Oggetto del Consiglio n. 2638 del 13 luglio 2023 - Resoconto
OGGETTO N. 2638/XVI - Interrogazione: "Interventi volti a favorire una maggiore socializzazione in presenza dei giovani valdostani".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 29 all'ordine del giorno. Per la risposta, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. (FP-PD) - Lunedì 29 maggio, alle ore 11, è stato proprio l'Assessorato che rappresento ad indire, presso la saletta adiacente alla sala Maria Ida Viglino di Palazzo regionale, una conferenza stampa per la presentazione del piano corresponsabilità educativa e legalità 2023-2024 e del report "Giovani e giovanissimi nel post Covid".
All'incontro con i giornalisti, oltre al Presidente della Regione e al sottoscritto, sono intervenuti per la parte tecnica il capo dell'Osservatorio economico e sociale della Regione, per il Dipartimento Sovrintendenza agli studi Marina Fey e Laura Ottolenghi, referenti del suddetto piano.
Per l'occasione è stato presentato il report "Giovani e giovanissimi nel post Covid" voluto da noi in collaborazione con l'Azienda USL della Valle d'Aosta-SER.D. (Servizio per le Dipendenze) e l'Ordine degli psicologi Valle d'Aosta.
Tale report è stato condiviso con i rappresentanti del gruppo Coordinamento genitori e curato dall'Osservatorio economico e sociale della Regione, con la finalità di comprendere vissuti, sensazioni, bisogni e necessità collegate a questo periodo storico particolarmente complesso e riuscire così a promuovere azioni maggiormente a sostegno del benessere del singolo e della comunità.
Sottolineo che a pagina 5 del report, che abbiamo riportato anche nella home page del sito regionale, al fine di garantire una più ampia condivisione, è possibile visionare la presentazione congiunta a cura del Presidente e del sottoscritto nella quale emergono le finalità e gli orientamenti.
Alla domanda due, "se e quali azioni abbia messo in campo l'Amministrazione regionale per favorire una maggior socializzazione in presenza dei giovani e giovanissimi valdostani", evidenzio che la presentazione congiunta del piano 2023-2024 e del report è stata voluta proprio perché ogni azione del piano, quale contenitore di idee e progetti in continua evoluzione, è volta anche a dare una risposta alle richieste che pervengono dalla comunità, cercando di favorire forme sane di gestione del tempo vuoto nella quotidianità.
In primis, come emerge dai recenti studi, giovani e giovanissimi tendono ad utilizzare nuove tecnologie, in particolare le app di messaggistica istantanea e social network, in modo sempre più precoce, frequente ed intenso, perché consentono loro un accesso anywhere e anytime.
Diventa pertanto fondamentale educarli ad un uso responsabile e consapevole dello strumento tecnologico, in modo da far capir loro non solo come navigare sicuri, ma anche tutte le potenzialità e le implicazioni sociali che esso comporta.
A tal proposito, nei mesi scorsi abbiamo voluto fornire un sostegno concreto alla comunità educante attraverso la realizzazione del percorso "Smartphone".
Con tale iniziativa sono state proposte agli insegnanti risorse formative utili per supportare adeguatamente i giovani nell'utilizzo della rete e accompagnare in modo propositivo i genitori nel processo di navigazione dei propri figli rafforzando l'alleanza scuola - famiglia.
Oltre 350 alunni frequentanti le classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado completeranno il percorso a fine 2023.
Il piano 2023-2024 comporta azioni tali da guidare i giovani nella quotidianità attraverso un percorso fatto di piccoli passi, al fine di favorire la loro partecipazione attiva alla vita civica e sociale: pensiamo ad esempio alle iniziative "Estate 2023 per la legalità e alla cittadinanza", terza edizione, con proposte dedicate a target differenti (dagli anziani alle persone disabili, dai professionisti alle aziende, dai giovani alle famiglie, a tutta la cittadinanza), con la finalità di aggregarsi attorno ad un fare comune, al fine di allontanare nei giovani l'idea popolare della regola come dispositivo punitivo per concepirla come strumento di aiuto delle potenzialità individuali.
Mi preme segnalare anche altre due azioni che hanno già avuto un ottimo riscontro in passato: i forum "Comunità educante" e il forum "Giovani maturandi", incontri di informazione e sensibilizzazione in collaborazione con gli Enti locali, volti a richiamare l'attenzione della comunità locale.
Non mancheranno inoltre iniziative intergenerazionali con la finalità di rafforzare i legami tra generazioni diverse, educare al rispetto delle diversità, favorire l'instaurazione ad una società più coesa e puntare ad una gestione costruttiva del tempo vuoto, e iniziative per lo sviluppo di competenze trasversali, al fine di favorire la realizzazione di esperienze formative nei giovani, ponendo attenzione alle modalità di progettazione di comunicazione.
Sono poi previste specifiche attività laboratoriali per promuovere iniziative di prevenzione di contrasto alle dipendenze, con la finalità di fornire informazioni mirate rispetto al consumo di sostanze, facilitando occasioni di apprendimento, sostegno e di sensibilizzazione peer to peer.
Presso la Casa circondariale di Brissogne, da settembre prenderanno avvio percorsi "Forum giovani" e "Detenuti a confronto" che, dopo un primo anno di sperimentazione con successo, sono stati ampliati sulla base dell'esperienza pregressa, con la finalità di creare un confronto funzionale e strutturato tra tutte le figure partecipanti (docenti, studenti, referenti del tavolo tecnico permanente sulla corresponsabilità educativa e sulla legalità, enti, associazioni e altri soggetti del territorio valdostano firmatari del protocollo d'intesa per la prevenzione e il contrasto delle violenze nei confronti della persona e della comunità familiare, promosso e curato dalla Procura della Repubblica di Aosta) e stabilire una reale continuità educativa attraverso una progettualità comune.
Da evidenziare che in stretta sinergia con la Casa circondariale di Brissogne questa azione, che per l'anno in corso ha comportato un ingresso di circa 350 studenti delle classi quarte superiori e del loro docente e accompagnatore, vuole essere proseguita e ampliata proponendo il coinvolgimento anche delle classi terminali, terza e quarta, e dei percorsi di istruzione e formazione professionale degli enti accreditati, al fine di poter raggiungere un maggior numero di giovani.
Si vuol supportare adeguatamente, in un'ottica preventiva, tutti i giovani del territorio regionale alla presenza di personale qualificato attraverso momenti educativi strutturati dedicati alla prevenzione degli stili di vita e il rischio.
Si ritiene estremamente significativo agire in senso preventivo, sviluppando percorsi tali da incrementare stili educativi e relazionali in grado di aumentare i fattori protettivi e diminuire quelli di rischio.
Un'ulteriore riflessione di fondo riguarda il fatto che i giovani partecipanti vengono coinvolti in maniera attiva e hanno la possibilità, nel contesto carcerario in questo caso, attraverso un confronto diretto con alcuni detenuti, di accrescere la loro capacità riflessiva, il loro senso critico, in relazione al personale contesto di vita, andando a stimolare i processi di riflessione in tema di relazioni tra pari con il mondo adulto della quotidianità.
In modo particolare, con i rappresentanti del Gruppo coordinamento genitori (GCG), gruppo di lavoro che rappresenta la componente genitori e in quanto tale si fa portavoce delle esigenze delle loro richieste generali in una rete educativa di continuità, abbiamo avviato un primo incontro partecipato alla presenza dei rappresentanti del tavolo tecnico permanente della corresponsabilità educativa e sulla legalità, proprio nell'ottica di lavorare in sinergia sul concetto di comunità educante, evidenziando l'assunzione del principio di responsabilità.
A ciascuno è demandato il compito di offrire la propria collaborazione in relazione alle proprie competenze per supportare in sinergia giovani e giovanissimi nel percorso di crescita.
Segnalo infine che oltre alle iniziative sopra riportate, diversi Enti e Associazioni, anche in accordo ed in sinergia con le nostre strutture operative, propongono ogni anno una moltitudine di attività di animazione socio-educative rivolte ai giovani e ai giovanissimi.
In particolare, ritengo importante mettere in evidenza il nuovo punto di ritrovo per i ragazzi della Bassa Valle, a Verrès, il numero di bandi e concorsi rivolti ai giovani e giovanissimi tra i 14 e i 29 anni per incentivarli sempre più ad essere liberi di esprimere il proprio pensiero coinvolgendoli in percorsi di cittadinanza attiva, quale il servizio civile regionale "Due mesi in positivo".
Presidente - Per la replica, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta, anche se, in realtà ha fatto un lungo elenco di cose, mentre il problema, qui, è incentrato su una questione, cioè il problema - come abbiamo per esempio già evocato più volte sulla questione dell'Hikikomori - è intercettare questo tipo di criticità; perché - come evidenzia questo studio che, secondo me, è stato sicuramente opportuno -, c'è un problema fondamentale rispetto al post Covid e rispetto a quelli che sono i comportamenti, le patologie o gli abusi che purtroppo si sono vissuti, soprattutto da parte di giovani e giovanissimi, durante il Covid, durante le quarantene e durante le menzionate limitazioni che la pandemia ha comportato. E lo si ricava, secondo me, proprio dai dati sull'utilizzo dei device elettronici: un utilizzo di 7-10 ore al giorno; questo credo che sia un evidente segnale che c'è qualcosa che non funziona. Così come lo stato d'animo più frequente riscontrato tra i rispondenti al questionario: il 75% dei giovani e il 60% dei giovanissimi hanno risposto che lo stato d'animo è la stanchezza. E anche il fatto che la stessa percentuale di ragazzi abbia affermato di essere entrato a contatto con episodi di cyberbullismo, di violenze, di prese in giro per l'aspetto fisico e offese, appunto in aumento nel post pandemia, sicuramente deve farci riflettere su quello che è stato da una parte una spersonalizzazione che la pandemia ha portato con sé, quindi il cosiddetto "distanziamento sociale" che per me è stata una definizione che mi ha fatto inorridire e mi inorridisce tutt'ora: distanziamoci socialmente, non ho mai compreso questa definizione, perché dobbiamo distanziarci socialmente? Piuttosto c'è un distanziamento sanitario, che è un'altra cosa, ma perché sociale? Forse qualcuno aveva proprio come obiettivo quello di creare delle distanze sociali tra noi. Ma, a prescindere da queste considerazioni, credo che proprio questa distanza sociale che si è voluta imporre abbia generato dei mostri, e i mostri sono appunto quelli che abbiamo detto, quindi gli episodi di violenza e bullismo, gli episodi di aumento in maniera sicuramente importante... Immaginate cosa significhi utilizzare un device per dieci ore al giorno da parte di un giovane, un giovanissimo: significa rimanere completamente con il cervello su un telefonino, su un computer, su uno smartphone, su un PC, e non dare più retta ad altro, quindi, sicuramente un danno. Ma anche il fatto - e questo l'ha già trattato parecchie volte il collega Ganis - dell'adesione al consumo di birre e sostanze stupefacenti per il 45% dei rispondenti, giovani e giovanissimi (non parliamo di ragazzi di un'età di un certo tipo), che denunciano il consumo di birra e sostanze stupefacenti. E il 16% di curiosità verso queste pratiche, cioè una forma di estraniazione, una forma di evasione dalla realtà - e qui torniamo allo stato d'animo, - che può aiutare a superare la stanchezza, la noia o anche le difficoltà che questi episodi devono creare.
Su tutto questo è sicuramente positivo avere dei gruppi di confronto, il problema è la chiusura in se stessi dei ragazzi, cioè come intercettare i ragazzi che ad un certo punto cominciano a chiudersi in se stessi, cominciano a limitare la propria presenza nella società, cominciano a non avere più un dialogo e magari rifugiarsi nei mezzi, nei metodi e nelle risposte sbagliate che vengono evidenziate dal questionario e credo che questo sia assolutamente importante.
Credo che su questo si debba fare chiarezza e probabilmente non saranno sufficienti le risposte che lei ha dato; perché lei giustamente dice: "Ci sono iniziative... "Due mesi in positivo"..." ma un ragazzo che decide di aderire tendenzialmente a delle attività di questo tipo è un ragazzo che è inserito nel tessuto sociale, che è attivo.
Un ragazzo che si sente escluso, un ragazzo che si sente stanco, triste, che è preso in giro, che è oggetto di violenze, di prese in giro per l'aspetto fisico, difficilmente potrà aderire a questo tipo di attività e quindi andrà intercettato in maniera differente.
Su questo credo che andrà fatto un necessario lavoro di approfondimento.
