Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4109 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4109/XVI - Interpellanza: "Remunerazione delle attività svolte in libera prestazione aggiuntiva del personale medico e sanitario dell'Azienda USL finalizzate ad abbattere le liste d'attesa".

Bertin (Presidente) - Come detto in precedenza, ritorniamo all'interpellanza al punto n. 73. Prego, consigliere Restano.

Restano (RV) - Vi ringrazio anche per avermi permesso di ritardare l'illustrazione.

Parliamo di libere prestazioni aggiuntive in sanità. Cosa sono le libere prestazioni aggiuntive? Sono quelle prestazioni che il personale dirigente e il personale di comparto sanitario, e non solo, espletano o hanno la facoltà di espletare per ridurre le liste d'attesa e ridurre il ricorso alle esternalizzazioni. Queste prestazioni vengono retribuite con una somma che viene predeterminata in base a un accordo aziendale, dove intervengono anche le forze sindacali.

La legge finanziaria dello Stato, la n. 13/2023, ai commi 218, 219 e 220, ha permesso di alzare queste somme, determinando una cifra massima e un importo da destinare alle Regioni. La Valle d'Aosta usufruisce di un importo, che è pari a 588.000 euro, di cui 420 per il personale dirigente e 168.000 per il personale di comparto. A seguito di questa determinazione, la Giunta regionale provvede, attraverso una deliberazione di Giunta, che per noi è stata fatta nel mese di aprile 2024, al n. 405, a determinare la destinazione di queste somme.

La Giunta, guidata dal presidente Testolin, ha deciso, su proposta dell'Assessore e previa concertazione con le forze sindacali, di destinare questa cifra solamente al personale che si occupa dell'emergenza urgenza, determinando un compenso orario pari a 100 euro per il personale dirigente medico e a 60 euro per il personale sanitario del comparto sanità.

Con l'interpellanza chiediamo quali siano i motivi alla base della scelta di riconoscere impegni di spesa orari diversi tra l'emergenza urgenza e gli altri reparti, quando la norma di riferimento permette di procedere con le stesse cifre in tutte le strutture e se si ha l'intenzione di adeguare gli importi anche per le altre strutture dove è prevista la possibilità di espletare la LPA finalizzata all'abbattimento delle liste di attesa e a ridurre il ricorso alle esternalizzazioni. Grazie per la risposta.

Presidente - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Veniamo alla domanda n. 1 dell'iniziativa "quali siano i motivi alla base della scelta di riconoscere impegni di spesa orari diversi tra l'emergenza urgenza e gli altri reparti, quando la norma di riferimento permette di procedere con le stesse cifre in tutte le strutture" e alla domanda n. 2 "se si ha intenzione di adeguare gli importi anche relativamente alle altre strutture ove è prevista la LPA finalizzata all'abbattimento delle liste di attesa".

La finanziaria del 2023 ha assegnato e trasferito alla Regione Valle d'Aosta, in deroga alle regole dell'autofinanziamento del servizio sanitario regionale, l'importo complessivo di 588.000 euro, di cui appunto 420.000 euro per il personale dirigente e 168.000 euro per il personale sanitario di comparto per ciascuno degli anni 2024-2025-2026. Detto importo complessivo costituisce il limite di spesa per ciascuna Regione e Provincia autonoma. Alla luce della citata normativa, l'Assessorato, l'Azienda USL e le organizzazioni sindacali hanno concordato sulla necessità di mantenere la libera professione aziendale per l'emergenza e le internalizzazioni al valore di 100 euro all'ora per i dirigenti medici e al valore di 60 euro all'ora per il personale sanitario del comparto sanità sino a capienza del budget assegnato. Per tutte le altre fattispecie si è applicata la norma contrattuale per i medici nella misura minima pari a 80 euro. Tale accordo ha il suo razionale nelle seguenti considerazioni. Prima di tutto il budget per la Libera Professione Aziendale, la LPA, sia quello collegato alla finanziaria sia quello contrattuale, è definito e non derogabile. Un incremento al valore massimo di tutte le prestazioni avrebbe infatti ridotto significativamente le ore complessivamente erogabili e, di conseguenza, ridotto i servizi ottenibili per i cittadini.

In secondo luogo tutte le ore, anche quelle remunerate al valore minimo di 80 euro all'ora, hanno garantito per i medici un incremento del compenso considerevole (+30%) rispetto alle precedenti remunerazioni a euro 60 all'ora.

Il decreto-legge n. 73/2024 sulle liste d'attesa all'articolo 7 ha inoltre previsto, e lei lo sa, per tutti uno sconto fiscale sulle ore di LPA, passando a una tassazione Irpef del 15% e cioè l'imposta sostitutiva sulle prestazioni aggiuntive del personale sanitario, generando in tal modo un incremento del valore netto corrisposto ai lavoratori. Le prestazioni di urgenza, per loro natura, non possono essere ritardate o non erogate e prevedevano già il trattamento di 100 euro all'ora. Sono quelle per le quali è necessario dare priorità e garantire la continuità al compenso già garantito. Le prestazioni legate all'internalizzazione inoltre sono altrettanto prioritarie, anche in ragione delle disposizioni che hanno bloccato la possibilità di rinnovo o di nuovo bando di esternalizzazione dei servizi, anche in carenza di organico come lei sa, vedasi l'articolo 10 della 34/2023. A titolo di esempio, il terzo ambulatorio del pronto soccorso e la radiologia di pronto soccorso alla scadenza del contratto hanno dovuto essere presi in carico dal personale dipendente. Il valore orario portato a 100 euro per i medici ha consentito di fatto di mantenere il servizio inalterato, passando dai gettonisti al personale della struttura di radiologia, come, tra l'altro, spesso è stato chiesto all'interno di questo Consiglio. Collega Restano, e lei per i rapporti continuativi con la sua Azienda lo sa, sono stati gli operatori stessi, per il senso di responsabilità che li contraddistingue, a voler dare alla cifra massima di 100 euro una connotazione di eccezionalità.

Io quello che posso dirle rispetto a queste iniziative è legato anche al fatto che le sue domande si inseriscono all'interno di un discorso logico che è quello che non vede i lavoratori del comparto, i medici, gli infermieri e tutte quante le 26 professioni della salute lavorare per questa eccezionalità. Concorderà con me che questo è l'approccio, sul quale poi si possono fare domande come le sue, che fa cogliere che questi strumenti, LP e LPA, sono strumenti in più che servono a dare una risposta a un problema di difficilissima gestione. Altri tipi di impostazioni non colgono il nesso di eccezionalità. In alcune altre domande della giornata sembra quasi che l'eccezionalità per qualcuno voglia essere la norma, ma, come lei fa notare con la sua domanda, non è così.

Presidente - La parola al consigliere Restano per la replica.

Restano (RV) - Grazie Assessore per la risposta, che ovviamente mi aspettavo in questi termini.

L'interpellanza vuole evidenziare che, siccome la norma dello Stato, che pone dei limiti chiari ed evidenti in base alla quale voi vi siete mossi, all'articolo 118 pone come prerogativa che il finanziamento è volto a ridurre le liste d'attesa e il ricorso all'esternalizzazione, non pone dei limiti ai reparti, ma così applicandolo e, ripeto, voi lo fate nei termini della norma, si riduce da una parte, ma si va ad aumentare dall'altra. Vi sono degli accertamenti altrettanto urgenti, di tipo radiologico o di altro genere, che non sono interessati dalla LPA o perlomeno non possono ad oggi essere interessati.

L'obiettivo dell'interpellanza è di invitarla a cercare di trovare una soluzione diversa, vale a dire di permettere di investire ulteriormente sull'Azienda, sulle libere prestazioni aziendali o, definendole in altra maniera, sulle libere prestazioni interne all'Azienda, affinché si eviti il continuo ricorso ad aziende di fuori Valle da parte dei Valdostani, o all'esternalizzazione, che evidentemente non portano vantaggi per l'economia, portano danni per l'ambiente, rischi per la salute e cominciano a diventare un problema sociale.

Credo che queste quattro motivazioni siano sufficienti per andare in deroga a determinate norme o perlomeno per richiederle di voler approfondire la questione, quindi andare incontro alle esigenze della popolazione e anche incentivare i professionisti della sanità.