di noi hanno partecipato a quelle manifestazioni, hanno autenticato anche delle firme, quindi, sotto un certo punto di vista, si sono anche attivati rispetto a questa tematica e quello che in qualche modo vorremmo far emergere è quanto invece pensa l'Aula, avendo sicuramente delle certezze rispetto a chi mi sta di fronte, perché immagino già che cosa dirà. L'impegno però è quello di attivare il Governo regionale, di attivarsi verso i Parlamentari valdostani perché al Governo nazionale e al Parlamento venga richiesto lo stralcio di questo disegno di legge, che per noi è in qualche modo anche un attacco a dei principi democratici che noi riteniamo importanti.

Come dicevo, immagino già che cosa verrà detto da alcune persone, ma questo è il nostro pensiero e quindi volevamo anche sottoporre all'Aula e capire anche i colleghi cosa ne pensino.

Si dà atto che dalle ore 19,41 riassume la presidenza il presidente Bertin.

Bertin (Presidente) - La discussione generale sulla mozione è aperta. Ci sono interventi? Se non ci sono interventi, chiudo...

(brusìo in aula)

...consigliere Di Marco, a lei la parola.

Di Marco (PA) - Allora, se la vostra curiosità era solo sapere come la pensiamo in Consiglio... io sicuramente, personalmente, questo è un disegno di legge che non approvo. Su questo non ci sono dubbi. Però dove mi vado a perdere qua? Sull'impegnativa. L'impegnativa di questa mozione è finita, non si può più fare, è il passato. Il Deputato ha già votato. Bisognava chiedere alla Senatrice, che sappiamo benissimo...

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...ma saranno loro che dovranno dirglielo. Perciò su questa mozione...

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...non c'è neanche la suspense, caro Consigliere, perché è chiaro, è passata. Questa mozione va ritirata. Cioè hanno già suonato la musica, adesso cosa facciamo? Andiamo a farci ridere dietro? Perché se noi presentiamo una cosa di questo genere, ci facciamo ridere dietro. Cosa ci dicono? Ci dicono che avete votato alla Camera, stiamo aspettando il Senato ...e la Senatrice è chiaramente schierata. Perciò questa è una mozione che, secondo il mio punto di vista e del Movimento che rappresento, va ritirata.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz, a lei la parola.

Guichardaz E. (PCP) - Cerco naturalmente di spiegare intanto perché si chiede ai Parlamentari. Questa è una questione di garbo istituzionale, perché, sotto un certo punto di vista, Parlamentari ne abbiamo due. Dopodiché immagino che anche il Deputato abbia dei contatti con dei Senatori, no? Si spera almeno che in qualche modo non solo lavori con la Senatrice, ma lavori anche in altro modo. Questo è sperabile, che non sia lì da solo e sparuto. Quello che quindi in qualche modo noi chiediamo è che si attivi anche lui per chiedere lo stralcio, cioè, sotto questo punto di vista, credo che può benissimo farlo indipendentemente da cosa ha votato o non ha votato, se ha già votato, e via dicendo. Attivarsi per chiedere lo stralcio è una cosa che può benissimo fare. Sotto questo punto di vista quindi... se poi volete emendare e scrivere che chiediamo solo alla Senatrice e questo lo volete fare voi, però sarebbe importante capire qual è la vostra posizione, che non può trincerarsi dietro, sinceramente, a queste motivazioni che abbiamo sentito in questo momento.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Non voglio inserirmi in questa "Sfida all'OK Corral" tra le due ali del dell'Aula, però, trovandomi d'accordo con l'intervento del collega Di Marco e, essendo anch'io oggettivamente stupito quando ho approfondito l'ordine del giorno di questo Consiglio sul fatto che comunque l'impegnativa deve sostenersi per essere poi votata, io vorrei fare una proposta non soltanto alle colleghe, ma anche a chi ritiene... perché giustamente la collega Guichardaz l'ha dato a intendere, e si può immaginare.

Farei una proposta: o ritirate la mozione e, come forze contrarie alle disposizioni del disegno di legge magari, non so, presentate un'iniziativa consiliare di legge nazionale che va a chiedere l'abrogazione di una legge approvata dallo Stato e quindi le forze di Sinistra si trovano compatte e presentano... oppure effettivamente può esserci una modifica dell'impegnativa dove si propone la scrittura, ovviamente da parte del nostro gruppo non ci sarà un voto a favore, lo dico già, ci asterremo, oppure presentate l'iniziativa perché qualcuno, che sia in questo caso il Governo, scriva un testo di legge di iniziativa consiliare, magari per penna di un Consigliere della maggioranza, sicuramente molto esperto in questo... per presentare un disegno di legge di iniziativa consiliare verso lo Stato italiano, che va ad abrogare questo tipo di impegnativa. Dubito poi che venga sostenuta dalla senatrice Spelgatti, non so cosa può fare il Deputato, però può essere una proposta. Messa così l'impegnativa non si può votare perché lo stralcio oggi, una volta approvato, oggettivamente si può chiedere appunto...

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...no, io la proposta ve l'ho fatta, poi mi tolgo dal dibattito e vi lascio azzannarvi su queste questioni. Quello che dovevo dire l'ho detto.

Presidente - Vi sono altri interventi? Se non vi sono altri interventi... la parola al consigliere Padovani.

Padovani (FP-PD) - Visto che i favorevoli al decreto non proferiscono parola, interverrò io. Il decreto "Sicurezza" rappresenta un attacco alle libertà individuali e collettive, reprime il dissenso e punta a trasformare i cittadini in sudditi. La Destra affronta ogni problema con un nuovo reato e nuove aggravanti senza mettere 1 euro per rafforzare davvero politiche di sicurezza urbana e di coesione sociale. Colpisce soggetti fragili come donne incinte e bambini, costretti al carcere invece che a misure alternative, reprime ogni forma di dissenso anche se esercitato con la non violenza o la resistenza passiva e affossa in modo del tutto ingiustificato la filiera della canapa industriale, o almeno ci prova e poi spiegherò perché.

Dall'introduzione del reato di occupazione arbitraria di un immobile destinato a domicilio altrui punito con la reclusione da 2 a 7 anni alla trasformazione da illecito amministrativo a penale del blocco stradale, che si guadagna di diritto l'appellativo di "norma anti Gandhi", poiché prevede che chi blocca strade o ferrovie incorra in una pena fino a un mese di reclusione e 300.000 euro di multa se a protestare sono più persone poi riunite, magari delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati in una manifestazione sindacale...

(brusìo in aula)

...se possiamo, per favore...

Presidente - Chiudiamo.

Padovani (FP-PD) - ...io capisco che per alcuni colleghi quest'Aula potrebbe diventare un bivacco di manipoli, ma vorrei ricordare loro che è un'aula consiliare che ha una certa dignità e, se loro non vogliono mantenere questa dignità, possono anche uscire e andare a casa, o magari negli Stati Uniti.

Presidente - Consigliere, però non faccia provocazioni, peraltro anche particolarmente... e neanche... Consigliere, non metta cappelli o altre...è tardi, non siamo a...

Padovani (FP-PD) - Presidente, ci hanno abituato al circo...

Presidente - Sì, però c'è un limite. Prosegua.

Padovani (FP-PD) - ...ci hanno abituato al circo, siamo arrivati alla fase della Lega cosplay. Siamo passati dalla fase felpe con nomi di città alla fase tour enogastronomico, adesso siamo alla fase cosplay. Vabbè, se a loro piace così. Mi prenderò qualche secondo se poi non avrò più tempo, perché c'è stata l'interruzione del circo.

Dicevo, dall'introduzione del reato di occupazione arbitraria di un immobile destinato a domicilio altrui, punito con la reclusione da 2 a 7 anni, alla trasformazione dell'illecito amministrativo a penale del blocco stradale, che guadagna l'appellativo giustamente di norma "anti Gandhi", poiché prevede che chi blocca strade o ferrovie incorra in una pena fino a un mese di reclusione e 300.000 euro di multa. Se a protestare sono più persone riunite, magari delle lavoratrici o dei lavoratori impegnati in una manifestazione sindacale... è connesso tra il sindacato e il decreto "Sicurezza", collega circense... la pena sale da sei mesi a due anni di carcere...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...non mancano sanzioni specifiche per chi protesta...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...la fai dopo. Per chi protesta contro opere pubbliche che qualcuno definisce strategiche, come il ponte sullo stretto o la Tav, attualmente sanzionate con pene lievi e multe...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

Presidente - Facciamo finire, poi...

Padovani (FP-PD) - ...da Ilaria Salis, accusata di aver partecipato nel 2008 a un'occupazione abusiva di un immobile abbandonato, alle manifestazioni di ultima generazione...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...la maggioranza guidata da Giorgia Meloni non dimentica nessuno nelle sue dediche repressive.

Un pacchetto di provvedimenti è dedicato poi alle carceri...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...non già cercando soluzioni ai problemi che quotidianamente vengono evidenziati e denunciati, in primis l'emergenza suicidi, cui purtroppo assistiamo troppo spesso...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...La direzione che si prende è quella che meno serve. Si rende facoltativo il rinvio della pena per le madri di bimbi inferiori all'anno di età o per le donne incinte...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...continua pure a parlare, tanto ho il microfono acceso io.

Si introduce inoltre il reato di rivolta in carcere, che include non solo gli atti violenti ma anche la resistenza passiva agli ordini. Si pensi, ad esempio, allo sciopero della fame, punita da 1 a 5 anni.

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...arriva poi una nuova aggravante al reato di istigazione a disobbedire alle leggi; se commesso all'interno di un penitenziario, oppure nei confronti di persone detenute, la pena può essere aumentata fino a un terzo...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...stesse regole nei CPR, i Centri di Permanenza per i Rimpatri, trattati, come sembra logico alla Destra, come veri e propri centri di detenzione, con l'aggiunta del divieto di acquisto di una SIM telefonica ai migranti privi del permesso di soggiorno. Si priva alle persone che sono sbarcate in Italia in cerca di un futuro la possibilità di parlare con la propria famiglia...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...con l'articolo 18 e su decisione del Governo, la cannabis light viene equiparata agli stupefacenti, rendendone illegale la vendita, l'importazione, la lavorazione, la distribuzione e il trasporto in ogni sua forma, distruggendo così di fatto una filiera industriale, o almeno provandoci, perché la disposizione è stata sospesa, fortunatamente, dal TAR del Lazio, che ha dato ragione ai coltivatori di questa pianta...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

...si allarga il daspo urbano, ovvero il divieto di accesso ad alcune aree urbane...

Presidente - Consigliere, Consigliere!

Padovani (FP-PD) - ...anche a chi è stato solo denunciato o condannato in modo non definitivo...

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

... negli ultimi 5 anni per una serie di reati se questi sono avvenuti in stazioni o aeroporti.

Presidente - ...o si permette di avere un dibattito sereno e dignitoso, altrimenti sospendo il Consiglio perché non ci sono le condizioni per poterlo fare. Lasciamo che finisca l'intervento... la priorità... ormai ha iniziato, facciamo finire.

(intervento del consigliere Manfrin, fuori microfono)

Padovani (FP-PD) - ...Presidente, posso fare una proposta? Io lascio al collega la mozione d'ordine, però lei mi dà la possibilità dopo di rileggere tutto visto che il collega non ha permesso a nessuno di far sentire quello che io stavo dicendo.

Presidente - Va bene.

Padovani (FP-PD) - Grazie.

Presidente - La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Solo per richiamare la sua attenzione su due azioni che sono state compiute: la prima è una frase che io non ho compreso bene e vorrei chiedere a lei di verificare, perché pare che il Consigliere, rivolgendosi a qualcuno da questa parte dell'aula, abbia proferito una sorta di insulto, un invito, potremmo definirlo così. Siccome il collega è sempre stato molto solerte nel denunciare ovviamente espressioni di una certa gravità, vorremmo che si verificasse effettivamente qual è stata questa espressione e per questo, ovviamente, si agisse di conseguenza; se invece non c'è stata e abbiamo capito male, bene, nessun problema. In secondo luogo evidenziamo che per la seconda volta il collega si è rivolto a dei Consiglieri che fanno parte di quest'aula con ovviamente riferimenti irrispettosi, come "consiglieri circensi", evocando periodi della storia che ormai, chiaramente, sono sopiti. Ritengo quindi che ognuno qui all'interno di quest'aula abbia il diritto di poterci stare e di poter essere d'accordo o non d'accordo con quello che viene detto, però deve essere garantita la dignità di tutti i componenti del Consiglio. Le chiederei gentilmente, Presidente, di applicare il suo ruolo e di evitare che si rivolga a persone che sono all'interno di quest'aula che la pensano in maniera differente. Sono quindi legittimi tutti i discorsi, gli interventi di questo mondo, però le chiedo, per cortesia, di evitare che vengano rivolte delle espressioni irrispettose e soprattutto irrispettose dei ruoli, perché la si può pensare in maniera diversa, questo è evidentemente legittimo, ma il rispetto ci deve essere sempre.

Presidente - Va bene. Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Intervengo perché non vorrei che passasse come precedente un'interpretazione assolutamente non corretta del Regolamento. Mi dispiace ma, collega Manfrin, lei non può invocare una mozione d'ordine e interrompere l'intervento di un Consigliere, perché in questo caso il Consiglio diventa una gazzarra e devo dire la verità che questo passaggio mi fa vergognare, perché lei dice, invocando il Regolamento, che la questione principale viene sospesa, ma viene sospesa dopo che ha finito di intervenire quello di prima! Lei non può intervenire bloccando le persone! Perché qua sennò ognuno si inventa una mozione e mentre lei parla, siccome io mi invento una cosa, lei mi interrompe o io la interrompo. Qua non è così! Vuol dire che la mozione d'ordine interrompe la discussione, ma lei deve lasciare terminare chi parla! Questo è il Regolamento!

Mi permetta, Presidente, non può tollerare... io quindi intervengo perché rimanga a verbale perché questa interpretazione non debba ripetersi. Oggi questa questione è chiusa, ma non è che qualcuno ha il diritto di veto e interviene e interrompe colui che parla, non è così! È scritto che "hanno la precedenza sulle questioni principali e ne fanno sospendere la discussione". La discussione, nel senso delle prenotazioni. Lei si prenota, Padovani termina e poi lei dirà tutto quello che deve dire. Lei non ha nessun diritto di interrompere uno che parla! Ma dove ha mai visto un'interpretazione del genere?

Presidente - È esattamente così, altrimenti la logica non starebbe in piedi. Nel caso specifico il consigliere Padovani ha permesso il suo intervento, ma ovviamente il diritto di finire l'intervento deve essere garantito, altrimenti, non ci potrebbe essere nessuna discussione. Questa è la logica, Consigliere. Le do la parola per un intervento breve, due minuti.

Manfrin (LEGA VDA) - Anche uno. Soltanto per precisare che all'articolo 60, mozioni d'ordine, come giustamente ha detto il vicepresidente Marguerettaz, c'è scritto che "ne fanno sospendere la discussione". La sospensione della discussione è specificata, se lei guarda, nell'allegato 24, perché "la Commissione del Regolamento, nella riunione del 23 novembre 2000, ha stabilito di non ammettere in via generale mozioni d'ordine per la verifica del numero legale che interrompono l'intervento in corso di un Consigliere, mentre rimangono ammissibili altre mozioni d'ordine per richiamo al Regolamento effettuate anche nel corso dell'intervento, comportandone in tale caso la momentanea interruzione". Questa è una delibera della Commissione Regolamento del 2000, il che significa che la ratio della norma è che il richiamo al Regolamento interrompe l'intervento. Questa è la scelta della Commissione Regolamento e questo è scritto nero su bianco. Mi spiace, Presidente, ma io le ho detto qualcosa perché evidentemente è così, quindi più di questo... il richiamo l'ho fatto.

Presidente - Deve essere un richiamo al Regolamento, non una mozione che interrompe per sollevare fatti personali. C'è un richiamo al Regolamento, si richiama il Regolamento e si verifica... non era questo il caso. La parola al consigliere Di Marco.

Di Marco (PA) - Si adesso, lana caprina, Regolamento... sta di fatto che abbiamo fatto una figura meschina anche questa volta, quando bastava aspettare che il Consigliere Padovani finisse e poi aveva tutto il diritto di dire quello che voleva. Siamo riusciti di nuovo a fare una figuraccia, Presidente, perciò forse era meglio che interveniva un pelo prima. Perché così, secondo me, anche all'esterno ci vedono proprio come dei paillasse [traduzione letterale dal patois: pagliacci].

Presidente - Ci sono altri interventi? Consigliere Padovani, riprenda.

Padovani (FP-PD) - Riprenderei dall'inizio. Il decreto "Sicurezza" rappresenta un attacco alle libertà individuali e collettive, reprime il dissenso e punta a trasformare i cittadini in sudditi. La Destra affronta ogni problema con un nuovo reato e nuove aggravanti senza mettere 1 euro per rafforzare davvero politiche di sicurezza urbana e di coesione sociale. Colpisce soggetti fragili, come donne incinte e bambini costretti al carcere, invece che a misure alternative... reprime ogni forma di dissenso, anche se esercitato con la non violenza o la resistenza passiva e affossa in modo del tutto ingiustificato la filiera della canapa industriale o almeno ci prova e dopo spiegherò perché. Dall'introduzione del reato di occupazione arbitraria di un immobile destinato a domicilio altrui, punito con la reclusione da 2 a 7 anni, alla trasformazione da illecito amministrativo a penale del blocco stradale, che si guadagna di diritto l'appellativo di "norma anti Gandhi", poiché prevede che chi blocca strade o ferrovie incorra in una pena fino a un mese di reclusione e 300.000 euro di multa... se a protestare sono più persone, riunite magari in una manifestazione di lavoratrici e lavoratori di un sindacato, ed ecco il nesso tra il decreto "Sicurezza" e i sindacati, la pena sale da 6 mesi a 2 anni di carcere. Non mancano sanzioni specifiche per chi protesta contro opere pubbliche definite strategiche, come il ponte sullo stretto o la TAV, attualmente sanzionate con pene lievi e multe.

Da Ilaria Salis, accusata di aver partecipato nel 2008 a un'occupazione abusiva di un immobile abbandonato alle manifestazioni di ultima generazione la maggioranza guidata da Giorgia Meloni non dimentica nessuno nelle sue dediche repressive.

Un pacchetto di provvedimenti è dedicato alle carceri, non già cercando soluzioni ai problemi che quotidianamente vengono evidenziati e denunciati, in primis l'emergenza suicidi, cui purtroppo assistiamo mese dopo mese. La direzione che si prende è quella che meno serve. Si rende facoltativo il rinvio della pena per le madri di bimbi inferiori all'anno di età o per le donne incinte, si introduce inoltre il reato di rivolta in carcere, che include non solo gli atti violenti, ma anche la resistenza passiva agli ordini, come lo sciopero della fame, punita da 1 a 5 anni. Arriva poi una nuova aggravante al reato di istigazione a disobbedire alle leggi: se commesso all'interno di un penitenziario oppure nei confronti di persone detenute, la pena può essere aumentata fino a un terzo. Stesse regole nei CPR, i Centri di Permanenza per i Rimpatri, trattati, come sembra logico alla Destra, da veri e propri centri di detenzione, con l'aggiunta del divieto di acquisto di una SIM telefonica ai migranti privi del permesso di soggiorno. Con l'articolo 18, e su decisione del Governo, la cannabis light viene equiparata agli stupefacenti, rendendone illegale la vendita, l'importazione, la lavorazione, la distribuzione e il trasporto in ogni sua forma, distruggendo, o almeno provando a distruggere, così, di fatto, una filiera industriale, disposizione sospesa fortunatamente, dal TAR del Lazio, che ha dato ragione ai coltivatori di questa pianta. Si allarga il daspo urbano, ovvero il divieto di accesso ad alcune aree urbane anche per chi è stato solo denunciato o condannato in modo non definitivo negli ultimi 5 anni per una serie di reati se questi sono avvenuti in stazioni o aeroporti. Il cosiddetto "decreto sicurezza", che qualcuno ha ribattezzato giustamente "decreto repressione", è una legge liberticida, che brandisce il Codice penale contro sindacati, studentesse e studenti e tutte le persone che vogliono esprimere anche in maniera non violenta il loro dissenso, un decreto che ai problemi e alle ingiustizie sociali del nostro Paese risponde con l'inasprimento delle pene disprezzando la nostra Costituzione. Queste norme, oltre a non risolvere i problemi, ad aggravare il lavoro delle Forze di polizia e a ingolfare maggiormente i tribunali, non faranno altro che peggiorare la situazione attuale, creando un clima di maggiore insicurezza tra le cittadine e i cittadini. Questo evidentemente è l'obiettivo ultimo di chi vive politicamente da anni, alimentando paure e complottismi.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Noi di Forza Italia abbiamo vissuto con disagio questo momento di discussione, perché da moderati, da gruppo di Centro, riteniamo che ci possano essere tutte le condizioni per discutere tra le parti in quest'aula in modo tranquillo e in modo adeguato all'istituzione che rappresentiamo.

Quanto al merito, vorremmo fare alcune considerazioni su questo decreto. Noi crediamo che il decreto "Sicurezza" corrisponda alle esigenze del Paese per garantire una convivenza rispettosa tra i cittadini. Ho ascoltato con attenzione delle posizioni che sono legittime, ma che non condividiamo per nulla e che sono distanti dal nostro modo di vedere l'organizzazione della società. Dire che bisogna lavorare sulla formazione dei cittadini che vivono dei disagi o che hanno delle problematiche è una bella dichiarazione di intenti, fra due o tre generazioni vedremo i risultati. Nel frattempo ci troviamo dei cittadini, secondo quello che dite voi, che possono permettersi di occupare abusivamente un immobile, una proprietà privata altrui e non devono essere puniti. Ci sono dei cittadini che possono mettersi a manifestare in mezzo a un'autostrada, a bloccare il Paese, che possono bloccare delle linee ferroviarie, che possono bloccare i trasporti. Secondo voi, questo vuol dire manifestare? Le manifestazioni democratiche si fanno in un altro modo per il nostro modo di interpretare l'organizzazione e la vita democratica di un Paese. Ci sembra che, sotto questo profilo, ci fosse la necessità di intervenire, perché bisogna essere anche rispettosi della libertà altrui. Non è che perché io rivendico un diritto, una mia libertà, posso mettere in crisi l'organizzazione complessiva della società. Ci sono modi per esprimere i propri principi, la propria voce e le proprie idee, secondo noi, in modo molto diverso da quelle che abbiamo sentito rappresentare. Pertanto, per quanto ci riguarda, siamo profondamente convinti che ci vada un po' più di sicurezza in questo Paese, ci vadano delle condizioni affinché siano garantite le condizioni per tutti di vivere pacificamente. A nostro modo di vedere e di interpretare l'organizzazione istituzionale, non possiamo permettere di mettere in crisi la vita degli altri. Per questa ragione, quindi, nel merito, lo annunciamo, il nostro voto è contrario rispetto all'impegnativa che è stata proposta.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) ? Tornerò un momento, ma nella mia parte di intervento chiaramente dedicata, quindi senza rubare ulteriore tempo, sulla parte regolamentare, semplicemente per l'ultima parte che lei ha espresso. Presidente, io mi rendo conto che lei debba anche, tra virgolette, rendere conto a chi ha cercato di trovare un motivo per non interrompere l'intervento, però io, come le ho detto, ho fatto un intervento di mozione di richiamo al Regolamento perché l'articolo 58...

Presidente ? No, era una mozione d'ordine.

Manfrin (LEGA VDA) ? ...sì, nell'intervento penso di poter... siccome stiamo parlando di questo dibattito. Ho fatto quindi richiamo ai fatti che ledono l'onorabilità di un Consigliere. Essendo stati destinatari di alcuni inviti, ritenevo che fosse importante, visto che la persona che se n'è resa responsabile è stata la prima a mettere il puntale, il faro, il dito contro altre persone, far notare questo passaggio, ma di questo parleremo, tanto le registrazioni ci sono, per cui di questo avremo modo di parlarne in seguito, non si preoccupi.

Per quanto riguarda invece il merito dell'iniziativa, io desidero ringraziare in maniera molto pacata le colleghe, perché credo sia effettivamente comunque un tema importante, su cui la discussione ci permette di esprimere il nostro pensiero e ci permette di esprimerlo in maniera in ogni caso differente tra noi e voi, che l'avete proposto, e abbiamo apprezzato, ho apprezzato personalmente anche i toni pacati con cui avete giustamente espresso le vostre contrarietà. Ho invece apprezzato un po' meno, ma questo sta nel gioco delle parti... e capisco l'intervento piuttosto agitato di chi, purtroppo, è costretto col bavaglio a non poter intervenire mai, soprattutto quando ci sono temi che riguardano un qualcosa su cui vorrebbe dire, per non farsi rubare anche l'ultimo elettore che gli è rimasto, proprio dalle due colleghe che hanno proposto questa iniziativa e invece viene sempre costretto al silenzio... infatti vedevo qualche collega particolarmente scuro in volto, mentre il collega che è intervenuto con questa veemenza buttava fuori settimane e settimane di covate, di parole non espresse.

Per venire invece al merito dell'iniziativa, diciamo che anche rispetto a quello che è stato detto, collega Guichardaz, sicuramente, quando si interviene nel merito delle manifestazioni, si limita il diritto di manifestare, ma non dimentichiamoci che il diritto a manifestare il proprio dissenso è garantito dalla Costituzione. È chiaro che io non lo posso fare nelle modalità che mi piacciono di più, ma devo seguire certe regole. Ovviamente anche la Costituzione prevede che ci sia un'applicazione delle norme per le manifestazioni. Per le manifestazioni, è già stato detto, ma credo sia importante, è stato messo uno stop ad alcune modalità che obiettivamente si erano dimostrate particolarmente sbagliate per manifestare il proprio pensiero. Credo che non ci sia nessun problema, e non ce n'è mai stato, nell'organizzare iniziative, incontri pubblici, sfilate, cortei. Lo abbiamo visto anche qui in Valle d'Aosta, ne sono stati fatti diversi e, quando sono pacifici, non creano nessun problema. Diverso è quando questi poi intervengono e magari sospendono un servizio pubblico o creano un intralcio. Abbiamo visto tutti, per esempio, le famose iniziative che sono diventate abbastanza celebri in tutto il mondo... in una parte del mondo, nel mondo occidentale, quello che consente di farlo perché in altre non si permettono. Non so, quelli che manifesto per il clima, non so se si chiamano tutti "Fridays for future" o abbiano delle sigle diverse. Il blocco del traffico che viene fatto ha evidentemente dei grossi problemi: se io blocco il traffico, non blocco soltanto la persona che sta andando al cinema, blocco la persona che sta andando al lavoro e magari rischia il licenziamento, blocco l'ambulanza con una persona a bordo che rischia di morire, blocco una serie di collegamenti che sicuramente non favoriscono il richiamo d'attenzione, anzi addirittura sono controproducenti per due motivi: primo, sicuramente le persone che rimangono imbottigliate nel traffico non sono felici e di certo non si appassionano al tema; in secondo luogo, le macchine ferme nel traffico producono sicuramente molta più CO2 rimanendo ferme lì, sicuramente quelle non sono le modalità.

Ho sentito parlare di reato di rivolta e "norma anti Gandhi", che però in realtà è stato utilizzato in maniera sbagliata perché questa fattispecie di reato è stata introdotta per gli interni del carcere e questa norma prevede che "chiunque all'interno del carcere partecipi a una rivolta mediante atti di violenza o minacce o di resistenza all'esecuzione degli ordini impartiti commessi da tre o più persone riunite è punito con la reclusione da 1 a 5 anni". Gli atti di resistenza sono anche le condotte di resistenza passiva: immaginiamo, per esempio, i passeggi e i detenuti che si rifiutano di rientrare in cella come protesta quando bisogna rientrare. Abbiamo visto gli atti chiaramente di protesta di quel tipo. I detenuti hanno chiaramente tutti i diritti, hanno gli avvocati che li vanno a trovare in carcere, possono manifestare quello che vogliono, ci sono delle modalità in quelle strutture che però non vanno bene e queste modalità, questa stessa fattispecie è prevista per i centri di trattenimento e accoglienza dei migranti. Non è quindi per tutte le manifestazioni, ma per alcune tipologie.

Poi si è parlato delle detenute madri con figli. Si è affrontato un problema che purtroppo era un problema grave, perché c'era una reiterazione di reato di madri, che in realtà si nascondevano dietro ai figli per non finire dietro le sbarre e che utilizzavano questa come scusa per poter continuare a borseggiare. Noi forse in questa nostra realtà ce ne accorgiamo di meno, ma nelle realtà che hanno delle metropolitane o dei treni, purtroppo, questa è una realtà che è molto presente ed è diventata una piaga. Io penso che chiunque veda la cronaca se ne possa accorgere. Chiaramente qui non si parla di prendere e sbattere la gente dietro le sbarre, ma, siccome qui la condanna prevede un rinvio, in quel caso l'esecuzione della pena non sarà rinviabile, non sempre, ma "se il giudice ravviserà il rischio che si possano commettere ulteriori delitti e potrà aver luogo in un istituto a custodia attenuata per detenute madri". Vengono anche inasprite le pene per chi impiega minori per l'accattonaggio e la pena massima passa da 3 a 5 anni.

Ancora: si è parlato di cannabis. Questo Governo l'ha detto fin dall'inizio: noi siamo contrari evidentemente all'utilizzo di droghe, siano esse leggere o pesanti, noi non facciamo giustamente questo tipo di distinzione. Io sinceramente devo dire solo una cosa: mi fa molta pena chi, per sopportare la propria giornata, trova un suo personale relax o sfogo nello "spipacchiare" un po' di droga. Provo molta pena per lui e, sinceramente, penso che ci siano dei modi diversi, modi differenti di poter vivere la propria vita e di poter anche trovare un momento di svago e di relax. Quello che è stato detto sulle sentenze è effettivamente vero, ma il Governo, ovviamente, da questo punto di vista, continuerà ad andare avanti.

Ancora: abbiamo parlato delle manifestazioni e dei sit-in. Ci sarà un blocco, come abbiamo detto, non soltanto sulla parte delle strade ma anche sui binari, perché purtroppo è sufficiente una persona su un binario per bloccare completamente un treno e un collegamento. Ci rendiamo conto di quello che evidentemente può succedere. Quello che è stato detto... l'aggravante del dissenso su opere di grande importanza purtroppo si è resa necessaria perché, per grandi opere che sono indispensabili per il nostro Paese, come la TAV, purtroppo si è arrivati alla guerra urbana per poter difendere un'opera che è davvero indispensabile e per collegare il Corridoio 5, che purtroppo è una necessità. Peraltro, per esempio, il Partito Democratico non ha mai rinnegato questa posizione e la necessità di costruire quest'opera quando è stato al Governo. Credo che questa fosse una necessità di tutti, non soltanto di una parte politica.

Ancora: sono state inasprite le pene per i danni nelle manifestazioni. Effettivamente manifestare in maniera pacifica non soltanto è consentito, ma è auspicato. È giusto manifestare e preferisco di gran lunga chi manifesta, chi si espone, fa vedere che non è d'accordo in maniera assolutamente pacifica rispetto a chi magari si travisa e va a spaccare le vetrine, va a spaccare le macchine e magari la spacca a un poveraccio che il giorno si deve svegliare e andare a lavorare, che non c'entra assolutamente nulla, ma, "siccome io devo manifestare, spacco tutto". Ci ricordiamo l'intervista a quel ragazzetto che diceva: "Beh, se non spacchi le cose alle manifestazioni... cioè bordello!". Quelle persone lì purtroppo devono essere punite e meritano di essere punite, è di tutta evidenza.

Ancora: c'è un'estensione del daspo urbano. Riteniamo anche questa una misura utile per riuscire a riportare un po' di ordine in quelle città che sono sicuramente oggi, purtroppo, preda anche di una microcriminalità, che viene definita micro, ma che in realtà le persone che vivono quelle realtà sentono in maniera importante sulla propria pelle.

Nel manifesto, nel volantino che è stato poi messo sulla bacheca sindacale, si diceva che ce la si prende coi migranti. Lo ha detto anche lei, collega Guichardaz, nel suo intervento. Perché? Perché semplicemente si inserisce una norma di buon senso, ovvero non è che ce la si prende con qualcuno, semplicemente viene creata la fattispecie per la quale, nel caso in cui le imprese dovessero vendere schede SIM senza osservare gli obblighi di identificazione per i clienti, si applica la sanzione della chiusura di esercizio o dell'attività per un periodo da 5 a 30 giorni. È chiaro che non si possono vendere delle SIM a persone che non hanno neanche un permesso di soggiorno regolare, persone di questo tipo in teoria sono immigrati irregolari e in questo Paese non ci dovrebbero stare. Eventualmente, lo sappiamo, lo sapete meglio di noi e conoscete benissimo anche le associazioni che li difendono, hanno tutto il diritto di andare a chiedere il diritto di asilo, lo possono fare e, se il diritto di asilo gli viene negato, evidentemente non hanno titolo per stare qui. Se non hanno titolo per stare qui, perché dovrebbero poter avere una SIM? Per stare qui illegalmente, magari per compiere dei reati? Perché in teoria, se non stanno qui legalmente, non possono lavorare, non possono avere un contratto. Come si guadagnano da vivere? Credo che questi siano dei rilievi che ognuno si dovrebbe porre, ma di buon senso. Non credo che ci siano cose securitarie, come si è detto.

Reato di occupazione arbitraria. Di questo non se n'è parlato, ma è importante. La parte di occupazione abusiva degli alloggi è diventata davvero una situazione importante e ne stiamo subendo anche noi alcune fattispecie. L'assessore Marzi lo sa... lo sa, immagino, anche l'assessore Sapinet in virtù della loro occupazione rispetto alla parte di edilizia residenziale, ci sono persone che purtroppo hanno occupato abusivamente degli alloggi, anche case popolari, e purtroppo mandarle via... non quelle che non riescono a pagare perché non ce la fanno, ma quelle che occupano queste case perché non hanno la possibilità di trovarne un'altra, però chiaramente abusano di un diritto... è ovvio che devono assolutamente essere sgomberate. Infatti, viene introdotto il reato perché "chiunque occupi e detenga senza titolo un immobile destinato a domicilio altrui o ne impedisca l'accesso al legittimo proprietario è punito con una pena da 2 a 7 anni. La norma ? questa è una bella novità ? vale anche per le pertinenze come box auto, cortili, balconi, terrazze. Stessa sorte per chiunque si intromette o coopera nell'occupazione dell'immobile, ovvero riceve o corrisponde denaro o altre utilità per l'occupazione medesima". La piaga quindi che c'è in altre zone di occupare per interposta persona le case popolari affittandole.

Ancora: un'aggravante per i reati nelle stazioni e in metro, l'abbiamo detto prima, che noi non sentiamo ma che sono assolutamente presenti.

Poi tutta una parte sulla modifica del Codice antimafia per renderlo più efficace. Banalmente, l'interruzione dei benefici a parenti dei mafiosi se non interrompono i rapporti col parente che, appunto, è stato arrestato, oppure è un soggetto destinatario di misure di prevenzione o sottoposto a un relativo procedimento penale.

Ancora - questa è una norma su cui abbiamo puntato davvero molto -: la revoca della cittadinanza se c'è una condanna per terrorismo o reati gravi. "Si estende da 3 a 10 anni e dal passaggio in giudicato alla sentenza di condanna definitiva il termine per poter adottare il provvedimento di revoca della cittadinanza per reati di terrorismo ed eversione e altri gravi reati. Non si può procedere alla revoca della cittadinanza se l'interessato non ne possiede o non ne può acquisire un'altra".

Ancora, infine, il reato di detenzione di materiale con fini terroristici: "Verrà punito con la reclusione da 2 a 6 anni chiunque, al di fuori dei casi di associazione con finalità di terrorismo e di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, consapevolmente si procura o detiene istruzioni per il compimento di atti di terrorismo, divulgazione e istruzione sulla preparazione e l'uso di sostanze esplosive o tossiche ai fini del compimento di delitti contro le personalità dello Stato".

Noi riteniamo che queste siano scelte di buon senso. Su questo e sulla sicurezza la Lega ha evidentemente portato avanti delle scelte molto forti, scelte che erano nei programmi di governo, scelte che abbiamo rivendicato e scelte che sono assolutamente compatibili, lo saranno ovviamente una volta approvate in Senato.

Io prima, a livello di battuta, ho detto al collega Di Marco che interveniva che non si sapeva se poi la collega Spelgatti avrebbe votato il provvedimento al Senato. Io non mi sono consultato con lei, ovviamente, per questa iniziativa, ma posso affermare con discreta fiducia di non essere smentito, che ovviamente la senatrice Spelgatti invece voterà questo provvedimento. Lo voterà e lo applicherà come è giusto che sia, perché evidentemente, così come abbiamo subito, purtroppo, in anni di Governi che tendenzialmente vedevano poca alternanza, vedevano una prevalenza del Partito Democratico, che riusciva ad arrivare a governare anche quando perdeva le elezioni, per una volta abbiamo invece un Governo eletto che su un programma ha raccolto ovviamente il consenso e su questo, evidentemente, porterà avanti quello che ha promesso di fare.

A buon titolo, a prescindere dalla fattibilità o non fattibilità della mozione, io desidero ringraziare le colleghe per averla presentata e averci permesso di esprimerci e ovviamente annuncio che, qualora la mozione non venisse ritirata, il gruppo Lega voterà in maniera contraria.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Pensavo di rispondere un po' punto per punto rispetto alle diverse posizioni espresse prima dalla collega Guichardaz e poi dal collega Padovani, ma il collega Manfrin ha già espresso la posizione in cui mi riconosco, quindi ritengo assolutamente superfluo andare a proseguire questi approfondimenti. È del tutto evidente che comunque non mi riconosco, non ci riconosciamo minimamente in chi, in nome del Moloch, deve manifestare a tutti i costi e con tutti i mezzi, impedisce lo svolgimento della normale attività di una società. Non ci riconosciamo. Sono visioni, rispettiamo la diversa posizione, ma non ci riconosciamo minimamente, così come non siamo minimamente d'accordo sul disarmare le Forze dell'ordine. Per conto mio, per conto nostro, le Forze dell'ordine si chiamano Forze dell'ordine perché esercitano e hanno forza in nome dell'ordine, o sono Forze dell'ordine ed è consentito che facciano esattamente quanto esprime il nome, l'espressione, sennò c'è un piccolo corto circuito filologico o anche semplicemente logico.

È chiaro che tutto questo non è soltanto per una questione di tifoseria, perché noi sappiamo, tra l'altro, che viviamo purtroppo in un Paese dove i problemi non sono neanche i delinquenti o chi delinque, o chi trasgredisce le regole o chi con i propri comportamenti rende difficile la vita sociale. Il problema è chi fa il tifo per questi, e c'è, ci sono aree politiche che lo fanno, ma non voglio aprire questo discorso.

Noi siamo dall'altra parte. Noi siamo con le Forze dell'ordine, noi siamo con un ordine, siamo con le regole, dalla parte delle regole e tutto questo lo facciamo non per partigianeria, non per tifoseria, ma semplicemente perché noi mettiamo al primo posto la sicurezza delle persone in una società, in una comunità. La sicurezza di poter svolgere il proprio lavoro, di andare al lavoro e non trovare un blocco mentre qualcuno va ad aprire la propria attività. Siamo per la sicurezza di chi si mette in treno e sa che a una certa ora questo treno arriverà a destinazione. Noi siamo per questa sicurezza.

La cosa però importante è che veramente, in maniera forse irrituale, e a cui non siete abituate, colleghe Guichardaz e Minelli, io voglio farvi sinceri complimenti, perché voi avete messo in evidenza un vulnus, che è apparso evidentissimo in questa discussione, della maggioranza. C'è stato un intervento del collega Di Marco assolutamente condivisibile. Glielo posso dire da militare in congedo, molto strategico, ineccepibile. Non ha fatto una piega. Faccio i complimenti anche a lei, collega Di Marco, ha trovato il modo logico, perfettamente logico, per uscire dall'impasse di dover prendere una posizione di scelta riguardo a questa mozione, che avrebbe messo un po' in difficoltà la maggioranza, che evidentemente è costituita da forze politiche eterogenee, una componente di Sinistra e una componente autonomista, ammesso che la componente autonomista non sia di Sinistra. Comunque, sta di fatto che il discorso del collega Di Marco ha avuto la sua bella collocazione, una logica, un filo logico, una linea conduttrice e poi c'è stato l'intervento del collega Padovani, sui cui contenuti io non mi riconosco, ma anche a lei, collega Padovani, faccio i complimenti, perché dire la verità è segno di coerenza. Lei coerentemente ha voluto esprimere la sua posizione politica, cercando di scavalcare a Sinistra, all'estrema Sinistra, le protagoniste di questa iniziativa e di questa mozione, le sottoscrittrici di questa mozione. In questo suo posizionamento in estrema Sinistra ha dimostrato che la maggioranza ha veramente un'eterogeneità enorme, ma soprattutto questa eterogeneità non è soltanto il fatto di dire: beh, andiamo a riconoscere l'uovo di Colombo. Che cosa ha a che fare la Sinistra con gli autonomisti? Che è quello che non solo ci stiamo chiedendo noi, ma dal 2020 se lo sta chiedendo la Valle d'Aosta. Rivela il fatto che tutto questo dibattito e questo diverso posizionamento è emerso dopo una ventina di minuti di interruzione, di riunione di maggioranza per evidentemente, penso, presumo, decidere che posizioni assumere durante la discussione delle mozioni.

Cos'è che è andato storto quindi? Voi avete deciso che ci sarà una parte, rappresentata da Di Marco, che rappresenta una parte della maggioranza e poi l'altra parte rappresentata da Padovani, che prende fortemente un posizionamento politico che scavalca appunto a Sinistra le sottoscrittrici della mozione.

È questo che è curioso, è questo che è importante, è questo che emerge, perché tanto è chiaro che io potrei stare qui a parlare fino a domani ma non convinco la parte opposta, non convinco le colleghe Guichardaz e Minelli a cambiare posizione, Non convinco lei, collega Padovani, a cambiare posizione ideologica, però mi chiedo: lei fa parte di un'area di un partito che è rappresentato anche dai suoi due vicini di banco, dal presidente Bertin, dall'assessore Guichardaz. Lei quindi sta rappresentando il partito? Sta rappresentando sé stesso? Mi piacerebbe capire gli altri della maggioranza che cosa ne pensano. Qual è la posizione della maggioranza? È la posizione di Di Marco o l'altra posizione? Questo è un elemento importante e questo è il motivo per cui io mi complimento con le colleghe Guichardaz e Minelli. Voi avete fatto emergere questa situazione assolutamente contraddittoria e questa è la maggioranza che sta governando la Regione Valle d'Aosta.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Non impiegherò molto tempo, voglio rassicurare i colleghi che sono stanchi, e lo siamo tutti. Ha già detto la collega Guichardaz, ovviamente, se presentiamo questa mozione, è perché siamo assolutamente convinte della sua validità e del fatto che il decreto "Sicurezza", il disegno di legge che è stato approvato alla Camera e che deve essere discusso in Senato è pericoloso ed è assolutamente contrario a una serie di questioni che noi riteniamo importanti. Faccio un solo esempio, che è quello legato... ce ne sarebbero tanti, ma faccio solo questo, che è legato alla questione del divieto di vendere SIM a migranti irregolari. Prendo a prestito la dichiarazione che è stata fatta da Oliviero Forti, che è il responsabile immigrazione della Caritas nazionale, che ha detto che questo è un provvedimento fortemente discriminatorio, soprattutto per una questione: perché non sono colpite soltanto le persone che sono in qualche modo totalmente irregolari, ma che incorrono in questo divieto e quindi saranno private di questa possibilità...

(intervento di un Consigliere, fuori microfono)

per favore! ...saranno privati di questa possibilità anche tutti coloro che sono in attesa di permesso di soggiorno, che hanno tutti i requisiti, hanno terminato l'iter e stanno soltanto aspettando di avere quel pezzo di carta che permetta loro di poter cercarsi un lavoro e di essere qui.

Riporto anche la posizione della Chiesa, perché questo era su "Avvenire", che credo non sia ancora diventato un quotidiano estremista. Non credo proprio. Ci sono anche perplessità da parte di tutta una serie di magistrati, di direttori di carceri, che sono preoccupati per gli effetti che questo tipo di disegno di legge avrà.

Passo alla seconda parte brevissimamente. È stato detto dal collega Di Marco che è superata questa mozione, che non ha senso perché comunque il disegno di legge è già stato votato alla Camera. Ora, il disegno di legge è stato votato alla Camera, per diventare definitivo deve essere votato anche al Senato, ma nulla impedisce che alcune parti di quel disegno di legge vengano modificate. Se un disegno di legge viene approvato da una delle due Camere e l'altro ramo del Parlamento fa delle modifiche anche minime, cioè non vota in blocco il testo che è arrivato approvato dalla prima Camera, questo deve ritornare. Il Senato potrebbe fare delle modifiche, se farà delle modifiche anche piccole, il testo ritornerà alla Camera e la Camera voterà non più su tutto il disegno di legge, ma soltanto sulla parte modificata. Dal punto di vista formale, quindi, non c'è nulla che impedisce che questo vada avanti. Andatevi a vedere, è così. Se così non fosse, avremmo abolito il bicameralismo in Italia, ma al momento è ancora così. Poi su tutta un'altra serie di questioni che il collega Manfrin ha affrontato, con toni molto più pacati del solito, ma perché c'era già stato lo sfogo precedente, ci sarebbe da ribattere punto su punto. Non abbiamo tempo, è tardi, siamo stanchi. Di sicuro la mozione non verrà ritirata e il voto, come credo che abbia anche detto qualcun altro, dovrà poi, come in tante altre occasioni, essere la cartina di tornasole di quello che effettivamente le persone dicono, pensano e agiscono, perché altrimenti sono parole, parole, parole.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Ovviamente non per una questione di puntigliosità, ma torno a dire che il passaggio di prima non è assolutamente conforme, perché le mozioni d'ordine sono delle mozioni specifiche. Il Regolamento dice: "richiami al Regolamento o per l'ordine del giorno o per la priorità delle votazioni". Finito. Quella che lei ha invocato era una questione personale o, tuttalpiù, doveva chiedere il giurì d'onore, l'onorabilità. Non aveva nessun titolo per interrompere Padovani. Ciò detto, quindi, anche il richiamo delle valutazioni al Regolamento... sono particolari, ma lei non ha fatto nessun richiamo né al Regolamento, né all'ordine delle votazioni, né altro.

Sulla mozione io credo che alla fine ci sia un'attività specifica semplicemente per piantare delle bandierine, esattamente come il decreto "Sicurezza". Perché il decreto "Sicurezza", vedete, introduce e fa leva su dei problemi che sono reali. Come disconoscere il fatto che vi siano dei problemi reali di ordine pubblico? Il problema è capire se il decreto "Sicurezza" questi problemi li risolve, perché è questo di cui noi dobbiamo parlare. Il collega Di Marco ha detto: "noi siamo contrari, ma perché riteniamo che questo strumento è uno strumento di propaganda. Mi spiego. Se una cosa è vietata, perché già tutta una serie di fatti sono vietati, non è aumentando le pene che risolviamo le questioni. Perché qua noi facciamo bellamente pubblicità, propaganda elettorale. Tutta una serie di reati che voi avete indicato già non sono consentiti e allora, se non sono consentiti, qualcuno già dovrebbe evitare che si compiano. Con questa logica di dire: "noi aumentiamo le pene" voi pensate di risolvere il problema? Assolutamente no. Vedete, quando andiamo all'estero - e, per certi versi hanno anche ragione -, ci chiedono: "ma scusatemi, qual è la differenza tra il vietato e il severamente vietato?". Se una cosa è vietata, è vietata. Voi allora state facendo propaganda sul fatto che è severamente vietato, ma le cose già non si possono fare. Oggi è consentito bloccare l'autostrada? No.

Da questo punto di vista, ecco perché diciamo che questo è uno strumento che è assolutamente propagandistico e, se le colleghe avessero avuto un po' di onestà intellettuale, avrebbero dovuto richiamare il voto contrario del nostro Deputato, che ha votato contro già a settembre. Da questo punto di vista, già sgombravamo il campo sul fatto che questa maggioranza, composta da persone che grosso modo rappresentano un po' tutti i movimenti che hanno sostenuto la candidatura del nostro Deputato... per capire qual era l'orientamento, ma non perché non conosciamo il problema! Il problema lo conosciamo, ma, da questo punto di vista, lo strumento è uno strumento errato e propagandistico, come è esattamente propagandistica, mi permetterete, questa mozione, perché è semplicemente per poter fare una resa dei conti all'interno dell'area Sinistra.

Riteniamo che l'impegnativa sia un'impegnativa invotabile, perché se qualcuno avesse scritto: "impegna a sollecitare i Parlamentari a votare contro", poteva avere anche un senso, ma che diavolo di democrazia avete in testa? Lo stralcio. Lo stralcio di cosa? Cioè un disegno di legge che è in discussione in Parlamento...

(intervento della consigliera Minelli, fuori microfono)

...no, ma non avete scritto di cosa volete lo stralcio. Avete parlato in generale dello stralcio... Avete preso anche voi il modo di fare di Manfrin?

(intervento della consigliera Minelli, fuori microfono)

...così mi fai una questione personale... no, perché preso sul fatto che insistevi, penso che la collega Minelli abbia ritenuto che quello è un esempio da seguire, quindi parlare sopra i colleghi. Lo stralcio di cosa? Nell'impegnativa c'è scritto lo stralcio tout court, di tutto il decreto legge. Guardate che non funziona mica così. Se è uno straccio, dite cosa volete stralciare; se è votare contro, dite che bisogna votare contro; se è votare contro, vi abbiamo già accontentato, l'abbiamo già fatto. Per una cosa che è già fatta, per noi questa mozione, così come è impostata, è invotabile. Per dignità non voteremo contro, ci asteniamo, perché avete presentato proprio dal punto di vista tecnico una cosa improponibile.

Presidente - La parola al consigliere Manfrin per il secondo intervento.

Manfrin (LEGA VDA) - Molto, molto brevemente, innanzitutto comprendo e comprendo perfettamente, collega Marguerettaz, che capita poche volte, perché le devo riconoscere una particolare abilità, lei ha frequentato quest'aula per parecchi anni e conosce il funzionamento di quest'aula in maniera approfondita. Un paio di volte però deve ammettere che è stato colto in contropiede e questa è una di quelle volte.

Come dicevo, io comprendo quindi anche il ragionamento che ha fatto successivamente, perché non lo ammetterà mai, ovviamente, ma, se non ci fosse stata questa diatriba, sia regolamentare che su altro, sono certo che lei non sarebbe intervenuto, né avrebbe espresso un'opinione. Avrebbe ovviamente lasciato, come ha fatto centinaia di altre volte, che si esprimesse probabilmente qualche suo collega di maggioranza nel merito. Lei non è solito prendere posizione e non avrebbe espresso le posizioni che ha espresso, perché ovviamente oggi ha un po' la tensione del post partita addosso e ci sta e lo comprendo, quindi sappiamo bene cosa succede. Quello che però lei probabilmente non ha inteso è quello che è il contenuto, ma lo dico assolutamente senza animosità e senza voler innescare un dibattito, anche perché sicuramente avremo di che discutere ancora nei prossimi giorni. L'articolo 60 del nostro Regolamento stabilisce che "i richiami al Regolamento, o per l'ordine del giorno, o per la priorità delle votazioni ? sono tre fattispecie diverse, quindi o richiamo al Regolamento, o per l'ordine del giorno o per priorità ? interrompono la discussione". Su questo siamo d'accordo, abbiamo stabilito che questi interrompono la discussione e interrompono l'intervento: ecco perché io evidentemente ho detto... Ovviamente che cosa succede? Che, se io chiedo con una mozione d'ordine di intervenire, quindi interrompo la discussione, a quel punto ricevo la parola dal Presidente che mi chiede di esplicitare la mozione d'ordine. Cosa che però non è stata fatta, perché, quando io ho chiesto la parola per intervenire, non è stato bloccato il collega e non mi è stata data la possibilità di esplicitare la mozione d'ordine. Ho quindi pervicacemente insistito, perché il mio diritto era quello di fare un richiamo al Regolamento. Il richiamo al Regolamento, che poi ho fatto successivamente, era proprio per l'articolo 58, quindi fatti che ledono l'onorabilità di un Consigliere. È quindi chiaro che la mancata sospensione della discussione e la mancata parola al sottoscritto mi hanno fatto evidentemente intervenire in maniera veemente, anche perché, come ricorderà all'inizio di questa tre giorni di Consiglio, avevo ricevuto un rimbrotto da parte del Presidente, che mi aveva tacciato di essere... come potremmo dire... mi aveva detto che ero un po' troppo timido. Siccome io ho una serie di difetti infinita, ma timido non sono, ho ritenuto opportuno ristabilire un po' le cose e la verità delle questioni, quindi evidentemente ho ritenuto di difendere un diritto. È quindi chiaro che il richiamo che ho fatto doveva interrompere la discussione, la discussione è stata interrotta solo in un secondo momento, ma io credo che quello che è successo sia agli atti e ne potremo discutere successivamente.

Nel merito, io credo che tecnicamente il collega Sammaritani possa esprimere al meglio la posizione della Lega, che ovviamente voterà in maniera contraria la mozione, però penso anche che non è perché, collega Minelli, mi sono sfogato prima che poi sono tenuto in maniera pacata: è perché è proprio la rabbia fuoriuscita da qualche vostro collega vicino che mi ha persuaso che forse l'arma migliore è questa. L'arma migliore è proprio quella di evidenziare che esattamente, come ha detto il collega Distort, ci sono delle posizioni che sono diametralmente opposte all'interno della maggioranza e io vi ringrazio per la vostra azione, che le fa emergere in tutta la loro violenza e in tutta la loro virulenza, perché so che ogni iniziativa che viene fatta, a prescindere dalle giustificazioni che vengono date, perché ovviamente non c'è nessuno che interviene con questa violenza e con questa sete di vendetta, che poi vorrebbe votare quello in cui crede... quello che avete scritto... la persona che sta alla vostra destra, ma vorrebbe stare alla vostra sinistra, perché vorrebbe rappresentare un'ala ancora più estrema di quella che rappresentate voi... vorrebbe votare con ogni fibra del suo corpo e, se lui non avesse questi obblighi della maggioranza, perché ovviamente le cose che gli hanno detto per trattenerlo su quel posto sono due: uno ci fai il Presidente di Commissione e, due, se tu non fai il Presidente di Commissione e non stai qui, arrivano i Fascisti. Perché gli hanno detto questo, questo è quello che è successo e questo è quello che lo trattiene.

Io ho una grande passione per la sua resistenza e stoicità, ma soprattutto un grande rispetto per il grande lavoro che fa un altro collega, che è diventato Vicepresidente multiplo di diverse Commissioni, che deve gestire Commissioni differenti rispetto alla sua, e soprattutto che deve cercare di contenere e trovare una quadra quando si parla di argomenti che ovviamente lui non resiste nel votare o nell'esprimersi. Con una buona tirata di orecchie, ecco che ci raggiunge... o con una buona tirata di orecchie o con una buona concertazione riesce sempre a portare a casa il risultato. Risultato che per lui è vincente e per qualcun altro no, ma, per fortuna, i conti si faranno alla fine.

Vi ringrazio davvero di aver portato questa mozione e spero, auspico davvero, che ne porterete altre.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani, ne ha facoltà.

Sammaritani (LEGA VDA) - Cercherò di intervenire brevemente, anche per pietà di tutti, e sicuramente senza presunzione di porre la parola fine a questa discussione, interessante perché, a parte gli aspetti regolamentari, ha coinvolto questioni che sono sia tecniche che chiaramente politiche. Evidentemente sono due visioni diverse di come gestire uno Stato e la sicurezza pubblica in particolare. Bene, devo dire, lo faccio perché rivendico una certa onestà intellettuale, che sono avverso sempre... non mi è mai piaciuta la decretazione d'urgenza e nemmeno le leggi fatte sull'onda dell'emotività, quindi, quando si inaspriscono le pene a seguito di un incidente stradale, eccetera, non mi sono mai piaciute, perché le ritengo comunque un correre dietro agli eventi, che non fa bene sicuramente alla giustizia e nemmeno alla gestione poi della sicurezza e della giustizia stessa.

Fatta questa premessa, devo dire che ciò che è stato detto, anche da parte, per esempio, del collega Marguerettaz, che è sempre sagace in questi suoi interventi, non è del tutto corretto. Nel senso che ci sono tanti altri esempi di casi in cui ci sono dei reati che esistono già, delle condotte che sono già palesemente illegittime e sanzionate dal Codice penale, ma poi vengono maggiormente dettagliate perché in un certo momento storico ci sono condizioni particolari, per cui c'è una certa sensibilità particolare nei confronti di certe condotte. Faccio un esempio per tutti: il 612-bis del Codice penale, che proprio perché si chiama bis vuol dire che è stato messo dopo, in effetti lo sapete tutti, codice rosso, stalking, molestie. Esistevano già questi reati, queste condotte erano già dei reati, ma sono stati dettagliati meglio certi aspetti perché si voleva tutelare in modo particolare le donne, o comunque le persone che sono oggetto di condotte particolarmente gravi nei confronti della vita di relazione, la vita sociale.

La stessa considerazione vale per questo decreto "Sicurezza", è evidente. Sono state prese norme che scaturiscono da un Governo che ha preso un impegno particolare in materia di sicurezza e che è anche una reazione evidentemente e un dare soddisfazione, tra virgolette, dico in senso buono, a chi lo ha votato, evidentemente, perché forse chi governava prima non lo aveva fatto. Se tu lasci andare certe cose, lasci che un senso di insicurezza pervada la società, probabilmente poi qualche freno lo devi mettere. Può darsi anche che tu faccia di troppo, ma per quello non vi preoccupate voi, da quell'altra parte c'è la Corte costituzionale, ci sono i magistrati, lo fanno loro, valuteranno loro. Molti avvocati anche hanno contestato questo decreto, poi non sto a guardare l'orientamento politico, eccetera, perché è abbastanza trasversale, devo dire, probabilmente per le ragioni che ho espresso io prima, Ordine dei medici, eccetera. Benissimo, non c'è problema, i problemi si risolvono nelle aule giudiziarie, saranno i giudici, sarà la Corte costituzionale che dirà: "qui avete esagerato, questo è addirittura incostituzionale". Benissimo, ne prenderemo atto, punto e basta, ma è questo il tema.

Il problema è che chiaramente questo provvedimento legislativo, che è in itinere, è stata naturalmente l'occasione e quale miglior occasione per la Sinistra di gridare al Fascismo, alla repressione, eccetera, eccetera, ma questo sta nel gioco delle parti, ci mancherebbe. Il paradosso, uno dei paradossi, perché ce n'è più di uno, piuttosto è che appunto queste cose vengano da chi di sicurezza non se n'è mai occupato, o se n'è occupato troppo poco, e ha rigenerato quell'insicurezza nella società che poi chiede queste risposte.

Collega Padovani, noi non abbiamo bisogno di andare negli Stati Uniti per essere tutelati, lo facciamo già qua perché, grazie a dio, c'è un Governo che adesso riteniamo ci tuteli, prima invece no. Questo è il tema fondamentale. L'altro paradosso è che appunto queste critiche verso questo sistema per risolvere le cose, cioè inasprire certe pene e prevedere certe fattispecie particolari venga da chi poi, in realtà, fa le stesse cose, ma in modo molto più subdolo, perché non ha magari il coraggio di dire: "guarda, faccio una norma in cui ti impedisco di parlare o, meglio, se parli di certe cose, sei un essere spregevole". Lo fa in modo molto più subdolo perché attua una certa marginalizzazione, un disprezzo per chi esprime opinioni diverse. Diventa anche abbastanza paradossale oltretutto il fatto che si possa pensare di andare a dialogare con i No TAV con il dialogo e l'ascolto, perché mi sa davvero che abbiamo sbagliato approccio. L'abbiamo visto già ampiamente.

Su certi tipi di reati posso essere addirittura d'accordo, su certi tipi di aggravanti o di norme posso addirittura essere d'accordo sul fatto che forse potrebbero anche essere eccessive, ma, come dico, non spetta a noi valutarlo. Su altre cose, tipo appunto l'occupazione... faccio un esempio per tutti e poi chiudo, l'occupazione arbitraria aveva già manifestato la normativa delle carenze. Bisogna ricordare che all'interno di questo articolo si parla anche della procedura d'urgenza per il rilascio dell'immobile. Qui davvero bisogna mettere sulla bilancia i reciproci interessi, cioè è più da tutelare chi occupa l'alloggio o il proprietario che, poveraccio, si trova l'alloggio occupato e non sa come fare? Questo avviene anche qua, come ha già accennato il collega Manfrin, è già avvenuto anche qua che qualcuno, anche con delle funzioni pubbliche, comunque di tutela del patrimonio pubblico, sia andato in Procura a dire: "ci hanno occupato degli alloggi, cosa facciamo?". E il Procuratore ha dovuto rispondere: "non so mica tanto cosa fare, speriamo che se ne vada". Capite? È questa l'impotenza. Lì ci vuole per forza un intervento normativo.

Per riassumere, appunto, diciamo che questo tipo di provvedimenti sono necessari: sono necessari perché la gente vuole più sicurezza e quindi, se poi ci sarà stata qualche esagerazione, appunto, ci penseranno gli organi deputati a fare chiarezza. Noi chiaramente voteremo contro questo tipo di mozione.

Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (UV) - Velocissimo proprio, anche perché diciamo che i toni del collega Sammaritani hanno smorzato molto bene la tematica principale di oggi, nel senso che, non condividendo per nulla i contenuti portati dal collega, ho apprezzato parecchio i toni.

Solo una considerazione. Colleghe, se questo è il modo di mettere in difficoltà questa maggioranza, veramente siete fuori strada, ma veramente. Siete talmente fuori strada che, per una volta, il Deputato che abbiamo eletto due anni fa due mesi fa si è posizionato e ci ha rappresentato all'unanimità. Colleghe, veramente siete fuori strada. Mi spiace, mi fate anche un po' tenerezza, se devo dire la verità, sul piano sul piano politico, e non entriamo nei contenuti perché penso che il mio Capogruppo oggi sui contenuti sia stato veramente molto bravo. Sul piano politico ci fate veramente un po' tenerezza.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - In dichiarazione di voto, il Regolamento lo consente. Mi fa un po' sorridere quest'ultimo intervento non tanto per la questione della tenerezza, quanto per il fatto che... ma non sorridere, ma ridere, perché vi siete fatti un film tra tutti quanti insieme, cioè avete deciso tutto voi che cosa si voleva fare con questa mozione, qual era l'obiettivo, far scontrare una parte con l'altra, mettere in difficoltà la maggioranza. Leggetevi quello che c'è scritto e ripercorrete le tappe che qua dentro noi abbiamo rappresentato su alcuni contenuti. Non abbiamo nessun problema a dire che quello che abbiamo scritto e quello che pensiamo di quel decreto "Sicurezza" è ciò che abbiamo pensato a livello di temi su cui va a intervenire dal primo giorno in cui siamo entrati qua dentro. Non c'è nessun problema, dal nostro punto di vista, nessuna intenzione di mettere in difficoltà chissà chi. Ognuno ha la sua coscienza, ognuno risponde di quello in cui crede, non crede, dei calcoli che può fare o non fare, del fatto di rimanere coerente con i suoi principi, i suoi valori, oppure no. Punto. Questo è. Che poi ci sia nell'impegnativa lo stralcio o aver utilizzato un'altra espressione, pazienza, non cambia la sostanza. Sappiamo benissimo che il disegno di legge può essere cambiato completamente da una Camera all'altra, o in parte, ci sono già stati dei precedenti, non è quello il problema, ma se uno ritiene che quel provvedimento sia un provvedimento che va contro quello in cui crede o quello che per cui si batte, allora vota, punto. Non c'è altro. Non c'è nessuna volontà di mettere in difficoltà chissà chi. Ognuno risponde anche, prima che a un'aula, a una maggioranza o a delle forze politiche, a sé stesso. Credo che questo si debba fare.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.

Marguerettaz (UV) - Telegraficamente. Io riconosco alla collega Minelli un gran lavoro e una grande attenzione. Probabilmente non è stata ad ascoltare l'intervento della collega Guichardaz, che proprio testualmente ha detto che in aula ci sono delle persone che sanno sicuramente che voteranno contro, "vogliamo vedere cosa faranno delle persone che hanno collaborato a raccogliere le firme". È abbastanza evidente qual era il vostro obiettivo...

(intervento della consigliera Minelli fuori microfono)

...poi mi perdonerete, colleghe, se tutti hanno capito una certa cosa, dobbiamo concludere che voi due siete molto intelligenti e noi siamo una banda di somari.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Mi sembra piuttosto surreale e lo ridico perché molto probabilmente sono finita... ci sono dei temi, secondo noi, che devono essere affrontati in un Consiglio regionale, che sono dei temi politici e che hanno una loro attinenza con la nostra attività. Dopodiché che voi vi facciate veramente dei film su che cosa noi pensiamo, oppure che andiate a trovare il pelo nell'uovo sulle impegnative quando voi scrivete delle leggi che poi andate a modificare un mese dopo, perché le avete scritte male, con gli uffici che vi aiutano... io mi chiedo: ma veramente, anziché andare a mettere il pelo nell'uovo, se condividete quelle cose, cambiate l'impegnativa e votate anche voi. Io trovo veramente assurdo e surreale tutto quello che è accaduto qui oggi in quest'ultima parte del dibattito. Dopodiché va benissimo, si voterà, ognuno si prenderà le sue responsabilità e dirà quello che... mi ha fatto piacere che il collega sia anche intervenuto, perché sovente su molte mozioni non lo sentiamo ed è importante avere anche il parere della forza politica che in questo momento è maggiormente rappresentata, quindi, sotto questo punto di vista, vivaddio che finalmente gli sia tornata la parola in questo Consiglio regionale. Speriamo che da qui in avanti magari lo si possa sentire anche di più.

Presidente - Chiudo la discussione... la discussione generale è chiusa. Per il Governo? Non interviene nessuno. Qualcuno in dichiarazione di voto? Ha chiesto la parola il consigliere Padovani, ne ha facoltà.

Padovani (FP-PD) - Ovviamente intervengo in dichiarazione di voto scusandomi con i colleghi che giustamente vogliono anche andare a casa, ma alcune cose vanno spiegate.

Sulla base di quanto detto, credo che la mia posizione sul tema sia decisamente chiara ma, nel caso ce ne fosse bisogno, prima di leggere per l'ennesima volta qualche post sui social con informazioni travisate e accuse infondate, vorrei ribadire il concetto, e lo farò con molta calma, per dimostrare a tutta l'Aula che io sinceramente non sono arrabbiato.

Il decreto "Sicurezza" è per me un decreto liberticida, che brandisce il Codice penale e minaccia pene pur di cancellare qualsiasi espressione di dissenso. Questo sinceramente è qualcosa che, da cittadino, mi preoccupa sia per l'oggi che per il futuro, ma c'è un "ma", come si suol dire, e vorrei così arrivare all'impegnativa della mozione in discussione. Io credo che l'impegnativa, è già stato detto, in sé sia fuori luogo, perché il decreto, oltre a essere già stato votato alla Camera dal nostro Deputato, che ovviamente si è espresso giustamente in maniera contraria, impegnerebbe la Senatrice della Lega a richiedere di stralciare un provvedimento, cosa che peraltro - e guardo l'unico collega che ha avuto esperienza di Parlamento, lo stralcio di un decreto nel diritto parlamentare non esiste, mi conforta - è impossibile nel diritto parlamentare, che il suo partito sostiene così fortemente. Io penso che questa cosa non abbia assolutamente nessun senso.

Pur ribadendo quindi la mia totale contrarietà al provvedimento in questione e non avendo sinceramente capito qual è l'utilità di questa impegnativa, che, tra l'altro, le colleghe hanno detto che può essere anche interpretata in tanti modi, ma poi alla fine noi votiamo quello che c'è scritto... io sinceramente, vista l'impegnativa, non vedo il senso di partecipare al voto, quindi rimarrò in aula ma non parteciperò al voto.

Presidente - Metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 11

Favorevoli: 2

Contrari: 9

Astenuti: 22 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Bertschy, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

La mozione non è approvata.