Oggetto del Consiglio n. 295 del 26 maggio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 295/VII - PROBLEMI CONCERNENTI LA DETERMINAZIONE DEI CRITERI PER L'ASSEGNAZIONE DEGLI ALLOGGI E PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI PER L'EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA.- (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino, Carral e Bajocco:
INTERPELLANZA
Con deliberazione in data 19 novembre 1981, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 dicembre 1981, il CIPE ha determinato i criteri per l'assegnazione degli alloggi e per la determinazione dei canoni per l'edilizia residenziale pubblica.
Il primo punto dei criteri generali precisa che la normativa regionale dovrà entrare in vigore entro sei mesi dall'approvazione dei criteri stessi. Considerando che i criteri sono stati approvati il 19 novembre 1981 si deve concludere che la nostra Regione avrebbe dovuto legiferare in materia entro la fine del mese di maggio 1982.
Entrando nel merito del provvedimento CIPE si constata che le direttive, più che essere criteri generali, sono spesso criteri puntuali, sono articoli di legge già formulati e pressoché immodificabili (si vedono, per esempio, i primi sei punti della deliberazione CIPE che lasciano margini di autodeterminazione regionale talmente limitati da degradare la legge regionale a poco significante regolamento di attuazione).
Si tratta perciò di un provvedimento di sospetta costituzionalità perché invade il campo di competenze della nostra Regione.
Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) in quale modo, e con quali tempi, si intende dare attuazione al deliberato CIPE relativo all'assegnazione degli alloggi e alla determinazione dei canoni per l'edilizia residenziale pubblica;
2) se non si ravvisano, in tale provvedimento, gli estremi di incostituzionalità perché invadono la competenza regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): La legge 457, meglio conosciuta come Piano decennale per la Casa, prevede all'art. 2 che il CIPE, su proposta del CER, determini i criteri generali per le assegnazioni e per la fissazione dei canoni delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Questi criteri debbono essere stabiliti previo parere della Commissione consultiva interregionale. Con deliberazione in data 19 novembre 1981, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19/12/1981, il CIPE ha determinato questi criteri visto anche il parere favorevole espresso dalla Commissione Consultiva interregionale nella seduta del 4.8.1981.
Il primo punto di questi criteri precisa che la normativa regionale di attuazione dovrà entrare in vigore entro sei mesi dall'approvazione dei criteri stessi. Se noi consideriamo che questi sono stati approvati il 19 novembre 1981, si deve concludere che avremmo dovuto legiferare entro la fine di questo mese.
Entrando però più nel particolare, abbiamo scritto nell'interpellanza che i criteri determinati dal CIPE più che criteri di carattere generale, sono piuttosto delle indicazioni molto puntuali, in molte parti immodificabili, per cui il margine di autodeterminazione della Regione è alquanto ristretto e limitato; tanto da degradare la nostra legge regionale ad un regolamento di attuazione dei criteri del CIPE. Questo è un fatto che è stato fra l'altro sollevato da altre Regioni come un provvedimento di dubbia costituzionalità, perché invade il campo di competenza delle Regioni.
Su questo problema di una continua riappropriazione centralistica di funzioni già trasferite alle Regioni si sta discutendo e si è discusso anche nel recente convegno di Saint-Pierre. Sta di fatto che il contenuto di questi criteri generali è estremamente restrittivo rispetto alla possibilità della Regione di legiferare.
Oltre a questo, voglio rilevare un altro elemento che è emerso nella discussione: il recente decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che ha esteso alla nostra Regione i contenuti del DPR 616, prevede che queste competenze restino allo Stato, tuttavia scrive che la determinazione dei criteri per le assegnazioni di alloggi e per la fissazione dei canoni deve essere determinata d'intesa con la Regione. In pratica si sostituisce quella formulazione, valida per le Regioni a statuto ordinario, di parere della Commissione consultiva interregionale, con la necessità di direttive emanate di intesa con la Regione.
Questi problemi a nostro avviso sono importanti nel senso che se è così, è necessario che la Giunta, la Regione, si esprima nel merito di questi criteri; ed è altrettanto urgente ed importante che si riveda la normativa di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e la normativa che si riferisce ai canoni.
Non è la prima volta che in quest'aula si affronta questo argomento, per cui è urgente determinare dei criteri che siano più confacenti. alla realtà della Valle d'Aosta.
Quei, ci sono due urgenze secondo la nostra opinione, la prima è di arrivare al più presto ad avere dei criteri adatti alla nostra realtà, e da questo punto di vista abbiamo già perso dei mesi inutilmente; la seconda è quella di superare la forma restrittiva di questi criteri generali, nei quali adesso non ho il tempo di entrare punto per punto, ma ho scritto nell' interpellanza che soprattutto nei primi sei punti c'è pochissimo margine per una modificazione regionale, tant'è che la legge regionale diventa praticamente un regolamento che attua invece i criteri fissati dallo Stato.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey, ne ha facoltà.
BORBEY - (D.C.): E' vero che la deliberazione del CIPE è in data 19.11.1981, ma è altrettanto vero che la Regione non è tenuta ad osservare il termine di sei mesi, quindi non è che siamo fuori del tempo assegnato; i sei mesi sono fissati per le Regioni a statuto ordinario - non per quelle a Statuto Speciale - pertanto si era soprasseduto in attesa dell'approvazione del DPR 22.2.1982, n. 182.
Ma c'è una recentissima circolare del CER, pervenuta il 10.5.1982, dove si dice che la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il DPR in oggetto nel quale all'art. 59, n. 3, viene stabilita tra l'altro la competenza statale a determinare d'intesa con codesta Regione i criteri per l'assegnazione e la fissazione dei canoni per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Poiché, com'è noto, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, su proposta del CER e sentita la Commissione Consultiva Interregionale, con delibera 19.11.1981 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ha già provveduto ad approvare i criteri generali per l'assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, cui devono uniformarsi le Regioni a Statuto ordinario nel legiferare in materia, vorrà valutare codesta Regione se i suddetti criteri nel loro complesso possono ritenersi adeguati alle proprie realtà sociali e territoriali. In caso affermativo codesta Regione vorrà poi trasmettere una formale deliberazione di adesione che consentirà di evitare l'avvio di un nuovo procedimento.
Resta comunque inteso che il termine di sei mesi contenuto nella citata deliberazione del CIPE per gli adempimenti delle Regioni a statuto ordinario, non dovrà applicarsi per la Valle d'Aosta. Qualora invece codesta Regione ritenesse necessario che si pervenga all'emanazione di nuovi criteri, dovrà far qui pervenire le proprie proposte di modifica della normativa già deliberata dal CIPE".
Prossimamente in Commissione si discuterà proprio dei criteri che, come dice giustamente il Consigliere Tonino, devono essere adeguati alla realtà della Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): Non sono soddisfatto della risposta dell'Assessore perché intanto è singolare il fatto che una Regione a statuto speciale si faccia sollecitare dal CER .....
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey, ne ha facoltà.
BORBEY - (D.C.): Non è una sollecitazione questa; noi abbiamo chiesto al CER un suo parere. Ci viene risposto che per le Regioni a statuto ordinario è vincolante; per noi "qualora codesta Regione ritenesse necessario che si pervenga all'emanazione di nuovi criteri, dovrà far qui pervenire la propria proposta di modifica alla normativa".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): Resta il fatto che questi criteri sono usciti il novembre dello scorso anno e la Regione aspetta che il CER gli comunichi che queste direttive non sono quelle che si applicano nella nostra Regione. La mia opinione è che su questo tema siamo molto in ritardo, e che invece di protestare ogni volta, sarebbe molto più opportuno che la Regione in positivo proponesse qualcosa di diverso. Questa è una tesi che non da oggi solleviamo in quest'aula: mi ricordo che interpretando un articolo dell 457 più volte ho detto che la Regione, in assenza delle direttive, poteva già apportare delle modificazioni a questi criteri.
Comunque la nostra insoddisfazione deriva dal fatto che, siano o no sei mesi, qui siamo in ritardo e che, dal momento che altre Regioni stanno risolvendo alcuni problemi pratici che ci sono in questo settore, bisogna urgentemente legiferare in materia. Per cui aspettiamo di conoscere quali sono le proposte della Giunta.
