Oggetto del Consiglio n. 2277 del 5 aprile 2023 - Resoconto
OGGETTO N. 2277/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alle linee di indirizzo all'Azienda USL della Valle d'Aosta per l'individuazione delle strutture complesse, semplici e semplici a valenza dipartimentale nell'atto aziendale".
Marguerettaz (Presidente) - Punto 53 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola al collega Restano.
Restano (GM) - Colleghi e Assessore, direi che l'obiettivo comune, da quello che sento, è sicuramente il miglioramento della sanità valdostana, questo è un comune sentire. Certo che, come detto da lei, richiede tantissime risorse, il collega Baccega ha detto: "bisognerà stabilire delle priorità e fare poi in seguito delle scelte", ma, permettetemi, bisogna avere delle idee. E chi porta sul tavolo le idee? Qual è lo strumento per presentare queste idee? È sicuramente il piano socio-sanitario ma a un livello più pratico è l'atto aziendale. È proprio di questo che tratterò nel mio breve intervento, perché l'atto aziendale alcuni di noi probabilmente sono abituati a vederlo tradotto in questo schema: è quello che riassume le aree in cui è formata e strutturata l'Azienda USL, i Dipartimenti, le strutture complesse, le strutture semplici e le strutture semplici a livello dipartimentale. Con questo schema vengono tradotte e portate a terra delle indicazioni fornite dalla politica, nel nostro caso da una delibera regionale, che di recente è stata votata dalla Giunta regionale precedente alla vostra. L'atto aziendale è sicuramente l'atto più importante a livello strategico che fa capo al Direttore generale aziendale, è uno strumento che definisce l'assetto organizzativo e gestionale dell'Azienda e definisce il modello che l'Azienda vuole realizzare rispetto ai criteri di efficienza, efficacia e miglioramento continuo dei servizi offerti in sanità. L'Azienda USL è un ente strumentale pubblico al servizio ovviamente della Regione e dell'Assessorato della sanità, alla quale competono delle scelte organizzative.
Le scelte politiche, quindi le scelte di indirizzo, devono essere prodotte e presentate dal Governo regionale, quindi l'USL gode di una sua autonomia ma non di autonomia politica. E come vengono portati avanti questi atti di indirizzo? Sicuramente con le leggi, noi abbiamo approvato recentemente una legge di modifica della legge 5/2000, che prevede la possibilità di aumentare le strutture semplici e le strutture complesse, abbiamo approvato degli atti politici, il Governo ha presentato un suo programma, è stato approvato un documento economico di finanza regionale, una delibera regionale che ho poc'anzi citato, però vi sono anche delle linee guida che vengono utilizzate come strumento operativo per dare le indicazioni all'Azienda. In dottrina queste linee guida vengono elencate a tre livelli differenti, ci sono delle linee guida che incidono in modo molto diretto sugli atti aziendali, altre che invece lasciano ampio margine di operatività all'Azienda e altre ancora che costringono l'Azienda a determinate scelte, quindi lasciano meno spazio operativo all'Azienda sanitaria. Noi dobbiamo chiederci quale tipo di indirizzo vogliamo dare.
La delibera da me citata poco fa che ha come titolo: "Disposizioni all'Azienda USL della Valle d'Aosta per l'individuazione delle strutture complesse semplici e semplici a valenza dipartimentale da inserire nell'atto aziendale", che noi riteniamo sia un primo atto di indirizzo, però non vengono indicate le linee guida. Allora con quest'intervento chiedo all'Assessore di fornirci una risposta circa il suo pensiero in merito alla legge regionale 5, così come è stata modificata dalla legge 1/2023, se la ritiene sempre attuale o se bisogna apportare delle modifiche; se si conferma quanto approvato con la delibera che lui stesso ha votato, la 157 del 20 febbraio 2023, ma soprattutto se in merito alla futura redazione dell'atto aziendale siano impartite ulteriori linee di indirizzo all'USL della Valle d'Aosta o se si abbia intenzione di provvedere in tal senso. Perché dico questo? Perché nella delibera non trovo riscontro a quanto indicato nel programma, a quanto indicato nel DEFR e posso fare un esempio prima di lasciare spazio all'Assessore: è chiaramente scritto che si lavorerà per incrementare la natività, non c'è alcuna indicazione in tal senso. Ovviamente, così come non competono all'Azienda le scelte di ordine politico, e quindi di indirizzo, non competono alla Regione le scelte organizzative, quindi non si può scendere a un livello di dettaglio minuzioso, però è importante dare delle indicazioni circa gli indirizzi ben precisi a livello politico. Se si vuole privilegiare la prevenzione, si deve trovare un riscontro nelle linee guida. Questa è la domanda principale che rivolgo all'Assessore: quali sono i suoi intendimenti e soprattutto se intende rivolgersi alla Commissione prima eventualmente di emanare ulteriori linee di indirizzo.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Marzi.
Marzi (SA) Le disposizioni adottate poco più di due mesi fa con la legge regionale 1/2023 in materia di atto costitutivo dell'Azienda USL sono attuali e necessarie e consentono all'Azienda stessa di poter revisionare e meglio qualificare la propria organizzazione. La norma, in particolare, ha introdotto la possibilità di adattare le disposizioni in materia alle peculiarità organizzative del nostro servizio sanitario regionale rispetto a quanto previsto a livello di normativa nazionale, cioè il d.lgs 502/1992. La delibera 157/2023 detta le disposizioni applicative della legge definendo i criteri e le modalità per l'individuazione delle strutture complesse, semplici e semplici dipartimentali, fornendo quindi all'azienda le indicazioni necessarie ad avviare il percorso che porterà all'adozione del nuovo atto aziendale, come, tra l'altro, da lei richiamato nella presentazione dell'iniziativa.
Il nuovo atto aziendale sarà definito nel rispetto della norma istituita della ASR, che prevede che l'organizzazione delle USL e il loro funzionamento siano disciplinati con atto aziendale di diritto privato nel rispetto di principi e criteri previsti dalle disposizioni regionali, sempre come da lei richiamato.
Con la predetta delibera la Regione ha concluso la fase normativa e di programmazione di competenza regionale, l'azienda avvierà le interlocuzioni interne previste dalla normativa nazionale e regionale - collegio di direzione, consiglio dei sanitari, organizzazioni sindacali -oltre a una serie di interlocuzioni aziendali in una logica di partecipazione la più ampia possibile finalizzate a giungere a una sintesi finale rispetto alle diverse aspettative.
In parallelo è opportuno che l'atto aziendale sia trasmesso per la sua illustrazione alla V Commissione prima che la Giunta regionale giunga all'approvazione dell'atto con propria deliberazione e in tal senso ci siamo già espressi con l'azienda. Sempre in tal senso, stiamo valutando che l'USL si renda disponibile a una preventiva audizione in V Commissione al fine di acquisire le aspettative dei rappresentanti del Consiglio regionale. Questo consentirebbe di recepire eventuali osservazioni per la successiva seduta di Commissione di illustrazione, disponendo in questo modo di un testo già ben definito e condiviso con gli altri interlocutori istituzionali.
Il nuovo modello organizzativo dell'Azienda USL sarà quindi a breve disegnato sulla base delle disposizioni adottate a livello regionale e delle valutazioni che saranno svolte a livello aziendale, anche mediante gli opportuni confronti e coinvolgimenti. Tale azione risulta di particolare importanza anche per la promozione in termini di attrattività del servizio sanitario regionale fuori dai confini regionali, in considerazione della sempre maggiore carenza di personale e dirigente medico su tutto il territorio nazionale e delle limitazioni, sempre in termini di attrattività, per gli specialisti ospedalieri a prestare la loro attività in Valle d'Aosta. Infatti le nostre ristrette dimensioni territoriali determinano un bacino d'utenza esiguo: la particolarità del nostro contesto geografico e demografico in tal senso ci limita e la presenza di un unico Ospedale che eroga le prestazioni in tutte le specialità sono oggettive condizioni su cui recuperare in quanto non sempre risultano attraenti dal punto di vista degli interessi scientifici e professionali. Questo lo aggiungo a margine di tutto: naturalmente tutto ciò - e sono assolutamente sicuro che venga incontro anche alle giuste sollecitazioni da lei fatte con quest'iniziativa - non deve precludere, per quanto possibile, che il tempo per arrivare alla definizione dell'atto aziendale sia il migliore e il minore possibile.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Restano.
Restano (GM) - Grazie per la risposta, Assessore, sono soddisfatto dalla sua risposta, soprattutto dalla disponibilità, se ho capito bene, e riassumo, a presentarsi in Commissione da parte della Direzione strategica per essere sensibilizzati sui nostri indirizzi e successivamente, previa presentazione alla Commissione della bozza di testo, una sua illustrazione, quindi due passaggi in Commissione da parte dell'Azienda sanitaria, e di questo la ringrazio.
Un'altra parte però della mia sollecitazione riguardava l'indirizzo politico che spetta al Governo regionale. Ora, apprezzando tutto quanto da lei fatto, sarebbe forse il caso che valutasse un confronto con la Commissione, anche informale, per recepire le indicazioni e le sensibilità di ognuno di noi e per poterle poi, se lo ritiene opportuno, attraverso quelle linee guida che ho richiamato, che mancano attualmente, perché non possiamo ritenere che la delibera di Giunta regionale siano le linee guida che ho citato, la delibera di Giunta regionale all'oggetto recita con precisione l'obiettivo e le linee guida non si possono limitare alle indicazioni delle strutture semplici, complesse e dipartimentali. Se lo riterrà opportuno, quindi potremmo utilizzare un pochino di tempo per dare queste indicazioni ed eventualmente limitare quello che sarà poi il confronto successivo. Direi che sarebbe un investimento a titolo di prevenzione se vogliamo parlare in termini sanitari.
