Oggetto del Consiglio n. 3996 del 3 ottobre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 3996/XVI - Interrogazione: "Cause dell'impedimento all'accesso ciclo-pedonale tra via Paraveraz e via Carrel utilizzando l'attraversamento sul tracciato ferroviario".
Bertin (Presidente) - Punto n. 21. Risponde l'assessore Bertschy.
Bertschy (UV) - 1) "Con quali tempi si prevede la realizzazione di un collegamento praticabile ai più, peraltro di poche centinaia di metri, tra l'attuale pista ciclabile Lungo Dora e la rete ciclabile cittadina di Aosta, una parte di questa risposta è stata fornita anche insieme al Comune di Aosta": come si può evincere dalla mappa delle piste ciclabili che interessano il comune di Aosta, scaricabile dal sito ufficiale del Comune stesso, vi è una distanza alquanto breve per collegare la rete ciclabile a nord e a sud della ferrovia.
La ciclabile Lungo Dora è collegata alla rete cittadina attraverso la passerella ciclopedonale tra il comune di Aosta e Gressan, pertanto da Via Piccolo San Bernardo, Montfleury e Corso Lancieri questa è raggiungibile.
Il piano urbano della mobilità sostenibile, PUMS, di Aosta e la bozza del Piano regionale dei trasporti affrontano in modo coordinato il problema, prevedendo di ricucire le aree a nord e a sud della città con un attraversamento a raso di tipo ciclopedonale e del sedime ferroviario, in corrispondenza a Via Bramafan.
Intervento, questo, coordinato con la realizzazione di un metrobus verso Courmayeur sul sedime ferroviario da dismettere, con lo spostamento dell'autostazione e dell'innesto urbano con il casello autostradale Aosta centro e con il prolungamento di Via Paravera con Via Valli Valdostane, in modo da ripensare all'intero polo intermodale in maniera coordinata e complessiva.
I tempi di realizzazione di questo progetto sono legati anche alle scelte che faremo, perché se l'idea, per esempio, del metrobus avrà una sua definitiva valutazione positiva, sarà più semplice lavorare, magari anche in fase preliminare preparatoria per realizzare l'attraversamento a raso; se si rimarrà con un collegamento di tipo ferroviario, quell'attraversamento ovviamente non si potrà fare, bisognerà trovare altre soluzioni.
2) "Se l'accesso alla stazione di Aosta dal lato di Via Paravera rimarrà impedito ancora per anni (salvo scendere e salire le scale con biciclette elettriche in groppa o carrozzine condivise con occasionali malcapitati passanti), considerato che il montacarichi è costantemente inutilizzabile, nell'attesa dell'approvazione del famigerato PRT": sono già state realizzate le canalette per le biciclette lungo le scale del sottopassaggio della stazione e ogni disservizio del montascale viene prontamente segnalato a RFI perché si intervenga prontamente per la sua riattivazione.
Rispetto a questo, io ho chiesto i dati, non li ho in questo momento, delle chiusure di questo montacarichi, come lei ha segnalato, così da capire in quale quantità si crea questo problema.
3) "Qual è l'impedimento che vieta alle autorità pubbliche regionali del Comune di Aosta a guida Union Valdôtaine e PD di permettere almeno momentaneamente l'accesso ciclopedonale tra Via Paravera e Via Carrel, utilizzando l'attraversamento sul tracciato ferroviario": non si tratta di un impedimento di tipo politico, ma si tratta di poter utilizzare meno infrastrutture di proprietà o non di proprietà.
Ovviamente, in questo momento l'infrastruttura sembra libera, ma è interessata dai lavori di elettrificazione della linea Aosta-Ivrea, quindi al momento non siamo in disponibilità delle aree e, al di là di Union Valdôtaine o PD o Rassemblement o tutti gli altri, non è che un partito politico si possa sostituire alla proprietà, quindi dobbiamo rispettare le regole di lavoro che sono previste.
Presidente - Per la replica, consigliere Lucianaz.
Lucianaz (RV) - Grazie Presidente, buongiorno a tutti.
Assessore, io qui le darei un bel 4: mi spiace deluderla, ma è stata veramente una risposta insufficiente.
A parte che non sono riuscito a seguirla quando leggeva, ma probabilmente è sempre un problema mio di udito, quindi non riesco a capire che cosa dite.
Per quanto riguarda il punto 1, il collegamento tra il Pont-Suaz e la pista ciclabile di Aosta, ripeto: sono poche centinaia di metri. Mi rallegro per quanto è stato fatto nel caso del Comune di Fénis, l'ho scritto nelle premesse dell'interpellanza, la convenzione realizzata con il Comune di Fénis per una passerella ciclopedonale sulla Dora Baltea, immagino di un'entità finanziaria sicuramente superiore al collegamento terrestre tra Pont-Suaz e zona Bramafam; a Fénis, con una spesa di 1 milione e mezzo di euro, è stato previsto il collegamento giustamente per migliorare la fruibilità, la sicurezza della pista ciclopedonale, potenziare l'offerta turistica del comprensorio, esattamente quello che si potrebbe fare per Aosta sud, cioè collegare la zona della pista ciclabile lungo la Dora molto frequentata con il centro cittadino.
Non si chiede la luna, si chiede una cosa semplicissima; pare che non ci sia la volontà dell'Union Valdôtaine che vede i membri sia nel Comune di Aosta, sia in Giunta regionale, ad occuparsi di questa zona.
Tra l'altro, su "Aosta in bici" vedo che gli unici accessi in Aosta storica, nell'Aosta romana, da sud ce n'è uno solo ed è quello che passa attraverso la ferrovia. Mi dica lei in bicicletta come faccio ad attraversare la ferrovia.
Le ho anche scritto che con bici elettriche sulle spalle e farsi quelle scale non è assolutamente agevole.
Tra l'altro, avevamo chiesto, in passato, una rampa di accesso alla zona della stazione, una rampa da poter frequentare con carrozzine, con le bici; avete preferito un montacarichi: Non so di chi è la scelta, ma non certo dell'opposizione; il montacarichi in zona di Via Paravera è costantemente non fruibile, tra l'altro non ci sta neanche una bicicletta dentro, quindi ditemi voi a cosa serve spendere soldi pubblici per fare opere del genere.
Si chiede una sola rampa per accedere alla zona della stazione e poi poterne anche uscire: non è stato previsto.
L'accesso in Aosta storica, tra l'altro in bici (vedo sempre dalla cartina "Aosta in bici"), prevede un solo accesso da ovest, un solo accesso da nord, un solo accesso da sud e un solo accesso da est; è un po' poco per favorire la "Aosta in bici" di cui tanto si parla.
Per quanto riguarda invece - e qua è l'altra parte del 4 che io le assegno - la zona dell'attraversamento ferroviario, adesso accessibile, di Via Carrel, lei mi dice che non è una scelta politica, ma mi dica lei chi è che decide di mettere dei cartelli stradali, di permettere l'accesso o meno, se non sono decisioni politiche.
Se passano le auto, se passano le moto, se passano i camion su quel tratto, si chiede se in senso contrario almeno le bici possono transitare. Certo che è una scelta politica, visto che ci passano tutti, mi dica lei qual è l'impedimento del cantiere.
Allora, se non c'è la volontà di permettere di accedere ad Aosta in bici, ditelo chiaro ma smettetela, per favore, con queste pagliacciate di favorire a parole una certa sensibilità ciclabile quando poi ci sono mille impedimenti per poter attraversare Aosta in bici. Quello dal Pont-Suaz alla zona di Via Festaz è il più emblematico, è una vergogna.
