Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4111 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4111/XVI - Interpellanza: "Attinenza alla legge regionale 4/2013 dei progetti antiviolenza finanziati dal bando per l'annualità 2023".

Bertin (Presidente) - Punto n. 77. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Con questa iniziativa discutiamo di un tema che, purtroppo, torna spesso alla ribalta e di come, nostro malgrado, dobbiamo prendere atto che ogni occasione che in teoria dovrebbe servire per fare una giusta battaglia contro la violenza e ci tengo a ribadire contro qualsiasi violenza, da qualsiasi parte arrivi e contro chiunque sia diretta, è assolutamente importante. Immaginate la sorpresa quando, guardando un po' le delibere che sono uscite, vediamo che sono stati finanziati due progetti: uno dal costo di 10.000 euro e l'altro più o meno lo stesso: 9.990 euro. Mi colpisce particolarmente il titolo di questa iniziativa, perché un'iniziativa contro la violenza si intitola: "Sex Joy, per un'affettività non violenta". Peraltro, sono andato a guardare anche la definizione di "affettività" e il dizionario dice: "In psicologia complesso dinamico dei vari sentimenti". Si parlerà di sentimenti, probabilmente, ma il "Sex Joy" prima mi lasciava qualche dubbio...

(intervento di un Consigliere fuori microfono)

...ecco, sì, secondo me, la volontà era quella.

Abbiamo quindi fatto gli opportuni approfondimenti per capire questo progetto in cosa consisteva e abbiamo tratto una serie di spunti di questo progetto, che peraltro mi sono anche valsi il titolo di non ricordo più che cosa mi ha scritto una nota pagina, un noto gruppo politico di estrema Sinistra. "Andrea de Torquemada" forse mi hanno mi hanno chiamato. Volevo rassicurare che ovviamente io continuerò a meritare questo titolo.

Il progetto ci dice che "il progetto intende prevenire la violenza di genere e sradicare gli stereotipi sessisti grazie ad azioni mirate, di tipo divulgativo e formativo, ma anche artistico e culturale, che promuovono la gender equality fra le fasce più giovani della popolazione". Questo inglese è bello perché un po' confonde le acque, cerca un pochino di mascherare in maniera positiva quello che viene portato.

Viene detto che "il primo ambito di oggettivazione della donna è proprio l'esperienza erotica" e scrivono ? sembra un manifesto politico quello di questo progetto -: "vogliamo portare al centro del dibattito locale tematiche che ancora faticano a entrare nell'agenda pubblica per paura e tabù, con lo scopo di contrastare la cultura discriminante e patriarcale in cui si radica la violenza di genere". Un manifesto che mi sembra leggendo un po'... torniamo magari all'argomento della vittoria di Trump, di cui abbiamo preso atto con felicità... l'argomento che alcune femministe inconsolabili hanno tirato fuori: non abbiamo parlato abbastanza di queste cose, non siamo riusciti a far entrare nell'agenda politica questo tema e quindi la gente non ha votato come volevamo noi, ha votato in maniera un po' diversa, che non ci è piaciuta.

Insomma, questo progetto ci dice che "il sistema culturale patriarcale in cui si radicano tutte le forme di violenza di genere fatica a disinnescarsi". Sostanzialmente quindi il problema è il sistema patriarcale. Ho cercato anche la definizione di "patriarcale" e "patriarcato" ed è piuttosto curiosa. Non ve la leggerò perché la conoscete bene, ma di certo non credo sia l'origine di tutti i mali.

Scrivono sempre nel progetto "'Sex Joy, per un'affettività non violenta" ? abbiamo sempre questo contrasto fra il sesso e l'affettività, che, secondo me, con la violenza c'entra poco ?: "pone al centro degli interventi il tema dell'educazione sessuale e affettiva". Con questo progetto contro la violenza cioè si vuole fare un'educazione sessuale, almeno questo è quello che viene detto. Non vi dirò il nome di chi l'ha proposto, però è curioso perché si trovano in questa associazione, non so come definirla... si chiama APS, gli stessi personaggi che fanno anche progetti per il Comune di Aosta, progettini per la Regione sempre sullo stesso tema, un incarichetto di qui, un incarichetto di là. È curioso, sono sempre gli stessi soggetti che girano e prendono soldi. Sembra quasi che vivano di questo, cioè che la loro attività principale sia fare questi progetti. È un pericolo, perché evidentemente una persona tende a non voler risolvere i problemi forse se questi problemi le danno da vivere. Questa quindi è un'altra questione che metto sul tavolo. Ovviamente non sto dicendo che sia questo il caso, ma in genere, se questo tipo di divulgazione diventa una professione, il rischio si crea.

Dicono queste associazioni che "il progetto si costituisce in diversi interventi sui temi di violenza di genere, sessualità e gender equality in ambito artistico, culturale, divulgativo e formativo". Ci sono tutta una serie di descrizioni, che taglierò per carità di patria. Al punto n. 3 di un elenco di obiettivi viene detto, tra l'altro, che "si vuole diffondere la disciplina del consenso, aprendo la discussione sugli scenari futuri del rapporto tra uomo e donna esportare"... "sportare" in realtà c'è scritto e questo è un errore che purtroppo viene riportato nel progetto, si vede che è scritto abbastanza di fretta. Peraltro qui fra i soggetti proponenti delle pagine, lo facevo notare prima a un'altra collega... ci sono degli altri errori che sono particolarmente divertenti. "Diffondere la disciplina del consenso, rapporto uomo-donna, esportare le tematiche di contrasto alla cultura patriarcale al di fuori della cosiddetta "bolla femminista"". Siamo cioè tutte femministe, dobbiamo coinvolgere anche gli uomini, portiamoli a fare questa bella battaglia politica.

Sul diffondere la disciplina del consenso sinceramente non mi è chiaro cosa significa: bisogna cioè spiegare che ci va il consenso fra due persone per poter avere un rapporto affettivo del tipo descritto dal "Sex Joy"? Perché se è questo, mi sovviene quel fantastico intervento che fece un procuratore qualche anno fa, che raccontava come agli immigrati che arrivavano bisognava spiegare che stuprare una donna non andava bene, perché loro probabilmente non lo sapevano. C'è un video, penso che tanti di noi l'abbiamo visto, che è particolarmente divertente ed edificante se poi immaginiamo che le stesse persone che lo dicono devono giudicare questi tipi di reato.

La cosa che in realtà mi ha lasciato particolarmente basito è l'elencazione dei risultati. Alla fine di tutto questo bel progetto sul sesso, sul consenso, sullo "sportare" le tematiche e quant'altro, ha cioè dei risultati. Quali sono i risultati per i quali sono stati dati 10.000 euro, soldi delle tasse dei Valdostani? "Il progetto intende contrastare la cultura patriarcale e la violenza di genere offrendo alla popolazione occasioni di incontro e riflessione su tematiche innovative ? tematiche all'avanguardia, potremmo dire ? quali la sessualità e l'affettività, corpi e stereotipi di genere, destrutturazione della cultura patriarcale. In particolare, tra gli esiti del progetto previsti vi è la prevenzione e contrasto della violenza di genere ? questo ci sta, ma io mi sarei fermato a violenza ? educando le giovani generazioni in età di formazione a riconoscere e contrastare la cultura patriarcale ? quindi addestramento ? in cui si radicano gli atti di violenza di genere intesi in forme plurali, non soltanto la violenza dell'uomo contro le donne ? rullo di tamburi, guardo le colleghe ? non soltanto la violenza dell'uomo contro le donne, ma anche all'omolesbotransbifobia". Così l'abbiamo detto. Ci abbiamo girato intorno in tutto questo progetto, la violenza di genere di qua, il patriarcato di là, ma una bella pennellata di arcobaleno ce l'abbiamo ficcata anche alla fine. Insomma, alla luce di tutto questo, Assessore, io sinceramente non ho compreso... tra l'altro, chiedo scusa, per la cronaca, fra le attività che vengono proposte c'è anche "l'organizzazione di serate lufiche". Non so cosa siano le "serate lufiche", ma sono scritte nel progetto. Mi farò magari spiegare nello specifico cosa sono queste "serate lufiche".

Con la presentazione che le ho fatto spero di averle spiegato che cosa è andata a finanziare, purtroppo, la nostra Regione e le chiedo quale sia l'attinenza del progetto con le finalità di cui in premessa e se l'Amministrazione sia intenzionata a effettuare una migliore selezione dei progetti affinché siano attinenti alle finalità della legge.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (SA) - La legge n. 4/2013 di previsione e di contrasto alla violenza di genere e sostegno alle donne vittime di violenza di genere riconosce in ogni forma di violenza di genere una violazione dei diritti umani, dell'integrità fisica e psicologica, della libertà e della dignità della persona e promuove iniziative di prevenzione della violenza di genere e di contrasto alla stessa, anche attraverso un'opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e la diffusione della cultura del rispetto reciproco tra i sessi. In particolare, l'articolo 5 della citata legge definisce che la Regione promuova progetti finalizzati alla realizzazione di iniziative di prevenzione contro la violenza di genere, in particolare nelle scuole e nelle famiglie, di educazione al rispetto reciproco nella relazione tra i sessi, al rispetto delle identità sessuali, religiose e culturali, alla non violenza come metodo di convivenza civile e prevede che i progetti antiviolenza possano prevedere campagne di sensibilizzazione e di informazione riguardo al tema della violenza di genere.

Con la delibera n. 401/2023 è stato approvato il bando per l'annualità 2023 per il finanziamento dei progetti antiviolenza di prevenzione e di informazione contro la violenza di genere, ai sensi dell'articolo 5 della citata legge n. 4/2013, e la tematica di dettaglio sulla quale avrebbe dovuto incentrarsi e sviluppare i progetti è stata condivisa nell'ambito del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. La valutazione dei progetti, così come previsto dal comma 6 dell'articolo 5 della n. 4/2013, è di competenza del Forum. Il progetto richiamato è stato presentato dall'associazione di promozione sociale Creature Montane APS e al Forum stesso. Con riferimento ai risultati attesi, è previsto anche quello di sensibilizzare verso una cultura paritaria non discriminatoria e men che meno sessista nei confronti della donna. Il progetto è stato esaminato dalla commissione prevista dal Forum che, in piena legittimità, ha valutato positivamente il progetto richiamato, ritenendolo coerente con quanto previsto dalla delibera n. 401/2023 e in linea con la tematica definita in seno al Forum permanente contro le moleste e la violenza di genere.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Ho preso atto del doloroso compito dell'assessore Marzi di difendere l'indifendibile. Io le sono vicino, Assessore, mi rendo conto del compito improbo a cui lei viene chiamato, ogni tanto riesce anche ad avere un moto di orgoglio, come ha fatto ieri, sostanzialmente non condividendo quanto fatto dal Servizio di neuropsichiatria della nostra Regione. Le devo dire però, per la prossima volta, su alcune risposte come queste, se riesce a fingere un maggiore entusiasmo, probabilmente le persone che sostengono questi progetti saranno più contente. Io prendo atto che le sue valutazioni siano legate a una mera elencazione di norme, che evidentemente non coprono quanto previsto in questi progetti. Bellissima l'esaltazione che, tra l'altro, c'è nel progetto, lo ripeto, non è che sono tante pagine, saranno quattro/cinque, ma con un sacco di errori, quindi vuol dire che forse si era più attenti a percepire i fondi che a scrivere il progetto. Come sempre, poi quello che è scritto è una cosa, quello che viene fatto sono molto curioso di sapere se segue anche la traccia.

La cosa divertente, insomma, fino a un certo punto, è che, tra l'altro, si esalta uno spettacolo con una traccia, tra l'altro, portata in scena qui in Valle d'Aosta, e non solo, da una compagnia valdostana che fa parte di questa chiamiamola ATI, perché sono diverse associazioni anche se non sono aziende, ma i soldi li percepiscono e si intitola: "Avere come mamma Bocca di Rosa". Questo è il titolo dello spettacolo. La cosa divertente e ricorrente in questo documento è che si dice sempre che si sessualizza l'immagine della donna e questo è sbagliato, su questo possiamo essere assolutamente d'accordo, però poi si esalta lo spettacolo, che si intitola: "Avere come mamma Bocca di Rosa". Io non so, tendenzialmente la professione di Bocca di Rosa la conosciamo tutti, non so se questo possa avere una congruenza con quello che viene enucleato nel progetto. Quello che però rimane è che si scrivono pagine su pagine, si cerca di confondere parole su parole, ma alla fine il tratto è chiaro. C'è, come giustamente diceva prima il collega Perron, una lobby, che è una lobby molto forte, una lobby che viene alimentata da queste azioni, che non hanno nessuna intenzione di fare quello che dichiarano. Quello che viene fatto con queste azioni è semplicemente un'autoalimentazione e una propaganda politica sulla base di questa autoalimentazione.

Sappiamo benissimo che questo progetto non ha alcuna intenzione di sviluppare dei risultati di quel tipo, ma, come hanno scritto, fare serate con tiktoker che ti presentano la cosa petalosa, che ti dicono "girl power, siamo tutte forti, siamo tutte brave", però al Gay Pride magari l'anno prossimo venite perché così siamo tanti, preveniamo l'omolesbobitransfobia, almeno credo si legga così, che non è ovviamente nella legge, quindi lei sa benissimo che questo non è assolutamente all'interno, tant'è vero che... le colleghe saranno d'accordo, l'azione che volete fare è quella di inserire là alcuni tratti della PL n. 64, proprio nella legge che lei ha citato, quindi evidentemente questo tratto non c'è ma lo si vuole infilare a forza lo stesso. Questi risultati che vengono evidenziati non sono i risultati che noi dovremmo avere, noi dovremmo avere una struttura che ci permette di proteggere chiunque abbia anche soltanto il timore di essere oggetto di violenza, dovremmo avere una struttura che insegna a non utilizzare la violenza in nessun caso, contro nessuno, perché la violenza non è mai la spiegazione, invece abbiamo orde di persone che si nutrono, che vivono di progetti, che vivono di queste cose, prendono un incarico oggi di qua, domani prenderanno un incarichino dal Comune di Aosta e vivono esattamente di questo in funzione alla costruzione del prossimo progetto, alla prossima cooperativa, alla prossima gestione. Poi magari succede che queste stesse persone vadano a gestire uno spazio pubblico e dicano che i Fascisti lì non ci possono entrare, magari mettano loro anche le mani addosso o chiamino la polizia, chissà!

Io, Assessore, la invito, nonostante lei non vi abbia trovato incongruenze, a fare una riflessione maggiore per le prossime volte e a mettere una maggiore attenzione rispetto a quello che viene pagato coi nostri soldi, altrimenti prima o poi, quando cambierà il Governo, magari queste cose, com'è già stato detto, troveranno i rubinetti chiusi.