Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2355 del 20 aprile 2023 - Resoconto

OGGETTO N. 2355/XVI - Interrogazione: "Prevenzione della possibilità di fuga di pazienti dal reparto di psichiatria dell'Ospedale Parini".

Bertin (Presidente) - Punto n. 33. Risponde l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - L'interrogazione richiama uno specifico episodio occorso mercoledì 15 marzo scorso. Nella specifica circostanza si è effettivamente riscontrata una falla nella procedura di trasferimento del paziente. A seguito dell'analisi di tale episodio, la procedura è stata analizzata e rivista per un migliore coordinamento della stessa.

Al di là del caso segnalato, ritengo che la riflessione debba essere portata sulla prospettiva più ampia che vede gli indirizzi regionali volti a rafforzare la presa in carico e cura a domicilio a livello territoriale, a scapito della prassi che vede il ricorso al ricovero presso il servizio del reparto di psichiatria e le strutture residenziali. In tali finalità, per l'anno 2023, è stato assegnato all'azienda USL un importante obiettivo, tra l'altro sul quale il dipartimento è ugualmente concorde, cioè la realizzazione di un centro di salute mentale, o comunemente detto CSM, che ha la funzione di garantire l'accoglienza multidisciplinare dei pazienti e dei familiari. Disporre di un centro di ponte a continua accoglienza sul territorio significa sgravare gli accessi in pronto soccorso, che già soffre un momento di grande complessità. Questo attraverso l'attuazione delle linee guida del settore, quindi del Piano nazionale della salute mentale, nel solco di un percorso partecipato che vede il necessario contributo di tutti gli attori del sistema. Il centro di salute mentale vede svolgere le sue funzioni di prevenzione, presa in carico, cura, riabilitazione e reinserimento sociale sul territorio, in collaborazione con la rete dei servizi, pazienti, familiari e gli enti del terzo settore che gestiscono i servizi esternalizzati residenziali, semiresidenziali, di educativa territoriale e progetti di vita autonoma.

La riorganizzazione dei servizi nel senso descritto sarà anche occasione per un'efficace revisione e rafforzamento delle procedure sino a ora messe in atto, per meglio affrontare i gravi problemi del disagio personale. In tal senso abbiamo condiviso e aggiornato la direzione strategica, il DG, la responsabile del DSM, cioè la dottoressa Beoni, l'Assessorato e gli utenti coinvolti nella questione che, tra l'altro, sono assolutamente troppi.

Presidente - Replica il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie, Assessore, per la sua risposta che non ha cercato di confondere le acque rispetto a quello che invece sono state le dichiarazioni del direttore generale della USL, che per giustificare un tale accadimento ha dichiarato che il paziente è riuscito a fuggire perché mancava il supporto delle forze dell'ordine che, visto l'atteggiamento collaborativo e non aggressivo del paziente, si era ritenuto non strettamente necessario.

Io la ringrazio anche per aver preconizzato alcune azioni, alcuni correttivi in generale rispetto alla questione. Mi permetto di segnalarle però che questo non è purtroppo il primo evento che occorre proprio alla struttura di psichiatria. Nel tempo sono state numerose le criticità e anche le fughe che si sono segnalate e che hanno anche occupato gli organi d'informazione e, non ci crederà, ma a una ho assistito anche io assieme al collega Ganis, quando siamo dovuti andare ad accompagnare una persona proprio lì. Quando la dottoressa ha detto al malcapitato: "Mi spiace ma tu rimarrai qui", questa persona ha detto: "No, io qui non ci voglio stare", ha preso ed è uscito dalla porta. Noi abbiamo guardato la dottoressa dicendo: "Ma è uscito!" e lei: "Sì, ma non vi preoccupate, tanto le porte sono chiuse" e abbiamo sentito in quel momento le porte che si aprivano e la persona che usciva e scappava.

Purtroppo quest'evento è la testimonianza del fatto che forse qualcosa da rivedere c'era, anche banalmente la chiusura delle porte, però sicuramente non possiamo dire che tutto funzionava per il meglio. Quindi, fare una verifica e migliorare quello che è il sistema, direi che diventa un qualcosa di necessario. Se le azioni che lei ha preconizzato portassero a una migliore gestione del fenomeno, ne saremmo sicuramente felici. Ci auguriamo però che queste vengano realizzate in un tempo limitato e, nel frattempo, si provveda a rivedere in maniera concreta le procedure per fare in modo che, purtroppo, eventi di questo tipo non debbano più ripetersi, perché altrimenti non credo che possiamo aver fornito un buon servizio, né alla persona in questione, né ovviamente alle persone all'esterno del reparto.