Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4102 del 7 novembre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4102/XVI - Interpellanza: "Intenzioni sull'espressione del Consiglio regionale in merito allo studio e alle alternative progettuali del collegamento intervallivo 'Cime Bianche'".

Marguerettaz (Presidente) - Saltiamo il punto n. 67 e siamo al punto n. 68 all'ordine del giorno. La parola al consigliere Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Abbiamo già affrontato questo tema nello scorso Consiglio perché, appunto, era stato portato all'ordine del giorno da parte della collega Minelli sul DEFR, ma forse è necessario qualche approfondimento in più, perché, appunto, abbiamo appreso dalla sua audizione in Commissione e dal coordinatore - e successivamente l'ha anche spiegato durante la discussione dell'ordine del giorno - che le società Monte Rosa e Cervino si sono mosse nell'iter di affido del cosiddetto DOCFAP, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, in base al decreto legislativo 36/2023.

Sul momento, quando ha citato questo decreto legislativo, a parte chi è un tecnico... per noi non è stato assolutamente semplice fare un approfondimento immediato, perché appunto il DOCFAP è regolamentato nell'allegato 1.7 del decreto legislativo, che è alquanto corposo.

Qual è il punto? Il nuovo codice degli appalti ha modificato la disciplina della progettazione, prevedendo due livelli progettuali e includendo, tra l'altro, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, che deve essere redatto nel rispetto dei contenuti del quadro esigenziale ed è prodromico alla redazione del Documento di indirizzo alla progettazione, il cosiddetto DIP.

DIP che indica, in rapporto alla dimensione, alla specifica tipologia e alla categoria dell'intervento da realizzare, le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari per la definizione di ogni livello della progettazione.

Con questo DOCFAP, quindi, si è sancito il primo passo per iniziare la progettazione dell'opera, senza che comunque il Consiglio abbia detto niente sullo studio.

Le stesse società in audizione - non riporterò il verbale, perché non ho ancora capito se si possa fare o no, teoricamente no - comunque avevano sancito il fatto che lo studio avrebbe poi dato a noi Consiglieri gli strumenti per dare mandato alle stesse società per procedere con una progettazione esecutiva e definitiva.

Invece, con questo documento si supererebbe dunque già lo studio, senza che appunto noi ci siamo espressi, per valutare l'alternativa migliore fra quelle proposte e per iniziare la progettazione dell'opera. Ma non mi sembra che, appunto, questi fossero gli accordi.

Di certo noi non siamo dei tecnici, però almeno approfondire la questione, soprattutto economico-finanziaria, credo sia assolutamente essenziale, dato che comunque le società hanno addirittura chiesto un finanziamento del 100% regionale. Va bene che sono partecipate, quindi i soldi, da un lato o dall'altro, sono sempre soldi pubblici in qualche maniera, però - avendo il finanziamento richiesto una legge speciale che, come per la Skyway, finanzi al 100% - giustamente deve essere fatta tutta una serie di considerazioni.

Assessore, lei sa benissimo che dal nostro punto di vista non siamo assolutamente contrari al progetto, anzi, però sappiamo che è un progetto di un'importanza veramente grande e quindi di certo devono essere fatti tutti gli approfondimenti necessari, come comunque era appunto stato detto.

Sicuramente poi risponderà che in realtà questo passo avanti è stato tracciato dai DEFR scorsi, in merito appunto alla fattibilità tecnico-economica, ma il Consiglio, almeno da questo lato, ha avuto un ruolo totalmente marginale.

Ne abbiamo già parlato: che ci sia la volontà politica da parte della maggioranza di portare avanti questo progetto è fuori da ogni dubbio, nessuno lo mette in discussione assolutamente, anzi; però, proprio perché si era sancito il fatto che era il Consiglio che doveva contribuire ed essere partecipe nell'analisi, nello studio e poi comunque anche nella valutazione della fattibilità tecnico-economica dell'opera, questo iter credo debba essere portato avanti.

Mi auguro veramente, che ci sia stata una sorta d'incomprensione fra lei e il Presidente di Commissione, perché appunto sembra che magari... ma lei giustamente non ha partecipato alle audizioni, quindi non può sapere cosa si sia detto e cosa no, però forse potrebbe aver creduto che dopo quell'audizione si potesse andare avanti senza nessun tipo di problema e che l'analisi dello studio fosse terminata, cosa che in realtà non è assolutamente vera.

Questa iniziativa serve appunto per fare chiarezza e si vuole un minimo ribadire se ci sia l'intenzione di far esprimere il Consiglio regionale su questo studio e sulle alternative proposte in esso: premettendo che non siamo dei tecnici, quindi non possiamo dire se vada bene l'alternativa 1 o l'alternativa 3, perché non abbiamo di certo le competenze, almeno, io a livello personale, per dire qual è la cosa migliore, però approfondire la questione, dato che è uno studio molto corposo, assolutamente sì.

"Quale sia poi il motivo per cui le società stanno procedendo con l'affido del DOCFAP, esautorando in questo caso il Consiglio regionale, quando era stato detto che lo studio era propedeutico al DOCFAP": se non abbiamo dato nessun tipo di parere sullo studio, non capisco perché si vada già avanti in questo senso.

Inoltre, "Di chi sia stata la decisione" - se sua, Assessore, o delle società - "Di procedere con il prossimo affido del Documento di fattibilità delle alternative progettuali senza neanche comunicarlo al Consiglio regionale, se non ad iter avviato".

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Bertschy. Ne ha facoltà.

Bertschy (UV) - Grazie, collega Lavy, anche per come ha illustrato l'iniziativa. Probabilmente il tema è un tema di grande importanza e può anche essere che, rispetto alla terminologia a livello tecnico, a volte ci possano essere delle incomprensioni, o anche una comunicazione sbagliata da parte mia, come del coordinatore, come è capitato durante l'audizione. L'ho chiarito nel corso della discussione dello scorso Consiglio.

Vengo alle risposte e poi cerco anche di fare due considerazioni di tipo politico.

Da parte della maggioranza, per venire alla prima domanda, "Se ci sia l'intenzione di far esprimere il Consiglio regionale sullo studio e sulle alternative proposte in esso", io non risponderei esattamente a questa domanda.

Se ci sia la volontà politica di continuare a confrontarci in Commissione e in Consiglio: sì. Io credo che sia necessario, l'ha detto intervenendo anche il Presidente di Commissione nella scorsa occasione: fare una riunione, magari più ristretta, per capire le opposizioni cosa chiedono per fare questo lavoro di approfondimento e che cosa possiamo dare, come ruolo politico, agli organi che abbiamo. Lo ha detto lei e lo ribadisco io: a livello tecnico sarebbe sbagliato sostituirsi, anche perché, al di là delle competenze, c'è poi anche una questione di responsabilità degli iter previsti.

La maggioranza non ha nessuna intenzione di non lavorare apertamente su questo progetto, lo abbiamo fatto fin dal 2020, dal primo DEFR, e lo abbiamo fatto in via successiva. I DEFR indicano i percorsi, ma questi assolutamente non precludono il confronto. Bisogna capire, una volta per tutte - ma io sono a disposizione anche per una riunione con le Commissioni o con i capigruppo, con chi si vorrà - capire che cosa s'intende per espressione del Consiglio, così andiamo nel dettaglio.

Più colleghi l'hanno richiesto, l'ha richiesto la collega Minelli e l'ha chiesto il collega Aggravi: decidiamo qual è il ruolo che vogliamo dare in questa fase e lo facciamo. Ci mancherebbe che volessimo non collaborare su progetti di così ampia portata e interesse.

Noi siamo molto convinti che l'operazione possa andare avanti, l'abbiamo detto; questo è sostenuto anche da tutta una serie di espressioni delle strutture da parte dell'amministrazione regionale.

Il gruppo Lega lo diceva già allora, come ho avuto modo di dire durante la scorsa discussione in aula: addirittura il gruppo Lega, quando avevamo fatto questa scelta sul DEFR 2022, l'aveva ritenuto un passo anche troppo frenato, quindi ben venga l'approfondimento.

Ripeto: vediamo che cosa si richiede, se un'ulteriore audizione in Commissione su quel documento, o altro.

Al punto 2, "Quale sia il motivo per cui le società stanno procedendo con l'affido del Documento di fattibilità delle alternative progettuali dell'opera, esautorando il Consiglio regionale, quando più volte i loro vertici hanno sottolineato che sarebbe stato il Consiglio regionale a decidere cosa si sarebbe dovuto fare".

Su questo probabilmente la domanda è stata fatta in seguito all'audizione. Nello scorso Consiglio ho detto che non si tratta di un nuovo documento, il documento è quello iniziale, quello dell'affido del progetto, che le società hanno ritenuto, ai sensi del decreto legislativo 36/2023, articolo 41, allegato 1.7 - più che le società, i professionisti che hanno analizzato lo studio per la società - che possa essere un DOCFAP ancora da completare, quindi non c'è stata un'indicazione di andare avanti, piuttosto di dare a quel progetto il valore di DOCFAP. A oggi non è ancora stato approvato e le società, per approvarlo, ovviamente chiedono anche una chiarezza all'amministrazione regionale sui prossimi passi e l'attivazione di un apposito accordo di programma.

È per quello che nei DEFR dell'anno passato e di quest'anno noi abbiamo detto che è necessario dare avvio all'iter autorizzativo, così da poter poi far esprimere le strutture eventualmente su tutto il procedimento.

La domanda 3 a questo punto è superata, nel senso che non c'è stata un'indicazione di andare avanti, ma piuttosto adesso sono anche le società che chiedono alla parte politica - al Consiglio, alla Giunta, alla maggioranza - come procedere, perché manca una serie di elementi, in particolare, si diceva l'altra volta, sarebbe necessario procedere con la VAS e la VINCA. Per andare avanti, appunto, va disciplinato un iter a livello amministrativo, che potrebbe essere disciplinato attraverso un accordo di programma.

Ribadisco che ci sono stati magari dei momenti in cui non siamo stati sufficientemente chiari, lo dico anche perché più volte ci sono stati in quest'aula confronti con la collega Minelli. È necessario capire qual è il ruolo che deve assumere il Consiglio, se è il Consiglio, o la Commissione, se è la Commissione, rispetto ai documenti che oggi abbiamo in mano. Non saremo sicuramente noi a precludere una discussione sull'argomento.

Presidente - Per la replica, la parola al collega Lavy.

Lavy (LEGA VDA) - Sono soddisfatto, ho apprezzato anche i toni con cui ha detto che c'è massima disponibilità.

È vero, il punto interrogativo era in qualche maniera capire come lavorare, perché è sempre stato detto che il Consiglio ha un ruolo centrale, però non si è definito come e cosa significhi che il Consiglio abbia un ruolo centrale.

Ci sta fare una riunione fra capigruppo per decidere i prossimi passi da portare avanti.

Credo sia assolutamente corretto e qualcosa di veritiero che ci sia la volontà, credo da parte di tutti, nel confrontarsi su questo tema.

Per quanto riguarda invece la risposta alla seconda domanda, ho capito che lei, appunto, non c'entra niente e su questo non avevo tanti dubbi.

In qualche maniera, mi lascia qualche punto interrogativo, invece, l'atteggiamento delle società, perché, non avendo magari avuto nessun tipo di responso dalla parte politica, per capire come sarebbe andata avanti l'analisi di questo studio, magari una telefonata a qualcuno del Consiglio, magari non a lei, ma al Presidente di Commissione, per capire se l'analisi dello studio in Commissione sarebbe andata avanti, forse doveva essere fatta. Perché, come ho detto prima, il DOCFAP è un documento preliminare alla progettazione ed era stato più volte ribadito che lo studio serviva a noi per dare poi degli indirizzi per la progettazione, per portare avanti questi iter, cosa che non è stata fatta.

Sappiamo benissimo che, quando si tratta di certi argomenti, alcuni dubbi vengono fuori. Non parlo di lei, Assessore, parlo a livello di società, perché più volte vediamo alcuni atteggiamenti che creano tante domande, per non dire altro.

Apprezzo quindi il suo spirito, apprezzo il fatto che comunque stia anche a noi, in quanto Consiglieri, vederci e decidere cos'è che vogliamo per sintetizzare questa centralità del Consiglio, quindi sicuramente ci aggiorneremo.