Oggetto del Consiglio n. 2999 del 23 novembre 2023 - Resoconto
OGGETTO N. 2999/XVI - Interrogazione: "Esiti della verifica delle cause dell'incendio di un alloggio di ERP in Aosta".
Bertin (Presidente) - Punto n. 68. In ragione del contenuto di quest'interpellanza che riguarda una persona facilmente identificabile, come mi segnala anche l'Assessore, riguardante comportamenti di persone, viene applicato l'articolo 45, comma 3, del Regolamento e la seduta sarà segreta, pertanto chiudiamo il collegamento.
(Breve sospensione)
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori. C'è stato un accordo tra l'Assessore e l'interpellante in base al quale durante il dibattito verranno tolte le parti prettamente riguardanti la persona. Si procede quindi non in seduta segreta, ma con la premura di non "scadere" in questioni concernenti le persone. Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - La persona rimasta senza alloggio è stata immediatamente presa in carico dai servizi sociali anche per quest'eventualità. È stata vagliata con l'ARER ogni possibilità di assegnazione temporanea, in attesa del completamento dei lavori di ripristino dell'alloggio, e ne è emerso che non vi sono alloggi disponibili in quanto dei quattro alloggi che ad oggi risultano ancora sfitti due sono in ristrutturazione, in attesa quindi di essere assegnati in graduatoria del bando immobilità, uno è in fase di consegna e uno è in fase di assegnazione agli aventi diritto. Inoltre gli alloggi in ristrutturazione sono in ogni caso privi delle necessarie garanzie ai sensi di legge, senza arredi e senza allaccio alla rete elettrica, gas e riscaldamento.
Ricevuta la comunicazione dall'ARER della situazione venutasi a creare, il Dipartimento politiche sociali ha immediatamente contattato la persona tramite l'assistente sociale proponendo una sistemazione temporanea tra le strutture appositamente destinate per tali situazioni di emergenza, quali il servizio di accoglienza, piccolo albergo di comunità e l'accoglienza di un ostello. Tali sistemazioni non consentono la presenza di un grande cane al quale la persona è fortemente legata in ogni momento e dal quale non accetta di separarsi. L'interessato ha quindi declinato l'offerta proposta non rendendosi disponibile a distaccarsi, nemmeno temporaneamente, dalla presenza del cane. Ben comprendendo la situazione e cercando una soluzione alternativa nei giorni successivi, le assistenti sociali hanno nuovamente contattato l'interessato proponendo un ricovero solo notturno del cane presso il canile di Aosta, ma senza successo. Sono state anche analizzate le possibili soluzioni offerte dalla rete familiare dell'interessato al fine di valutare la possibilità di ospitalità. Infine, in un successivo contatto, la persona ha comunicato all'assistente sociale che un amico sarebbe stato disposto ad accoglierlo per un periodo presso la propria abitazione. Nei giorni seguenti la persona ha informato l'assistente sociale sul fatto che anche tale ultima ipotesi non è andata a buon fine.
Tornando agli aspetti dell'accaduto e alle azioni messe in campo, la nota inviata ad ARER dal Comandante del Corpo valdostano dei vigili del fuoco durante il mese di novembre non evidenzia ancora alcuna possibile causa. Gli esiti della verifica sono tuttora in corso, ma l'ARER ha provveduto a richiedere il rapporto d'intervento per chiarire le possibili cause al momento sconosciute. Su richiesta dell'interessato, che non disponeva dei mezzi e dei luoghi necessari, ARER ha già disposto a proprio carico lo sgombero dell'alloggio dei beni e delle suppellettili di proprietà del nucleo e al loro temporaneo ricovero presso un magazzino di sua proprietà. ARER ha quindi eseguito un sopralluogo finalizzato a contrattualizzare le opere necessarie per il ripristino dell'alloggio nel minor tempo possibile, grazie all'accordo quadro in essere per le manutenzioni straordinarie. I lavori di ripristino sono all'incirca quantificabili in circa 45 mila euro: l'Azienda ha comunicato che comunque non procederà in ogni caso con la rivalsa dei danni, nemmeno parziale, nei confronti degli eventuali inquilini a prescindere da qualsiasi risultanza peritale. Gli alloggi di ERP vengono sempre consegnati in buono stato di manutenzione e corredati dalle necessarie certificazioni. Ciò detto, è in capo all'inquilino l'utilizzo di attrezzature idonee o, comunque, certificate per il riscaldamento e/o la cottura, ovvero il corretto utilizzo degli impianti che rappresentano eventualmente possibili cause dei principi di incendio. In tale ambito il Consiglio di amministrazione di ARER ha approvato un accordo intersettoriale per la sicurezza degli ambienti domestici con l'Assessorato e l'USL. Nell'ambito di tale accordo vengono svolti sopralluoghi mirati negli alloggi di ERP che rafforzano l'azione di prevenzione e controllo. La finalità è quella di promuovere la salute, il benessere e la sicurezza degli ambienti di vita. Gli uffici hanno quindi valutato ogni opzione possibile per supportare la persona nella ricerca di una sistemazione abitativa, ma la presenza inseparabile del grosso cane ha precluso, ad oggi, ogni strada percorribile. Comprendendo la complessità e la particolarità della situazione, il servizio sociale è quotidianamente in contatto con la persona per verificare eventuali auspicati sviluppi in merito alle soluzioni proposte.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta ma, per comprendere il fatto e per comprendere anche quello che ne segue, bisogna capire cosa è accaduto. È accaduto che in un alloggio ARER si è sviluppato un incendio di notte. In quest'incendio di notte sarebbe morta non soltanto la persona che occupava l'alloggio, ma - cito fatti di cronaca ovviamente e non dico altro - non soltanto sarebbe morta la persona che viveva lì dentro, ma sarebbe morto tutto il palazzo, perché c'erano delle bombole che potevano esplodere. Fortunatamente il cane si è messo ad abbaiare e, siccome ha svegliato l'inquilino, l'inquilino ha svegliato tutto il palazzo e l'ha fatto evacuare. Per fortuna, gli interventi sono arrivati in tempo. Ora, questo cane è riuscito a salvare tutto quanto il palazzo, mi sembra quanto meno normale che una persona che deve la sua vita a questo cane possa desiderare di poter stare con lui, mi pare minimamente evidente.
Lei giustamente dice che le analisi non hanno ancora dato esiti; in realtà, la persona è stata convocata da ARER dove hanno detto che sapevano benissimo che le responsabilità non erano sue. Se le responsabilità non sono sue e se, come giustamente e ha correttamente detto, sono stati presi in carico quelli che erano gli oggetti, i vestiti o quanto in possesso della persona, che sono stati messi in un magazzino, altrettanto non è stato fatto con la persona. Lei ha detto che sono state vagliate una serie di soluzioni; qual è il problema? Che di quelle soluzioni appunto non comprendono la presenza del cane. Comprenderà che una persona che ha vissuto quell'esperienza, con il cane ci vuole stare. Lei dice che non ci sono alloggi disponibili: guardi, le tolgo il problema: io nello scorso Consiglio sono riuscito nella pausa a fare un sopralluogo e dirò anche dove: sono andato in via omissis, al civico omissis e ho constatato che c'è la disponibilità di un alloggio, perché la stessa persona che lo occupa lo sta rilasciando, lo rilascerà il 30 di settembre, anzi, già non ci vive più, l'ha pitturato, l'ha messo a posto ed è completamente disponibile. Io mi sono permesso di mandare una mail all'ARER dicendo: "Guardate che c'è quest'alloggio che è in perfette condizioni, l'allaccio c'è, la cucina c'è, le suppellettili ci sono, c'è tutto", potete darlo a chi volete, visto che qua succede sempre che dite che non ci sono alloggi disponibili. ARER mi ha risposto cortesemente dicendomi: "Grazie ma non possiamo darlo" e non si sa perché. All'inquilino che lo sta rilasciando gli è stato detto che quell'alloggio forse verrà assegnato fra 6-7 mesi. Ora, noi abbiamo una persona che è disabile, che ho sentito pochi minuti fa e mi ha detto che questa notte ha dormito in un parco, precisamente nel parco omissis all'addiaccio su una panchina, se vuole, dico anche la panchina omissis.
Siccome ha dormito con un sacco a pelo omissis e questa persona è per strada non per responsabilità sua, ma perché quell'appartamento in cui viveva evidentemente non garantiva le condizioni minime di sicurezza, altrimenti un incendio non si sarebbe sviluppato, e questo l'ARER glielo ha detto, allora io credo che il minimo sia garantire una sistemazione per questa persona e per il cane con cui stava, che ha salvato la vita non soltanto a lui ma a tutto il palazzo. Se i servizi sociali, l'ARER e l'Assessorato delle politiche sociali non riescono a garantire nemmeno un ricovero per una persona che ha patito una disgrazia neanche per colpa sua, sinceramente io non so da che parte stiamo andando. Se domani arriva una persona in queste condizioni, più che dire che non è colpa sua, è una persona disabile, è una persona che ha necessità economiche e che si trova in questa situazione, mi chiedo obiettivamente come possiamo prendere in carico situazioni e condizioni di difficoltà diverse, come si può! Secondo me, non si può, questa roba non può esistere, o si prende in carico questa persona e si evita che dorma all'addiaccio nel parco omissis in via omissis, altrimenti sinceramente non possiamo definirci una Regione civile.
