Oggetto del Consiglio n. 1993 del 3 novembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1993/XVI - Interrogazione: "Informazioni relative all'eventuale copertura del posto di dirigente responsabile del credito da parte di Finaosta SpA." e Interpellanza: "Azioni conseguenti al rigetto del ricorso promosso da Finaosta SpA presso la Corte di Appello di Torino in relazione ad una procedura per l'assunzione di un dirigente".
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 28 consiglieri, riprendiamo l'ordine del giorno. Siamo all'analisi dei punti n. 11 e 28, vale a dire l'interrogazione n. 11 e l'interpellanza n. 28 che sono affrontate congiuntamente. Per l'illustrazione dell'interpellanza, il consigliere Aggravi si è prenotato, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - L'interpellanza ha sostanzialmente due temi che riguardano grossomodo la stessa realtà e prende avvio da una doppia notizia che è apparsa all'onore delle cronache lo scorso 20 ottobre. La prima riguarda la sentenza con la quale la Corte di Appello di Torino ha respinto il ricorso promosso da Finaosta sulla sentenza del Giudice del lavoro di Aosta, con cui era stata cancellata la procedura svolta per l'assunzione di un dirigente. A proposito di questo fatto non vorrei tornare su quello che è anche emerso in alcune sedute di Consiglio, poi ripreso dalla stampa: il discorso delle prove de-anonimizzate, i vari rilievi, rumors e non solo che sono usciti per quello che riguarda anche delle valutazioni che i competenti organi della partecipata hanno fatto sul tema di quella selezione, così come anche le considerazioni e le sentenze del Giudice del lavoro e ora della Corte di Appello di Torino.
Su questo punto l'interpellanza chiede quali siano le conseguenze, nonché gli effetti, della richiamata sentenza della Corte di Appello di Torino, ma soprattutto direi che cosa intenda fare la finanziaria regionale a fronte della richiamata sentenza, in particolar modo con riferimento alla situazione di vacanza della figura per cui la selezione cancellata era stata promossa. Mi immagino già che la risposta che potrebbe arrivare su questo punto sia: la finanziaria aspetta le motivazioni della sentenza; ormai siamo diventati un po' tutti esperti su quest'aspetto. Però la seconda domanda poco dipende - a mio giudizio - dall'attesa delle motivazioni, perché c'è un fatto: si promuovono delle selezioni, in particolare in quel caso erano due, per due figure apicali se non importanti nella struttura della finanziaria, una si occupava e si deve occupare di amministrazione, quindi tutto quello che non è un ruolo banale, anzi, è un ruolo fondamentale, soprattutto in un ente vigilato anche per tutte le comunicazioni che vengono fatte alle autorità di vigilanza, e personalmente qualcosa ne so, quindi sono vicino a quella persona e al lavoro che deve fare, e dall'altra parte chi si dovrebbe occupare della parte produttiva, quindi del credito, che è altrettanto fondamentale se non indispensabile a una realtà che, per quanto in house, deve produrre ovviamente degli utili ed un ritorno. In questo caso, da quello che si è appreso, la soluzione è stata quella di sommare e dare l'interim, ridistribuire, si fa così di solito, le deleghe ma ovviamente i carichi di lavoro sono quelli che, in realtà, riguardano due persone; quindi capire che cosa si intende fare. Anche in questo caso si aspetta che ci siano le motivazioni? I tempi si allungano, le problematiche aumentano e abbiamo una realtà fondamentale per l'economia e la comunità valdostana che agisce zoppa, sostanzialmente.
La seconda notizia invece riguarda una società controllata dalla finanziaria regionale, perché si apprende, sempre da notizie di stampa, delle dimissioni rassegnate dal presidente amministratore delegato della Cervino S.p.A., a pochi giorni dall'evento che, purtroppo, non si terrà questo fine settimana e che è saltato, però arrivano queste dimissioni. Non è soltanto una società controllata, perché la persona interessata è una figura che ricopre un ruolo altrettanto importante all'interno della finanziaria regionale. E su questo, sempre da articolo di giornale, ci troviamo le dichiarazioni del presidente della finanziaria regionale che dice, rispetto al perché di questa situazione: "C'era una situazione di servizio che era necessario riportare alla normalità".
Io ho trovato molto interessante questo passaggio per due motivi. Non mi sovvengono le date, ma quando fu presentato il piano di ristrutturazione di VDA Structure nelle Commissioni competenti, ci fu giustamente presentato dal direttore di Finaosta e dal dottor Tovagliari che seguiva il dossier e una delle considerazioni che mi ricordo feci in Commissione, non soltanto io, era: ma lei riesce a fare tutto? Perché dirige una partecipata della Regione, si occupa delle altre partecipate su cui bisognerebbe fare governance, che non è soltanto comandare, ma è anche controllare, verificare e fare il lavoro che quella struttura doveva fare. Soprattutto c'è un altro problema che si presenta, una sorta di conflitto di interessi, cioè chi dirige la struttura che dovrebbe vigilare e fare governance sulle partecipate, finisce per dirigerne una di queste, e parlo soprattutto degli impianti a fune, che è una cosa molto curiosa e un po' tipica della nostra realtà purtroppo. È vero, siamo in pochi, le persone sono sempre le stesse, però è un po' assurdo che la persona che si occupa di quello in quella struttura di Finaosta, vada a dirigere una delle società su cui poi, alla fine, deve fare governance; molto strano.
Forse era questa la situazione di servizio che era necessario riportare alla normalità, e non lo sapevamo quando è stato nominato? Poi oggi - questo non c'è nell'interpellanza, è emerso successivamente - è tornato presidente Federico Maquignaz, che si era dimesso il 18 settembre 2020 per ragioni professionali e personali. Io non ho niente contro Federico, anzi, però mi sembra strano che una persona che si è dimessa a suo tempo, oggi - forse sono finite anche in questo caso le sue ragioni - torni alla presidenza. Io mi auguro che questa volta le telecamere funzionino, perché l'ultima volta ci sono stati un po' di problemi e gli auguro buon lavoro. Sicuramente lui non è in una situazione di conflitto per quello che riguarda la finanziaria regionale, perché lui in quel caso dirige la Cervino e non ha responsabilità sulla finanziaria regionale. Quindi chiediamo quale sia la situazione di servizio che era necessario riportare alla normalità, richiamata da queste dichiarazioni del presidente della finanziaria regionale. In ultimo, se con riferimento a tutte queste situazioni, il Governo regionale abbia dato o intenda dare specifiche indicazioni alla finanziaria regionale volte al presidio di potenziali rischi conseguenti.
Io non voglio passare per quello che ha preso di mira una realtà, perché oggettivamente le notizie sono tante, le situazioni sono tante; tra l'altro non l'ho citata, l'ho messa in premessa, ma sicuramente l'Assessore che è persona fine l'ha colta, anche il fatto che Finaosta ha promosso - scadeva il 28 ottobre scorso - un avviso per la candidatura di una ulteriore componente del CdA. Anche lì c'è una situazione che si era presentata, che si ripresenta: c'è un tormento - io lo chiamo così - che riguarda la finanziaria regionale dove, per carità, magari qualcuno vede i fantasmi, io so che qualcuno lì ne vede anche tanti, perché ho avuto anche occasione di potergli parlare, lui è venuto a parlarmi, però diciamo che i casi sono tanti, e uno più uno più uno più uno è una sommatoria. Alla fine della fiera, io mi chiedo che cosa sta succedendo e soprattutto se oggi, con questa situazione, si è tornati alla normalità; cito le parole del presidente della finanziaria regionale.
Io penso che una realtà così debba poter lavorare più serenamente e occuparsi effettivamente dei problemi e della mission che c'è nel suo statuto, perché altrimenti aggiungiamo dossier su dossier. Soprattutto mi dico: ma allora finisce che ci sono persone che sono sovraccaricate di lavoro, e per assurdo c'è diciamo una combine tra i due ruoli e magari altri che fanno meno, quindi cerchiamo di capire. Poi si sa - e la chiudo così - che alcune persone sono sovraccariche di lavoro perché se lo cercano, per varie motivazioni.
Presidente - Risponde l'assessore Caveri.
Caveri (AV-VdA Unie) - Cercherò di rispondere a tutte le domande che sono state poste dalle due iniziative di sindacato ispettivo. Una battuta sulla dimissionaria del CdA, che non è argomento però lei l'ha evocato: la professoressa dell'Università della Valle d'Aosta che ha dato le dimissioni, lo ha fatto per motivi personali e anche con una giustificazione umana del tutto comprensibile.
Ci tengo anche a dire che comunque non è facile trovare i consiglieri di amministrazione di Finaosta. Anche se abbiamo raddoppiato gli emolumenti, la finanziaria continua a non essere attrattiva e questo vale in particolare, ormai per tutte le società, per le candidature femminili: sia per i consigli d'amministrazione che per i collegi sindacali, le candidature femminili vanno ricercate ed è molto difficile trovare il personale; giustissimo che ci siano le quote rosa, però in certi casi effettivamente la questione è estremamente complessa e le persone che sono disponibili sono poche.
Vorrei fare una premessa. Io non voglio passare per un cerbero che fa il cattivo talvolta con alcuni concorsi delle partecipate, però ricordo che chi ha la responsabilità sulle partecipate ha il cosiddetto controllo analogo, che è una bestiolina abbastanza difficile da ammaestrare, che pone delle responsabilità molto elevate in chi interpreti questo ruolo, e lei lo sa bene perché lo ha fatto in passato.
Comincio con una domanda che viene posta dal consigliere Marquis e anche dal consigliere Aggravi, che riguarda chi si sta occupando di questo ruolo. La società ha comunicato che la responsabilità della direzione credito, sin dalla pubblicazione della sentenza di primo grado, è stata affidata ad interim a un altro dirigente interno della società, al dottor Sisto, in possesso dei requisiti e delle competenze per ricoprire il ruolo. Le decisioni in ordine all'individuazione di una soluzione organizzativa stabile non possono prescindere - dice Finaosta, era abbastanza prevedibile - dalla disamina della sentenza nella sua interezza. Quindi si aspettano le motivazioni da parte della Corte d'Appello di Torino.
Seconda domanda del consigliere Marquis. Finaosta ha comunicato l'avvio di procedimenti per individuare eventuali responsabilità interne, perché ricordo che su questo concorso si è espresso anche l'audit interno dell'azienda in senso negativo, ed è la stessa interpretazione che avevamo dato noi come dipartimento delle partecipate, ritenendo in particolare che non ci fosse l'anonimato nella prova scritta. Finaosta, anche su sollecitazione del collegio sindacale, sta approfondendo la questione ma si dice di essere in attesa della definizione del contenzioso in essere. Il costo del contenzioso a oggi è stimabile, secondo i dati che ci sono stati forniti, in: spese per l'assistenza di Finaosta S.p.A. in primo grado, 27.419 euro; rimborso delle spese legali sostenute dalla controparte, sempre del primo grado, e liquidate in sentenza, 6220 euro; preventivo dello studio legale per l'assistenza di Finaosta post sentenza di primo grado, 21 mila euro oltre IVA e oneri accessori, che sono ancora da corrispondere; rimborso spese legali per il giudizio di appello, 6615 euro oltre Iva e oneri accessori, ancora da corrispondere.
Venendo alla parte delle domande del consigliere Aggravi, è chiaro che intanto è stata definita - ricorda Finaosta - la nullità della procedura selettiva e, di conseguenza, la nullità del contratto stipulato con il candidato vincitore della procedura. Si tratterà di vedere se il giudice d'appello, ma questa è una mia valutazione perché ovviamente la sentenza anch'io non l'ho vista, ripercorrerà i punti molto chiari della sentenza emessa dal giudice del lavoro di Aosta. In quel caso ovviamente ci sarà un obbligo da parte di Finaosta di rivedere anche una serie di procedure interne. Quindi, c'è un'attesa del deposito delle motivazioni e la seconda domanda, alla quale ho già risposto, è quella che attualmente questo posto comunque è coperto da altro dirigente.
Per quanto riguarda le dichiarazioni rese dal presidente del CdA di Finaosta in ordine alle dimissioni del dottor Tovagliari, in cui si è fatto riferimento alla "situazione di servizio che era necessario riportare alla normalità", questo è il virgolettato che lei stesso consigliere Aggravi ha riportato, Finaosta rileva che questa situazione era dovuta a mere esigenze interne anzitutto derivanti dalla necessità di far fronte a questioni riguardanti l'organizzazione del personale di Finaosta. Il dottor Tovagliari si è trovato - aggiungo questo - in una situazione di difficoltà dopo la scelta di dimissioni per motivi personali, oggi gira il mondo, del dottor Manassero, e quindi era sempre più difficile per lui poter reggere, anche fisicamente direi, i due lavori. Questo incarico, che era già stato definito comunque pro tempore, è venuto meno proprio per una sorta di "esaurimento" del suo ruolo a Breuil-Cervinia, dovuto appunto al doppio incarico che era molto difficile da mantenere. Tra l'altro ricordo che la questione delle telecamere aveva riguardato Zanetti e non Federico Maquignaz. Federico Maquignaz è stato cooptato tenendo conto della necessità, credo che questo anche il collega Bertschy l'abbia più volte rimarcato, di far fronte nell'immediato alle gare di Coppa del mondo, che purtroppo poi non ci sono state.
La quarta domanda: se il Governo regionale abbia dato o intenda dare specifiche indicazioni alla finanziaria, volte al presidio di potenziali rischi. Attraverso il dipartimento società enti partecipati avevamo già avuto modo di fornire indicazioni sul punto. In particolare, con la nota 602 in data 19 maggio 2022 la Regione aveva comunicato alla società le criticità di compatibilità della procedura 18, gestione del personale, versione 4, in vigore dal primo agosto 2018, rispetto ai principi richiamati dall'articolo 19 comma 2 del decreto legislativo 175 del 2016 e dall'articolo 35 comma 3 del decreto legislativo 165 del 2001, con contestuale invito e sollecito a provvedere con celerità alla revisione e alla procedura per consentire l'applicazione alle future procedure di reclutamento del personale. Con nota 641 in data 6 giugno 2022 avevamo reiterato i rilievi in ordine alla criticità emergente dalla procedura di selezione adottata da Finaosta, indicando al contempo che ogni azione che la società intendesse porre in essere nei confronti della sentenza di primo grado, che ha definito il processo relativo alla procedura di reclutamento del dirigente della direzione credito, fosse di esclusiva responsabilità della società Finaosta. Con nota 1131 in data 26 ottobre 2022 la Regione ha ribadito la propria posizione, anche in ordine alle connesse responsabilità in ordine alla medesima questione, richiedendo tra l'altro di voler trasmettere copia della sentenza non appena le motivazioni saranno depositate.
Sotto altro profilo, e già in parte ne abbiamo discusso, altre indicazioni sono state inserite nel DEFR, finalizzate a razionalizzare il complesso normativo aziendale, anche in ottica di efficientamento dei processi interni. A ciò si aggiunga che la bozza di allegato alla delibera attuativa della legge 20 del 2016, che abbiamo già trasmesso alla società per una presa visione, sulla quale la stessa ha richiesto un incontro per discutere di alcuni aspetti qualitativi e quantitativi conseguenti alla sua adozione, incontro che ci sarà all'inizio settimana prossima, riporta esplicitamente, in ossequio ai principi di trasparenza e imparzialità propri del buon agire amministrativo, estesi dall'articolo 19 comma 2 del TULPS anche alle società a controllo pubblico, che le procedure selettive bandite dalle società controllate anche indirettamente dalla Regione, non possono prevedere prove scritte riportanti sigle, nominativi e sottoscrizioni riconducibili al candidato che effettua la prova.
Questo lo abbiamo voluto chiarire perché effettivamente, già in uno scorso Consiglio, ci si è interrogati su quale sia il limite che il dipartimento delle partecipate deve avere. Ovviamente il limite è che noi poniamo delle linee guida per avere una situazione nel limite del possibile omogenea, poi abbiamo a lungo discusso con alcuni colleghi per esempio del fatto che non bisogna essere degli elefanti nella cristalleria. Per capirci, se dobbiamo assumere uno skilifista negli impianti di risalita, non è che gli dobbiamo chiedere chi è Pico della Morandola, ma dobbiamo sapere se tecnicamente è in grado di dare il piattello e di far salire sulla seggiovia. Ben diversa la questione dei dirigenti, che devono invece avere un passaggio che definisca in maniera chiara le proprie competenze rispetto al ruolo apicale che devono svolgere. Questa è un po' la logica delle linee guida che dovranno essere fatte, sia per le società dirette che per le società indirette, questo per avere un quadro di certezze per tutti i partecipanti. Ripeto, non è una logica invasiva di cattiveria, di inimicizia o di antipatia nei confronti di chi oggi si trova ad avere posti di responsabilità nelle partecipate, perché esiste in comportamenti rispetto ai quali non ci sia assonanza rispetto alla legislazione vigente un rischio, che non solo incombe sugli amministratori in termini di propria responsabilità, ma incombe nel momento in cui si ha consapevolezza dell'esistenza di situazioni che debbono essere risolte anche su chi, in maniera apicale, ha una responsabilità sulle partecipate.
Ringrazio per le domande che sono state poste. Il rapporto con Finaosta è leale e chiaro, rispetto al quale anche i rapporti sia con la presidenza che con il consiglio di amministrazione è sempre stato all'insegna dell'assoluta schiettezza, come è necessario avere in casi come questi. Ci auguriamo che nel prosieguo Finaosta possa bandire nuovamente i concorsi che sono necessari, perché sarebbe paradossale rimarcare da parte di tutti, da parte loro, da parte del CdA, da parte del collegio sindacale, così come da parte nostra, anche come Consiglio, tutta una serie di problematiche legate alla fragilità di alcune delle strutture di Finaosta e non far corrispondere, con la rapidità necessaria, la copertura dei posti o forse anche la previsione di nuovi posti che si rendano necessari rispetto alle diverse missioni che la Finaosta ha.
Presidente - Per la replica, consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Grazie Assessore per le risposte che ha fornito all'interrogazione che ho posto e all'interpellanza del collega Aggravi. Per quanto mi concerne prendo atto delle considerazioni: è del tutto evidente che a oggi, non essendoci le motivazioni, probabilmente la società non ha ancora chiaro se resistere o cessare il contenzioso, così come il discorso delle responsabilità. Abbiamo ascoltato le sue parole e siamo anche consapevoli che il controllo analogo effettivamente impone anche all'Amministrazione regionale una particolare attenzione a queste tematiche.
Quello che ci preme sottolineare di più come gruppo è l'aspetto della sofferenza che ha Finaosta da questa vicenda, in termini di funzionalità. È vero che si può riconoscere un interim a un'altra figura, ma è anche vero che questo non corrisponde al massimo sotto il profilo della funzionalità, perché è già una società che è in una fase di riorganizzazione e una situazione aggiuntiva come questa di difficoltà, che si protrae dal mese di giugno del 2021, quindi ormai siamo un anno e mezzo da quando è stata presa la decisione di bandire la copertura di questo ruolo, è perché evidentemente c'era una forte esigenza, diversamente la società non avrebbe provveduto in questa direzione. Quello che non si riesce a capire piuttosto di tutta questa vicenda, è come si sia pensato nel frattempo di non provvedere a delle sostituzioni vere e proprie, perché effettivamente sappiamo tutti quali sono i tempi di risposta che ci sono, le difficoltà che ha la società e soprattutto sappiamo quello che ci si aspetta dal ruolo di questa società, che dovrebbe essere il motore dello sviluppo, sostanzialmente il braccio operativo, dell'Amministrazione regionale.
Quanto ai costi, facendo due rapide somme, a oggi sono già stati spesi 80 mila euro per questa vicenda tra primo e secondo grado, quindi anche quest'aspetto qui diventa poi non di poco conto sulla situazione nel suo complesso.
Aspettiamo l'evolversi della situazione e terremo l'attenzione sull'argomento.
Presidente - Consigliere Aggravi ha la parola.
Aggravi (LEGA VDA) - Assessore, sul discorso delle telecamere io non facevo riferimento a Maquignaz: gli auguravo che le telecamere questa volta funzionassero, perché nell'intermezzo in cui lui non è stato lì, qualcosa è successo, lei l'ha ricordato, quindi il mio era più un auspicio.
Lei ha citato due passaggi, il primo, ha parlato di auditing interno. In realtà era responsabile anticorruzione ed era emerso sui giornali questo, perché sull'audit interna qualche cosa andrebbe detta, ma questo io glielo lascio forse più come non voglio dire compito a casa, però occhio anche a quella situazione, perché l'auditing interno è diventato auditing esterno; non si banalizzino le figure di controllo, soprattutto se dicono certe cose. Quindi, sul dossier audit io la invito a verificare quello che sta accadendo o potrà succedere.
Invece mi voglio focalizzare su quello che lei ha detto, cioè lei giustamente ha parlato di controllo analogo. Qualcuno deve capire che ci sono sì delle società di diritto privato, ma se sono delle in house e bisogna esercitare il controllo analogo, vanno gestite secondo la normativa di riferimento. Qualcuno dovrebbe anche capire che se sui bandi di concorso vengono scritte alcune cose o altre no, vanno rispettate. Abbiamo parlato del discorso delle sigle delle prove e ho apprezzato il passaggio in cui lei giustamente diceva che bisogna anche comprendere qual è la finalità di una selezione, chi è che stiamo assumendo.
Questo vale anche pro futuro per altri assessori o altre partecipate, che però non vedo in aula, ma al di là di questo poi ci torneremo, magari il prossimo Consiglio. Però al di là di questo, io ho apprezzato questo passaggio, perché se devo assumere un dirigente, devo anche capire se questo dirigente non solo sa leggere, ma sa anche scrivere, perché non è una situazione banale, e magari se devo assumere un dirigente del credito, devo capire se ne sa di credito, se sa cosa è un cash flow, se sa cos'è un VACC, se sa cos'è un discount transaction, cioè tutta una serie di cose che permettono a questo dirigente poi di fare il suo mestiere o di controllare il mestiere che viene fatto dalla sua struttura.
Non sono cose banali, perché anche su come sono fatte le prove, ovviamente qualcosa in più bisognerebbe dire. È ovvio che lì sta nell'autonomia poi anche della commissione, però lo dico soprattutto come piccolo consiglio, perché parlare o chiedere semplicemente delle norme è un conto, allora se io sto cercando un responsabile legale è giusto capire se sa le norme, ma se devo capire se qualcuno sa far di conto o sa che cos'è la gestione del rischio di credito, la valutazione del merito creditizio di una società o di un ente, devo capire effettivamente se lo sa fare.
Poi lì c'era anche il problema della prova chiamiamola on line, o comunque da remoto: anche lì, ma scriviamolo nel bando! Perché si fanno delle cose che non sono scritte o se ne fanno di contrarie? È questo che io non riesco a capire. Adesso non voglio entrare sul discorso delle responsabilità, ma giustamente poi sembra che lei e il suo dipartimento siete cattivi e dovete ricordare le cose e sembra che noi siamo cattivi perché facciamo le iniziative, ma se c'è scritta una cosa o non la si è scritta, "sveglia baucchi" diceva mia nonna, perché oggettivamente non ci si può puoi lamentare se qualcuno giustamente fa ricorso o se chi di dovere dice: "Scusate, ma avevate previsto la prova online? - No - Ma scusate, avevate previsto di siglare le prove? - No! Ma allora di cosa stiamo parlando? O meglio, che cosa siete? Una società in house con controllo analogo, che non è banale.
Se uno vuole gestire le cose come vuole lui, si apre la sua bella banca e fa business. Su queste cose invece bisogna ragionare diversamente, e spiace anche passare per quelli che vogliono ingessare le procedure di una realtà che dovrebbe essere snella di suo. Però io non capisco perché si vogliono snellire le procedure di selezione, ma non si snelliscono le procedure di erogazione dei mutui o di valutazione dei mutui, e parlo solo dei mutui per non parlare di altro. Forse lì bisognerebbe andare ad approfondire e a capire: il rapporto nei confronti dell'utenza, nei confronti del cliente, come è gestito? Quello potrebbe essere un bell'indice di bilancio, quanto è snella la procedura di selezione rispetto a quanto è snella l'attività nei confronti di terzi. Questo magari glielo do come spunto per prossime valutazioni sull'efficienza delle società partecipate. Buon lavoro.
Dalle ore 09:38 assume la Presidenza il vicepresidente Marguerettaz.
