Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 4002 del 3 ottobre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 4002/XVI - Interpellanza: "Programmazione dei tempi di restauro dei beni culturali in considerazione della loro fruibilità turistica. Programmazione dei tempi di restauro dei beni culturali in considerazione della loro fruibilità turistica".

Bertin (Presidente) - Punto n. 32.

Si è prenotato il consigliere Distort per illustrare l'interpellanza, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Con questa interpellanza intendiamo portare all'attenzione al Consiglio regionale la prassi di valorizzazione di un bene culturale, in particolare partendo dall'esempio di un bene che è iconico per la città di Aosta: l'Arco d'Augusto.

Il nostro intendimento è sensibilizzare il Governo regionale perché realizzi una sorta di modello di valorizzazione dei beni culturali in genere, anche nella stessa fase di esecuzione dei lavori; questa è la sfida che chiediamo al Governo.

Un bene culturale ha talmente tanto da dare che emerge questo concetto fondamentale di valorizzazione del bene, e saper valorizzare del bene, significa consentire, permettere al bene di comunicare quello che ha da comunicare.

Un bene culturale, un bene storico, non parliamo poi appunto di un bene iconico, addirittura, ha una quantità infinita di messaggi da comunicare, e li comunica in tutta la fase di esistenza del bene storico, compresa, tra l'altro, anche la fase di esecuzione dei lavori.

Noi, come tutto il territorio italiano e fondamentalmente sud europeo, che si affaccia sul Mediterraneo, abbiamo una quantità di beni culturali che sono addirittura superiori, in un certo senso, a quanto se ne possano consumare. Questa formula così strana, quindi in questa situazione di tanti beni culturali, di presenza, di quantità, di grande quantità di beni culturali, può innescarsi il meccanismo di abbassare la guardia.

Ecco, il nostro ruolo oggi, in questo momento e con quest'interpellanza, è esattamente quello di ricordare al Governo che non va assolutamente abbassata la guardia; tra l'altro, è un discorso di sostenibilità, cioè se noi vogliamo trasmettere quello di cui godiamo oggi alle generazioni future, dobbiamo sicuramente mettere in atto azioni di tutela; quindi, ecco la presenza del ponteggio attorno all'Arco d'Augusto, ecco l'avvio di lavori di restauro che fanno parte di questo grande capitolo che è la tutela dei beni culturali, inteso come attività di restauro e di conservazione, ma, accanto, mai disgiunta, l'attività di valorizzazione, perché, tra l'altro, la valorizzazione è una sorta di capacità di puntare l'attenzione su un bene che già parla da sé, ma per il quale è necessario sviscerare tutti gli elementi che è in grado di comunicare, questo bene.

Senza contare, tra l'altro, che dai beni culturali nasce un indotto gigantesco, lo sappiamo benissimo, non è il caso di elencarlo, senza contare che Aosta, essendo seconda città al mondo per reperti romani (parlo di città, non di sito, perché Pompei ci supera, ma di città, Roma e poi c'è Aosta al mondo), fa sì che si crei una sorta di contesto omogeneo.

Contesto omogeneo, per chi è competente, non ha nessun bisogno di spiegazione, ma così, semplicemente per essere chiaro, per voler comunicare, significa l'insieme di quegli elementi, elementi di beni culturali, che costituiscono un tema, il tema appunto dei reperti romani.

Tutti i reperti romani messi insieme creano il contesto omogeneo della storia e del reperto della storia romana, così come altri contesti medievali, abbaziali o di fortificazioni.

Tra l'altro, il turismo tematico, e lo saprà benissimo l'assessore Grosjacques, è un turismo di élite, un turismo estremamente importante, ed è proprio un turismo, tra l'altro, che è capace di superare la stagionalizzazione, perché comunque rappresenta un'attrazione culturale che va al di là della semplice vacanza.

Ora, il casus belli: quest'estate, appena trascorsa, la città di Aosta - ripeto, seconda al mondo per reperti romani - ha visto questo monumento, icona della sua identità, l'Arco d'Augusto, impacchettato tra i teli dei ponteggi, funzionali ai lavori di tutela e restauro veri e propri. Però, da quello che ci risulta, i lavori di restauro veri e propri sono iniziati a fine della stagione estiva, mentre il ponteggio è stato allestito, giustamente, a tutti gli effetti, con i teli di protezione antipolvere, che sono anche barriera visiva, di fatto, prima della stagione estiva.

C'è stato quindi un periodo, da giugno a settembre, in cui la città di Aosta, con forte vocazione turistica, ha visto il proprio monumento-icona costretto tra schermature visive, per quanto necessarie ai lavori che, però, ripeto, sembra che siano partiti a settembre.

Non siamo noi leghisti, dai banchi dell'opposizione, che dobbiamo per forza di cose fare opposizione, quindi sollevare tutte le questioni e individuare tutti i difetti nell'attività di Governo; che vogliamo quindi puntare il dito su questa programmazione dei lavori che sembra che abbia creato scollamento, una disgiunzione tra il ponteggio e l'esecuzione effettiva dei lavori, ma noi veramente, mi creda Assessore, riprendiamo il pensiero, le osservazioni di vari utenti dell'ambito cittadino: commercianti, che comunque legano l'enfasi della loro attività anche al ruolo e alla presenza dell'Arco d'Augusto; turisti che si sono trovati all'Arco d'Augusto con un Arco d'Augusto - ripeto - impacchettato.

Questa mortificazione percettiva ovviamente non si è tradotta in un danno immediato economico per l'economia locale, però è un danno di immagine, soprattutto dal punto di vista amministrativo, perché rivela un certo tipo di sensibilità che effettivamente manca.

Con questo non voglio, a scanso di equivoci, puntare il dito sul personale operante nella Sovrintendenza; qua siamo in un'Aula politica e trattiamo un discorso politico, quindi dal Consigliere all'Assessore, ad ognuno il suo, unicuique suum, ognuno ha il suo compito, ognuno ha il suo ruolo, però, a capo di tutti i ruoli delle varie fasi, delle varie figure, c'è una regia che risiede nell'attività di governo del territorio.

Cosa si poteva fare? Si poteva programmare l'esecuzione del ponteggio a settembre - ipotesi -, in modo da eseguire il ponteggio e subito dopo avviare i lavori? Si poteva pensare di allestire il ponteggio di un fondale che riproponesse la facciata, cosa che è apparso magicamente dopo il deposito dell'interpellanza. Si poteva visualizzare anche semplicemente una scritta che consolasse chi si aspettava di vedere l'Arco d'Augusto e ha trovato invece una cortina di teli sul ponteggio, tipo "ci stiamo prendendo cura di un grande monumento", oppure "se ami, proteggi", ci poteva essere anche solo una scritta motivazionale.

Non abbiamo le risposte perché noi siamo in opposizione, le ha il Governo, ed è per questo che chiediamo se la programmazione dei tempi di realizzazione delle varie fasi dei lavori di tutela dell'Arco d'Augusto sia di competenza regionale e, in caso, quale strategia di valorizzazione del bene sia stata messa in atto per ottimizzarne la fruizione turistica nel periodo estivo, benché oggetto di lavori di restauro.

Secondo quesito: se sussista l'intenzione di messa in atto, presente o futura, di diverse dinamiche di programmazione, di coordinamento dei lavori di restauro tali da consentire la miglior strategia di fruizione dei beni culturali, in modo da contenere al minimo l'impedimento della fruizione, anche solo visiva, nello svolgimento delle varie fasi dei lavori.

In pratica, se possiamo trarre una lezione da questa situazione, questa lezione sarebbe benissimo che venisse attuata.

Presidente - Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega Distort. È assolutamente utile fare questi dibattiti, anche perché, attraverso la vostra azione di opposizione - riconosco in lei, comunque, una competenza e anche una cortesia sempre particolare, quindi la ringrazio anche per aver posto il problema -, credo si renda anche giustizia al lavoro che fanno le strutture e i tecnici; che poi, è vero, la schermaglia è tra politici, ma poi dietro ci sono delle strutture che, a prescindere da chi c'è, lavorano in una programmazione anche piuttosto serrata per cercare di valorizzare, come lei sostiene, un patrimonio immenso e meraviglioso che va restituito, ma va anche tutelato, va anche preservato, va anche conservato.

Approfitto quindi anche di questa premessa per ringraziare comunque tutti i tecnici che lavorano, non solo in questo caso sull'Arco d'Augusto, ma contemporaneamente in moltissimi siti e moltissimi beni culturali e che lavorano anche, tra l'altro, con delle risorse umane limitate, fondamentalmente perché le professionalità che servono anche per lavorare su questi beni devono essere particolari e che - come lei sa - dai restauratori ai conservatori, non sono di facile reperibilità, perché non ce ne sono proprio.

Bisogna veramente sempre fare dei lavori cercando di intercettare le migliori professionalità, tra l'altro, e l'Arco di Augusto credo sia uno di quegli esempi perché, come dicevo al collega, è un sito che è da decenni e decenni che non subisce alcun tipo di intervento, quindi si è colta l'occasione adesso.

Lei chiedeva, nella domanda n. 1, se la programmazione sia di competenza regionale e quale strategia di valorizzazione.

L'Arco di Augusto è un monumento di proprietà regionale, quindi, come tale, tutte le fasi di programmazione delle attività per la sua conservazione sono di competenza regionale.

Nel caso specifico, le verifiche poste in essere dalla Soprintendenza, che hanno rilevato problemi di conservazione materica, non hanno consentito di rimandare o riprogrammare l'intervento di restauro, anche al fine di garantire, tra l'altro, la sicurezza del monumento e dei numerosi visitatori, che sono soprattutto bambini, che si avvicinano all'Arco; le prime fasi hanno preso avvio nel dicembre del 2022, condividendone le tempistiche di realizzazione con l'Amministrazione comunale di Aosta. Si è dovuto, ovviamente, sempre visto che insiste sul territorio di Aosta, concertare i tempi, le modalità, eccetera.

Proprio la volontà di consentire la fruizione del bene - come lei ha giustamente annotato - anche durante la fase di restauro, per non deprivare del tutto turisti, cittadini e commercianti del bene, ha orientato la scelta di realizzare un ponteggio accessibile anche ai non addetti ai lavori. Questa è stata proprio una volontà, questa sì politica, e anche condivisa.

Data la particolarità dell'intervento e la specificità del bene in cui si doveva intervenire, si è deciso di procedere con due affidamenti distinti, quindi, temporalmente sfasati, che consentissero il montaggio del ponteggio prima dell'avvio dei lavori di restauro veri e propri, che sono stati oggetto di apposita procedura per la scelta dell'operatore economico.

Entrambe le procedure di affidamento hanno seguito, ovviamente, le regole imposte dal codice dei contratti.

La prima fase dell'intervento, ossia il montaggio del ponteggio, è stata conclusa in questi giorni con la messa in opera di teli esterni, come avrà visto, raffiguranti su tre dei quattro lati le facciate dell'Arco stesso in dimensioni reali, al fine di mantenere vive la visione e la presenza. Questa è stata proprio una scelta specifica di compensazione rispetto a quella che avrebbe potuto essere un ponteggio che nascondeva comunque l'opera e che non la rendeva in nessun modo visibile, se non sulla ferraglia che poi ci sarebbe stata sopra, quindi si è fatta proprio la scelta, in questa prima fase, di mettere in opera questi teli esterni.

La seconda fase prenderà avvio a partire dai primi di ottobre, quindi sta prendendo avvio adesso, una volta ottenuti i documenti necessari dalla ditta aggiudicataria e avrà una durata prevista di un anno per il restauro della parte alta dell'Arco e ulteriori alcuni mesi per la parte del basamento; intervento che sarà effettuato una volta smontato il ponteggio. Quindi, si faranno delle opere di finitura sul basamento senza ponteggio, sarà possibile comunque vedere l'Arco.

Come accennato, al fine di rendere fruibile l'Arco e raccontare il processo di restauro, è stato previsto di organizzare periodicamente visite guidate al cantiere, con la possibilità inedita di salire sul ponteggio e comprendere da vicino i materiali, le tecniche, i metodi di restauro; visite che saranno intensificate anche durante il periodo estivo.

È stato inoltre previsto di realizzare un modello tridimensionale dell'Arco da posizionarsi nei pressi del cantiere e la realizzazione di alcuni pannelli illustrativi dell'evento.

Abbiamo proprio voluto, per la logica che sottende anche alla sua interpellanza, approfittare di una criticità per dare anche degli elementi che vadano nella direzione di raccontare un processo di tutela, di conservazione e di valorizzazione di un bene; altrimenti, avremmo potuto mettere tout court dei ponteggi, chiudere l'area e procedere a dei lavori, ma probabilmente avremmo perso anche un'occasione, perché poi - come le dirò dopo e lei lo sa bene - qualsiasi bene immobile o un'infrastruttura necessita periodicamente di essere mantenuto, quindi questa manutenzione risulta ancora più necessaria per i beni che hanno un valore storico e archeologico e che rischiano di deteriorarsi.

La durata quindi di questi interventi è normalmente più lunga, come lei sa bene, di un normale intervento di manutenzione, perché i lavori devono comprendere le fasi di ricerca e di analisi, che sono funzionali alla corretta esecuzione delle attività di restauro, oltre che fondamentali per arricchire le conoscenze che di tale bene si hanno.

A questa maggiore durata degli interventi di restauro, poi, si aggiungono i tempi relativi agli affidamenti dei contratti ai sensi delle disposizioni del Codice dei contratti: non si possono fare affidamenti diretti, spesso non certi, questo lo sappiamo e questo lo so bene anche io perché bisogna tutti i giorni combattere con questa cosa, a causa dell'imprevedibilità delle domande da valutare, gli eventuali endoprocedimenti o ricorsi.

Risulta quindi evidente che rispettare in maniera precisa la programmazione degli interventi è quantomeno difficoltoso.

L'offerta culturale, gestita direttamente dall'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, è ricca e variegata, con la possibilità di visitare castelli, musei e siti archeologici.

Tale patrimonio ha la costante necessità di manutenzione e di restauro; in questi anni si è sempre cercato di avere una programmazione in grado di garantirne la fruizione, almeno parziale, o di non impedire contemporaneamente la fruizione di più siti.

È il motivo anche per cui, magari, vi è un sito che è in fase di restauro e si evita di fare tutti i lavori insieme, questo con l'intento di mantenere, come lei rilevava, comunque possibilità culturali e turistiche sul territorio.

È di tutta evidenza che non è sempre possibile procedere per garantire la fruibilità anche parziale di un singolo sito.

Se i lavori di restauro della facciata di Issogne, per esempio, non hanno impedito la fruizione perché era comunque garantita la sicurezza dei lavoratori e dei visitatori, tale possibilità non è stata percorribile in altri casi.

La possibilità quindi di rendere fruibile, nel senso più ampio del termine, un determinato bene durante le fasi di restauro e di manutenzione, dipende dalle caratteristiche intrinseche dello stesso e dalla tipologia di interventi da fare.

L'approccio, comunque, in ogni cantiere parte dall'analisi di contesto, dalle necessità operative e dalla valutazione della possibilità di mantenere un certo grado di fruizione del bene.

Il Dipartimento Soprintendenza - come è stato detto durante la presentazione del DEFR - intende dotarsi, nel prossimo futuro, di un Piano strategico pluriennale (ne abbiamo lungamente parlato) e, tra le altre cose, fornirà proprio una programmazione degli interventi sulla base delle esigenze manutentive del patrimonio culturale regionale e potrà fornire anche indicazioni in merito a eventuali azioni da mettere in essere per alimentare la mancata fruizione del bene oggetto dell'intervento.

È un po' ciò che è venuto fuori nel corso dell'ultima audizione sul DEFR.

Presidente - Consigliere Distort per la replica.

Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta che, comunque, porti pazienza, ma politicamente e programmaticamente mi lascia insoddisfatto. Ma non lascia soltanto insoddisfatto me, lascia insoddisfatta una collettività che, comunque, si è trovata una certa inibizione di fruizione di un bene.

Come ho detto nella presentazione, lo ribadisco adesso, conosco la professionalità del personale che opera nei vari uffici della Soprintendenza, a vari livelli, conosco la loro professionalità e non la metto minimamente in dubbio.

Conosco anche la carenza di personale, conosco il fatto che, soprattutto nell'ambito dell'avvio di attività edilizie, noi ci troviamo sempre in una situazione quasi di ostaggio rispetto al codice degli appalti, alle procedure, all'aspetto burocratico, così anche con la disponibilità di risorse umane, di imprese, di specializzazioni, di competenze.

Conosco tutti questi argomenti e non metto in dubbio, tant'è che io non voglio minimamente puntare il dito su questo, assolutamente, io voglio semplicemente mettere l'attenzione sul fatto che si deve pensare a strategie di valorizzazione durante i lavori, e questo, tra l'altro, sarebbe anche un aiuto ovviamente per il personale della pubblica Amministrazione, così come anche pensare di inserire clausole particolari nell'ambito delle procedure di appalto e di assegnazione dei lavori.

Lei mi ha detto che è in corso la realizzazione di un piano strategico di valorizzazione, quindi io non posso far altro che fare il tifo su questo piano di valorizzazione.

Lei mi ha citato alcuni elementi di valorizzazione che sono stati posti in atto, però, porti, pazienza ma il telo rappresentante la figura dell'Arco, del monumento, è stato installato i giorni scorsi.

L'estate è passata con un normale telo antipolvere, quindi anche frangivisuale, come qualunque condominio che ha operato attività di efficientamento energetico o di riqualificazione.

In tutta l'estate questo è stato presentato, poi che ci siano state attività parallele di fruizione, benissimo, importante anche la pubblicizzazione, che sia noto questo fatto.

Io accennavo prima che, tra le ipotesi, avrebbe potuto esserci anche una semplice scritta, meno costosa, anche solo una scritta: "Stiamo restaurando, ci stiamo prendendo cura di un bene icona", qualcosa, un messaggio comunicativo, ma così, come è stato dato e consegnato per tutta l'estate al contesto cittadino e alla fruizione di turisti, è stato consegnato un bene trattato, di fatto, più o meno con lo stesso cliché con cui è stato trattato un normale intervento di ristrutturazione in un condominio.

L'obiettivo è questo, di fare in modo, come diceva Johann Wolfgang von Goethe, "Le cose migliori si ottengono solo con il massimo dell'impegno".

Questa è la nostra visione di impegno, dare cioè il meglio di sé e, a nome del gruppo Lega, vi auguro di saper lavorare, di lavorare bene ed avere il necessario spirito critico per migliorare il vostro lavoro di amministrazione.

Presidente - Chiudiamo per questa mattinata i lavori del Consiglio, che riprenderanno alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 13:05.