Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1996 del 3 novembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1996/XVI - Interpellanza: "Valutazioni in ordine ad una revisione della l.r. 16/2019 in materia di mobilità sostenibile".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 31 all'ordine del giorno. La parola alla collega Minelli.

Minelli (PCP) - Il caso vuole che si discuta quest'interpellanza sulla mobilità sostenibile subito dopo l'interpellanza dei colleghi di Pour l'Autonomie, che ovviamente ha trattato un tema strettamente collegato alla questione della mobilità sostenibile, tant'è vero che anche nella legge che citerò adesso è proprio indicato che nel perseguimento della mobilità sostenibile c'è l'impegno addirittura all'elettrificazione delle due tratte. Quindi siamo in linea, credo che sia importante sottolinearlo, e credo anche che sicuramente su questo tema, come ha detto il collega Carrel, forse al posto del Presidente avrei dato delle risposte un po' diverse, ma ci sono comunque degli atti normativi da rispettare, e le azioni che io a quell'epoca avevo fatto andavano nel pieno rispetto di quello che era anche un programma di legislatura.

Con la legge regionale dell'8 di ottobre 2019, la n. 16, "Principi e disposizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile", questo Consiglio Valle ha condiviso la necessità di una trasformazione del sistema regionale della mobilità, al fine di acquisire allo stesso un carattere di sostenibilità. L'articolo 1 della legge ha tracciato i principi e le finalità nel quadro della politica europea nazionale e regionale in tema di trasporti, promuovendo in modo esplicito il diritto sociale pubblico alla mobilità dei cittadini su tutto il territorio regionale, garantendone sostenibilità, efficacia ed efficienza. Al comma 2 di quell'articolo si è stabilito che la struttura portante della mobilità è costituita dal trasporto pubblico locale, che ha come asse centrale la ferrovia e una capillare rete complementare di servizi di autolinee, e che per gli spostamenti individuali si devono privilegiare le modalità a minor impatto ambientale.

L'articolo 2 di questa legge ha ben definito cosa si intende per mobilità sostenibile, cioè il sistema integrato e multimodale di mobilità regionale che permette di ridurre la dipendenza da combustibili fossili e da materie prime non rinnovabili, senza sacrificare l'efficienza, l'efficacia e il diritto alla mobilità. Poi ancora ha esplicitato che rientrano in tale definizione la mobilità con mezzi pubblici, la mobilità condivisa, la mobilità con veicoli a bassa emissione e la mobilità ciclistica.

Inoltre sempre la legge ha affermato che, in coerenza con l'obiettivo approvato dal Consiglio regionale di una regione Fossil Fuel Free entro il 2040, occorrerà tenere in considerazione specifici obiettivi da perseguire in tema di mobilità sostenibile: entro il 2025 il raggiungimento da parte della mobilità sostenibile di una quota del 35 percento degli spostamenti sistematici misurabili e poi accrescere, negli anni successivi, una quota del 50 percento nel 2030, del 75 e del 95 percento nel 2040.

In considerazione dell'importanza che è stata attribuita allo sviluppo della mobilità elettrica, che è indispensabile per raggiungere questi obiettivi, vista la situazione particolare del nostro territorio che non può essere servito in maniera capillare da un trasporto pubblico locale efficiente che raggiunga tutte le frazioni, i nuclei sparsi eccetera, la legge ha sottolineato la necessità di un forte potenziamento anche della rete di distribuzione dell'energia elettrica per la ricarica di questi veicoli e di un costante monitoraggio della situazione, in collaborazione con la società competente in materia. L'elettrificazione dei trasporti è la spina dorsale della mobilità sostenibile in Valle d'Aosta considerata la sua morfologia e questo significa un forte potenziamento della rete su cui bisogna intervenire in modo massiccio.

Noi riteniamo che a tre anni dall'entrata in vigore della legge sia utile fare una valutazione complessiva sulla sua attuazione, a partire da alcuni elementi che è importante conoscere. Per questo chiediamo innanzitutto quale sia attualmente la percentuale di mobilità che, ai sensi di quella definizione di legge, può essere considerata sostenibile e se l'obiettivo di raggiungere il 35 percento entro il 2025 è in fase di raggiungimento. In secondo luogo, se il livello di collaborazione con la società di distribuzione della rete elettrica per il monitoraggio della situazione attuale è soddisfacente e quali sono i programmi che risultano essere in corso di attuazione per il potenziamento della rete stessa. Quanti contributi negli anni di applicazione della legge sono stati erogati a privati cittadini per l'acquisto in particolare di biciclette elettriche e automobili elettriche e per l'installazione di ricariche domestiche per i veicoli elettrici. Infine. se si ritiene ancora adeguata la legge rispetto agli obiettivi che si intendono raggiungere, oppure se si intenda aggiornare e potenziare tale normativa.

Président - Pour la réponse, la parole au président Lavevaz.

Lavevaz (UV) - In via preliminare credo che sia opportuno evidenziare che dopo l'approvazione di questa norma, la legge regionale 16 del 2019, si sono verificati tanti eventi a livello mondiale che hanno in qualche modo modificato e stanno ancora modificando profondamente le abitudini delle persone. Sicuramente la pandemia da Covid-19, il conflitto in Ucraina, la crisi energetica, la conseguente forte oscillazione dei costi dei vettori energetici, le sue dimissioni... scusi mi è scappata la battuta! Non siamo intercambiabili, ma abbiamo cercato di fare quello che era possibile fare. A parte le battute inopportune, sono situazioni che hanno avuto effetti sulla mobilità delle persone e ne abbiamo parlato anche nel corso della presentazione del DEFR, che sono state molto evidenti e in qualche modo anche molto oscillatorie per quanto riguarda in particolare i trasporti.

Abbiamo avuto nel periodo pandemico una spinta negativa, nel senso che la gente aveva in qualche modo paura di utilizzare i mezzi pubblici, quindi c'è stato un calo abbastanza importante dei mezzi collettivi, perché al di là delle limitazioni legate ai disciplinari e ai protocolli, c'era comunque la paura da parte della gente di essere contagiati e quindi un poco di paura all'utilizzo dei mezzi pubblici c'era. Oggi invece l'andamento è esattamente opposto, legato all'altra parte di crisi mondiale che è quella energetica dove i costi della benzina, del gasolio o comunque dei vettori energetici stanno aumentando in maniera vertiginosa e questo sta creando un effetto opposto, cioè sta portando la gente a un utilizzo maggiore dei mezzi pubblici. Poi abbiamo anche degli aspetti generali, come ad esempio la riapertura delle centrali elettriche a carbone, che soltanto qualche anno fa era una cosa oggettivamente impensabile credo per tutti noi.

Quindi stiamo vivendo dei momenti che sono oggettivamente molto complessi e molto difficili a livello mondiale, che stanno imponendo delle scelte a livello globale anche in controtendenza rispetto a quanto fatto solo pochi anni fa: molti Governi stanno facendo profondi ripensamenti sulle scelte strategiche fatte anche pochi anni prima. Io credo che in un contesto così variabile dobbiamo essere flessibili e capaci di adattare le nostre strategie, magari di cambiarle rapidamente.

Venendo però alle risposte dei quesiti puntuali, in particolare al primo che chiede la percentuale di mobilità a oggi, i dati che mi sono stati forniti mi dicono che l'elemento di maggiore criticità della mobilità in Valle d'Aosta è sicuramente il traffico automobilistico privato. Ovviamente in Valle d'Aosta la mobilità privata ha anche una forte componente legata al turismo, oltre che alla conformazione morfologica del nostro territorio che è particolarmente complessa. In base ai dati relativi alle immatricolazioni, a febbraio 2022 si registravano circa 250 mila vetture per uso privato intestate a residenti in Valle d'Aosta, di queste circa 33 mila 700 erano elettriche o ibride per una percentuale del 13,5 percento. Tenuto conto del numero di contributi erogati nel corso dei primi tre mesi di applicazione della norma, è difficile ipotizzare che si possa raggiungere l'obiettivo fissato in legge.

Nella seconda domanda si chiede se il livello di collaborazione con la società competente in materia di distribuzione della rete elettrica per il monitoraggio della situazione è soddisfacente e quali sono i programmi. Si può evidenziare che negli ultimi anni si sono presentati sul mercato diversi operatori per la vendita di energia elettrica, lo stesso discorso vale per l'installazione sul territorio di colonnine di ricarica, quali ad esempio Enel X, Duferco, We Charge, Tesla, eccetera, cosa che ha consentito di avere una buona copertura del territorio valdostano con queste infrastrutture di ricarica. In ultimo si deve registrare un crescente numero di impianti di autoproduzione di energia elettrica di tipo solare, incentivato dalle misure pubbliche per il miglioramento energetico degli edifici, e di installazioni di pannelli fotovoltaici. A oggi non si hanno quindi segnalazioni di particolare criticità in merito alla rete elettrica di distribuzione.

Si chiede poi quanti contributi, nei tre anni di applicazione della legge, sono stati erogati a privati cittadini per l'acquisto di biciclette e automobili elettriche e per l'installazione di ricariche domestiche di veicoli elettrici. Nei tre anni di applicazione sono stati erogati 3523 contributi relativi all'acquisto di biciclette, 624 relativi all'acquisto di automobili e 94 contributi per l'installazione di stazioni di ricarica.

L'ultima domanda invece più di prospettiva, chiede se la Giunta ritiene ancora adeguata la legge rispetto agli obiettivi che si intendono raggiungere. Come dicevo un po' nelle premesse, credo che su questo sia in qualche modo sicuramente necessaria quantomeno un'opportuna rilettura del documento e probabilmente un aggiornamento della norma andrà credo verosimilmente effettuata, quando a livello generale avremo un quadro un pochettino più chiaro e, io spero, quanto prima una maggiore stabilità dell'andamento dell'energia nel mondo.

Presidente - Per la replica, la parola alla collega Minelli.

Minelli (PCP) - Comincio anch'io con una battuta: l'essere in qualche modo inserita come una delle cause della crisi mondiale, fa sorridere, anche perché voi avete sempre detto, e lo avete ancora detto ieri, che di crisi qui non ce ne sono, quindi fa doppiamente sorridere. Ma al di là di questo, ho ascoltato con attenzione sia l'analisi che lei ha fatto inizialmente, che a mio modesto parere è abbastanza preoccupante, perché si invoca il cambiamento di situazione generale mondiale, eccetera, in pratica per dire in qualche modo che rivedremo anche le nostre scelte strategiche. Io credo che, al di là di quella che è sicuramente una situazione problematica che stiamo vivendo tutti quanti, è proprio perché si è arrivati a quel punto che bisogna fare tutto ciò che è nelle possibilità e nel rispetto di quelle che sono le competenze, per andare in una direzione che è completamente diversa e che è quella di contrastare la situazione che è venuta a crearsi, e questo significa anche andare nella direzione di una mobilità sostenibile.

Noi le abbiamo chiesto qual era attualmente la percentuale e lei ci ha detto che è una percentuale del 13,5 percento. Questo è un dato molto importante per capire come ci si è mossi, al di là della questione della pandemia. Io ricordo che quella legge, al comma 4 dell'articolo 1, diceva una cosa molto precisa: "La Giunta regionale, con propria deliberazione, previo parere delle Commissioni consiliari competenti, definisce i criteri e le modalità di misurazione degli obiettivi di cui al comma 3". Ho fatto una ricerca in questi giorni, perché temevo di essermi persa un pezzo, ma quella delibera non c'è, non c'è mai stata e quindi siamo inadempienti: la Regione è inadempiente rispetto a una legge che ha scritto e che ha votato! È difficilissimo anche capire questa questione del raggiungimento dell'obiettivo, se a monte non sono stati definiti i criteri per misurarlo, diventa effettivamente molto, molto difficile.

I dati che sono stati forniti: 250 mila auto private. Già questo dato credo che ci debba far riflettere molto: siamo 125 mila-130 mila abitanti e abbiamo 250 mila auto private. Dichiariamo che l'asse portante della mobilità sostenibile è il trasporto pubblico e poi però in sostanza siamo ancora lì che non sappiamo bene che cosa vogliamo fare con la ferrovia dell'alta Valle, quindi abbiamo qualche problema di coerenza con quello che si scrive in legge e con quello che poi si fa! In ogni caso 33 mila 700 auto elettriche o ibride, che non so se sono tutte dal 2019 in poi (difficile) o se sono state immatricolate precedentemente, è comunque un dato che di certo non ci può far raggiungere quell'obiettivo e quindi bisogna assolutamente correre ai ripari.

Sulla seconda domanda lei ci ha detto che non si hanno segnalazioni di particolare criticità per quello che riguarda la rete di distribuzione. Io dico: ma se migliaia di valdostani, come è auspicabile, dovranno farsi anche un punto di ricarica per poter alimentare i loro veicoli, se andremo in quella direzione come auspico, difficilmente la rete attuale sarà in grado di supportare questo, sarà in grado di soddisfare le esigenze, quindi una programmazione in questo senso dev'essere fatta, ma dev'essere fatta di concerto ovviamente tra la Regione e la rete di distribuzione.

I contributi, va bene, abbiamo visto che sono 624 quelli per le automobili e 94 le installazioni: è poco, quindi secondo me bisogna andare nella direzione di potenziare tutto questo.

Infine certo anch'io ritengo che la normativa, la legge, debba essere aggiornata; forse non la vedo nella stessa ottica con cui la vedete voi. Io ricordo che quando era stata discussa l'approvazione di quella legge, c'era stato anche tutto un discorso per esempio sui contributi a monopattini e ad altri dispositivi di quel tipo, su cui avevamo espresso delle grosse riserve, anche perché pensavamo che non fosse tanto razionale in quel momento, tenuto conto che l'obiettivo era veramente di andare a cambiare la mobilità e non solo quella urbana, perché lì potrebbe essere utile ma non certamente sufficiente.

Vedremo, credo che ci sarà sicuramente da discutere su questa cosa ed entrare nel dettaglio.