Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4103 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4103/XVI - Interpellanza: "Intendimenti del governo regionale per il raggiungimento dell'obiettivo del 50% di mobilità sostenibile entro il 2030".

Marguerettaz(Presidente) - Punto n. 69 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola alla collega Minelli.

Minelli (PCP) - Prima d'illustrare l'interpellanza, rubo soltanto pochi secondi, perché ho ascoltato con interesse l'iniziativa precedente, l'esposizione del collega e la risposta dell'Assessore e, per sgombrare il campo o comunque per dire già un po' la nostra posizione riguardo a questo, dico semplicemente che quello studio doveva essere analizzato nelle sue varie parti, lo abbiamo chiesto tante volte, questo non è avvenuto e da parte nostra continuiamo a chiedere questa cosa.

Presidente - Collega, per favore, si attenga...

Minelli (PCP) - Sì, sì, Presidente, qui ognuno quando parla dice di tutto e di più, quindi non è un problema se dico questa cosa su un argomento che riguarda tutti.

La questione che affronta l'interpellanza è semplice, ma è importante. Come è noto, la legge regionale dell'8 ottobre 2019, n. 16, "Principi e disposizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile", ha individuato all'articolo 1 degli specifici obiettivi da perseguire, proprio in tema di questa mobilità sostenibile: entro il 2025 raggiungimento, da parte della mobilità sostenibile, di una quota del 35% degli spostamenti sistematici misurabili; entro il 2030, quota del 50%; entro il 2035, 75% degli spostamenti sistematici misurabili; entro il 2040, quota del 95%.

L'articolo 2 della citata legge regionale ha precisato che rientrano nella definizione di mobilità sostenibile, oltre alla mobilità pedonale, la mobilità con mezzi pubblici, la mobilità condivisa, la mobilità con veicoli a bassa emissione e la mobilità ciclistica.

Il comma 4 dell'articolo 1, poi, afferma che la Giunta regionale, con propria deliberazione, previo parere delle Commissioni consiliari competenti, definisce i criteri e le modalità di misurazione degli obiettivi di cui al comma 3.

Il problema sorge arrivati a questo punto, perché, a distanza di cinque anni dall'approvazione della legge, quella deliberazione di Giunta di cui al comma 4, articolo 1, non è mai stata approvata.

Nella discussione che si è svolta in aula il 6 giugno scorso, riguardante proprio la tematica del monitoraggio della mobilità sostenibile, è emerso che, nell'ambito della predisposizione della bozza del piano regionale dei trasporti, sono stati raccolti dei dati, riferiti al 2022, che hanno indotto a stimare la percentuale di sostenibilità della mobilità sistematica al 26%.

Dal momento che l'obiettivo che la legge ha indicato per l'anno prossimo, il 2025, ormai ci siamo, è del 35%, è evidente che quel 26% stimato nel 2022 non è confortante. Significa chiaramente che siamo indietro e che la stima che hanno fatto gli estensori del piano regionale dei trasporti ci parla di un dato che è ancora molto lontano dall'obiettivo.

È un ritardo preoccupante, perché quella percentuale del 35% al 2025 è indispensabile per poi raggiungere gli obiettivi successivi: quello, ben più ambizioso, del 50% al 2030, 2030 che è comunque dietro l'angolo perché parliamo di sei anni.

Queste stime, che sono state citate, prescindono comunque dalle disposizioni che dovrebbero essere date da una delibera che ancora manca e che io non penso sia impossibile da definire, visto che i vettori di mobilità sostenibile sono stati elencati direttamente nella legge. Bisogna quindi individuare dei criteri per distinguere la mobilità sistematica da quella di transito o turistica, che pure interessa la nostra Regione.

Le due domande che poniamo nell'interpellanza sono queste: "Quando si intende approvare la delibera di Giunta prevista dall'articolo 1, comma 4, della legge 16/2019" e "Come si intende operare nei prossimi anni per raggiungere l'obiettivo almeno del 50% al 2030, come previsto dalla legge e considerato l'evidente ritardo".

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (UV) - Anche questa interpellanza è già stata oggetto di discussione in questo Consiglio; ci sono temi che si ripetono, è come se uno, non dandole la risposta che lei vuole, andasse nuovamente interrogato. Noi abbiamo già detto come la pensiamo su questa legge, ma va bene così.

Come le avevo detto l'altra volta, non è stato tanto il tempo per lei e l'Assessorato ai Trasporti, probabilmente è preferibile un'altra posizione, ma anche lei in quei sei mesi la delibera la poteva fare. Poi mi dirà: "Ho avuto tantissime altre cose da fare", però sicuramente non si è occupata di fare questa delibera.

Detto questo, le leggerò quello che è preparato, così seguo il filo logico della risposta.

La legge in questione ha posto degli obiettivi estremamente sfidanti da raggiungere, non pare tuttavia possibile risalire a quali analisi o dati scientifici statistici siano stati utilizzati per fissare questi target e definire gli spostamenti sistematici misurabili, perché, ovviamente, per stabilire un traguardo bisogna conoscere il punto di partenza, altrimenti non si ha nessun riferimento.

Inoltre, anche la definizione di misurabile non è univoca, basti solo pensare al fatto che all'epoca si utilizzavano apparati posizionati a bordo strada, dotati di cavi pneumatici, che non erano in grado di distinguere il tipo di mezzo in transito (tir, autobus, autovettura, moto), ma solo di contare gli assi.

Oggi, al contrario, sono disponibili strumenti molto più sofisticati, come ad esempio i big data telefonici, che consentono di rilevare lo spostamento di ogni singola persona dotata di cellulare e di differenziare anche il tipo di spostamento effettuato (a piedi, in bicicletta, con un mezzo privato, con un mezzo pubblico).

Questa criticità è peraltro confermata proprio dal comma 4 dell'articolo 1: "La Giunta regionale definisce criteri e modalità di misurazione degli obiettivi" - pare quindi evidente la mancanza di un riferimento certo, di un anno zero dal quale partire per costruire un percorso per raggiungere obiettivi ragionevoli.

Si aggiunga poi che a inizio 2020 si è verificata la diffusione nel mondo della pandemia da COVID-19, che ha profondamente modificato gli stili di vita di tutte le persone.

Un percorso più rigoroso e corretto è stato invece effettuato per la redazione del PEAR e della bozza di PRT. È stata analizzata la situazione attuale, vale a dire i consumi energetici e la mobilità dell'anno più recente a disposizione, e da quei valori sono stati posti degli obiettivi, questa volta realistici e non stabiliti in modo non scientifico, e sono state definite le strategie per raggiungerli. Questo pare un percorso più rigoroso e corretto, basato su dati concreti.

Sarebbe quindi preferibile utilizzare i valori contenuti nei due piani, invece che quelli fissati nel 2019 in maniera non propriamente scientifica e peraltro risalenti a prima dei recenti eventi che hanno profondamente modificato le abitudini e gli stili di vita delle persone, quali la pandemia, i conflitti in corso e la crisi energetica.

Di conseguenza, parrebbe opportuno aggiornare i valori previsti dalla norma attraverso una sua modifica, allineandoli a quelli più affidabili e recenti ai due piani, ed è quello che faremo nella prossima primavera, andando a aggiornare la legge 16/2019.

Punto 2, "Come si intende operare nei prossimi anni per raggiungere l'obiettivo al 50% entro il 2030, come previsto dalla legge?": la citata legge regionale già definisce le principali linee di azioni per migliorare la mobilità e renderla meno impattante sulla vita di residenti e turisti. Ciò deve avvenire attraverso il relativo strumento di pianificazione (PRT), ora in fase di VAS.

Ovviamente si tratta di un documento più aggiornato rispetto alla legge, che quindi tiene conto degli importanti accadimenti di questi ultimi anni e della situazione attuale. In esso sono contenute alcune linee di azione innovative rispetto alla legge del 2019. Se queste proposte saranno condivise e approvate da questo Consiglio, porteranno un aggiornamento della legge di allora in base ai nuovi indirizzi di oggi.

Solo dopo la graduale applicazione del piano, attraverso l'attuazione delle strategie in esso definite, sarà possibile avviare una periodica misurazione di determinati indicatori e valutare concretamente le ricadute sugli spostamenti di persone e merci.

A titolo però di esempio, pare opportuno citare l'introduzione dell'abbonamento Special 20 (al costo di 20 euro è possibile utilizzare senza limitazioni di corse e di linee l'intera rete di autobus regionali per un mese), che se nel 2023 vedeva un numero di persone abbonate nel numero di circa 3.000 al mese, oggi vede, a settembre 2024, più di 5.000 Special 20 venduti.

Ovviamente queste - come le politiche che stiamo sostenendo per la sostituzione dell'auto con l'auto elettrica, come le politiche che stiamo promuovendo sul trasporto pubblico relativo al trasporto sostitutivo e come altre politiche che abbiamo messo in campo - sono tutte politiche che vanno nella direzione di migliorare gli obiettivi generali della legge, lo ribadisco, cercando ovviamente di aggiornarla a dei valori che siano misurabili e di mettere in pratica azioni di misurazione tipo quella dei big data, anno per anno, che ci consentano di capire se effettivamente stiamo raggiungendo i risultati che ci siamo proposti di raggiungere.

Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.

Minelli (PCP) - Assessore, lei dice che in sei mesi - sono quasi sette quelli che io ho passato in Assessorato - non ho fatto la delibera. Io le rispondo in questo modo: lei si ricorda la fatica che ho fatto per riuscire ad approvare a febbraio 2021 - ho dovuto convincerla perché era una delibera congiunta - la Roadmap Fossil Fuel Free al 2040? Ricorda l'approvazione di quella cosa?

Io ricordo benissimo le fatiche che sono state fatte per approvare alcune cose, ricordo anche tutte le delibere che non sono mai nemmeno state esaminate e che tornavano indietro, perché erano quelle che non erano gradite, visto che andavano in una direzione. Parlo anche del piano regionale dei trasporti, che era collegato a questa questione della legge sulla mobilità sostenibile, perché anche lì se ne parlava.

Io ho dovuto addirittura arrivare a chiedere al Presidente del Consiglio di trasmettere alle Commissioni la bozza di piano regionale dei trasporti, perché non era possibile nemmeno arrivare a una delibera in Giunta per avviare quella che poi poteva essere la procedura di VAS.

Si immagini le fatiche che si facevano per qualsiasi delibera. Su questo abbiamo provato a lavorare, effettivamente c'erano tante altre questioni e devo dire che sette mesi - ma sono di meno, effettivamente - sono anche pochi. Ma io non mi sottraggo alle responsabilità, effettivamente in quei mesi si poteva fare anche tanto di più. Con le risorse che avevo e con il vento che andava in senso contrario, come è andato, io credo di aver lavorato in maniera sufficiente, se non altro.

Al di là di questo, veniamo alla situazione della legge 16/2019. La Regione, a distanza di cinque anni, è comunque inadempiente. Perché sono passati cinque anni e quella delibera non c'è.

Posso capire che sia difficile farlo, ma non c'è stato un tentativo. Non abbiamo mai visto una discussione, non se ne è parlato. Si poteva discutere di questa cosa, non è stato fatto.

Perché? Perché, secondo me, non c'è una volontà di andare in quel senso, e lo dimostrano tante cose. In particolare, la schizofrenia con cui qui si approvano dei documenti e poi si fanno scelte diverse.

Qui si sta facendo, e lei lo ha sottolineato, tutto quello che con questa legge si è messo in campo, come con altre, e poi troviamo un DEFR, ma soprattutto una bozza di piano regionale dei trasporti, che ci dice che, visto che dobbiamo andare in una situazione di sostenibilità e visto che abbiamo l'obiettivo di essere una Regione fossil fuel free al 2040, che cosa facciamo? Pensiamo di chiudere la Aosta-Pré-Saint-Didier, pensiamo di fare dei collegamenti stradali intervallivi fra un po' a ogni colle e a ogni passo e raddoppiamo il tunnel del Monte Bianco.

Questi sono degli esempi, ma ce ne sono molti altri.

Tutto questo quando in regioni molto più a nord di noi, in zone del mondo... lei cita sempre quello che l'Europa e il mondo dovranno fare, visto che parla di Europa e di scelte che saranno importanti per tutti, le faccio presente che il 2025, per esempio, in Norvegia, dove notoriamente forse fa un po' più freddo che da noi e dove ci sono dei problemi, sarà l'anno in cui la Norvegia sarà il primo Paese al mondo a vendere soltanto auto elettriche. Su questo si potrebbe discutere e so che innescherebbe un grande dibattito.

In ogni caso, io ho ascoltato le cose che lei ha detto e mi sembra proprio di capire che, al di là del fatto che nella primavera del 2025 la legge 16 verrà riaggiornata - e anche noi abbiamo detto più volte che ci sono delle cose in quella legge che vanno riaggiornate, forse non intendiamo l'aggiornamento nello stesso modo - però quella delibera non c'è e non ci si è lavorato.

Un'altra questione. Noto che, ogni qualvolta c'è da giustificare in qualche maniera anche alcune mancanze, si tira in ballo la pandemia e la guerra, con le difficoltà energetiche che ci sono. La pandemia ha cambiato il sistema dei trasporti e le abitudini delle persone, ha cambiato tutto tranne che dare delle indicazioni diverse per quello che riguarda la politica sanitaria, e mi riferisco alla questione anche dell'ospedale, di cui abbiamo parlato ieri.

Vale per tutto, la pandemia, tranne per le cose per cui, forse, la pandemia ha davvero cambiato la situazione delle persone.