Oggetto del Consiglio n. 4018 del 3 ottobre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 4018/XVI - Interpellanza: "Azioni volte a contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale nel territorio regionale".
Bertin (Presidente) - Punto n. 49. Per illustrare l'interpellanza, ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Torniamo a parlare in questo Consiglio di un tema che colpisce il settore del commercio. La desertificazione commerciale è un fenomeno in costante crescita che descrive la progressiva riduzione o addirittura l'assenza di negozi tradizionali all'interno di un'area, solitamente un centro urbano. Si tratta di un cambiamento significativo nel tessuto commerciale che porta alla perdita di vitalità, attrattività di un luogo. Secondo i dati di Confcommercio, in 11 anni, tra il 2012 e il 2023, sono spariti oltre 111 mila negozi al dettaglio e 24 mila attività di commercio ambulante. Ricordo che questa categoria non viene mai menzionata o presa in considerazione. Una crisi che colpisce il settore del commercio non soltanto a livello nazionale, ma anche nella nostra regione i dati sono molto allarmanti. Dal 2012 ad oggi i negozi di commercio al dettaglio sono passati da 250 a 178, un negozio su quattro ha abbassato le serrande per sempre. Permettetemi di ricordare le parole del Presidente di Confcommercio: "La desertificazione dei centri storici sta diventando una preoccupante costante, spariscono le attività commerciali, mentre l'offerta viene sostituita dall'apertura di bar e ristoranti". Quali possono essere le cause di questo fenomeno che portano alla chiusura delle attività commerciali? L'abbiamo più volte ricordato, l'ha ricordato anche lei, Assessore, l'e-commerce, la diffusione sempre maggiore dello shopping online ha sottratto clienti ai negozi fisici, soprattutto per quanto riguarda i prodotti di largo consumo. I cambiamenti nei modelli di consumo, le abitudini di acquisto sono cambiate, con una maggiore attenzione al risparmio e alla ricerca di prodotti specifici. La crisi economica, la recessione economica e la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie hanno ridotto in parte la spesa nei negozi e nei negozi di vicinato. I grandi centri commerciali, l'attrazione esercitata dei grandi centri commerciali, con la loro vasta offerta di prodotti e servizi, ha spesso svuotato i centri storici. Ne abbiamo parlato anche nell'ultimo Consiglio, la grande distribuzione sta fagocitando le piccole attività di vicinato. L'aumento dei costi, l'incremento dei costi di gestione, dei negozi, come affitti, bollette e tasse, ha reso difficile la sopravvivenza delle piccole attività commerciali. I cambiamenti demografici, l'invecchiamento della popolazione e l'abbandono dei centri storici da parte dei giovani hanno modificato la domanda di beni e servizi, una serie di difficoltà, come più volte abbiamo evidenziato in questo Consiglio, che hanno messo a dura prova il settore del commercio impoverendolo, ma non solo.
Le conseguenze della desertificazione commerciale, tra l'altro, impattano sulla qualità di vita dei cittadini e sullo sviluppo economico di una città o di una Regione causando perdita di servizi. La chiusura dei negozi comporta la perdita di servizi di prossimità, costringendo i cittadini a spostarsi per fare la spesa o per acquistare beni di prima necessità. Il degrado urbano, i negozi vuoti e le strade deserte contribuiscono al degrado del tessuto urbano, creando un ambiente meno attraente e sicuro ed è quello che emerge anche nella nostra regione. La desertificazione commerciale di alcune aree ha provocato un aumento di episodi di criminalità che hanno colpito cittadini e tessuto commerciale locale. Vorrei segnalarle le parole del Presidente di Confcommercio Aosta in un'intervista: "La chiusura di negozi e l'abbassamento delle saracinesche contribuiscono a creare un vuoto urbano che diventa terreno fertile per ulteriori atti criminosi. Poter contare sulle vetrine accese e negozi attivi rappresenta un ottimo deterrente per qualsiasi azione criminosa". Altra cosa: la perdita dei servizi, quindi la chiusura dei negozi, comporta la perdita di servizi di prossimità, la perdita di identità, la scomparsa dei negozi storici e tipici di un luogo porta alla perdita dell'identità e delle tradizioni locali. Nella nostra Regione ci sono molteplici negozi storici che andrebbero valorizzati, magari anche con una legge, chissà. L'impatto sull'economia locale, la desertificazione commerciale ha un impatto negativo sull'economia locale, riducendo il numero di posti di lavoro e diminuendo così l'introito fiscale dei Comuni. Queste ripercussioni si hanno anche a livello regionale, tant'è che, per contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale, una misura a sostegno dell'attività di vicinato è stata resa strutturale dall'Amministrazione regionale. Sono stati stanziati 2 milioni di euro per il triennio 2024-2026, una cifra importante, ma non risolvono, a nostro avviso, il problema della desertificazione commerciale, come anche lei lo ha spesso evidenziato nelle nostre interpellanze.
Evidenziato che nella nostra regione il problema della desertificazione commerciale è in rapida crescita e che la Bassa Valle è la zona più colpita di questo fenomeno - ma, non solo, le ricordo che anche alcune zone del capoluogo regionale sono colpite da questo fenomeno -, il Consigliere interpella l'Assessore competente per conoscere quali siano le azioni che l'Amministrazione regionale ha intenzione di mettere in campo, oltre appunto ai contributi per le attività di vicinato, per contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Inizio la mia risposta facendole i complimenti, collega Ganis, ma lo dico in modo molto serio, perché lei nei primi sei minuti del suo intervento ha fatto un'analisi molto puntuale delle problematiche legate alla desertificazione commerciale, quindi ha fatto un'analisi che le devo dire condivido in toto, che però contiene al suo interno solo una proposta: quella di valorizzare le botteghe storiche, che credo sia una componente che non va sottovalutata, ma che certamente non può risolvere i problemi che lei ha e, lo ripeto, molto, molto correttamente analizzato. Peraltro ha posto un problema che è quotidianamente all'attenzione dell'Assessorato che ho l'onore di presiedere in questo periodo e che è stato recentemente riportato all'attenzione anche da parte di Confcommercio Valle d'Aosta. È bene ricordare che la cosiddetta "desertificazione commerciale", ossia la progressiva scomparsa di attività di commercio in sede fissa che non vengono sostituite da altre attività, quanto meno non in pari numero, è un fenomeno che, pur con differenze regionali, interessa ormai da diversi anni l'intero territorio nazionale ed europeo. Questo fenomeno è infatti in larga misura il risultato di macrotendenze strutturali, quali il rallentamento della domanda per i consumi, la diminuzione del numero dei consumatori, il Covid; salto tutta questa parte perché è già contenuta nella sua esposizione.
Dal 2021 la concessione di contributi a fondo perduto per la nuova apertura per il mantenimento dell'attività di esercizi di vicinato per il commercio al dettaglio di generi alimentari e di prima necessità ha dimostrato di essere un utile sostegno agli operatori del settore, come ribadito in varie occasioni dalla stessa Confcommercio Valle d'Aosta. A partire dal 2024 questa misura è stata perciò confermata come strutturale ed è stata ulteriormente finanziata con uno stanziamento annuo complessivo che, tra bilancio e assestamento, ha portato a un milione di euro. Questa misura, come qualunque altro intervento a livello locale, non può ovviamente azzerare l'effetto di trasformazioni macroeconomiche o demografiche continentali, ma ha comunque il merito di aiutare le piccole imprese commerciali ad avviare nuove attività e di dare alle imprese già attive il tempo per adeguarsi alle sfide poste dai cambiamenti del mercato. A questo proposito le do qualche dato riferito agli anni di applicazione della misura: nel 2021 126 beneficiari, 112 per mantenimento dell'attività e 14 per nuove aperture, nel 2022 153 beneficiari, di cui 146 e 7 nuove aperture, nel 2023 149 beneficiari, 144 per mantenimento e 5 per nuove aperture, per il 2024, anche se sembrava che la tendenza fosse negativa e quindi non ci fosse nemmeno più la domanda per la misura, siamo a 127 domande, ma mancano ancora 9 giorni alla scadenza, l'anno scorso ne abbiamo ricevute 149, per cui diciamo che quasi certamente saremo in linea con l'anno precedente. In effetti le diverse attività commerciali, anche in funzione di come sanno adattarsi al nuovo contesto, possono gestire in modo più o meno efficace le nuove esigenze della clientela sia rispetto a prodotti e servizi offerti, sia rispetto alle opportunità offerte dal commercio online. Vale anche la pena di ricordare che, oltre ai contributi a favore degli esercizi di vicinato, l'Assessorato gestisce anche un'altra misura, anch'essa a carattere strutturale, a favore delle piccole e medie imprese del commercio, dei pubblici esercizi o delle imprese che esercitano altre attività economiche nel settore dei servizi, è costituita dai mutui a tasso agevolato per investimenti o per costituzione di liquidità previsti dalla legge regionale 19/2001. Sono allo studio ulteriori iniziative di sostegno, anche a favore delle attività commerciali, prevalentemente per promuoverne l'adeguamento alle dinamiche e al contesto economico che abbiamo descritto attraverso aiuti in materia di innovazione ed efficientamento energetico delle strutture.
Vorrei anche sottolineare che i dati di Confcommercio che lei ha citato e che per inciso non sono relativi alla Valle d'Aosta come indicato, ma soltanto al Comune di Aosta e sono riferiti a un periodo di 11 anni, che va dal 2012 al 2023, sono contenuti nella ricerca demografica d'impresa nelle città italiane presentata nel marzo scorso dall'Ufficio studi Confcommercio, peraltro una ricerca che offre anche degli spunti interessanti. Uno di questi è la correlazione positiva tra turismo e commercio, in altre parole le località più attrattive per i turisti con più servizi di ristorazione e alloggio sono quelle che registrano una minore diminuzione del numero dei negozi. È una sinergia, quella tra turismo e commercio, che l'Assessorato mette a frutto sia favorendo e promuovendo i diversi aspetti dell'offerta turistica regionale, in particolare quelli legati alla cultura e all'enogastronomia e all'artigianato, sia favorendo le ricadute positive del turismo sul commercio anche in termini economici.
Ricordo a questo proposito che è stata avviata quest'anno l'applicazione della nuova disciplina dell'imposta di soggiorno, di cui abbiamo recentemente parlato in quest'aula, che dovrà ora essere versata anche dagli ospiti degli alloggi a uso turistico. Questa è un'altra misura che dovrebbe assicurare ai Comuni la possibilità di beneficiare di maggiori entrate per realizzare investimenti volti ad accrescere l'appetibilità dei nostri centri storici, la qualità dei servizi turistici e degli eventi e un'adeguata manutenzione del territorio, in particolare dell'ambiente e dell'arredo urbano. Tra gli altri spunti interessanti che emergono dalla ricerca dell'Ufficio studi Confcommercio, voglio segnalare almeno quelli relativi ai fattori determinanti della desertificazione commerciale. Tra i fattori che la ricerca individua come principali responsabili ci sono ovviamente il ricorso crescente dei consumatori agli acquisti on-line, che non è ovviamente governabile a livello locale, ma che richiede comunque alle imprese commerciali, esistenti e nascenti, anche nella gestione degli esercizi di dettaglio di prossimità, uno sforzo per adottare una varietà di canali, negozi fisici, siti web, App mobile, social media e altri canali, per promuovere l'attività per gestire le relazioni con i clienti e per vendere i propri prodotti. Gli spunti che ho citato fin qui dovrebbero evidenziare l'importanza, prima di adottare soluzioni complesse, la cui trasferibilità, in una realtà con caratteristiche socio-economiche e territoriali peculiari come quelle della Valle d'Aosta, è quanto meno dubbia, di individuare correttamente le variabili su cui è possibile ed utile intervenire, in modo da evitare il rischio di approvare interventi normativi inefficaci. Evidenzio a questo proposito che, oltre agli interventi di tipo finanziario, sono importanti, per arginare i processi di desertificazione, tutta una serie di azioni dal punto di vista della pianificazione e sviluppo del territorio, nonché dell'accessibilità e del decoro urbano, quindi parcheggi, pavimentazioni, marciapiedi, arredo urbano, che sono prevalentemente in capo alle amministrazioni comunali. Un primo confronto con l'associazione di categoria è già stato avviato e nelle prossime settimane il tavolo sarà allargato al CPEL proprio per valutare congiuntamente le migliori strategie per arginare, per quanto possibile e con gli strumenti attualmente disponibili, il fenomeno della desertificazione commerciale e tradurle in un provvedimento di legge che possa dare dei risultati concreti. Siccome nelle sue premesse c'era anche una valutazione sul Comune di Aosta, sulle problematiche del Comune di Aosta, ho chiesto una nota al Comune di Aosta, che però per mancanza di tempo non riesco a leggerle, e che le fornirò in copia, all'interno della quale l'Amministrazione comunale in qualche modo elenca le scelte che sono state fatte, la pianificazione e i risultati che sono attesi.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Ganis.
Ganis (LEGA VDA) - Grazie a lei, Assessore. Mi fa molto piacere e onore il suo complimento e la ringrazio perché non è sempre così scontato. Lei mi aveva parlato di un'interpellanza, mi aveva parlato di zone franche montane, però oggi purtroppo non esistono. Forse in futuro, ma oggi, come dice qualcuno, bisogna fare il fuoco con la legna che si ha. Ad oggi, come ha detto lei, l'unico aiuto per il momento è quello per le attività di vicinato, quindi il contributo per attività di vicinato, che sicuramente ha dato ossigeno a tutte queste attività in difficoltà. Lei ha ben evidenziato un problema: sono le Amministrazioni locali che possono adottare una serie di misure per sostenere il commercio di prossimità e contrastare questo fenomeno, ma come? A volte ne parliamo ma non abbastanza. Sono questi incentivi fiscali, la riduzione delle tasse, dove possiamo, delle agevolazioni fiscali per l'apertura di nuove attività, lo stiamo facendo, un credito agevolato alle imprese, magari non spetta a noi, però facilitare l'accesso al credito offrendo anche dei contributi a fondo perduto perché no? La formazione ha un ruolo fondamentale in tutti i campi, per questo sarebbe opportuno aggiornare le competenze dei commercianti anche nell'ambito che lei ha prima citato, che è l'ambito digitale o di marketing. Ricordo che molti anni fa il sottoscritto l'ha fatto, la Regione organizzava dei corsi per i commercianti al fine di dar loro le giuste nozioni, poi uno nel bene o nel male faceva le sue scelte; per aprire un'attività commerciale c'era il corso per l'iscrizione al REC che durava 2-3 mesi, quindi questo per me è un indirizzo importante che forma un po' il commerciante. Queste misure di sostegno vanno anche unite alla valorizzazione dell'attività di vicinato e dei centri storici, l'ha ribadito lei, una riqualificazione urbana, ma anche organizzare eventi, manifestazioni, una mobilità sostenibile ed efficiente, la creazione di parcheggi, l'ha ben evidenziato, però ad Aosta non ci sentono, perché nel nostro capoluogo parlare di posteggio diventa un tasto dolente, anzi, da noi i posteggi vengono eliminati... i mezzi pubblici efficienti, ecco, tutte queste cose possono fare la differenza, tutte queste soluzioni possono contribuire a risolvere in parte il fenomeno della desertificazione commerciale. Quello che manca - lo abbiamo più volte evidenziato - è una fattiva collaborazione tra le parti con gli altri attori, Regioni, Enti locali, le associazioni di categoria al fine di promuovere le iniziative a sostegno del commercio locale.
In conclusione, dal nostro punto di vista, il sostegno al commercio di prossimità richiede un impegno da parte delle Amministrazioni locali in primis, ma anche da noi, dalla Regione, che devono mettere in campo una serie di misure coordinate.
Solo in questo modo sarà possibile rivitalizzare i centri storici, i nostri Comuni, favorendo così lo sviluppo locale e migliorando la qualità di vita dei nostri cittadini. Un altro fatto importante, mi permetta Assessore, è quello di modificare - l'abbiamo più volte evidenziato e detto in questo Consiglio - la legge regionale sul commercio, ormai datata e non più a passo con i tempi. Il commercio è in continuo cambiamento, bisogna stare al passo con i tempi e, di conseguenza, agire in breve a tutela del settore.
