Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3981 del 2 ottobre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 3981/XVI - Interpellanza: "Azioni preventive volte a tutelare i cittadini elettrosensibili dalle emissioni prodotte dai campi magnetici".

Bertin (Presidente) - Punto n. 37. Per illustrare l'interpellanza, si è prenotato il consigliere Lucianaz, ne ha facoltà.

Lucianaz (RV) - Mi rendo conto che quest'argomento è ostico, soprattutto per l'aspetto tecnico su cui io non sono certamente preparato, però mi ha preoccupato particolarmente l'atteggiamento del Governo che non ha voluto approfondire la tematica dell'aspetto della salute quando è stata approvata recentemente la legge sui siti e sugli impianti di radio telecomunicazione.

Cercherò di essere abbastanza chiaro, se ce la faccio: le evidenze scientifiche, numerose almeno, depongono a favore di un atteggiamento più cautelativo, rispettoso di un principio di precauzione stabilito dai trattati europei- cito l'articolo 191 - nonché del diritto alla salute sancito dalla Costituzione all'articolo 34, sempre prevalenti rispetto al diritto allo svolgimento della libera impresa privata economica, e di questo, con le restrizioni Covid, abbiamo sentito il gusto. Presso la Regione Liguria, ad esempio, ma anche presso l'Anci Liguria, numerosi Sindaci si sono attivati per depositare corposi fascicoli scientifici che testimoniano le evidenze scientifiche a supporto della necessità di un atteggiamento più prudenziale che, quando è stato presentato, chiedeva un'ulteriore moratoria all'entrata in vigore del decreto legislativo di marzo scorso.

Per venire alla legislazione regionale, mi appello alla legge 25/2005: l'articolo 1 ha per finalità, oltre alla disciplina dell'installazione, della localizzazione dell'esercizio di stazioni radioelettriche, postazioni, reti di comunicazione elettronica e altre strutture e, al comma 3 dell'articolo 1, di garantire la tutela della salute della popolazione esposta alle emissioni elettromagnetiche e la limitazione della perturbazione delle condizioni di naturalità dell'ambiente dovuta alle emissioni delle stazioni radioelettriche; nel Consiglio scorso ne avevamo parlato con l'assessore Sapinet riguardo alle zone umide del Marais di Morgex in particolare.

Il comma 3 all'articolo 6bis, sempre della legge 25, recita che "Le strutture per le telecomunicazioni sono localizzate in modo da non incidere negativamente sull'incolumità fisica e la salute delle persone, sui siti, sui beni e sulle aree di specifico interesse naturalistico, paesaggistico, storico e archeologico e sulle aree naturali".

Sempre all'articolo 6bis, però al comma 4, la Regione, d'intesa con i Comuni territorialmente interessati e sentiti i soggetti concessionari, può formare e approvare piani aventi carattere di assicurare concreta attuazione alle disposizioni lette prima, (quindi contenere al massimo i possibili pregiudizi ai beni indicati, la proliferazione delle strutture, concentrando - se possibile - le stesse) e dettare discipline urbanistiche o edilizie e individuare modalità e termine per gli interventi di sistemazione.

La letteratura scientifica sugli aspetti nocivi dei campi elettromagnetici e magnetici è notevole, io non la sto a citare (per mancanza di tempo), ma se avrò tempo citerò almeno le prime tre pagine, per dire quali studi recenti ritengono comunque pericoloso e sicuramente nocivo l'effetto di questi campi, non solo dal punto di vista termico, ma come ho avuto modo di ricordare in quest'aula recentemente, anche dal punto di vista dell'effetto a lungo termine sui tessuti biologici, tanto per l'essere umano che per gli altri esseri viventi, perché anche le piante patiscono questi effetti, e credo che lo sappiate tutti.

Vi è un recente rapporto della Hilton impact of 5G del 2021, "5G, probabile cancerogeno per gli esseri umani", presentato al Parlamento Europeo, che ha concluso che le radiofrequenze da 450 a 6 mila MHz sono probabilmente cancerogene per gli essere umani e influenzano chiaramente la fertilità maschile.

Questo rapporto è stato fortemente voluto da Michèle Rivasi, promotrice di altri report su legami tra le lobby scientifiche e gli operatori economici. Rivasi vi ricordo che è morta improvvisamente neanche un anno fa nel suo ufficio a Bruxelles.

Con quest'interpellanza si richiede all'Assessore competente, immagino, diverse cose, proprio perché se non c'è modo di approfondirlo nella Commissione competente... ricordo e l'ho già ricordato più volte al presidente di Commissione Chatrian e al presidente di Commissione Padovani a cui ho richiesto la possibilità di audire degli scienziati che ne conoscono e ne sanno più di noi in materia, vedremo se daranno seguito a queste richieste o, come pare, se non siano interessati.

Chiedo, comunque, all'Assessore: "Con quale metodologia, tempistica e logistica, vengano misurate in Valle d'Aosta le emissioni dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, percepite dal tessuto biologico, non quelle emesse alla fonte, intendo l'insieme delle emissioni che percepisce il tessuto umano. Se detta misurazione è effettivamente registrata spalmando, come dice il decreto Monti la media delle emissioni sulle 24 ore giornaliere, ovvero se vengono registrati sui 6 minuti canonici previsti dalla letteratura scientifica. Se ci sono stati casi di picchi massimi superiori" - e questo succede in particolare con la telefonia mi è stato detto - "ai 61 Volt/metro".

Secondo quesito: "Se gli interventi di pianificazione territoriale dei Comuni, sviluppati con il regolamento di piani antenne che dovevano essere predisposti, almeno in passato, ma che la recente legge regionale 16 ha inteso semplificare, concentrando tutto quanto nelle strutture regionali, se questi iter sono stati integralmente recepiti o se subiranno delle modificazioni".

Ricordo che le autorizzazioni a installare impianti rimangono sempre di competenza comunale, vedremo ora se è la Regione che se ne occuperà, come mi sembra, integralmente. In sostanza, con quale criterio e con quali modalità le competenze ora regionali troveranno attuazione nei piani d'intesa aventi carattere generale, in ossequio a quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 6bis e con le interlocuzioni con gli operatori commerciali.

Terzo quesito: "In quale modo le nuove competenze, assegnate alla struttura regionale, sempre in base a questa legge, tengono ora conto dei rischi degli effetti prodotti dalle emissioni tossiche dovute ai campi magnetici a lungo termine, e non quelli brevi come si intende, quelli termici che in genere si misura vicino all'orecchio", per semplificare: qua si parla di forme di vita, oltre agli esseri umani, che hanno particolari sensibilità a questi campi.

Termino. "Quale azione preventiva la struttura sanitaria regionale competente mette o intende mettere in campo a beneficio dei cittadini elettrosensibili, cittadini portatori di patologie, di pacemaker o che si trovano in situazioni di particolare fragilità?".

Ricordo che il Sindaco - come è appena stato ricordato dal Presidente durante il precedente intervento - è ancora autorità di pubblica sicurezza, per quanto riguarda gli aspetti sanitari nel proprio territorio, quindi, competenze ne ha e parecchie ancora.

Termino dicendo che le difficoltà di carattere amministrativo che hanno condotto alla nuova legge regionale devono tener conto però anche degli aspetti previsti dalla legge quadro 36 italiana, è per questo che chiedo delucidazioni: all'articolo 8 il concorso all'approfondimento delle conoscenze scientifiche relative agli effetti per la salute, in particolare quelli a lungo termine, derivanti dalle esposizioni a campi elettromagnetici sono di competenza delle Regioni...

Presidente - Concluda, Consigliere.

Lucianaz (RV) - ...quindi chiediamo più informazione su quanto previsto dalla legge italiana.

Presidente - Per la risposta, assessore Caveri, ne ha facoltà.

Caveri (UV) - Anzitutto, consigliere Lucianaz, sono dispiaciuto per la morte improvvisa di questa signora al Parlamento Europeo, visto che di questi tempi si è parlato moltissimo di queste morti improvvise.

Io darò una risposta, a nome ovviamente anche dei colleghi che si occupano della sanità e anche degli aspetti più propriamente ambientali nei rapporti con l'ARPA.

Come è stato illustrato in Commissione, e poi da parte del relatore in aula, le modifiche apportate alla legge 25 - io purtroppo non ero presente perché ero a Roma al Quirinale, cosa che tra l'altro ha suscitato anche un vasto dibattito, di cui sono ancora dispiaciuto - hanno come principale finalità la razionalizzazione e l'ottimizzazione della pianificazione e della realizzazione dei siti attrezzati per radio telecomunicazione e delle postazioni di proprietà pubblica nella logica chiesta, in particolare dai Comuni e dalle Unités des Communes, per avere un'unitarietà della gestione.

Di fatto, le modifiche che sono state apportate avevano lo scopo di adeguare la norma al contesto organizzativo gestionale, permettendo così di formalizzare il passaggio definitivo dei beni degli Enti locali alla Regione.

Per quanto riguarda invece la questione della domanda n. 1, mi rifaccio a quello che mi è stato scritto, non avendo io una competenza scientifica ma vedendo le cose sulla base delle leggi in vigore, sapendo - come lei ben sa - che non è competenza della Regione eventualmente modificare delle normative di tipo tecnico che sono invece regolamentate dalle norme dello Stato e che noi non abbiamo competenza in questa materia.

ARPA svolge rilievi di misura su richiesta degli Enti locali - eventualmente anche a seguito di segnalazione dei cittadini, oppure di propria iniziativa - per verificare il rispetto dei valori di riferimento nei punti in cui le simulazioni legate ai dati di progetto hanno indicato valori che si avvicinano ai limiti.

Se in simulazione il valore di campo supera i riferimenti, ARPA rilascia parere negativo.

Possono poi essere svolte campagne di monitoraggio ripetute nel tempo, come quella che si ripete, da 20 anni, lungo le strade della città di Aosta.

Secondo punto: le misure vengono svolte in luoghi accessibili da persone, quindi abitazioni, scuole, parchi, giochi, strade; le modalità delle misure e dei livelli di riferimento sono quelli definiti dalla normativa, in particolare dal Dpcm dell'8 luglio 2003, dal DL del 18 ottobre 2012 e dalla legge più recente, cioè la n. 214 del dicembre del 2023.

Per quanto riguarda i tempi di misura, le darò una tabella, perché non sono in grado di trasformare questa tabella in oralità.

Tali valori, quindi quelli della tabella che le farò avere, devono essere rilevati a un'altezza di 1 metro e 50 sul piano di calpestìo e sono da intendersi come media dei valori nell'arco delle 24 ore. Non sono mai stati in Valle d'Aosta misurati dei valori superiori a 61 volt/metro nelle misure finalizzate a valutare il rispetto del limite di esposizione. Naturalmente questa è una risposta scientifica che ci è stata fornita dall'ARPA.

Ancora, l'altro punto: le prescrizioni normative previste al comma 3 dell'articolo 6bis della legge regionale 25/2005, "Incolumità delle persone, tutela naturalistica, paesaggistica, storica e archeologica", sono elementi valutati all'interno del procedimento amministrativo in essere per la realizzazione delle postazioni radio telecomunicazioni e sono in capo agli enti competenti per materia, quali, ad esempio l'ARPA, le strutture del Dipartimento risorse naturali e corpo forestale, le strutture della Soprintendenza per i beni e le attività culturali.

In previsione delle attività previste nell'ambito del Piano Italia 5G, gestito dal Ministero delle imprese del Made in Italy, per tramite della società Infratel Italia S.p.A., la Regione ha già avviato un tavolo di lavoro con la società FiberCop SPA che ha sostituito la TIM, che è sempre facente parte di quella famiglia ma con una nuova compagine societaria, che è aggiudicataria per la realizzazione del Piano in Valle d'Aosta.

Trattandosi di piani nazionali gestiti direttamente dal Governo centrale, la Regione non ricopre un ruolo attivo nel Piano, per contro sono state avviate delle azioni di sensibilizzazione nei confronti dei portatori d'interesse, operatori TLC e Tower Company, con lo scopo di limitare gli impatti ambientali e paesaggistici sul territorio, tenuto conto che le limitazioni per la tutela della salute pubblica devono essere sempre e comunque soddisfatte e vengono puntualmente monitorate dagli enti competenti, che sono ARPA e la Divisione SEI Controllo Emissioni Radioelettriche del Mimit.

"In quale modo le nuove competenze assegnate alla struttura tengono ora conto dei rischi e degli effetti": come accennato precedentemente, la tutela della salute pubblica viene garantita da specifiche normative a prescindere dalle competenze che sono in capo alla legge regionale 25/2005 di cui abbiamo parlato finora.

Per quanto riguarda il punto 4, ovvero "Quale azione preventiva la struttura sanitaria regionale competente metta o intenda mettere in campo a beneficio dei cittadini elettrosensibili, portatori di patologie, pacemaker o chi si trova in situazione di particolare fragilità", occorre - e questa è una risposta della Sanità - ricordare che l'elettrosensibilità attualmente non è ritenuta una vera e propria malattia dall'OMS, cioè l'Organizzazione Mondiale della Sanità, e da gran parte della comunità scientifica.

Non si rilevano, a oggi - così mi dicono e io riferisco - evidenze scientifiche che forniscano parametri definiti in grado di dimostrare la relazione causa-effetto fra sintomatologia sofferta ed esposizione al campo.

L'esistenza della condizione di elettrosensibilità non è ancora stata accertata scientificamente e la cura risulta esclusivamente associata all'evitamento, ovvero a non esporsi ai campi elettromagnetici.

Per ciò che concerne i soggetti portatori di pacemaker o dispositivi analoghi, i pazienti vengono informati dai cardiologi circa potenziali rischi.

Si segnala comunque che i dispositivi più recenti di pacemaker sono a prova di campi magnetici intensi.

Presidente - Per la replica, il consigliere Lucianaz ne ha facoltà.

Lucianaz (RV) - Intanto la ringrazio per le risposte, al punto 1 più che completa, grazie, poi se riesce a fornirmi la tabella, ben volentieri. Ai punti successivi anche.

Per quanto riguarda la struttura sanitaria regionale, è la USL che le ha fornito questa risposta?

(intervento fuori microfono dell'assessore Caveri)

Sì, avrei piacere di sapere chi ha scritto queste cose, se si può sapere, perché sono espressioni ben chiare e avrei piacere di capire chi è che abbia scritto queste cose e magari ne diamo anche diffusione a livello nazionale, perché io sento voci molto diverse da queste.

Se ad Aosta quindi abbiamo un'eminenza che s'intende di questi argomenti, mi farebbe piacere sapere di chi si tratti e magari le chiederò documentazione.

Ricordo ancora che sempre la legge quadro 36, all'articolo 1 comma 2, prevede, per le Regioni a Statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano, che le competenze sulla materia possano essere locali, grazie a relative norme di attuazione o secondo quanto disposto dai rispettivi ordinamenti.

La Valle d'Aosta quindi se vuole può fare qualcosa. Lei, giustamente, mi ha detto che qualsiasi controllo sulla salute esula dalle competenze regionali, nei posti di lavoro so che ci sono altri enti che effettuano queste misurazioni, le forze di Polizia hanno anche altri particolari sistemi di controllo, io andrò ancora più a fondo.

So che in Valle d'Aosta c'è una particolare sensibilità su quest'argomento. Verranno organizzati prossimamente degli incontri e dei convegni sull'elettrosmog; l'argomento preoccupa parecchio la popolazione, vista anche la diffusione capillare di questi congegni e direi che, a mio avviso, la Regione deve fare il suo compito, non solo dal punto di vista della diffusione delle infrastrutture ma direi anche dal punto di vista di tutela per i suoi cittadini.