Oggetto del Consiglio n. 214 del 29 aprile 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 214/VII - INFORMAZIONE SULL'ATTIVITA' SVOLTA E SUI PROGRAMMI FUTURI DELL'ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE "CHANOUSIA" - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Berti:
VISTO che l'Amministrazione regionale
ha concesso in un recente passato non indifferenti contributi a fondo perduto per la ricostruzione dell'edificio
del Giardino Alpino "Chanousia" al valico del Piccolo San Bernardo e concesso altri appoggi finanziari per il recupero di preziosa flora alpina e il ripristino delle aiuole;
CONSIDERATO che tale denaro è stato concesso alla Associazione Internazionale "Chanousia", nel cui Consiglio Direttivo è inserito di diritto l'Assessore regionale all'Agricoltura e Foreste, anche se di fatto ha beneficiato direttamente l'Ordine Mauriziano nella sua veste di proprietario del terreno situato, con la rettifica del confine indicata nel Trattato di Pace dopo la seconda guerra mondiale, in territorio francese;
VENUTO A CONOSCENZA dell'ottimo lavoro svolto in questi anni da qualificati botanici;
RILEVATO che il Consiglio regionale e l'opinione pubblica non sono stati informati, come nel loro diritto, dell'attività svolta e dei programmi futuri, quasi che il Giardino Alpino "Chanousia" sia una "riserva" privata finanziata con denaro pubblico;
INTERPELLA
l'Assessore regionale all'Agricoltura e Foreste per sapere se non ritiene si( il caso di informare il Consiglio sul l'attività svolta in questi ultimi anni dall'Associazione Internazionale "Chanousia", sui programmi da svolge re nella prossima stagione e se non ritiene sia il caso di organizzare uno stage estivo dove avviare giovani valdostani studenti in agraria e scienze, naturali nell'ottica della formazione di elementi Locali tra i quali potrà nel futuro, designarsi il Direttore del Giardino stesso, anziché ricorre re, come spesso avviene, a personal proveniente da altre Regioni se non addirittura dall'estero.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare i. Consigliere Berti per l'illustrazione dell'interpellanza; ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. Valdostani): Io ho voluto, con questa mia interpellanza, porre il problema del Giardino Chanousia all'Assessore competente. No sto a fare la cronistoria di quello chi è stato e tutte le varie tappe che ha avuto questo famoso giardino botanico ma prendiamo lo spunto che subito dopo la distruzione della seconda guerra è rimasto per oltre trent'anni abbandonato a se stesso; successivamente la Regione, se non erro, ha stanziato un contributo di 90-100 milioni, per la; ristrutturazione del complesso edilizio, cioè per la ristrutturazione della; casa che era stata bombardata a suo tempo, ma senza una precisa finalità, perché invece di operare in una maniera più ampia e più coordinata, si è solo inizialmente cercato di conservare il fabbricato, dimenticando quello che è il problema fondamentale delle piante officinali, medicinali, ecc., nonostante quanto possono fare il botanico che viene da Torino con altri tecnici durante il periodo che possono arrivare su al Piccolo San Bernardo. E' un grosso patrimonio storico e culturale che abbiamo alle spalle e vorrei appunto sapere cosa intende fare l'Assessore Marcoz per il futuro, che programmi ha, sapere perlomeno, anche in numero non proprio preciso, i tipi di piante e di fiori medicinali, per cercare di valorizzare un po' di più questo giardino.
Mi fa piacere che nella legge approvata dal Consiglio regionale l'Assessore Viglino abbia inserito Chanousia, pur se con una cifra modestissima di 5 milioni, però è stato detto che con il prossimo bilancio ci sarà una disponibilità superiore per incrementare il giardino stesso.
Vorrei però che ci fosse una maggiore diffusione e una maggiore informazione da parte dell'organo competente e dell'Assessorato, sia rivolta al Consiglio regionale che all'opinione pubblica, perché non si deve dimenticare che abbiamo un grosso patrimonio e si potrebbero creare degli stages, degli incontri.
Io non conosco l'opinione dell'Assessore e della Giunta in merito a questo problema, per cui ho voluto toccare un po' tutti i tasti e sentire cosa ne pensano.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura e Foreste Marcoz, ne ha facoltà.
MARCOZ - (U.V.): Da diversi anni, in qualità di Assessore all'Agricoltura e Foreste, seguo in modo particolare la rinascita di due giardini botanici in Valle d'Aosta, sia il Paradisia che si trova a Cogne, sia lo Chanousia. Dalla rinascita della Société La Flore Valdôtaine nel '71 si era già allora visto il problema Chanousia e quale possibilità erano in atto e cosa si poteva fare per riattivare questo giardino distrutto dagli eventi della guerra.
Dopo diverse riunioni fatte col Comune di Séez, perché è territorio francese, con i proprietari, che sono l'Ordine Mauriziano, e la Regione, quali erano le possibilità di ricostruir questo giardino?
Innanzitutto prima di poter fare degli stages o ospitare gente ci vogliono i locali idonei, quindi era indispensabile ristrutturare la vecchia casa Chanousia e il laboratorio. Dopo la pubblicità dovuta a Paradisia, perché come Regione siamo intervenuti acquistando corpi e aiutando l'addetto, i] perito Stefanelli, a scrivere il libro "La flore des Alpes", anche per Chanousia abbiamo fatto la stessa cosa e già nel '75 il prof. Bernard Janin ha pubblicato "Chanousia", (di cui la Regione ha dato a tutti i Consiglieri regionali dell'epoca una copia) ed è stato reso noto quanto si pensava di fare a proposito di questo giardino.
Comunque, a parte questo discorso, c'era la necessità di reperire i fondi e la Regione è intervenuta finora con una cifra di 90 milioni per la ricostruzione del vecchio fabbricato che attualmente, secondo le norme dovute, può ospitare circa una decina di persone. Dopo questi sono stati stanziati altri 26 milioni con successivo finanziamento nel '78, 5 milioni per l'acquisto di mobili e ancora 8 milioni per il mantenimento di studenti che hanno fatto pensione lassù. Ha collaborato per sistemare i locali anche l'Ordine Mauriziano con 23 Milioni e 600 mila lire; è intervenuta pure la Société de la Flore Valdôtaine con le sottoscrizioni fatte per un totale di 23 milioni e 600 mila lire, il Comune di La Thuile con mezzo milione e le Conseil Général de la Savoie e il Comune di Séez con 411.136 franchi.
Attualmente manca l'ultimazione del laboratorio a Chanousia. Ho invitato la Commissione Agricoltura e Foreste del Ministero, nella persona del Direttore generale, a fare un sopralluogo a La Thuile e al Colle del Piccolo San Bernardo, e ci è stato promesso un ulteriore stanziamento di 90 milioni per Chanousia e 90 milioni per Paradisia, fondi che sono già approvati dallo Stato e sono alla stima della Corte dei Conti, in modo che possano essere assegnati alla Regione. Questo è l'iter finanziario che la Regione ha dovuto fare in quanto era indispensabile prima di tutto avere i locali idonei per ospitare gli studenti e i tecnici, e poi dare quel giusto tenore che il giardino Paradisia giustamente deve avere.
Dicevo prima che nel '76 come Regione abbiamo inaugurato al Colle del Piccolo San Bernardo la prima struttura, e qui riporto i giornali dell'epoca dove dicevano che nel '76 il 6 luglio, alla presenza delle autorità religiose e civili italiane e francesi, di un folto gruppo di gente di montagna amante della natura, vengono inaugurate ufficialmente le opere murarie che facevano parte del giardino. Poi si è continuato nel sistemare tutta l'opera di recinzione del giardino, si è già ultimato quella che riguarda la parte idraulica, addirittura stiamo installando una piccola centralina in modo che dia la luce elettrica autonoma a tutto il fabbricato.
Fatta questa prima parte di lavoro era indispensabile vedere cosa c'era ancora di queste 5000 piante alpine a Chanousia, e con la collaborazione del prof. Peronel che gentilmente si è offerto e con la collaborazione degli studenti in scienze naturali e in botanica, già nel '75 abbiamo fatto il primo stage di allievi che andavano gratuitamente un mese ciascuno al Colle a dare la loro esperienza, a imparare, a fare in modo che il giardino rinascesse.
Purtroppo gli ani '77-'78-'79-'80 sono stati anni molto difficili, in quanto è nevicato parecchio, quindi si è potuto fare poco lavoro per la brevità dell'estate. Nell'anno '80, invece, per la mancanza di neve, abbiamo lavorato circa tre mesi e attualmente al giardino abbiamo recuperato circa 700 varietà di piante che esistevano un tempo. E' certamente auspicabile che vengano messe a dimora tutte le piante esistenti un tempo, circa 4000, e per questo siamo in collaborazione con i giardini botanici di tutto il mondo che ci danno un aiuto, sia tecnico, sia finanziario.
Quindi il giardino funziona in questa maniera: ogni anno vengono fatti questi stages, ogni anno viene data alla stampa la notizia che verrà riaperto nel tal giorno del tal mese il giardino Paradisia: chi vuole collaborare in maniera attiva, sia studenti sia professori, in quel momento è sufficiente che facciano domanda. Certamente è auspicabile che non solamente tecnici provenienti da fuori Valle o addirittura dall'estero, vengano immessi in questo tipo di lavoro, come diceva il Consigliere Berti.
Purtroppo in Valle d'Aosta gli studenti in materia sono pochissimi e finora non abbiamo avuto nessuna richiesta di giovani che si interessano di piante officinali e di botanica per poter intervenire a Chanousia. Il non plus ultra sarebbe di avere in loco gente esperta, conoscitrice di piante officinali. Sapete tutti benissimo la situazione del parco del giardino Paradisia, dove c'è il perito Stefanelli che è un ottimo studioso, un ottimo conoscitore dei problemi, e dove c'è enorme difficoltà a condurre, a portare a termine tutto lo studio che sta facendo per Paradisia. Ripeto, sperando che i giovani si dedichino maggiormente a questa attività, a questo tipo di insegnamento, di coltura, noi come Regione continuiamo a seguire questa strada. Credo che l'anno prossimo se il Comune di Séez ci darà gli ulteriori finanziamenti che ancora, in base alla convenzione avvenuta tra Regione, Mauriziano e Comune di Séez, potremo ultimare il laboratorio. Quindi Chanousia potrà di nuovo essere la Chanousia di un tempo, prima della guerra, e penso che l'anno prossimo sarà inaugurato ufficialmente come giardino, con tutte le piante che allora esistevano, con i locali rifatti e ristrutturati in armonia con le vecchie costruzioni esistenti al Colle del Piccolo San Bernardo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per la replica il Consigliere Berti; ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. Valdostani): Ho sentito dalla relazione che l'Assessore Marcoz è abbastanza aggiornato su ciò che intende fare con i finanziamenti in arrivo, sia dallo Stato sia dal Comune di Séez, e auspico che la Giunta vada in quella direzione a tempi brevi, anche perché la stagione lassù in effetti è un po' corta, e dobbiamo arrivare quanto prima a fare una inaugurazione con quella pubblicizzazione che noi crediamo sia valida per mantenere la cultura storica in cui era nato questo giardino, e anche perché dalla parte della Francia, nel Comune di Séez, vorrebbero far arrivare la funivia e lo ski-lift con una stazione invernale fino al Piccolo San Bernardo.
E' solo un programma, però, questione di due o tre anni, da quello che ho sentito dire dai Comuni limitrofi della Francia, si dovrebbe arrivare a quel progetto. Questo era un problema connesso anche col giardino Chanousia per poter avere noi, come parte italiana, anche se non è inserito nel territorio italiano, ma dal momento che penso faccia parte del nostro patrimonio valdostano, dobbiamo curarlo e pubblicizzarlo in maniera migliore di quella che è stata finora, anche per poter poi, utilizzare i nostri botanici. Se la Regione collaborasse maggiormente e l'Assessorato partecipasse maggiormente con queste persone, si potrebbero trovare giovani ragazzi da portare su.
Volevo solo aggiungere questo paragone: vedo che per esempio l'Assessore Pollicini con delle piccole cose crea delle grosse strutture, grosse immagini pubblicitarie alla Valle d'Aosta; qui abbiamo anche noi delle cose e le sottovalutiamo o comunque non le vogliamo portare avanti. Non voglio dire all'Assessore Marcoz di imparare dall'Assessore Pollicini, però penso che incrementando questo settore ne tragga vantaggio anche la Valle d'Aosta dal punto di vista turistico.
