Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2278 del 5 aprile 2023 - Resoconto

OGGETTO N. 2278/XVI - Interpellanza: "Necessità di adeguare il modello organizzativo e l'organico delle strutture regionali che si occupano di disabilità".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 54 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al collega Marquis.

Marquis (FI) - Nell'ultimo periodo dell'anno 2022, soprattutto e in particolare, sono state avanzate diverse iniziative ispettive, interrogazioni, interpellanze e anche delle mozioni al riguardo del tema della disabilità e sui servizi che vengono offerti dalla Pubblica Amministrazione alle persone che hanno questo tipo di problema. In quell'occasione erano anche state riconosciute queste criticità da parte del Governo regionale, che aveva anche affermato, tramite l'Assessore competente, che le famiglie e le persone disabili non potevano ritenersi soddisfatte dei servizi che sono offerti, che c'erano pertanto delle criticità da affrontare.

Tenuto conto quindi di questa situazione, tenuto conto che nel frattempo c'è stato un cambio di Governo e che quindi ha dato la possibilità di rivedere l'organizzazione interna; riscontrate sostanzialmente le problematiche che erano state anche evidenziate di carattere organizzativo nella ripartizione delle competenze che sostanzialmente avrebbero anche necessitato di un coordinamento, se vogliamo dire, diverso per poter agevolare le risposte, perché la macrostruttura evidenziava con chiarezza quali erano le competenze e nella definizione della microstruttura erano rimaste delle situazioni sfumate, con delle sovrapposizioni, quindi tenuto che si tratta ora di ridefinire il modello organizzativo, l'iniziativa si prefigge di capire se c'è la volontà, se c'è intenzione, se è prevista una riorganizzazione competenziale o un affinamento della strutturazione precedente e anche se è prevista l'integrazione dell'organico perché era stato evidenziato che soprattutto per quanto riguarda l'unità di valutazione multidimensionale, c'erano delle carenze di organico per poter far sì che venissero definiti i progetti individualizzati di vita.

Sostanzialmente le richieste dell'interpellanza sono due: se si può affrontare la questione delle sovrapposizioni tra le varie strutture per avere un quadro delle competenze più chiaro e nitido e se ci saranno le condizioni attraverso un potenziamento dell'organico per prevedere che tutte le persone con disabilità possano essere sostanzialmente beneficiarie di un progetto individualizzato di vita e partecipato per avere analoghe prospettive di vita che hanno tutti i cittadini.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Collega Marquis, prova a darle una risposta a un'iniziativa molto complessa, almeno per me, che ha richiesto da parte mia tutta una serie di approfondimenti, più o meno di matrice artigianale, che ho posto in essere rispetto ad alcune delle prime risposte che mi sono arrivate dagli uffici.

Se in una fase iniziale non credo lei sarà soddisfatto della risposta che darò, nella parte finale dell'iniziativa credo che in parte condividerà quanto le dico e soprattutto, anticipando il fatto che, rispetto alle domande poste, non ci sia un'immediata risposta, capirà che però in termini di finalità e di obiettivi c'è assolutamente comunione di intenti. Questo in parte è assolutamente assimilabile rispetto alla stessa domanda e alla stessa questione che ha posto prima il collega Aggravi, perché in alcuni casi, nel restare alti, si evidenzia una problematica a monte che, a volte, è frutto anche di come si è operato, perché il come si opera tende a creare delle problematiche che non sempre hanno una puntuale risposta se a monte si è agito in una maniera che magari non aveva finalità operative corrette.

Più che adeguamento del modello organizzativo e delle rispettive competenze delle strutture che, a vario titolo, si occupano di disabilità all'interno dell'Amministrazione regionale, tenuto conto che la disabilità è un ambito sfaccettato che necessita di approcci multidisciplinari, ciò che si renderebbe necessario è un maggior coordinamento tra le suddette strutture. Questa funzione è attualmente già prevista dall'articolo 4 della legge regionale 14/2008, che individuerebbe il gruppo interistituzionale sulla disabilità affidandone il coordinamento alla struttura regionale competente in materia di disabilità stessa. Legge 14 che deve essere adeguata ma soprattutto il cui iter di modifica è da me fortemente attenzionato e deve procedere con adeguata celerità, cosa che ad oggi non è e, tra l'altro, richiamo la replica della collega Guichardaz alle iniziative del Consiglio regionale scorso rispetto al fatto di avermi reso edotto della lentezza di cui sopra. Più che risolvere quindi interferenze e sovrapposizioni, che in ragione della materia specifica non dovrebbero sussistere, bisogna prevedere l'adeguato coordinamento al fine di meglio programmare gli interventi delle singole strutture per garantire una migliore sinergia fra le stesse, nell'ottica di ottimizzare e razionalizzare le risorse esistenti così da monitorare gli interventi e i loro effetti. La multidimensionalità deve essere un mezzo per raggiungere un fine qualitativo e non un aumento della complessità. Credo sia indispensabile anche il raccordo con i colleghi a vario titolo chiamati a gestire il tema della disabilità, rilanciare il gruppo interistituzionale sulla disabilità, dandone anche una forte connotazione politica e non solo tecnica.

Per quanto concerne il secondo quesito, relativo alla concreta possibilità per la persona con disabilità di fruire di un progetto individualizzato e partecipato, il PNRR in tal senso ci viene in soccorso. Nell'ambito del progetto "Percorsi di autonomia per persone con disabilità" ha infatti previsto il potenziamento dell'Unità di valutazione multidimensionale per la disabilità anche attraverso l'assunzione di figure di assistenti sociali che avranno il compito di redigere, in co-progettazione con le persone con disabilità e le loro famiglie e di stretto raccordo con l'équipe della UVMDi, i progetti individualizzati che saranno poi validati dalla UVMD stessa. Tale potenziamento, che dovrà essere garantito nel tempo anche attraverso il finanziamento sui fondi strutturali dedicati alla non autosufficienza, consentirà non solo la presa in carico delle persone attualmente in lista di attesa per la redazione del progetto di vita multidisciplinare, ma permetterà di intercettare ulteriori beneficiari con bisogni specifici attivando gli adeguati interventi e servizi all'interno di un budget di progetto predefinito. Lo scenario che si è delineato negli ultimi anni è quello della formulazione di progetti di vita non attivabili per l'indisponibilità di posti nei servizi per la disabilità. Tali problematiche, oggetto di incontri specifici, avevano dato mandato a UVMDi di delineare in modo dettagliato le aree di implementazione dei servizi e attività per le persone con disabilità adulta da prevedere nell'immediato futuro sulla base dei fabbisogni rilevati che avevano evidenziato:

1) l'assenza di posti disponibili resi nei servizi esistenti, e cioè liste di attesa;

2) la necessità di miglioramenti e implementazione di servizi/attività/politiche già esistenti;

3) l'assenza di servizi ritenuti prioritari.

Senza poter ancora mettere sul tavolo, in uno scenario come quello attuale, aree di allargamento e implementazione dei servizi, stiamo tutti lavorando perché è evidente la necessità di prendere in carico le giuste criticità evidenziate per dare progettualità sostanziale alle aspettative delle famiglie.

Presidente - Per la replica, la parola al collega Marquis.

Marquis (FI) - Ho ascoltato con attenzione la sua risposta, Assessore, evidentemente si tratta di un problema complesso, multidisciplinare. Lei è volato però talmente alto che non si è affrontato il problema nella sua concretezza. Io sono una persona pragmatica e dico che questi aspetti andrebbero affrontati un pochettino più a livello, come ha detto lei, artigianale, quindi a livello più vicino all'altezza del suolo.

Condivido tante cose che ha detto, perché ha richiamato degli aspetti, sembra quasi che il problema derivi dal ruolo del coordinamento interistituzionale, che forse non è stato sufficiente sino adesso. Se si pensa di attribuire a questo Comitato una responsabilità di coordinamento di questo settore con una riunione all'anno di tre ore e di risolvere il problema in questo modo, penso che sia una cosa molto improbabile, perché il problema della disabilità è la sommatoria dell'approccio di chi lo fa professionalmente 365 giorni all'anno. Il Comitato interistituzionale si può riunire una volta, due volte, ma non credo che possa essere il soggetto risolutore di queste problematiche, così come non è neanche giusto attribuirgli delle responsabilità sulla mancanza dei risultati, perché sembrerebbe dall'intervento che il problema sia lì sostanzialmente. Guardi, il problema non è nel Comitato interistituzionale o sul tipo della sua attività.

Da persona molto pragmatica quale ritengo di essere, visto che lei ha richiamato l'utilizzo dei fondi strutturali per affrontare il problema della disabilità, le chiedo attenzione a quello che sto per dire, questo è uno dei problemi più grossi che ha il settore della disabilità: non bisogna usare i fondi strutturali per la disabilità, bisogna usare i fondi del bilancio regionale, e sa perché? Perché i fondi strutturali impongono delle durate brevi e limitate sui progetti, che quindi vanno a chiusura, non hanno continuità. Io le faccio un esempio del mese di gennaio... lo scorso dicembre, con la questione dei fondi strutturali, mentre qui si discuteva del nuovo riassetto della maggioranza del Governo, ci sono stati disabili che non avevano i servizi a gennaio e febbraio, perché c'era il problema che chiudeva un progetto e se ne doveva aprire un altro, ma la disabilità non ha dei periodi di chiusura durante l'anno! L'unica maniera per dare continuità ai servizi quindi è utilizzare fondi del bilancio regionale su questo settore, i fondi strutturali sarebbe bene usarli su altre situazioni alle quali meglio si adattano.

È del tutto evidente anche il problema dell'Unità di valutazione multidimensionale che lei ha affrontato... ha detto che il problema è che mancano i servizi. È questo il problema, l'Unità di valutazione multidimensionale ad oggi cosa fa? Guarda il carnet che ha delle disponibilità e quindi, in funzione di quello che c'è sul tavolo, dice: "ti possiamo offrire questo", ma questo non significa avere un progetto individualizzato di vita, perché non è detto che quello che si offre è il soddisfacimento del bisogno della persona disabile. Sotto questo profilo, quindi bisogna fare sicuramente dei grossi passi avanti che sono non semplici ma ai quali bisogna dedicare parecchie energie, ma le energie, secondo me, Assessore, bisogna dedicarle però nel concreto, perché se rimaniamo sul piano dell'approccio filosofico, credo che ci vada molto tempo prima di vedere qualcosa di tangibile. Un primo segnale poteva essere quello, secondo me, che avrei apprezzato molto se nella riorganizzazione si fosse preso coscienza di quelle che erano le problematiche sfumate su certi settori, attribuendo una competenza precisa a una persona individuata, piuttosto che il non sapere bene a chi tocca occuparsi di quella cosa... sarebbe già stato un grosso passo avanti per le persone che vivono il problema tutti i giorni. Seguiremo quindi con attenzione l'evoluzione dell'approccio che lei ha voluto rappresentare, però così come è stato esposto, riteniamo che siamo ancora molto lontani dal vedere qualcosa di concreto per migliorare la vita e le oggettive difficoltà.