Oggetto del Consiglio n. 4110 del 7 novembre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 4110/XVI - Interpellanza: "Coinvolgimento delle associazioni che si occupano di disabilità nel processo di revisione della legge regionale 14/2008".
Bertin (Presidente) - Punto n. 76. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - La Giunta regionale, con delibera n. 1086 del 9 settembre 2024, ha istituito il tavolo tecnico politico e la cabina di regia per la riorganizzazione e il potenziamento del sistema regionale di interventi e servizi in favore delle persone con disabilità. Questo tavolo dovrà occuparsi in particolare della revisione della legge n. 14/2008. Con la delibera si avvia poi anche la procedura per individuare un soggetto esterno che dovrà redigere lo studio di fattibilità per il periodo 2024/2025. Nel testo della mia interpellanza è saltato un pezzo del titolo della delibera n. 1086, me ne scuso. Comunque dal testo emerge la volontà della Regione di riformare il sistema valdostano che riguarda la disabilità, con il supporto di un'assistenza tecnica ed è un obiettivo pienamente condivisibile.
In relazione a questo importante intervento che ci sarà, nelle scorse settimane, ormai un mese fa e più, abbiamo ricevuto la lettera inviata da una delle associazioni che sul nostro territorio si occupano di disabilità: il Comitato Famiglie 162 per l'attuazione della legge n. 162 in Valle d'Aosta. In questa lettera ci viene ricordato che "ogni azione di riforma delle norme che riguardano il mondo della disabilità deve avvenire nel solco della legge n. 227/2021 "Delega al Governo in materia di disabilità" e avendo a riferimento la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità". Si tratta di documenti di cui in quest'aula abbiamo già avuto modo di discutere e lo abbiamo fatto anche nelle Commissioni.
Oltre che della legge citata, la n. 227, occorre tenere conto anche degli importanti decreti attuativi che sono stati emanati dal Governo nazionale, che prevedono di avviare delle politiche di deistituzionalizzazione dei servizi, quelli che potremmo definire servizi standard, con un'attenzione crescente alle forme di sostegno personalizzato. Si tratta di un cambiamento di paradigma importante, ritenuto molto positivo per tante situazioni personali, da parte di coloro che si occupano da sempre di tutela dei diritti delle persone con disabilità. La richiesta che proviene nella fattispecie dal Comitato 162 riguardo alla definizione del nuovo sistema è una richiesta che sappiamo essere condivisa da molte altre associazioni e va nel senso di operare affinché questo nuovo sistema - cito dalla lettera - "non sia volto a pensare a nuovi o migliori servizi intesi come luoghi, muri, spazi dedicati, ovvero segreganti, ma sia volto a progettare in modo creativo nuove modalità, che consentano a ciascun cittadino con disabilità di disporre di supporti che compensino la sua menomazione o fragilità per dare concretezza al proprio progetto di vita nel mondo di tutti". Mi pare questo un obiettivo tanto importante quanto sfidante, che esprime con grande chiarezza la necessità di rispettare l'individualità delle persone con disabilità e di prendere concretamente in carico il progetto di vita di ognuno, progetto che purtroppo molte volte deve essere ridimensionato e rivisto a causa di ostacoli derivanti da un sistema di assistenza che anch'esso va rivisto e potenziato. Anche perché, lo ricordo, la Convenzione ONU, che è diventata legge dello Stato italiano, la n. 162/1998, da cui prende il nome l'associazione che ho citato, stabilisce che "la persona con disabilità ha il diritto di scegliere dove, con chi e come vivere".
Il Comitato Famiglie 162 esprime poi l'auspicio di poter partecipare insieme a tutti gli altri portatori di interesse al processo di revisione della legge regionale: la n. 14/2008 e, più in generale, alla riorganizzazione del sistema regionale di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità. È vero che nella delibera che ho citato, la n. 1086, si afferma che il tavolo di lavoro prevedrà anche rappresentanti delle associazioni che si occupano in regione di disabilità, però, visto che normalmente si fa riferimento alle associazioni maggiormente rappresentative, proprio perché di solito è così, noi comprendiamo un desiderata da parte di questa associazione, ma anche da parte di altre associazioni, che esprimono lo stesso auspicio, cioè quello di essere davvero parte attiva di questo importante percorso di revisione, perché sappiamo che avrà poi delle conseguenze su tutto il sistema regionale della disabilità. È per questi motivi che chiediamo al Governo di sapere se nelle valutazioni che hanno portato alla formulazione della delibera si è approfondito l'esame della legge n. 227/2021 e se si è tenuto conto del decreto legislativo n. 62 del 3 maggio 2024, che è specifico sui progetti di vita personalizzati. Lo chiediamo perché giustamente nella lettera che abbiamo ricevuto si fa riferimento al fatto che nella delibera non viene citato. È importante comprenderlo perché delinea veramente dei processi di valutazione e di predisposizione di progetti di vita personalizzati con modalità che sono nuove rispetto al passato.
La seconda domanda è: "se c'è l'intenzione di coinvolgere le varie associazioni che in Valle d'Aosta si occupano di disabilità e che intendono collaborare fattivamente al processo di revisione della legge".
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Con riferimento all'interpellanza presentata dalla collega, che prende spunto dalla nota inviata al sottoscritto e agli Assessori competenti in materia di disabilità dal Comitato Famiglie 162 per l'attuazione della legge n. 162 in Valle d'Aosta, rispondo oggi, come ho riscontrato, unitamente al Coordinatore del Dipartimento Politiche sociali, in data 9 ottobre scorso, al Presidente del Comitato 162.
La prevista riforma della legge regionale n. 14/2008 risulta necessaria in quanto, al di là di costituire un impianto piuttosto datato ? ne abbiamo parlato quando abbiamo parlato del DEFR e mi fa piacere che, quando poi si tratta di fare le interpellanze, si renda noto che almeno il processo di revisione della n. 14 è partito ? proprio a seguito dell'approvazione della legge delega n. 227/2021 e dei relativi decreti attuativi, si rende quanto mai urgente un ripensamento infatti delle politiche in favore delle persone con disabilità che sia rispettoso dei più recenti orientamenti in materia derivanti sia dal richiamato impianto normativo nazionale, sia, come da lei richiamato, dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità. In questo senso il fatto che nel testo della delibera n. 1086/2024 sia richiamata la legge delega n. 227/2024 e non i successivi decreti legislativi attuativi non deve essere inteso come uno svilimento delle disposizioni attuative ma, anzi, un voler far propri quei principi e quelle finalità espressi nella legge delega, oggetto poi di disciplina di dettaglio nei decreti approvati dal Governo.
Venendo al secondo quesito, ovvero "se sia intenzione coinvolgere le varie associazioni che in Valle d'Aosta si occupano di disabilità e che intendono collaborare fattivamente al processo di revisione della legge regionale n. 14/2008", credo di poter affermare, come peraltro traspare anche dalla deliberazione della Giunta n. 1086, che tale processo intende essere il più partecipato possibile, dando il più ampio spazio sia ai soggetti portatori di interesse che a tutti coloro i quali vorranno collaborare, come peraltro già avvenne in occasione del varo della legge regionale n. 14/2008, che già seguì un percorso assolutamente partecipato.
È anche importante richiamare, ma lei lo ha accennato, che nella delibera di Giunta regionale n. 1086 si parla appunto di un tavolo tecnico e di una cabina di regia a composizione tecnica e che nel tavolo tecnico è espressamente richiamato che saranno coinvolti i rappresentanti delle associazioni per le persone con disabilità e, in base agli argomenti trattati, potranno essere chiamati a partecipare anche ulteriori soggetti.
Presidente - Per la replica, la parola alla consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Grazie Assessore. Quando si fa un'interpellanza, si prende atto che il percorso è partito e qui non si poteva fare diversamente perché la delibera parla chiaro: il percorso è partito, lo sappiamo, meno male, era scritto anche nel DEFR. Immagino che la sua nota introduttiva fatta nell'intervento sia riferita in qualche modo all'altro percorso che è partito ed è partito a scoppio ritardato. Quando le cose funzionano, si dice, quando funzionano meno, si dice altrettanto. Al di là di questo, l'interpellanza aveva lo scopo sostanzialmente di ricevere delle rassicurazioni e la seconda risposta che lei ha dato è effettivamente rassicurante o, meglio, conferma quello che ci si aspettava, però, visto che spesso poi a partecipare, come succede anche in altri ambiti, sono le associazioni maggiormente rappresentative, la preoccupazione era di poter esserci tutti. Mi sembra che lei lo abbia confermato, quindi è sicuramente una buona notizia.
Sulla domanda n. 1 lei dice: non abbiamo assolutamente voluto svilire il decreto che ho citato, cioè il n. 62 del 3 maggio, abbiamo ricompreso nella citazione della legge n. 227 anche quelli che sono stati i passi successivi. Può essere, va bene. Io credo che, considerata l'importanza che ha quel decreto, poteva essere citato, proprio perché in quel decreto si fa riferimento in maniera molto precisa e molto puntuale alla questione del cambiamento delle nuove norme che ci sono nei confronti dell'estensione di un progetto di vita personalizzato, che esisteva già in passato ma che ha adesso una valenza e una strutturazione sicuramente diversa e più importante.
Comunque la ringrazio per la risposta.
