Oggetto del Consiglio n. 2981 del 23 novembre 2023 - Resoconto
OGGETTO N. 2981/XVI - Interpellanza: "Motivi dell'aumento del costo degli affitti degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica".
Bertin (Presidente) - Punto n. 50. Consigliere Manfrin per l'illustrazione.
Manfrin (LEGA VDA) - Per la gioia dell'Assessore Sapinet, parliamo di un problema che riguarda tutti gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Mi è parso che ci fosse quasi una sorta di velata critica, perché si parla solo delle case popolari di Aosta; non si preoccupi, questo è un problema che possiamo estendere a tutta la Valle, così lei è contento che non sia localizzato solo ad Aosta.
Il problema che riguarda appunto l'aumento degli affitti degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica è un problema che, in effetti, affligge parecchie zone, anzi, tutte le zone dove queste insistono.
Le segnalazioni maggiori arrivano sicuramente dal quartiere e probabilmente in questo c'è anche una connessione rispetto all'oggetto dell'interpellanza, ma quello che abbiamo osservato più volte in questo periodo, già in diversi anni, è in generale un aumento delle spese causate dalla questione del riscaldamento; aumento delle spese che, come abbiamo evidenziato più volte all'interno di quest'Aula, c'è ed è legato, per esempio, all'obbligo di collegarsi al teleriscaldamento, così come l'imposizione da parte dell'azienda che si occupa dei servizi di non considerare che ci si rivolge a persone che hanno una fragilità soprattutto economica, oltre che sociale, e quindi considerare questi inquilini alla stregua d'inquilini normali, ai quali si deve semplicemente estorcere una pigione alla fine del mese. Al netto di questo, di quello che oggi consta, l'oggetto della nostra iniziativa è focalizzato sulla questione degli affitti.
Più e più volte, soprattutto durante quest'estate, ci è stato evidenziato come diverse bollette riportassero, soprattutto fra i mesi di luglio e di agosto - come abbiamo indicato all'interno del testo -una differenza fra i due mesi, un aumento sostanziale della parte legata alle spese dell'affitto.
Una visione delle bollette - e questo è un tratto comune - ci ha confermato che ci sono aumenti, che sono in alcuni casi minimali, qui ho la fotocopia di alcune bollette che ho potuto visionare, alcune volte c'è un aumento di qualche decina di euro, a volte c'è addirittura quasi un raddoppio dell'affitto che gli assegnatari devono pagare.
A fronte di questi aumenti a persone che sono obbligate a contare i centesimi per andare avanti e per arrivare alla fine del mese, queste stesse persone hanno chiesto delle informazioni all'azienda che si occupa di Edilizia Residenziale Pubblica e queste richieste di spiegazioni sono state molteplici.
La risposta, in alcuni casi, non in tutti, è stata che alcuni alloggi sono stati oggetto di un aumento del valore OMI e il fatto che questi alloggi siano stati esclusi dal calcolo della vetustà dell'alloggio. Noi non sappiamo se questa sia la motivazione, ci auguriamo che non sia questa.
Da quello che ci è stato informalmente detto- e per questo noi chiediamo conferma all'Assessore che si occupa di questo tema -ARER avrebbe informato gli assegnatari del fatto che sarebbe stato esteso il centro città, quindi urbanisticamente si considererebbe il Quartiere Cogne come quasi centro città, e in virtù di questo, senza considerare la vetustà degli alloggi; a questo punto, siccome loro sono considerati centro città, l'affitto viene conseguentemente aumentato.
Io spero che non sia questa la motivazione ma proprio per questo motivo, con quest'interpellanza, chiediamo "Se quanto riferito dalle segnalazioni circa le motivazioni degli aumenti corrisponda a verità. In caso contrario quali siano i metodi di calcolo che hanno portato all'aumento indiscriminato del costo dell'affitto degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e, nel caso in cui gli aumenti fossero confermati, se sia intenzione del Governo annullare i summenzionati aumenti adattandoli ai redditi degli assegnatari".
Lo dico già come excusatio non petita ma non vale dire che il calcolo degli affitti è fatto sull'Isee delle persone, non vale perché gli aumenti ci sono e l'Isee delle persone rimane identico, quindi se intenderà rispondere in questa maniera, le dico già che questa risposta non vale.
Presidente - Risponde l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Come non vale dirlo prima, non vale neanche fare una domanda se, vista la sua perizia, già si sa già buona parte delle risposte. Però, come mi ha fatto presente negli ultimi mesi, ci sono lavori diversi tra Governo e minoranza e quindi, di conseguenza, è giusto utilizzare in maniera proficua dei minuti per ripetere le cose, repetita iuvant dicevano gli antichi.
Gli aumenti degli affitti, che erano leggermente calati negli ultimi anni, sono sostanzialmente tornati a quelli pre-pandemia in base agli aggiornamenti dei valori attuali.
È da tenere conto che, nei casi in cui l'affitto aumenta, la condizione economica del nucleo familiare in quel momento è migliorata in quanto l'incidenza dell'aumento dell'affitto è sempre in linea con le percentuali applicate della fascia ISEE di appartenenza. Negli altri casi gli aumenti sono lievi o da contestualizzare.
Per capire proviamo a fare un esempio pratico riferito a un nucleo in fascia A, quindi la più debole, con un alloggio nel Quartiere Cogne di circa 73 metri quadri, adeguato a 4 persone. Il canone di affitto nel 2018 era pari a euro 51, è via via diminuito nel tempo fino a scendere a 45,50 euro nel 2022, quindi 6 euro in meno, e a risalire oggi nel 2023 ad euro 53,20, quindi 2 euro in più.
Mentre l'aumento, rispetto allo scorso anno, è stato di euro 7,70, rispetto a 5 anni fa l'aumento complessivo del canone di affitto è stato di euro 2,20.
Pertanto le segnalazioni di canoni quasi raddoppiati citati nelle premesse dell'iniziativa verosimilmente non sono riconducibili ad adeguamenti ai nuovi valori OMI - ecco perché le ho detto che giustamente nella sua domanda c'è una parte della risposta - ma, nel miglioramento della condizione economica del nucleo che determina il passaggio da una fascia inferiore a una fascia superiore.
Ad esempio il passaggio dalla fascia A, la più debole, alla fascia B, di fatto raddoppia il canone di locazione, in quanto cresce dal 20% al 40% il coefficiente di adeguamento del canone calcolato sulle caratteristiche dell'alloggio.
In ogni caso è da evidenziare che se i canoni sono leggermente aumentati in zone di Aosta e dell'Alta Valle, in Bassa Valle sono rimasti invariati o addirittura diminuiti, come testimoniato dalle tabelle fornite da ARER che, se desidera, posso fornirle.
Come tutti gli anni, dal primo luglio ARER deve aggiornare i canoni considerando i valori dell'Osservatorio del mercato immobiliare: è un canone oggettivo che, dopo una diminuzione negli anni della pandemia, è tendenzialmente tornato quello del 2018 o con leggeri aumenti.
L'applicazione del canone di affitto è mitigata in considerazione della condizione economica di ciascun nucleo: infatti il calcolo degli affitti degli alloggi ERP, definito dalla delibera di Giunta regionale 1794/2016, si basa su un elemento oggettivo riguardante l'alloggio, come ho citato nell'esempio di cui sopra, e su un elemento soggettivo, riguardante il nucleo assegnatario.
Per quanto riguarda il calcolo del canone riferito all'alloggio per ciascun fabbricato, viene considerato il valore OMI che per ciascuna zona e per ciascun Comune prevede il valore di locazione al metro quadrato, che è definito dal mercato con aggiornamento nazionale a cadenza semestrale.
Tale valore viene quindi moltiplicato per la superficie del singolo alloggio e la cifra ottenuta è abbattuta da un coefficiente in base alla vetustà del fabbricato e alle sue condizioni generali di conservazione e manutenzione.
Il calcolo del canone così ottenuto viene poi adeguato alla situazione del nucleo familiare assegnatario: viene infatti considerata la condizione economica di ciascun nucleo che, attraverso l'attestazione Isee dell'anno in corso e al numero di componenti, viene allocato in una fascia dalla A, la più bassa, alla G, la più alta.
Per tutti i nuclei appartenenti alla prima fascia, la A, la più bassa quindi, il canone applicato è pari al 20% del canone calcolato in base alla tipologia di alloggio.
A fronte di quanto descritto, deriva che le effettive cause di aumento del canone, quando sono presenti, sono già il frutto di un incastro tra i dati oggettivi dati dal mercato e un adattamento dato dalla situazione dei redditi degli assegnatari, come da lei di fatto richiesto con la domanda 3, ma questo, collega Manfrin, lei già lo sapeva perché giustamente, excusatio non petita, accusatio manifesta, nel caso specifico, siccome la replica spetta a lei, dirà che non è contento mentre invece poi dopo, di fatto, se uno ha anche ascoltato, può darsi che abbia capito quello che secondo me già sapeva.
Dalle ore 10:28 assume la Presidenza il vicepresidente Sammaritani.
Sammaritani (Presidente) - Per la replica, la parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Guardi, la sorprenderò, Assessore, io ho ascoltato con grande attenzione, però giustamente come è un po' anche rispetto a quello che ci siamo detti più volte sul tema degli affitti, lei è - e questo glielo devo riconoscere ma non glielo riconosco solo oggi - particolarmente abile nel cogliere quelli che potrebbero essere gli aspetti che un ascoltatore che si collegasse soltanto in questo momento dovesse valutare.
Se qualcuno dei tanti Valdostani, che magari non conoscono e non abitano in un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica, si fosse collegato nel momento in cui lei giustamente spiegava quello che ci ha illustrato rispetto alla questione aumenti, cosa avrebbe ascoltato? Avrebbe ascoltato che una persona che sta in un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica tendenzialmente pagava - a quello che lei ha detto - 51 euro, poi ne ha pagati 47 e poi ne ha pagati 54, quindi una persona potrebbe dire: "Caspita, un affitto di 50 euro, ma di cosa si lamentano? Varia di 2 euro, si abbassa di 6 euro".
Il problema è che, al di là delle valutazioni nel merito, come le ho detto, sono delle persone che contano i centesimi, quindi, fosse anche soltanto il problema di 6 euro, sarebbe comunque un problema per chi è purtroppo destinato a strappare la vita alla fine del mese con i denti.
Il problema è che non si parla di questo, perché per esempio parliamo (le dico semplicemente delle due bollette che tengo in mano) di persone che da un mese in cui dovevano pagare 175 euro, si trovano a pagare 231 euro o di persone che pagavano 66 euro e che se ne trovano a pagare 220.
Ora comprenderà, sicuramente non parliamo di cifre sesquipedali, però possiamo anche riconoscere il fatto che persone che sono in difficoltà, che pagano 66 euro e poi si trovano a pagarne 220, sicuramente non saranno a loro agio.
Che lei dica che questa è tutta questione di collocazione rispetto alla fascia, io lo comprendo, ma lei comprenderà anche che ci sono persone che fanno anche conti sulla loro vita e probabilmente spesso le persone che si vedono passare da una fascia all'altra si vedono anche passare rispetto a un minimo miglioramento della vita, cioè ero nella fascia A e ci stavo dentro per 50 euro, poi guadagno 100 euro in più, passo nella fascia B e pago una sorbolata.
Oltre a questo, c'è un'altra questione sulla questione OMI; io capisco che lei dica: "Questo è un calcolo semplice nel quale uno prende la tabella e dice: questo è quanto", ma se il valore OMI mi considera che il Quartiere Cogne è il centro della città, probabilmente non comprende qual è il contorno di quel quartiere, quali sono le difficoltà, non ultime un'Amministrazione comunale che ha deciso di piazzare degli ostacoli alla vita normale o di piazzare delle zone nelle quali adesso si radunano delle simpatiche combriccole che urlano e commettono indisturbati dei reati fino a tarda notte, ma, al netto di questo, il problema che rimane è che oltre al disagio abitativo, non possiamo considerare che quello sia un centro, il Quartiere Cogne non è Piazza Chanoux, ma è una zona che obiettivamente ha delle criticità.
Senza tener conto di questo, aumentando indiscriminatamente sulla base del valore OMI che viene fatto da persone che non conoscono neanche la realtà valdostana, sinceramente risulta un po' difficile dire: "Questi aumenti sono così, dovete accettarli".
Usciamo dalla dimensione Quartiere Cogne, visto che giustamente l'Assessore Sapinet ci tiene e tenendoci, evidenziamo come, per esempio, a Pont-Saint-Martin siano arrivate delle bollette che in un mese hanno chiesto 800 euro a una persona e non ci sono ovviamente qui le richieste di rientro che, di solito, l'ARER giustifica eventualmente delle bollette di una certa entità.
Ci sono delle bollette di una certa importanza: a 800 euro per una persona che sta in una casa popolare e ha un lavoro part-time non si può far fronte.
Non è solo una questione di Quartiere Cogne, ma è una questione di valutazione complessiva degli affitti.
Obiettivamente ritengo che non ci sia una sufficiente attenzione e ritengo che anche fare i grigi burocrati e dire: "Va beh, ma queste sono le tabelle, il calcolo così va bene", credo che sia un mettere poca attenzione rispetto a chi è in difficoltà.
In ogni caso le chiederò, come lei mi ha anticipato, di ricevere la risposta e le tabelle che ha anticipato, Assessore, in maniera da poter fare i dovuti approfondimenti
