Oggetto del Consiglio n. 336 del 11 giugno 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 336/VII - INIZIATIVE PER LA CESSAZIONE DEL CONFLITTO NEL LIBANO, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE ISRAELIANE E PER IL RICONOSCIMENTO DEL POPOLO PALESTINESE.- (Approvazione di ordine del giorno).
PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno.
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
fortemente preoccupato per l'apertura di un nuovo conflitto nel Libano, provocato dall'intervento militare israeliano in quel paese, conflitto che si aggiunge alla guerra in atto nel sud America tra Gran Bretagna ed Argentina ed al permanere di fonti di tensione in altre parti del mondo
esprime
la propria ferma condanna al recente e pericolo atto di forza del governo israeliano
chiede
al Governo italiano di intervenire in tutte le sedi affinché si ottenga il ritiro immediato delle truppe israeliane, si impedisca il genocidio del popolo palestinese e si avvii una trattativa tra tutte le parti interessate (paesi arabi, Israele, OLP)
auspica
che si giunga ad un accordo che, attraverso il riconoscimento all'esistenza e all'indipendenza del popolo palestinese e di tutti gli stati della regione, metta fine ad un conflitto ormai permanente e sempre più carico di rischi per la pace mondiale.
PRESIDENTE: E' aperta la discussione. La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Dopo aver preannunciato ieri mattina una riunione dei Capigruppo, è stato sottoposto ai Capigruppo stessi un ordine del giorno che trae origine dalla preoccupazione del Consiglio regionale per la gravità della situazione nel Libano. Sono infatti pervenute, in queste ore, notizie di bombardamenti e di stragi molto gravi.
L'ordine del giorno, in sostanza, esprime la condanna per l'intervento di Israele nel Libano, chiede al Governo italiano di intervenire in tutte le sedi affinché si ottenga il ritiro immediato delle truppe israeliane e si impedisca il genocidio del popolo palestinese. Nel documento si chiede, inoltre, che si avvii una trattativa tra tutte le parti interessate, perché soltanto con un accordo che coinvolga gli Stati e i popoli di quell'area, sarà possibile dare una soluzione definitiva al problema.
Io credo che il Consiglio regionale valdostano, con l'approvazione di questo ordine del giorno, dimostri la sua sensibilità rispetto ad una situazione che non può lasciarci indifferenti perché, oltre ad essere pericolosa per la pace mondiale, sottopone i popoli a pericoli molto gravi e provoca continuamente delle vittime.
Penso che il Consiglio regionale debba approvare questo ordine del giorno che, d'altronde, è stato sottoscritto da quasi tutti i Capigruppo.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.
PEDRINI - (Ind. - P.L.I.): Ha fatto bene il Consigliere Mafrica, capogruppo del Partito comunista, a dire che l'ordine del giorno è stato firmato da quasi tutti i Gruppi, perché il Gruppo liberale non lo ha sottoscritto, considerandolo prettamente e smaccatamente politico.
Io mi stupisco come regolarmente, e l'abbiamo constatato altre volte, quando nelle vicende internazionali sono coinvolte forze politiche e militari che non fanno parte del coacervo di Paesi sottoposti all'urto della Nazione russa, il Partito comunista si affretti a presentare in quest'aula degli ordini del giorno di deplorazione. Ora, che il Partito comunista faccia in questo modo la sua politica, è comprensibile perché è nel suo diritto; che il Gruppo comunista, nell'assemblea regionale valdostana, riceva ordini dal centro per presentare questi ordini del giorno, ci sta anche bene.
Quello che voglio dire, invece, è che non sono d'accordo sull'impostazione di questo ordine del giorno che, secondo noi, non corrisponde alla verità e, pertanto, è falsamente impostato; e spiego il perché.
Io trovo strano, per esempio, che nessuno abbia fatto un ordine del giorno, e mi assumo per primo la colpa, contro il genocidio del popolo afgano che, proprio in due valli laterali vicino al confine, in questi giorni si sta battendo per la sua sopravvivenza contro la forza russa, numericamente superiore; ripeto, non afgana nazionalista, ma russa, che combatte in un Paese che non è il suo, e che combatte ed uccide soltanto per un'impostazione politica di prestigio e per un obiettivo militare di espansione verso il sud, verso i mari confinanti.
Ho fatto soltanto un esempio, ma se ne potrebbero citare molti altri; in Africa addirittura alcune tribù di migliaia di persone sono state sterminate dagli amici cubani.
Ma non voglio qui sollecitare delle contrapposizioni su un argomento così delicato e pericoloso, come giustamente ha detto il Consigliere comunista Mafrica.
Siamo tutti preoccupati. Noi liberali, indubbiamente, non approviamo il blitz israeliano, però, così come non approviamo il blitz israeliano, avevamo chiesto al Partito comunista di aggiungere a questo ordine del giorno, che siamo altresì contrari a chi ammazza gente in tutto il mondo sotto una etichetta ben chiara; siamo contrari a chi si impadronisce di aerei, ne fa quello che vuole e ricatta la gente, siamo contrari a coloro che sparano con i loro cannoni sugli israeliani in un territorio che, almeno così è stato stabilito dalle Nazioni Unite e nell'ultimo dopoguerra, è israeliano.
Si parla di genocidio, ma non è esatto; i palestinesi sparano per primi! Ed hanno continuato a sparare regolarmente, indipendentemente dall'ONU e da tutte le altre pressioni internazionali e indipendentemente dal fatto che gli israeliani sono ben più potenti di loro.
Ma allora è come se uno venisse in casa tua e ti sbeffeggiasse una volta, due volte, tre volte; la quarta volta tu cominci a dire: "Caro figliolo, o te ne stai buono, o io sono costretto a prendere le mie misure"!
Con questo non voglio dire che noi approviamo queste misure, perché indubbiamente, questo è un altro focolaio di guerra che si aggiunge a quello delle Isole Falkland ed ai conflitti che si sono verificati in Africa. Tutti quanti facciamo politica e quindi, tutti sappiamo quante vittime sono state fatte in quel periodo, ripeto, dagli amici cubani a loro volta diretti, e lascio a voi immaginare, da chi.
Volevamo soltanto dire che noi non abbiamo votato e non approviamo questo ordine del giorno per la sua faziosità. Non voglio tirare in ballo nessuno, ma mi sia consentito di stupirmi come certi partiti democratici, o che per lo meno si dichiarano tali, l'abbiano sottoscritto: non hanno letto bene, non si sono imposti al fine di farlo correggere, perché un ordine del giorno così formulato, mandato a Roma, con le richieste che vi sono contenute, lascia veramente perplessi i cittadini che seguono tramite i giornali le vicissitudini di questo nuovo scontro in Medio Oriente.
Chiarito questo punto, noi dichiariamo di non votare questo ordine del giorno per i motivi illustrati in precedenza, affinché poi non si dica, come spesso succede con diabolica abilità politica, "I liberali non hanno votato perché sono per Israele o per gli ebrei". No, assolutamente! Noi siamo per il cessate il fuoco anche in Libano, noi siamo contro questo blitz, però le cose vanno dette seriamente e in modo chiaro e veritiero, non contrabbandate, come in questo ordine del giorno.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON - (D.C.): Non abbiamo firmato neppure noi questo ordine del giorno, non perché la situazione del Medio Oriente, come il resto della situazione mondiale, non ci preoccupi e non perché siamo dei guerrafondai (sarebbe semplicemente folle non essere per la pace) ma ci pare che a volte questi ordini del giorno rispecchino, come già diceva l'amico Pedrini, una coloritura politica o rispecchino, piuttosto, il premio verso una delle parti in conflitto piuttosto che verso un'altra.
A noi preme mettere in evidenza il fatto che siamo contro qualsiasi tipo di violenza contro qualsiasi atto di guerra, da qualsiasi parte esso arrivi. Quindi, su questo ordine del giorno, noi non riteniamo di dover dare il voto favorevole.
Siamo disposti, invece, a votare un ordine del giorno di questo tipo, se in esso verranno inserite alcune modifiche, che tra l'altro noi avevamo già chiesto ieri. Queste modifiche sono intese a far sì che non venga data la colpa di tutto quanto avviene soltanto ad una parte, ma si chiarisca che la situazione politica del Medio Oriente e del mondo è ben più complessa e, quindi, la ricerca della pace dev'essere una preoccupazione di tutti e di ogni parte politica.
Leggo le proposte di modifica all'ordine del giorno: "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta fortemente preoccupato per l'apertura di un nuovo conflitto nel Libano, provocato dall'intervento militare israeliano, in quel paese". Qui noi vorremmo aggiungere, e aggiungiamo, "conseguente a continui atti di terrorismo" perché non si può dimenticare quello che è il terrorismo della Organizzazione per la Liberazione della Palestina, dell'O.L.P.; non si può dimenticare che Arafat è andato a parlare all'O.N.U. con una pistola nella cintola; queste sono cose che bisogna dire e non si possono dimenticare.
"Conflitto che si aggiunge alla guerra in atto nel Sud America tra Gran Bretagna ed Argentina ed al permanere di fonti di tensioni in altre parti del mondo
ESPRIME
la propria ferma condanna al recente e pericoloso atto di forza del governo israeliano". Su questo punto possiamo essere d'accordo, perché riteniamo che non si debba rispondere col terrorismo di stato al terrorismo delle singole e piccole organizzazioni.
"CHIEDE
al Governo italiano di intervenire in tutte le sedi affinché si ottenga il ritiro immediato delle truppe israeliane e siriane dal territorio libanese e si impedisca"... Ecco, non scriveremmo il "genocidio del popolo palestinese", non ci pare giusto. Abbiamo anche ascoltato ieri le dichiarazioni degli addetti di Ambasciata di Israele a Roma; nessuno ritiene di dover sterminare il popolo palestinese, semplicemente si vogliono disattivare le basi e i santuari dei terroristi, non si vuole fare un genocidio. Quindi, noi lo sostituiremmo con "si impedisca ogni ulteriore spargimento di sangue e si avvii una trattativa tra tutte le parti interessate (paesi arabi, Israele, OLP)".
Ed ancora:
"AUSPICA
che si giunga ad un accordo che, attraverso il riconoscimento all'esistenza e all'indipendenza del popolo palestinese, israeliano e di tutti gli altri stati"... (popolo, stati non direi)... della regione, metta fine ad un conflitto ormai permanente e sempre più carico di rischi per la pace mondiale".
A me pare, a volte, che in questo Consiglio si vada al di là delle nostre possibilità o capacità; cioè sicuramente noi possiamo dire delle cose, ma la nostra dimensione è quella che è ed i grandi Stati, o gli Stati, non aspettano certo le nostre piccole disquisizioni per dirimere le loro questioni. Quindi, la nostra discussione può essere puramente accademica, però a noi premeva chiarire queste cose.
Ora metterà per iscritto le proposte di modifica all'ordine del giorno e le consegnerò alla Presidenza del Consiglio, che le metterà in votazione.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.
TAMONE - (U.V.): Anche questa volta si ripete una specie di rito; una parte politica prepara un ordine del giorno, l'altra parte politica non lo accetta e così via.
Nessuno di noi si rifiuta di votare un ordine del giorno per l'Afghanistan; qualcuno lo proponga e poi, evidentemente, questo Consiglio e il nostro Gruppo in particolare sarà disponibile a discuterlo e credo che anche il Partito comunista voterà l'ordine del giorno sull'Afghanistan. E' evidente che il problema dell'Afghanistan non può nascondere il problema del Libano così come il problema delle Malvine non può nascondere il problema dei conflitti esistenti in altre parti del mondo.
Stiamo oggi discutendo di un fatto che è avvenuto; basta leggere "La Stampa" per capire, caro Consigliere Pedrini, che non si tratta di un semplice blitz. Un blitz dura dieci minuti, un quarto d'ora, due ore. Qui si sta distruggendo un paese! Modestamente, ho avuto modo di conoscer meglio la situazione avendo due zii, Fratelli Maristi, che lavorano in Libano e, in occasione del loro ritorno in Europa, ci raccontano la situazione che si è creata in quel Paese. Non è una bella situazione, perché il Libano è tutt'altro che libanese.
D'altronde anche dalla cartina che oggi pubblica "La Stampa" si vede che il Libano è occupato in parte dai siriani, in parte dai palestinesi, in parte dal maggiore Haddad (perché lui, guarda caso, è libanese, però occupa una posizione politica completamente diversa); solo una piccola parte, intorno a Beirut, è occupata dai libanesi.
Quindi, il problema è estremamente complesso e complicato e non può essere risolto in due minuti, per cui neanche l'occupazione da parte degli israeliani, avvenuta in questi giorni, risolverà la situazione del Libano. Magari fosse così facile e così semplice! Come ho già detto, si tratta di un problema assai più complesso vista la difficoltà di sgombrare dal territorio libanese tutte queste forze che sono in contrasto tra loro, ognuna con i suoi drammi e i suoi problemi.
E' inutile nascondersi dietro un dito, il problema del popolo palestinese, è un problema drammatico. Lei sa meglio di me che sono filo-israeliano fin sopra i capelli, anche perché sono cristiano cattolico e di conseguenza sento tutte le colpe che ha la mia religione nei confronti degli israeliani, poiché se c'è qualcuno che ha distrutto questa civiltà è il cattolicesimo, il cristianesimo, in se stesso. Nel '48 si è voluto inventare uno Stato israeliano, e così si sono creati grossi problemi che riguardano altri popoli che vivevano in quel territorio. E' inutile nasconderlo!
A questo punto è evidente che né un'azione di pace né la continuazione della guerra contribuiranno alla risoluzione del problema. Quindi, a questo punto ci sembra giusto dire agli israeliani di mettere fine alle ostilità, perché nonostante i loro micidiali armamenti, la guerra non sarà risolutiva. A mio avviso gli israeliani debbono avere il coraggio di mettersi attorno a un tavolo, rinunciando alle loro pretese, per cercare di trovare una soluzione ai problemi di quella tormentata regione.
E' evidente che gli israeliani, occupando la Cisgiordania, hanno compiuto un atto che è contro il loro Stato costituito nel '48; quindi a questo punto, bisogna che la soluzione sia globale e che da parte di tutti gli Stati della zona... INTERRUZIONE...
Questo lo sappiamo benissimo! I più grossi nemici dei palestinesi, lo sappiamo tutti, sono gli arabi, non gli israeliani: questo si sa benissimo. Non è mica una cosa che inventiamo.
Però, detto questo, non credo che gli israeliani facciano la guerra per divertirsi, o perché devono provare armi nuove, o perché le tecnologie più avanzate vanno anche provate sui campi di battaglia (vedi l'esempio delle Malvine).
Gli israeliani, ripeto, devono sedersi intorno al tavolo delle trattative con tutti gli arabi, con tutti gli interlocutori possibili, per esempio la Giordania e l'Egitto, per cominciare a discutere i problemi del Medio Oriente. Allo stato dei fatti, per me e per l'Union Valdôtaine, gli israeliani, per l'azione che hanno condotto, vanno condannati. Per questo noi votiamo questo ordine del giorno, ma se ci saranno altri ordini del giorno, su altri argomenti specifici e che siano di iniziativa di altre parti politiche, noi non abbiamo paura di discuterli e di votarli.
Se l'iniziativa viene da sinistra o da destra non ha importanza, però questa iniziativa si sappia prenderla, non si sia sempre e soltanto a rimorchio di qualcuno.
Il Partito comunista fa paura per questo in Italia: perché è l'unico che è capace di prendere iniziative; e, allora, gli altri partiti nello Stato italiano sappiano prendere iniziative. Non dobbiamo avere paura e non dobbiamo lasciare sempre fare al Partito comunista, per poi criticarlo. Secondo noi, questo non è un metodo molto corretto.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.
PEDRINI - (Ind. - P.L.I.): Io approvo in parte quello che ha detto il Consigliere Tamone, perché lo trovo giusto; però mi deve dare atto che egli ha detto delle cose molto esatte, ma in questo ordine del giorno quelle cose non appaiono nemmeno, se non schermate o vellutate; tutto è assai nebuloso. L'intervento di Israele, io l'ho chiamato blitz, perché penso che Israele non sia così fuori dalla realtà dei fatti mondiali da occupare in permanenza il Libano. Posso dire che io non ho degli zii in Libano, ma in quel paese ci sono stato tre volte, di cui due volte per due mesi. Quindi ho conosciuto il Libano quando era un paese migliore della Svizzera.
Oggi, purtroppo, succede quello che sta succedendo; non c'è bisogno di richiamarci al '48, perché quella è la realtà dei fatti e dobbiamo convenire.
Ripeto, in questo ordine del giorno, non c'è niente di quello che giustamente ha detto il Consigliere Tamone, mentre, invece, dichiaro che approverò a nome del Partito liberale l'ordine del giorno presentato dalla Democrazia Cristiana.
PRESIDENTE: E' isoritto a parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Il collega Pedrini ha definito il documento molto vellutato e siccome il mio Partito ha sottoscritto questo documento, lo ha indirettamente accusato.
Tengo a sottolineare che non avendo potuto partecipare alla Conferenza dei Capigruppo che hanno steso questo ordine del giorno, in quanto impegnato in altra Commissione, quando mi è stato sottoposto il documento e ho visto che era stato firmato da numerosi colleghi Capigruppo, per i motivi che ha, molto egregiamente, esposto il collega Tamone, ho ritenuto di sottoscriverlo, perché non si può, sempre e comunque, presentare dei documenti a misura propria.
Ritengo che qualche volta si debba andare ad una mediazione; a volte abbiamo visto cedere il Partito Comunista su altri ordini del giorno ed il collega Tamone ha detto che quando le iniziative sono state prese da altri partiti, è stato il Partito Comunista che si è aggregato.
In questo caso penso che non si tratti assolutamente di aggregazione, in quanto c'è stata una Conferenza dei Capigruppo che ha discusso a lungo, così mi risulta. Osservo che a non firmare questo ordine del giorno sono stati la Democrazia Cristiana, il Partito Liberale e, forse, il collega Berti, non riesco a decifrare bene le firme. La firma del PSDI su questo ordine del giorno non va nella direzione, non sto a ripetermi, che ha esposto il collega Tamone.
Ribadisco infine che non ho potuto partecipare alla conferenza dei Capigruppo perché impegnato in altra Commissione.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Io vorrei illustrare la nostra posizione e i motivi per i quali abbiamo firmato questa mozione.
Innanzitutto, voglio chiarire che la nostra posizione è molto simile, cioè sostiene nei limiti delle possibilità, quella del Partito Laburista israeliano. Bisogna ricordare che il Governo israeliano si regge su una esigua maggioranza, che è sostenuto, anzi è condizionato dal partito estremista religioso che addirittura (la cosa può sembrare ridicola ma credo che l'abbiate letto tutti) vuole condizionare anche l'orario dei trasporti aerei israeliani per lasciare il sabato libero.
Comunque, ripeto, la nostra posizione è analoga a quella del Partito Laburista che, per quanto riguarda i rapporti fra Israele e gli stati vicini, intende fare una politica totalmente diversa da quella che, purtroppo, oggi sta facendo il Governo Begin.
Noi siamo contrari al barbaro metodo della guerra, e pensiamo che il progetto sionista iniziale, che è quello che nel '48 ha portato alla creazione dello Stato di Israele e che si basava sull'ipotesi di collaborazione tra arabi ed ebrei, sia il progetto migliore: si deve, quindi, evitare di ricorrere alla guerra come strumento per dirimere i contrasti tra i popoli. Non voglio dire altre cose.
Proporrei, per fare in modo che la posizione del Consiglio regionale sia unitaria su un argomento così delicato, di accettare gli emendamenti presentati dalla Democrazia Cristiana con un ulteriore piccolo emendamento con il quale si propone di cancellare al 1° comma, per evitare la ricerca inutile delle cause, altrimenti dovremmo tornare indietro di secoli se non di millenni, l'inciso "provocato dall'intervento militare israeliano in quel paese" e anche l'aggiunta proposta dal Consigliere Fosson "conseguenti e continui atti di terrorismo".
Per il resto si possono accettare, almeno per quanto ci riguarda, gli emendamenti successivi proposti dal Consigliere Fosson. Su un testo che presenterà alla Presidenza del Consiglio renderò più chiare queste cose.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Io ho firmato questo ordine del giorno non perché rappresenti il mio pensiero, ma perché rappresenta una mediazione accettabile rispetto ai miei convincimenti, tenendo presente che, se vogliamo assumere una nostra presa di posizione, doverosa, anche se siamo un piccolo Consiglio regionale di una piccola Regione e fortunatamente lontana da queste cose, non dobbiamo esimerci dall'esprimere almeno quelli che dovrebbero essere i nostri intendimenti, i nostri auspici, perché non avvengano certi fatti e si risolvano certe situazioni drammatiche.
Dicevo che, se noi andiamo alla ricerca di tutte le cause e di tutti gli effetti delle guerre, delle guerriglie e degli scontri che ci sono sulla faccia della terra in questo momento, faremmo un elenco lungo diecine di pagine, perché abbiamo situazioni di guerriglia, di sterminio, di massacro praticamente in tutti i continenti, sotto tutte le latitudini del nostro pianeta.
Così come, se noi sviluppiamo un minimo di analisi sulla situazione che stanno vivendo la Palestina e il Medio Oriente (io non sono mai stato in Libano nè sono mai stato in Palestina, però solo dai libri di scuola capisco che il problema non è nato nel 1948, ma molto prima) possiamo affermare che il problema non riguarda solo gli arabi e gli israeliani, ma, per esempio, anche i cristiano-maroniti, i sunniti ed altre sette religiose arabe in conflitto tra loro da secoli.
Sappiamo che il problema israeliano, non in termini statali; ma in termini di popolazioni che sono rientrate nella Palestina, la terra promessa per lo meno secondo un'ottica europea, risale almeno all'inizio del secolo, se non prima.
Dobbiamo anche dire, a questo punto, e mi spiace che non sia presente il Consigliere Pedrini, che sarebbe opportuno che noi ci assumessimo tutte le nostre responsabilità di bravi europei ariani, poiché a determinare questo flusso di popolazioni ebree sono stati i vari Pogroms succedutisi in Europa.
Noi gli ebrei li abbiamo massacrati sempre, visto poi che i Pogroms durante l'ultima guerra ci sono stati un po' dappertutto; secondo me è stata un'operazione per salvarsi la coscienza quella di inventare a tavolino uno Stato che si è stabilito storicamente dovesse appartenere agli ebrei; in sostanza abbiamo favorito le emigrazioni di queste popolazioni, ce le siamo tolte dai piedi, e così, di questa operazione hanno fatto le spese le varie popolazioni stanziate da secoli in questi territori, assegnati allo Stato d'Israele.
Se noi andiamo a leggere le Sacre Scritture, e tu, collega Tamone le conosci meglio di me, vediamo che ci sono i semiti ma ci sono anche i camiti, per cui è difficile stabilire un confine tra gli uni e gli altri. Sappiamo che Abramo aveva dei figli legittimi, ma aveva che dei figli illegittimi, per cui diventa difficile stabilire se le discendenze di uno o le discendenze di un altro abitavano un paese piuttosto che un altro.
Sono d'accordo con il Consigliere Nebbia quando dice che non si deve risalire indietro nel tempo, per secoli, ma che si deve trovare il modo di far convivere queste genti in modo pacifico, senza che un popolo abbia il sopravvento e che finisca col creare condizioni di terribile sfruttamento nei confronti di altre popolazioni. Se noi abbiamo la volontà, non di fare un'escursione storica, ma semplicemente di leggere i giornali, i reportages - visto che non tutti hanno la fortuna o la voglia di farsi il viaggi nel Libano, in Palestina - per vedere le condizioni di vita nelle zone dove sono concentrati i profughi palestinesi, forse riusciremo anche a capire quali sono le molle che possono spingere a determinate reazioni, che però non sono le reazioni che vengono giustificate dalle rappresentanze politiche ufficiali dei palestinesi.
L'OLP ha sempre condannato i sequestri di persona, ha sempre condannato gli interventi di sabotaggio, ha sempre condannato gli atti di pirateria sugli aerei.
Quindi, il problema, in questo momento, non è quello di prendere a questo proposito posizione contro tutte le situazioni di violenza, e ricordo che quando sono stati proposti gli ordini del giorno sull'Afghanistan sono stato felice di votarli, ritenendo che sia inacettabile l'intervento di una grande potenza, direttamente o indirettamente, coi carri armati o no, in ogni parte del mondo. Per la stessa ragione quando sono stati fatti gli ordini del giorno sulla Polonia io li ho votati.
Io ritengo che in questo caso l'elemento prevalente, che non annulla però tutti gli altri, sia l'intervento armato di Israele che, se fa un blitz, lo fa perché vuole sterminare tutti quelli che sono gli obiettivi dei suoi nemici, ed infatti sta facendo dei bombardamenti massicci sulle città, dopo aver lanciato dei volantini che danno due ore di tempo alla popolazione per abbandonare le loro case.
Ora, genocidio non significa viaggiare con la pistola e sparare ad uno ad uno; questo è un sistema antico. Adesso è molto più facile rasare al suolo intere città con le bombe. E' genocidio anche questo.
Per cui io invito il Consiglio ad esprimere voto favorevole su questo ordine del giorno ritenendo che, con tutti i problemi che ci sono da discutere e tutte le cose da approfondire, se vogliamo, l'elemento prevalente su cui bisogna prendere posizione in questo momento sia l'intervento armato d'Israele nel Libano contro i palestinesi e contro i libanesi: le bombe non fanno molta distinzione quando vengono lanciate sulle città.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Berti; ne ha facoltà. Io ricordo al Consigliere Berti che il Consigliere Nebbia ha presentato dopo il Consigliere Fosson, ulteriori varianti di cui il suo intervento vorrà tenere conto.
BERTI - (Art. e Comm. Vald.): Io ieri non ho votato quest'ordine del giorno proposto dal Partito comunista, in quanto non l'ho ritenuto confacente alle vere realtà createsi in questi ultimi giorni nella guerra. Quindi, sono d'accordo con quanto esposto dal collega Fosson e con gli emendamenti proposti dal Consigliere Nebbia.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.
LUSTRISSY - (D.P.): Vista la discussione che si è verificata sul testo dell'ordine del giorno concordato ieri tra i Capigruppo e che noi abbiamo sottoscritto, e le proposte di emendamento che sono state presentate, chiederei una breve sospensione del Consiglio.
Se si trattasse di un solo emendamento, la questione sarebbe facilmente risolvibile, ma trattandosi di più emendamenti, trattandosi di una questione politica estremamente delicata che va oltre le esigenze normali di dibattito del Consiglio per la sua estrema importanza, io proporrei questa sospensione proprio per trovare la possibilità di esprimere un ordine del giorno unitario.
Vorrei fare anche un'osservazione sulla base della discussione che è stata fatta. Esiste nel diritto internazionale un principio che ha delle regole e deve essere sempre e comunque rispettato e che l'ONU, già in diverse occasioni, ha tentato di far osservare però con poco successo. Si tratta del diritto di inseguimento del paese offeso in territorio straniero per eliminare le possibilità dirette di offesa nei suoi confronti; tale diritto, però, deve essere limitato all'eliminazione delle cause delle offese ricevute. In questo caso mi pare che l'offensiva israeliana, seppur legittimata da atti di aggressione continua e di guerriglia, avesse come obiettivo la neutralizzazione di queste situazioni nel territorio di un paese vicino che aveva dato ospitalità a questa attività terroristica.
In effetti, non dobbiamo nasconderci il fatto che il Libano, la piccola Svizzera del Medio Oriente, a causa forse del troppo benessere, a causa forse di situazioni non sempre ben analizzate, è diventato in questi ultimi anni un territorio dove si contendono dei diritti che vanno al di là di situazioni contingenti, qual è la libera sovranità del Paese. Il Libano ha ospitato, e continua ad ospitare, organizzazioni di terrorismo che offendono i paesi vicini. Questo è un dato incontrastato, per cui è stata legittima la reazione di Israele. Su questo credo che tutti siano d'accordo.
Però la sopravvivenza del popolo palestinese credo che sia un altro principio affermato da tutti i paesi, anche del mondo occidentale, compresa l'Italia che in più occasioni ha riconosciuto e ha legittimato questa azione volta al riconoscimento politico e all'esistenza stessa di un popolo.
Ora, questa attività di neutralizzazione delle offese di Israele si sta trasformando in una guerra di conquista, ed è questo che ci preoccupa. Qua non si tratta più di difendere legittimamente i propri confini o il proprio territorio; si stanno massacrando delle popolazioni, si è andati oltre le intenzioni delle dichiarazioni che sono state fatte dai responsabili dell'azione militare e, quindi, ci sono delle grosse preoccupazioni.
Ci troviamo di fronte ad un'azione militare di vaste proporzioni che mira, soprattutto, non alla neutralizzazione di una attività che nuoceva al popolo israeliano, ma ad obiettivi ben più grossi. Di questo ci dobbiamo rendere conto.
Per cui, io insisto per la sospensione del Consiglio affinché si possa trovare un'espressione unitaria su questo problema.
PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà. Poi, eventualmente, siccome l'ordine del giorno modificato dal Consigliere Nebbia penso potrebbe trovare la convergenza delle opinioni, se il Consiglio è d'accordo, si potrebbe procedere alla sospensione proposta dal Consigliere Lustrissy.
La parola al Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): Io ho firmato questo ordine del giorno perché non ho letto dietro le parole tutta una serie di considerazioni o di obiettivi che non fossero chiari attraverso quello che era stato detto.
Confermo questo mio convincimento: si tratta di un documento che vuole soltanto condannare la guerra come metodo per risolvere le questioni e le controversie di carattere internazionale.
Mi sembra estremamente pericoloso volere rivedere dalle origini tutta quella che è la questione del Medio Oriente. Questo implicherebbe, allora, un discorso ancora più ampio che riguarda la situazione di tutto il nostro mondo. Dovremmo addirittura rimettere in discussione quali sono i rapporti che devono esistere tra gli uomini, come devono essere regolati per rivedere tutto il nostro comportamento "civile", se così lo si può chiamare, da quando la storia ci fa sapere quello che è avvenuto nel passato.
Mi sembra, invece, che dovremmo essere attenti a un particolare, indipendentemente dal fatto che ognuno di noi possa essere politicamente e socialmente più vicino alla parte araba, o più vicino alla parte israeliana: non possiamo assolutamente pensare che gli atti di terrorismo che abbiamo comunque e sempre condannato possano essere la legittimazione di un atto di guerra e di una decisione di guerra di uno Stato. Così come dobbiamo essere particolarmente attenti al fatto che non è pensabile che questa sia stata una ritorsione improvvisa, addirittura di carattere emotivo da parte di Israele, per l'uccisione e il ferimento gravissimo dell'ambasciatore israeliano a Parigi.
Un'azione di guerra di questo tipo, e non bisogna essere degli strateghi per capirlo, era pronta da molto tempo. Si aspettava soltanto l'occasione propizia per metterla in atto. Se poi questa occasione propizia sia stata quella più idonea per passare all'azione è un fatto del tutto secondario. Sta di fatto che quella era un'azione preparata. Noi, contro i rischi che uno Stato, per quanto diritto abbia di difendersi e di tutelare i propri cittadini, possa porsi sul piede di guerra e tenersi pronto in questo modo ad aggredire un paese vicino, lo dobbiamo considerare un fatto di grandissima gravità e che coinvolge tutti.
Ragion per cui io ritengo che l'ordine del giorno, al di là del cambiamento di qualche parola che ha poco significato, secondo me, di fronte al succo della questione e alla gravità della situazione, debba essere votato.
Così come non ritengo che sia da considerare il fatto che noi siamo un piccolo Consiglio regionale. Le risoluzioni dell'ONU, che credo tutti noi condividiamo, non trovano efficace rispondenza nei fatti, non trovano applicazione. Ebbene, io credo che tutti i cittadini, e tutti i piccoli Consigli regionali, piccoli, grandi e grandissimi, dovrebbero essere con questi atti, che possono sembrare di poco valore e di poca efficacia, il sostegno alle risoluzioni dell'ONU.
Per questo motivo io ritengo che l'ordine del giorno abbia un suo valore, abbia una sua efficacia e debba essere votato dal Consiglio. Condivido poi l'opinione del Consigliere Lustrissy di sospendere un attimo la seduta per accordarsi sulla stesura definitiva in modo che ci sia un voto unanime sul documento.
PRESIDENTE: Sono ancora iscritti i Consiglieri Mafrica e Voyat prima della sospensione. La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Voglio innanzitutto smentire che questo ordine del giorno sia stato presentato ai colleghi in modo da trarli in inganno, per fare passare posizioni che il Consigliere Pedrini ha definito filo-sovietiche.
Non era assolutamente questa l'intenzione, basta leggere il testo, e mi sembra anche non risponda al vero, per l'attività che il nostro Gruppo fa in questo Consiglio, il rilievo che si fa sull'ordine del giorno, cioè che sia favorevole a una certa parte. E', direi anzi, completamente falso, perché prima di tutto noi come Gruppo prendiamo posizione ogni volta che c'è un fatto grave nel mondo e condanniamo gli interventi di tutte le parti, compresa l'Unione Sovietica; non è che abbiamo alcuna difficoltà in questo senso. Inoltre, non aspettiamo ordini da nessuno per prendere delle iniziative, perché abbiamo, come organizzazione e come persone, la capacità di ascoltare e di vedere quello che capita nel mondo.
Questa è la risposta a una polemica che ha voluto iniziare il Consigliere Pedrini. Io credo che l'ordine del giorno sia sufficientemente rispondente alla realtà dei fatti che hanno illustrato abbastanza bene alcuni Consiglieri; ad esempio, siamo d'accordo con le osservazioni fatte adesso da De Grandis, quando diceva che non si può accettare la guerra in quanto tale come risposta a più o meno reali atti di terrorismo.
Oggi il problema è quello di riuscire a interrompere la guerra, a far ritirare le truppe israeliane dal Libano e avviare la trattativa.
In questo senso io credo che il Consiglio regionale, con la sospensione proposta che accettiamo anche noi, possa arrivare a un ordine del giorno che risponda a questi fini e che sicuramente può rappresentare la volontà di pace della popolazione valdostana.
PRESIDENTE: Il Consigliere Voyat ha la parola, poi sospendiamo per trovare l'accordo su questo ordine del giorno.
VOYAT - (U.V.): Molto brevemente e bene il Consigliere Tamone ha spiegato qual era la posizione dell'Union Valdôtaine ed io vorrei ribadire che per casi di guerra non c'è giustificazione, perché in questo caso parlare di blitz o di raid, sinceramente, come è stato detto, è una cosa fuori luogo. Ritengo che, se si vuol parlare di giustificazione ad un intervento armato, si potrebbe dire che si è reagito con un colpo di pistola ad uno schiaffo; per lo Stato italiano, non potrebbe essere giustificato questo intervento da parte israeliana, nemmeno per il fatto che si siano scoperti dei campi di addestramento delle Brigate rosse nel Libano.
Per quanto diceva Carlassare, e cioè che Israele è stata istituita sulla carta, io direi che tutti gli Stati, purtroppo, sono fatti da disegni sulle carte geografiche, oppure dalle guerre. E purtroppo non si tiene conto mai di quella che è l'intenzione, l'interesse e la volontà della popolazione esistente di un certo territorio. La cosa che veramente amareggia di più l'Union Valdôtaine è che in tutti questi mesi di dibattito, in particolare in occasione della guerra nelle isole Falkland, o Malvine che dir si voglia, mai nessuno si sia preoccupato di chiedere l'opinione di questa piccola popolazione di circa 2000 persone e la loro volontà. Gli Stati sono divisi fra Argentina e Inghilterra, senza tener conto degli abitanti del posto.
Se altri partiti vogliono presentare ordini del giorno su altre situazioni nel mondo, ci troveranno sempre disponibili a discutere e a votare.
Noi ci impegneremo, da parte nostra, a presentare un ordine del giorno, che può valere per tutte queste situazioni, in cui si ribadisca soprattutto il principio che si deve innanzitutto tener conto delle popolazioni che abitano nei luoghi in cui avvengono questi conflitti.
PRESIDENTE: Allora, colleghi Consiglieri, ritengo, come è stato detto da alcuni di voi, che l'importanza dell'argomento consigli un ordine del giorno che possa essere votato da tutti; per tale motivo è opportuno sospendere la seduta per trovare un accordo.
Pertanto, la seduta è sospesa per alcuni minuti.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, riprendono i lavori. L'ordine del giorno su cui è stato trovato un accordo, è il seguente. Io ve lo leggo, poi ne faremo fare delle copie sia per la stampa, sia per i Consiglieri.
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
fortemente preoccupato per l'apertura di un nuovo conflitto nel Libano, che si aggiunge al permanere di fonti di tensione in altre parti del mondo
esprime
la propria ferma condanna al recente e pericoloso atto di forza del governo israeliano
chiede
al Governo italiano di intervenire in tutte le sedi affinché si ottenga il ritiro immediato delle truppe israeliane e si avvii una trattativa tra tutte le parti interessate (Paesi Arabi, Israele, OLP)
auspica
che si giunga ad un accordo che, attraverso il riconoscimento all'esistenza e all'indipendenza del popolo palestinese e di tutti gli stati della regione, metta fine ad un conflitto ormai permanente e sempre più carico di rischi per la pace mondiale.
PRESIDENTE: Questo il testo definitivo concordato; lo metto in approvazione per alzata di mano.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 22
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: L'ordine del giorno sarà inviato, ovviamente, al Governo italiano, a cui si chiede di intervenire, e all'Ambasciatore israeliano; sarà, inoltre, trasmesso alla stampa.
Colleghi Consiglieri, continuando la trattazione dell'ordine del giorno in base al programma che ci siamo fatti stamattina, faccio presente che deve essere ora affrontato il disegno di legge che è stato iscritto con telegramma all'ordine del giorno della seduta di oggi.
