Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4115 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4115/XVI - Interpellanza: "Azioni per migliorare il sistema sanitario regionale sulla base del Rapporto civico sulla salute 2024 di Cittadinanzattiva".

Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Punto n. 81 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Abbiamo ricevuto il Rapporto civico sulla salute 2024 di Cittadinanzattiva, che anche quest'anno ha voluto in qualche modo analizzare il quadro di esigibilità degli elementi fondanti del servizio sanitario nazionale, con l'idea di evidenziare criticità e punti di forza dello stesso sistema nella sua articolazione regionale. Il quadro della nostra Regione risulta essere poco edificante rispetto a questo rapporto, ma, come spesso poi ci viene rappresentato in quest'aula, quei dati non rappresentano la realtà o almeno questo è quanto ci viene detto. In qualche modo quindi vorremmo capire dall'Assessore e abbiamo evidenziato alcune tematiche salienti. Come prima cosa il rapporto evidenzia che la Valle d'Aosta ha subito un calo percentuale del 27% delle prestazioni totali erogate nel 2023 rispetto al 2019, risultando il secondo peggior dato d'Italia. Sottolinea come questo riflette un peggioramento dell'accesso e dell'efficienza del servizio sanitario.

Vi è poi un peggioramento dei tempi di attesa, tema già trattato in una scorsa interpellanza. Nel rapporto viene sottolineato un incremento dei tempi di attesa particolarmente significativo per l'area oncologica, con un peggioramento del 17,74% tra il 2019 e il 2022. Anche questo è un dato particolarmente critico per quello che riguarda cure urgenti e delicate, anche se in qualche modo l'azienda su questo ha già risposto, ma lo dirà l'Assessore.

Vi è poi invece un focus rispetto al ricorso all'attività libero professionale intramuraria, di cui abbiamo parlato poco fa. La Valle d'Aosta è la seconda Regione con una percentuale più alta di prestazioni di ricovero erogate in libera professione rispetto a quelle istituzionali: 0,5%, pari a 83 prestazioni su 18.000. Questo potrebbe indicare, però lo chiediamo all'Assessore, un ricorso più frequente a servizi a pagamento per sopperire a carenze nella sanità pubblica. Vi è poi anche una differenza tra le prestazioni prescritte ed erogate. La Valle d'Aosta ha anche la percentuale più alta: il 28% di discrepanza tra le prestazioni prescritte ed effettivamente erogate, segnale anche questo di una difficoltà del sistema nell'assicurare tutte le cure prescritte. Questo rapporto, messo in raffronto anche con quanto segnalato e con quanto è stato fatto dall'IRES nell'analisi che ci ha consegnato lo SPI Cgil, evidenzia anche qui quelle criticità di cui in qualche modo abbiamo ampiamente parlato.

Riteniamo poi che sia Cittadinanzattiva, che lo SPI Cgil abbiano in qualche modo una certa capillarità sul nostro territorio e che in qualche modo il fatto che vengano segnalate queste problematiche credo venga fatto innanzitutto per cercare di avere delle risposte e soprattutto di incentivare in qualche modo dei miglioramenti.

Alla luce di tutto questo, chiediamo all'Assessore se le analisi sopracitate, quindi quelle soprattutto del rapporto di Cittadinanzattiva, corrispondono alla realtà e quali azioni sono state messe in campo o si intendono proporre per migliorare il sistema sanitario.

Presidente - La parola all'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Rispondo a entrambe le domande congiuntamente. Anzitutto è importante comprendere due questioni. La prima è che il rapporto civico sulla salute di Cittadinanzattiva compie l'analisi sempre sui soliti dati relativi al 2022 e in alcuni casi sui dati relativi al primo semestre 2023. Si tratta di un ritardo normale nei rapporti nazionali, ma occorre tenerne conto. È bene inoltre precisare che molto spesso questi rapporti sono redatti tutti a partire dalle stesse fonti, come, ad esempio, la valutazione dei LEA oppure del nuovo sistema di garanzia.

Ogni volta che viene pubblicato un rapporto si presenta una nuova iniziativa, però ogni volta viene presentata come se si trattasse di dati nuovi o di dati aggiornati, ma i dati sui livelli essenziali di assistenza relativi al 2022 sono sempre gli stessi. Per l'ennesima volta quindi li analizziamo e li spieghiamo. La ringraziamo, pertanto, per darci nuovamente la possibilità di raccontare il grande impegno e tutta l'attenzione che sia l'Assessorato che l'Azienda USL stanno investendo per migliorare e potenziare sia la qualità dei dati e delle informazioni che vengono divulgate, sia i servizi erogati. Penso che i dati del 2022 sarà almeno la sesta o settima volta che li analizziamo in aula. Per fortuna, nel frattempo stanno migliorando.

Come anticipavo, confermo che abbiamo già avuto ampiamente modo di commentare i dati riportati all'attenzione e questi sono certamente stati un importante spunto di riflessione per avviare le azioni di miglioramento. Oggi possiamo quindi aggiornare la situazione e riferire un valore più prossimo a noi rispetto alle informazioni pubblicate e riferite al 2022, oppure all'inizio del 2023.

Venendo alla seconda questione che vogliamo portare all'attenzione, anche questa già più volte illustrata in quest'aula, riguarda il tema, per anni mai stato preso in esame, di quanto fedelmente descriviamo l'attività di assistenza sanitaria che eroghiamo. Si chiama qualità del dato e attiene sia alla completezza delle informazioni inserite nel flusso informativo, sia alla correttezza e alla congruenza del dato in termini di regole e codici esatti. Questo, ad esempio, visto che ho citato poc'anzi che è l'ennesima volta che trattiamo il tema, fu oggetto di un'iniziativa del collega Aggravi.

Su quest'ultimo punto già sapete che stiamo investendo da tempo, sia attraverso l'istituzione dell'Ufficio flussi informativi presso l'Assessorato, dal 2023, sia attraverso un apposito gruppo di lavoro previsto dal piano della salute e del benessere sociale e oggetto di azione specifica anche nel Programma Operativo Annuale, cioè il POA 2024, del piano della salute e del benessere sociale alla scheda n. 20, approvato con delibera n. 622/2024. Il gruppo di lavoro sta affrontando la questione qualitativa del flusso, nonché la performance dell'assistenza sanitaria, individuando le aree da potenziare e proponendo azione a contrasto con la collaborazione dei clinici di riferimento.

Venendo nello specifico alle questioni da lei poste, riportate nelle premesse dell'interpellanza, rispetto alla flessione del 23% il calo, come certamente sapete, era attribuibile alla difficoltà di reperire le professioni necessarie. Qui veniamo all'iniziativa n. 80 del collega Lucianaz di poc'anzi. La carenza di medici specialisti, di tecnici e di infermieri condiziona soprattutto le prestazioni ambulatoriali in quanto le risorse umane disponibili vengono ovviamente orientate prioritariamente sull'urgenza, poi per garantire la copertura nei reparti di ricovero e successivamente, con le risorse residuali, rispettando ovviamente i turni di lavoro imposti dall'USL, sulle prestazioni ambulatoriali per esterni. Tuttavia, l'incremento di assunzioni ha già permesso di recuperare parte delle prestazioni considerate e infatti lo stesso dato del primo semestre 2023, raffrontato con il 2022, ha registrato un +4,1%, che sale a un +7,5% se si considerano tutte le prestazioni di specialistica. Questo nonostante le nuove assunzioni siano state destinate a recuperare naturalmente e prioritariamente i volumi per le attività di ricovero. Nello specifico l'attività operatoria, inoltre, nel 2023 ha superato di più del 25% quella del 2019 e nei primi mesi del 2024 ha registrato un ulteriore +11%.

Venendo all'altra domanda, sul più alto peggioramento dei tempi di attesa, oltre a riferirsi a un dato di ormai due anni fa, informiamo che la Struttura complessa Oncologia ed ematologia oncologica dell'Ospedale Parini di Aosta ha registrato nel 2023 un incremento delle prestazioni del 22% e il trend è confermato anche dai dati parziali di quest'anno. Il Centro Accoglienza e Servizi (CAS) garantisce inoltre ai pazienti un accesso rapido alle cure e le prime visite sono assicurate entro cinque giorni lavorativi. Dopo un calo di attività negli anni 2020 e 2021, in concomitanza ovviamente della pandemia, dal 2022 l'attività oncologica ha ripreso a crescere, registrando nel 2023 861 ricoveri con 11.456 giornate di decenza. Il trend è confermato anche quest'anno, i numeri del primo semestre del 2024 sono in linea con quelli del 2023.

"La seconda Regione con la più alta percentuale di ricoveri in libera professione". Com'è noto, i piccoli numeri hanno un'elevata variabilità. Infatti negli anni, soprattutto gli ultimi, il valore è oscillato tra lo 02 e lo 05. Peraltro, però, Agenas monitora costantemente il rapporto istituzionale privato e i dati raccolti sui volumi regionali di attività e libera professione. In rapporto con l'attività istituzionale, hanno sempre dimostrato il pieno rispetto in Valle d'Aosta dei rapporti tra i volumi delle due fattispecie di attività.

Venendo alla percentuale più alta di prestazioni effettivamente erogate rispetto a quelle previste, in parte vale quanto riferito in risposta alla prima questione, in parte valgono le considerazioni che sono d'obbligo in maniera di appropriatezza delle prestazioni. Il numero di prestazioni per abitante è superiore alla media, indice dell'esistenza di margini di recupero di appropriatezza prescrittiva, sulle quali stiamo lavorando.

Venendo all'ultima domanda e cioè la discrepanza tra spesa sanitaria elevata e i traguardi ottenuti in termini di copertura della domanda, lei, collega Guichardaz, la prima cosa che mi deve considerare è che non sia mai, non fosse così, la cosa che tutti quanti ci starebbero dicendo è che non mettiamo abbastanza risorse sulla sanità pubblica.

Veniamo invece all'oggetto di analisi di questo dato. Prima di tutto, lo citavo poc'anzi rispondendo al collega Lucianaz alla interpellanza n. 80, i problemi del servizio sanitario pubblico ad oggi in Italia sono sempre gli stessi tre di cui sopra. Sgomberiamo le liste di attesa, perché ho chiaramente detto quanto sopra e non è la prima volta che lo dico. Restiamo invece su due questioni drammatiche, ma sulle quali si può cercare di fare qualcosa: la prima è il numero dei professionisti a 360 gradi, dai medici a tutti i professionisti sanitari previsti, e la seconda è il finanziamento del servizio sanitario pubblico che in questo momento in Italia è oggetto di un confronto serratissimo tra lo Stato centrale e tutte quante le Regioni, non vi sto a spiegare perché.

In Valle d'Aosta questo problema, con estremi sacrifici da parte di tutti, non c'è e non ci sarà neanche per i prossimi anni, perché il dato di riferimento sul quale abbiamo cercato di stabilizzare la spesa sanitaria nei prossimi anni rispetto alla copertura finanziaria dei LEA, lo vedrete nel prossimo bilancio di previsione, sarà oggetto sicuramente di confronto più approfondito in aula. È però importante dire che quello che abbiamo cercato di fare col prossimo bilancio di previsione sulla spesa sanitaria è la copertura e la stabilizzazione su tutto il triennio della stessa cifra per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza. Nell'attuale previsionale, quello 2024-2025-2026, la spesa di riferimento per la copertura dei livelli essenziali di assistenza sul 2024 era di 277 milioni, per poi essere di 270 milioni sul 2025 e di 266 milioni sul 2026. Anche semplicemente questa discrepanza tra la prima annualità del bilancio di previsione vecchio rispetto alla seconda annualità, sempre del bilancio di previsione vecchio, creava dei problemi, ad esempio, all'Azienda USL per la predisposizione del proprio bilancio di previsione. Naturalmente nel 2024 lei deve fare il bilancio di previsione per il 2025, nel 2023 l'ha dovuto fare per il 2024 e così possiamo andare avanti. Avendo delle cifre sulla seconda annualità del triennale più basse di quelle dell'anno in corso, c'erano sempre dei problemi, quindi spesso si andava in deroga col bilancio di previsione non consentendo all'Azienda USL della Valle d'Aosta di avere il proprio bilancio approvato il 1° gennaio dell'anno successivo. Con la stabilizzazione che noi stiamo facendo dei livelli essenziali di assistenza su tutto il triennio, addirittura in crescita e cioè a 278 milioni di euro, noi di fatto stiamo garantendo una stabilizzazione della copertura sanitaria, per cui la prima cosa che dobbiamo tutti dirci è che col sacrificio di tutti, con un'analisi di tutti, perché tanto queste cose qua, io ve lo posso assicurare, le dico qua ma non è che diano particolare merito, anzi magari domani mi trovo delle lettere che mi dicono "ma se ci mettete i soldi, perché io non riesco a fare la visita tra un giorno, due giorni, tre giorni" e via discorrendo. Questo lo dico a fattor comune perché l'oggetto del contendere è quello e me lo chiedono continuamente. Siccome a noi spetta il lavoro di fare l'Amministratore, quindi di fare delle scelte anche programmatorie e strategiche, rispetto all'ultima domanda della sua iniziativa, è assolutamente importante rappresentare questo. A tutto ciò si collega naturalmente anche la garanzia della spesa sul Titolo II sugli investimenti. Penso che siamo una delle poche aziende uniche sanitarie locali a garantire un finanziamento da 6.650.000 euro tutti gli anni, quindi questo, indipendentemente da quelle che parrebbero essere discrepanze tra quanto investiamo e quanto otteniamo, in realtà è una cosa positiva per la nostra sanità.

Presidente - Per la replica, la parola alla consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Assessore, ogni volta lei dice "sono gli stessi dati". Certo, sono gli stessi dati, ma se ne aggiungono sempre di nuovi: ad esempio, le prestazioni effettivamente erogate rispetto a quelle prescritte, io nel rapporto Agenas non le avevo viste. Questo è un esempio.

Anche su questo, Assessore, lei lo sa benissimo perché siamo anche stati in maggioranza assieme e ne abbiamo ampiamente discusso, ma una delle priorità che metteva in campo la nostra forza politica era la questione dell'Osservatorio, ma non per un puntiglio nostro, perché ogni volta andiamo a scontrarci con quei dati ed evidentemente, se nessuno di noi li capisce, perché oggi è l'iniziativa mia, del consigliere Lucianaz, e via dicendo, ma in ogni Consiglio è così, evidentemente c'è un problema, Assessore, con cui lei deve iniziare a fare i conti. Soprattutto - questo io lo dico in ogni sede e in ogni luogo - non possiamo certo dire che soldi non ce ne sono e c'è scritto anche nelle premesse della mia interpellanza, perché effettivamente non possiamo dire che soldi in bilancio non ne vengano messi.

Mi permetta però - poi ci torneremo sull'iniziativa prossima del J.B. Festaz, che forse è anche più facile da comprendere essendo una piccola realtà -, se si passa da 2 a 5 milioni e se la qualità del servizio peggiora e la gente se ne va, una domanda ce la possiamo porre? Possiamo chiederci come mai, aumentando le risorse così tanto, alla fine arriviamo a queste conclusioni? Evidentemente i risultati non si vedono e, sotto questo punto di vista, anche sulle liste d'attesa, mi permetta, quelle liste di galleggiamento fanno venire l'orticaria a tutti quelli che chiamano il Cup e dicono loro: "siete messi nel galleggiamento", che vuol dire: aspettate, sperate e non avrete mai la possibilità di essere visitati. Questo è quello che percepisce la gente. Dopodiché per voi è una cosa sensata, continuate a farla, ma non è così che date delle risposte effettive alle persone.

Guardi, Assessore, io ho sbagliato, non le ho inviato il video di cui le ho parlato ieri, ma glielo invio. Se si dice a una persona che aspetta un'operazione di un'ernia quando ha priorità alta: "devi aspettare un anno" e poi, telefonando in una clinica privata, gli si dice: "sono 6.000 euro ma possiamo metterci d'accordo, magari sono 3.000", qui un problema c'è. Dopodiché magari lei mi dirà che è un'intervista falsa e questo, secondo me, andrebbe riportato, perché, se queste cose escono sui quotidiani e sulle trasmissioni nazionali, da una parte c'è comunque un ritorno di immagine sulla Valle d'Aosta che non è positivo. Glielo dico perché, purtroppo, nella mia vita ho anche avuto accanto a me delle persone con gravi disabilità e anche solo nella scelta di dove andare in vacanza la prima cosa che si guardava era se si era vicini a un ospedale e com'era il sistema sanitario di quella regione. Erano le prime scelte su cui andavamo a individuare la regione in cui andare in vacanza. Io le dico, Assessore, secondo me, prenda queste iniziative come iniziative che vogliono in qualche modo aiutare e non certo mettere sempre in croce la sanità valdostana, che sappiamo benissimo fa degli sforzi enormi.