Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3983 del 2 ottobre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 3983/XVI - Reiezione di mozione: "Solidarietà nei confronti della Presidente della Regione Sardegna e della sua azione di tutela del territorio dell'isola".

Bertin (Presidente) - Passiamo al punto successivo, punto n. 53. Per illustrare la mozione, si è prenotata la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Questa mozione, in apparenza, riguarda una vicenda esclusivamente della Regione Sardegna, ma in realtà è una vicenda che ci tocca direttamente e per vari aspetti, e soprattutto che tocca un fondamentale principio autonomista.

Come è noto, una società a responsabilità limitata, denominata Eos Monte Rughe, che è un'emanazione poi della nostra CVA, il 2 maggio del 2024 ha depositato al Ministero dell'ambiente, ai fini della valutazione d'impatto ambientale, un progetto per la realizzazione in Sardegna di un parco eolico per la produzione di energia elettrica, costituito da nove aerogeneratori di potenza nominale da 7,2 MW cadauno per una potenza di picco di 64,8 MW.

È un progetto che, insieme a molti altri, ha incontrato delle significative opposizioni locali, un'opposizione che è, in realtà, espressione di una critica che riguarda vari progetti, come dicevo, di campi eolici, non sempre compatibili con le esigenze di tutela del paesaggio e dell'ambiente dell'isola, tant'è vero che il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato all'inizio del mese di luglio 2024 una legge regionale di moratoria con lo scopo di sospendere, per un periodo di 18 mesi, la realizzazione di tutti i progetti di campi eolici e fotovoltaici di cui non era ancora iniziata la costruzione, al fine di arrivare all'individuazione su tutta l'isola delle aree idonee a ospitare gli impianti e di quelle non idonee.

Una legge regionale che, tra l'altro, ha preceduto di pochi giorni l'approvazione del decreto del Ministero dell'Ambiente, proprio sull'individuazione delle aree idonee e non idonee, che impone a tutte le Regioni italiane di individuare entro sei mesi, con propria legge regionale, le aree in questione.

La legge della Regione Sardegna è sostanzialmente in linea con quegli indirizzi ministeriali ma il Governo, in data 7 agosto, ha deciso ugualmente d'impugnarla davanti alla Corte costituzionale.

Vi leggo un passaggio del comunicato stampa della Presidente della Regione Sardegna, Todde, relativo proprio all'impugnazione: "il Governo Meloni, durante il Consiglio dei Ministri di oggi, 7 agosto, senza convocare la Presidente della Regione Sardegna, con spregio dello Statuto sardo che invece prevede il diritto di sedere in Consiglio dei Ministri nel caso si trattino temi rilevanti per la Regione, ha deciso di impugnare la nostra legge n. 5, approvata il 3 luglio scorso, necessaria a fermare la speculazione energetica per un massimo di 18 mesi; una legge voluta dai Sardi e votata in Consiglio regionale, che prevede che tutte le installazioni di nuovi impianti di energie rinnovabili per i quali non siano già iniziati i lavori siano fermate.

La norma statutaria che viene citata dalla presidente Todde è presente in tutti gli Statuti delle Regioni autonome e nello Statuto speciale per la Valle d'Aosta si trova all'articolo 44 ultimo comma, che leggo: "il Presidente della Regione interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione".

Qui, al di là delle opportunità del progetto che ho citato, come degli altri, si pone un problema che è connesso a un principio autonomistico, che crediamo non possa essere né ignorato né calpestato, perché se il Governo nazionale utilizza questo sistema, questa modalità nei confronti della Sardegna, poi è autorizzato a farlo; inaugura una prassi con tutte le altre Regioni autonome, compresa la nostra, la Valle d'Aosta.

Noi crediamo che questo sia un comportamento che non possa essere ignorato, soprattutto se si ritiene che l'autonomia sia importante anche in questa situazione, quindi nella mozione chiediamo che il Consiglio regionale esprima una ferma disapprovazione per il mancato rispetto da parte del Governo delle procedure di esame di atti rilevanti adottati da una Regione autonoma e di esprimere solidarietà nei confronti della Presidente della Regione Sardegna e della sua azione di tutela del territorio dell'isola.

Presidente - Apriamo la discussione generale sulla mozione. La discussione generale è aperta, chi vuole intervenire è pregato di prenotarsi. Non vedo richieste, chiudo pertanto la discussione generale. Per il Governo, replica il Presidente della Regione, ne ha facoltà.

Testolin (UV) - Grazie Presidente. Due considerazioni prima di esprimere molto terra terra due visioni su questa mozione.

Sinceramente il discorso che ha proposto la Consigliera Morelli ...Minelli, chiedo scusa, è un discorso che è sicuramente pretestuoso per certi versi: si innesca nei meandri di situazioni che, almeno una volta o due per ogni Consiglio, la collega ha piacere di sollevare, e in questo caso prende a pretesto una situazione che è squisitamente tecnica.

Peraltro mette in luce facendo calare dall'alto le affermazioni che prevedono la necessità della presenza del Presidente della Regione, ogni qualvolta si assumono delle decisioni in merito ad una legge; se così fosse, cosa che peraltro non è mai successa, tutte le leggi regionali che vengono passate al vaglio del Consiglio dei Ministri dovrebbero prevedere la presenza del Presidente di Regione, perché tutte concernono la regione in cui sono state emesse.

Peraltro conosciamo anche molto bene l'articolo 44 dello Statuto, ma ovviamente l'idea che era alla base di questa disposizione nel 1948 è molto lontana dalla situazione odierna.

Non abbiamo avuto tempo, in realtà, di approfondire in maniera dettagliata, ma a memoria gli uffici della Presidenza non si rammentano che un Presidente sia mai stato chiamato al Consiglio dei Ministri in quest'occasione.

Detto questo, e senza entrare in tecnicismi che prevedono in merito alle leggi regionali un contraddittorio molto importante dal punto di vista degli uffici, ogni legge che viene esaminata dal Ministero competente e dalle strutture competenti, prima di passare al Consiglio dei Ministri, è oggetto di un'interlocuzione molto importante con gli uffici regionali, cosa che succede comunemente anche qua e nell'ambito di una leale collaborazione; in molti casi, in qualche caso, si trovano delle soluzioni che, laddove ce ne sia bisogno, vanno a sanare, con successivi interventi normativi, delle discrepanze.

Evidentemente questo è un pretesto per cercare di metterci in difficoltà, si vuole creare una situazione dove se la maggioranza non esprime questa solidarietà alla Presidente sarda, siamo "brutti e cattivi" verso una Regione a Statuto Speciale e siamo ben lontani dalla nostra funzione di essere autonomisti e di salvaguardare la nostra specialità.

Dall'altra parte, se esprimiamo solidarietà, siamo incoerenti con le iniziative, e l'ha detto in premessa con le attività svolte sul territorio sardo da parte della CVA.

Vede, noi siamo per il rispetto delle regole e per la definizione dei percorsi di confronto nelle sedi istituzionali deputate, perché solo così si possono avere dei percorsi che diano le risposte corrette negli ambiti corretti.

Per questo motivo, ci asterremo su quest'iniziativa, confidando che, se i presupposti sui quali la Regione Sardegna e la Presidente Todde hanno voluto intraprendere un percorso sono fondati, sicuramente ci saranno delle risposte positive per il loro territorio; laddove invece - come, ahimè è successo, anche a noi recentemente - le nostre convinzioni si sono scontrate contro una situazione diversa, bisognerà procedere in maniera alternativa.

Presidente - Si è prenotata la consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Rilevo che ancora una volta vengo confusa con la collega Morelli che non è in quest'aula, il Presidente si è scusato ma non ce n'è bisogno, perché come ho già detto una volta, ho grande stima della collega Morelli ed essere confusa, anche solo con il nome, non è di certo una cosa negativa.

Al di là di questo, lei dice: "la mozione è pretestuosa perché si cerca di veicolare all'interno di questa un altro messaggio, un altro discorso", e poi lei dice che si fa calare dall'alto la necessità di questa presenza in Consiglio dei Ministri praticamente come se ogni volta che c'è una legge che riguardi la Regione Sardegna o la nostra, perché poi ho fatto riferimento anche al nostro Statuto, ci fosse questa necessità.

Ho letto anche il comma dell'articolo 44 che dice esattamente: "della necessità di questa presenza qualora si trattino questioni che riguardano particolarmente la Regione", e credo che la stessa cosa abbia voluto dire la Presidente della Regione Sardegna ed è esattamente una necessità che loro rilevano in questo momento importante e credo che lo sia, perché non si è richiesta la presenza di un Presidente di Regione nel momento in cui si discuteva qualche cosa che riguardava l'impugnazione di una legge che incide particolarmente su quella regione.

Lei dice che a memoria non si rammenta che si sia mai stati chiamati in Consiglio dei Ministri; io credo che su alcune questioni forse sarebbe stato anche il caso di richiederlo, ma queste sono scelte che ha fatto chi era in quel momento al Governo e non sappiamo se era corretto così o meno, ma non entriamo nel merito.

Quello che vorrei far notare però è che il problema evidenziato dal Presidente, e cioè "Se non votiamo una mozione che esprime solidarietà e che va in qualche modo a sottolineare l'importanza di quell'articolo dello Statuto, veniamo considerati brutti e cattivi; se invece esprimiamo solidarietà, allora entriamo in contraddizione con l'operazione di CVA".

È un problema vostro quello di pensare di fare una cosa per cui "Mi si nota di più se faccio così o mi si nota di più se faccio cosà?"

Io credo però che ci sia da dire una cosa diversa, questo sì. Non so se quando si parla di difesa dell'autonomia, di concetto di autonomia, ci si ferma sempre a Pont-Saint-Martin e non si va oltre. A me sembra che il non votare una mozione che è centrata su quest'aspetto - invito a leggere tutto il testo della mozione, le premesse e l'impegno - ...mi sembra che si tratti di un comportamento di incoerenza dal punto di vista autonomista.

Ancora più sconcertante potrebbe essere l'astensione da parte di chi in quest'aula rappresenta il Partito Democratico, che in Sardegna è al Governo con la presidente Todde ed esprime degli Assessori in quella Giunta, e comunque fa parte della maggioranza.

Mi permetto però di fare anche un'altra osservazione che riguarda l'importante contributo che è stato dato alla nostra autonomia e allo Statuto stesso della Regione Valle d'Aosta da parte di Emilio Lussu, fondatore del Partito d'azione, antifascista, dirigente della Resistenza, deputato per tre legislature e tante altre cose, ma è soprattutto il suo rapporto con la Valle d'Aosta che qui è importante ricordare.

Lussu è stato il relatore (lo sappiamo tutti) all'Assemblea costituente del disegno di legge per lo Statuto valdostano e pochi giorni dopo la sua morte, il 13 marzo del 1975, in occasione della commemorazione che si è tenuta in quest'aula di Consiglio regionale, il Presidente dell'assemblea, l'avvocato Severino Caveri, disse fra le altre cose: "noi Valdostani abbiamo per la memoria di Emilio Lussu la più grande riconoscenza, poiché ricordiamo i suoi innumerevoli e battaglieri interventi, sia nella Commissione dei 18, sia in aula, all'assemblea costituente, in difesa del nostro Statuto; Statuto che sarebbe stato meno valido senza la presenza di Emilio Lussu, se non vi fosse stata la sua opera instancabile a favore del nostro Statuto. Anche dopo la promulgazione del testo costituzionale, Lussu è sempre intervenuto in difesa della nostra autonomia ogni qualvolta essa era minacciata".

Preparando questa mozione, ho trovato anche agli atti un discorso che tenne nel salone Maria Ida Viglino l'allora Presidente della Giunta Marquis, il collega Marquis che è qui presente, l'11 settembre del 2017, in occasione della presentazione del libro "Emilio Lussu e Emilio Chanoux" e diceva tra le altre cose: "Emilio Lussu ha svolto un ruolo decisivo nell'approvazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, gli siamo debitori" e poi citava tre passaggi di quel libro considerandoli molto importanti, li volle mettere in evidenza.

Il primo è il primato della comunità dei cittadini sullo Stato, "finché è possibile, le cose devono essere decise a livelli più vicini ai cittadini".

Il secondo passaggio che era stato evidenziato era: "l'importanza della cultura umanistica e della cultura generale nella politica" e diceva il collega: "la complessità dei problemi non può essere affrontata solo con strumenti tecnici, ma occorre una cultura critica e umanistica".

Il terzo aspetto messo in evidenza era la relazione tra autonomia e federalismo e Marquis diceva: "autonomia è anche difesa dalla colonizzazione, dagli attacchi al territorio, alla cultura, all'identità. Significa decidere nel modo migliore per le proprie caratteristiche, adattandosi alle peculiarità".

Mi sembrano delle considerazioni sicuramente importanti, condivisibili, che forse sarebbe anche il caso di tenere presenti, di ricordare, nel momento in cui si chiede di esprimersi su una mozione che mette proprio l'accento sulla necessità di difendere l'autonomia di una Regione a Statuto speciale come la nostra, di un articolo che è presente tanto nello Statuto sardo quanto nello Statuto valdostano.

Io credo che quel debito di riconoscenza che noi crediamo che la Valle d'Aosta abbia con Emilio Lussu, e forse anche con il popolo sardo che lui rappresentava così degnamente, potrebbe trovare un piccolo atto di risarcimento con un'espressione di solidarietà alla Presidente della Regione sarda.

Non so quale sarà l'esito della votazione, crediamo però di aver portato all'attenzione dell'Aula un tema che qualcuno può vedere come strumentale, guardatelo dalla parte che volete, io vi invito a rileggere il testo della mozione, perché poi è quello che viene votato, le sue premesse e il suo impegno.

Ovviamente noi voteremo e sosterremo questa mozione.

Presidente - Consigliere Aggravi ne ha facoltà.

Aggravi (RV) - Volevo intervenire per una dichiarazione di voto, e mi spiace avere solo cinque minuti perché la collega Minelli, nel suo intervento, ha dato tutta una serie di spunti, ma vedo già dei colleghi che sono prenotati, quindi penso che non sarò l'unico.

Vede, collega, io devo ammettere che la stimo, stimo lei e stimo il suo team o il suo soviet, non so come si chiami, perché riesce davvero a rappresentare o a utilizzare delle situazioni a suo uso e consumo, ma lo fa in una maniera... Davvero mi complimento e accetti i miei complimenti.

Noi sicuramente dobbiamo essere più che riconoscenti, e forse non lo saremo mai nei confronti del popolo sardo e nei confronti di Lussu, però paragonare Lussu ad Alessandra Todde, con tutto il rispetto, io lo eviterei.

Eviterei anche - e qui manifesto tutta la mia solidarietà alla Presidente della Regione Sardegna - perché lei appartiene a un movimento che è tutt'altro che autonomista, tutt'altro che attento alle autonomie speciali, tutt'altro che attento alle necessità dei territori, tutt'altro che attento a certe forme di democrazia che vengono dal basso, perché non basta una piattaforma informatica per fare la democrazia, e penso che le scatolette di tonno ce l'hanno insegnato.

Allo stesso modo io trovo assurdo comunque, e l'ho anche già detto, combattere contro una possibilità per altre Regioni di avere più autonomia, poi criticabile: io l'ho detto e l'ho criticata in più occasioni la proposta di legge che è uscita dal Parlamento, però trovarmi una Presidente di un'autonomia speciale che si fa quasi paladina, o si usa paladina, per attaccare una qualsiasi declinazione di possibilità di autonomia lo trovo davvero assurdo.

Allo stesso modo non mi sento un colonizzatore, perché oggettivamente - e glielo dico anche per presa diretta - il popolo sardo non è preoccupato solo di quella realizzazione di impianto, il popolo sardo, come il popolo corso, è stufo di impianti eolici, impianti solari messi ovunque e in qualsiasi modo, quindi oggi concentrare tutta la battaglia politica su un caso oggettivamente è più che pretestuoso.

Sinceramente invece, e qua glielo dico, sull'articolo 44 dello Statuto, se lei avesse fatto una battaglia per proporre un cambiamento o proporre le modalità nelle proposte di cambiamento, e magari declinare in maniera più attuale e più coerente con il principio d'intesa l'articolo 44... ben venga, però mi viene da dire: "convochiamo anche la Commissione di coordinamento a questo punto", perché se leggiamo gli articoli così come sono possiamo tirarne fuori di ogni.

Sinceramente sentirsi dire in questo momento che l'articolo 44 è un pilier fondamental della nostra autonomia e anche dell'autonomia di altri, mi dico: ma allora quando i Governi hanno impugnato delle leggi che a voi politicamente non piacevano, cosa doveva accadere? Che il Presidente della Regione non doveva andare? Penso che tutte le leggi che vengono votate in un'Assemblea regionale abbiano una dignità, e quindi non solo quelle che fanno comodo meritino attenzione.

Sinceramente questa, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il nostro gruppo, è una mozione più che pretestuosa.

Noi ci asteniamo, e non abbiamo paura poi di sentirci dare delle patenti da parte sua di essere autonomisti o no, perché lei ogni tanto, me lo consenta, utilizza questo metodo quasi al contrario, e lo dico sulla norma d'attuazione dell'idroelettrico.

Qualsiasi cosa sarà scritta in quella norma d'attuazione, a lei e al suo gruppo (non consiliare, parlo del gruppo politico) non andrà bene, per un motivo molto semplice, perché sembra che voi facciate finta che c'è una cosa che si chiama PNRR che tanto vi piace, che però non esiste.

Nel PNRR la via è segnata e la norma di attuazione non può cambiare quella che oggi è la via segnata dal PNRR. Io lo vorrei su tante cose e vorrei anche combattere contro un'eurocrazia che ci impone determinate leggi- e a voi piace tanto - ma non si può fare.

È sicuro quindi che, quando arriverà, la norma d'attuazione a lei non piacerà, ma lei sta giocando al contrario e lo fa apposta, perché gioca a cercare di stimolare l'altra parte secondo patenti di autonomia e quant'altro già sapendo qual è il risultato.

Come si dice nel mio mondo, è un "win-win", cioè un vinci-vinci, lo dico a favore della traduzione del verbale, è troppo comodo.

Il suo "win-win" oggi noi lo riteniamo estremamente pretestuoso, però le faccio i miei complimenti per il suo modo di agire.

Presidente - Consigliere Perron, a lei la parola.

Perron (LEGA VDA) - Non entrerò granché nel merito della questione, in realtà l'unica cosa che dirò... - le faccio adesso la battuta che oggi giustamente non intervengo per fatto personale quando non è fatto personale, ma così le faccio la battuta - le dico che ho sentito la senatrice Spelgatti: in effetti era in lacrime, disperata, perché oggi abbiamo votato contro a un provvedimento che lei in qualche modo aveva fatto nel 2018.

Noi abbiamo la libertà negli anni di cambiare idea, qualcuno invece che è "dipendente da volontà ben precise da fuori" non ha questa libertà.

Capisco benissimo che a lei questo concetto sfugga ma, grazie a Dio, noi nella Lega dopo sei anni possiamo tranquillamente cambiare idea e votare da un'altra parte.

Comunque la senatrice Spelgatti è tranquilla, l'abbiamo tranquillizzata, le lacrime si sono asciugate e quindi andiamo avanti.

La cosa interessante, poi - ripeto - non entro in grandi dettagli, è questo dato che è stato fornito ieri sempre alla riunione del GSE: la Sardegna è l'unica Regione italiana per la quale su 13.500 Gigawatt di energia elettrica, il 75% derivi da impianti a carbone e petrolio. Questa è un'anomalia sarda.

Ora, tra l'altro, di quest'energia prodotta, l'88% del carbone usato dalle centrali in Sardegna arriva dalle navi, e le navi non sono, penso, elettriche, quindi saranno altre emissioni che vengono fatte, e mi pare che una buona parte, tra l'altro, arrivi o arrivasse dalla Russia.

Nella vostra azione, e qua mi pare interessante, voi in questo caso sostenete il principio autonomistico - sacrosanto, noi siamo d'accordo - che è più importante della transizione energetica, questo mi viene da dire.

Guardi, noi siamo perfettamente d'accordo, ma se questo discorso lo fa il collega Lucianaz, che è il guerrigliero che fa la lotta contro questo, però dice coerentemente: "con la transizione energetica, con il climate change andiamoci con calma", se lo fa lui è coerente; quest'idea dice: "il territorio fa quello che vuole, non è che arriva qualcun altro e ci impone di costruire impianti fotovoltaici, eolici". Tra l'altro, il collega Manfrin mi diceva che c'è stata una battaglia lì, la Lega si era opposta, ma noi siamo quelli che dicono: "calmi ragazzi, calmi, i territori vengono prima e l'Europa o l'Italia eccetera possono aspettare su questo", ma detto da voi, collega Minelli... quindi il PCP è contento che ci sia la produzione del carbone nella Sardegna e giustamente riconosce il diritto dei Sardi di dire: "le pale eoliche ve le fate a casa vostra", che ricorda un po' "aiutiamoli a casa loro della Lega". Siamo quindi ben contenti, però mi faccia capire: se ho inteso giusto il principio autonomistico sovrano - siamo d'accordo per una volta, vede - sarebbe bellissimo; mi chiarisca le idee.

Comunque noi voteremo contro in generale, e questa è una brutta notizia che mi spiace ma gliela devo dare.

Presidente - Consigliere Sammaritani, si è prenotato per dichiarazione di voto.

Sammaritani (LEGA VDA) - Ha già anticipato il collega Perron che noi voteremo contro, ma non voteremo contro soltanto perché il Governo che ha impugnato questa legge è un Governo di cui facciamo parte.

Intanto questa mozione, per quanto riguarda il punto 1, dice di esprimere ferma disapprovazione per il mancato rispetto da parte del Governo delle procedure di esame di atti rilevanti adottati da una Regione Autonoma; è già stato detto, io mi ero riservato poi nel mio intervento - adesso diventa pleonastico - di chiedere al presidente Testolin quante volte è stato convocato, quando una legge nostra della Regione Valle d'Aosta è stata impugnata dal Governo, ma non solo da questo attuale del Centrodestra, ma anche da quelli precedenti, credo che la risposta fosse veramente scontata, l'ha già data perché l'ha già accennato il presidente Testolin nel suo intervento: "Mai", perché in quei casi la procedura non prevede la convocazione della controparte perché non è una conciliazione, ma è un Consiglio dei Ministri che decide d'impugnare una legge, quindi è chiaro che non vai a convocare la controparte dicendo: "Guarda che ti impugno la legge" e l'altro dice: "ma no, ma perché mi impugni la legge?".

Non funziona così, funziona che uno fa una legge e l'altro dice: "Guarda che sei andato fuori dalle tue competenze, mi dispiace, io te la impugno".

Sarà poi la Corte costituzionale a dire chi ha ragione, se la Sardegna in questo caso è andata oltre le proprie competenze, stabilendo questa moratoria di 18 mesi o se invece non è così. Io temo che purtroppo la Sardegna sarà soccombente, ma comunque, per carità, non voglio anticipare verdetti che non spettano a me.

Questo primo punto è invotabile naturalmente anche dal punto di vista tecnico, perché il Governo ha fatto quello che doveva fare, l'ha fatto come doveva farlo.

Per quanto riguarda la solidarietà nei confronti del Presidente della Regione Sardegna, qui si entra in un discorso decisamente un poco più politico: evidentemente è già stato accennato anche dal collega Aggravi, di cui condivido l'intervento, perché a me sembra chiaramente un po' contraddittorio dare questa solidarietà sull'autonomia, sul territorio, a qualcuno che in realtà è stato promotore del referendum contro l'autonomia differenziata.

Non è strano per la sinistra, è tipico della sinistra essere molto contraddittori, perché, se vogliamo andare un po' a fondo anche sulla questione, anche questo discorso qui delle pale eoliche nasce con il Governo Draghi, di cui il PD faceva parte peraltro, quindi così come per l'autonomia, il PD 20 anni fa l'ha fatta, ha modificato la Costituzione dicendo: "certo, devo andare in senso autonomista, federalista" eccetera, perché aveva paura che la Lega prendesse troppo piede, come è già stato detto anche in quest'aula molto bene dal collega Caveri, però poi per 20 anni s'è dimenticata di farla veramente l'autonomia.

Prende quindi in giro gli elettori come spesso fa, poi ti dice: "l'ho fatta io l'autonomia, tanto poi rimane in un cassetto per 20 anni, poi se la fai tu, te la impugna".

Questo è tipico, fa uguale con questa cosa qua. Prima partecipa al Governo Draghi che prende queste decisioni sull'eolico eccetera, e poi dopo, quando passa dall'altra parte, fa opposizione al Governo.

Va beh, ci siamo abituati. Noi voteremo contro, naturalmente.

Presidente - Assessore Caveri per dichiarazione di voto.

Caveri (UV) - Parlo a titolo personale ed è la ragione per cui non impegno il Governo nelle cose che sto per dire.

Pensavo che sono oramai 45 anni che frequento il Consiglio regionale della Valle d'Aosta perché ero un giovane giornalista quando, nella tribuna stampa, seguivo le discussioni in Consiglio, e devo dire di avere una sorta di commozione per come siete diventati autonomisti perché, vede, il vostro leader Riccarand da questi stessi banchi era quello che diceva, all'epoca dei riparti fiscali, all'epoca in cui si discusse dei fondi compensativi, che noi eravamo troppo ricchi.

Era ovviamente una posizione politica, perché voi vi siete trasferiti dall'estrema sinistra a una posizione ambientalista, che è del tutto rispettabile, però forse dovreste vedere le cose anche un po' in controluce, in parte è già stato detto.

Chi ha l'interesse, ad esempio in Sardegna, a dire di no? Perché poi a questa legge è seguito anche un provvedimento del Governo sardo in cui si è detto sostanzialmente che non esiste un territorio dove ci possano essere l'eolico e il solare, quindi resta il carbone, e, guarda caso c'è anche un piano molto profondo di metanizzazione dell'isola, quindi esattamente il contrario della transizione ecologica.

Chi ha questi interessi? L'hanno scritto in molti, tra gli altri il Manifesto, cioè il Manifesto e Mario Tozzi - che fino a prova contraria appartiene al vostro schieramento politico, anche se sembra che il direttore della Stampa non l'abbia ancora capito - che ha detto esplicitamente che dietro a una certa contestazione, non c'è solo il legittimo desiderio del popolo sardo di evitare delle brutture, ma esiste - come spesso avviene - anche qualche elemento di strumentalizzazione, che va esattamente al contrario rispetto alla logica della transizione ecologica, perché poi alla fine non si può essere da una parte contro le rinnovabili e dall'altra contro la logica del petrolio. Il metano sappiamo perfettamente che è sempre un derivato del petrolio.

Il Presidente ha spiegato, in maniera chiara, che non si chiama il Presidente della Regione quando s'impugna una legge, l'ha detto anche il collega: no, non si chiama.

Io ho partecipato, come Presidente della Regione, a delle discussioni, anche su norme d'attuazione. Ricordo che modificammo una norma d'attuazione anche in Consiglio dei Ministri con la presenza del Presidente della Giunta; in quel caso esisteva un accordo fra la Regione e il Consiglio dei Ministri, perché non è usuale che il Presidente della Regione partecipi, al Consiglio dei Ministri, ogni volta che s'impugna una legge; come si diceva prima è la fine di un percorso, anche di interlocuzioni, come ha ricordato il presidente Testolin, quindi questo è un elemento strumentale, così come, Consigliera Minelli, è strumentale evocare la figura straordinaria di Emilio Lussu a sostegno di questa mozione. Io so che lei scrive, quindi me ne dirà di tutti i colori, ma chi le ha suggerito questo percorso? È stato obnubilato da un atteggiamento politico ed ideologico che non ha alcun senso.

Chi oggi in quest'aula discute il ruolo straordinario di Emilio Lussu? Non solo come relatore del provvedimento chiave della nostra autonomia, lo Statuto dell'autonomia, ma addirittura Emilio Lussu intervenne a sostegno delle posizioni dell'Union Valdôtaine quando nel 1966 ci fu la famosa questione del fil di ferro; segno che era rimasto un legame di amicizia, che derivava dal fatto che Emilio Lussu è uno dei fondatori del Partito sardo d'azione, che è storicamente il più vecchio dei partiti autonomisti.

Allora che lei oggi usi come pretesto una figura storica come Emilio Lussu, mi sembra francamente improprio.

Si vuole discutere di un rafforzamento delle autonomie speciali, di maggiori contatti, questo è legittimo, ma non si strumentalizzi questa cosa.

Presidente - Consigliera Minelli ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Ho ascoltato con interesse tutti gli interventi che si sono succeduti e noto, rilevo, che serpeggia un certo nervosismo, un po' da parte di tutti, lo confermano le cose che sono state dette, i toni stessi che sono stati utilizzati, il volume che si alza, a un certo punto.

Non credo che ci sia stata - e basta poi andare a riascoltare quello che ho detto - nessuna volontà di fare un paragone tra la figura di Alessandra Todde e la figura di Emilio Lussu, ho una certa preparazione anche storica per capire benissimo la differenza che c'è tra i due personaggi.

Sicuramente invece ho fatto un paragone tra lo Statuto speciale della Regione Sardegna e il nostro Statuto e sulla necessità di difendere à maintes reprises elementi, prerogative, di questi Statuti.

Noto poi - ma questo fa parte delle dinamiche che ci sono in Consiglio - che si utilizza lo spazio riservato alla discussione di questa mozione per spaziare su altri argomenti che rientrano nelle cose che sono state discusse oggi, ed ecco quindi parlare di norma d'attuazione sulle concessioni idroelettriche, di cui parleremo quando sarà il momento; vedremo il testo, non lo so se andrà bene o non andrà bene per quello che pensiamo noi, ma ne discuteremo quando sarà il momento, ed è quello che ha detto il collega Aggravi.

Stesso discorso: il collega Perron ha voluto parlare della posizione della Lega sulla legge sulla mobilità sostenibile e sulle questioni legate al 2018, e va bene, certamente, se si vuole parlare di altro, va bene, lo spazio c'è e la gente prende la parola; ma avremo modo di discutere nuovamente anche sulla legge della mobilità sostenibile, perché immagino che ci saranno ancora delle modifiche, l'Assessore ha detto che probabilmente si andrà in quella direzione.

Il collega Caveri dice, tra le altre cose, che noi siamo passate - credo si riferisse a noi due perché qua siamo solo in due - dall'estrema sinistra al mondo ambientalista.

Ora intanto i percorsi della collega Guichardaz e il mio non sono sovrapponibili, anche per una questione di età, perché malauguratamente sono dieci anni più vecchia, quindi forse ho fatto delle cose diverse, lei ne ha fatte altre militando in un partito, io no, e credo di non aver mai aderito a posizioni di estrema sinistra, chi mi conosce lo sa bene e forse questa cosa è anche un poco ridicola.

Sicuramente il collega Caveri è stato sollecitato dalle mie parole anche perché ho parlato del grande Emilio Lussu citando le parole pronunciate in quest'aula da una persona altrettanto importante come suo zio, Severino Caveri, e quindi forse questo ha generato qualche necessità di esprimersi, ma va bene, lo accettiamo.

Sulla questione che non sta al Consiglio regionale chiedere il rispetto di quell'articolo e che non è il caso che ogni qualvolta ci sia una legge in discussione al Consiglio dei Ministri che riguardi una Regione ci voglia la convocazione del Presidente, io non credo che questo sia quanto abbiamo detto.

Noi abbiamo detto che nel momento in cui si discutono delle leggi - e questa della Sardegna in questo momento è una di quelle -, proprio per l'importanza, per gli argomenti che toccano e per la delicatezza, se vogliamo, di quanto è contenuto, credo che quel punto sia corretto che i Presidenti di Regione, (la Sardegna, la Valle d'Aosta, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige e la Sicilia), chiedano di essere ammessi e di poter rappresentare le loro esigenze.

In conclusione, lo comprendo, la Lega ha esplicitato il suo voto contrario. Il Presidente Testolin ha detto che ci sarà l'astensione, immagino che più o meno la posizione sarà questa per tutti, rilevo ancora una volta - l'ho già detto e lo ripeto - una certa incoerenza, sia a livello autonomista, sia a livello di chi rappresenta forze presenti nel Governo sardo.

Presidente - Consigliere Manfrin per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) -.Chiedo scusa, ma quest'ultima conclusione della collega mi ha assolutamente spinto a dover intervenire. Quando ho guardato questa mozione - mi sono confrontato tra l'altro recentemente con dei colleghi che sono in Sardegna -mi è davvero capitato di sorridere, perché si parla d'incoerenza ma c'è un problema fondamentale: la questione nasce nel 2021 con il Governo Draghi, la scelta di fare un certo tipo di impianti sull'isola è stata presa dal Governo Draghi di cui Alessandra Todde era un sottosegretario, ed era sottosegretario allo sviluppo economico, aveva esattamente quelle deleghe e ha condiviso esattamente quelle scelte che da Presidente della Regione poi ha contestato.

Allora obiettivamente mi chiedo: "Ma com'è possibile che io da sottosegretario avallo una scelta, peraltro sulla mia terra, e quando divento Presidente di Regione, divento assolutamente contrario?"

Questa mi sembra la regina delle incoerenze, dopodiché avrei voluto fare anche un passaggio sulla crisi del fil di ferro, assessore Caveri, scusi il passaggio ma io non so che tipo di sostegno Lussu abbia dato, so che c'è stata una condanna per attentato contro gli organi costituzionali perché un comunista ha messo il fil di ferro sulle porte per non far riunire il Consiglio e non finire in minoranza, mi è sembrato un atto di cui non ci fosse bisogno di grosso sostegno, c'è voluto il bisogno della Polizia per riprendere il controllo del Consiglio; questo è un atto che non ricorderei con piacere, ma, al netto di questo, ritengo che l'incoerenza più grande sia proprio in quello che è stato detto e nelle azioni che la Todde ha messo in atto.

Se c'è un'incoerenza è quella, obiettivamente se ancora ha il coraggio di parlare, i Sardi stanno ridendo tutti.

Io non so dove voglia arrivare, ma l'incoerenza è questa, non ce ne sono altre.

Presidente - Consigliera Erika Guichardaz per dichiarazione di voto.

Guichardaz E. (PCP) - Solo una puntualizzazione, invece, rispetto ad alcuni contenuti che la collega non ha toccato e che, secondo me, però meritano un approfondimento.

Nessuno di noi ha sostenuto in alcun modo che la transizione energetica sia meno importante dell'autonomia di una regione oppure che si voglia andare nel senso di far sopravvivere e sostenere delle centrali a carbone: non stiamo assolutamente parlando di questo tema.

Rileviamo anche che - e immagino che lo sappiate - la legge sarda non dice di no a tutti gli impianti, chiede semplicemente una moratoria sulle nuove autorizzazioni e un'individuazione sulle aree idonee, quindi credo che anche rispetto ai contenuti...

Poi se vogliamo parlare dei contenuti di quelle leggi, questo è altro argomento, ma la mozione parlava di tutt'altro.

Presidente - Altri interventi? Non vedo altre richieste, posso mettere in votazione la mozione? Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 11

Favorevoli: 2

Contrari: 9

Astenuti: 23 (Aggravi, Barmasse, Bertin, Brunod, Carrel, Caveri, Chatrian, Cretier, Di Marco, Grosjacques, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Lucianaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Planaz, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).

La mozione non è approvata.

Con questo punto all'ordine del giorno si concludono i lavori della giornata di oggi. Il Consiglio regionale è aggiornato a domani alle ore 09:00.

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La seduta termina alle ore 19:56.