Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4112 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4112/XVI - Interpellanza: "Avvio di una campagna di sensibilizzazione sul tumore al seno coinvolgendo il mondo scolastico".

Bertin (Presidente) - Punto n. 78. Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Il mese che si è appena concluso, il mese di ottobre, è il mese che è stato riconosciuto a livello internazionale per la promozione dell'attività di sensibilizzazione e di prevenzione del tumore al seno e tenuto conto di come un'attività di screening e di prevenzione precoce e puntuale possa garantire la possibilità di guarigione in una percentuale molto alta di casistiche relativamente al tumore al seno, tutto questo evitando di dover accedere alla sanità, con delle cure meno invasive per le donne affette da tale patologia.

Siamo venuti a conoscenza che, nell'ambito delle attività di sensibilizzazione che sono state svolte nel mese di ottobre, la Sezione valdostana della Lega italiana per la lotta contro i tumori ha lanciato un appello con la richiesta di introdurre delle misure urgenti e imperative per far sì che si possa intervenire precocemente in queste situazioni che si verificano sul territorio. Sostanzialmente vengono fatte due proposte: la prima è quella di abbassare l'età, da 45 a 40 anni, in relazione allo screening che avviene su base annuale; la seconda è nel contempo di avviare anche una sensibilizzazione all'interno del mondo scolastico per fare dell'attività divulgativa sul territorio riguardo a questo argomento. Pertanto con questa interpellanza chiediamo al Governo regionale e in particolare all'Assessore competente se ha intenzione di valutare il recepimento di questo appello, ovvero di introdurre le due richieste che sono state avanzate dalla Sezione valdostana della Lega contro i tumori.

Presidente - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Grazie a lei, collega Marquis. Anzitutto va evidenziato che lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario ordinariamente si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e viene eseguito con una mammografia ogni due anni. In alcune Regioni si sta sperimentando l'efficacia in una fascia di età più ampia: quella compresa tra i 45 e i 74 anni. Questo ampliamento di target in Valle d'Aosta è già avvenuto fin dal 2016. A livello nazionale si sta valutando anche l'offerta dello screening alle donne di età compresa tra i 40 e i 44 anni, ma al momento non risulta che tale fascia di età sia stata già presa in considerazione in maniera sistematica da alcuna Regione. Tale allargamento è quindi oggetto di analisi e di confronto nei tavoli istituzionali, quali l'Osservatorio di national screening e, di conseguenza, stiamo facendo lo stesso tipo di valutazione anche nella nostra Regione rispetto all'ulteriore ampliamento dell'offerta di screening mammario anche a questa fascia di età. Al momento, tuttavia, risulta obiettivamente prioritario per le strutture che si occupano dell'attività di screening implementare la percentuale di adesione al primo livello dello screening mammografico. In tal senso si lavora per sviluppare campagne di comunicazione mirata, una maggiore offerta sul territorio e una progressiva digitalizzazione delle procedure del percorso di indagine, che vanno dalla convocazione sino alla trasmissione dell'esito. I risultati pubblicati dall'Osservatorio nazionale di screening per il 2023, seppur limitati naturalmente, come ho richiamato prima, visto che l'età nel resto d'Italia è 50-69 anni, a questa fascia di età, quindi escludendo dal calcolo tutte le prestazioni somministrate alle donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni e i 70 e i 74, mostrano per lo screening mammografico regionale una percentuale di adesione del 47,9% a fronte di un dato nazionale del 55,4 e del Nord Italia del 65,5. Per questo motivo al momento riteniamo - e siamo confidenti che lo sia anche lei - prioritario e urgente sensibilizzare le donne nella fascia allargata e prevista attuale per aderire ai controlli. In parallelo, come detto, lavoreremo inoltre per valutare il potenziamento dell'attività di screening e quindi anche per ampliare il target di riferimento, come ci è richiesto. Magari, collega Marquis, anche questa sua iniziativa ci aiuterà a fare prevenzione e promozione agli screening che vengono richiamati.

Venendo alla domanda n. 2, la prevenzione è fatta in termini più generali rispetto all'argomento specifico, prematuro rispetto alla fascia di età scolastica. Infatti in questa logica si sta portando avanti un'azione di collaborazione con la Soprintendenza agli studi, soprattutto nell'ambito del piano regionale della prevenzione, al fine di proporre messaggi di prevenzione secondari ai giovani che dovrebbero essere a loro volta veicolo di informazione ed educazione verso gli adulti.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Grazie Assessore per la risposta che ci è stata fornita. Noi abbiamo sostanzialmente avanzato quella che è stata l'istanza che è stata proposta dalla Sezione valdostana dalla Lega contro i tumori. Ci rendiamo conto della difficoltà nell'adesione, che è un problema che va affrontato. In questa occasione lei ci ha parlato di procedure, di digitalizzazione, di problemi di convocazione. Effettivamente c'è tutto un discorso organizzativo che da troppo tempo non trova una soluzione. Siamo una piccola Regione e dovremmo essere sotto questo profilo un modello, perché è più facile gestire dei piccoli numeri che dei grandi numeri quando si deve disegnare una piattaforma di gestione. Pertanto riteniamo che sia corretto procedere con la campagna divulgativa e di informazione nelle scuole, perché questo può essere, in un contesto così com'è stato rappresentato, un elemento importante per creare educazione verso degli atteggiamenti che possono essere positivi sull'argomento, che poi possono essere riportati dal mondo della scuola e dai giovani dentro la famiglia per sensibilizzare sulla questione. Noi riteniamo che la valutazione sia una cosa positiva da fare e auspichiamo che le parole che lei ha pronunciato, dove si dice che si valuterà questo percorso, siano una valutazione reale, che venga fatta il più in fretta possibile, perché anche in Valle d'Aosta sta crescendo il numero delle persone affette da questa patologia in età più giovane. Se si riesce a intervenire e a riscontrare il problema nella fase iniziale, è molto più semplice anche poter intervenire in modo positivo e con delle percentuali molto più alte di successo. Oltretutto, una prevenzione fatta con la dovuta attenzione è vero che comporta un modello organizzativo più efficace e più efficiente da un certo punto di vista, ma è anche vero che, dall'altra, porta poi a conseguire dei risparmi nella gestione della spesa sanitaria successiva. Confidiamo quindi che questo argomento non venga sottovalutato e venga trattato con la dovuta attenzione.