Oggetto del Consiglio n. 2991 del 23 novembre 2023 - Resoconto
OGGETTO N. 2991/XVI - Interrogazione: "Riscontro alla richiesta di innalzamento delle soglie minime per nuovi impianti vitivinicoli in Valle d'Aosta".
Sammaritani (Presidente) - Passiamo al punto n. 60 all'ordine del giorno. Risponde l'assessore Carrel.
Carrel (PA) - Grazie ai Consiglieri Planaz e Brunod per quest'interrogazione che va a riprendere una notizia che abbiamo condiviso e di fatto comunicato a tutti gli organi di stampa, in cui apprendiamo con soddisfazione che il Ministro ha risposto positivamente a una nostra sollecitazione politica, quindi vado a confermare quanto scritto nel comunicato stampa, ma credo che sia opportuno fare un passo indietro e partire dalla soglia minima oggi prevista dal decreto del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che prevede una soglia minima di reimpianti annuali di 10 ettari; tutte le Regioni possono reimpiantare un 1% del loro territorio ma la Valle d'Aosta, avendo delle soglie molto basse, si avvale di questa soglia minima che sono i 10 ettari.
A fronte di questo limite - che, comunque, è già un limite più alto per quanto riguarda la Valle d'Aosta, quindi una soglia minima che già alza l'asticella della Valle d'Aosta - però il settore vitivinicolo valdostano ha delle richieste che oscillano tra i 15 e i 25 ettari di reimpianto ogni anno, quindi solamente 10, rispetto alle richieste, possono essere reimpiantati.
A fronte di questo e di varie interlocuzioni che abbiamo avuto con il settore vitivinicolo, nella riunione dell'11 settembre che si è tenuta a Napoli in presenza della Commissione politiche agricole proprio a fronte di un'audizione con il Ministro Lollobrigida, ho richiesto di tenere in considerazione la possibilità di alzare questo tetto dei 10 ettari.
A fronte di questo mio intervento avvenuto proprio in questa riunione, la Liguria, come Regione, mi ha contattato, attraverso il proprio Assessore di riferimento, per comprendere quale fosse la nostra esigenza e rappresentare la loro esigenza di alzare questo tetto da 10 ettari a 30 ettari, proprio per far fronte a una loro esigenza.
Alla luce di questo contatto, abbiamo siglato una nota congiunta il 27 settembre, quindi una nota dei due Assessori della Valle d'Aosta e della Liguria, per richiedere una presa di posizione da parte della Commissione politiche agricole.
La Commissione si è riunita il 10 ottobre e ha condiviso la nostra richiesta, evidenziando che questa problematica è legata anche alla tutela del paesaggio, alla sicurezza delle nostre montagne e sicuramente a un settore agricolo che può e deve svilupparsi.
Il 13 ottobre, dopo un voto favorevole della CPA, il coordinatore della Commissione politiche agricole, l'Assessore della Regione Veneto, che ringrazio per la celerità e per la disponibilità, ha immediatamente comunicato al Ministero questa presa di posizione che non era più una presa di posizione di due Assessori ma era dell'intera CPA.
Il Ministro il 30 di ottobre del 2023 ci ha risposto ritenendo condivisibili le motivazioni poste alla base della richiesta e ha dato disposizioni ai propri uffici di apportare le modifiche richieste nel decreto. Oggi non abbiamo il decreto, quindi l'iter non è concluso, abbiamo però una lettera e un impegno politico di tutte le Regioni e del Ministero che ci possono permettere di dire che siamo sulla giusta direzione, quindi aspettiamo il decreto per chiudere quest'iter, ma credo che l'azione politica che abbiamo portato avanti da settembre a fine ottobre sia un'azione che possa dare delle risposte al settore vitivinicolo e di cui andiamo particolarmente orgogliosi, ma era giusto darne comunicazione solamente quando avessimo avuto l'impegno anche da parte del Ministro, in caso contrario sarebbero state solo delle azioni di lobbying e d'inizio di fatto di un dialogo e avrebbero magari anche rischiato di compromettere l'esito finale. Oggi aspettiamo esclusivamente il decreto.
Presidente - Replica il consigliere Planaz.
Planaz (RV) - Finalmente una buona notizia, si capiva dal comunicato stampa, che era cautelativo.
Noi abbiamo ritenuto opportuno, visto il comunicato stampa, anche a fronte delle richieste pervenute anche tramite le testate giornalistiche locali già al mese di settembre, a fronte di una carenza di assegnazione di nuovi impianti vitivinicoli...
Al di là di questo, ci sarebbero ulteriori valutazioni da fare, soprattutto per il nostro territorio, adesso siamo soddisfatti che venga accettato così com'è dal Ministero.
Teniamo conto che io avevo intenzione - e lo dico adesso - di presentare una mozione dove si chiedeva un aumento o di escludere le zone montane dalla classificazione di queste quote, perché come lei ha detto, a livello nazionale, in base al decreto attuale, c'è un ampliamento dell'1% in base all'estensione vitivinicola regionale.
Noi andiamo in deroga - se non erro - del 2%, che viene allineata ai 10 ettari, perché il 2% nostro non arriverebbe neanche ai 10 ettari, allora già in quel decreto c'è ben specificato che i 10 ettari sono assegnati così, d'emblée.
Una regione come la nostra, anche a fronte dei cambiamenti climatici, anche riguardo al mantenimento del territorio, come ha fatto presente la Regione Liguria, perché conoscendo gli aspetti territoriali anche di quella regione, andare a incentivare le attività soprattutto quando il settore te lo chiede... e anche quando il Presidente dei viticoltori aveva annunciato che avevano bisogno di più terreno per soddisfare le richieste di tutti, anche perché il cambiamento climatico nel nostro caso vale il doppio, nel senso che si possono aumentare le quote, anche a fronte di un calo della produzione nell'arco italiano, perché dove ci sono temperature rilevantissime c'è un calo della produzione vitivinicola del 20%.
Dall'altro canto, visto che vi è un continuo aumento delle temperature, si può magari anche elevare l'altitudine delle superfici anche nella nostra regione per consentire di sfruttare dei terreni che oggi rischierebbero l'abbandono e che invece, con un impianto vitivinicolo o quant'altro, potrebbero andare a dare risposte sia al territorio che a tutta la comunità.
Speriamo che al più presto arrivi questa risposta dal Ministero e che possiamo dare questa buona notizia ai nostri viticoltori.
