Oggetto del Consiglio n. 215 del 29 aprile 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 215/VII - INIZIATIVE PER CONTROLLI SANITARI NEI CONFRONTI DEL BESTIAME BOVINO PROVENIENTE DA FUORI VALLE - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Lustrissy e Maquignaz:
PRESO ATTO delle dichiarazioni rese dall'Assessore regionale alla Sanità in una recente riunione della Associazione Allevatori Valdostani sulla situazione della bonifica sanitaria del bestiame con riferimento particolare alle bovine provenienti dal Piemonte;
RILEVATA la gravità della situazione denunciata con riguardo agli "inconvenienti sanitari dovuti al mancato o insufficiente controllo degli animali andati negli alpeggi" come dichiarato dall'Assessore alla Sanità al quotidiano "La Stampa" e pubblicato il giorno 19.3.1982;
INTERPELLANO
l'Assessore regionale alla Sanità per conoscere:
1) quali provvedimenti intende adottare per eliminare gli inconvenienti lamentati;
2) se sono stati individuati i responsabili delle infrazioni alle norme sul risanamento e applicate di conseguenza le sanzioni di legge.
PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.
LUSTRISSY - (D.P.): Questa interpellanza prende le mosse da una recente riunione che è stata organizzata dall'Associazione Allevatori della Valle d'Aosta, dove, discutendo del problema de: risanamento del bestiame, è venuto fuori un problema abbastanza importante cioè quello del bestiame che entra in Valle d'Aosta non sano, rappresentando così un veicolo di infezione.
Nel corso della riunione è state detto che fra qualche settimana ci saranno dei dati più dettagliati sulla situazione riferita al bestiame ammalato entrato in Valle d'Aosta, per cu: si vorrebbe sapere se è già stata individuata la consistenza di questo fenomeno e quali rimedi sono stati predisposti per poter evitare questa situazione.
L'altra questione è quella relativa agli alpeggi, in quanto in questi ultimi anni pare ci sia stata una maggiore infezione (mi riferisco alla brucellosi e non alla tubercolosi), perché i controlli si sono allentati o sono stati scarsi.
Vorrei conoscere l'entità del fenomeno, se sono state riscontrate in questi anni delle infrazioni e in quale numero, se siano state anche irrogate delle sanzioni per queste attività che sono contrarie alle disposizioni sul risanamento.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Nella riunione dell'Associazione degli Allevatori il problema era stato posto in questi termini direttamente dall'Assessorato, cioè era stato portato all'attenzione dell'Associazione perché se ne facessero carico nelle loro riunioni, in quanto era stato sollevato direttamente dai veterinari che hanno constatato che c'era una recrudescenza di malattie, in particolare della brucellosi, e è stato chiesto che venisse fatta maggiore attenzione su questo punto. Quindi l'Associazione Allevatori è stata interessata per questo motivo specifico.
Ora, gli inconvenienti che vengono richiamati nella premessa e che si portavano all'attenzione, sono dovuti a scorrettezze avvenute in diversi punti, soprattutto nella vicina Regione Piemonte e che già i competenti organi della Regione Piemonte hanno identificato e_ segnalato anche alle autorità giudiziarie, perché hanno avuto ripercussioni in Valle d'Aosta.
Il problema di evitare il contagio, (l'eliminazione avviene elusivamente per evitare questo contagio che può arrivare fino alla persona umana) ha determinato l'emanazione di determinate disposizioni che sono state date ai veterinari e quindi agli operatori. In particolare, erano tenuti a segnalare tutti i casi che si riscontravano, quando si facevano le visite nelle stalle, di proprietari che avevano acquistato bestiame proveniente da fuori Valle senza sottoporlo nuovamente a riprova, come è previsto dalla legge ma non osservato in queste operazioni di compravendita.
Chiaramente non ci siamo limitati al discorso dell'operatore, perché può succedere che il veterinario non vada per un certo tempo in quella stalla, per cui l'animale può soggiornarvi a lungo; quindi abbiamo invitato le autorità locali, i sindaci, a collaborare ed abbiamo messo a loro disposizione tutte le circolari dell'Associazione Allevatori perché si facessero parte attiva in questa opera di sensibilizzazione, nel contempo gli allevatori che acquistavano questi capi sono stati sollecitati a segnalare direttamente l'acquisto in modo che potessero esser fate le controprove, quindi le segnalazioni di eventuali irregolarità. Questo proprio per un rapporto reciproco di correttezza, quindi un fatto di interscambio con la vicina Regione Piemonte.
A questo proposito va detto che ultimamente sono stati segnalati parecchi casi di animali che erano stati comprati, e adesso vengono riprovati. Gli esiti di questa riprova non si sanno ancora tutti; alcuni erano risultati positivi, e quindi questi animali verranno abbattuti. Naturalmente provvederemo, per questi casi, a metterci in contatto con le zone di provenienza, perché interessante è sapere come mai questi animali che venivano regolarmente venduti con certificato sanitario risultassero, in sede di verifica, ammalati. Questo inconveniente veniva fino a due anni fa addebitato alla Regione Valle d'Aosta, perché si diceva che noi infettavamo la vicina Regione Piemonte, in quanto davamo degli animali accompagnati da un certificato che poi non sempre risultava essere valido.
Oltre al problema della compravendita, che si è acuito in questo periodo, in quanto in certe zone il numero di animali oggetto di compravendita era in diminuzione e gli allevatori hanno fatto ricorso alla vicina Regione Piemonte, mentre prima di fatto non succedeva, c'è l'altro problema che è quello dell'alpeggio, cioè il problema dell'affluenza in montagna nei mesi estivi, di bestiame che normalmente si trova nella vicina Regione Piemonte.
E qui il problema presenta un duplice aspetto: primo, di cittadini che sono residenti in Valle e che spostano il loro bestiame per alcuni mesi durante l'inverno in quella Regione, ed è successo che alcuni hanno fatto svolgere le prove di risanamento nella zona dove loro erano dimoranti in quel periodo, quindi non sono stati soggetti alle verifiche degli operatori che poi li controllano durante l'estate. Secondo, la mancanza di dati esatti, per poter effettuare i controlli durante il periodo dell'alpeggio, relativi ai proprietari, al numero di capi che veniva portato e alla provenienza; perché per gli inconvenienti che abbiamo notato ultimamente - e mi riferisco alla recrudescenza della brucellosi - non abbiamo potuto in certi casi far degli addebiti precisi in quanto non avevamo gli elementi conoscitivi relativi al proprietario; cioè l'allevatore che portava 50 capi dalla Regione Piemonte, ne prendeva 5 da una parte, 10 dall'altra, quindi era un insieme di piccoli allevatori che non avevano la possibilità di far affluire i loro capi in Valle.
In definitiva i capi di bestiame venivano assegnati direttamente a chi conduceva l'alpeggio e il discorso si chiudeva lì, quindi era difficile individuare di chi erano quegli animali che avevano potuto causare l'infezione; ed è per questo che quest'anno chiediamo che prima di portare i capi in Valle sia fatta una controprova per sapere se l'animale è sano o ammalato. Questa controprova viene effettuata non solo dall'operatore di zona, quindi nella vicina Regione Piemonte, ma assieme all'operatore della Valle. Questo per un duplice motivo: perché così si ha conoscenza delle condizioni ambientali in cui l'animale è vissuto per tutto il periodo, e, secondo, si sa che l'operatore che lo controllerà d'estate conosce esattamente il capo che deve essere portato nel proprio alpeggio. Perché ogni operatore controlla i capi della propria zona. Abbiamo mandato una circolare ai sindaci, i quali hanno avuto i nomi dei proprietari degli alpeggi e in base a questi dati noi controlliamo gli animali di quegli allevatori che portano il bestiame in alpeggio. Era stata inviata questa circolare per quanto riguarda quest'ultimo problema: "Bonifica sanitaria degli allevamenti, controllo sul bestiame proveniente da altre regioni per l'alpeggio in Valle d'Aosta".
"E' noto che numerosi bovini, ovini e caprini provenienti da altre regioni, particolarmente dai Piemonte, vengono trasferiti sui pascoli alpini di questa Regione per l'alpeggio estivo. Negli scorsi anni si sono verificati al riguardo alcuni inconvenienti di carattere sanitario riferibili a mancato o insufficiente controllo dei gruppi di animali monticati dei quali alcuni già riconosciuti infetti da tubercolosi o brucellosi".
In particolare abbiamo dovuto denunciare casi di proprietari che avevano in alpeggio animali che ufficialmente avrebbero dovuto essere abbattuti. Siccome abbiamo riscontrato questo abuso, li abbiamo denunciati; inoltre ultimamente abbiamo dovuto denunciare casi di allevatori che avevano fatto la sostituzione della placa auricolare, che a seguito di controlli sono risultate chiaramente manomesse. Non sono molti questi casi, però succedono ancora.
Allo scopo di evitare il ripetersi degli inconvenienti lamentati, per la prossima monticazione del bestiame si dispone quanto segue: I singoli Comuni devono compilare e trasmettere a questo Assessorato l'elenco aggiornato e completo degli alpicoltori provenienti da altre Regioni con il loro bestiame e di quelli residenti in questa Regione che monticano sui loro alpeggi bestiame proveniente da altre Regioni (questo per sapere i nominativi precisi).
Copia dell'elenco dev'essere consegnata al veterinario comunale competente per territorio e al veterinario incaricato delle operazioni di risanamento. I bovini, ovini e caprini di cui trattasi, dovranno risultare indenni da tubercolosi o brucellosi a seguito di prove diagnostiche effettuate secondo le modalità che saranno a suo tempo comunicate, e che abbiamo già comunicato agli operatori. Gli alpicoltori interessati saranno tempestivamente informati delle nuove disposizioni con apposita circolare che sarà inviata dallo scrivente sulla base degli elenchi ai singoli Comuni".
Il tutto deve essere fatto entro il 31 marzo; abbiamo avuto questi nominativi, si stanno facendo già le operazioni di controllo di quegli animali che verranno in Valle nelle singole zone di provenienza. Questo proprio per evitare che ci siano ulteriori disguidi, perché, come ho già avuto occasione di dire, soprattutto per la brucellosi, la Regione Valle d'Aosta era stata riconosciuta zona indenne, in quanto la percentuale era scesa al di sotto dei limiti che sono previsti dalle singole Regioni. Ora questo risultato non può essere messo in forse da questi episodi, perché soprattutto in zone di bassa e media valle abbiamo riscontrato che in due alpeggi in particolare si è avuto una catena di animali infetti da brucellosi, dipendenti dal fatto che erano stati tutta l'estate assieme ad animali affetti da brucellosi. Questo è un caso macroscopico, abbiamo avuto conseguenze che hanno portato dei disguidi che vanno ad accrescersi a quelli già esistenti per l'eliminazione degli animali affetti da tubercolosi.
Per quanto riguarda il primo punto, i dati definitivi, ci sono stati alcuni casi ultimamente e le percentuali saranno comunicate appena sarà finita l'ultima controprova e soprattutto gli esami che vengono fatti sui giovani animali, per avere il quadro complessivo di tutta la Regione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy per la replica; ne ha facoltà.
LUSTRISSY - (D.P.): Ringrazio l'Assessore per i chiarimenti dati, che sono stati soddisfacenti; mi congratulo anche per la rapidità delle operazioni con cui sono state date le disposizioni affinché questi inconvenienti individuati con certezza vengano perseguiti e venga riportata la situazione alla normalità.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, al punto 11 e al punto 12 dell'ordine del giorno sono iscritti due argomenti analoghi; il Consiglio ritiene che si possa procedere ancora con queste due interpellanze da discutere abbinate, e poi sospendere la seduta?
Mi sembra che la maggioranza del Consiglio ritenga che si possono sospendere qui i lavori; riprenderanno oggi con la trattazione degli oggetti 11 e 12 abbinati.
La seduta è sospesa.
La seduta termina alle ore 12,25.
