Oggetto del Consiglio n. 2095 del 15 dicembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 2095/XVI - Interpellanza: "Mantenimento ed eventuale incremento per l'anno 2023 degli sconti in bolletta applicati da CVA energie e interventi migliorativi per le imprese valdostane.".
Marguerettaz (Presidente) - Signori possiamo riprendere. Siamo al punto 34 dell'ordine del giorno. Si è prenotata la collega Minnelli, ne ha facoltà.
Minnelli (PCP) - Questa ulteriore iniziativa sul caro bollette e su CVA era stata presentata il 17 di novembre e aveva lo scopo di fare il punto su quanto successo nei quindici giorni precedenti a quella data, quindi per la discussione nel Consiglio di inizio dicembre, considerato che c'erano e in parte ci sono in ballo delle questioni rilevanti legate al caro bollette e al ruolo di CVA. Il Consiglio ricorderà che lo scorso 21 ottobre avevamo presentato come gruppo consiliare una mozione che chiedeva una cosa semplice, a nostro avviso doverosa, cioè quella di aprire una interlocuzione con la CVA, per mantenere e incrementare le misure di sconto per famiglie e imprese che erano già in atto. Nel Consiglio del 3 novembre quella mozione non è stata approvata ed è stato affermato in sostanza che non era corretto, non era nei poteri della Giunta interloquire con CVA e inoltre, questa è una cosa che è stata ripetuta varie volte, che CVA aveva le mani legate, perché il prezzo dell'energia elettrica viene fissato a livello nazionale. Queste affermazioni si sono poi anche rilevate non fondate, tanto è vero che poi una interlocuzione con CVA c'è stata non da parte della Giunta, come richiedeva la mozione, ma da parte della Commissione competente in materia di energia, presenti anche gli assessori competenti. E poi successivamente CVA ha preso delle decisioni che influiscono sul costo delle bollette.
Una settimana dopo quella mozione, che non è passata, tutti i maggiori vertici di CVA sono venuti in Commissione per illustrare il comportamento aziendale e anche per ascoltare, come hanno fatto, le osservazioni dei consiglieri. In quell'occasione tra l'altro avevano annunciato che stavano valutando con i loro legali dei possibili provvedimenti nel senso che era stato auspicato da noi, da quel dibattito e anche dalle osservazioni che sono emerse in Commissione. Tra l'altro, poi noi ci siamo un po' sorpresi che a seguito di quella audizione non ci fosse stato nessun comunicato ufficiale della Commissione, anche perché era la prima volta che il dottor Argirò partecipava ai lavori consiliari, quindi ci aspettavamo che venisse in qualche modo evidenziato.
Giovedì 17, mentre noi depositavamo questa iniziativa che discutiamo a distanza di molto tempo, proprio in quella giornata, io l'ho ricevuta la sera, hanno cominciato ad arrivare le lettere della CVA ai loro clienti, lettere che annunciavano la conferma per il 2023 dello sconto già in essere per il 2022, per chi aveva ricevuto la comunicazione a fine 2021 con partenza degli sconti a febbraio 2022; quegli sconti del 40 percento sulle bollette per uso domestico e del 10 percento per gli altri usi, con la differenza a seconda della tipologia di utenza.
Noi siamo contenti di aver sollecitato in qualche modo un'iniziativa che ha prodotto dei risultati positivi per decine di migliaia di utenti, però quello che vorremmo capire sono gli esatti contorni di quello che effettivamente CVA farà. Anche perché, tranne che per le lettere che sono state inviate ai clienti, non ci risulta che ci sia stata da parte dell'azienda e nemmeno da parte della Regione nessuna comunicazione ufficiale, nel momento in cui sono iniziate ad arrivare queste lettere e nemmeno successivamente. Quello che sappiamo, appunto, è di queste comunicazioni e ne abbiamo letto il contenuto.
Da questa lettera emerge che per quanto riguarda le utenze domestiche lo sconto è stato rinnovato, ma con una diversa impostazione rispetto a quello che era stato applicato a partire da febbraio 2022. Lo sconto non viene più calcolato in modo sistematico sul PE, cioè sul prezzo dell'energia stabilito da ARERA, ma il parametro può anche essere un altro, cioè il PUN, il prezzo unico nazionale che, come sappiamo e ci è stato spiegato in Commissione, sono due sistemi di calcolo del prezzo dell'energia diversi, uno a base trimestrale e uno giornaliero. A noi però non sembra molto trasparente e forse nemmeno utile avere due diversi sistemi di calcolo, non ci è ben chiara questa cosa e vorremmo comprendere le motivazioni di questo cambiamento.
Alla prima domanda della nostra interpellanza, quali risultati ha prodotto il prosieguo dell'interlocuzione, una parziale risposta adesso ce l'abbiamo, perché sappiamo che sono stati confermati questi sconti. Però quello che noi vorremmo capire bene è se la conferma dello sconto per il 2023 è stata inviata a tutte le utenze che già fruivano di quello sconto nel 2022, o soltanto a una parte, e quante sono queste utenze, visto che in una intervista del 30 novembre alla Gazzetta Matin, l'ingegnere De Girolamo ha parlato di 52 mila contatori che beneficerebbero di questo sconto, mentre in Commissione la cifra di chi aveva lo sconto era risultata più alta. E poi sarebbe interessante anche avere dei chiarimenti sulla modifica dei meccanismi di calcolo degli sconti: capire se il nuovo meccanismo verrà applicato anche a coloro che avevano sottoscritto lungo l'anno il contratto con CVA e cioè quelli che avevano già uno sconto stabilito fino alla fine di dicembre 2023, o se ci saranno, invece, due sistemi di calcolo diversi in vigore contemporaneamente, cosa che però ci sembrerebbe un po' incongrua. Chiediamo poi di conoscere quale valutazione è stata fatta della richiesta di ampliare lo sconto, così come avevamo avanzato anche in quella Commissione, ad almeno il 50 percento, perché non ne abbiamo più saputo niente, ma in quella riunione in Commissione la questione era stata lasciata un po' in sospeso. Non è a nostro avviso una cosa secondaria e sarebbe un atto opportuno; la stessa cosa per gli sconti alle imprese, non sappiamo che cosa è stato deciso.
La terza questione che poniamo con l'interpellanza è più di carattere generale e riguarda il tema del ruolo di CVA. Ci è stato detto in Commissione che per l'87 percento l'attività si svolge fuori Valle e per il 13 in loco: si produce molto in Valle, però si vende fuori. Quindi qual è il ruolo che si intende affidare a CVA? Si vuole una CVA che faccia principalmente da cassaforte della Regione o si ritiene che quella è solo una delle funzioni e neanche la principale? Perché abbiamo la sensazione che ci sia ormai come idea diffusa e radicata questa della CVA come il salvadanaio della Regione; tra l'altro è un'idea che è un po' radicata nella tradizione: nei primi anni dell'autonomia c'era un casinò, poi i TIR e via di questo passo.
Quello che noi crediamo è che CVA dovrebbe avere tre obiettivi: fornire dell'energia a basso costo alle famiglie e alle imprese che vivono e operano in Valle d'Aosta; essere il fulcro di un'autonomia energetica possibile e auspicabile, ma dalla quale siamo lontani, visto che la maggioranza dei consumi che abbiamo sono fatti con combustibili fossili che importiamo; accompagnare la transizione ecologica della società valdostana. La Valle d'Aosta nei prossimi anni continuerà a consumare molta energia elettrica, dovrà produrre anche arricchendo le tipologie di produzione: non c'è solo l'acqua, c'è anche l'energia solare e quella eolica con le quali attualmente stiamo facendo poco. Riteniamo poco interessante che vengano acquistati i campi fotovoltaici fuori valle, mentre ci sarebbe la possibilità di fare una robusta diffusione del fotovoltaico nella nostra regione, però questo ovviamente richiede un indirizzo da parte della Regione che in questo momento non ci sembra lo stia esercitando.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Caveri.
Caveri (AV-VdA Unie) - Io intanto risponderò alle domande che mi ha posto per iscritto e non a quelle che ha fatto in più. Per quelle che ha fatto in più, mi fa avere cortesemente le domande e le risponderò, perché se la logica è che lei fa un intervento in cui aggiunge a braccio delle domande, io non sono in grado di darle delle risposte sui numeri; mi sembra una cosa di buon senso. Peraltro la rassicuro che non c'è nessun rapporto causa-effetto e cioè non avete alcun merito sugli sconti. È l'ennesima volta che dice "È merito nostro se hanno deciso di rifare gli sconti"; il merito non è vostro ma è di CVA. Mettiamo un po' le cose a posto, perché se no la strumentalizzazione politica cade addirittura nel grottesco.
CVA Energie a seguito delle valutazioni svolte ha comunicato ai clienti, con lettera inviata a far data 17 novembre, come lei ha ricordato, la proroga dei propri sconti per tutto il 2023. In particolare, per tutto il prossimo anno CVA Energie applicherà lo sconto del 40 percento - lei mi ha chiesto qual è la modalità e io gliela spiego - sul corrispettivo che mensilmente risulterà inferiore tra il corrispettivo variabile, prezzo unico nazionale, applicato con la seguente modalità a prezzo unico nazionale per 1,102, e il corrispettivo variabile pari alla componente del prezzo energia PE, prevista per il servizio di maggior tutela e aggiornata trimestralmente da parte dell'autorità di regolazione per l'energia reti e ambienti, cioè l'ARERA. La società ritiene che si avrà quindi un incremento rispetto allo sconto del 40 percento in vigore che scadrà il 31 dicembre 2022, in quanto l'attuale sconto viene applicato sul corrispettivo variabile per l'acquisto di energia elettrica pari alla componente prezzo energia PE previsto per il servizio di maggior tutela, che è controllato trimestralmente da parte dell'ARERA. Quindi, è più vantaggioso dello sconto esistente.
Seconda domanda. CVA Energie, sempre a seguito delle valutazioni svolte, ha comunicato a far data dal 17 novembre 2022 ai clienti titolari di partita IVA e di piccola impresa la proroga dei propri sconti per tutto il 2023. In particolare, è stato comunicato che per tutto il prossimo anno CVA Energie applicherà lo sconto del 10 percento al corrispettivo che mensilmente risulterà inferiore tra il corrispettivo variabile del prezzo unico nazionale, quindi con la stessa modalità prezzo unico per 1,102, e il corrispettivo variabile pari alla componente del prezzo energia previsto per il servizio di maggior tutela, come ho già detto aggiornata ogni tre mesi da ARERA.
Per quanto riguarda, come dire, la mission, diciamo che non la vediamo allo stesso modo. Voi siete per una specie di società piccola piccola, un po' umile, e per fortuna non governate, perché altrimenti non so che fine farebbe CVA! Diventerebbe una scatolina e non quell'impresa che oggi per fortuna fa lavorare molti valdostani e dà copiosi dividendi e una forte fiscalità. Ma a voi, come da tempo immemorabile, avendo seguito la carriera politica di Elio Riccarand, i soldi non piacciono, sono "lo sterco del Diavolo", quindi ogni volta che in qualche maniera si pensa di avere delle società che guadagnino e diano i loro benefici alla comunità valdostana, questo è ritenuto il male assoluto.
Per quanto riguarda la risposta, occorre sottolineare che le norme sulla libera concorrenza non consentono trattamenti specifici di favore per una categoria di clienti in base all'appartenenza territoriale: si chiama politica di concorrenza di fonte europea, non derogabile. Anche se uno vive in un monastero deve sapere che esistono le norme della concorrenza. Si può affermare nel contempo, con le scontistiche applicate già durante quest'anno e prorogate al prossimo anno, che CVA ha dimostrato un'attenzione particolare alla comunità valdostana e sicuramente ci sarà un'azione futura per calmierare al massimo l'impatto dell'aumento del costo dell'energia elettrica. Poi, naturalmente, gli investimenti esterni a voi non piacciono; noi riteniamo che gli investimenti esterni, dopo l'uscita dalla Madia, siano un core business dell'azienda, che altrimenti non potrà reggere il peso di un mercato in cui la taglia della società è importante. A meno che voi non preferiate che sia qualche multinazionale, magari del petrolio, che ci mangi CVA.
Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.
Minelli (PCP) - Grazie all'Assessore per la risposta. Sì, le ho chiesto alcune cose in più rispetto a quello che era scritto nella interpellanza, anche considerato che nel frattempo comunque c'è stata un'evoluzione e io pensavo che avendo avuto delle informazioni su alcuni dati, che erano diversi da quelli che sono stati presentati in Commissione, forse interloquendo con CVA qualche elemento in più potevamo averlo, ma mi riservo appunto di fare per iscritto le domande.
In buona sostanza quello che lei ha detto rispondendo alle prime due domande, è la conferma degli sconti del 40 e del 10 percento, con un meccanismo nuovo che lei ha spiegato e su cui magari chiederò poi qualche chiarimento in più.
Quello che mi lascia un po' perplessa è questo: lo sconto confermato del 40 percento e del 10 percento, è stato dichiarato sempre in questa intervista, dovrebbe costare alle casse della società circa 11 milioni 632 mila euro a fine anno per 52 mila contatori, noi ne avevamo calcolati di più. È una cifra di tutto rispetto, 11 milioni di euro di costo per la società, però io ricordo che la stessa società fa degli extra profitti per oltre 100 milioni di euro. Quindi, un aumento dal 40 al 50 percento di sconto ai consumatori potrebbe pesare con un incremento di altri, credo, 7/8 milioni di euro. Tanto è vero che in quell'intervista l'ingegnere De Girolamo ha anche detto - io mi riferisco solo alle fonti di stampa, perché questo c'è, comunicati ufficiali non ce ne sono stati - che se fosse stato mantenuto come valore di riferimento il mercato di maggior tutela, ed è per questo che io chiedevo perché i due meccanismi, che vengono usati in modo misto da quello che mi è stato spiegato, lui ha detto che se fosse stato mantenuto come riferimento il mercato di maggior tutela sarebbe schizzata questa cifra da 11 milioni 630 mila a 19 milioni di euro. Quindi la manovra sarebbe costata a CVA circa 8 milioni di euro in più, che però avrebbe voluto dire avere per la popolazione, per i consumatori, uno sconto, da quello che mi sembra di capire, più significativo, se poi alla società veniva a costare questa cosa. Mi resta una perplessità su questo, ma chiederò una spiegazione per iscritto un po' più chiara.
Noi riteniamo che davvero un'attenzione, una valutazione più ponderata sulla possibilità... lei mi ha parlato della legge, della concorrenza, eccetera, però qui decide l'azienda. Se decide l'azienda e se il costo di una manovra di questo genere all'azienda va a incidere per una percentuale più o meno alta, beh, è una valutazione, certo, che deve fare lei. Ma ricordo che questa società, per quanto sia stata estromessa dal controllo della Madia, resta una società al momento del tutto pubblica.
Sulla questione che lei ha evidenziato: per fortuna non governiamo perché altrimenti CVA sarebbe una scatolina, invece è una forte società che aspira a essere ancora più competitiva e più forte sul mercato e quindi a fornire dei copiosi dividendi alla Regione. Io credo che dire che i soldi non piacciano è un po' banale, abbiamo parlato addirittura di "sterco del Diavolo". Quello che crediamo è che se ci sono dei soldi e ce ne sono in abbondanza, devono andare il più direttamente possibile in benefici diretti alla comunità valdostana. Sappiamo tutti benissimo che con i soldi che arrivano dai dividenti poi si fanno delle operazioni dal punto di vista delle scelte dell'Amministrazione, ma darli direttamente ai cittadini a noi sembrerebbe più logico.
