Oggetto del Consiglio n. 294 del 26 maggio 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 294/VII - CREAZIONE IN VALLE D'AOSTA DI UN SERVIZIO PER LA DIAGNOSI TERMOGRAFICA PRECOCE DELLE NEOPLASIE AL SENO.- (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Nebbia e Tripodi:
INTERPELLANZA
Verificata l'alta incidenza di neoplasie al seno quale causa di morte di persone di sesso femminile, costituendo una delle più gravi e temibili malattie sociali attuali, sembra opportuno intensificare le misure di prevenzione e di diagnosi precoce, analogamente a quanto già si fa per diagnosticare le neoplasie della sfera genitale femminile.
Attualmente le donne più avvedute si sottopongono a disagi e spese non indifferenti per accedere a servizi di diagnosi termografica situati presso ospedali di Regioni vicine.
Ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità per conoscere eventuali programmi ed iniziative per creare anche in Valle d'Aosta un servizio per la diagnosi termografica precoce delle neoplasie al seno.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Semplicemente per aggiungere, a quanto già detto in precedenza, che si è fatto già molto qui in Valle d'Aosta in questo settore; mi riferisco in particolare al pap-test, che comprende una serie di esami sufficientemente validi.
Si sollecita con questa interpellanza la conoscenza di eventuali programmi per migliorare il grado di assistenza e di prevenzione nel settore specificamente femminile.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Nell'esaminare questo problema e per cercare di dare una risposta nei termini posti dall'interpellanza, cioè di trovare un metodo più confacente per cercare di dare soluzione al sistema di prevenzione dei tumori mammari, penso vada preso in considerazione quanto è stato detto ed esaminato a livello di Lega Tumori ed a livello di Centri anche nazionali che hanno studiato questo specifico problema. A questo proposito, in una delle ultime pubblicazioni su questo tema, si può leggere che "esaminata la letteratura mondiale relativa alle numerose tecniche di volta in volta proposte per la diagnosi precoce del cancro alla mammella e sulla scorta dell'esperienza, si ritiene che le metodiche attualmente esistenti siano atte ad individuare con sicurezza e precocità un'alta percentuale di neoplasie mammarie". Per ottenere questo risultato si fa riferimento a i seguenti metodi:
- esame clinico
- esame radiografico
- teletermografia
- diafonoscopia e transilluminazione
- ecografia
- esame citologico.
Vale la pena di descrivere brevemente in cosa consistono questi esami per vedere come siano concatenati e come si inserisca il problema della termografia, che avete già esaminato, in un'ottica ancora più avanzata come la teletermografia.
Per quanto riguarda l'esame clinico, si dice che questo è l'esame della diagnostica senologica e che costituisce il supporto per ogni metodica sperimentale. Dev'essere eseguito scrupolosamente e con una metodica rigorosa da personale medico specificatamente preparato. E' tuttora un esame che anche in mani esperte per motivi fisici ha un'attendibilità non superiore al 70%.
L'esame radiografico, inteso come mammografia o come xeromammografia, si basa sulla tecnica più affidabile ed offre la più alta correttezza diagnostica nel carcinoma mammario, permettendo la diagnosi di natura di numerose affezioni benigne, pertanto costituisce allo stato attuale un indispensabile complemento dell'esame clinico nella formulazione della diagnosi di una lesione mammaria.
E' una metodica che richiede una tecnica corretta, condotta da personale qualificato ed eseguita con apparecchiature idonee, e non espone a rischio radiogeno sostanzialmente diverso da quello ipotizzabile con altri esami radiologici. L'attendibilità diagnostica globale della mammografia da sola è dell'85% In associazione all'esame clinico di cui si parlava precedentemente, siamo al 90%.
Per quanto riguarda la teletermografia, questa offre solo un criterio diagnostico di probabilità che si aggira, tenuto conto delle popolazioni esaminate e da esperienze degli operatori, intorno al 70%. E' comunque la tecnica più idonea a fornire elementi di giudizio delle caratteristiche biologiche del tumore, quindi è più un metodo integrativo per riuscire ad individuare il tipo di neoplasia, piuttosto che non ad individuare precocemente la neoplasia in sè.
La teletermografia allo stato attuale non ha criteri univoci di interpretazione di valutazione, per cui è bene che verga usata solo nei centri dove ci sia esperienza in questo campo, fra l'altro anche abbastanza recente.
Stesso tema per quanto riguarda la diafonoscopia e transilluminazione consistenti in una tecnica molto semplice, che è però da impiegare solo come tecnica complementare e al di fuori di ogni specificità.
Più importante invece è l'ecografia, tecnica traumatica, non dannosa allo stato attuale della conoscenza, discretamente costosa, che necessita di personale qualificato; integra validamente come esame complementare la termografia e soprattutto la mammografia. A questo proposito va detto che attualmente l'ospedale è dotato di eco-grafo e lo si sta già utilizzando a questo scopo.
Ultimamente si è sperimentato l'ecografo a immersione che sembra dia dei risultati ancora superiori; si sta valutando in sede di programmazione la possibilità di richiedere questo mezzo diagnostico, che integrerebbe l'ecografo attualmente e sarebbe sostitutivo proprio della parte termografica. Teniamo conto che come costi siamo al momento sui 150 milioni contro i 110 di un apparecchio normale per la termografia.
L'esame citologico cui faceva cenno in precedenza il Consigliere Nebbia, è una metodica semplice ed innocua e a basso costo; il limite è costituito dai casi di falsi negativi, dovuti all'assenza di materiale cellulare prelevabile, e di errore di prelievo. Questo è l'esame di routine, il pap-test, che già si fa.
A questo proposito quindi ritengo che sia indispensabile seguire quanto è emerso dall'esperienza pluriennale di centri nazionali ed internazionali in questo campo, per concludere che l'abbinamento delle tecniche attualmente esistenti sia sufficiente a poter prevedere in tempo utile l'insorgenza di una neoplasia. Si tratta di collegare il tutto in modo funzionale, organizzando un lavoro di dipartimento che sia ancora più funzionale di quanto lo è attualmente.
A questo proposito non sto a citare quanto è riferito come media di popolazione, dove si prevede un centro di senologia che tenga il coordinamento di queste attività che ho appena citato, che pone come parametro i centomila abitanti, quindi proprio della dimensione della nostra Regione.
E' un centro che viene visto in senso interospedaliero, come intramurario, in quanto vi è necessità di utilizzare strutture e mezzi diagnostici già in funzione, che possono essere solo collegati a livello di uso di operatori per avere il massimo risparmio, tenendo conto dell'esigenza di abbinare anche in questo campo il discorso costi/ benefici, sempre nell'ottica di poter prevenire in tempo utile e di arrivare ad una casistica che sia qualificante a livello di investimento.
Va detto ancora che, sempre appoggiando l'iniziativa della Lega Tumori, è stata fatta nell'anno appena decorso una serie di incontri in collegamento con le biblioteche comunali proprio su questo tema, e sulla possibilità di autoesame e sul sistema ottimale, per evitare il diffondersi di falsi timori, perché sovente succede che quando si dà la possibilità di utilizzare determinati strumenti, possono insorgere dei falsi allarmismi. Si tratta di dare una corretta informazione perché venga utilizzato frequentemente, ma senza arrivare a fare un numero di esami - in particolare esami radiografici - che poi si risolvono di nuovo in un fatto nocivo, e che non portano ad una individuazione dell'età rischio, delle fasce di popolazione particolarmente soggette a questi rischi, che è invece uno dei punti principali dell'utilizzo di un osservatorio epidemiologico, su cui si basa l'indirizzo della riforma sanitaria e che anche qui si sta cercando di mettere in piedi, coordinando quelle che sono le attività preventive nei vari settori.
Ritengo (con queste poche e brevi notizie che ho tratto dai documenti più aggiornati su questo tema) di poter dire che la termografia se è utile strumento integrativo, non è, in quanto tale, sostitutivo di quel tipo di impostazione che ho appena detto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
NEBBIA - (P.S.I.): Mi sembra che la risposta dell'Assessore sia stata sufficientemente esauriente.
Mi permetterei di suggerire un potenziamento dell'azione di propaganda che è stata fatta presso le biblioteche, perché questo settore registra una notevole carenza di conoscenza da parte di chi avrebbe bisogno di utilizzare queste strutture. Risulta infatti che moltissime persone proprio per poter fare questi esami termografici che non sono possibili oggi in Valle d'Aosta, si adattano a dei trasferimenti. Quindi, se ci sono altri strumenti, altre possibilità diagnostiche, queste devono essere fatte conoscere, in modo che le persone che ne necessitano, le possano utilizzare in loco.
Come secondo suggerimento, direi che sarebbe opportuno fare un'azione di propaganda, pur tenendo conto dei rischi evidenziati circa un possibile allarmismo, sul tipo di quella che è stata fatta per il pap-test, o ultimamente per le neoplasie all'intestino, in modo che la gente impari a curarsi o a prevenire certi fatti negativi. Con questi due suggerimenti credo che si possa pensare di ipotizzare anche in futuro una maggiore attenzione rispetto a questo problema unitariamente alla Lega Tumori.
