Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1995 del 3 novembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1995/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla riapertura della tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 30 all'ordine del giorno. Per la presentazione, ha chiesto la parola il collega Carrel.

Carrel (PA) - Torniamo a parlare di treni e della Aosta-Pré-Saint-Didier, un tema che avevamo affrontato a inizio legislatura e su cui ci eravamo confrontati con l'allora assessore Minelli. Oggi, dopo diciotto mesi di assessorato ad interim, poniamo la questione all'assessore Lavevaz, in modo da capire quali siano gli intendimenti di questa maggioranza, che è la stessa dell'inizio della legislatura ma con delle modifiche che abbiamo già discusso bene e ampiamente ieri.

Nel nuovo DEFR abbiamo in previsione, come obiettivo, un acquisto di ulteriori treni elettrici o bimodali per migliorare la qualità del servizio di trasporto pubblico locale ferroviario, con degli impegni finanziari importanti, soprattutto da parte statale, ma anche di parte regionale per un importo di circa 7 milioni e 600 mila euro di risorse regionali nel triennio 2023-2025.

Conosciamo bene la norma del 25 novembre 2016, la n. 22, che impegna in qualche modo il Governo regionale a lavorare in una determinata direzione, quella della riattivazione della Aosta-Pré-Saint-Didier e degli studi di come riattivare al meglio questa tratta. Vogliamo però, con questa interpellanza, porre alcune questioni sul tavolo e chiedere innanzitutto se è arrivato lo studio sull'opzione tram-treno della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier. Ci risulta che in Commissione ci avesse anticipato che questo studio era arrivato, quindi se posso modificare leggermente la domanda chiederei quali sono i risultati, per capire se economicamente è conveniente e se è fattibile quest'opzione.

Poi chiediamo se sia ancora intenzione di questa maggioranza proseguire con l'obiettivo della riapertura Aosta-Pré-Saint-Didier. Nel DEFR vi è scritto che RFI sta studiando, in linea con la legge che abbiamo appena citato, delle possibilità per riattivare la tratta, ma quello che chiediamo è se questo Governo, questa maggioranza, ha ancora intenzione di lavorare in questa direzione, oppure sta valutando anche altre opzioni.

In ultimo, vorremmo capire quali siano i costi per la riattivazione di questa tratta, perché ovviamente stanno lievitando come tutti i costi di tutti gli interventi, quindi capire a che punto siamo a livello di costi per l'attivazione di questa tratta. Avevamo già analizzato tutti i flussi e gli utenti che frequentavano questa tratta, quindi capire di quanto stanno lievitando i costi è importante anche se li chiediamo allo Stato, anche se è un lavoro che spetta a RFI; dobbiamo comunque capire quanto crediamo d'investire e quanto crediamo in questa tratta. E soprattutto, se questi nuovi treni che abbiamo richiesto di finanziarie con quest'obiettivo possono percorrere anche quella tratta, cioè la Aosta-Pré-Saint-Didier, che sappiamo avere delle caratteristiche tecniche diverse, sia per curvatura sia per pendenza, se possono poi essere applicati e utilizzati anche in questa tratta in futuro, quando e se sarà riaperta, senza avere delle riduzioni né di carico né di velocità. Perché capiamo bene che se andiamo ad acquistare dei treni, abbiamo intenzione di riaprire la Aosta-Pré-Saint-Didier, ma questi treni non possono percorrere quella tratta o possono percorrerla ma a metà capienza o con degli ulteriori ritardi, allora qualcosa non funziona.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola il presidente Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Colgo con favore questa interpellanza che permette di fare il punto su un tema che abbiamo, come ha ricordato il collega Carrel, affrontato diverse volte in quest'Aula, sia sul futuro della linea, sia sullo studio nello specifico.

Lo studio, come avevo già avuto modo di dire in una precedente iniziativa, è articolato in due parti ben distinte e anche definite con due step successivi, con un passaggio intermedio importante. Il primo step ha la finalità di acquisire valutazioni di tipo tecnico, il secondo invece riguarda l'analisi più economica, più di sostenibilità, eccetera.

Come lei ha detto e avevo ricordato in Commissione, già a fine giugno una prima versione della prima fase della proposta tecnica era stata consegnata all'Amministrazione regionale: gli uffici del Dipartimento trasporti hanno analizzato dal punto di vista tecnico i contenuti espressi in questo documento, ovviamente l'abbiamo condiviso in alcuni incontri, sono state chieste alcune integrazioni e promossi anche alcuni approfondimenti in merito a questioni particolari e specifiche e qualche settimana fa, il 10 ottobre per la precisione, è stato consegnato agli uffici l'aggiornamento di questa prima fase. In questo momento gli uffici stanno verificando la completezza e l'adeguatezza del contenuto di questo documento. A seguito poi dell'esito positivo di questa verifica, verrà emesso il relativo stato di avanzamento, quindi pagato anche ai professionisti il lavoro, e nei 60 giorni successivi, cioè nei prossimi due mesi, verrà svolta la seconda fase, quindi l'analisi economica e di sostenibilità dell'intervento.

Come avevo già avuto modo di anticipare in quest'Aula, adesso non ricordo se nell'ambito di un'iniziativa o in Commissione, uno degli esiti contenuti in questo studio, che ha complicato abbastanza l'analisi tecnica della soluzione, era quello dell'incompatibilità dell'utilizzo del sedime stradale della statale come spazio da utilizzare, in particolare nel tratto tra Pré-Saint-Didier e Courmayeur e anche nella tratta di attraversamento di Courmayeur. Questo a seguito di analisi tecniche che l'ANAS ha fatto, ha complicato e ha reso le soluzioni tecniche più articolate. Il secondo aggiornamento non l'ho ancora analizzato insieme ai tecnici, l'avevo fatto prima della richiesta di adeguamento, quindi con le soluzioni tecniche ipotizzate. Ovviamente, ça va sans dire, piena disponibilità per un passaggio in Commissione per presentare gli esiti di questa prima parte di studio per quanto riguarda la parte di soluzioni tecniche. Quando poi ci sarà anche la parte economica, potrò rispondere anche alla domanda in merito alle prospettive di effettiva sostenibilità, che al momento non ci sono, anche perché gli interventi necessari per evitare la percorrenza della strada statale, prevedono delle gallerie, quindi costi decisamente più elevati.

In merito alla seconda domanda, se sia intenzione dell'Amministrazione proseguire l'obiettivo della riapertura della tratta Aosta-Pré-Saint-Didier, al momento io non posso che rispondere per quanto le norme lo definiscono, ossia la legge regionale 22 del 2016 che lei ha citato e anche il programma strategico che poi è stato approvato a seguito della legge regionale nel 2019, che prevede la riapertura dell'Aosta-Pré-Saint-Didier. Le analisi approfondite andranno fatte, anche perché, venendo alla risposta della terza domanda, c'è stata di recente una seduta del tavolo tecnico tra Regione e RFI dove è emerso come i costi siano ulteriormente lievitati, e siamo ormai a più di 71 milioni di euro per la riapertura della linea. Sono 71 milioni che servono per opere infrastrutturali per l'aumento del carico assiale a 18 tonnellate/asse, ma anche per interventi previsti sull'armamento, sulle gallerie, sugli impianti, eccetera. Ripeto, le indicazioni, le prospettive a oggi sono chiare, però probabilmente un'analisi andrà compiuta in maniera approfondita.

Per quanto riguarda invece i treni, anche qui ne abbiamo parlato in Commissione nell'ambito dell'analisi del DEFR in maniera abbastanza approfondita. Come ho avuto modo di dire, con i nuovi fondi messi a disposizione dallo Stato, cerchiamo di dotarci di mezzi che siano i più adatti per la tratta Aosta-Torino e che funzionino al meglio con i treni che già abbiamo. Quindi, come avevo accennato e anticipato, ci siamo indirizzati sui treni elettrici Stadler, che hanno la possibilità, nel caso malaugurato che qualcosa vada storto sull'elettrificazione, di rimanere comunque come bimodali o, viceversa, anche utilizzare i nostri bimodali completamente come elettrici, togliendo il powerpack che verrebbe portato in giro come un peso inutile. Al momento questi treni bimodali nostri attuali, i cinque che abbiamo e anche gli eventuali che acquisteremo - elettrici o bimodali, vedremo - potranno essere utilizzati eventualmente sulla tratta Aosta-Pré-Saint-Didier senza limitazioni, avendone tutte le caratteristiche. Ovviamente nel momento in cui si faranno le opere previste nel piano, con il totale dei 72 milioni di euro, saranno utilizzabili tranquillamente sulla linea Aosta-Pré-Saint-Didier.

Sperando di aver risposto a tutte le domande, non aggiungo altro.

Presidente - Per la replica, la parola al collega Carrel.

Carrel (PA) - Grazie, presidente Lavevaz, per le risposte, sono sicuro che l'allora assessore Minelli avrebbe risposto in modo diverso, con maggior energia sostenendo sicuramente più fermamente la riapertura dell'Aosta-Pré-Saint-Didier. Ma a questo punto credo che non ci sia l'intercambiabilità, perché la maggioranza che abbiamo votato in questo Consiglio di ventuno consiglieri oggi è una maggioranza sicuramente diversa e il Presidente, rispondendo a quest'iniziativa in modo molto diverso da come ci era stato risposto ai tempi dall'assessore Minelli, lo ha messo sicuramente in evidenza, e su questo dobbiamo trarne delle conclusioni politiche che sicuramente ogni gruppo consiliare trarrà nei prossimi giorni.

Fatta questa premessa, la sua risposta è in linea con quanto ci ha detto ieri: non può troppo esprimersi e lanciarsi in prospettive future, perché la vera domanda è se sia intenzione dell'Amministrazione proseguire nell'obiettivo della riapertura dell'Aosta-Pré-Saint-Didier. Lei ci ha citato una legge, che giustamente avevo già citato, che esiste, ma le leggi si possono cambiare, le maggioranze consiliari possono cambiare le leggi e possono appunto modificare queste intenzioni, soprattutto a fronte della sua risposta sui costi che stanno lievitando e di uno studio che sicuramente - ne approfitto per chiedere anche al presidente della IV Commissione un'audizione in merito a questo studio, per gli opportuni approfondimenti -, da quanto è emerso e da quanto ci ha detto, evidenzia un'incompatibilità da parte di ANAS per il tratto Pré-Saint-Didier-Courmayeur. Dunque sicuramente, se stiamo valutando un'ipotesi, dobbiamo sicuramente collegare Aosta a Courmayeur e non fermarci a Pré-Saint-Didier. Questo è un mio punto di vista: se vogliamo lavorare in un collegamento, dobbiamo collegare sicuramente tutta l'alta Valle e non fermarci a metà, perché questo credo che sia il deficit più importante dell'Aosta-Pré-Saint-Didier per come era strutturata, perché questo è stato poi uno degli elementi delle grandi difficoltà che ha avuto questa tratta ferroviaria.

Per quanto riguarda dunque gli impegni politici, poco ci ha detto. Bene che i treni attuali e quelli che acquisteremo potranno percorrere questa tratta, ma abbiamo 71 milioni di euro di lavori da effettuare e abbiamo la necessità di chiarirci le idee, per capire realmente cosa dobbiamo fare di questa tratta. Credo che questo sia uno dei temi su cui bisognerà lavorare e su cui invito tutti a lavorare per il prossimo Governo, che ormai è prossimo possiamo dirlo, ci auguriamo.