Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4113 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4113/XVI - Interpellanza: "Azioni a sostegno degli assegnatari di alloggi di ERP per gli eventuali aumenti delle spese per il riscaldamento".

Bertin (Presidente) - Punto n. 79. Consigliere Manfrin, ha la parola.

Manfrin (LEGA VDA) - Con questa interpellanza torniamo sul tema del costo del teleriscaldamento e lo facciamo prendendo ad esempio la parte dell'edilizia residenziale pubblica, perché da lì possiamo avere anche un termine di paragone con altri alloggi e fra gli alloggi e i costi precedenti e quelli successivi all'allacciamento. Ora, tutto questo nasce da una serie di questioni. Abbiamo evidenziato nel tempo, ma ci è sempre stato risposto da chi pro tempore era Assessore alle politiche sociali, l'allora assessore Barmasse, e anche da lei, assessore Marzi, che in realtà non era vero, che i costi del teleriscaldamento erano assolutamente in linea, anzi erano addirittura inferiori rispetto al costo delle caldaie, del GPL precedente. Erano quindi tutte invenzioni. Abbiamo allora citato diversi articoli a nostro beneficio. Un interessante approfondimento giornalistico era stato fatto da "Aostasera" proprio sul costo del teleriscaldamento, questo per i condomini privati, dove si evidenziava che il costo del teleriscaldamento era doppio o triplo rispetto al costo normale, chiamiamolo così, del sistema di riscaldamento precedente. Adesso finalmente abbiamo una testimonianza anche di un ente pubblico che prende posizione sul tema, perché l'8 agosto 2024 - e parliamo di agosto - esce fuori una dichiarazione da parte del Comune di Aosta, che dice: "Palaindoor solo parzialmente utilizzato, ma i costi del teleriscaldamento raddoppiano. La Giunta comunale di Aosta ha prorogato la gestione del Palaindoor fino al 31 dicembre 2024 per far fronte ai costi elevati del riscaldamento. Il Comune contribuirà alle spese di riscaldamento". Finalmente quindi si prende atto del fatto, anche da parte pubblica, che il teleriscaldamento è assolutamente più oneroso rispetto agli altri sistemi. Nel corpo dell'articolo che riporta la parte di dichiarazioni che il Comune ha fatto, penso in occasione del Consiglio comunale, si dice che, per far fronte ai costi elevati del riscaldamento e alle difficoltà economiche della gestione del Palaindoor, l'attuale gestione è prorogata fino a fine anno e il Comune arriva a pagare il 50% delle bollette, perché altrimenti le società che lo gestiscono non riescono a farvi fronte. Questa presa di posizione penso sia evidente e chiarisca molto bene quale sia l'esborso economico che purtroppo il teleriscaldamento chiede.

Veniamo invece a un'altra comunicazione, ancora più evidente, che ho già citato ma credo sia opportuno riprendere e nuovamente evidenziare, dove l'ARER ha pensato di comunicare agli utenti una cosa importante. Le siamo per una volta grati perché finalmente abbiamo messo nero su bianco anche delle criticità legate al teleriscaldamento.

Dice l'ARER in una comunicazione mandata agli inquilini: "Visti i considerevoli aumenti del costo del combustibile nelle passate stagioni"... ed è strano, peraltro, che si parli di combustibile, perché lei saprà, Assessore, che si è fatto tanto per raccontare in giro la favoletta del teleriscaldamento alimentato dagli scarti della Cogne, quindi una fonte green, anzi addirittura che riutilizza qualcosa che andrebbe perso, invece qui ci rendiamo conto come d'incanto, in realtà, il teleriscaldamento utilizza del combustibile.

Lo ripeto, tra l'altro, una volta per tutte, ancora una volta, perché, secondo me, aiuta a capirlo: non soltanto quando l'acqua calda parte dalla centrale e va da un'altra parte chiaramente a sviluppare i suoi effetti perde del calore nel suo tragitto, perde indicativamente uno o due gradi per ogni chilometro percorso e la rete del teleriscaldamento è di 50 chilometri sulla città di Aosta. Faccio fare a voi i calcoli. Non soltanto quindi si utilizza del combustibile per produrre quella fonte di riscaldamento, ma poi ci sono delle centrali di revamping proprio per evitare l'effetto della perdita di temperatura, che utilizzano dell'ulteriore combustibile per riscaldare sempre quell'acqua che era partita dall'altra parte ed era già calda. Tutto questo ovviamente produce dei costi, costi moltiplicati.

Ci dice quindi l'ARER: "Visti i considerevoli aumenti del costo del combustibile nelle passate stagioni e considerato il probabile perdurare di tali costi almeno per la stagione 2024-2025 ? e qui colpo di scena ? unitamente alla possibile limitazione del combustibile disponibile". L'ho già detto in occasione del DEFR, ma lo ripeto: prevediamo che ci sia una guerra? C'è una limitazione del combustibile? Sono finite le riserve di petrolio mondiale? Sono finite le riserve di gas? La Cogne non lavorerà più?

Non sappiamo, cioè spiegateci cosa succede. Perché ci sarà una limitazione del combustibile disponibile? Cosa sta succedendo? Perché l'ARER scrive agli inquilini che potrebbe finire il combustibile? Sembra veramente di stare nel sottocoperta di una nave e il mozzo dice: "Capitano, guardi che sta finendo il carbone qua, dobbiamo rallentare". Io mi metto nei panni di un inquilino che legge una roba del genere. "A fronte di tutto questo ? anche la limitazione del combustibile ? si raccomanda un utilizzo attento e scrupoloso del riscaldamento dell'acqua sanitaria". Contingentate i consumi, lavatevi una volta a settimana, non riscaldate troppo, perché qua bisogna contingentare. "Sia per evitare un aumento eccessivo delle spese individuali, sia per ridurre i consumi di combustibile" che, come è stato detto prima, potrebbe scarseggiare, anzi andare a zero e qui moriamo congelati.

Ricorderà poi Assessore una discussione sulle caldaie, le famose caldaiette, ne abbiamo parlato anche col collega Baccega, ci ha detto che il sistema delle caldaie è sbagliato, è pericoloso, andava cambiato, che non si può utilizzare. "Buh! Che schifo le caldaie!". Dove uno apriva e chiudeva e sapeva cosa consumava, se apro consumo e so quanto consumo, lo sto facendo io. Meglio il teleriscaldamento, che ha dei costi mostruosi, ma soprattutto una parte di consumo indiviso, e questo non viene detto. C'è una parte di consumo che non dipende solo da quello che utilizzo, ma una parte di consumo del condominio, che io non avrei pagato con la mia caldaia, però questa comunicazione ci dice: "Solo per gli inquilini che utilizzano impianti di riscaldamento autonomi, caldaiette o forme alternative (stufe) si ricorda che prima dell'avvio della stagione invernale gli inquilini sono tenuti a effettuare la revisione periodica degli impianti utilizzati e le pulizie delle canne fumo da parte di personale specializzato". Troviamo in calce a questa comunicazione la soluzione alla pericolosità delle caldaiette: impegnare gli inquilini a fare manutenzione. Una soluzione che potremmo definire l'uovo di Colombo. A fronte di tutto questo però abbiamo già i primi effetti. Ho due bollette della scorsa stagione e dell'attuale stagione. Nella scorsa stagione lo stesso utente aveva avuto un preventivo di utilizzo dei consumi per la stagione 2023-2024 di 450 euro, quindi in una stagione veniva messo a conoscenza del fatto che il preventivo era di 450 euro e che avrebbe consumato quella cifra. Lo stesso alloggio viene collegato con la forza, con gli armigeri alla porta che ti buttano fuori se non ti colleghi, al teleriscaldamento e arriva quest'anno il preventivo, che passa dai 450 euro del 2023-2024 ai 1.750 euro del 2024-2025. Un aumento che è plastico, è nelle carte ed è dovuto all'obbligatorietà dell'allacciamento del teleriscaldamento per tutti gli alloggi. Ecco perché, a fronte di questo, Assessore, pur quasi certo che non otterremo risposte, se non una difesa strenua di quanto già messo in campo dall'ARER le chiediamo: se sia stato fatto un confronto fra i costi sostenuti prima dell'allacciamento al teleriscaldamento e quelli successivi; in caso affermativo, quale sia l'esito del confronto; in caso negativo, se intenda farlo e, nel caso risultasse un costo superiore a quello precedente, individuare le opportune modalità di sostegno per le famiglie in condizioni di necessità; quali siano le motivazioni degli annunciati e considerevoli aumenti del costo del combustibile e anche cosa si intenda per "limitazione del combustibile disponibile".

Presidente - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Nella nota di comunicazione agli utenti inviata dall'ARER agli inquilini viene posto l'accento sull'utilizzo attento e scrupoloso del riscaldamento e dell'acqua calda sanitaria proprio per essere di aiuto nel limitarne l'uso e, quindi, di arrivare ad avere anche un'adeguata attenzione alle spese. Proprio perché l'ARER, come richiamato dalla sua presentazione e anche dalla sua iniziativa, in realtà non svolge solo il ruolo di amministratore di condominio, ma anche di soggetto coinvolto alla gestione del disagio socio-abitativo. Normalmente un padrone di casa, un amministratore di condominio, che si sia in affitto o in proprietà, non manda questo genere di comunicazione agli inquilini: questo vale proprio perché l'ARER in realtà svolge anche quel tipo di servizio. L'Assessorato ha richiesto inoltre i dati di confronto fra i costi sostenuti prima dell'allacciamento al teleriscaldamento e quelli successivi e non risulta un aumentato costo per gli utenti allacciati al teleriscaldamento rispetto alle precedenti o alternative forniture, né della stagione 2021-2022, né della stagione 2022-2023, quindi neanche della stagione 2023-2024. A massima tutela dei propri inquilini è stato stipulato un contratto con la società Telcha, che garantisce il mantenimento nel tempo della convenienza economica pattuita, pari al 16,64%, rispetto alle altre fonti alternative disponibili sul mercato, con particolare riferimento al prezzo del gas in relazione al costo complessivo.

Indipendentemente quindi dalle dinamiche private che possono esistere tra una struttura pubblica, gestita da un soggetto, e la società di teleriscaldamento, che lei ha citato nella presentazione dell'iniziativa, ciò non attiene ai rapporti dedicati e che più volte abbiamo richiamato sia io che il collega Barmasse, che esistono fra ARER e Telcha. Non perché non sia compito del pubblico ragionare rispetto a chi fornisce il teleriscaldamento, ma quello non attiene all'iniziativa perché i rapporti che vincolano l'ARER a Telcha sono dei rapporti che devono mantenersi all'interno di alcuni parametri di costo, a favore naturalmente di chi abita nell'emergenza abitativa oppure nelle case popolari di riferimento.

I preventivi dei consumi per la stagione 2024-2025 sono redatti sulla base dei consuntivi della stagione 2023-2024 e riportano, in generale, una diminuzione media dei costi di circa il 14% di tutti i fabbricati ARER allacciati al teleriscaldamento. Le uniche previsioni in aumento riguardano i fabbricati denominati Filippini e Stura, nel quartiere Cogne, il cui allaccio sarà a partire dalla stagione 2024-2025: quindi, inevitabilmente, è aumentato per il semplice fatto che prima il riscaldamento non era compreso all'interno del preventivo.

Come già richiamato, i costi unitari vengono garantiti i più competitivi possibili, però il costo complessivo del riscaldamento dipende anche, ovviamente, dal consumo degli inquilini. Nel caso specifico è anche utile riportare i dati che adesso rappresento. Si riporta di seguito la spesa per i fabbricati allacciati al teleriscaldamento, con il confronto delle ultime tre stagioni termiche. Dopo l'anomalo aumento della stagione 2021-2022, si è avuta una significativa riduzione dei costi già la stagione successiva e si assiste a un ulteriore abbattimento per la stagione appena conclusa. Di fatto ad oggi, rispetto a una stagione 2021-2022 da 1.071.499 euro, già l'anno scorso nella stagione 2022-2023 si era assistito a un calo del 20,29% in media, passando quindi a 854.000 euro. In questo momento c'è stato un ulteriore calo del 14%, come richiamato poc'anzi, che porta i costi complessivi dei condomini allacciati a 734.000 euro.

Per quanto riguarda anche tutto il tema rispetto all'acqua e alla gestione dell'acqua, anche quello si inserisce all'interno di una dinamica tra un soggetto deputato a partecipare al sistema del disagio socio-abitativo e i propri inquilini, perché di fatto nella gestione di spazi pubblici, quindi anche di case popolari, esistono dei parametri e degli obiettivi che vengono dati a chi gestisce spazi pubblici che sono anche legati all'utilizzo dell'acqua e all'efficientamento energetico. È importante, collega Manfrin, rispetto alla storia e alle innumerevoli iniziative che continueranno a esistere, dove di fatto io e lei non dobbiamo discutere, anzi confrontarci, a proposito di quello che richiamava ieri pomeriggio il collega Lucianaz rispetto a un filo diretto, in realtà il filo diretto esiste sulle tematiche. Lei naturalmente porta avanti determinati tipi di istanze e noi cerchiamo di rappresentare la complessità di una gestione così ampia. Io però glielo ho già detto una volta e glielo ripeto: la storia delle difficoltà in termini di costi rispetto agli strumenti utilizzati per riscaldare le case popolari del quartiere Cogne, in particolar modo, è una storia più vecchia di me e di lei. È una storia che nella storia ha visto confrontarsi, nel corso degli ultimi venticinque anni, "n" mila Consiglieri di minoranza, "n" mila Amministratori, che hanno cercato di rappresentare, qualsiasi sia stata la scelta fatta per riscaldare le case del quartiere Cogne, da parte di chi raccoglie le giuste istanze degli abitanti delle proteste perché erano troppo care e, di fatto, trovare delle soluzioni. Tutte le volte che si sono trovate le soluzioni che venivano prospettate lo strumento successivo che veniva criticato come strumento troppo caro per la gestione delle case popolari era quello a cui prima si anelava.

Qui c'è il collega Baccega che ricorderà le "n" mila discussioni in Consiglio comunale con l'allora Vicesindaco rispetto al tema delle caldaiette e degli strumenti di riscaldamento delle stesse case popolari di cui stiamo parlando oggi. In quel momento le caldaiette e ogni sorta di altro tipo di strumento di riscaldamento si anelava venissero sostituite, con tutti i ritardi del caso, dal teleriscaldamento. Poi si è iniziato a protestare perché il teleriscaldamento non veniva allacciato nella maniera più veloce possibile. Basta andare ancora oggi su Internet e si trovano delle discussioni infinite tra l'allora Vicesindaco e un collega, che tutti conosciamo. Oggi siamo allo stesso punto per quanto riguarda il teleriscaldamento, anche se il teleriscaldamento, tra l'altro, in alcuni casi è stato portato anche da alcuni colleghi di minoranza, rappresenta da questo punto di vista, non perché è la migliore delle soluzioni, ma per i rapporti specifici che esistono tra la società che lo fornisce e ARER, che sono espressamente dedicati ad ARER, uno strumento meno caro di altre forme di riscaldamento ad oggi sul mercato. Con questo so che lei non sarà contento. Il combustibile credo che di fatto sia un altro degli strumenti per i quali ARER tiene a comunicare... a mio modesto avviso, è un refuso quella parte sulla vecchia comunicazione, però gliene farò avere nota. Secondo me, è ancora un refuso della vecchia comunicazione paritaria che era stata mandata l'anno scorso. Le faccio però avere il riferimento.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta che, come lei preconizzava, evidentemente non ci vede d'accordo, ma non è che non ci veda d'accordo per una questione di partito preso. Io la ringrazio per le risposte che ha voluto fornire e ovviamente immagino anche quale sia il doloroso compito che le spetta ogni volta.

Io credo che ci sia un ragionamento alla base. Il punto qual è? Il punto è che oggi noi abbiamo a che fare, in particolare per l'edilizia residenziale pubblica, ma non è solo questa, perché, come ho evidenziato più volte, il problema dei costi riguarda e coinvolge anche purtroppo i condomini privati. Io ho avuto esperienze di persone che hanno collegato il proprio condominio ed evidentemente un minuto dopo si sono pentite quando sono arrivate le prime bollette, ma questa è un'esperienza privata.

Detto questo, qual è la questione? Il principio è questo, Assessore. Io comprendo, e lei ha perfettamente ragione, spesso la politica cerca un puntiglio, un qualcosa per poter discutere e soprattutto dare ragione all'interlocutore che viene sollevando un problema. Io però, come le ho detto, ho in realtà il raffronto fra il prima e il dopo, ma credo che non sia neanche questa la scelta, il problema e la questione. Io credo che il problema, la questione su cui questa questione dei costi non sia stata digerita sia stata l'imposizione. L'imposizione genera una contestazione. Se le persone fossero state messe nella condizione di scegliere se allacciarsi al teleriscaldamento o mantenere il vecchio sistema di riscaldamento, io credo che tutto questo sarebbe stato digerito in maniera migliore.

Le dirò di più, Assessore: le persone che sono state minacciate - io l'ho portato più volte all'interno di questo Consiglio - che se non avessero consentito agli operai di entrare negli alloggi sarebbero state sbattute fuori di casa, hanno fatto una mossa in più. Perché giustamente è stato detto loro: beh, questa viene considerata una miglioria dell'alloggio, quindi tu sei obbligato a far entrare gli operai. Bene, facciamoli entrare. Io però mantengo il mio vecchio impianto. Ti faccio fare tutti i collegamenti che vuoi, mantengo il mio vecchio impianto, a cui faccio fare le opportune verifiche e utilizzo quello, neanche quello è stato consentito. In maniera pervicace ARER ha detto: "guai a te, stiamo vedendo che non stai consumando con il teleriscaldamento, guai a te. Chiudi, rimuovi il tuo impianto immediatamente". Questa non è una motivazione di costi o non costi, questa sembra veramente una questione vendicativa: "Ah sì, non mi consenti di fare quello che voglio? Ah sì, non mi consenti? Non utilizzi l'impianto che ti ho dato? Allora io ti bastono". Questo è profondamente sbagliato. Dopodiché, questione dei costi. Lei dice che non è un sistema più costoso. Poniamo che io le creda e lei sia in buona fede, giustamente. Non lo so se lei ha avuto un raffronto o se ha avuto effettivamente le bollette, perché io non mi fiderei delle tabelle che mi danno, una tabella Excel fatta da un geometra che mi dice: il costo prima era così e poi il costo era questo. Questa è una manipolazione, nel senso che vengono manipolati da una persona un costo e un altro.

Io chiederei: scusate, mi date lo storico di una bolletta di quell'alloggio del 2021 e del 2024? È qualcosa di tombale, se c'è un aumento, è chiaro che io rileverò un aumento, lo leggo. Siccome, ripeto, io non so se questo lei lo ha, ma io penso che le abbiano fatto una tabella riassuntiva, lei però dovrebbe fidarsi. Non si vuole fidare di quello che le dico e di quello che le faccio vedere, si fidi per lo meno delle dichiarazioni del Comune di Aosta. È il Comune di Aosta stesso che dice: "Il Palaindoor è solo parzialmente utilizzato, ma i costi del teleriscaldamento raddoppiano". Lo dice il Comune di Aosta, non lo dico io. Come mai il Comune di Aosta rileva un raddoppio del costo del riscaldamento e l'ARER no? Utilizzano due teleriscaldamenti diversi? No, perché siamo in regime di monopolio, il monopolista è uno, fornisce tutto lui. C'è quindi, capisce, una discrasia su questo: o aumentano per tutti o non aumentano per nessuno. Lei dice che ci sono dei prezzi di favore per quanto riguarda l'ARER: io ne prendo atto, ma in realtà le bollette dicono tutt'altro. Lei potrà eventualmente e giustamente modificare e motivare quello che ritiene più opportuno, ma questo non è un puntiglio politico, purtroppo questo è un dato di fatto. Io spero che lei possa mettere l'attenzione dovuta verso quello che le ho detto e spero che in qualche maniera, prima o poi, si possa arrivare alla possibilità di dare la libertà alle persone di riscaldarsi come diavolo preferiscono.