Oggetto del Consiglio n. 4120 del 7 novembre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 4120/XVI - Interpellanza: "Possibile apertura di un nuovo supermercato nel comune di Verrès".
Marguerettaz (Presidente) - Punto 85 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola al collega Ganis.
Ganis (FI) - Torniamo a parlare in questa Assise di commercio, delle piccole attività commerciali, che vengono sempre più spesso inglobate dalla grande distribuzione. Si vocifera, ormai da parecchio tempo, a Verrès, del possibile spostamento di sede di un noto supermercato della Bassa Valle, di cui non farò il nome. Questo possibile spostamento in un'area più strategica ha innescato un dibattito acceso tra i commercianti locali, i quali esprimono preoccupazioni significative riguardo all'impatto che questa realtà potrebbe avere sulle loro attività, già provate dalla crisi economica, dal carovita e, in particolar modo, dal fenomeno che persiste su tutto il territorio, sia nazionale che valdostano: quello della desertificazione commerciale. Il timore dei commercianti è evidente, lo spostamento ed eventualmente il suo ingrandimento potrebbero intercettare ulteriormente possibili clienti, erodendo così le quote dei piccoli negozi già messi a rischio appunto, come ho detto prima, dal fenomeno della desertificazione commerciale. Vorrei, tra l'altro, evidenziare che la concentrazione della spesa in un unico punto di vendita potrebbe alterare il volto del centro storico di Verrès e ridurre così la ricchezza che circola all'interno della Comunità, con ripercussioni negative sull'economia locale, una preoccupazione, a nostro avviso, più che comprensibile. Ribadisco che noi, come gruppo di opposizione, cercheremo sempre di trovare delle soluzioni concrete per rafforzare il tessuto economico e sociale valdostano.
Permettetemi a questo punto di mettere in evidenza che il panorama del commercio è in continua evoluzione: da una parte la grande distribuzione, che, a nostro avviso, va assolutamente regolamentata e, dall'altra, le piccole attività di vicinato, due modelli di commercio al dettaglio diversi con i propri punti di forza e di debolezza. La grande distribuzione offre un'ampia scelta di prodotti, prezzi competitivi, comodità, ma allo stesso tempo presenta degli svantaggi, quali magari la mancanza di personalizzazione, l'impatto ambientale e una minore attenzione alla qualità. Dall'altra parte, invece, le piccole attività di vicinato offrono un'esperienza di acquisto più personalizzata e, permettetemi, anche un po' più umana, prodotti di qualità e, soprattutto, contribuiscono a mantenere vivi i nostri borghi e i nostri paesi. È chiaro che anche queste realtà presentano delle sfide importanti, i costi più elevati, l'offerta è più ristretta e, di conseguenza, la difficoltà a competere con la grande distribuzione.
Evidenziate queste diversità tra le due realtà appunto che rivestono il settore del commercio, passiamo ora alla finalità di questa iniziativa. Il sottoscritto interpella l'Assessore competente per conoscere se tali informazioni corrispondano al vero e, in caso affermativo, quali strategie si intendono mettere in atto per tutelare le attività commerciali che rischiano di essere appunto fagocitate dalla grande distribuzione.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Grosjacques, ne ha facoltà.
Grosjacques (UV) - Con riferimento al primo quesito relativo alla notizia di un possibile inserimento di un supermercato nell'ex area di Vuillermin Marmi, nel comune di Verrès, preciso che a questo proposito non vi sono comunicazioni di alcun genere agli atti dell'Assessorato. Anche l'Amministrazione comunale di Verrès che abbiamo consultato in merito informa che ad oggi agli atti del Comune non risulta depositata alcuna pratica edilizia per la costruzione di un nuovo edificio commerciale sul lotto dell'ex area Vuillermin. L'unico titolo abilitativo edilizio relativo a tale area, depositato nel 2024, riguarda infatti un intervento di bonifica della copertura in amianto dei capannoni esistenti. Allo stato attuale non vi sono quindi elementi che consentano di confermare o di smentire la notizia.
Potrei anche chiuderla qui, perché il Comune ha correttamente risposto sulla base degli atti che ha in questo momento a disposizione, però credo che sia più corretto dare una risposta, perché i "si dice", i "si sente"... Ci sono delle cose che sono in itinere, non formalizzate, per cui io mi sono permesso di sentire il proponente dell'iniziativa, che mi ha rappresentato che al momento l'intervento riguarda, come le ho detto, la rimozione di lastre di amianto su tre capannoni facenti corpo unico, collocati peraltro a breve distanza in particolare dal polo scolastico e dalla microcomunità per anziani, un intervento di rimozione che quindi credo sia a vantaggio della collettività. In seguito verrà presentata una nuova richiesta di intervento edilizio per una riqualificazione totale dell'area, con la redazione del PUD, così come previsto dal piano regolatore generale comunale, allo scopo di trasferire l'attuale attività di media struttura di vendita ? non l'ha nominata lei, quindi non la nomino nemmeno io ? attualmente collocata nello stesso comune, a breve distanza. Nella nuova struttura non troverebbero spazio nuovi generi merceologici, quindi nessun ristorante, nessuna hamburgheria, nessuna parafarmacia, così come si sente, ovviamente, dalle voci in paese, né maggiori superfici rispetto a quelle attuali, salvo un nuovo reparto di pescheria negli spazi necessari a garantire un servizio di qualità per un'attività non presente nel comune di Verrès, né nei comuni limitrofi. Quanto alla struttura attualmente occupata dalla struttura di vendita in questione ? credo che anche questo faccia parte della riorganizzazione ?, l'intenzione del promotore dell'iniziativa sarebbe quella di collocarvi un genere merceologico non alimentare e non presente in zona.
Relativamente al secondo quesito, ossia "quali strategie si intendono mettere in atto per tutelare le attività commerciali di vicinato che si trovano a fronteggiare la concorrenza della grande distribuzione", ribadiamo che l'Amministrazione regionale è pienamente consapevole dell'importanza che riveste la presenza diffusa di attività commerciali sul territorio poiché le attività commerciali presidiano e mantengono vive le nostre comunità e forniscono servizi indispensabili per i residenti e per i turisti che frequentano la nostra regione. Si potrebbe quindi immaginare di tutelare gli esercizi di vicinato introducendo restrizioni all'insediamento di specifiche categorie di attività produttive e commerciali, magari sulla base di criteri merceologici o dimensionali. Questa strada però - e il collega Ganis lo sa molto bene - non è percorribile perché nessun intervento regionale può prescindere dal rispetto dei principi di tutela della concorrenza, della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi. Principi che, in applicazione della direttiva Bolkestein, prevalgono nella generalità dei casi. Ricordo, a questo proposito, che nel 2013 c'era stato questo articolo 1 bis, che richiamiamo in tutte le attività ispettive e che quindi non voglio riprendere, perché è perfettamente conosciuto. Nella sua formulazione vigente quindi la legge regionale del commercio, tenuto conto delle specificità territoriali della Valle d'Aosta, stabilisce che il libero accesso e l'esercizio di attività commerciali possono essere limitati soltanto quando l'obiettivo è quello di tutelare la salute, i lavoratori, i beni culturali e l'ambiente. L'Assessorato sta ora definendo un nuovo aggiornamento e affinamento della legge regionale n. 12/1999 per perseguire il miglior equilibrio possibile tra i vincoli di rispetto dei principi di tutela della concorrenza, della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi posti dalla normativa europea e statale e le esigenze di tutela del territorio in senso lato.
La normativa regionale, inoltre, valorizza le piccole realtà commerciali in accordo con i principi del Piano territoriale paesistico, in un'ottica di tutela degli insediamenti di montagna e dei piccoli nuclei. Tale valorizzazione è attuata per il tramite di scelte di natura urbanistica che competono essenzialmente alle amministrazioni comunali. Infatti, anche se il piano regolatore generale comunale è sottoposto alla verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica, il governo del territorio comunale è e rimane prerogativa del Comune e, in assenza di motivi imperativi di interesse generale, che le ho elencato un attimo fa, non vi sono strumenti che consentano alla Regione di impedire a un Ente locale di destinare un'area del proprio territorio all'insediamento di una media o grande struttura di vendita.
Non potendo quindi nella generalità dei casi selezionare o contingentare le attività commerciali sulla base delle dimensioni degli spazi di vendita o dei tipi di merci o di servizi offerti, la Regione interviene con agevolazioni a sostegno delle attività commerciali ritenute importanti per assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio. È quello che stiamo facendo con i contributi a favore degli esercizi di vicinato e con i mutui a tasso agevolato per investimenti o per costituzione di liquidità, previsti dalla legge regionale n. 19/2001, con i quali la Regione supporta gli investimenti per l'apertura e il rinnovo degli esercizi commerciali. Chiudo dicendo che ci sono ulteriori iniziative di sostegno, oltre a quelle che ho appena ricordato, che sono allo studio anche a favore delle attività commerciali, in particolare, è in fase di predisposizione... di studio più che di predisposizione, al momento un disegno di legge a sostegno dell'efficientamento energetico e dell'innovazione delle attività turistico-ricettive e commerciali, con delle risorse già inserite nel bilancio 2025.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il collega Ganis.
Ganis (FI) - Ringrazio l'Assessore per la risposta e per la sua attenzione verso un settore, quello del commercio, che è un settore particolarmente in difficoltà. La ringrazio ancora per aver approfondito maggiormente questa tematica. Personalmente io non ho fatto altro che portare all'attenzione di questo Consiglio, cioè ho fatto il mio lavoro, le preoccupazioni di molti commercianti e anche di quelli dei Paesi vicini, che non vedono di buon occhio questo possibile spostamento. Per di più un conto è tenere conto di uno spostamento, scusate; dall'altra parte è uno spostamento con annesso un ampliamento della superficie di vendita, cosa che non accadrà, così come lei ha ben evidenziato. A questo punto però entra in gioco la politica, perché le strade sono due: o puntare sui grandi centri commerciali, o valorizzare al meglio le nostre piccole attività commerciali e di vicinato.
Io quindi chiudo, l'ho già più volte ricordato, perché la legge sul commercio, che è particolarmente datata, vetusta, andrebbe aggiornata. L'abbiamo detto più volte, sono anni che lo diciamo, anche tenendo conto appunto di tutte queste problematiche che al momento stiamo vivendo, che vent'anni fa non c'erano, quindi l'e-commerce, la grande distribuzione e la crisi economica. Noi, come gruppo, continueremo a vigilare e a portare le istanze dei commercianti in questo Consiglio. Mi auguro che oggi ? e non so fino a quando ? i commercianti di Verrès possano ancora stare tranquilli e dormire sonni sereni.
