Oggetto del Consiglio n. 213 del 29 aprile 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 213/VII - PROBLEMI RELATIVI AL FUNZIONAMENTO DEL CONVITTO REGIONALE " FEDERICO CHABOD" E DELL'ANNESSA SCUOLA ELEMENTARE.- (Interpellanze)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Carlassare:
VENUTO A CONOSCENZA del documento, allegato in copia alla presente, divulgato dal Comitato dei genitori degli alunni del Convitto F. Chabod, in data 15 marzo 1982;
CONSIDERATA l'importanza dei temi trattati, e la pesantezza delle carenze e storture denunciate nel funzionamento di questa importante struttura pubblica;
VISTE le richieste espressamente rivolte all'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione;
INTERPELLA
l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione per sapere:
1) come intende agire per risolvere la situazione denunciata pubblicamente dal Comitato dei genitori degli alunni del Convitto F. Chabod;
2) se intende dare risposta affermativa alle richieste avanzate.
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Cout e Mafrica:
TENUTE PRESENTI le posizioni assunte e le richieste avanzate dal Comitato dei genitori degli alunni semi-convittori del Convitto regionale "F. Chabod" in una nota indirizzata agli organismi interessati;
CONCORDANDO con i genitori sulla necessità di giungere ad un maggior coordinamento tra le strutture del Convitto, gli operatori sociali presenti sul territorio e la Direzione didattica interessata sulla base di un progetto didattico che riguardi non soltanto alcuni casi ma tutta la popolazione scolastica interessata;
RICORDANDO l'impegno assunto dall'Assessore alla Pubblica Istruzione di riferire al Consiglio dopo gli incontri programmati con il Rettore del Convitto e la Direzione didattica del Terzo Circolo;
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione per sapere:
1) cosa si intende fare per instaurare e mantenere un rapporto più stretto e continuativo tra operatori sociali e strutture scolastiche;
2) come potrebbe essere migliorato il collegamento tra maestri ed assistenti;
3) se non possano essere prese iniziative atte a favorire una più ampia possibilità di rapporti scolastici e sociali per i semi-convittori oggi inseriti in classe in cui gli esterni sono presenti soltanto nella proporzione di 2 a 9;
4) se vi sia l'intenzione di predisporre un progetto (anche sperimentale) che, sin dal prossimo anno scolastico, organizzi in modo adeguato le attività degli alunni per tutto l'arco di tempo che va dalle ore 8,30 alle 19,00;
5) a che punto è la preparazione del progetto per l'istituzione di un organismo collegiale per la gestione del Convitto.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare per illustrare l'interpellanza iscritta al n. 8 dell'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Più che all'illustrazione dell'interpellanza e alle relative risposte, desidero che l'Assessore alla Pubblica Istruzione raccolga l'invito espresso dal Comitato dei genitori con una lettera resa pubblica in data 15 marzo 1982.
Ritengo che questo Comitato di genitori sia encomiabile per l'iniziativa assunta in quanto ha formulato, oltre la lettera allegata all'interpellanza, un documento che può essere o meno condiviso, ma che deve essere considerato un modo di operare esemplare per quei genitori che intendono effettivamente interessarsi alle vicende scolastiche dei propri figli.
In questa lettera si cerca di spiegare l'intento di questo gruppo di genitori, in quanto denunciano una serie di disfunzioni presenti all'interno di questa struttura pubblica. Denunciano il fatto che, a loro giudizio, il tempo che i ragazzi passano all'interno di questo istituto non sia utilizzato nel migliore dei modi. Denunciano una serie di mancati coordinamenti tra l'operato degli insegnanti della scuola elementare e gli assistenti all'interno del convitto; chiedono che questi comportamenti siano coordinati complessivamente e denunciano che il convitto è gestito con una struttura regolata da leggi che hanno una cinquantina d'anni, stilate in un periodo che non viene precisato ma che si riferisce al periodo fascista, ossia con un certo concetto della didattica e dell'istruzione che dovrebbe essere totalmente rivisto.
Essi formulano un documento che a mio modesto parere può essere preso ad esempio come piattaforma rivendicativa più che motivata, più che ben fatta per quanto riguarda le argomentazioni che i genitori stessi cercano di sostenere. In pratica descrivono la situazione di questo convitto dove sono presenti 3 nuclei di bambini con delle motivazioni abbastanza diverse l'uno dall'altro: da una parte noi abbiamo alunni iscritti per iniziativa individuale delle famiglie; e normalmente si tratta di famiglie dove i genitori lavorano entrambi e quindi sono costretti ad avere fuori casa per più tempo i bambini. Ci sono altri alunni che vengono inseriti nel convitto a seguito di un intervento assistenziale della Regione, e ci sono altri alunni che hanno bisogni particolari di sostegno scolastico educativo.
Con una situazione così eterogenea, dove praticamente si verifica che l'insieme del convitto è staccato dal contesto scolastico territoriale, per cui è un po' un corpo a sé stante, nascono tutta una serie di problematiche e di conseguenza nascono queste rivendicazioni.
Alla fine di questo documento formulano tutta una serie di richieste indirizzate all'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione, alla Direzione didattica del Terzo Circolo, al Rettore del Convitto, all'Assessore comunale alla Pubblica Istruzione, alle organizzazioni sindacali.
Io chiedo all'Assessore di rispondere alle domande che sono di sua competenza, salvo chiedere anche un interessamento dell'Assessore stesso presso gli altri organismi, affinché affrontino con la dovuta sollecitudine le richieste. Si può non essere d'accordo, però io ritengo che questo documento debba avere il massimo dell'attenzione proprio per la serietà con cui è stato formulato.
Elenco brevemente le richieste che non sono state illustrate nell'interpellanza perché ho allegato questo documento e vorrei che l'Assessore mi desse una risposta sulle richieste presentate dai genitori e, se intende dare una risposta affermativa in questo senso, come intende muoversi per far sì che anche gli altri confronti vadano a buon punto.
All'Assessore chiedo:
a) che nella definizione di un organismo collegiale di gestione per il convitto venga garantita la presenza di rappresentanti dei genitori. Mi pare che questo sia un punto fondamentale, tenuto conto che abbiamo dei ragazzini che stanno fuori casa 10-11 ore e sono per 10-11 ore inseriti nel convitto, per cui avere i genitori che partecipano attivamente all'organizzazione del tempo che essi passano all'interno di questo convitto sia una cosa essenziale, perché il rapporto tra la struttura convitto e la struttura scuola, gli assistenti e i bambini, vada a buon punto.
b) di conoscere quali iniziative l'Assessore ha posto in essere per una seria e chiara definizione del ruolo educativo del convitto come struttura scolastica capace di sviluppare un positivo intervento didattico-pedagogico nell'arco di un orario prolungato di apertura che preveda attività articolate (dal recupero scolastico ad attività ricreative, pratico-manuali, ecc.).
c) di conoscere i criteri con i quali avviene l'inserimento di alunni provenienti da altre scuole con problemi di recupero ed inserimento scolastico e di conoscere quali sono i progetti didattici, le iniziative di supporto ed il contributo del personale socio-assistenziale operante sul territorio, impiegati a sostegno degli inserimenti medesimi.
d) che per la Scuola elementare del plesso del Convitto vengano garantiti il miglioramento delle strutture esistenti e la possibilità di utilizzare in interscambio con il Convitto altri spazi utili per le attività di sostegno ed integrative.
e) che per il Convitto vengano realizzati tutti i lavori necessari per il miglioramento della struttura esistente.
f) di conoscere quali iniziative l'Assessorato intende assumere per favorire la modifica in positivo della gestione interna del Convitto affinché abbia carattere meno burocratico e più democratico e funzionale alle esigenze della popolazione scolastica e delle loro famiglie in riferimento al regolamento interno alla qualità del servizio di assistenza e alla qualità dell'intervento didattico-pedagogico.
In ultima cosa chiedo un giudizio complessivo su questo operato e se l'Assessore è d'accordo con le richieste fatte complessivamente da questo gruppo di genitori.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout per illustrare l'interpellanza iscritta al n. 13 dell'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
COUT - (P.C.I.): Penso che l'interpellanza sia già abbastanza ampia e chiara e le richieste siano così tante che forse diventerebbe difficile se non si riuscisse a chiedere cose precise, e lo scopo della nostra interpellanza voleva essere questo.
Viste le numerose richieste e proposte che erano state fatte da parte dei genitori ai vari organi, seconde il nostro parere potevano diventare dispersive, nel senso che le competenze e le iniziative vengono demandate a diversi organi e persone che si interessano di questi problemi.
Noi siano convinti che per tutto questo sia necessario avere un minimo di collaborazione tra questi enti, un minimo di iniziativa comune, per cui tutti questi problemi dovrebbero poi confluire in una iniziativa che secondo noi poteva essere quella relativa al punto 4 della nostra interpellanza, in cui si chiede se da parte di qualcuno c'è l'intenzione di predisporre un progetto - eventualmente sperimentale - per fare in modo che sin dal prossimo anno vengano organizzate tutte queste attività nell'arco di tempo che va dal mattino quando i ragazzi entrano, alla sera, quando escono.
Pensiamo che una soluzione di questo tipo, una soluzione che organizzi in modo diverso l'intertempo dalle lezioni del mattino a quelle del pomeriggio, le questioni della mensa, o un tipo di scuola a tempo pieno, potrebbe essere una soluzione proprio perché i problemi sono molteplici, ed essendo già stati illustrati non li starò a ripetere.
Vi sono interessate diverse persone; dall'assistente sociale per gli handicappati, dai genitori che sono costretti a mandare i figli, per cui si instaurano delle classi che forse sono abbastanza disomogenee nella loro stessa composizione.
Se si va a considerare il rapporto in quelle classi tra interni del convitto ed esterni, si scopre che è di 2 esterni contro 9 interni; il che farebbe pensare che se si vuole aprire il convitto verso l'esterno - come diceva in una sua precedente risposta l'Assessore - sarebbe necessario andare a valutare tutte queste cose e soprattutto modificarle.
Sono questi i punti precisi che per noi possono sintetizzare le richieste maggiori alle quali noi pensiamo l'Assessore potrebbe darci altrettante risposte precise.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Ida Viglino; ne ha facoltà.
MARIA IDA VIGLINO - (U.V.): Je pense avoir déjà répondu dans le dernier Conseil à une partie des questions qu'on m'a répétées aujourd'hui. Lorsque M. le Conseiller Serti a présenté son interpellation, j'avais déjà donné des indications assez précises sur certains points. Je me rappelle que, dans cette intervention, j'avais promis au Conseiller Berti que j'aurais eu avant tout une réunion avec le Recteur du Collège et la Directrice Didactique, afin de commencer une discussion plus approfondie sur le document envoyé par les parents.
Je dis, entre parenthèses que chaque fois qu'un document de ce genre me parvient de la part de parents d'élèves, que ce soit du Collège ou des écoles, à Aoste ou dans le restant de notre Région, j'examine avec attention le document car je lui donne toujours une certaine importance.
Evidemment, le document des parents d'élèves du Collège est un document plutôt complet qui ne peut pas être examiné du jour au lendemain, surtout avec les structures actuelles de l'Assessorat à l'Instruction Publique, qui sont nettement insuffisante et c'est l'un des motifs pourquoi je présente, dans ce même Conseil, une loi sur la restructuration de l'Assessorat.
De toute façon, j'ai déjà rencontré le Recteur et la Directrice et nous avons commencé l'examen de ce document. Il y a naturellement - et cela a été signalé par les deux personnes intéressées - une grande confusion entre les compétences et les devoirs d'un collège comme le "Frédéric Chabod" et ce qu'on appelle "scuola a tempo pieno". Il est indispensable que l'on fasse une nette distinction entre ces deux cas. D'autre part, nous connaissons déjà toutes les difficultés que représentent soit les structures de l'école élémentaire qui n'est plus insérée dans le Collège régional comme cela existait auparavant, soit les structures du Collège.
En effet, dans les premiers décrets d'institution de cette école élémentaire hors des structures du Collège, j'avais insisté sur le fait que cette école aurait dû avoir non seulement une partie des élèves qui sont au collège, mais également une partie d'élèves de l'extérieur, de façon à ne pas faire "il ghetto".
Malheureusement, cela ne s'est pas produit parce que nous avons des questions relatives aux édifices scolaires. Nous pensions pouvoir libérer plus rapidement les locaux actuellement occupés par l'Ecole Moyenne 25 Avril.
Le jour où nous aurons à notre disposition ces locaux, nous aurons également les moyens pour réaliser une partie de ce que les parents ont signa lé, ce qui demandera toutefois un certain temps, mais ce n'est pas une raison pour ne rien faire. Avant tout, il faudra examiner les futures inscriptions, soit en ce qui concerne les premières classes de l'école élémentaire, soit en ce qui concerne les premières classes de l'école moyenne, puisque nous avons une diminution très nette des naissances actuellement, ce qui a déjà comme conséquence une réduction du nombre des classes.
D'autre part, il y a un autre malentendu qui vient peut-être d'une certaine confusion entre le rôle que doit développer un instituteur - maître d'école - et le rôle de l'assistant qui se trouve au Collège.
Evidemment, des paroles, on peut en prononcer pendant des heures, ainsi que des beaux discours, mais ce qui nous intéresse tous c'est de passer des paroles à des faits concrets.
Donc un des premiers faits concrets que nous réaliserons est le suivant: Il y a une programmation - appelons-la "programmation éducative" - qui a été développée depuis quelques années dans les écoles élémentaires, mais qui doit se faire dans les classes élémentaires du Collège, du 1er au 15 septembre.
Nous allons essayer de trouver un moment commun, de 4 à 5 jour, où, soit les assistants du Collège, soit les instituteurs de l'école élémentaire, examineront différents problèmes du document. Voilà donc une réalisation concrète qui nous aidera à éliminer certains des faits négatifs signalés. Ensuite, nous avons inséré - et cela je l'avais déjà dit l'autre fois à M. Berti - dans le plan du travail qui sera proposé prochainement au Conseil Régional une restructuration de notre Collège afin de trouver des espaces nouveaux et, en particulier, des espaces à l'extérieur pour qu'il soit possible, soit au Collège, soit aux élèves du Collège, soit aux élèves de l'école primaire, d'avoir des moments où ils ne seront plus en classe ou au Collège, mais à l'extérieur, pour pouvoir effectuer certaines activités demandées par les parents.
La situation est certainement très pénible parce que la Directrice Didactique m'a signalé que, sur 112 enfants, il y en a une quarantaine dont les familles sont séparées, ce qui pose de gros problèmes. Nous demanderons aux opérateurs socio-sanitaires d'intervenir afin que ces enfants soient suivis, soutenus et mieux compris.
Il y a peut-être aussi quelques contradictions parce qu'on m'a signalé que plusieurs signataires - et je le vérifierai naturellement - de ce document, insistent énormément pour pouvoir retirer les enfants à 16h.30. Or, les enfants qui sortent à midi, vont à la cantine scolaire du Collège, ensuite ils ont un moment de récréation, et après ils ont à 4 heures, la "merenda", le goûter, et si les parents insistent pour venir les chercher à 16h.30, je me demande quelle programmation éducative nous pouvons faire. En général, le Collège accepte que, dans certains cas, les familles puissent retirer les enfants, mais pas avant 18h.-18h.30. Autrement, il est inutile de signer un exposé et ensuite se présenter à 16h. 30 pour retirer les enfants. D'ailleurs, je pense avoir une rencontre, dès que possible, avec le groupe des signataires pour discuter les problèmes proposés. Cela a été un premier pas et je pense, avec ceci, avoir répondu soit au Conseiller Carlassare, soit à quelques points de l'autre interpellation.
Il me reste à répondre au cinquième point de l'interpellation de MM. Mafrica e Cout, c'est-à-dire à quel point est la préparation du projet pour l'institution d'un organisme collégial pour gérer le Collège. D'autre part, cela avait été dit aussi par M. Carlassare. Nous avons examiné le problème et le Recteur doit nous faire, ces jours-ci, une proposition en ce sens j'ai toujours été convaincue qu'une commission formée par toutes les composantes peut très bien être réalisée.
Au point de vue démocratique, une Commission de ce genre peut apporter un certain bénéfice à la gestion de l'organisme même. Donc, je sui d'accord que la commission doit comprendre les représentants des instituteurs, des parents d'élèves, et naturellement le Recteur.
Je pense qu'il n'y aura aucune difficulté à ce point de vue.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare per la replica; ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin. ): Come risposta io formulo un auspicio: che l'incontro previsto con questo Comitato di genitori avvenga, anche se in modo informale, nel più breve tempo possibile.
Perché? Perché io ritengo che anche tutte le altre soluzioni e gli altri confronti debbano avvenire sulla base della collaborazione che questo gruppo di genitori è disponibile a dare per la realizzazione di un grosso miglioramento e la creazione di condizioni di miglior funzionalità di questa struttura che, non dobbiamo dimenticare, ha essenzialmente lo scopo di essere al servizio dei bambini, al servizio delle famiglie. E qui vorrei aggiungere come ultima cosa che anche una notevole elasticità di orario può consentire una programmazione didattico-educativo che può essere resa più facile se c'è un inserimento a tutti i livelli dei genitori nella programmazione stessa, per cui le soluzioni che devono tener conto delle diverse esigenze che vengono da parte di nuclei familiari molto differenziati, possono avere il loro momento di attuazione coerente a seconda dei comportamenti e degli atteggiamenti verso il bambino all'interno del convitto e nella propria casa.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per la replica il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT - (P.C.I.): Aspettiamo che ci sia questo incontro col gruppo dei firmatari; intanto prendiamo atto di ciò che ha detto l'Assessore di alcune iniziative che andranno a risolvere, se non altro, un minimo di questi problemi per quanto riguarda la programmazione educativa e le iscrizioni. Noi siamo convinti che una soluzione globale potrebbe essere trovata in modo diverso, ma per la quale forse bisognerà aspettare ancora un po' e speriamo possa arrivare.
