Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3980 del 2 ottobre 2024 - Resoconto

OGGETTO N. 3980/XVI - Interpellanza: "Misure volte ad arginare lo spopolamento dei piccoli centri di montagna".

Bertin (Presidente) - Punto n. 30. Si è prenotato il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (RV) - Devo premettere che in parte a quest'interpellanza il presidente Testolin ha già dato risposta nel corso di un'audizione sul progetto di legge presentato dalla Lega riguardante "Misure urgenti per il contrasto allo spopolamento dei piccoli Comuni di montagna".

Ho ritenuto comunque opportuno discuterla in data odierna, affinché il Consiglio intero potesse aver contezza della risposta del presidente Testolin.

Un settimanale locale ha riportato un articolo riguardante la composizione delle famiglie valdostane secondo l'annuario statistico del 2023; vi è un aumento delle famiglie unipersonali, un calo delle natalità e un conseguente aumento delle coppie senza figli. L'aumento nel 2022 della spesa media mensile delle famiglie è principalmente dovuto all'inflazione.

Sempre l'articolo evidenzia come, secondo la stima ISTAT, i Valdostani a rischio di povertà passano dal 5,6% del 2022 al 10,8% del 2023, e sempre l'articolo evidenzia che le difficoltà di chi vive nei piccoli centri di montagna si fanno sentire per la mancanza di alcuni tipi di servizi essenziali o per l'assenza degli esercizi commerciali, che portano sovente all'abbandono delle aree montane.

Prosegue: il 52,1% delle famiglie ha difficoltà a raggiungere il Pronto Soccorso (la media nazionale è del 49,7%); il 19,3% ha difficoltà a raggiungere una farmacia (la media nazionale è del 14%); il 29,6% ha difficoltà a raggiungere la Polizia o i Carabinieri, (la media italiana è del 29,5%); il 18,1% ha difficoltà a raggiungere gli uffici postali, in questo caso la media italiana è del 20%, siamo ben messi rispetto al resto d'Italia; Il 20,4% i negozi di generi alimentari, il 37,3% i supermercati, la media italiana è rispettivamente del 18,2% del 22,5%.

Viene confermato che la sfida del presente e del futuro, come penso anche quella del passato da un lato, è il mantenimento e l'incremento della popolazione di montagna e dall'altro anche l'incremento in generale della popolazione in Valle D'Aosta.

Si interpella il Governo regionale per sapere se si ritengano sufficienti le misure sin qui adottate e, in caso di risposta negativa, quali siano i nuovi intendimenti.

Presidente - Per la risposta, il Presidente della Regione.

Testolin (UV) - L'interpellanza, di suo, è un po' più ampia rispetto all'argomento trattato squisitamente riferito alla legge presentata dalla Lega, e mette insieme aspetti diversificati, macroeconomici, internazionali, dati che evidenziano l'accelerazione dell'inflazione, fenomeni sociologici e demografici come il calo della natalità con alcuni dati statistici, alcuni dei quali peraltro - come sottolineato anche nell'illustrazione - positivi rispetto ai dati generali o comunque in linea con la media italiana, proponendo poi una domanda che, sinceramente, avrebbe bisogno di un dibattito molto più ampio per avere una risposta definitiva.

Credo che, andando a guardare l'attività legislativa alla quale abbiamo anche partecipato nell'approvazione di provvedimenti anche importanti della Regione, si scoprirebbe che gran parte delle decisioni assunte da questo Consiglio, spesso condivise da tutta l'assemblea e dal Governo regionale, ha da sempre come fil rouge proprio il mantenimento delle popolazioni in tutto il territorio regionale e hanno quest'obiettivo tutte le misure in favore ad esempio dell'agricoltura, dell'allevamento e dello sviluppo rurale, così come i programmi cofinanziati dell'Unione Europea inseriti nella politica regionale di sviluppo e tutta una serie di norme approvate o modificate anche negli ultimi anni, come per esempio la legge 17/2016, modificata nel 2024, avente ad oggetto le disposizioni in materia di agricoltura e di sviluppo rurale, la legge regionale 21/2022 per le misure urgenti in materia di contenimento dei costi energetici delle famiglie a favore degli investimenti delle imprese e la legge regionale 31/2022 che prevede interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile e femminile da parte dei disoccupati di lunga durata.

Ancora la legge regionale 15/23, che sviluppa il discorso della zona franca per la ricerca e lo sviluppo, la legge regionale 11/24 in materia di riorganizzazione dei servizi al lavoro del sistema della formazione professionale, e ancora la legge 15/2024 in materia di promozione e sviluppo dell'autoconsumo diffuso.

Vorrei ricordare anche tutti quegli interventi normativi ed amministrativi a sostegno delle stazioni sciistiche minori (dei quali anche il consigliere Restano era stato fautore negli ultimi anni) e delle scuole di montagna, le agevolazioni per i trasporti, la norma sugli esercizi di vicinato, interventi ai quali si aggiunge poi la legge sui mutui agevolati a sostegno del recupero del patrimonio edilizio privato.

Oppure ancora gli investimenti nelle infrastrutture di montagna, in grado di garantire sostenibilità occupazionale, gli interventi nella viabilità regionale, nella loro sicurezza, che garantiscono a residenti e ospiti accessibilità alle valli, l'attivazione dell'elisoccorso notturno, per aumentare la sicurezza e anche diminuire i tempi d'intervento nelle posizioni più lontane.

L'attività finalizzata all'assegnazione alla Valle d'Aosta delle gare di sci di fondo, di sci alpino, di sci alpinismo, di snowboard, di mountain bike e di tutte le attività sportive, da quelle a carattere locale a quelle internazionali.

Gli investimenti per la realizzazione sul territorio regionale di reti di comunicazione elettronica in fibra ottica, al fine di aumentare l'accessibilità e la connettività delle stesse.

Il sostegno ai consorzi e agli alpeggi - anche e soprattutto in questo momento post-emergenziale dopo l'alluvione - per il recupero della funzionalità del territorio e del lavoro che sullo stesso si svolge. La manutenzione e l'implementazione della rete sentieristica regionale.

Poi ci sono ancora i disegni di legge già all'esame della Commissione consiliare, come quelli in materia di sostegno alle Pro Loco, per l'organizzazione nello svolgimento di manifestazioni pubbliche e valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. I contributi al settore cooperativistico, da sempre fortemente ancorato al territorio nell'ambito sociale, in quello agricolo e in quello dell'artigianato.

Una pluralità di norme e di deliberazioni, rappresentate in maniera sicuramente non esaustiva e completa, ma finalizzate a creare e sostenere direttamente e indirettamente le condizioni perché chi vive in montagna possa continuare a farlo con una certa dignità e per rendere attrattivo anche il nostro territorio dall'esterno.

È difficile dire se tutto ciò è sufficiente, perché meriterebbe davvero un convegno di carattere internazionale per analizzare quanto si è fatto in Valle d'Aosta e confrontarlo anche con le altre realtà montane alpine, per agevolare il vivere in montagna.

In quest'ottica stiamo lavorando in senso più ampio, peraltro su due provvedimenti, che potrebbero dare un ulteriore riscontro, anche più ambizioso e lungimirante, al nostro territorio tramite il doppio binario della legge relativa alle zone franche montane, che ha visto una presentazione allo Stato e un'altra in Commissione Paritetica per lo sviluppo di una norma di attuazione.

In merito stiamo anche lavorando sulla legge della montagna, per cercare di arricchirla a favore anche e soprattutto dei bisogni del nostro territorio, con dei contributi emendativi che sono un po' più particolari rispetto a quelli di altre situazioni.

Questo è un po' il panorama all'interno del quale, à tour de rôle, tutti abbiamo cercato di dare delle risposte e sicuramente lo faremo ancora in futuro in maniera concreta.

Presidente - Consigliere Restano per la replica, a lei la parola.

Restano (RV) - Grazie per la risposta. Le ho fornito un ottimo assist per fare un grandissimo elenco d'iniziative e ne prendo atto. La risposta, per certi versi, sarà brevissima.

Allora, come mai le menti sono in fuga dalla Valle d'Aosta, le nascite solo in calo e la popolazione di montagna continua a scappare? C'è qualcosa che non ha funzionato, però al di là di questa, che non è proprio una battuta ma è una verità, mi chiedo: forse ci sarà bisogno di una norma di coordinamento che ci indichi dove vogliamo andare, che coordini tutte queste azioni?

Per quale motivo Regioni come l'Emilia Romagna, il Piemonte, la Lombardia, il Trentino, il Veneto, la Toscana, l'Abruzzo e la Calabria hanno ritenuto opportuno provvedere in merito?

Sicuramente le iniziative sono tante, forse mancano di coordinamento, ma analizzando il documento si vede che gli incentivi in alcune regioni sono destinati alle coppie più giovani, alle coppie più giovani con figli; questi incentivi hanno dato dei risultati. Ci sono degli Stati che attuano queste politiche da 20 anni, c'è stata una trasmissione la scorsa settimana: l'Ungheria e la Francia sono riuscite ad ottenere qualcosa; forse, mettiamoci il beneficio del dubbio, è stato fatto tanto, è stato investito molto ma forse si poteva fare in maniera diversa.

Oggi i dati ci dicono che la popolazione continua a scappare.