Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2405 del 21 aprile 2023 - Resoconto

OGGETTO N. 2405/XVI - Interpellanza: "Interventi per garantire le visite a domicilio non urgenti per i pazienti privi del medico di famiglia".

Bertin (Presidente) - Punto n. 75. Per illustrare l'interpellanza, si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Torniamo su un tema che abbiamo già affrontato nell'ultimo Consiglio grazie a un'interpellanza del consigliere Baccega che era ferma dal mese di gennaio e quindi una parte dell'interpellanza forse è già stata spoilerata da quell'iniziativa, però quello che noi le chiediamo - ed è anche a integrazione di quell'iniziativa - è che nell'autunno scorso l'assessore Barmasse ci aveva parlato all'incirca di 6 mila assistiti senza medico di base principalmente nel distretto 1 e nel distretto 4, dopodiché vi era stato l'accordo integrativo con i medici di medicina generale e poi un nuovo accordo sulle zone disagiate e disagiatissime e l'innalzamento anche del numero di assistiti, del massimale da 1.500 a 1.800, e dai dati che lei ha fornito nello scorso Consiglio sembra che dai 6.000 siamo passati a 350 assistiti senza medico di famiglia, attualmente. Quindi dei progressi ci sono stati in questo senso.

Quello che noi le chiediamo è quindi se conferma il dato dei 350; quanti sono i medici che hanno chiesto di innalzare il massimale fino a 1.800 pazienti; quanti sono i pensionamenti previsti di medici di medicina generale nei prossimi mesi; i dati sulle attività degli ambulatori ad accesso diretto nel 2022 - perché sappiamo che tutti gli assistiti senza medico facevano riferimento a quegli ambulatori - e nel periodo da gennaio a marzo 2023 e poi come sono state o come s'intendano garantire le visite a domicilio di quegli assistiti che ancora oggi si trovano senza medico di famiglia.

Presidente - Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Grazie, collega Guichardaz, per l'iniziativa perché diamo belle novelle.

A oggi l'Azienda USL copre totalmente la necessità assistenziale in tutti gli ambiti di scelta sull'intero territorio regionale della Regione autonoma Valle d'Aosta.

I posti disponibili sono 3.836 a fronte di 2.847 cittadini che devono ancora effettuare la propria scelta. Ogni assistito ha quindi la possibilità di scegliere il proprio medico di medicina generale e ricordiamo che veniamo da una situazione, come da lei richiamato, di grande criticità che nell'autunno scorso vedeva oltre 6.000 assistiti che non avevano i presupposti per scegliere il proprio medico di famiglia.

Abbiamo quindi mantenuto gli impegni assunti e di questo va dato merito soprattutto al collega Barmasse che, per mesi, ha cercato di rappresentarvi che in qualche maniera si stava lavorando ma che le scelte fatte avevano bisogno di un minimo di tempo perché i medici non si fabbricano, e questo naturalmente non lo diceva lei.

Per questo grande impegno volto a risolvere le problematiche va il mio sentito ringraziamento anche alla direzione strategica e a quella territoriale dell'Azienda USL e all'Assessorato.

Questo soddisfacente risultato è frutto delle azioni intraprese e dall'aver fatto ricorso a tutti gli strumenti disponibili per il reclutamento, e cioè:

- i normali bandi a tempo indeterminato;

- gli incarichi provvisori con tutte le deroghe previste a livello normativo;

- gli incarichi ai medici frequentanti il corso per medici di medicina generale con limitazione a mille assistiti. Questa mattina ne è partito un altro, sono andato a fare il saluto istituzionale ma soprattutto a dire a questi ragazzi, a questi giovani medici che, di fatto, noi abbiamo bisogno di loro e loro hanno un assoluto bisogno del Consiglio, perché in una qualche maniera si sollevi un attimo la pressione, come se ci fossero dei colpevoli, da una situazione che vede il sistema sanitario nazionale pubblico avere dei problemi dappertutto;

- la personalizzazione del processo di tirocinio, rendendolo compatibile con la nuova attività;

- la definizione di specifici accordi contrattuali integrativi per incentivare il servizio nelle zone disagiate e disagiatissime nel territorio regionale;

- l'aumento al numero di 1.800 assistiti tra i medici disponibili nelle aree più critiche.

Tutte queste attività hanno permesso di sostituire tutti i tredici medici di medicina generale e un pediatra di libera scelta, cessati o trasferiti negli ultimi otto mesi, con quattordici nuovi medici inseriti con le varie forme convenzionate citate.

Veniamo alla risposta n. 2. I medici che hanno accettato l'incremento a 1.800 assistiti sono sedici: due medici del distretto 1, ambito territoriale 1; dieci medici del distretto 2, ambito territoriale 2; quattro medici del distretto 3, ambito territoriale 1.

Con riferimento ai pensionamenti, informo che solo un medico raggiungerà nel corso di quest'anno l'età di pensionamento obbligatorio il quale, tuttavia, ha già chiesto di permanere in servizio sino all'età di 72 anni - aggiungo tra l'altro per fortuna - come previsto nel Decreto legge Milleproroghe 198/2022.

È da tenere in conto e non da escludere a priori che nel corso dell'anno qualche medico decida di trasferirsi con 30 giorni di preavviso, dimettersi o collocarsi in quiescenza facoltativa con 60 giorni di preavviso.

In tal caso si riavvieranno le procedure per conferire specifici incarichi provvisori di cui all'accordo collettivo nazionale.

Veniamo alla n. 3, ma prima mi collego a quanto ho detto poc'anzi al collega Sammaritani rispetto all'interpellanza inerente ai pediatri di libera scelta, perché il fatto di dare queste notizie, ma di voler rappresentare comunque il fatto che questo è un percorso continuativo e di voler dire in Consiglio Valle che comunque è possibile che un medico decida di spostarsi eccetera, fa sì, venendo alla questione emergenziale, che questo sia un lavoro che deve essere fatto tutti i giorni da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Veniamo alla domanda n. 3, sulla quale le manderò la tabella perché diventa difficile leggerla in Consiglio.

Invece, per la domanda n. 4, lo scorso 21 marzo è stato attivato l'ambulatorio di accesso diretto presso il consultorio Pont-Suaz di Charvensod al fine di garantire la continuità assistenziale agli utenti temporaneamente privi di medico di medicina generale per agevolare la presa in carico e la programmazione delle visite a domicilio per gli utenti non deambulanti e privi di assistenza medica di base. L'Azienda USL aveva inoltre attivato un numero di telefono contattabile negli orari di servizio dell'ambulatorio.

A oggi, stante la copertura complessiva del fabbisogno assistenziale, gli ambulatori a esso diretta sono stati sospesi.

Presidente - Per la replica, consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Grazie Assessore, grazie se vorrà fornirmi i dati degli ambulatori. Bene quindi che siamo andati a pari; quello che io suggerirei però, perché dai suoi dati sembra che trentadue medici abbiano aumentato il massimale a 1.800 e chiunque può ben capire che avere 1.800 assistiti non può essere una situazione ottimale per chi deve svolgere quel lavoro, mentre a me risultano ancora medici che sono al di sotto dei 1.200.

Quindi molto probabilmente si potrebbe iniziare anche a fare una valutazione rispetto al numero degli assistiti perché, ripeto: dover gestire1.800 pazienti non è sicuramente facile per i medici di famiglia tanto che i dati del Pronto Soccorso che lei ci ha dato nello scorso Consiglio evidenziano proprio il fatto che diventa difficile da gestire la situazione sul territorio proprio perché spesso - e la invito a guardare le segnalazioni all'URP, perché io le ho chieste già per diverse volte - molte di quelle segnalazioni all'URP sono legate proprio all'assenza di risposte da parte dei medici di famiglia rispetto ai loro assistiti e dico: "È normale, perché quando ti trovi con un peso del genere, non è neanche facile poter svolgere quel lavoro.

Terremo sott'occhio la situazione, quello che un po' ci ha lasciato stupiti è anche vedere i dati dei molti rinunciatari alle borse di studio riferite ai medici tirocinanti al corso triennale di formazione specifica proprio di medicina generale. Evidentemente non è un corso così attrattivo, forse anche per le difficoltà del lavoro che incontrano i medici di famiglia, se ancora vogliamo chiamarli così, e quindi secondo me adesso che uno sforzo è stato fatto, si può pensare di cercare di migliorare anche la situazione cercando di rendere migliore il loro lavoro e soprattutto di garantire un'assistenza migliore anche per tutti i pazienti valdostani.