Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2362 del 20 aprile 2023 - Resoconto

OGGETTO N. 2362/VI - Interpellanza: "Soluzione alle limitazioni della circolazione sul tratto autostradale Torino/Aosta interessato da movimenti franosi e riqualificazione del ponte di Quincinetto".

Bertin (Presidente) - Punto n. 40. Illustra l'interpellanza il consigliere Ganis.

Ganis (LEGA VDA) - Quest'interpellanza riprende due nostre iniziative già presentate in questo Consiglio regionale, riguardanti il movimento franoso che insiste sul tratto dell'Autostrada A5 Torino-Aosta tra Quincinetto e Pont-Saint-Martin e le problematiche relative al viadotto che collega il comune di Quincinetto alla Statale 26. A oggi l'unico intervento effettuato è stata la messa in sicurezza lungo il tratto autostradale, attraverso la posizione di reti, mentre il vallo paramassi, a protezione dell'autostrada, non è ancora stato realizzato. I lavori di messa in sicurezza hanno permesso di mettere sotto controllo il sistema franoso, ma non sarebbero sufficienti a contenere un distacco di detriti. Ecco l'importanza di costruire un vallo paramassi, al fine di evitare che i distacchi da materiale franoso possano raggiungere il tratto autostradale sottostante bloccando il passaggio e il transito dei veicoli.

Come abbiamo già evidenziato, anche in iniziative precedenti, oggi si presenta un ulteriore problema, ovvero il ponte che collega la Statale 26 all'abitato di Quincinetto non garantirebbe appieno il regolare passaggio dei mezzi pesanti. Un viadotto che ha una portata massima di mezzi pesanti fino a 26 tonnellate, passata a 44 tonnellate in caso eccezionale. Come se non bastasse, proprio in questi giorni il Sindaco di Quincinetto dichiarava pericolante il ponte, in data 27 febbraio 2023, e da qui la necessità di intervenire al più presto prima che la situazione peggiori.

Ricordo che il ponte che collega il centro abitato con la Statale 26, che è ai limiti territoriali di Settimo Vittone, al confine con Carema, e conduce al casello autostradale di Quincinetto, è uno snodo importante per il traffico verso il Canavese e la nostra regione; ricordo: snodo importante. Torniamo a ricordare che in caso di chiusura dell'autostrada e visto lo stato strutturale nel quale verte il viadotto di Quincinetto, il traffico di accesso alla nostra regione risulterebbe compromesso, nonché potrebbe provocare gravi danni di natura economica.

Evidenziata anche la risposta dell'ex Presidente della Regione Valle d'Aosta, che la situazione è completamente seguita in particolare dalle istituzioni piemontesi, con le quali abbiamo delle interlocuzioni continue, a questo punto i consiglieri interpellano il Governo regionale per sapere: se l'Amministrazione regionale sia stata informata dell'incontro avvenuto tra i sindaci della città metropolitana e gli attori competenti, sulla situazione attuale del fenomeno franoso che incombe sul tratto autostradale Torino-Aosta e sulla riqualificazione del nuovo ponte di Quincinetto sulla Dora Baltea;

in caso negativo, a che punto siano le interlocuzioni con la Regione Piemonte e i sindaci dei Comuni interessati, in merito alla situazione del movimento franoso e del viadotto che collega la Statale 26 all'abitato di Quincinetto; come intenda procedere per raggiungere la soluzione ipotizzata della costruzione del nuovo ponte.

Presidente - Risponde Il Presidente della Regione.

Testolin (UV) - L'interpellanza offre l'occasione per fare il punto sulla situazione del fenomeno franoso in località Chiappetti nel Comune di Quincinetto e delle relative misure di protezione dell'autostrada e di gestione della circolazione che, come noto, interessa diversi enti e soggetti, alcuni per competenza diretta, altri perché potenzialmente interessati all'eventuale movimento della frana, come appunto la Regione Valle d'Aosta. La situazione poi comporta diversi ambiti di intervento e di responsabilità di soggetti diversi. Il primo di questi ambiti concerne la protezione del tratto di Autostrada A5, sotto frana, e la gestione della circolazione.

Per quanto riguarda la protezione fisica dell'autostrada, la società concessionaria SAV, in prima battuta ha provveduto all'installazione di una rete paramassi provvisoria, che consente di proteggere le infrastrutture autostradali nel caso di caduta di massi di modeste dimensioni. Contemporaneamente, di concerto con tutti gli enti interessati, compresa la Protezione civile della Valle d'Aosta, sono state definite le procedure di gestione della circolazione, formalizzate nel piano di emergenza emanato dalla Prefettura di Torino. Queste procedure prevedono delle limitazioni progressive della circolazione autostradale a seconda del livello di allerta.

In sintesi, in prima istanza, viene chiusa la corsia di marcia normale in direzione Torino, poi l'intera carreggiata in direzione Torino, con doppio senso di circolazione in direzione Aosta e solo a livello estremo di allerta viene disposta la chiusura dell'intera tratta. Questo per il momento, perché come è stato comunicato anche in questo Consiglio, SAV, a seguito dell'installazione della rete provvisoria, ha sviluppato il progetto per la realizzazione di un vallo paramassi in località Chiappetti a protezione dell'infrastruttura autostradale. Nel mese di maggio 2022 si è conclusa positivamente la conferenza dei servizi per un provvedimento del provveditorato delle opere pubbliche per il Piemonte, la Valle d'Aosta e la Liguria, che ha consentito a SAV di avviare l'adeguamento del progetto alle prescrizioni e ai pareri formulati dalla conferenza dei servizi. La progettazione esecutiva dell'intervento sarà trasmessa al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti entro il prossimo mese di maggio, con l'avvio dei lavori inseriti nella programmazione trasmessa al Ministero previsto nel secondo semestre di quest'anno.

L'altro ambito di intervento è quello della bonifica del versante, della cui progettazione e realizzazione si occupano, per quanto di rispettiva competenza, la Regione Piemonte e il Comune di Quincinetto.

Infine, il terzo ambito è quello del ponte di Quincinetto che, al momento, ha una portata ordinaria autorizzata di 26 tonnellate e che, in caso di chiusura totale dell'autostrada, costituirebbe, per lo meno nella prima fase dell'emergenza, l'unica infrastruttura di collegamento tra l'autostrada e la viabilità ordinaria. È noto che il ponte in questione è oggetto da anni di discussione in merito a chi debba finanziare i lavori di manutenzione, situazione ulteriormente complicata dal fatto che la concessione relativa all'autostrada Torino-Quincinetto è scaduta e quindi manca un interlocutore essenziale con cui affrontare tale questione.

Per rispondere al primo quesito, fatto questo breve riassunto della situazione e delle diverse problematiche connesse, per quanto riguarda la prima domanda, risulta dagli organi di stampa che ci sia stato il 6 marzo scorso un incontro in Regione Piemonte a cui non siamo stati invitati, evidentemente perché dal punto di vista delle competenze non eravamo coinvolti.

Veniamo al secondo quesito, in caso negativo, a che punto siano le interlocuzioni con la Regione Piemonte e i sindaci dei Comuni interessati in merito alla situazione del movimento franoso e del viadotto che collega la Statale 26 all'abitato di Quincinetto, e al terzo quesito, come si intenda procedere per raggiungere la soluzione ipotizzata della costruzione del nuovo ponte. Al riguardo non sappiamo se gli enti competenti stiano percorrendo l'ipotesi della costruzione di un nuovo ponte in un luogo diverso o rifare quello attuale, ma certo prima di intervenire sul ponte occorrerà mettere in sicurezza l'autostrada con la realizzazione del vallo paramassi, come è stato sopra esplicitato.

In ogni caso, il dialogo con la Regione Piemonte è sempre particolarmente attivo su più argomenti, a cominciare naturalmente dall'elettrificazione della ferrovia. La questione del ponte di Quincinetto e della frana in località Chiappetti farà sicuramente parte degli incontri che l'Assessore Bertschy avrà e continuerà ad avere con l'Assessore piemontese dei trasporti e delle infrastrutture, Marco Gabusi, per fare il punto sulla situazione e sulle prospettive future.

Presidente - Replica il consigliere Ganis.

Ganis (LEGA VDA) - Mi fa piacere che sia lei, presidente Testolin, a rispondere a quest'interpellanza, visto che a nostro avviso il problema è alquanto importante.

La stessa iniziativa era stata presentata nel lontano febbraio 2022, quindi, come ho detto, è trascorso circa un anno e nulla è cambiato. All'epoca ci era stato risposto, dal Presidente della Regione, che avrebbero sollecitato il Ministero affinché il viadotto si realizzasse.

Dico questo, e l'ho ribadito anche nell'iniziativa, perché, come ha detto giustamente anche lei, il vallo a protezione del tratto autostradale non è stato costruito e del ponte di Quincinetto non si sa nulla. È evidente che realizzare un ponte non è una cosa semplice e, come ha detto lei, è complicata, ma non si può aspettare a lungo, i problemi vanno risolti e anche in tempi brevi.

Ricordo ancora una volta la chiusura forzata del tratto e l'impossibilità di transitare con i mezzi pesanti lungo il viadotto, causerebbe una serie di innumerevoli problemi a tutta l'economia regionale e, di riflesso, anche a quella dei comuni limitrofi. Non possiamo perdere altro tempo, l'Amministrazione regionale deve intervenire e mantenere vive e continue le interlocuzioni con le istituzioni piemontesi, con cui siete silenti da molto tempo.

Noi speriamo che adesso, dopo le sue risposte, qualcosa cambierà; ce lo auguriamo.