Oggetto del Consiglio n. 1999 del 3 novembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1999/XVI - Interpellanza: "Indirizzi a Trenitalia per l'organizzazione dei servizi sostitutivi su gomma durante i lavori per l'elettrificazione della ferrovia".
Marguerettaz (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i nostri lavori. Siamo al punto 35 all'ordine del giorno. Per la presentazione dell'interpellanza, la parola alla collega Marquis.
Marquis (FI) - Parliamo con quest'iniziativa della questione della programmazione del servizio sostitutivo che dovrà essere attuato nel momento in cui si darà compimento ai lavori dell'elettrificazione. Qualcuno potrà dire: ma perché si parla oggi di questo, che nella migliore dell'ipotesi l'elettrificazione avverrà ad inizio 2023. C'è una ragione ben precisa, perché in questi giorni abbiamo avuto modo di parlare di ferrovia e abbiamo visto che ci sono delle criticità sotto il profilo organizzativo già nella gestione dell'ordinarietà, quindi immaginiamo che nel momento in cui si debba gestire una situazione di carattere straordinario, la complessità da affrontare aumenta; ed è bene prendersi in anticipo, perché diversamente si rischia di creare dei disservizi che saranno molto elevati per la popolazione che utilizza questo mezzo per lavorare o per le sue varie ragioni.
Sicuramente l'elettrificazione darà delle pesanti ripercussioni per quello che concerne la mobilità, ma la ragione per cui abbiamo messo all'ordine del giorno quest'iniziativa oggi è perché alla base di un'organizzazione bisogna avere una conoscenza di dati. La cosa che è preoccupante, sotto il profilo del funzionamento della ferrovia e che è emersa anche in occasione dell'interpellanza che è stata presentata lo scorso Consiglio, è la rendicontazione delle presenze sui treni. Su quest'argomento all'altro Consiglio ho fatto ancora degli approfondimenti, purtroppo la situazione è quantomeno poco chiara, ma poco dico, perché sul treno salgono diverse tipologie di utenti. Salgono coloro che fanno il biglietto in stazione, quindi sulla rete questi sono registrati, salgono coloro che fanno il biglietto a Torino e che fanno la linea Torino-Ivrea e questi non figurano attraverso il computer nelle presenze sul nostro treno, salgono coloro che fanno i biglietti on line e questi figurano, salgono tutti gli abbonati e questi non figurano, salgono tutti quelli che non pagano e questi non figurano.
Sono andato a verificare cosa dice il contratto di servizio, che è stato sottoscritto nel 2020 ed è entrato in vigore il 13 dicembre. Il contratto di servizio dice che a bordo di ogni treno su ogni porta ci dovrebbero essere dei sistemi conta passeggeri, ci dovrebbe essere il WiFi, ma questa è una cosa in più che non incide sul discorso del controllo. Perché è stato scritto che ci dev'essere il conta passeggeri? Proprio per questa ragione, perché diversamente chi è che è in grado di dire quante persone ci sono sul treno? Oltretutto, negli obblighi di Trenitalia, del gestore del servizio, c'è quello di dare mese per mese le presenze sul treno di tutti quelli che salgono e scendono a ogni stazione. Ma allora io mi chiedo: sono dei dati a vista? Chi è che dà questi dati, che forniscono le indicazioni di quanti sono gli utenti? Oltretutto mi risulta, e questo vi invito a verificarlo anche voi, che non c'è nessuno controllo a bordo dei treni valdostani sui biglietti; nessuno! Si può andare tutto il mese sul treno e ci sarà un controllo al mese, due controlli al mese. Questo mi sembra un fatto di assoluta gravità, se si vuole presidiare un servizio che possa anche funzionare. Pertanto non mi stupisco dei dati che sono stati forniti l'altra volta, per cui si dice: sui treni c'è sempre posto; ma non è così! Andate a leggere quello che dice la gente, anche negli ultimi giorni cosa ho visto pubblicato sui social: stanno tutti in piedi nel treno in particolari orari.
Quindi credo che qui ci sia da metter mano, se si vuole programmare dei servizi, perché diversamente cosa succede? Che i servizi verranno programmati con i numeri che ci fornisce oggi Trenitalia? Ma saranno sicuramente dei servizi insufficienti rispetto alle esigenze.
Nella discussione che è avvenuta nell'ultimo Consiglio si è detto: purtroppo non ci sono treni. Purtroppo il problema è questo: la Regione ne ha messi a disposizione cinque. Ma è anche vero che il contratto di Trenitalia dice che "L'appaltatore ha l'obbligo di provvedere al reperimento del materiale rotabile ulteriore rispetto a quello di cui all'art. 20 messo a disposizione della Regione", quindi per garantire la piena copertura del programma di esercizio. Pertanto, anche sotto questo profilo, qualcosa da fare ci sarà.
Torniamo alla domanda dell'interpellanza. La domanda è: se si è dato corso a organizzare questo, ma perché? É a carico di Trenitalia la riorganizzazione, ma parrebbe da voce di corridoio che Trenitalia abbia già messo giù una bozza. Quindi, dal momento che stanno lavorando su delle bozze di programmazione, l'obiettivo sarebbe quello di capire se nel caso sono già state fornite delle indicazioni da parte dell'Amministrazione regionale per organizzare il servizio o che, diversamente, si aspetta che prenda forma diciamo definitiva per poi eventualmente apportare dei correttivi.
Presidente - Per la risposta, la parola al Presidente Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Collega Marquis, le sue informazioni sono abbastanza corrette. Più che di bozze, si tratta di un modello che è stato utilizzato nel corso anche nell'estate 2021, quando avevamo avuto due mesi di chiusura. È vero che eravamo in un periodo di Covid, quindi più intenso rispetto ad adesso, però quei due mesi di chiusura hanno permesso in qualche modo di sperimentare un servizio sostitutivo. È vero che nel periodo giugno-luglio i flussi di passeggeri e la loro natura sono un po' diversi, perché manca tutto l'aspetto scolastico in particolare a luglio, però nelle varie interlocuzioni che ci sono state con Trenitalia si è individuato un indirizzo generale legato anche a questo modello, che prevede, come è stato fatto a giugno-luglio scorso, un sistema di bus sostitutivi che arrivino a Ivrea nel momento in cui c'è una coincidenza in partenza da Ivrea e, viceversa, con i treni in arrivo verso Aosta. Ovviamente si ipotizza, come è stato fatto anche a giugno scorso, qualche linea diretta Aosta-Ivrea, un po' più veloce per gli utenti in partenza da Aosta, che non faccia tutte le fermate. Così come dicevo prima nell'ambito dell'altra iniziativa, qualche ragionamento in più sarà necessario rispetto ai servizi paralleli, quindi su gomma fuori da Trenitalia, servizi Torino-Aosta.
Questo modello utilizzato e sperimentato era stato in qualche modo oggetto di un confronto abbastanza articolato, sia con le organizzazioni sindacali, sia con le associazioni dei consumatori e dei pendolari. In totale c'era un centinaio di bus giornalieri che andavano e venivano da Ivrea, quindi un numero abbastanza importante e che comunque, come dicevo, dovrà essere gioco forza ricalibrato nel periodo di chiusura più lungo e soprattutto nel periodo scolastico, per ovvie ragioni e anche alla luce dei problemi che già abbiamo.
Come mi suggerisce la collega Minelli, lo volevo dire, c'è anche la sperimentazione fatta. Anche lì si è trattato di un paio d'anni; io peraltro in quegli anni ero studente universitario e utilizzavo i mezzi. Dopo l'alluvione del 2000 per un paio di anni si è utilizzato un servizio sostitutivo, prima fino a Strambino e poi fino a Borgofranco, perché c'era anche un problema di interruzione tra Ivrea e Pont-Saint-Martin.
Quindi sicuramente abbiamo una serie di sperimentazioni ed è chiaro che, come diceva il collega, a oggi siamo in fase di approvazione del progetto definitivo. La fase conclusiva del progetto di servizi sostitutivi, andrà fatto con il progetto esecutivo, quindi da qua ai prossimi mesi, ma questo anche perché c'è la necessità di avere un adeguato dettaglio soprattutto delle tempistiche, che saranno soltanto con il progetto esecutivo. Peraltro è stato chiesto in maniera esplicita a RFI che nel prossimo accordo quadro sia tenuto conto anche di questa chiusura e che sia sviluppato anche uno scenario specifico riferito al periodo di interruzione della linea Aosta-Ivrea.
È di tutta evidenza che, al di là del dettaglio dello studio del sistema sostitutivo, che andrà messo in piedi nei prossimi mesi, con tutti gli sforzi che si faranno, un certo disagio ci sarà, quindi lo sforzo che dev'essere fatto è cercare di erogare un servizio che sia completo e sia efficace. Sappiamo benissimo, come lei ha sottolineato in quest'iniziativa e nello scorso Consiglio, dei problemi di sovraffollamento, quindi anche il problema del dimensionamento e del numero dei mezzi sarà molto importante, però è chiaro che questo è un prezzo che dobbiamo pagare per avere poi un'infrastruttura più moderna alla fine dei lavori.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Marquis.
Marquis (FI) - Grazie per le risposte che ha fornito. Ne approfitto, essendo sull'argomento e per non doverci ritornare a breve, per alcune considerazioni e alcuni suggerimenti.
Mi sono letto con attenzione il contratto di servizio che disciplina i rapporti tra la Regione e Trenitalia. Noi, tanto per dare un dato di sintesi, spendiamo 45 mila euro al giorno per far funzionare i treni sulla linea Aosta-Torino, non è che sono due noccioline, sono dei soldi che dovrebbero dare anche una certa qualità di servizio. Nel contratto di servizio sono indicate, come le dicevo prima, tutta una serie di richieste a Trenitalia di adeguamento dei mezzi per elevare lo standard di servizio; venivano dati due anni per adeguarsi rispetto all'inizio del contratto. Il contratto ha decorrenza 13 dicembre del 2020 e i due anni scadranno il 13 dicembre, fra un mese, trenta giorni, però io mi sono posto delle domande: perché non adempiono? Perché non attivano il conta persone, visto che serve? A mal pensare delle volte si fa peccato, ma qualcosa ci si azzecca. Ci sono forse delle ragioni, perché non penso o spero che provvedano negli ultimi trenta giorni e che per il 13 dicembre abbiano risolto il problema.
Così come il discorso del WiFi: sembra una stupidaggine, però credo che sui moderni mezzi di trasporto sia anche un'esigenza oggi per la mobilità, soprattutto per chi rimane a bordo magari anche un paio d'ore su un mezzo di trasporto.
Ci sono delle situazioni con delle richieste, ma non capisco come mai non ci sia, o per lo meno non si percepisca, una pressione su Trenitalia per raggiungere quegli obiettivi.
È vero che sono previste delle piccole penali, ma sono piccole in rapporto alla quantificazione di ciò di cui stiamo parlando se si rimane inadempienti. Credo che ci siano delle cose che sono fondamentali tra questi corollari per capire realmente qual è l'utilizzo dei mezzi, perché diversamente non se ne arriva a capo e noi siamo in balia di quello che verrà offerto, perché noi non sappiamo neanche con gradi di approssimazione del 20-30-40 percento qual è la realtà oggi dell'utilizzo dei treni.
Mi dicono che tutti gli studenti viaggiano con abbonamenti, ma se non c'è il conta persone e gli abbonamenti non vengono registrati, come si fa a sapere quante persone ci sono sul treno, se ci limitiamo solo a fare l'analisi dei biglietti che vengono emessi. Non ci sono neanche le validatrici sui treni, che sono previste dal contratto, e le volte che controllano, se uno non ha validato il biglietto in stazione, si prende ancora la sanzione.
Quindi ci sono tutta una serie di cose che meriterebbero maggiore attenzione, così come - la butto lì - chi è il migliore suggeritore? È il fruitore, è chi viaggia sul treno che può dare le indicazioni di cosa funziona e cosa non funziona. Ma allora si provi a fare un contenitore dove si fanno arrivare tutte le lamentele: magari mettendo assieme tutte le lamentele, si possono avere dei contributi utili per migliorare la situazione. Delle volte l'associazione di per sé stessa arriva a conoscenza di un problema quando è già molto tempo che questo è sul tavolo o che c'è gente che lo sta vivendo. Forse, a livello di verifica della soddisfazione del servizio, bisognerebbe coinvolgere di più gli utenti, che diversamente sfogano le loro arrabbiature sui social o con gli strumenti che hanno a disposizione.
Per quanto ci riguarda crediamo che sia opportuno presidiare con attenzione questa materia, perché sennò i disservizi che possono essere inevitabili in rapporto a questa tipologia di servizio con l'elettrificazione, potranno essere dei disservizi invece molto pesanti per la mobilità valdostana.
