Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 2005 del 3 novembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 2005/XVI - Interpellanza: "Azioni volte ad evitare il ripetersi degli episodi oggetto di denuncia nei confronti di ospiti della Comunità per minori Petit Foyer".

Bertin (Presidente) - Punto n. 41. Illustra il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Quest'iniziativa segue un'iniziativa già presentata, che avevamo discusso qualche Consiglio fa, nel Consiglio di luglio, e individua una criticità rispetto alla gestione di una comunità protetta - una comunità protetta che ha una convenzione con la Regione - nella quale è inserito un minore.

L'abbiamo detto la volta scorsa e lo ripetiamo: quando ci sono dei minori in gestione, la priorità è fare in modo che questi minori vivano nel miglior modo possibile all'interno di questa struttura e che questi minori possano però essere tutelati anche nei confronti del mondo esterno, perché la scelta d'inserire un minore all'interno di una comunità, evidentemente coinvolge un aspetto particolarmente delicato della vita familiare di un minore.

Caratteristica curiosa è che un minore, che è stato inserito all'interno di una struttura, si è poi prodotto azioni sicuramente censurabili; queste azioni censurabili non sono state soltanto oggetto di un'informativa che è stata trasmessa, ma sono state oggetto di puntuali denunce presentate alle Forze dell'ordine.

È bene chiarire innanzitutto di che tipo di azioni si parli; si parla di minacce che sono state formulate da questo minore nei confronti di un'altra minore, nello specifico una sua ex fidanzata con messaggi, con telefonate, con appostamenti, con parole sicuramente molto gravi, per esempio: "Vai in cucina, prendi il coltello e la forchetta, vai al cimitero più vicino a casa tua e ti mangi tutti i tuoi morti", evito di leggere tutto il resto delle minacce particolarmente gravi che sono seguite, per esempio, anche minacce per interposta persona, quindi minacce di chiamare gente dello spaccio che avrebbe poi portato a compimento delle azioni violente, minacce agli amici, minacce a congiunti e quant'altro. Questo tramite telefono.

Dopo queste azioni - ve ne ho lette solo una parte un po' per il linguaggio, un po' per la lunghezza; ho un estratto di quanto è stato presentato, è opportuno sorvolare sui particolari, ma dopo queste azioni viene presentata una denuncia l'11 giugno 2022 alla Legione Carabinieri Piemonte-Val d'Aosta di Saint-Vincent-Châtillon e c'è scritto così nell'estratto della denuncia che, appunto, ho: sono stati contattati telefonicamente gli operatori della comunità per comunicare ai genitori della minore in questione quanto era accaduto e gli stessi riferivano che avrebbero preso il telefono cellulare per verificare del soggetto; questa verifica non dev'essere stata particolarmente ficcante, dal momento che il 4 luglio 2022 arriva un'altra denuncia.

In questa denuncia si evidenzia come - la figlia era con gli amici - questa persona, che poi ha effettuato la denuncia, vedeva il soggetto che le passava davanti da solo e "Mentre lo sguardo di mia figlia si incrociava con quello del soggetto, il ragazzo le faceva con le mani il gesto di taglio della gola". Questo è accaduto in Piazza Chanoux.

Nel frattempo la figlia notava che il soggetto - questo dopo un'altra serie di azioni - apriva lo zaino di un ragazzo che era in bici per prendere un coltello e si dirigeva verso il gruppo di ragazzi dove si trovava la persona. A questo punto la figlia si spaventava, in quanto il giovane aveva il coltello tra le mani, e chiamava il 112 per far intervenire le Forze dell'ordine. Evito anche la descrizione dell'intervento e quant'altro. Tutto questo si concludeva con una telefonata del soggetto che, per interposta persona, chiedeva di non denunciarlo ed era disposto a offrirle del denaro.

Io credo che queste siano delle azioni che, per quanto censurabili, rimangano chiaramente nell'ambito purtroppo dei rapporti con le persone; sono cose che non vorremmo mai leggere, di cui non vorremmo mai venire a conoscenza, ma che, fino a quando si verificano fra soggetti privati, ci interessano dal punto di vista, per esempio, della prevenzione, dell'educazione, soprattutto se si parla di minori, ma l'Amministrazione regionale può arrivare fino a un certo punto.

Diverso è se il soggetto che si produce in queste azioni è ospite di una struttura protetta dell'Amministrazione regionale che è convenzionata e che non soltanto è ospite, ma che è anche stata avvisata dei comportamenti di questo soggetto.

Allora se questo soggetto di punto in bianco si produce in una certa azione - io non lo so - è un conto: è successo una volta, prendo la denuncia, prendo il soggetto e chiaramente gli spiego come funziona la vita. Se, dopo un'azione di questo tipo, e dopo quello che è stato riferito e dopo una denuncia, la prosecuzione è questa, evidentemente a questo soggetto non è stato spiegato sufficientemente bene come ci si deve comportare e non sono stati messi in atto i necessari accorgimenti per prevenire il perpetrarsi di queste azioni.

Perché noi torniamo a discutere di quest'iniziativa e di queste azioni? Perché nello scorso Consiglio, quando abbiamo evidenziato questa questione, ci è stato risposto che non si era a conoscenza di nessun atto e di nessuna denuncia.

Questa volta però - proprio a riprova e per dimostrare che questi atti si sono purtroppo verificati - abbiamo trasmesso un estratto di quello che è accaduto e di quello che è stato presentato dalla famiglia di questa ragazza che, purtroppo, è stata oggetto di queste minacce e di questi atteggiamenti, per evidenziare che quello che è accaduto non è il parto della fantasia di un bambino, ma è, purtroppo, reale, e ci sono delle azioni giudiziarie che sono in itinere.

Alla luce di quanto le abbiamo trasmesso e alla luce della gravità delle azioni che io le ho richiamato, le chiedo, Assessore, se a fronte di quanto le abbiamo trasmesso, nel limite delle sue competenze, ci si è fatti parte attiva con la comunità per evidenziare che una gestione di questo tipo mostra delle falle, perché se ci fosse una gestione efficace, alla prima telefonata e al primo problema che si solleva, è più che evidente che questo soggetto non avrebbe più avuto la possibilità di prodursi in queste azioni.

Invece se questo soggetto ha potuto farlo, evidentemente un problema c'è.

Ecco perché, Assessore, le chiediamo se a fronte di quest'interpellanza lei ritiene che sia opportuno e necessario intervenire per evitare che questi spiacevoli episodi possano ripetersi.

Presidente - Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Riguardo alla prima domanda, cioè se sono a conoscenza di queste denunce, mi vedo costretto comunque a rispondere come le ho risposto la volta scorsa, ovvero che a oggi formali denunce non sono state trasmesse agli uffici competenti del Dipartimento politiche sociali, come peraltro alla Comunità Minori Petit Foyer, da parte delle Forze dell'Ordine, né vi sono notizie di avvio di procedimenti giudiziari da parte del Tribunale per i Minorenni nel caso in questione.

I riferimenti da lei forniti non ci hanno consentito di fare ulteriori approfondimenti in quanto gli atti in questione sono probabilmente ancora coperti da segreto istruttorio.

Come nuovamente appurato dall'Ufficio Minori della struttura Servizi alla persona, alla famiglia, alle politiche abitative dei costanti rapporti con la comunità per minori in questione, la situazione, pur non formalmente comunicata né agli uffici del Dipartimento né alla comunità che ha in carico il minore, è conosciuta, monitorata e sensibilizzata da parte dell'Assessorato.

Le Comunità per minori pongono estrema attenzione a tali eventi, riaffermando l'importanza di una condotta consona al rispetto della legge, nonché la gravità di azioni di aggressione fisica e verbale nei confronti di qualsiasi soggetto.

I servizi, nell'ambito della collaborazione con le Forze dell'Ordine, hanno attuato, nel caso specifico, degli interventi mirati alla ripresa delle condotte inadeguate, ponendo l'accento sull'inammissibilità di tali comportamenti e sulle possibili responsabilità penali conseguenti.

Nel testo dell'interpellanza lei afferma che è quantomeno irrituale, se non assolutamente fuori da ogni logica, che un minore, affidato a una struttura, possa prodursi in atteggiamenti simili.

Nel mondo perfetto nessuno ovviamente dovrebbe prodursi in atteggiamenti di tal genere, tuttavia vi sono situazioni, anche legate al vissuto delle persone - e questa non vuole assolutamente essere una giustificazione - che possono determinare comportamenti censurabili. Succede in una comunità familiare nella quale un minore può trovarsi a vivere in ragione di una oggettiva necessità, come in questo caso, come può succedere anche in una famiglia.

La comunità in questione è una comunità ad alta autonomia e ha l'intento di garantire al minore un ambiente familiare che possa rispondere professionalmente ai bisogni evolutivi dello stesso, sia rispetto alla dimensione affettiva sia rispetto alla dimensione normativa che attiene alla sfera delle responsabilità individuali.

IL progetto educativo è individualizzato e prevede spazi di autonomia legati allo svolgimento della vita ordinaria, come frequenza scolastica, frequenza di attività sportive, uscite volte alla socializzazione.

È ovvio che una comunità non è un carcere, tuttavia, nel caso di comportamenti devianti come quelli a cui lei fa riferimento, gli interventi educativi devono essere pronti, fermi e commisurati ai comportamenti stessi, con intento non punitivo ma appunto educativo.

I provvedimenti sanzionatori invece devono eventualmente arrivare dagli organi competenti qualora il minore che ha avuto tali agiti sia imputabile.

Presidente - Per replica, consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Che le sanzioni debbano arrivare dagli organi deputati, credo che sia ultroneo affermarlo, credo che però i provvedimenti per fare in modo che azioni di questo tipo non debbano più ripetersi, evidentemente competono alla struttura che ha in carico il minore.

Le faccio un esempio: tempo fa, quando ero Consigliere comunale di Aosta, venni chiamato da alcuni abitanti di una zona localizzata in Via Tzamberlet, perché c'erano dei continui assembramenti di persone non propriamente raccomandabili nella zona del giardino, dell'area verde.

Feci un sopralluogo e trovai questi soggetti poco raccomandabili con due ragazze minorenni che erano ospiti di una comunità, parliamo di 12-13 anni.

Intervenni, chiaramente con la Polizia locale, non da solo, e trasmisi unitamente al verbale della Polizia locale il tutto alla Comunità di riferimento e queste ragazze non furono più avvistate in quella zona, perché vennero presi dei provvedimenti, quindi si fece in modo che azioni di quel tipo non si potessero ripetere; se allo stesso modo, quando si rileva che vi è il prodursi di questo tipo di azioni, si dà comunque ampia facoltà di fare quello che si vuole al minore in questione, probabilmente non è il modo migliore di agire.

Io non conosco il piano individuale, non so quali sono le azioni che sono state poste in essere, ma se a fronte di una denuncia io prendo il telefono e controllo e dico: adesso sì, vediamo che cosa ha combinato, vediamo cosa ha fatto, io sono andato sul profilo Instagram di questa persona e non bisogna essere Sherlock Holmes per capire che c'è qualcosa che non funziona.

Se a fronte di questo le azioni conseguenti portano a creare una minaccia con il coltello, obiettivamente non credo che si possa parlare di un eccezionale risultato di prevenzione e di tutela, soprattutto del ragazzo, perché poi queste denunce - come giustamente ha ben detto - avranno un seguito e se avranno un seguito, peseranno su di lui, non certo sulla famiglia piuttosto che sul malcapitato che ha dovuto subire quanto è stato evidenziato.

È chiaro che intervenire a tempo e luogo è opportuno.

Credo e spero che con questa segnalazione - anche a fronte di quello che è stato riassunto che abbiamo fatto rispetto alle denunce che sono state presentate - ci siano sufficienti elementi per valutare che probabilmente un intervento non è più rinviabile.