Oggetto del Consiglio n. 3984 del 3 ottobre 2024 - Resoconto
OGGETTO N. 3984/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno del Governo regionale a presentare un progetto di rifacimento degli alloggi denominati 'Ex-casa Gagliardi'".
Bertin (Presidente) - Con 32 Consiglieri presenti, riprendiamo con l'analisi dell'ordine del giorno. Punto n. 8. Per illustrare la mozione, si è prenotato il consigliere Baccega: ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Già nel Consiglio scorso ci eravamo occupati di ex-casa Gagliardi, a seguito di una serie di problematiche che si erano riscontrate all'interno dell'edificio gestito dall'ARER, ma di proprietà del Comune.
Si tratta di 25 monolocali da 22 metri quadrati, qualcuno anche di meno, e 5 tra bilocali e trilocali da 28 metri quadrati. Per chi abita i monolocali, davvero una vitaccia.
Sono unità immobiliari decisamente piccole, spazi impossibili, che si sono realizzati per effetto di una deroga che fu fatta rispetto alla legge 3/2013, che prevedeva ampiezza minima di 28 metri quadri per i monolocali e di 38 metri quadri per i bilocali, 6 metri quadri sono già una differenza.
Peraltro, anche con queste misure previste dalla legge, ai nostri giorni si tratta di spazi davvero impossibili per un abitare umano e sereno e in 26 di quegli alloggi le cucine piccole sono piccoli angoli cottura ad una piastra, che è stata fornita all'epoca dall'Amministrazione comunale, e soprattutto i bagni sono diventati particolarmente angusti, perché la doccia, molto spesso, sta sopra il bidet, quindi una cosa davvero difficile e complicata da vedere.
Nella mozione abbiamo anche richiamato la rassegna stampa di allora perché in realtà io facevo parte di quella Giunta comunale.
Richiamo alcuni titoli de "La Stampa" che ho qui, che sono riuscito a recuperare; "La Stampa" intitolava: "gli alloggi loculo diventati un boomerang per il gruppo del PD", gruppo del PD che pare negli ultimi anni si sia dimenticato che l'edilizia residenziale pubblica era un suo caposaldo negli obiettivi di Governo.
Un'altra testata titolava: "ex-casa Gagliardi, è polemica sulle dimensioni degli alloggi". É polemica perché il sottoscritto, all'interno di quella maggioranza, evidentemente aveva alzato il tiro, ma, siccome si andava nella direzione di assegnare il famoso UNI1 (62 alloggi al quartiere Dora e 36 alloggi al quartiere Cogne), si è deciso di non far cadere quella maggioranza, altrimenti veniva fuori un patatrac.
In realtà, avrebbe potuto cadere la maggioranza comunale proprio in quella fase, quindi, sulla base delle considerazioni che ho fatto, non era il caso.
Qualcuno propose di realizzare alloggi a nuclei di anziani monoparentali, realizzando una sorta di portierato sociale: secondo me tornerà questa cosa, ma non se ne fece nulla perché, fin da subito, diverse rinunce furono fatte proprio da coloro che avevano il diritto, rispetto alla graduatoria, di essere accomodati in questi monolocali.
Ora anche la gestione dei rifiuti, avere quattro bidoncini in monolocali, davvero è impossibile per queste persone, quindi bisogna davvero cambiare paradigma.
Per questo noi sosteniamo che non si possa più assegnare, in via definitiva, ovvero per tempi lunghi, alloggi monolocali di questo tipo, perché è necessario assegnare alle persone alloggi più confortevoli e con superfici minime da adeguare.
Pensare di cucinare, mangiare e dormire nello stesso spazio è un insulto al buon senso e doversi fare la doccia sopra un bidet, anche per una persona anziana, è estremamente pericoloso.
Per questo, noi chiediamo al Governo regionale di predisporre un progetto di trasformazione dei monolocali in bilocali, con superficie minima intorno ai 45 metri quadrati, e di sollecitare il gruppo che si sta occupando della revisione e della realizzazione della nuova legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica - che dovrebbe arrivare sui nostri tavoli a breve, secondo quanto ci ha detto in Commissione l'assessore Marzi la settimana scorsa -, affinché si escludano i monolocali dal panorama delle nuove progettazioni e assegnare i bilocali anche ai nuclei familiari composti da una sola persona.
Per questo noi allora diciamo che siamo in attesa di capire se in questa direzione il Governo regionale può davvero dare una risposta che è una risposta di buon senso, credo.
Presidente - Apriamo la discussione generale sulla mozione. Si è prenotato il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Ringrazio ovviamente il collega Baccega e il gruppo di Forza Italia per la presentazione di quest'iniziativa e ho trovato particolarmente azzeccata anche la presentazione del collega Baccega, perché ha citato la rassegna stampa.
Proprio parlando di stampa, le devo confessare che io, ai tempi, non svolgevo un ruolo pubblico, ma avevo un ruolo da giornalista e il 10 ottobre del 2012 scrissi l'articolo che adesso le citerò: "Un uovo delizioso con una pessima sorpresa. Questa è casa Gagliardi. A guardarla esternamente, non si può che rimanere affascinati, la costruzione si presenta nuova, la facciata elegante e signorile e l'ingresso vasto. I problemi affiorano però quando si gratta la superficie, ovvero parlando con gli inquilini. C'è chi, come la signora Severina, fa qualche cauta critica, 'gli alloggi sono veramente piccoli, io vivo da sola, ma se ci fosse stata una stanza in più, sarebbe stato meglio'. Altri ci accolgono mostrando gli appartamenti e, scongiurando di rimanere anonimi, vuotano il sacco. 'Il bagno non ha il piatto doccia e lo scarico non ha nemmeno la pendenza per permettere all'acqua di defluire. I bidet sono troppo piccoli per entrarci. Ho dato i miei mobili alla Caritas perché non entravano e speso soldi per comprarne altri', dice uno. 'Abbiamo le ventole poiché solo uno su 28 ha le finestre in bagno, e quando le attacchiamo, lo facciamo tutti insieme o se uno è spento riceve gli odori degli altri', dice un altro. Ma questo è solo il preludio. Il problema principale è nelle dimensioni: gli appartamenti, infatti, per scelta dell'allora vicesindaco di centro sinistra, Guglielminotti Gaiet, furono costruiti in palese deroga alla normativa che stabilisce una metratura minima di 28 metri quadri per i monolocali, arrivando a consegnare - dalle dichiarazioni raccolte - anche alloggi di 21-25 metri quadri, con il risultato di trasformare abitazioni decorose in stambugi difficilmente abitabili. E qui si presenta la seconda parte del problema, poiché, come dichiarato dall'Assessore Baccega, non avrebbero dovuto essere assegnati, viste le ridotte dimensioni, a persone anziane, ma solo under 65. Nel sopralluogo, invece, abbiamo incontrato ben tre anziani e ci è stata assicurata la presenza di altri. Descrivere la vita di un anziano in quegli spazi angusti è già lancinante, ma a questo si aggiunge il rapido degrado del condominio. La sbarra che impedisce l'accesso alle macchine è stata rotta, per consentire l'ingresso a chiunque, sul retro è parcheggiata una roulotte che contiene tre cani rinchiusi lì tutto il giorno. Il garage sta diventando rapidamente un deposito di cianfrusaglie, così come la lavanderia comune, dove vengono lavate coperte canine e altre sporcizie, con il risultato di intasare gli scarichi. Altro problema sono gli accessi, 'a volte persone esterne vengono a dormire qui', ci dicono le coinquiline, 'la sera c'è un via vai di macchine a causa di quest'ospitalità ed è accaduto che un esterno si presentasse di giorno e trovasse la casa chiusa, quindi disturbasse tutti per riuscire ed entrare, e come ultima soluzione usasse martello e chiodi per aprire la porta'. Riflettiamoci bene, se toccasse a noi o ad un nostro parente, vorremmo davvero vivere in queste condizioni?".
Io credo che la cronaca che feci all'epoca, inconsapevole di quello che poi ci avrebbe riservato il futuro, fotografa in maniera piuttosto precisa la situazione e mi sento appunto di condividere le valutazioni che sono state fatte. Peraltro ricordo che, ai tempi, il giornale per cui lavoravo fu chiamato da una signora che viveva in quegli alloggi e che mi risulta - perché sono stato lì recentemente - vive ancora, tra l'altro, lì, che era disperata perché aveva una necessità, un'esigenza sanitaria, ed era costantemente collegata ad una bombola d'ossigeno. Questa bombola d'ossigeno doveva sfiatare ogni tanto e, da prescrizione medica, questa bombola doveva essere collocata in una stanza diversa da quella in cui viveva, altrimenti le esalazioni avrebbero potuto nuocerle.
Questo era il 2012, oggi siamo nel 2024, questa persona vive ancora lì, quindi è di tutta evidenza che un problema c'è e condividiamo assolutamente quello che è stato detto.
Tra l'altro, giustamente lei, collega Baccega, ha parlato della questione dei bidet che credo che sia, per quanto magari possa sembrare di poco conto, in realtà importante.
Per esempio io sono andato lì e la signora mi ha fatto vedere che il bidet è talmente attaccato al muro che non si può mettere neanche la gamba dall'altra parte, per cui praticamente è una cosa veramente imbarazzante.
Io davvero sono stato colpito dalle condizioni, come sapete e come molti colleghi sanno, mi occupo di case popolari ormai da tempo e devo dire che forse il panorama peggiore l'ho visto proprio in quello stabile.
Noi ovviamente non possiamo che condividere, nella maniera più assoluta, lo spirito e le finalità di questa mozione, quindi sosterremo, qualora verrà posto in votazione, il testo che è stato proposto.
Presidente - Siamo sempre in discussione generale, si è prenotato l'assessore Sapinet, a cui passo la parola.
Sapinet (UV) - Buongiorno ai colleghi.
Un'iniziativa che è stata più volte rimandata, che oggi arriva in discussione in relazione proprio a questa mozione relativa all'edificio denominato ex-casa Gagliardi di Aosta, che è stata oggetto anche di altre iniziative che abbiamo discusso.
Riportiamo alcune righe che ci comunica l'ARER con una propria nota, che fanno un po' una prima parte di storia sull'immobile.
Il fabbricato che è sito in Aosta in Via Saint-Martin-de-Corléans 212, denominato ex-casa Gagliardi, è stato acquisito dall'ARER nell'ottobre del 2002, per poi essere destinato a nuova sede aziendale, con una progettazione preliminare che si è conclusa nel settembre del 2003.
Tuttavia poi, con la deliberazione n. 16 del 24 marzo 2004, il CdA aziendale, preso atto dell'esito dei tavoli di concertazione tenuti con le Amministrazioni locali e regionali interessate, e condivisa la volontà politica espressa dalla Giunta regionale, dall'Assessorato all'epoca competente, dal Sindaco, Vicesindaco, dagli Assessori alla casa, all'urbanistica, alle politiche sociali del Comune di Aosta, di ripristinare gli alloggi ubicati nel fabbricato per locarli ad anziani collocati nella graduatoria di ERP, ha deliberato l'integrazione del Piano operativo degli interventi dell'anno 2004, andando all'epoca poi a modificare la destinazione prevista del fabbricato a nuova sede aziendale in manutenzione straordinaria per il ripristino degli alloggi esistenti da locare a nuclei di anziani autosufficienti collocati nella graduatoria ERP.
Per quanto sopra esposto, ne discende che l'intervento finanziato, per un costo complessivo pari a 2 milioni e 250 mila euro, ultimato nel 2011, per espressa volontà condivisa di tutti gli interessati, si è concretizzato nella manutenzione straordinaria di alloggi già esistenti che sono stati mantenuti come tali a livello di distribuzione delle superfici.
Questo era un po' quello che si desume dalla storia di quest'immobile.
Venendo all'iniziativa, relativamente al primo impegno che viene chiesto al Governo, vanno messi in evidenza alcuni passaggi necessari che andrebbero messi in campo in caso di intervento sull'immobile. Questo al fine di avere tutti gli elementi utili al confronto senza avere una posizione discordante, anzi.
Un eventuale intervento di rifacimento di detti alloggi, per la trasformazione dei monolocali in bilocali, comporterebbe prioritariamente il reperimento di trenta alloggi sfitti adeguati, da destinare al trasferimento coatto dei nuclei attualmente residenti, sottraendoli all'assegnazione del bando.
Il necessario stanziamento delle risorse economiche si innesterebbe su lavori ultimati da poco, poco più di 10 anni, e quindi ancora nell'alveo del ciclo di vita utile.
Come ricordavo, queste sono considerazioni che mettiamo a fattor comune, così per avere a disposizione tutti gli elementi che non sono banali e servono appunto al confronto.
Si evidenzia che la tipologia di alloggio monolocale è presente in altri fabbricati, sia nel patrimonio del quartiere Dora, sia nei fabbricati di recente costruzione in località Croix Noire, in Via Cesare Battisti e in Via Giorgio Elter, e che un'eventuale esclusione dalla possibilità di assegnazione comporterebbe una riduzione degli alloggi disponibili, difficilmente utilizzabili in altro modo.
Tuttavia - e qui concordo con lei - è possibile immaginare quale linea guida per le progettazioni future l'eliminazione di tale tipologia. Uso il termine "immaginare" perché, pur condividendo un principio, è chiaro che la sua eventuale applicazione sarà possibile dopo un'attenta valutazione di quelli che sono gli aspetti positivi e delle criticità che gli intervenuti hanno messo in evidenza durante il loro intervento.
Per i soli monolocali del fabbricato in oggetto, invece, considerata la struttura dell'immobile, potrebbe essere altresì impostato anche un utilizzo diverso dall'assegnazione definitiva in ERP, attraverso la messa a disposizione di tali unità, via via che vengono sfittate alla Regione, per varie assegnazioni o destinazioni, restando inteso che non sarà possibile l'assegnazione di tali unità in via definitiva.
Gli alloggi rimarrebbero dunque permanentemente in disponibilità della Regione in numero sempre maggiore, con la prospettiva che, raggiunta una determinata percentuale, potrà essere possibile immaginare l'utilizzo di un fabbricato per ospitare progetti più ampi di coabitazione, con annessi servizi sociali, in spazi comuni.
Questo per riportare alcuni dei ragionamenti che, considerate le criticità che sono emerse durante la discussione, ma che conosciamo bene, sono stati fatti da ARER per le varie ipotesi e che sono attualmente oggetto di attente valutazioni e di confronto con le parti politiche coinvolte.
Come ampiamente riportato, il Governo regionale è consapevole della problematica evidenziata dal proponente attraverso questa mozione, derivante da una scelta assunta vent'anni fa e la cui risoluzione non può essere immediata, ma va sicuramente presa in considerazione e ponderata, come abbiamo detto.
L'impegno che ci sentiamo di prendere, relativamente alla questione, è duplice: da un lato, come proposto da ARER, congiuntamente alla struttura regionale competente, avviare un confronto allo scopo di prevedere, per casa Gagliardi, il progressivo utilizzo dei mini alloggi per la sola emergenza abitativa temporanea e non più per l'assegnazione definitiva, non essendo, a nostro avviso, percorribile la strada del rifacimento delle attuali unità abitative.
Dall'altro, come richiesto dal proponente al punto 2 della mozione, avviare un iter di modifica della legge 3, nella direzione di aumentare la metratura minima degli alloggi da assegnare ai nuclei composti da una sola persona, fermo restando la progressività di tale misura nel tempo, anche attraverso ipotesi di mobilità volontaria degli attuali assegnatari dei mini alloggi.
A fronte appunto di questa disponibilità, si propone di emendare l'iniziativa, andando ad aggiungere, per quanto riguarda la parte delle premesse: "dato atto che l'eventuale cambio di destinazione, con trasformazione da monolocali a più locali comporta necessariamente ampie valutazioni da parte di ARER, sia rispetto alla fattibilità tecnica costi-benefici degli interventi di ampliamento, che rispetto alla programmazione generale che comprende, tra i vari aspetti, anche la disponibilità di alloggi da destinare a nuclei attualmente residenti, nel caso si renda necessario il loro trasferimento per consentire i lavori all'interno dell'immobile".
Riguardo alla parte dell'impegnativa, come abbiamo visto anche con le strutture del collega Marzi, che ringrazio, proponiamo di riunire le due impegnative in un'unica impegnativa che direbbe: "il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a dare mandato ad ARER di predisporre una valutazione tecnica rispetto alla trasformazione di tali alloggi da monolocali in più locali, individuando nel contempo diverse opzioni di destinazione d'uso, da condividere nell'ambito del tavolo di lavoro di revisione della legge regionale 3/2013".
Presidente - Vi sono altri interventi in discussione generale? Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Siamo riusciti sul tema a fare un po' di storia; devo correggerla, perché sono stati spesi 3 milioni e 627 mila euro, ma, al di là di questo, l'ARER, secondo quanto lei mi dice, assume, come ha assunto negli ultimi anni, un potere straordinario. Ma l'ARER va guidato e va guidato come? Attraverso gli indirizzi che la maggioranza gli vorrà dare, e se la maggioranza deciderà di andare in quella direzione, allora l'ARER dovrà agire per andare in quella direzione. Quindi, ben venga l'ipotesi di dare mandato all'ARER di predisporre una valutazione tecnica rispetto alla trasformazione di tali alloggi, ma ci deve essere la volontà politica che dice "non si possono più far vivere le persone in quello stato".
Ben venga anche il fatto che nella futura legge, che andrà a regolamentare l'edilizia residenziale pubblica, si possa inserire un concetto, che il monolocale in Valle d'Aosta non può più esistere.
Attenzione, qui parliamo di monolocali che, in deroga, sono stati assegnati con misure molto più piccole di quelle che la legge 3 prevedeva: da 28 a 22 metri; 6 metri quadri fanno già una piccola differenza. A questo si è aggiunto - come le ho detto prima - il fatto che per la gestione dei rifiuti in quei monolocali devono tenere - perché molti non hanno neanche il balcone - quattro bidoncini per la spazzatura; lei si immagini come vive questa gente.
L'emergenza abitativa. Quando si esce dall'emergenza abitativa? Quando si trova un lavoro? Quelli che sono in emergenza abitativa sono praticamente stanziali, la percentuale è minima di coloro che riescono ad uscire dall'emergenza abitativa, minima.
Parlare di gestione sociale... ci avevamo provato all'epoca, vent'anni fa, il portierato, è una filosofia che non è più accettabile perché non esiste.
Bisogna prendere quegli alloggi, far fare una valutazione tecnica per trasformarli in bilocali e allora riusciamo a dare una risposta decente alle persone e agli assegnatari che vivranno lì.
Come fare? Certo, c'è un percorso lungo, non è immediato, ma già il fatto che si possa andare nella direzione di dire: "da oggi in avanti i monolocali non li programmeremo più", è un fatto estremamente positivo, a mio avviso.
Certo, bisognerà prevedere una mobilità coatta, bisognerà costruire alloggi; in passato ogni anno si assegnavano 120-130 alloggi nuovi ed era possibile fare quei percorsi di mobilità che davano delle risposte, 120 alloggi ne ho citati, ne abbiamo assegnati 120 in quell'anno, oltre a quelli di casa Gagliardi.
Non si sono più realizzati alloggi, non ce n'è più, l'edilizia popolare è stata bloccata in questo quinquennio, un po' fermata dal Covid prima e successivamente non riattivata.
Ora, Assessore, che le posso dire? Io credo che, nella filosofia che lei ha evidenziato, il fatto di dire: "impegnare il Governo regionale a dare il mandato all'ARER di predisporre una valutazione tecnica rispetto alla trasformazione di tali alloggi e monolocali in più locali", consapevoli del fatto che lei ha detto che, in effetti, è difficile vivere lì, quindi si può andare in quella direzione, "individuando nel contempo diverse opzioni per la destinazione d'uso da condividere nell'ambito del tavolo di lavoro della revisione della legge 3/2013", questo è quello che vogliamo, è vero, e guardo il mio collega, è quello che ci sentiamo di dire.
Auspichiamo che quanto prima arrivi la bozza della legge 3, proprio per capire e valutare attentamente se, condividendo i suoi emendamenti, realmente c'è la volontà politica da parte vostra di andare nella direzione di migliorare la vivibilità di questi nuclei familiari e non più cadere nel percorso di dire "progettiamo dei monolocali", ancorché di 28 metri quadrati.
Noi quindi accogliamo l'emendamento, auspicando che poi ci sia una conseguenza a tutto quanto scritto in quest'impegno.
Presidente - Consigliera Minelli ne ha facoltà, siamo sempre in discussione generale, a lei la parola.
Minelli (PCP) - Abbiamo ascoltato la presentazione della mozione da parte del collega Baccega e anche l'intervento dell'Assessore con la proposta di emendamento.
Dico subito che, dal punto di vista del buon senso - e penso soltanto in questo momento a quello -, a me sembra che la richiesta di avere degli alloggi di edilizia popolare anche più vivibili sia assolutamente condivisibile, perché credo che tutti abbiano necessità di poter abitare in luoghi idonei, che non siano delle scatole e dei loculi, come è stato più volte evidenziato, quindi se verrà messa in votazione, visto che accettate l'emendamento, voteremo la mozione.
Io ho però qualche perplessità se penso ad un discorso più generale per quello che riguarda la situazione casa anche nel nostro Paese perché, come tutti sappiamo, il decreto Salva Casa è stato convertito in legge e proprio quel decreto prevede che le metrature assegnate alle persone sono diminuite, perché per una persona si passa da 28 a 20 e per due da 38 a 28 metri quadri, e anche le altezze da 2 e 70 passano a 2 e 40, quindi su quel decreto, che è stato convertito in legge, noi abbiamo delle grosse perplessità, proprio perché il discorso che ha fatto il collega Baccega che, a mio avviso, è di buon senso, pensando a quelli che devono essere gli alloggi dignitosi per le persone... poi però qui, a livello di normativa nazionale, si va a dire, -e mi sembra che la forza che rappresentate sia al Governo- qualche cosa che è in controtendenza, per lo meno.
Non solo, io ho letto sui giornali - però devo essere sincera, lo confesso, non ho approfondito molto la questione - che durante la discussione del decreto, che poi è stato convertito in legge, è stato anche ritirato dalla stessa maggioranza un suo emendamento che era stato presentato e che andava a insistere proprio su normative che riguardavano l'edilizia popolare pubblica.
Ben venga quindi la volontà di sistemare una situazione nella nostra Regione, noi siamo d'accordo, però la mia perplessità è che si viaggia un po' a corrente alternata, a livello locale, per quello che riguarda anche la forza che rappresentate e a livello nazionale.
Comunque, con la modifica che ha proposto l'Assessore - anticipo già la dichiarazione di voto - noi voteremo questa mozione, però manteniamo una perplessità di fondo, perché poi ci rendiamo conto che, invece, sul territorio nazionale succederanno delle cose diverse e, per assurdo, si potrebbe arrivare addirittura ad una situazione per cui io mi posso comprare, affittare un alloggio da 20 metri quadrati se sono da sola e se invece sono in una condizione di edilizia popolare però devo averne 45.
C'è qualcosa che non quadra bene, secondo noi.
Presidente - Consigliere Distort, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Dopo le considerazioni della collega Minelli, espressione del pensiero della sua forza politica di appartenenza, su questioni tecniche delle metrature minime degli appartamenti, mi sento in dovere di intervenire, riferendo con tutta onestà intellettuale alla collega Minelli che il contenuto della sua esternazione, relativa al fatto che il Governo attuale ha emanato un decreto che prevede una riduzione delle metrature minime degli appartamenti, sia un lato negativo, un elemento negativo.
Questa vostra posizione esprime un inno all'incomprensione delle dinamiche normative che sono alla base delle scelte sulla riduzione delle metrature minime.
Prima di tutto qui, in questa mozione, stiamo parlando di altro, stiamo parlando di edilizia sociale per persone che hanno certe esigenze, qui si parla di questo.
Il decreto non va ad omogeneizzare, ad appiattire qualunque tipo di posizionamento o di requisito ai vari ambiti delle abitazioni. Quest'azione di appiattimento è tipica della vostra forza politica, di omologare; la forza politica invece di cui faccio parte e in cui militiamo anche in diversi schieramenti politici, diverse persone in quest'Aula e diversi gruppi in quest'Aula, invece prevede un concetto che per un'ideologia, una forza politica che costruisce la sua ideologia sull'omologazione, non può pensare, non può neanche concepire, ed è il concetto di contestualizzazione.
Il fatto che ci sia la possibilità normativa di considerare idonea un'unità abitativa di superficie inferiore a quanto prevedeva il decreto ministeriale allora varato sul dimensionamento minimo delle abitazioni, si chiama elasticità edilizia. Elasticità perché ci sono situazioni dove possono esserci nuclei di persone giovani, di media età che, per scelta e per condizioni economiche, sentono il bisogno di alloggi con metratura più piccola.
Guardi che, nell'ambito dell'architettura, c'è tutto un filone che si chiama e che si diffonde, tra l'altro apprezzatissimo sia dai progettisti ma sia anche dagli utenti, il filone delle tiny house, le piccole case, le mini case, che piacciono tantissimo a certe persone, ad altre persone no.
Questo è un concetto normale che appartiene alla linea politica di cui io ho il piacere di far parte, che considera il fatto che uno abbia la libertà di scegliere se abitare in una casa grande o in una casa piccola, se preferisce una casa piccola più facile da gestire, con un costo d'acquisto inferiore, perché i metri quadri sono inferiori, quindi, se il valore immobiliare è dedicato alla metratura, automaticamente si riduce il costo, e questo permette un certo tipo di vita.
Poi aggiungiamo anche un altro elemento. Portate pazienza, io non voglio fare il saputello, ma ad un certo punto la formazione culturale e professionale io vorrei che fosse spesa a servizio di quest'Aula.
La differenza fondamentale non sta nei metri quadri, ma come vengono gestiti progettualmente i metri quadri e soprattutto come viene gestito l'arredamento.
Nessuno di voi è mai andato in vacanza in un caravan, in un camper, in un'imbarcazione? Si rende conto che in piccoli spazi la genialità di chi ha progettato quegli spazi sta proprio nel gestire un arredamento, perfettamente funzionale alle esigenze, in spazi ridotti. Quindi, portate pazienza ma io mi aspetto un'apertura mentale su questi temi.
Se ho dato l'impressione di essere il maestrino che dà una lezione, perdonatemi, perché non è questo il mio intendimento, però ad un certo punto bisogna dire "pane al pane, vino al vino".
Tutt'altra cosa è la proposta del collega Baccega perché è legata a un target di età e di abitudini completamente diverse, tra l'altro un target che si porta i suoi mobili, quindi giustamente ha bisogno di certi spazi. Ma nulla c'entra l'apertura normativa che ben venga sia venuta e spero che sia presto acquisita dalla nostra Regione, perché permette veramente quel concetto di elasticità di cui il mondo dell'edilizia e dell'abitare ha assolutamente bisogno.
Presidente - Consigliere Baccega, ha facoltà per secondo intervento.
Baccega (FI) - È vero, collega Minelli, ma io mi ero preoccupato di capire per quale motivo il decreto Casa era stato impostato in quel modo.
In effetti, c'è un patrimonio nazionale di spazi enorme che non è utilizzato, ma si tratta di spazi privati, di spazi dove le persone possono intervenire e locare quei mini locali, quei mini alloggi a chi? A studenti universitari che stavano con le tende di fronte all'Università, per esempio.
Questa è una motivazione forte che ha portato ad andare nella direzione del decreto Casa, quindi questo patrimonio enorme poteva essere recuperato e poteva essere utilizzato secondo una logica che, in quel momento e ancora adesso, prevede delle forti criticità, soprattutto nelle città più grandi.
Ma io parlo di edilizia residenziale pubblica, dove vengono investiti i soldi pubblici e noi non possiamo non pensare che vogliamo dare ai nostri utenti un sistema di vita che deve essere un sistema di vita accettabile, una decente vivibilità per le persone, questo sto dicendo.
Decente vivibilità che, purtroppo, non hanno a casa Gagliardi. Ma lo dicevo 10, 12, 14 anni fa: lo dicevo e lo urlavo in quel Consiglio comunale e sono andato sotto perché ho proposto di modificare e di cambiare; non ho voluto far cadere la maggioranza, perché c'erano 120 alloggi da assegnare in quella fase e in quel periodo, quindi il buon senso ha fatto sì che il sottoscritto decidesse di mandare giù il rospo, ma ci ritorno, 12 anni dopo ci ritorno, eccomi qua.
Io vi invito a fare un sopralluogo, invito la quinta Commissione: facciamo un sopralluogo, chiediamo di andare a vedere tre monolocali, con la disponibilità di chi ci abita, e ci rendiamo conto di come vive questa gente, che deve tirare giù il letto che va vicino al cucinotto e dorme lì dopo aver fatto la pastasciutta.
È una cosa impossibile da vivere, signori miei, è impossibile.
Ecco perché dico: sono soldi pubblici, sono soldi investiti in quel modo? Cambiamo il paradigma, andiamo nella direzione di modificare quella palazzina secondo quello che ci dirà l'ARER dal punto di vista tecnico in termini di costi, in termini di approfondimento tecnico, ovviamente sulla base di un indirizzo chiaro; valutate cosa ci costa trasformare 30 e rotti alloggi in 18 bilocali, per esempio, e per il futuro diciamo a chi progetterà case popolari: mai più monolocali. Questo è il nostro DNA.
Presidente - Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (UV) - Solo qualche riflessione su questo delicato tema, non tanto sul piano tecnico - il mio collega è già entrato nel merito, cercando anche di portare quelle che sono le esigenze di un mercato, magari più globalizzato, se possiamo definirlo così, o che cambia a livello di esigenze -, ma torno sulla proposta che il collega Baccega ci ha sottoposto.
Indubbiamente, sul piano politico, è importante dare un mandato ad ARER di poter quantomeno valutare se, da quello che abbiamo sentito, la qualità della vita è comunque fragile, difficile, di come sono stati strutturati, se per queste famiglie fragili comunque non ci sono le possibilità per avere una certa dignità all'interno di questi monolocali, quindi bene, anzi, molto bene, se questo Consiglio a questo punto dà questo incarico di poter valutare, dal punto di vista economico, finanziario e di percorso.
Passatemi invece, dall'altra parte, quella capacità che è difficile capire che questo Consiglio regionale dà questo importante invito all'ARER, a queste famiglie fragili, dove hanno tutta una serie di complicazioni e di difficoltà, e dall'altra parte, a livello nazionale, si sta andando nella direzione ma completamente opposta, riducendo nettamente quella qualità che lei, collega Baccega, solo un attimo fa metteva giustamente in evidenza: com'è possibile poter convivere con quella poca metratura in certe zone.
Viene da pensare che - come il collega Distort prima ha messo in evidenza - magari il monolocale di 20 metri in certe posizioni turistiche e di altro pregio studiate in maniera scientifica, perfetta, architettonicamente quasi al millimetro, perché così si può fare, c'è la possibilità, quando quella metratura invece viene posta in certe zone dove l'appeal non è come quello di quelle località turistiche, e posso citarne tantissime; lì pensiamo che sia invece molto più difficile. Guardo il collega Distort e penso che sia praticamente impossibile, quindi diventa difficile garantire quella qualità di vita, possiamo dircelo, collega Distort, che se come il collega Baccega diceva è impossibile dare una certa qualità di poter vivere dignitosamente in 28 metri quadrati, lo dico tecnicamente, ma non voglio fare il tecnico perché non abbiamo questo ruolo tecnico in questo momento, com'è possibile farlo in 20 metri quadri?
Senza fare l'esempio, penso che sia ancora più difficile quello del bilocale, perché il bilocale, con una metratura nettamente più bassa - guardo ancora il collega - penso sia impossibile dare dignità con poche risorse economiche e quindi riuscire a trovare quel punto di caduta.
Era una considerazione del tutto successiva anche ai ragionamenti che sono stati messi in campo principalmente da chi ha proposto quest'atto.
Ripeto, modificato ed emendato, dà giustamente il mandato ad ARER di valutare e poi avremo modo, penso, di posizionarci e capire se è fattibile, in che maniera e con che risorse per garantire quella qualità della vita.
Togliendo le grandi località turistiche, come dicevo, invece l'inversione su questo punto delle metrature, collega Baccega, mi viene difficile, avendo pochissime capacità di disponibilità, a trovare una dignità per poter far vivere, per magari tutta la vita, le persone in 20 metri quadrati.
Presidente - Consigliere Manfrin, secondo intervento, ne ha facoltà
Manfrin (LEGA VDA) - Solo perché, secondo me, si è presa una piega che va assolutamente chiarita.
Ringrazio il collega Distort che ha spiegato, a livello ovviamente tecnico, qual è la direzione della norma del "Salva Casa", di cui peraltro stiamo attendendo, ancora in maniera fervente, il recepimento in questa Regione, ma quello che purtroppo deve sapere chi si avvicina all'edilizia residenziale pubblica e vuole parlare di edilizia residenziale pubblica è che c'è una disciplina dell'edilizia residenziale pubblica e che in questa disciplina, che è la 3/2013, c'è anche un articolo che prevede la nozione di "alloggio adeguato".
La nozione di alloggio adeguato è quella che comanda rispetto all'assegnazione.
Allora qual è la questione? Quando si parla di piano "Salva Casa", si parla di possibilità di rendere abitabili alloggi che ad oggi non lo sono, quindi di andare a soddisfare una domanda di alloggi che, purtroppo, è diventata spasmodica, lo abbiamo detto in tutte le salse.
La cosa opposta, diversa, completamente slegata, è invece l'edilizia residenziale pubblica, che è disciplinata da alcune norme che sono completamente diverse, quindi non c'è - collega Chatrian - una direzione diversa del "Salva Casa" rispetto a quelle che sono necessità di ampliamento, perché lei che siede lì, assieme al suo collega Marzi e assieme al suo collega Sapinet, potete fare una cosa domani, se volete, tanto le leggi avete dimostrato che, se volete, sono urgenti e si possono modificare.
Domani depositate una legge di un articolo solo - l'articolo se vuole glielo cito anche, così almeno ne avrà contezza: l'articolo 16 della legge regionale 3/2013 -, e, nella nozione di alloggio adeguato, lei mette tutti i metri quadri che vuole ed è a posto.
Oggi c'è una disciplina, si può cambiare ed è sicuramente superiore rispetto a quello che è stato detto. Se si vuole, si può.
La differenza però è che chi vuole parlare di edilizia residenziale pubblica dovrebbe sapere anche come vengono fatte le assegnazioni, perché la 3/2013 prevede anche quelle che sono le modalità di assegnazione: non funziona - come qualcuno può immaginare - che una persona può scegliere fra mille alloggi, l'alloggio di 1.000 metri quadri e l'alloggio da 1 metro quadro, non funziona così; vi fanno vedere - è tutto disciplinato - tre alloggi, tendenzialmente, visto che conosciamo, abbiamo imparato a conoscere l'umanità di ARER, sono tre che non variano molto, tutti nella stessa zona, e ti dicono: "o questa minestra o quella finestra".
Questa è la scelta che ti viene fatta fare. Se tu non accetti uno di questi tre alloggi, che sono pessimi tutti e tre, decadi dalla graduatoria e una persona, messa di fronte a questa scelta, dice: "un tetto sopra la testa o dormo sotto un ponte?".
Tendenzialmente è un tetto sopra la testa, ma poi ci troviamo nelle fattispecie che sono state descritte.
Se ci si vuole avvicinare al tema, e il collega Baccega lo conosce bene, il tema dell'edilizia residenziale pubblica, credo che una lettura della 3/2013 sia d'obbligo.
Avete questo spirito perché a livello nazionale si fanno delle cose sbagliate? Lo volete fare? Lo potete cambiare domani: avete una maggioranza, depositate un articolo, "articolo urgente per garantire la dignità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica".
Lo cambiate domani e siamo a posto. Se volete, sennò sono chiacchiere.
Presidente - Siamo sempre in discussione generale, ci sono altri che vogliono intervenire? Se non vedo richieste, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Il Governo è già intervenuto, vuole intervenire per la replica? Consigliera Minelli per dichiarazione di voto.
Minelli (PCP) - In dichiarazione di voto per ribadire che voteremo questa mozione, come ho detto fin dall'inizio, soprattutto perché è dettata, per quella che è la nostra interpretazione, da una questione assolutamente di buon senso e le argomentazioni legate alla invivibilità di certi alloggi sono condivisibili e convincenti.
Ringrazio anche il collega Distort per il suo contributo e per la sua "lezione", in un certo senso. Come lei avrà ascoltato, collega Distort, io avevo detto che non avevo approfondito adeguatamente il tema, ma ho sottolineato quella che a me sembra un po' una lieve contraddizione, quando ad un livello, che è quello nazionale, si persegue un certo obiettivo attraverso una legge, e poi si sentono le osservazioni che sono state fatte.
Lei ha detto che le mie parole (perché ho parlato io) erano un inno all'incomprensione della ratio della norma, l'incapacità di comprendere la contestualizzazione, poi ha parlato di concetto di elasticità edilizia.
Quel concetto di elasticità edilizia si presta a varie interpretazioni che, con i pregressi che ci sono stati anche nel nostro Paese, è un concetto che un pochino mi preoccupa.
Quello che nella sua spiegazione ha dimenticato di spiegare il collega Distort è come mai, però, allora, visto che i contesti erano diversi, era stato presentato un emendamento firmato da tutte le forze di maggioranza nazionali, tutte, e poi è scomparso nella discussione.
Per onor del vero e per completezza di informazione, questo lo devo dire, quell'emendamento era firmato da un esponente di Forza Italia, poi, forse, nelle discussioni e nelle dinamiche che ci sono anche all'interno del centro destra, bisogna fare quello che il collega Baccega ha spiegato, cioè rinunciare ad una cosa per non mettere in discussione, in crisi e non creare problemi alle maggioranze.
Presidente - Consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Come abbiamo detto, il gruppo di Forza Italia accoglie gli emendamenti proposti dall'Assessore, li ho controfirmati, e sono lieto di questa discussione e di questo approfondimento che, dopo quattro anni, viene fatto sull'edilizia residenziale pubblica. Sono lieto perché in realtà abbiamo un elenco piuttosto corposo di iniziative, che andavano tutte nella direzione che doveva favorire una visione diversa dell'edilizia residenziale pubblica, ribadisco edilizia residenziale pubblica, mentre il decreto Casa dava una risposta importante ad un'edilizia privata, quindi al mercato libero, ed è una risposta importante che il collega Distort ha sottolineato: l'elasticità edilizia è uno degli elementi chiave di quel decreto.
Collega Minelli, ogni tanto bisogna ovviamente pensare con buon senso alle prospettive: ritirare un emendamento può voler dire proseguire un percorso politico, serio, che porta a risultati; poi magari, come succede oggi, su certi argomenti si può ritornare e magari si porta anche a casa qualche risultato.
Noi quindi siamo lieti di questo dibattito, abbiamo presentato anche un'interpellanza sempre in questo Consiglio, legata alla modifica della legge 3 e sarà un approfondimento anche breve, suppongo, perché c'è già l'impegno di arrivare entro un mese a vedere una prima bozza della nuova legge 3 e lì, come ha detto il collega Manfrin, si potrà valutare e decidere quali sono le vie che intende intraprendere la vostra maggioranza rispetto all'edilizia residenziale pubblica.
Presidente - Assessore Sapinet, ne ha facoltà, per dichiarazione di voto.
Sapinet (UV) - Brevemente, ringraziando i vari intervenuti per il confronto; un dibattito ed un confronto avuto anche con le strutture del collega Marzi per quel che era lo stretto oggetto dell'iniziativa, ovvero l'edificio casa Gagliardi, che mi ha permesso, anche personalmente, di meglio conoscere e meglio approfondire queste problematiche.
Si è parlato anche di "Salva Casa", ne abbiamo parlato nei Consigli precedenti, di cui rinnovo sicuramente l'impegno di quello che è il governo di affrontare a brevissimo la questione, l'affronteremo sicuramente all'interno del movimento, all'interno della nostra maggioranza, poi nel percorso in Commissione, tenendo ben presente anche le considerazioni che il collega Chatrian ha posto all'attenzione; previsione che avverrà ovviamente all'interno di quella che era già una manutenzione della legge 11 che era già in programma, che va ad anticipare poi il grande lavoro che ci sarà sulla revisione del PTP.
Presidente - Ci sono altre dichiarazioni di voto? Non vedo richieste. Metto in votazione la mozione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
La mozione è approvata all'unanimità.
