Oggetto del Consiglio n. 2000 del 3 novembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 2000/XVI - Interpellanza: "Valutazioni sull'approvazione di specifici regolamenti per un risparmio energetico negli uffici regionali".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 36 all'ordine del giorno. La parola al collega Carrel.
Carrel (PA) - Nell'ultimo Consiglio avevamo parlato della crisi energetica e degli effetti che questa avrebbe avuto sulle nostre partecipiate, sugli impianti a fune e sulla stagione invernale. L'Assessore ci ha tranquillizzati dicendo che era tutto a posto e che la stagione sarebbe partita regolarmente. Siamo contenti che da oggi le temperature iniziano a scendere, quindi speriamo che si possa procedere con l'innevamento artificiale aspettando quello naturale alquanto prima, per poter iniziare la stagione come tutti ci auguriamo. Ma il problema dell'energia, anche se vi sono delle notizie degli ultimi giorni che ci tranquillizzano un po', comunque va affrontato.
In merito a questo abbiamo parlato anche con diversi sindaci, che sono in seria difficoltà ad approvare dei bilanci di previsione per il prossimo anno, soprattutto alla luce di una convenzione con CVA che va in scadenza il 31 di dicembre e si prevede che il costo dell'energia per i Comuni venga incrementato del 400-500 percento. Quindi, andare a prevedere, soprattutto per i piccoli Comuni, un bilancio del 2023 è sicuramente molto complesso e difficile, tenendo in considerazione anche che siamo una regione turistica e che quindi sotto Natale spesso e volentieri andiamo ad addobbare i nostri centri con delle luminarie, che però oggi hanno dei costi che non tutti i Comuni possono sostenere e permettersi.
In quest'ottica, volevamo capire quali siano gli accordi e se vi siano degli accordi con il CPEL, per cercare di trovare delle soluzioni al caro energia e alle problematiche che i Comuni stanno riscontrando. Anche perché pure il riscaldamento e l'illuminazione degli uffici ha dei costi e ovviamente può riscontrare delle difficoltà e abbiamo letto che in varie altre regioni d'Italia stanno proponendo dei piani in cui riemerge lo smart working per determinati giorni della settimana, in modo da poter abbattere in qualche modo i costi. La Regione Valle d'Aosta cosa sta facendo? Si sta occupando del problema? Immagino di sì, ma come lo sta facendo e quali sono gli input che arrivano dal CELVA, o meglio dal CPEL, per capire come si stanno coordinando anche i Comuni, insieme alla Regione, per far fronte a questa problematica che, sottolineiamo per la seconda volta, è sicuramente molto importante.
Presidente - Per la risposta, assessore Bertschy.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Rispondo avendo concordato la risposta, visto che la tematica riguarda il patrimonio immobiliare ma anche la gestione del personale, insieme al Presidente e all'assessore Marzi.
La tematica è d'attualità, come giustamente ha ricordato. Alcune indicazioni di questi ultimi giorni per fortuna danno un minimo di rassicurazioni sul fatto che le cose stiano leggermente migliorando, ma è evidente che il tema rimane urgente e sul quale stiamo in attesa del primo vero e importante decreto del nuovo Governo nazionale, perché speriamo che ci siano indicazioni chiare rispetto alle famiglie, rispetto alle imprese e rispetto anche alla gestione pubblica delle risorse.
Come tutti sappiamo, sono stati emanati nel corso di questi mesi documenti importanti, le azioni sul risparmio energetico partono a livello europeo, arrivano a livello nazionale e ovviamente poi a livello regionale ognuno cerca un po' di adattare al proprio territorio, e ha fatto bene a sottolineare l'aspetto turistico del nostro territorio. La cosa più semplice, come faremmo in qualsiasi situazione, è ridurre i consumi, spegnere la luce e risparmiare, però non lo possiamo fare in assoluto se vogliamo mantenere una qualità anche, per esempio, dell'illuminazione del nostro patrimonio culturale e di tutto quello che dobbiamo fare anche in termini di sicurezza pubblica, perché poi l'illuminazione pubblica da un lato serve per garantire viabilità in sicurezza, allo stesso tempo una sicurezza pubblica di edifici pubblici e privati.
Nel seguire, per esempio, le dieci azioni comportamentali che sono state definite dal Ministro della transizione ecologica nel settembre scorso e nel dare piena interpretazione anche al decreto del 6 ottobre, che ha stabilito in maniera chiara i limiti temporali di utilizzo degli impianti termici alimentati a gas naturale e la riduzione dei valori massimi delle temperature, è bene ricordare che per la gestione del patrimonio pubblico già nell'estate scorsa si era data una definizione chiara del massimo per la climatizzazione a 27 gradi e di non superare i 19 gradi di temperatura per la stagione invernale. Alcune disposizioni sono state date e arrivare a un regolamento puntuale dell'utilizzo del nostro patrimonio non è così semplice, anche perché non partiamo da una situazione di anno zero nella gestione del patrimonio immobiliare: ci sono edifici vecchi, ci sono edifici che hanno già avuto degli interventi di contenimento energetico; ci sono edifici dove, a seconda della zona di esposizione, si hanno condizioni di riscaldamento differenziate, parlo per esempio del nostro assessorato allo sviluppo economico, dove l'ala vecchia ha una condizione di climatizzazione diversa da quella dell'ala più recente. Quindi, arrivare ad una vera e propria regolamentazione non è così semplice, questo però non ci deve far venir meno l'attenzione.
La prima azione veramente importante è l'attenzione quotidiana che si fa da cittadini a casa nostra come nel lavoro, quindi un'attenzione all'utilizzo della risorsa energetica e ai consumi che dev'essere da cittadini educati. Quella è la prima vera regolamentazione che ci possiamo dare tutti quanti.
Rispetto alla gestione di nuove organizzazioni, per esempio lei ha citato lo smart working. In assoluto questa non può essere una delle indicazioni sulle quali lavorare. Nel periodo del Covid c'è stato l'utilizzo dello smart working in maniera generalizzata e questo ha permesso da un lato di mantenere le persone a casa a lavorare, dall'altra di spegnere gli impianti perché non c'era la presenza fisica. Oggi, con l'utilizzo di questa modalità, le cose cambiano. Per esempio, nelle regole attuali c'è stato l'obbligato e giusto rientro sul posto di lavoro, e lo smart working che coinvolge l'Amministrazione regionale non supera il 15 percento e non vale per più di 200 persone, quindi vuol dire che non si può immaginare di spegnere il riscaldamento di un edificio, perché c'è comunque presenza di lavoratori in giorni alternati, oppure in uffici differenti, però gli edifici vanno comunque riscaldati.
Dall'altra parte, questo anche è stato ben evidenziato in alcuni confronti politici anche a livello nazionale, non possiamo neanche spostare sul lavoratore il costo del riscaldamento e dell'energia. Questa discussione che era stata fatta a inizio anno, per esempio sulla proposta dell'andare a limitare attraverso l'utilizzo della DAD la presenza a scuola, vuol dire tenere a casa le persone e dover riscaldare gli ambienti familiari, quindi spostare semplicemente il centro di costo, in una valutazione energetica complessiva, senza fare nessuna differenza.
Noi stiamo cercando di seguire tutte queste iniziative, cercando di fare puntualmente delle valutazioni e di arrivare anche a sostenere, a livello di Conferenza delle Regioni, delle regole complessive, perché diverso sarebbe immaginare per esempio di ridurre la settimana di lavoro, piuttosto che la presenza negli uffici in maniera però regolamentata e non differenziata, ma sono regole che vanno al di là della possibilità di regolamentazione attuale.
Rispetto a questo, ci sono tutta una serie di indicazioni che vengono date e la prima cosa più importante, la sottolineo ancora, è che ognuno di noi si senta responsabile rispetto alla situazione nel proprio ufficio, con il rispetto che ci dev'essere per una situazione così esposta a livello energetico.
Rispetto invece al lavoro che si sta iniziando a fare con i Comuni, c'è intanto un confronto che nei prossimi giorni inizierà anche sul bilancio. Come credo che lei sappia, comunque l'ha evidenziato, fino alla fine del 2023 una buona parte di Comuni hanno una convenzione con CVA che prevede un prezzo bloccato dell'energia, quindi fino a oggi l'effetto è stato sicuramente contenuto. Il problema si andrà a verificare nei prossimi mesi ed è lì che bisognerà immaginare, sapendo bene che, anche pur in un territorio turistico, abbiamo situazioni molto differenziate a livello di esposizione climatica, a livello di esposizione geografica, ma a livello anche proprio di visione turistica in certi periodi dell'anno. Quindi, sarà fatto sicuramente un tavolo di concertazione insieme a loro, sapendo bene che poi nell'autonomia di gestione di governo del proprio territorio, ognuno dovrà cercare di trovare le migliori soluzioni per mantenere i costi e i consumi con un'attenzione particolare, ma allo stesso tempo senza far venir meno la gestione del territorio e anche il governo in un periodo dell'anno che sarà poi di qui a poco quello delle feste e quello della stagione invernale, dove abbiamo comunque una presenza turistica importante in molte località.
Noi abbiamo recentemente inviato ai Comuni una comunicazione dove si fa presente la regolamentazione del decreto e abbiamo dato la disponibilità per lavorare insieme, magari coinvolgendo anche CVA, anche se sappiamo bene che in questo senso poi si passerà a delle nuove gare, quindi non sarà evidentemente confinato alla sola azione della nostra società pubblica il lavoro da fare, ma la sensibilità, la campagna di comunicazione che abbiamo messo in campo sui consumi energetici e tutta un'azione di sensibilizzazione che si sta facendo in generale sul territorio, riteniamo che possa produrre già degli effetti positivi.
Presidente - Per la replica la parola al consigliere Carrel.
Carrel (PA) - Grazie, Assessore, per la risposta. Lei ci rassicura sempre, quindi è sicuramente una cosa positiva. La nostra interpellanza non voleva assolutamente indicare la necessità di un piano di razionalizzazione, ma comprendere se vi fosse in programma un piano di razionalizzazione e quali regole ci stavamo dando. Apprendiamo che di fatto stiamo applicando quelle che sono le regole dei decreti governativi, stiamo attendendo quanto succede a livello nazionale, ed è quantomeno ovvio questo, ma credo che sia necessario, per le nostre specificità e soprattutto per la nostra vocazione turistica, andare ad aprire con urgenza questo tavolo con i Comuni, per capire come e dove si può e si deve risparmiare e dove invece assolutamente dobbiamo fare altre scelte.
Io credo che non possiamo sottovalutare questo problema e arriverà il momento in cui dovremo trarre delle conclusioni. É bene se ci prepariamo con un po' di anticipo e abbiamo chiaro cosa succede nelle altre Regioni, cosa possiamo cambiare e cosa invece non vogliamo, per scelta politica, cambiare come Regione, ovviamente nel rispetto di quella che è l'autonomia di ogni Comune.
