Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2074 del 14 dicembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 2074/XVI - Interrogazione: "Valutazioni in merito all'estensione agli apicoltori non professionisti degli aiuti a sostegno della filiera apistica".

Sammaritani (Presidente) - Passiamo ora al punto 12 all'ordine del giorno, per la risposta, la parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Nell'iniziativa mi si chiede "Sapere se si sia valutata la possibilità di estendere il bando summenzionato agli apicoltori non professionisti per evitare di escludere questi ultimi dall'accesso alle risorse".

Innanzitutto grazie per l'attenzione su questo settore così importante, poi lo vedremo anche sia qualitativamente che numericamente.

I criteri e le modalità di ripartizione delle risorse destinate al sostegno della filiera apistica pari a euro 7,75 milioni all'anno per il 2022, definito dal Decreto ministeriale del 20 luglio 2022, sono rivolti all'attuazione degli interventi di cui all'articolo 5 comma 1 della legge quadro della disciplina dell'apicoltura del 24 dicembre 2004 n. 313, tra cui, dato che interessa la nostra regione, il punto L: "Incentivazione della pratica dell'allevamento apistico e del nomadismo".

Considerato che l'articolo 2 del Decreto ministeriale ribadisce che si applicano le definizioni di cui agli articoli 2 e 3 della legge del 24 dicembre 2004 n. 313, la quale definisce le diverse figure, quindi apicoltore, imprenditore apistico e apicoltore professionista, e preso atto che l'articolo 4 del Decreto ministeriale definisce chiaramente quali sono i beneficiari, ovvero gli apicoltori in forma singola o associata che alla data del 31 dicembre 2021 sono in regola con gli obblighi d'identificazione degli alveari e sono registrati in Banca dati nazionale apistica, BDN, come apicoltori professionisti che producono per la commercializzazione ed esercitano l'apicoltura sia in forma stanziale sia praticando il nomadismo, anche ai fini dell'attività di impollinazione.

Precisato inoltre che l'allora Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, oggi Ministero agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, aveva incaricato quale soggetto gestore l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che conosciamo come Agea, la quale ha emanato delle proprie disposizioni relative alle modalità di concessione del sostegno e risulta quindi inattuabile da parte nostra estendere l'aiuto agli apicoltori registrati in BDN in regime di autoconsumo, cioè coloro che sono in possesso al massimo di dieci alveari, in quanto non rientrano nella casistica definita dal citato articolo 4 del Decreto ministeriale e neppure nella condizione richiesta dal punto 4 delle istruzioni operative di Agea, ovvero possesso di partita I.V.A., fascicolo aziendale e indirizzo PEC.

Per queste motivazioni prettamente tecniche, non è stato possibile contemplare anche gli apicoltori non professionisti nell'aiuto in questione. Tuttavia - e l'iniziativa ci dà modo anche di fare un po' il punto della situazione - l'Assessorato conosce bene il ruolo degli impollinatori nella salvaguardia della biodiversità. Due terzi delle specie vegetali coltivati al mondo e circa il 75% delle piante spontanee dipendono dall'impollinazione prodotta dagli insetti.

In Valle d'Aosta ci sono circa 500 apicoltori, di cui il 28,5% risulta registrato alla Banca dati nazionale, in linea quindi con il dato nazionale che è pari al 25,5%.

La produzione è di circa 130 tonnellate annue e, nonostante le perdite di produzione causate dalle avversità climatiche, il numero di alveari è in crescita, erano oltre 8.200 nel 2020.

L'Assessorato fornisce gratuitamente a tutti gli apicoltori, compresi quindi quelli anche in autoconsumo, assistenza tecnica in campo presso l'apiario didattico sito a Saint-Marcel.

Il laboratorio agrochimico dell'Assessorato, quello che si occupa del settore miele, provvede ad analizzare il miele al fine di effettuare i controlli legati alla salubrità, qualità e conservazione del prodotto stesso.

Il Dipartimento agricoltura poi collabora con l'Associazione Consorzio apistico per lo svolgimento di corsi di apicoltura e l'organizzazione del concorso Mieli della Valle d'Aosta.

Il nostro personale svolge inoltre attività di comunicazione ed educazione alimentare nelle scuole, infatti da diversi anni si promuove il settore e le sue produzioni attraverso progetti tematici rivolti alle scuole, che ogni anno vedono l'adesione di circa 1.000-1.200 studenti.

Il tecnico dell'Assessorato, con la collaborazione del servizio veterinario della USL, segue il progetto BeeNet 2021-2023, un progetto nazionale a cui la Valle d'Aosta ha aderito e consiste nel monitoraggio e nella rilevazione delle patologie delle api nonché del monitoraggio del territorio tramite i rilievi di diverse matrici dell'alveare.

Siamo consapevoli che in Valle d'Aosta, non solo in apicoltura, l'agricoltura è praticata spesso da aziende non professioniste che con grande passione hanno un ruolo fondamentale per la gestione del nostro territorio, delle nostre comunità rurali e per la produzione delle nostre eccellenze enogastronomiche; è chiaro che accanto a queste ci sono le imprese agricole vere e proprie.

Lo sforzo è sicuramente riuscire a rendere complementari queste due anime dell'agricoltura valdostana, riuscendo nello stesso tempo a professionalizzare e rendere sostenibili quante più imprese possibili. Non sempre è possibile come in questo caso, dove le regole sono determinate da bandi nazionali ed europei. É comunque importante, come abbiamo già visto negli incontri in III Commissione ma anche in riferimento al DEFR, mantenere questo duplice sostegno, uno più forte e strutturato, che faccia riferimento anche a fondi europei per le aziende dove l'agricoltore, spesso coltivatore diretto, è titolare dell'impresa e da essa trae il proprio reddito, e uno, più leggero, più semplificato, complementare, per le aziende che fanno dell'agricoltura un sostegno al proprio reddito.

Vorrei infine ricordare che l'inserimento dell'apicoltore tra i non professionisti - cioè dichiarando l'autoconsumo e un numero di alveari inferiore a dieci - se in alcuni casi, come quello citato prima, questo bando è penalizzante, a volte è anche favorevole per quel che riguarda tutta una serie di prescrizioni, anche in relazione ai laboratori di smielatura e alle prescrizioni di tipo veterinario, adempimenti spesso non banali sia da un punto di vista burocratico ma sia anche da quello degli investimenti.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Planaz.

Planaz (LEGA VDA) - Vede, Assessore, non è la prima volta che la Regione Valle d'Aosta deve andare in deroga a dei bandi europei o A dei bandi nazionali: quando c'era il premio sul Fondo latte, dove richiedevano un quantitativo di analisi del latte per accedere a questo fondo, siamo andati in deroga con una legge regionale.

Siamo andati in deroga sul primo pilastro per la monticazione di animali di altre persone sugli alpeggi, perché altre Regioni avevano avanzato la richiesta di non monticare animali di terzi per limitare le frodi sui pascoli: vediamo tutti i giorni degli indagati.

Io leggo il bando pubblicato dall'Assessorato all'agricoltura della Valle d'Aosta e, me lo consenta, non lo capisco. L'ecoschema 3 della nuova programmazione, che abbiamo anche discusso in Commissione, va a tutelare, per le regioni che non hanno delle siepi o delle parti non coltivate, proprio per proteggere le api... c'è uno spot dell'anno scorso "Salviamo le api" con una raccolta fondi per salvare le api.

Io non riesco a capire che differenza ci sia fra un alveare in cui il titolare sia in regola, in questo caso perché Agea chiedeva di essere in regola con i pagamenti contributivi e la Partita I.V.A. ...ma nel nostro caso abbiamo degli apicoltori chiamati hobbisti ma anche per altre categorie, bisognerebbe farsi delle domande perché abbiamo così tanti hobbisti che non sono sempre hobbisti, lo vediamo anche nella legge sulle misure della zootecnia: si rileva sempre di più tutti gli anni una fascia e una categoria di aziende che non sono in regola con la posizione contributiva, che non pagano i contributi agricoli, perché fanno un altro lavoro e, di conseguenza, non hanno l'obbligo di versare questi contributi.

Noi, come Regione autonoma Valle d'Aosta, come autonomia che tanto vogliamo vantarci, io penso che su questo bando qualcosa si potesse fare.

Io non penso che siano dei grandi importi che vanno ad arrecare dei danni, ma soprattutto per queste piccole aziende, questi piccoli importi a volte incoraggiano questi titolari a mantenere uno o più alveari. Adesso lei mi ha detto che da uno a dieci non sono tenuti ad essere iscritti alla BDN; io questo non lo sapevo, sotto i dieci non si è tenuti a tenere il registro su BDN, però sarebbe da valutare, io non so se è stato fatto un passaggio con il Ministero per spiegare la nostra situazione, anche perché se vogliamo salvaguardare le api... nei nostri pascoli e prati non facciamo uso di pesticidi, perché non abbiamo culture seminative, qui l'habitat per le api è, a mio avviso, un paradiso - non solo per le api ma soprattutto in questo caso per le api - e che venga escluso un aiuto non così importante ma comunque utile... più apicoltori mi avevano fatto presente di questa problematica: si vedevano esclusi da questo premio che a dir poco andava a sostegno della scorsa campagna del 2021, quando c'è stato un calo di produzione a seguito delle gelate primaverili. Io capisco tutta l'assistenza tecnica che si fa per tutelare questo comparto, però dovremmo fare attenzione e magari consultarci con il Ministero per poter avere una deroga.

Io non so se è stato fatto o si pensa di farlo per questi bandi per queste piccole aziende di apicoltori in questo caso, ma ci sono anche molte piccole aziende che sostengono il territorio, che, in questo modo, andiamo a escludere da aiuti fondamentali per la continuazione dell'azienda.