Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1994 del 3 novembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1994/XVI - Interpellanza: "Azioni volte alla modifica, in accordo con la Società di Servizi Valle d'Aosta, del contratto degli operatori di sostegno".

Marguerettaz (Président) - Point n. 29 à l'ordre du jour. Pour la présentation, la parole au collègue Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - L'articolo 5 della legge 104 del 1992 afferma che la promozione dell'autonomia e la realizzazione dell'integrazione sociale delle persone con disabilità, avviene anche attraverso il sostegno psicologico e psicopedagogico. Sostegno che nelle scuole valdostane viene affidato agli insegnanti di sostegno e per la parte restante agli operatori di sostegno.

Com'è noto, gli operatori di sostegno, nel passaggio dal contratto di lavoro regionale a quello di tipo privatistico della Società di servizi, sono stati assunti con un inquadramento professionale notevolmente inferiore a quello precedente. Tale profilo esclude completamente la dimensione progettuale didattica e anche educativa, che era l'aspetto più significativo del lavoro dell'operatore di sostegno, limitando, dal punto di vista normativo, le mansioni possibili ad attività di tipo esecutivo ed assistenziale. Una limitazione che è in contrasto con le mansioni che gli operatori di sostegno svolgono concretamente, poiché anche loro concorrono alla realizzazione del progetto di vita degli alunni con disabilità.

Per questo motivo siamo rimasti molto sorpresi nell'apprendere che gli operatori di sostegno non partecipano alla programmazione didattico-educativa settimanale, né a quella di inizio anno degli insegnanti, partecipazione che sarebbe invece necessaria per programmare in sinergia, con gli insegnanti di classe e gli insegnanti di sostegno, le attività didattiche da svolgere con gli alunni con disabilità settimanalmente, ma anche nel corso di tutto l'anno scolastico. La progettualità è infatti fondamentale per poter elaborare un progetto di vita che calzi a pennello con le esigenze dell'alunno con disabilità.

Va detto inoltre che troppo spesso gli operatori di sostegno iniziano l'anno scolastico non sapendo con quali alunni con disabilità dovranno operare, né quali sono le loro patologie di cui sono affetti e le criticità che dovranno affrontare. Il tutto viene lasciato alla sensibilità degli insegnanti di classe, che possono eventualmente contattare gli operatori di sostegno prima dell'inizio dell'anno scolastico per un momento di confronto ed uno scambio di informazioni. Questo momento di confronto però è chiaramente svolto dagli operatori di sostegno a mero titolo volontario, poiché non è previsto dal contratto un monte ore da dedicare alla programmazione e alla stesura del progetto di vita in collaborazione con l'insegnante di sostegno e con gli insegnanti di classe. Peraltro, anche la partecipazione degli operatori di sostegno alle riunioni PEI che vengono effettuate nel corso dell'anno scolastico, fondamentali per un confronto con i genitori e tutti gli operatori socioassistenziali che hanno a che fare con l'alunno con disabilità, avviene a mero titolo volontario.

C'è poi un altro aspetto del lavoro degli operatori di sostegno che ci ha fatto trasalire. Pur avendo a che fare con forme di disabilità sempre più complesse e con casi di comorbilità fra più patologie, che richiedono quindi una specializzazione sempre maggiore sia da parte degli insegnanti di sostegno che degli operatori, gli operatori di sostegno non svolgono nessuna informazione nel corso dell'anno scolastico e nemmeno durante la pausa estiva. Rapportarsi con la disabilità, richiede competenze che non possono derivare unicamente dal diploma di indirizzo che, peraltro, inspiegabilmente è il requisito minimo di accesso alla selezione.

Come per gli insegnanti di sostegno sono previsti dei corsi specifici post laurea per ottenere l'abilitazione al sostegno, parimenti anche per gli operatori di sostegno dovrebbero essere richieste competenze specifiche che non possono essere acquisite unicamente con il diploma. Serve la frequenza di un corso di laurea, come avviene per gli insegnanti, e servono anche corsi di formazione nel corso dell'anno scolastico per poter essere costantemente aggiornati sulle varie patologie e sulle nuove tecniche pedagogiche che possono essere utili per rapportarsi con gli alunni con disabilità.

Riteniamo quindi che sia necessario che gli operatori di sostegno debbano essere debitamente informati in merito agli alunni con disabilità che dovranno seguire nel corso dell'anno scolastico, che presentano problematiche che devono essere affrontate in sinergia con gli insegnanti. Riteniamo inoltre che, poiché come abbiamo qui esposto, anche gli operatori di sostegno concorrono alla realizzazione del progetto di vita degli alunni con disabilità, questi debbano avere un monte ore da dedicare alla stesura del progetto di vita stesso, in collaborazione con l'insegnante di sostegno e con gli insegnanti di classe.

In un mondo sempre più complesso, dove anche i bambini "normodotati" richiedono delle risposte pedagogiche sempre più complesse, a maggior ragione le persone che hanno a che fare con alunni con disabilità, devono essere debitamente formate e preparate. Per questo motivo, dunque, con quest'iniziativa la interpelliamo, Assessore, per sapere se sia a conoscenza delle criticità che le abbiamo evidenziato nelle premesse di quest'iniziativa e se sia intenzione del Governo regionale, in accordo con la Società dei servizi di Valle d'Aosta, di modificare il contratto degli operatori di sostegno, al fine di garantire un servizio più attento alle esigenze degli alunni con disabilità.

Président - Pour la réponse, la parole à l'assesseur Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Intanto vorrei dire con schiettezza che gli operatori di sostegno non sono insegnanti; è brutto da dire ma è la realtà, nel senso che ci sono gli insegnanti di sostegno e ci sono gli operatori di sostegno. Rispetto al modello valdostano, che funziona bene ed è considerato in maniera positiva, l'aumento progressivo e impressionante del numero di alunni che abbisognano del sostegno ci deve far riflettere. Dobbiamo capire, ad esempio - ne ho parlato più volte anche con l'assessore Barmasse - come sia possibile che solo nell'ultimo anno siano 58 i 104 gravi che bisogna assistere, e questo è sicuramente doveroso, ma bisogna capire quali sono i meccanismi che stanno portando la nostra popolazione scolastica, tra 104, DSA e DES, ad avere all'interno di alcuni grandi plessi scolastici centinaia e centinaia di alunni che abbisognano di un'assistenza. Bisogna capire soprattutto quali sono i casi conclamati e veri, rispetto al rischio che possa esistere anche qualche elemento non del tutto convincente.

Al di là di questo e per rispondere alle sue domande, devo dire che ancora di recente, sotto la direzione del presidente Lavevaz e con gli altri colleghi, abbiamo continuato le riflessioni sul ruolo della Società dei servizi Valle d'Aosta e anche una riflessione su questi operatori di sostegno. I sindacati usano spesso la circonvallazione per risolvere il problema e dicono: nessun problema, riassumeteli in Regione. E come lei mi potrebbe insegnare, sa benissimo che la nascita della Società dei servizi per questa e per altre professionalità deriva dal fatto che abbiamo dei limiti assunzionali da parte dei Ministeri, in particolare della Ragioneria generale dello Stato, che ci impediscono di fatto di poter assumere le persone, cosa che sarebbe certo più logica, e bisogna adoperare la Società di servizi che deve avere però degli equilibri finanziari che devono essere rispettati.

Come premessa vorrei ricordare che la DGR 971 del 2022, che è lo schema di contratto di servizio fra la Regione e la Società di servizi, prevede diversi punti che vanno a chiarire alcune delle criticità evidenziate. "Per gli operatori di sostegno - dice una parte di questo contratto - sia a tempo determinato che tempo indeterminato, non sono previsti corsi di formazione nel corso dell'anno scolastico e nemmeno nei periodi di pausa delle lezioni". Oltre a disciplinare le modalità di svolgimento della formazione obbligatoria in materia di sicurezza, la società si occupa di garantire una formazione tecnica allegata al ruolo professionale, quindi è un incarico in capo alla Società di servizi. Nello specifico, ricordo che a partire dall'anno scolastico 2016-2017, l'iscrizione a tutti i percorsi formativi rivolti ai docenti delle scuole di ordine e grado possono essere aperti anche agli operatori di sostegno. A tal fine la Sovrintendenza agli studi ha autorizzato l'attivazione di una mail per gli operatori di sostegno, quindi in realtà c'è oggi un ruolo formativo che viene svolto dalla Regione ad abundantiam rispetto alle previsioni.

Dice ancora un altro passaggio: "La società consente ai propri dipendenti di partecipare a iniziative formative, sentito il dirigente scolastico, fermo restando l'obbligo del rispetto del monte ore settimanale previsto. Il dirigente scolastico deve valutare la valenza della formazione, il principio di rotazione del personale di sostegno e l'organizzazione complessiva contingente, tenuto conto che l'esigenza prioritaria è quella di garantire l'accoglienza a scuola degli alunni con disabilità in situazioni di gravità". Le lascerò poi la risposta scritta, perché altrimenti non starei nei tempi.

In merito ai punti da voi riportati, faccio presente che a partire dalla scuola dell'infanzia e fino alla conclusione della scuola secondaria di secondo grado, l'operatore di sostegno integra l'attività svolta dai docenti di sostegno e di classe, per il raggiungimento degli obiettivi didattico-educativi, che sono previsti dai PEI che sono i Piani educativi individualizzati. L'operatore di sostegno presta un monte ore di servizio compreso fra le 18 (contratti part-time) e le 36 ore settimanali, all'interno delle quali sono inserite tutte le attività richieste dal proprio incarico annuale: attività frontali con i bambini e ragazzi, programmazione con i colleghi, preparazione materiale e riunioni. Occorre tuttavia sottolineare che, tenuto conto della complessità della varietà delle diverse aree di disabilità, non è possibile definire a priori uno stesso numero di ore di programmazione settimanale per tutti gli operatori, perciò spetta al dirigente scolastico, garante dell'inclusione, figura professionale individuata dall'Amministrazione per fungere da tramite tra la società e gli operatori di sostegno, il compito di definire l'orario e le attività degli operatori, in base alle esigenze di ogni singolo alunno esplicitate all'interno del progetto educativo. Preciso inoltre che in quanto membri effettivi del GLO, cioè Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione, istituito a livello di singola istituzione scolastica e per ogni alunno in situazione di disabilità, come previsto dalle normative, gli operatori di sostegno accedono alla piattaforma regionale SITC Minori, ambiente di gestione della documentazione PEI, contribuendo pertanto attivamente alla stesura del progetto educativo.

Di seguito riporto i riferimenti della DGR del 2022. Il servizio fornito dalla società per il tramite degli operatori di sostegno consiste, a titolo non esaustivo, nell'assistenza diretta allo studente nell'espletamento delle funzioni di cura personale e di raggiungimento degli obiettivi didattico-educativi previsti dai rispettivi piani educativi individualizzati, quali ad esempio partecipazione alle attività didattico educative, di studio, di recupero, di potenziamento delle competenze e delle abilità, partecipazione alle uscite didattiche programmate dalla classe in cui è inserito l'alunno, igiene personale, somministrazione di farmaci, eventuale assistenza domiciliare in orario scolastico in caso di patologie acute certificate, assistenza durante il servizio di trasporto da e per i luoghi deputati alle terapie. Inoltre il servizio fornito dalla società consiste nella collaborazione alla stesura del PEI relativo all'anno d'iscrizione e alle indicazioni riferite a quello successivo, alle partecipazioni alle riunioni PEI e ad altre eventuali riunioni previste per l'alunno. Dopodiché c'è tutta l'esplicitazione degli orari e in un altro punto si dice: anche per quanto riguarda la programmazione didattico educativa che si svolge prima dell'inizio dell'anno scolastico e per la valutazione finale che si svolge al termine delle lezioni, non è previsto un monte ore per gli operatori di sostegno, e se lo fanno, lo fanno a titolo di volontariato. È necessario che gli operatori di sostegno siano debitamente informati in merito agli alunni con disabilità, che dovranno seguire nel corso dell'anno scolastico, che presentano problematiche che devono essere affrontate in sinergia con gli insegnanti.

In merito preciso che gli operatori di sostegno, così come i docenti supplenti annuali, prendono servizio dal primo giorno di scuola. A tal proposito, faccio presente che l'accoglienza dell'alunno con disabilità non è in capo alle sole figure di sostegno, docente e operatore, ma all'intero team docente e consiglio di classe. Durante i primi giorni di scuola sono abitualmente previsti in orario di servizio momenti di passaggio di informazioni. Tale modalità consente una prima conoscenza dell'alunno, che dovrà essere integrata con la lettura del PEI, che include anche la situazione clinico-diagnostica e le varie ipotesi di progettualità a breve e lungo termine.

Gli elementi per la valutazione finale degli alunni con disabilità vengono condivisi nell'ultimo incontro, GLO, che dev'essere svolto entro la fine delle lezioni, pertanto gli operatori possono portare il loro contributo alla valutazione, pur terminando il servizio alla conclusione delle attività didattiche. Inoltre, per l'assistenza in occasione degli esami di Stato conclusivi del primo e secondo ciclo, sarà possibile, per gli operatori di sostegno di riferimento del singolo alunno, proseguire parte del servizio fino all'espletamento delle prove d'esame.

Per raccogliere eventuali problematiche segnalate dagli operatori e per ribadire alcune indicazioni alle scuole, abbiamo previsto periodici incontri con la Società dei servizi. La maggiore criticità si rileva nell'ambito del reclutamento iniziale del personale, come viene fra l'altro anche per gli insegnanti, in particolare quelli di sostegno. Per il periodo estivo, potrebbe essere opportuno valutare, insieme agli altri Assessorati, in particolare sanità e politiche sociali, se si possono prevedere forme di sostegno e supporto alle famiglie più bisognose, utilizzando ad esempio gli operatori di sostegno per accompagnare in attività educative extrascolastiche gli alunni con disabilità grave, già seguiti nel corso dell'anno scolastico, per una logica di continuità. Quindi si sta discutendo, anche con il collega Bertschy, così come con il collega Barmasse, della nascita di appositi voucher per il sostegno alle famiglie nel periodo estivo. Si tratterebbe anche, in qualche modo, di integrare in maniera più efficace il ruolo di questi operatori.

Président - Pour la réplique, la parole au collègue Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Comincio dal fondo, Assessore. Lei giustamente ha detto che è opportuno riflettere su eventuali voucher rispetto alla parte relativa al momento estivo, che purtroppo ha visto la nostra Regione una fra le terribili protagoniste di una mancanza di servizi dedicati ai disabili sui centri estivi, cosa che non ci ha sicuramente giovato come immagine e che è stato poi eventualmente corretto in corsa, ma con soluzioni sicuramente non stabili e non agevoli. Un'idea che mi sento di poter esporre, visto che si è detto, per esempio su più fronti, che i Comuni piuttosto che altre strutture non riescono a organizzare i centri estivi dedicati ai disabili, a volte anche per mancanza di personale specializzato che conosca i casi, in questo caso la possibilità per esempio di attingere, ovviamente in maniera volontaria, a quegli operatori che durante l'anno lavorano per la Società di servizi è, secondo noi, una buona opportunità; perché abbiamo già del personale che è formato, che su base volontaria potrebbe aderire a questi centri estivi e che quindi potrebbe sicuramente erogare sia in forma pubblica, pensiamo alle amministrazioni comunali, piuttosto che in forma privata sostenuti dai voucher per esempio, potrebbe essere sicuramente una valida possibilità. Quindi su questo siamo assolutamente d'accordo.

Sul resto io sono ansioso di leggere e di avere la sua risposta che mi ha annunciato, perché lei ha giustamente sciorinato una serie di riferimenti che dovrebbero disciplinare la gestione e l'attività degli operatori di sostegno. Il problema è che noi abbiamo la norma che dice una cosa, e poi la realtà che ci dice tutta un'altra cosa. Lei ci dice che dovrebbero partecipare, dovrebbero essere inclusi, dovrebbero fare la formazione, però tutto questo non avviene. Quindi, o i dirigenti scolastici, per esempio nel caso della programmazione, sbagliano tutti, o altrimenti c'è qualcosa che non funziona. Per esempio, lei penso lo sappia, ma non si può fare i momenti di scambio di informazioni... Lei immagini l'operatore di sostegno che arriva il primo giorno di scuola e gli dicono: "Tu oggi sarai sull'alunno Giovanni". "Ma che patologia ha? Ma che cos'ha? Non lo so". È il primo giorno di scuola: io oggi arrivo e senza sapere di che cosa si tratta, prendo e vengo buttato in questa realtà e devo conoscere Giovanni, capire che patologia ha, capire qual è il suo carattere, capire qual è la sua famiglia, che necessità ha. È chiaro che questo momento di scambio non può avvenire nell'intervallo che un tipo di approccio all'alunno disabile deve avvenire in una maniera sicuramente organizzata. Partecipare al PEI lei dice lo possono fare: dovrebbe essere il dirigente che cerca di incastrare le tempistiche e cerca di coinvolgere e quant'altro. Il problema è che lo fanno fare senza timbrare il cartellino - questo penso che lo sappia - e soprattutto lo fanno fare a titolo completamente gratuito, perché non è previsto, perché se loro dovessero sostituire gli operatori per permettergli di partecipare alla stesura del PEI, non avrebbero il personale per coprirlo. Quindi ci troviamo con un gatto che morde la coda: lasciamo scoperto l'alunno, oppure dall'altra parte abbiamo la possibilità di partecipare al PEI e di concorrere a comprendere quali sono le necessità e collaborare per riuscire ad avere un progetto che sia coerente con l'alunno.

I problemi sono molteplici. Lei ci ha detto giustamente della difficoltà di reperire il personale e ci ha detto anche che la Regione non può assumere più di una serie di unità di personale, a causa dei limiti assunzionali. Ma è altrettanto vero che, per esempio, anche verificare qual è il tipo di contratto che viene applicato a questa tipologia di assistenti, a questa tipologia di operatori, sicuramente sarebbe importante. Io penso che lei sappia quale tipologia di contratto viene applicata, che è il contratto AGIDAE se non sbaglio, che sinceramente non lo vedo esattamente centrato sulla tipologia di lavoro che viene svolta da questi operatori e che sicuramente, se venisse modificata, darebbe una maggiore soddisfazione a chi lavora e un maggior riconoscimento rispetto all'impegno profuso.