Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1997 del 3 novembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1997/XVI - Interpellanza: "Ragioni della sospensione del servizio di collegamento autostradale Aosta-Torino e del servizio autobus Aosta-Martigny".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 32 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola al collega Marquis.

Marquis (FI) - Parliamo con quest'iniziativa del servizio di autobus verso Martigny e verso Torino. Sappiamo benissimo che il servizio autostradale su gomma con autobus Aosta-Torino e la linea Aosta-Martigny non fanno parte del trasporto pubblico locale, ma sono dei servizi di tipo commerciale, però è del tutto evidente che il fatto che dal mese di gennaio 2022 siano stati sospesi questi collegamenti, crea un problema a chi si deve muovere sia verso la Svizzera sia verso Torino.

La linea verso Torino: si trattava di cinque o sei corse giornaliere di tipo autostradale e quindi anche questo, sommato al fatto che abbiamo parlato già anche nello scorso Consiglio della linea Aosta-Torino dei treni che si trovano sovraccarichi in determinate ore, sostanzialmente incide nel favorire la mobilità dei valdostani. La Aosta-Martigny è una linea che era sicuramente meno frequentata rispetto a quella Aosta-Torino ma, di fatto, sono dei servizi che, a nostro avviso, rivestono una grande importanza: sull'Aosta-Torino ovviamente per collegare la regione con il Piemonte e l'Aosta-Martigny anche per favorire le relazioni transfrontaliere. Mi risulta che la linea avesse dei collegamenti quotidiani e che oggi si sono ridotti ad un collegamento settimanale, mi sembra che sia il venerdì, organizzato dalla compagnia di Martigny, con l'andata al mattino e il ritorno nel tardo pomeriggio.

Tutti gli strumenti di programmazione portano a favorire l'utilizzo dei mezzi pubblici, anche per andare incontro al problema della sostenibilità ambientale, così come c'è anche un discorso di ragione economica che inizia a pesare se ci si muove con le auto. Però occorre anche tener conto che a parole è facile trovare delle soluzioni, ma di fatto abbiamo un modello insediativo che non è semplice e che non aiuta nell'organizzazione di queste offerte.

La ragione dell'interpellanza è di chiedere se si prevede il ripristino di queste iniziative, che riteniamo possano essere anche disincentivate dal fatto che c'è stato il Covid, quindi ci sono stati anche tutti i discorsi di distanziamento, della riduzione dei posti e dei maggiori oneri che l'azienda avrebbe dovuto sostenere. La domanda è: si ritiene che questo possa essere un servizio essenziale per la Valle d'Aosta, a questo punto? Che non sia sostenibile economicamente da parte di un operatore commerciale e che bisognerà magari fare delle riflessioni a livello quindi di Regione, se dover intervenire con una contribuzione, se si ritiene che il servizio possa essere utile o diversamente se ne prende atto.

Presidente - Per la risposta, la parola al presidente della Regione Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Come correttamente esplicitato dal collega Marquis, sono due servizi che non fanno parte del TPL, quindi hanno una loro vita anche economica e il fatto che si reggano esclusivamente sull'equilibrio tra i costi del servizio e i ricavi è evidente per la sostenibilità delle due tratte. La titolarità delle due tratte è di Arriva Italia, con la quale tra l'altro abbiamo avuto alcune interlocuzioni anche nello specifico su questi due argomenti, perché è chiaro che hanno le ricadute su dei servizi importanti per la collettività. Quello che ci è stato detto è facilmente intuibile: hanno fatto dei ragionamenti principalmente legati a fattori commerciali, derivanti dai dati di frequentazione del servizio che sono abbastanza bassi.

Sull'autolinea Aosta-Torino Arriva ha fatto delle valutazioni rispetto anche ai servizi offerti da Trenitalia, quindi alle tratte di collegamento ferroviario, e ha cercato di ottimizzare il fatto che il servizio fosse già garantito dai servizi ferroviari. Ovviamente in prospettiva questo cambierà, nel senso che avremo una chiusura lunga della ferrovia e quindi credo che un ragionamento anche con Arriva rispetto a questa tratta vada fatta in maniera approfondita, perché sarà comunque al netto dei servizi sostitutivi, che saranno oggetto poi di un'altra iniziativa, se non sbaglio sempre sua.

Rispetto alla linea Aosta-Martigny, ancora di più l'esiguità dei frequentatori è stata l'elemento discriminante per un ragionamento di riduzione, In realtà sono due le coppie di corse che sono rimaste: il martedì e il venerdì. Peraltro, ho avuto un confronto proprio la settimana scorsa, fissato già da tempo (l'avevamo fissato credo quando abbiamo inaugurato la galleria di soccorso del Tunnel) con Martin Von Kanel, direttore generale di TMR, che è la ditta che ha la titolarità dei servizi svizzeri, con il quale ci siamo confrontati proprio sul futuro di questo servizio. Oggi lo stanno eseguendo loro tramite un accordo con Arriva, perché hanno la possibilità, da parte loro, di fruire di compensazioni sul servizio attraverso dei contributi dall'Office fédéral des transports, quindi riescono a mantenere un servizio anche in perdita. Diciamo che le valutazioni andranno fatte a breve, questo era un po' il motivo delle interlocuzioni che abbiamo avuto, perché l'autorizzazione ministeriale internazionale è in scadenza a fine anno, quindi da qua a fine anno bisognerà definire quello che sarà il futuro di questo collegamento. Abbiamo parlato anche delle questioni legate all'impossibilità a oggi di poter utilizzare questi collegamenti internazionali anche come tratta di TPL, cioè nello specifico di poter salire da Aosta verso il Gran San Bernardo con fermate intermedie, così come dalla parte svizzera, per questioni di norme internazionali.

Su queste diminuzioni di utilizzo, come ha detto lei, sicuramente ha inciso negativamente il Covid, ma sulle scelte aziendali, riferendomi oltre alla questione dei costi della Aosta-Torino rispetto all'Aosta-Martigny, c'è l'annoso problema della difficoltà a reperire gli autisti; questo è un problema che Arriva ha manifestato in maniera molto chiara. Hanno dovuto fare anche delle scelte di garanzia di copertura dei servizi, quindi hanno dovuto innanzitutto garantire i servizi di TPL, i servizi legati alle scuole, i servizi aggiuntivi sulle stazioni turistiche, Courmayeur, La-Thuile, la Valtournenche, che chiedono comunque dei turni di lavoro, dei turni di guida superiori e la necessità di nuovi autisti.

Questo è veramente un problema, ne abbiamo già parlato tante volte, è un problema che ha richiesto anche da parte delle società, Arriva è una di queste, di attivare anche delle iniziative onerose a loro carico, nel senso che hanno attivato tutto quanto possibile. A titolo esemplificativo, hanno coinvolto tutti gli uffici del lavoro territoriale, la selezione e la formazione del personale tramite agenzie specializzate, hanno messo in piedi il progetto denominato Driver Accademy, eccetera. Quindi stanno cercando in qualche modo di attrarre anche giovani a questa professione, che sembra in qualche modo, in maniera anche inspiegabile, essere diventata veramente poco attrattiva per i nostri giovani.

Da questo punto di vista, la questione è aperta con Arriva, ci sono delle interlocuzioni che, come dicevo prima, saranno approfondite anche rispetto alla chiusura della tratta ferroviaria, che credo abbia delle ripercussioni importanti e che quindi possa avere un aiuto anche della tratta autostradale del servizio.

Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Grazie, Presidente, per la risposta che di fatto è nel solco di quello che potevo attendermi. Le ragioni per cui abbiamo posto quest'iniziativa sono di fare un ragionamento a 360 gradi sull'offerta di mezzi a uso collettivo per muoversi dalla Valle d'Aosta e uscire dalla nostra regione, o andare verso la vicina Svizzera, e anche verso la Francia ci sono gli stessi problemi.

Noto che è sicuramente incrementata la mobilità da parte di tutti i cittadini, non solo in Valle d'Aosta ma in tutto il Paese, e questo è anche a livello europeo, ma la riflessione nasce dal fatto che a fronte dell'aumento della mobilità, a fronte della maggiore richiesta di utilizzo dei mezzi collettivi, come dicevo prima per andare incontro alla sostenibilità ambientale, se noi andiamo a fare un'analisi negli ultimi dieci anni, è diminuita l'offerta dei posti e delle corse sui mezzi collettivi per unire la Valle d'Aosta a livello internazionale e anche verso Torino. La sommatoria delle corse e delle capienze si sono ridotte a fronte di una maggiore richiesta, quindi c'è qualcosa che non funziona in tutto questo.

A me risulta che ci sono addirittura dei ragazzi che scendono a Torino, che prendevano l'autobus perché gli veniva più comodo ed era più veloce rispetto al treno, che cercano di organizzarsi con le macchine, però questo è un rimedio, non è una soluzione a un problema.

La riflessione che intendiamo porre all'aula è: in Valle d'Aosta ci sono tanti servizi che non sono sostenibili sotto il profilo commerciale, e lo sappiamo, questa è la ragione per cui si interviene come Regione a sostenere determinate situazioni. La domanda è: ma allora, se non c'è la sostenibilità sotto il profilo commerciale, per tutta una serie di ragioni che può essere dal Covid ad altre, forse bisogna interrogarsi se ci sia l'esigenza di garantire la copertura di quel servizio e quindi entrare in compartecipazione per renderlo sostenibile. Questa credo che sia la riflessione che vada fatta a 360 gradi, perché sennò diventa sempre più difficile per tutti garantirsi la mobilità attraverso l'utilizzo di mezzi pubblici. Rischiamo di andare in controtendenza rispetto a quello che fanno gli altri o rispetto alle opportunità che hanno gli abitanti che vivono in contesti diversi dal nostro.